Bastardi con molta gloria. La vita straordinaria dei figli illegitimi di Carlo V

Bastardi con molta gloria. La vita straordinaria dei figli illegitimi di Carlo V

Bastardi con molta gloria, i figli di Carlo V

Li chiamavano bastardi, oppure i figli della “mano sinistra” e non avevano diritto a eredità, titoli e rendite. Frutto delle relazioni, più o meno clandestine dei sovrani, qualche volta venivano riconosciuti, spesso erano destinati, maschi e femmine, alla vita ecclesiastica, ma in generale non potevano aspirare né a grandi carriere, né a prestigiosi matrimoni. Nella folla di questi figli di serie B c’è però qualche rara e interessante eccezione che molto deve all’amore paterno. Luigi XIV per esempio, che stravede la sua prole, dopo aver legittimato i figli avuti da Madame de Montespan tenta il colpo di mano, cioè farli entrare nella linea di successione. Ma all’alba del XVIII secolo l’umanità non è pronta a riconoscere i diritti dei figli nati fuori dal matrimonio quindi, dopo la morte del re nel 1715, il Parlamento di Parigi cassa il suo testamento. Come sottile vendetta postuma si può solo constatare che gli attuali Orlèans discendono dal conte di Tolosa uno dei bastardi del Re Sole. In Inghilterra il cugino di Luigi XIV ama molte donne le quali lo rendono più volte padre e lui generoso concede a tutti terre, denaro e grandi titoli ducali, tanto che oggi la maggior parte dell’aristocrazia britanica, compresa Lady Diana Spencer, discende dai bastardi di Carlo II.

Bastardi con molta gloria, i figli di Carlo V

Fra i bastardi più famosi della storia, quelli che di gloria anzi ne ebbero parecchia e sono ancora oggi ricordati per le loro imprese, dobbiamo ricordare i due figli illegittimi dell’imperatore Carlo V. Uomo austero e religiosissimo, l’Asburgo sul cui impero “non tramonta ma il sole” non è certo ossessinato dalle donne come il suo nemico giurato Francesco I, e negli anni del matrimonio sarà fedelissimo alla moglie Isabella del Portogallo. Le distrazioni, solo due di un certo rilievo, Carlo V se le concede prima delle nozze o quando è già vedovo, ed entrambe hanno delle conseguenze.
Quando ha circa vent’anni ed è già re di Spagna e imperatore, Carlo ha una relazione con una bellissima ragazza fiamminga Johanna van der Gheynst che nel 1522 dà alla luce una bambina a cui viene imposto il nome Margherita come l’amata zia da cui è stato allevato. E a questa zia di cui si fida come nessun’altra persona il giovane imperatore consegna la piccola, che come spesso accadeva, viene subito tolta alla madre. La Governatrice dei Paesi Bassi muore nel 1530 e Carlo affida sia le province del nord che la cura della bambina alla sorella minore Maria vedova del re d’Ungheria. Queste signore, entrambe molto colte, dotate di grande intelligenza ed enorme intuito politico, nonché animatrici di una raffinata corte, sono quindi i primi modelli di potere con i quali la giovane Margherita entra in contatto: le due donne fedelissime all’imperatore, ma nello stesso tempo autonome, indipendenti, intelligenti e in un certo qual modo padrone della loro vita

Bastardi con molta gloria, la storia di Margherita d’Austria

Il destino di Margherita è comunque segnato quasi dalla nascita. Carlo V, come tutti gli Asburgo, usa i matrimoni per costruire alleanze e anche una figlia, per quanto illegittima, può essere spesa sul mercato della diplomazia. Certo la bambina non può essere promessa a un sovrano o a un principe di primo piano, ma va benissimo per uno degli irrequieti signori italiani, ad esempio il turbolento Alessandro de’ Medici al quale l’imperatore ha garantito l’appoggio militare per riconquistare Firenze. L’accordo è concluso quando Margherita ha solo sette anni, e compiuti gli undici la bambina viene trasferita a Napoli dove, accolta con tutti gli onori, perfezionerà la sua educazione in attesa di diventare la duchessa di Firenze. Le nozze vengono celebrate nel 1536 e a Firenze Margherita trova un ambiente interessante e intellettualmente stimolante, ma anche un marito impopolare, corrotto, abbastanza degenerato, totalmente dedito alle avventure amorose e per nulla interessato alle arti come era nella tradizione di casa Medici.

