Il 24 maggio 1819 nasce a Kensington Palace la futura regina Vittoria

Bicentenario della regina Vittoria

Il 24 maggio 1819 in quello che molti anni dopo suo figlio definirà “aunt keeper” nasce la futura regina Vittoria. Nel palazzo costruito perché re Guglielmo III vuole allontanarsi dall’aria insalubre del centro di Londra, la bambina, orfana del duca di Kent ed erede degli zii Giorgio IV e Guglielmo IV, passa tutta la sua infelice infanzia. Qui la giovane donna riceve la notizia che lo zio è morto e lei è la nuova regina; qui in una sala al primo piano si tiene la prima riunione del Consiglio privato di un regno che sarà lunghissimo, il più lungo della storia inglese fino a quella della sua bis-bis nipote Elisabetta II.

Bicentenario della regina Vittoria

Sovrana ad appena diciotto anni e finalmente libera dalla pesante tutela di una madre poco amata, la regina Vittoria è una ragazza allegra e vivace, che ama la musica, il ballo (l’etichetta di corte le vieta il valzer, ma può danzare la quadriglia allora molto in voga) ed è irresistibilmente attratta dagli uomini affascinanti e colti. In effetti Vittoria, orfana di padre all’età di otto mesi, cerca soprattutto una figura maschile di riferimento.

La regina Vittoria e Lord Melbourne

Lo zio Leopoldo di Sassonia-Coburgo, vedovo della principessa Charlotte e futuro re dei belgi, si prodiga in consigli e lei gli sarà sempre molto affezionata, con Lord Melbourne sarà tutto diverso. La giovane sovrana, salita al trono il 20 giugno 1837, è letteralmente soggiogata dal suo primo ministro, che ha quasi sessant’anni ma resta un uomo di grande charme, aristocratico nei modi e ricco di fascino. La regina alle prime armi e il lord, che è un politico navigato, sono ben presto inseparabili. Quella dper Melbourne è una vera passione, beninteso non oltre i limiti delle convenienze, ma nettamente al di là della prudenza e della ragionevolezza. Come avrebbe potuto Vittoria, cresciuta in un ambiente triste e deprimente, non sentirsi conquistata da questo personaggio paternamente benevolo, spiritoso e circonfuso di tragici amori (sua moglie l’ha abbandonato per lord Byron) che con tanta pazienza la sostiene nei suoi primi incerti passi sul trono? Autorevole e divertente, Melbourne riesce a stabilire con lei un rapporto di così viva confidenza che presto qualsiasi argomento può essere affrontato, dal dispiacere di essere così piccola, alla necessità di mettersi a dieta, all’intima sofferenza per la sua poca cultura, alla difficoltà nel nascondere i suoi sentimenti.

La regina Vittoria, i primi anni di regno

Il ministro l’ascolta, la incoraggia a parlare, si mostra solidale con lei e soprattutto la rassicura. «Il mio eccellente lord Melbourne» riempie di sé le pagine del diario di Vittoria e gli affari di Stato offrono uno splendido pretesto per lunghe conversazioni nel salotto privato della regina. Si mormora che gli incontri siano un po’ troppo frequenti e i rapporti molto più stretti del dovuto, ma la relazione è assolutamente innocente, la regina è una ragazzina romantica che subisce il fascino di un uomo maturo ed esperto e che tende a modellare le sue opinioni su quelle di lui. Vittoria lo guarda estatica e lo consulta a proposito di qualsiasi argomento e Melbourne le si affeziona moltissimo, la protegge, la consiglia. Il primo ministro facilita il lavoro della regina illustrandole ogni documento in termini semplici e chiari, ma nello stesso tempo si preoccupa quando lei dà segno di voler eludere i doveri della sua carica o si mostra troppo perplessa e incerta. Lord Melbourne le agevola i primi anni di regno, ma nello stesso tempo riesce a metterla con gentilezza e rigore di fronte alle sue responsabilità. Il problema è che Melbourne è un whig e anche Vittoria, ancora troppo inesperta per restare super partes, abbraccia con entusiasmo la causa dei liberali e alla prima crisi di governo si dispera. Un simile modo di condurre gli affari del regno non è proprio l’ideale, per fortuna la regina presto scopre che il cugino Alberto di Sassonia-Coburgo (spedito a Londra dal comune zio Leopoldo, il quale desidera ardentemente le nozze della nipote anche per sottrarla all’influenza di Melbourne e alle conseguenti chiacchiere) è un giovane bellissimo. Nei ventuno anni a seguire ci penserà l’“ottimo Alberto” a riequilibrare la situazione.

