Vittorio Emanuele III e la regina Elena traslati nel santuario di Vicoforte

Vittorio Emanuele III e la regina Elena traslati nel santuario di Vicoforte

La regina Elena e re Vittorio Emanuele III sono tornati in Italia. Venerdì 15 dicembre le spoglie mortali della regina Elena, morta il 18 novembre 1952 a Montpellier e sepolta nel cimitero cittadino,  sono state deposte nel santuario di Vicoforte nei pressi di Mondovì nel Cuneese. Domenica 17 dicembre un aereo militare ha riportato in Italia anche la salma di re Vittorio Emanuele III (traslata dalla cattedrale di Santa Caterina ad Alessandria di Egitto) che è stata deposta in un sacofago sistemato a fianco di quello destinato alla moglie. Le agenzie stampa riferiscono che ad Alessandria erano presenti familiari e l’ambasciatore italiano al Cairo Giampaolo Cantini.

L’inumazione dei resti dei sovrani è avvenuta nel massimo riserbo e solo sabato 16 dicembre il rettore della basilica, don Meo Bessone, che il 15 dicembre ha celebrato il rito della preghiera per l’inumazione della regina Elena, aveva fatto sapere che a Vicoforte erano attesi a breve anche i resti di re Vittorio Emanuele III. Il re e la regina riposano nella Cappella di San Bernardo nota anche come mausoleo del duca Carlo Emanuele I, che vi è sepolto, e che sostenne l’inizio della costruzione del santuario tra il 1596 e l’inizio del Seicento.

La notizia, mantenuta segreta, è rimbalzata dalla stampa locale ai media nazionali ma non tutti i discendenti sembrano soddisfatti per la scelta del luogo e per il segreto di cui è stato circondato l’evento. Soltanto la principessa Maria Gabriella di Savoia ha ringraziato il presidente Mattarella per aver consentito il trasferimento in Italia dei resti della nonna e si augura «che il ritorno in Patria della Salma di Elena di Savoia, la Regina amata dagli italiani, concorra alla composizione della memoria nazionale nel 70° della morte di Vittorio Emanuele III (28 dicembre 1947) e nel Centenario della Grande Guerra».

Già nel 2013 il principe Amedeo di Savoia aveva fatto sapere che Vicoforte poteva essere una scelta appropriata, mentre il pronipote Emanuele Filiberto ha espresso il suo dissenso in uno stringato lancio su Twitter.

Sconvolto e amareggiato per la scelta del luogo ritenuto non idoneo ad accoglie le tombe della sovrana anche un altro pronipote dei sovrani il principe Sergio di Jugoslavia, figlio della principessa Maria Pia, presidente dell’associazione internazionale Regina Elena. Al Corriere della Sera il principe ha spiegato che il bisnonno Vittorio Emanuele III e suo nonno Umberto II si stanno sicuramente rivoltando nella tomba perché i re e le regine d’Italia devono riposare a Roma, al Pantheon. Sergio inoltre afferma che in famiglia nessuno era al corrente della decisione, né sua madre Maria Pia, né lo zio Vittorio Emanuele o il cugino Emanuele Filiberto.

Secondo quanto riportato dall’Ansa alcuni membri della famiglia, insoddisfatti per la scelta di portare re Vittorio Emanuele III e la regina Elena a Vicoforte e non al Pantheon, si preparano a una battaglia legale. Nella giornata di domenica 17 dicembre il principe Vittorio Emanuele ha fatto sapere che il giorno seguende andrà a rendere omaggio alla tomba dei nonni insieme alla moglie, al figlio, alla sorella Maria Pia e al nipote Serge.

Del rientro delle salme del re e della regina si è iniziato a parlare nel 2011, anno a cui risale la richiesta dei discendenti dei sovrani morti in esilio. Istanza poi reiterata nel 2013 con la dichiarata disponibilità del vescovo di Mondovì, monsignor Luciano Pacomio.