Bastardi con molta gloria, Margherita da Firenze a Parma

Meno di un anno dopo il matrimonio, Alessandro viene assassinato dal cugino Lorenzino e Margherita, giovanissima vedova torna a disposizione del padre il quale, in attesa di trovarle un altro marito, la “parcheggia” a Prato. Carlo V ha bisogno di consolidare l’egemonia asburgico-spagnola nella penisola italiana quindi decide di offrire la mano della figlia allora sedicenne a Ottavio Farnese, il nipote di papa Paolo III eredel del ducato di Parma e Piacenza, ma con suo sommo stupore e sconcerto, la ragazzina questa volta punta i piedi. Il fidanzato che le viene imposto ha solo tredici anni e nessun titolo prestigioso, lei non desidera muoversi dalla Toscana e anzi vorrebbe unirsi al nuovo duca Cosimo I, così scrive al padre: «Supplico a Vostra Maestà non me comanda questo per adesso, perché più presto me butterò a mare».

La giovane Asburgo è disperata e sembra irremovibile, ma non ci può opporre alla volontà dell’imperatore. La figlia di Carlo V non ritiene Ottavio Farnese, degno di lei e questo nonostante il nonno lo abbia già ricoperto di onori, incarichi, titoli e denaro. Margherita, costretta a sposarsi, viene trasferita d’ufficio a Roma dove arriva completamente vestita di nero, tanto per chiarire subito quali siano il suo umore e il suo stato d’animo. Ma la protesta di questa degna figlia dell’imperatore non finisce qui:  sposa contro la propria volontà, Margherita rifiuta di consumare le nozze. I rimbrotti del papa e le lettere severe del padre servono a poco, la giovane donna si nega a lungo a questo marito che detesta. Alla fine dovrà cedere e da questa unione iniziata così male nascono due gemelli, Carlo che muore in fasce, e Alessandro destinato a diventare uno dei più grandi condottieri dell’epoca. Con il tempo però la coppia si consolida, Margherita ammira il coraggio mostrato da Ottavio durante la riconquista di Parma  ed è pronta ad appoggiarlo totalmente; fra i due quindi si instaura una relazione fatta di comprensione, di amicizia e solidarietà. Decisa a fare gli interessi del marito e del figlio la duchessa di Parma entrerà anche in forte contrapposizione con un padre molto amato e molto ammirato. D’altronde di tutti i figli dell’imperatore lei è quella che gli assomiglia di più, hanno molte cose in comune, fra cui un carattere aperto e una grande passione per i cavalli e per la caccia.

Margherita infatti resta nel cuore dell’imperatore che la ama e la stima al punto di chiedere a Filippo II di avviare una politica di riavvicinamento con il ducato di Parma il cui erede Alessandro viene accolto a Madrid per completare la sua educazione politica e militare. Alla sorellastra Margherita, di cui riconosce l’intelligenza e apprezza l’accortezza, il re di Spagna affiderà anche il difficile governo dei Paesi Bassi; un’impresa quasi impossibile in quel periodo di grandi tensioni religiose, ma lei riesce a destreggiarsi con abilità, dando prova di moderazione in una situazione che diventa ogni giorno più incandescente. Solo quando arriva il duca d’Alba, pronto ad attuare una feroce repressione, Margherita, chiede di essere esonerata dall’incarico. Molti anni dopo la duchessa di Parma tornerà di nuovo nelle Fiandre, questa volta insieme al figlio Alessandro, ma le riottose province sono un osso duro persino per una donna come lei.

