Carlo V contro Eleonora, l’amore impossibile della sorella di un imperatore

Carlo V contro Eleonora, l’amore impossibile della sorella di un imperatore

Dopo tanti post dedicati alla Royal family e al Royal wedding oggi torniamo a parlare di personaggi storici e in particolare di una donna nota soprattutto come sorella e moglie e ricordata per un amore impossibile.

Non c’è spazio per l’amore nella vita di un’arciduchessa, soprattutto se questa è la sorella di un imperatore. A una Asburgo non è concesso di scegliere, perché è sempre e comunque una pedina, un oggetto di scambio e trattativa e l’arciduchessa Eleonora lo sarà lungo tutto il corso della propria vita.  Nel 1517, la diciottenne sorella del futuro Carlo V si innamora del figlio dell’elettore palatino che di anni ne ha trentacinque, è cavaliere del Toson d’Oro e ha ricoperto importanti incarichi alla corte del padre di Eleonora, Filippo il Bello. Abilissimo nei tornei e nelle cacce, Federico si trova perfettamente a suo agio nella fastosa e cavalleresca corte borgognona e in teoria sarebbe un partito quasi perfetto, in realtà questo è un amore impossibile. Eleonora gli piace e lei non si mostra insensibile, anche se esita: ci sono in corso trattative per il solito matrimonio politico, una di quelle unioni stretegiche che hanno fatto la fortuna della dinastia. La giovane Asburgo teme di urtarsi con il fratello, minore di un anno ma già capo riconosciuto della famiglia; Carlo è dal 1516 re di Spagna e nel 1519, dopo la morte del nonno Massimiliano, raccoglierà l’eredità imperiale. Nell’agosto del 1517, Federico scrive a Eleonora una lettera appassionata, però qualcuno sta già tenendo d’occhio la coppia e avverte subito Carlo il quale si precipita nelle stanze della sorella. Implacabile e deciso a far valere la propria autorità come capo della famiglia in mancanza dei genitori (il padre è morto, la madre è sprofondata nelle tenebre della follia) il giovanissimo re di Spagna infila la mano nel corpetto di Eleonora dove sa di trovare la lettera incriminata. Immediatamente viene aperta un’inchiesta severissima e i due colpevoli, interrogati separatamente, devono giurare che fra di loro non ci sono state promesse di matrimonio o impegni di altro genere.

L’amore impossibile dell’arciduchessa Eleonora

Federico deve lasciare la corte degli Asburgo, mentre per Eleonora viene concluso un frettoloso fidanzamento con Manuele I, re del Portogallo, di trent’anni più vecchio, vedovo di due delle sue zie materne e già padre di molti figli. Archiviato per sempre il suo amore impossibile, la giovane donna si imbarca dalle Fiandre insieme al fratello che va a prendere possesso del trono iberico, ma sarà un matrimonio brevissimo. Tre anni dopo l’arciduchessa è vedova e torna in famiglia, lasciando però in Portogallo una bambina nata da questa infelice unione. Per Carlo V questa sorella maggiore, che gli vota un affetto incondizionato e gli si affida in totale sottomissione, è sempre e solo una pedina, un oggetto da usare come ostaggio e merce di scambio. Vedova e quindi di nuovo libera da impegni matrimoniali Eleonora viene proposta, come ulteriore incentivo, al connestabile di Borbone, comandante in capo dell’esercito francese in procinto di cambiare casacca e bandiera. Il connestabile però non è interessato a una nuova moglie e non c’è bisogno di sacrificare ancora una voltala vita dell’arciduchessa che può essere utilizzata per qualche altro affare più interessante e proficuo. L’occasione arriva nel momento in cui il re di Francia Francesco I si trova prigioniero di Carlo V, dopo il disastro della battaglia di Pavia. Gli accordi di pace, la Paix des Dames conclusa dalla madre di Francesco I e dalla zia di Carlo V, comprendono il matrimonio con Eleonora che diventerà regina di una grande nazione e moglie di un uomo notoriamente molto affascinante. Il re di Francia, vedovo non insonsolabile di Claude di Francia, adora le belle donne e in teoria la bionda arciduchessa ispano-fiamminga dovrebbe essere di suo gusto, ma Eleonora educata alla modestia, alla ritrosia e alla sottomissione non riesce a far presa su Francesco I, il quale ha una splendida e giovane amante e non si preoccupa di nasconderla. Inoltre, la giovane donna è sempre lì  a ricordare a un re vanitoso e arrogante l’umiliazione più cocente, una drammatica sconfitta e una lunga prigionia. Nonostante tutto Francesco I cova nei confronti di Carlo V un cocente rancore e sarà Eleonora a farne le spese. La pace del 1530 non è né duratura, né solida e in più l’esuberante Francesco I trova questa Asburgo timida, riservata e pudica, di una noia mortale. Eleonora è muta di giorno e passiva di notte e il re, una volta consumato il matrimonio, non la degna più di uno sguardo. Isolata in un ambiente tutto sommato ostile (i figli di primo letto la detestano, con la coltissima cognata Margherita d’Angouleme non ha proprio nulla in comune), Eleonora è una regina pro forma e passa il suo tempo viaggiando per la Francia, mentre marito e fratello continuano a misurarsi in continui scontri militari e diplomatici. Di nuovo vedova nel 1547 e, per via dell’età, ormai al riparo da ulteriori transazioni matrimoniali, Eleonora torna nei Paesi Bassi di cui è governatrice la sorella Maria ed entrambe, quando Carlo V, sfinito da una vita di lotte decide di abdicare e ritirarsi in un monastero, seguono il fratello in Spagna per condividerne il destino. La famosa lettera d’amore sequestrata da Carlo V, che Eleonora non ha mai potuto leggere, è conservata ancora oggi fra le carte dell’imperatore depositate negli archivi di Simancas.