Il santuario di Vicoforte famoso per la cupola ellittica considerata una delle più grandi d’Europa

La notizia del rientro in Italia delle spoglie della regina Elena, evento atteso da 65 anni, mi ha colto di sorpresa e ha suscitato in me diverse riflessioni. Nonostante il positivo ritorno in patria la questione a mio modo di vedere è tutt’altro che definitivamente risolta. Il luogo deputato ad ospitare le salme dei re d’Italia e delle loro consorti è, per decisione presa dal governo nel 1878 e accettata da Umberto I, il Pantheon di Roma. Al momento quindi si è ancora lontani da quello che sarà finalmente un atto di giustizia e di presa coscienza della nostra storia come stato unitario. Più ci penso e più mi rendo conto che la scelta del santuario di Vicoforte non è stata casuale. La basilica, capolavoro del barocco, fu pensata inizialmente come mausoleo dei Savoia e oggi ospita il sepolcro del duca Carlo Emanuele I. Secondo me non si è optato per Superga, custode delle tombe reali della dinastia, perché avrebbe avuto un senso di definitivo che invece una soluzione come quella di Vicoforte non può dare. Male a mio modo di vedere il silenzio e il segreto con cui è stato trattato l’argomento, dandone notizia solo a fatti compiuti. È stato fatto per permettere il rientro anche di Vittorio Emanuele III dall’Egitto dove ogni giorno rischia la profanazione? O è una scelta imposta alla famiglia reale da una repubblica che non voleva partecipazione popolare al ritorno di una sovrana che tanto ha fatto per gli italiani e che non è mai stata dimenticata? La nostra repubblica sotto questo aspetto si dimostra immatura e incapace di fare la pace col passato, caso praticamente unico nell’Europa odierna. Pur considerando Vicoforte una soluzione non definitiva non si può dimenticare che all’estero ci sono ancora Vittorio Emanuele III, il cui rientro sembra però imminente, e Umberto II con Maria José. Un’ingiustizia che perdura da decenni mentre il dittatore Mussolini riposa in pace nel suo mausoleo di Predappio dal 1956. Si dirà facciamo un passo alla volta, andiamo per gradi e meglio di niente, forse è la via più saggia; tuttavia uno stato serio che non ha paura del proprio passato avrebbe affrontato pubblicamente la faccenda spiegando sui media le ragioni del gesto e optando direttamente per il Pantheon in un’ottica di pacificazione nazionale chiudendo un capitolo di storia che inspiegabilmente continua invece a restare aperto. Spero quindi che questo sia solo un piccolo gesto in previsione della fine della damnatio memoriae e della futura traslazione al Pantheon a Roma dove è giusto che riposino definitivamente tutti i sovrani d’Italia.

Alessandro Sala

 

 

La regina Elena torna in Italia, la storia della principessa venuta da lontano

Vittorio Emanuele di Savoia incontra Elena Petrovic Njégos figlia del gospodàr del Montenegro, a Venezia dove lei si era recata, non casualmente, con la madre e la sorella per visitare la Biennale d’Arte. All’epoca (siamo intorno al 1894) il principe ereditario cerca moglie e l’impresa si rivela non facile per il rampollo della dinastia che ha unificato l’Italia. Le eroiche imprese del Risorgimento mettono fuori gioco tutte le (tante) principesse degli ex staterelli della penisola, la situazione politica europea non è delle più serene e non facilita le alleanze e i Savoia cattolicissimi (anche se il Papa non ha ancora “digerito” la presa di porta Pia) possono prendere in considerazione solo una fanciulla devota a Santa Romana Chiesa. Come se non bastasse la mamma del ragazzo, ancora pericolosamente scapolo ad un’età in cui dovrebbe già avere moglie e prole, ci mette del suo. La  regina Margherita, infatti, molto presto ufficializza la sua posizione riguardo una eventuale nuora facendo sapere di non gradire le candidate francesi, ed aggiungendo che  “il Belgio porta disgrazia (come non darle ragione pensando a Carlotta e Stefania mogli rispettivamente dell’imperatore del Messico fucilato dai rivoluzionari e dell’arciduca Rodolfo morto suicida a Mayerling?), le austriache non sono opportune e di sassoni al momento non ce n’è nessuna disponibile”. Alla fine qualcuno scova la perla rara che ha solo qualche minimo difetto: proviene da uno stato semi sconosciuto, ma interessante per la politica italiana del momento, ha un albero genealogico non proprio ineccepibile ed è ovviamente greco-ortodossa. Il resto è perfetto, educata in Russia nel collego esclusivo della nobiltà zarista, intelligente ma non intellettuale, dolce, sottomessa, bella, piena di salute, insomma quello che ci vuole per la dinastia italiana a cui il matrimonio fra i cugini Umberto e Margherita non ha fatto granché bene.