Sfinita da una vita errante al servizio degli interessi familiari, Margherita decide di ritirarsi in Abruzzo, nei feudi che fanno parte della sua dote e dove si è spesso rifugiata in cerca di silenzio e di pace. La figlia di Carlo V, che muore in totale solitudine a Ortona a Mare il 18 gennaio 1586, ha rifiutato lungo tutta la sua esistenza il ruolo di semplice strumento del potere asburgico, cercando comunque di incidere nelle vicende in cui è coinvolta e di ritagliarsi un suo specifico spazio di azione nella politica, nelle scelte culturali e religiose e anche sostenendo progetti urbanistici e architettonici. Margherita discende Elisabetta Farnese e attraverso di lei il sangue di questa indomita figlia di Carlo V scorre nelle vene dei Brbone di Spagna, di Parma e di Sicilia e di molte altre dinastie europee.

Negli anni romani Margherita, tanto per rimarcare la sua origine, si fa chiamare Madama d’Austria e il palazzo in cui vive (che appartiene ai Medici ma di cui gode l’usufrutto) diventa Palazzo Madama.  Oggi Palazzo Madama è la sede del Senato della Repubblica.

Bastardi con molta gloria, l’eroe di Lepanto

Il secondo figlio illegittimo dell’imperatore Carlo V è stato un vero grande eroe. Pieno di fascino, intelligente e romantico, il vincitore della battaglia di Lepanto finisce persino con il mettere in secondo piano l’enigmatico e rigido Filippo II, il fratellastro re Spagna che l’aveva accolto a corte su richiesta del padre morente. Eppure primi anni di don Giovanni d’Austria, nato a Ratisbona nel 1547, sono tutto fuorché splendidi. Frutto di una relazione tardiva dell’imperatore con la tedesca Barbara Blomberg, il ragazzo (battezzato alla nascita Jeronimo) è del tutto all’oscuro delle sue vere origini. Juan/Jeronimo cresce con una nutrice, senza particolari privilegi, né una educazione consona al suo rango. Riconosciuto  ufficialmente da Filippo II dopo la morte di Carlo V, condivide studi e passatempi degli altri giovani principi suoi coetanei, don Carlos, l’inquieto figlio di Filippo II e Alessandro Farnese, nipote illegittimo di Carlo V e futuro celebre condottiero. Juan è subito attratto dal mestiere delle armi e nella penisola iberica si fa notare durante la repressione della rivolta dei moriscos.

Bastardi con molta gloria, don Juan d’Austria

Ma don Juan d’Austria ottiene la sua consacrazione come grande condottiero nella storica battaglia di Lepanto, il “sacro macello” del 1571 contro i turchi; nel terribile scontro il figlio illegittimo dell’imperatore, comandante supremo della Lega Santa, mostra non solo la sua abilità militare, ma anche il grande carisma. Ormai è evidente che questo “rampollo della mano sinistra”, ha ereditato le doti del padre senza prenderne lo spirito triste e malinconico. Il giovane Asburgo è un leader, ma anche una forza della natura, è un giovane uomo vivace, allegro, brillante, grande tombeur del femmes. Dopo Lepanto Filippo II, forse cosciente del pericolo che può venire da questo splendido e amatissimo soldato, decide di tenerlo in un semi esilio dorato a Napoli con il miraggio di un incarico governativo nel sud dell’Italia, ma non ne fa nulla. Nel 1576 a don Juan viene affidato invece il compito di mettere ordine negli indomabili Paesi Bassi, una missione impossibile anche per lui che ha sbaragliato i turchi. Prima di ottenere qualche risultato concreto e duraturo una malattia non meglio identificata (forse tifo esantematico) se lo porta via a soli 31 anni e il sospetto che il fratellastro abbia voluto eliminare un personaggio scomodo non è mai stato del tutto cancellato.

La tomba di don Juan d'Austria all'Escorial

La tomba di uno dei basterdi con molta gloria; don Juan d’Austria riposa all’Escorial,

NB il termine bastardo oggi ha un’accezione decisamente negativa, ma non era così in passato. I figli illegittimi erano comunemente definiti bastardi e tanto per fare un esempio il fratellastro di Filiberto duca di Savoia – marito di Margherita d’Austria – portava l’insolito titolo di “Il Gran Bastardo di Savoia”.