Eleonora e Carlo ritratti da bambini insieme all’altra sorella Isabella

L’altro protagonista di questo amore impossibile non dimenticherà mai l’affronto subito e diventerà uno dei più ferventi sostenitori della riforma protestante accanitamente combattuta da Carlo V. Dopo essere succeduto al fratello morto senza eredi, Federico introduce nel Palatinato la riforma luterana mettendosi così in aperto contrasto con quello che avrebbe potuto diventare suo cognato. Nel 1535 Federico del Palatinato sposa Dorothea di Danimarca sorella del re Cristiano II il quale a sua volta aveva portato all’altare Isabella d’Asburgo, un’altra sorella dell’imperatore Carlo V.

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4 Commenti

  1. Luka ha detto:

    Non si può giudicare il passato con gli occhi , la mente e la psicologia moderna: Eleonora, le sue sorelle e le altre donne dell’epoca erano considerate – con poche eccezioni – tanto quanto i cavalli del sovrano o dei reali consorti.
    Sopratutto venivano cresciute e allevate con quell’idea di sottomissione e spesso le madri stesse non erano in grado culturalmente di cambiare le cose : tre secoli dopo la stessa Maria Teresa sacrificava – con un poco di sofferenza, ma non troppo – le vite delle figlie.
    Al contrario un Carlo V fin dalla nascita e’ stato educato e cresciuto per essere imperatore, per non avere affronti ne contraddittori poiché se ciò accadeva si diventava automaticamente suo nemico , come successe la Palatino Federico.

    L’amore impossibile di Eleonora.? …come ci ha ricordato @Marina Eleonora non ha avuto un amore materno, non un amore coniugale, non un amore filiale ma forse solo quello fraterno , l’unico che gli e’ stato concesso dalla vita: a volte per sopravvivere ci si abitua e adegua a tutto,

  2. Marilena L. ha detto:

    Grazie per questo interessante post. I libri di storia raccontano solo la Storia ma , quando ai miei alunni di scuola media racconto queste “storie ” , restano sempre affascinati e non le dimenticano.
    La storia di questa donna è lo specchio della politica degli Asburgo che, con i matrimoni combinati, hanno allargato i loro possedimenti in Europa ma anche lo spaccato della mentalità di un ‘epoca: la volontà femminile non contava e Eleonaora è stata uno strumento nelle mani del fratello, suo unico e duraturo affetto.

  3. Luthien ha detto:

    Grazie , Marina. Sempre molto interessanti i post1
    @ Luka , hai perfettamente ragione: non si può giudicare il passato con gli occhi moderni; ed è vero @Marilena che la storia di Eleonora è lo specchio della politica degli Asburgo, ma non soltanto le donne, anche agli uomini erano imposti matrimoni combinati: non credo che il figlio ed erede di Carlo, Filippo, abbia esultato all’idea di sposare una donna molto più adulta di lui , Maria Tudor.
    Inoltre, vale per uomini e donne, è anche questione di temperamento e di forza di volontà: la sorella di Eleonora, Maria , sposa Luigi
    Iagellone , re di Ungheria. rimasta presto vedova, accetta di amministrare, come la zia Margherita, le Fiandre , ma impone la condizione di non doversi risposare.
    Inoltre, . per quanto affezionatissima al fratello tanto da seguirlo in Spagna nel suo ritiro, come ricorda Marina, si opporrà con tutte le sue forza, scrivendo lettere di fuoco,al matrimonio tre la nipote Cristina, tredicenne, ed il duca di Milano, ritenendo la ragazzina troppo giovane ed immatura per le nozze.
    Due sorelle, due temperamenti!
    Luthien

  4. Ale ha detto:

    molto interessante questo post, complimenti @marina! non conoscevo la storia di Eleonora. il ‘500 è un periodo che in genere non mi affascina granché.
    è vero come dice @luka che ai tempi era normale (quindi è sbagliato giudicare con gli occhi di oggi), e lo è stato ancora poi per molti secoli, con sfumature diverse direi fino alla prima metà del ‘900. ma è anche vero quello che sottolinea @luthien, anche gli uomini in fin dei conti erano su una barca piuttosto simile, anche se poi giunti sul trono avevano le mani libere di scegliersi l’amante che volevano (alcuni l’avevano anche prima), però se non si era sovrani c’era sempre qualcuno a cui dover ubbidire. ed è vera anche la questione del temperamento, qui evidenziata bene dalle due sorelle ma di cui ci sono altri esempi nella storia europea, da adelaide di susa alla regina Elisabetta I ecc.

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