Elena3

A Venezia Vittorio Emanuele nota la fanciulla alta e mora; i due si rivedono pochi mesi dopo, nel giugno del 1895, a Mosca ll’incoronazione dello zar Nicola II e durante la cerimonia, scrive la regina di Romania, Elena fa di tutto per restare appiccicata al principe italiano. La riflessione dura ancora un anno e il 18 agosto 1896, il principe di Napoli è a Cettigne a chiedere la mano di Elena e a conoscere, suo malgrado, la variopinta e vivace famiglia montenegrina. A metà novembre la principessa arriva a Bari dove abiura in San Nicola, il 22 è a Roma, il 24 si svolgono le nozze civili e il Presidente del Senato che la vede per la prima volta nota “i capelli neri, gli occhioni neri, l’ aria dolce e un certo impaccio”. Vittorio Emanuele ed Elena si sposano nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli, non senza un vasto contorno di polemiche a causa delle spese considerate “esagerate” e per quello che alcuni definirono “lo scarso rispetto nei confronti dei recentissimi morti di Adua”.

Negli anni successivi la sua presenza accanto a quello che nel 1900 era diventato Vittorio Emanuele III si mantiene sempre umile e discreta. Elena rimane estranea alle questioni strettamente politiche e si dedica ai figli (quattro femmine Yolanda, Mafalda, Giovanna e Maria e un maschio Umberto) e, come diremmo oggi, al sociale. E’ ancora vivo nella memoria dei siciliani l’impegno della Regina a favore dei terremotati di Messina. Solo il 27 novembre 1939, tre mesi dopo l’invasione tedesca della Polonia e la dichiarazione di guerra della Gran Bretagna e della Francia alla Germania, la regina Elena si sente in dovere di scrivere una lettera alle sei sovrane delle nazione europee ancora neutrali (Danimarca, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Bulgaria e Jugoslavia), al fine di evitare all’Europa ed al mondo l’immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale.  Con l’abdicazione del marito si ritira in esilio con lui ad Alessandria d’Egitto e da lì, rimasta vedova e gravemente ammalata si trasferisce a Montpellier, nel sud ovest della Francia, dove muore il 28 novembre 1952.

Lo scrittore e giornalista Luciano Regolo ha pubblicato qualche anno fa una interessante biografia della regina Elena ricca di documenti e testimonianze.

 

 

Nel 2009 la Elena regina d’Italia è diventata la protagonista di un libro che racconta la sua passione per l’arte. Documenti e notizie inedite, un corredo iconografico sorprendente ed in qualche caso mai pubblicato prima, la riscoperta di personalità vicine alla sovrana e oggi pressoché dimenticate. Insomma il libro della scrittrice e giornalista Isabella Pascucci “Elena di Savoia nell’arte e per l’arte. Iconografia e storia della seconda Regina d’Italia” (uscito per i tipi di Daniela Piazza Editore), frutto di quattro anni di ricerche, restituisce un ritratto nuovo e a tuttotondo della principessa montenegrina diventata Regina d’Italia, svelando tanti aspetti riposti della sua personalità e ricostruendone alcuni cruciali momenti della vita taciuti, in parte o del tutto, da tante biografie precedenti. “Il volume – spiega l’autrice – non solo analizza l’iconografia della sovrana, ma approfondisce la sua sensibilità estetica e ed artistica, l’eclettismo piacevolmente garbato delle iniziative promosse da lei e delle opere pittoriche e poetiche che ideò e realizzò nell’arco di una vita”.  Tutti aspetti solitamente trascurati dalle biografie ufficiali e che restituiscono, invece, secondo la Pascucci, “lo spaccato di un’epoca e di una complessa ed affascinante cultura di appartenenza, qual è quella montenegrina, insieme alle suggestioni di atmosfere e contesti, popolati da personalità artisticamente penetranti, la cui memoria si è affievolita nei decenni, fino a scomparire”.