Il titolo del post invece rielabora quello di un celebre film: “Bastardi senza gloria” che è un po’ cruento come tutte le pellicole di Quentin Tarantino, ma merita decisamente di essere visto. Qui la trama —> https://it.wikipedia.org/wiki/Bastardi_senza_gloria

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17 Commenti

  1. Fiordicactus ha detto:

    Interessantissimo questo post . . . È un tuo dono, riesci a rendere la storia e le parentele come se fosse un racconto e dei personaggi “di famiglia”! 🙂

    Ciao, Fior

  2. Crys ha detto:

    Margherita fu dal 1572 governatrice della città dell’Aquila e lo è stata fino alla morte,su disposizione del fratello Filippo II di Spagna. Lì fu amata, apprezzata e mai dimenticata. Palazzo Margherita, duramente colpito dal terremoto, fu la sua dimora in città. Anche se Margherita fu spesso via per le questioni politiche di suo fratello, lasciò delegati uomini di fiducia perché le cose all’Aquila potessero andare come lei voleva, nel migliore dei modi. La mia tesi di Storia moderna ha riguardato anche lei e ci tenevo, da abruzzese, a riferire anche questo di questa donna forte, ultima grande dama del Rinascimento.

  3. Luka ha detto:

    Considerata l’epoca storica nella quale visse Carlo V propenderei nel dire che era più facile vivere “da bastardi figli di reali” piuttosto che da “legittimi figli di contadini”, non per una questione di casta sociale ma per vita vissuta.
    Comunque oltre ai figli di Carlo V, i vari illegittimi di Francia e anche di Savoia – come i sovrani italiani che discendono da una figlia illegittima di Vittorio Amedeo II di Savoia e di Jeanne de Luynes – non possiamo sorvolare sui numetosi illegittimi dei vari papi (Borgia in primis) , tra i quali come accennato da @Marina era Ottavio Farnese che aveva un papà per nonno.

    Carlo V pur essendo un sovrano a suo modo amorevole e paterno purtroppo era consapevole del ruolo e il sacrificio dei figli o della sorella

    https://www.altezzareale.com/2018/06/28/tutti-gli-articoli/regine-e-principesse/amore-impossibile/

    facevano parte del gioco e del consolidamento di potere.

    Non credo che qualcuno possa scandalizzarsi dell’uso della parola “bastardi “ in un contesto storico considerato che nel diritto civile italiano solo nel 1975 è stata abolita la differenziazione tra figlio illegittimo e legittimo con una totale equiparazione realizzata legislativamente nel 2013….

  4. Ale ha detto:

    Premetto una cosa … trovo il titolo geniale 😀
    Questo secondo me è uno dei post più interessanti degli ultimi tempi. Conoscevo solo di nome i due personaggi e non mi ero mai soffermato ad approfondire le loro storie. Direi che sono degne di un film, oggi poi vanno di moda le serie e i film pseudo storici 😉 Devo ammettere che mi ha incuriosito di più la figura di Margherita, che doveva avere un carattere bello tosto e molto carisma. Grazie al post ho letto un po’ di più su questo personaggio e ho scoperto che a Roma c’è anche una villa che vediamo spesso ai tg e sui giornali che fu sua e che ancora oggi si chiama Villa Madama. Situata sulle pendici di Monte Mario, è una sede di rappresentanza della presidenza del consiglio e del ministero degli esteri.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Madama
    Non ho fatto una ricerca approfondita ma credo che la maggior parte delle famiglie reali europee, soprattutto quelle cattoliche, la annoverino tra gli antenati.
    Una curiosità inveve su Palazzo Madama a Roma, oggi sede del senato della repubblica. Venne scelto per ospitare il senato del Regno d’Italia nel 1870. Da torinese, conoscendo bene la testa dei piemontesi e quindi dei primi funzionari sabaudi dell’Italia unita, sono sicuro che uno dei motivi per cui fu scelto tale location è che a Torino (prima capitale italiana) il senato del regno era ospitato, fin dal 1848, a Palazzo Madama (il castello\palazzo degli Acaja che fu residenza delle due madame reali sabaude). Fu quindi secondo me anche una scelta dettata un po’ dal cuore.
    Un altro aneddoto sabaudo riguarda la prima parte del testo in cui si parla dei bastardi nella storia. Vittorio Amedeo II, primo Savoia a diventare re, fece una cosa molto simile a quanto fatto dallo zio Luigi XIV. Ebbe due figli illegittimi dalla contessa di Verrua che riconobbe, un maschio e una femmina. La femmina, Maria Vittoria Francesca di Savoia, la fece sposare al cugino principe di Carignano (primo principe del sangue). Esattamente come fece Luigi con il nipote duca d’Orleans. Tutti i Savoia viventi discendono da questo matrimonio con la figlia “bastarda” del primo re sabaudo.