La regina Vittoria e l’epoca vittoriana

L’epoca vittoriana, lunga ben 63 anni, 7 mesi e due giorni, è un periodo di grande sviluppo industriale, culturale, politico, scientifico e militare e la stessa sovrana è all’origine di molte innovazioni e tradizioni che sono diventate il simbolo della Gran Bretagna.

Innanzitutto la regina Vittoria Buckingham Palace è il primo sovrano a stabilire ufficialmente la sua residenza a Buckingham Palace che, con il fondamentale contributo dell’amato Alberto (grande appassionato di arte e architettura), farà ampliare e rinnovare.

Il 10 febbraio 1840 si sposa indossando un semplice e luminoso abito bianco, non è la prima in assoluto ma di sicuro è quella che tutte le spose dopo di lei vorranno imitare. Il suo matrimonio è il primo grande show reale, ma di questo vi racconto nel mio nuovo libro “Royal Wedding – Dalla regina Vittoria al principe Harry, i matrimoni che hanno creato il mito della monarchia inglese” .

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L’albero di Natale è una tradizione tedesca che il principe Alberto porta in Gran Bretagna, ma l’usanza si diffonde grazie alla popolarità della famiglia reale.

La regina Vittoria si fa somministrare del cloroformio al momento del parto dei suoi due ultimi figli, il principe Leopoldo e la principessa Beatrice. In quel momento in Inghilterra infuria una vera e propria battaglia sul tema e il contributo della sovrana è fondamentale. Purtroppo Leopoldo è emofiliaco, mentre due (forse tre) figlie saranno portatrici sane della malattia.

L’Afternoon Tea, ovvero uno dei riti simbolo dell’Inghilterra nasce ufficialmente grazie a una dama di corte della regina Vittoria la quale apprezza subito l’idea.

I Garden Tea Party che ancora oggi si svolgono a Buckingham Palace sono un’idea della regina Vittoria.

Ma oltre a tutto questo alla regina Vittoria dobbiamo l’invenzione della Royal Family così come la conosciamo oggi, con i suoi riti, le sue tradizioni e il suo stile che la rendono unica.

In onore del bicentenario della regina Vittoria gli Historic Royal Palace hanno riallestito le stanze al primo piano di Kensington Palace dove la futura sovrana è nata e ha vissuto i suoi primi diciotto anni.

https://www.hrp.org.uk/kensington-palace/whats-on/victoria-woman-and-crown/#gs.dbonmm

Gli altri post dedicati alla regina Vittoria

I cani della regina 

I diamanti 

La parure di smeraldi in mostra a Kensington Palace

Il dipinto di Tuxen per il Giubileo

La scultura che accoglie i visitatori di Kensington Palace è un’opera della principessa Louise, la figlia artista di Vittoria.

 

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4 Commenti

  1. Luka ha detto:

    Vittoria, come lo fu a suo tempo Maria Teresa d’Austria, può essere considerata una sorta di clessidra : quando le sorti di una dinastia sembrano giunte al termine soprattuto per mancanza di eredi ecco che una piccola donna diventa sovrana e offre alla storia e alla sua famiglia un florido futuro.

    Comunque duecento anni ben portati e passata nei due secoli successivi senza macchia o revisionismi storici, ma è anche vero che i vincitori – finché lo rimangono – scrivono la storia ed il Regno Unito fino ad ora è stato capace di affrontare nei migliori dei modi gli eventi che lo hanno coinvolto ( comprese le guerre mondiali e la fine dell’Impero stile colonialistico).

    Alla sua coetanea Maria II di Portogallo ( nata nell’aprile dello stesso anno in una lontanissima Rio di Janeiro) che si è trovata regina da bambina, fidanzata da infante allo zio per essere poi abbandonata, sposata da giovanissima e subito vedova per poi essere immediatamente risposata ad un brillante Ferdinando di Sassonia Coburgo Gotha – cugino sia di Vittoria che del bel Alberto – la Storia ha riservato una diversa sorte.

  2. Ale ha detto:

    Anche Buckingham Palace quest’anno dedicherà parte della sua mostra estiva a questa grandissima sovrana che ha cambiato la monarchia britannica. Da quello che ho letto è previsto anche il riallestimento della sala da ballo coi decori voluti sotto il suo regno grazie all’utilizzo di laser e proiettori

  3. nicole ha detto:

    Letto , cara Marina. Sintetico e corposo di notizie.

  4. Luka ha detto:

    Sono lieto di aver iniziato a leggere questo nuovo libro della nostra @Marina: un lavoro che sicuramente ha avuto dietro un lungo e duro lavoro di studio ma anche una notevole capacità di rendere comprensibile e semplice (in un’accezione positiva) il contesto politico, economico e sociale dei vari Royal wedding.

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