 

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55 Commenti

  1. laura ha detto:

    Entro stasera anche VE III dovrebbe essere tumulato : in una foto mi pare su Repubblica si vede già il settore dedicato che è accanto a quello di Elena. Sarà anche vero che avere agito in segretezza senza averne parlato con gli altri non è stata una cosa bellissima però alla fine si è arrivati ad un risultato. Mi pare l’anno scorso Maria Gabriella aveva segnalato il pericolo corso dalla sepoltura di VE III e immagino che questo sia stato argomento di dibattiti in famiglia. Evidentemente però non si è arrivati ad una accordo e secondo me ha fatto bene Maria Gabriella di fronte alla inazione degli altri a prendere l’iniziativa e a dare il consenso. Se avesse aspettato l’accordo di tutti i parenti non si sarebbe fatto assolutamente nulla. Considerando quello che era il carattere della regina Elena e di re VE , persone piuttosto defilate che amavano la semplicità, possibilmente avrebbero anche loro preferito questa soluzione che porta prestigio ad un antico santuario della famiglia e che è lontano dai riflettori e dalle polemiche.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      non è necessario l’accordo di tutti i discendenti serve la maggioranza e credo che in gran segreto sia stata chiesta, sono tanti i discendenti di VEIII e della regina Elena non avrebbero potuto spostarli, soprattutto dalla Francia, senza l’assenso. le leggi in materia sono piuttosto rigorose.

      • tody ha detto:

        Sembra che anche i ginevrini avessero firmato almeno su internet un visto la pubblicazione di un foglio con le firme. Magari a primavera portano anche Umberto E Maria Jose.

        • tody ha detto:

          Adesso è sicuro in pezzo del giornale di oggio Emanuele Filiberto conferma che lui e suo padre avevano consentito al trasferimento anche se dice che non gli avevano spiegato dove a lui e al padre mi sembra poco credibile, la modulistica dovrebbe essere specifica nel significare il luogo d’arrivo delle salme.

  2. annarita ha detto:

    Quando Elena lasciò L’Egitto per curarsi in Francia, il pilota dell’aereo, avvisato che a bordo c’era l’ex regina, volutamente deviò la rotta passando per Roma a bassa quota e in quel modo Elena vide per l’ultima volta la città dove aveva vissuto. Quando arrivarono all’aereoporto di Nizza, fu fatta scendere per prima e tutti i passeggeri si alzarono in piedi e l’applaudirono. Lei , modestamente, fece un cenno col capo per ringraziarli e scese piangendo.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      una bellissima storia, ma ho la sensazione sia più una leggenda perché mi pare difficile che un pilota di un volo di linea possa deviare la rotta di sua iniziativa. mentre mi pare più credibile l’ultima parte, con i passeggeri che si alzano per renderle omaggio.

    • Dinora ha detto:

      Non sapevo di questo particolare. Il pilota fu un grande gentiluomo e i passeggeri delle grandi persone!!!

  3. Cristina Palliola ha detto:

    Allora finalmente, la regina Elena, la paziente, affettuosa, materna, dolce regina Elena, è tornata. E’ tornata come una ladra, una clandestina , di nascosto a tutti, anche a gran parte dei suo discendenti e questo mi è molto dispiaciuto. Doveva essere ricevuta con tutti gli onori, con le persone che numerose sarebbero andate a riceverla…Elena meritava tutto questo….peccato ! di cosa si è avuto paura? Non si è levata una sola voce di dissenso contro di lei…l’unico dissenso, è stato proprio per il modo in cui è stato progettato il ritorno. Per la scelta del luogo della sepoltura sono perfettamente d’accordo con @Alessandro Sala. Superga avrebbe chiuso il conto, mentre così resta una possibilità , in un futuro, magari anche non proprio prossimo di una traslazione al Pantheon Tra qualche ora , lanostra regina, sarà raggiunta dal marito! una coppia che è stata molto unita in vita e che le situazioni storiche ha separato da morta. La principessa M. Gabriella è da molto che chiedeva una soluzione per la salma del nonno in un Paese devastato da guerre e guerrriglie. Si è saggiato il terreno con Elena per vedere se suscitava reazioni negative? Ora i due coniugi saranno nuovamente vicini e questo, per il momento, deve solo rallegrarci. Mi auguro che anche gli ultimi due sovrani, Umberto II e M. Josè, siano riportati a casa, ma stavolta senza passare per Vicoforte, ma dritti dritti a Roma e che per tutti si riaprano le porte del Pantheon che si erano chiuse più di 90 anni fa dietro al feretro di Margherita. ….Ora, se pace è fatta e gli animi si stanno acquietando, anche per una questione anagrafica, poichè la maggioranza di chi ha vissuto quei tragici anni è passato a miglior vita, si faccia un altro passo avanti: apriamo il caveau della Banca d’Italia e mettiamo in mostra in gioielli della Corona ! e voglio osare anche di più: se qualcun degli eredi Savoia vuole vendere i gioielli di famiglia, prima chieda alla nostra Repubblica se è interessata…per favore, già molto è andato perduto, cerchiamo di custodire nei nostri musei, quello che , anche se patrimonio privato, fa comunque parte della nostra Storia