  5. cristina palliola ha detto:

    Questa storia mi colpisce particolarmente perchè la vita e le vicende di Margherita d’Austria, nel suo periodo aquilano, mi sono state, in parte tramandate oralmente, da mia suocera e dalla sua famiglia. Palazzo Margherita a L’Aquila sorge su una piazzetta . Di fronte c’è la chiesa, molto bella dei Gesuiti, con facciata grezza, intitolata per l’appunto a Santa Margherita in onore della prestigiosa ospite della città; sul lato destro sorge il Palazzetto dei Nobili che era , nel Rinascimento, il centro dell vita politica cittadina. Di fronte ad esso e quindi sul lato destro del palazzo Margherita si trova il Palazzo Pica-Alfieri, dove Margherita qualche volta era ospitata e dove mia suocera è nata, molti anni dopo. Margherita , durante il suo periodo abruzzese visse anche a Cittaducale , oggi in provincia di Rieti, dove mia suocera, da piccola, andava a trascorrere le vacanze estive. Ecco perchè sento di avere un legame con questa duchessa seppure vissuta tanto tempo fa. Margherita diede impulso all’economia abruzzese e prese a cuore molte situazioni difficili. In Abruzzo, territorio povero per eccellenza, dove alla fine morì ,è ricordata ancora con affetto, tanto che a lei sono intitolate delle montagne, oggi Riserva Naturale, e il lago della Duchessa, appunto, dove per qualche giorno, le Brigate Rosse ci fecero credere , si trovasse il corpo di Aldo Moro.
    A villa Madama a Roma invece ci sono andata molti anni fa per un matrimonio. Ovviamente una location molto bella ed esclusiva. Dalla collina di Monte Mario si gode di una vista bellissima sulla città e il suo fiume e credo che al tempo della nostra duchessa, senza altre costruzioni, davanti, ma nella tranquillità del boschetto che ricopre la collina, lo spettacolo di Roma deve essere stato struggente

  6. Luka ha detto:

    In certe famiglie esiste ancora oggi il problema dell’illigittimita’ o meno della prole il che fa una certa impressione: vedere il principe Alberto di Monaco amorevole coi due “regolari” gemellini e saperlo padre di due ragazzi più grandi. Come vedere un compiaciuto Carlo di Borbone Parma dare titoli ducali alle due bimbe e il titolo di principe di Piacenza all’ultimogenito Carlo Enrico mentre un figlio di vent’anni, Hugo von Klynestra, i ricorre ai tribunalai olandesi per poter portare il cognome paterno ed essere “estromesso dai titoli ed eredità “.

    https://goo.gl/images/oHuKKC

    Stuadiarlo nella Storia è un conto, poi conoscere l’attuale m realtà è altro…..

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      eh si, hai ragione.

    • Dinora ha detto:

      Ohibò!!! Non sapevo di questa vicenda di Carlo di Borbone e del figlio illegittimo.
      Il buon Carlo lo si vede spesso “casa e chiesa” e ha nascosto per anni un figlio. Forse era meglio riconoscerlo subito in modo da evitare,chiamiamolo, scandalo successivo!! Credevo che ormai il tempo dei Bastardi fosse finito. Mettere da parte un figlio con la promessa da parte della madre di non dire nulla è da medioevo. Ma non è l’unico attuale. Per ora non si sa come andrà a finire la vicenda della probabile figlia illegittima del re Alberto dei belgi!!! C’ é sempre un corso e ricorso nella storia, anche negli anni 2000!!!

  7. nicole ha detto:

    Cara Marina , con questo articolo hai superato te stessa! Avrei voluto dirtelo subito, difatti ho letto proprio subito tutto, ma come cercavo di inviare il mess mi compariva “page not found….error un numero , credo 405 o 404) .
    Oggi lo ho riletto perche è proprio la solita miniera di notizie che derivano dal tuo approfondire e cercare.
    Proprio interessante.
    Per ritornare su quanto detto da @Luca …ho letto che anche ex re del Belgio ha problemi e non vuole sottoporsi alla prova DNA. Io penso che siccome i figli si fanno in due..alla contraccezione dovrebbero pensarci anche i maschi, re, principi in primis visto la loro appetibilità, per denaro e rango. Nessuno insegna nulla?
    Trovo di uno squallore unico tutto quello che segue e a farne le spese, riconosciuti o non, son sempre i figli che comunque avranno l’amarezza e il dolore di aver dovuto accedere ai tribunali . Nemmeno la consolazione di una bella eredita., almeno fin’ora, a quanto pare.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Cara Nicole, grazie infinite per il tuo commento. Le tue opinioni sono sempre molto, molto gradite. Concordo con te sullo squallore della vicenda belga. Una cosa davvero penosa, anche per i figli legittimi che vedono il loro padre fare una figura tanto brutta.

  8. Dinora ha detto:

    Intanto complimenti per il bellissimo articolo molto particolare e molto molto interessante. Hanno fatto storia pure loro!!!
    Parlando di antichi “Bastardi con molta gloria” anche la mia terra, la Romagna, ne ha vista una e sentita! Caterina Sforza ( Milano 1463 – Firenze 1509)Figlia illegittima come diversi suoi fratelli, di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano e di Lucrezia Landriani.
    Caterina, seppure illegittima, quando il padre divenne Duca di Milano venne portata a corte coi suoi fratelli ed adottati dalla moglie del
    Duca,Bona di Savoia.
    Caterina si distinse subito per le sue doti, fin da bambina, grazie all’educazione ricevute a corte ma anche grazie al suo carattere e geni trasmessi dal padre Sforza. Fu donna coraggiosa e temeraria per la sua epoca. Per matrimonio con Girolamo
    Riario,divenne signora di Imola e contessa di Forli. Girolamo Riario era nipote di Papa Sisto IV alla cui morte, quando si stavano capovolgendo le sorti di famiglia, Caterina si chiuse in Castel Sant’Angelo e con i suoi armigere fedeli, puntò i cannoni verso il Vaticano tenendo sotto scacco i cardinali, finché non ebbe certezza che i suoi possedimenti in Romagna rimanessero alla sua famiglia.
    In contrapposizione a questo suo carattere “guerresco” nella sua vita privata si dedicò alla cosmesi e alla medicina. Vi è un trattato che ella stessa compose su questo argomenti, mandando anche spie personali, per scoprire i segreti di bellezza delle varie dame. Ovviamente, mentre si dedicavano a queste mansioni, le spie di Caterina tenevano sotto d’occhio anche il popolo e i Signorotti delle sue terre.
    Fu spietata verso chi le uccise il marito e tenne in ostaggio i figli, fino alla distruzione completa della famiglia Orsi di Forli, mandatari della cospirazione. Una Signora guerriera che non esitava a indossare la cotta e ad impugnare una spada!!!
    Ebbe un grande amore passionale molto discusso, in fondo era donna, con Giacomo Feo molto più giovane di lei e che di lei si approfittò finché anche lui cadde per mano violenta di congiurati, fra cui forse il figlio di lei Ottaviano, perché il giovane si era preso troppe libertà di potere.
    Quando alla corte di Caterina, nel 1496, arrivò Giovanni de Medici detto il Popolano come ambasciatore di Firenze, Caterina ospitó lui ed il suo seguito a Forli.
    Giovanni divenne il terzo marito di Caterina, il vero marito , il vero amore che lei avrebbe sempre avuto. Dalle loro nozze nacque il famoso Giovanni dalle Bande Nere, il cui nome di battesimo era Ludovico ma che alla morte del padre( per malattia!!!) lo cambiò in onore del padre e per lutto le sue “armi e stendardi” furono dipinte di nero.
    Caterina Riario Sforza fu piegata,dopo una eroica resistenza che tenne per mesi e combattendo lei stessa all’interno della Rocca del Ravaldino a Forli, dal duca del Valentino Cesare Borgia. La sua resistenza fu ammirata da tutta l’Italia e citata da Niccolò Macchiavelli.
    Fu condotta a Roma dove dapprima venne alloggiata nel palazzo del Belvedere. Ma il suo spirito indomito non era stato piegato,per cui fuggi ma purtroppo ripresa e questa volta ritorno a Castel Sant’Angelo da prigioniera. Venne liberata un anno dopo dai francesi ma fu costretta da Papa Borgia ( si dice che Caterina tentò di avvelenarlo con lettere intrise di veleno!) a firmare la rinuncia alle sue terre e quindi favorire la loro cessione a Cesare Borgia.
    Finalmente anche la Signora guerriera trovò pace andando a Firenze, accolta dai figli. Anche se alla morte di Papa Borgia tutto il potete si riapri, lei tentó di riavere le sue terre per il figlio Ottaviano ma invano.
    Perciò si ritiró definitivamente dedicandosi alle sue alchimie ed experimenti.
    Morí all’età di 46 anni nel 1509.
    Fu sepolta nel Monastero delle Murate dove suo nipote, il Graduca di Toscana Cosimo I de’Medici, fece apporre una lapide.
    Purtroppo della sua sepoltura non ne rimane traccia.
    Una curiosità sulle alchimie ef experimenti di Caterina Sforza: ella inventò il dentifricio, le prime tecniche depilatorie, alcune ricette per la cosmesi del corpo, decotti per rendere più biondi i capelli, ecc.
    Ma una cosa la distinse e che nessuno ricorda. Al tempo della peste capí immediatamente che per nonfar proliferare la malattia nelle sue terre diede ordine di chiudere tutte le città,quindi nessuno straniero poteva entrare , ma soprattutto l’igiene delle vie e delle case.