    • tody ha detto:

      Il Pantheon non verrà mai concesso la soluzione del mausoleo di Vicoforte è positiva e potrebbe andare bene anche per Umberto II e Maria Jose l’importante e averli in italia, il Pantheon non era la sede finale dei Re d’italia, ma il Vittoriano, dove riposa il milite ignoto. Bisogna guardare a quello che si può ottenere non all’impossibile.

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        concordo, anche secondo me Vicoforte è stata un’ottima idea. incaponirsi per l’impossibile -che fra l’altro creerebbe un grande malcontento (ho letto di persone che si preparavano, nel caso a fare le barricate) – non è molto saggio.

        • Luka ha detto:

          Non e’ auspicabile una battaglia ideologica, civile, politica o sociale e ammettendo che sia questa la scelta giusta e saggia almeno – dico io – che siano d’accordo i diretti interessati (dicasi eredi o discendenti): se una sola voce si fosse alzata non si sarebbe innescato questo panico!

          Credo che sia Sergio che Emanuele Filiberto stiano rientrando dalle iniziali dichiarazioni.

          Non sarebbe dispiaciuto vedere insieme i diversi discendenti dei sovrani, un Assia, un bulgaro, un Parma…..

  4. mau ha detto:

    Buona domenica a tutti,
    non sono monarchico, ma trovo giusto che i Savoia siano rientrati in Italia e i loro morti anche. Persino le repubbliche dell’est hanno permesso di traslare le salme dei vari ex sovrani, Pace, siamo in epoca in cui fare pace con il passato, ci fa bene.

  5. laura ha detto:

    Le critiche e le lamentele degli altri mi sembrano davvero fuori luogo. Tutti sappiamo benissimo che il Pantheon per VE III era impossibile. Io non so se questa situazione cambierà mai ma adesso è così. Almeno l’iniziativa di Maria Gabriella ha ottenuto già diversi buoni risultati. Uno : ha tolto dal pericolo VE, due ha riunito VE ed Elena, tre ha dato prestigio ad un santuario che acquisterà maggiore notorietà, quattro è riuscita a convincere il Quirinale che si è dato da fare nel momento nel quale i rapporti tra Italia e Egitto non potrebbero essere peggiori. A me sembrano dei grandi successi e mi dispiace che gli altri parenti, che non mi risulta abbiamo mai mosso un dito, piuttosto che ringraziare si mettano invece a criticare e addirittura, se quello che riporta la stampa è vero, a minacciare di fare saltare tutto (segretario di Serge di Jugoslavia).

  6. nicole ha detto:

    Tornato in silenzio quatto quatto ? Ma mi pare sia scappato il re … dopo aver firmato leggi razziali , lasciato che Mussolini instaurasse una dittatura , lasciando una Italia alla mercé degli invasori con la guerra di liberazione che ne seguì . Ma che li mettano pure a Vicoforte, per carità … ma con onori direi proprio di no. Nulla da dire della regina consorte, chi mi conosce da anni sa che ho avuto sempre parole di rispetto per Umberto , per sua dignità, per come ha affrontato esilio , risultati di referendum …. ma suo padre non merita proprio il mio rispetto.
    Savoia: litigiosi , diamine che famiglia! Maria Gabriella sembra l’unica che sappia comportarsi dignitosamente, muoversi in modo da non sollevare gli animi ..
    comunque il Pantheon se lo scorda .. li ci vanno i Padri della Patria !