  9. Marilena L. ha detto:

    Articolo interessante!
    Domani ne parlerò a scuola con i miei alunni perchè sto spiegando Carlo 5, l’imperatore sul cui regno non tramontava mai il sole.
    Questi aspetti particolari interessano molto gli studenti e rendono la storia piu umana..
    Devo comunque dire che dall’austero Carlo non mi aspettavo amori extra coniugali , seppure giovanili…in fondo non si smette mai di imparare !

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      ciao Marilena, in realtà non sono amori extra coniugali perché lui alla consorte fu fedelissimo.

      • Luka ha detto:

        Sia Carlo V che il fratello Ferdinando I d’Asburgo – a differenza delle sorelle – ebbero matrimoni, seppur combinati , felici e fedeli.
        Ferdinando e sua moglie Anna Jagellona ebbero quindici figli, prendendosi cura personalmente della loro crescita: sarà forse l’unica positiva eredità dei genitori Giovanna la Pazza e Filippo il Bello?
        Comunque il matrimonio tra Carlo e Isabella d’Aviz consolidò ancora di più il legame col il Portogallo e le mir di espansione che si concretizzeranno dopo pochi decenni con l’estinsione degli Aviz e la proclamazione di re Filippo II come re di Portogallo,
        Comunque anche gli Aviz sono una famiglia reale di origine bastarda come lo sono i Braganza che succederanno sul trono portoghese dopo la parentesi degli Asburgo.

  10. mariateresa sivieri ha detto:

    Secondo le mie ricerche storiche, Ferdinando d’Aragona, vedovo di Isabella di Castiglia, nel suo testamento affidò la giovane seconda moglie, Germana di Foix, al nipote futuro Carlo V. Questo si prese tanto a cuore la “nonnastra” che ebbe da lei una figlia. Bastardi, bastardi, ce ne sono a iosa,. Anche due dei tre figli di Napoleone furono tali, O per meglio dire solo uno, il primo avuto da una dama di corte della sorella Carolina, perché Alessandro fu riconosciuto dal conte Walevski e il re di Roma, l’aquilotto fu il vero erede ma senza storia perché morì a soli ventuno anni.

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