  7. Luka ha detto:

    Sono sempre più perplesso e sempre meno convinto della “buona e giusta soluzione” : ammesso e non concesso che alcuni discendenti fossero d’accordo per questo tipi di rientro almeno nel santuario non avrebbero dovuto esserci almeno il “capo di famiglia”??? Tra i due pretendenti, Vittorio Emanuele (pure diretto discendente) o Amedeo d’Aosta ci stavano? Perché se così non fosse di cosa stiamo parlando?…. Mah…..

  8. annarita ha detto:

    Quello che ho raccontato è vero, il pilota fu intervistato anni fa da un giornalista, non mi ricordo se di Gente o Oggi, ilquale confermò quello che sembrava una cosa non veritiera. Volevo aggiungere che la regina voleva essere sempre informata quando nasceva un bambino oppure delle nozze di figli dei contadini o impiegati delle varie tenute e non mancava mai un suo regalo. La madre di un amico di famiglia, figlia di un amministratore di San Rossore, al momento delle sue nozze ricevette un anello con uno zaffiro da parte di Elena.

  9. laura ha detto:

    Il mio commento non è stato accettato ?

  10. Dinora ha detto:

    Trovo giustissimo che i nostri Re e Regine rientrino nel suolo della loro Italia. Non dobbiamo dimenticare che se c’é stata l’unione dell’Italia lo dobbiamo a casa Savoia. Il passato nel bene e nel male è passato ed è storia che ci piaccia o no!!
    Mi spiace solo che sia stato fatto in sordina a meno che, come si è detto, sia stato imposto da uno stato che ha ancora paura dei fantasmi!! In Russia la famiglia imperiale,dopo il recupero dei loro resti, ebbero un funerale da imperatori salutati con onore dal governo e dal popolo. Il re Michele ha avuto gli onori dal governo. Noi non riusciamo a rendere il giusto omaggiò a chi, mi ripeto, ha scritto la nostra storia.
    Cristina, siamo sicuri che i gioielli ci siano ancora? Se si perché non trovare appunto un accordo per esporli. Immaginate cosa sarebbe vederli e sarebbe un successo di pubblico inimmaginabile. Ma anche questo forse non piacerebbe.

  11. Sigismonda ha detto:

    Dovevano essere sepolti alla Superga dove sono tutti i Savoia..Spero che un giorno torna anche Umberto ii e Maria C hose perché anche hanno diritto riposarsi dove sono loro Aci…

  12. Marilena L. ha detto:

    Vittorio Emanuele ha firmato le leggi razziali , è fuggito da Roma e non ha sottratto l’Italia alla dittatura …questi sono fatti storici innegabili.
    Credo che dopo tanti anni debba prevalere la pietas e abbia diritto a riposare nella sua terra.
    Il giudizio sul suo operato non cambia ma lui e la sua famiglia fanno parte della nostra storia e le loro spoglie non devono restare all’estero.
    Erano anni che i discendenti e tanti Italiani (non monarchici o nostalgici ) chiedevano il loro ritorno. Ricordo che quasi 50 anni fa una donna avvolta nella bandiera italiana chiedeva firme per far tornare in Italia le spoglie dei reali. Ora è opportuno dare sepoltura in Italia anche a Umberto II e Maria Yosè.

    • tody ha detto:

      Nostalgico è un modo per etichettare una persona, non ho visto banditi a Vicoforte giudicare i sentimenti altrui se lo può permettere chi regna nei celi non i maestrini del politicamente corretto che imperversano nelle terre d’Italia.

  13. annarita ha detto:

    Anche se il Duca D’Aosta aveva scelto di riposare in Africa, non sarebbe il caso di farlo tornare in Italia, dato che in Somalia spesso ci sono rivolte?

  14. 55zeus55@libero.it ha detto:

    IBar e i Ristoranti di Vicoforte ringraziano..Gfranco

    • tody ha detto:

      Il duca degli abruzzi sepolta in somalia fu rimpatriato vent’anni fa su richiesta del duca d’aosta, forse rimane il solo duca d’aosta Amedeo dell’amba alagi sepolto in Kenia con i suoi soldati.

  15. Giuseppone ha detto:

    Nella fogna di Roma mai! I Savoia sono piemontesi e lì devono rimanere.

  16. Ale ha detto:

    Il 28 dicembre ricorrono 70 anni dalla morte di re Vittorio Emanuele III. A Vicoforte ci sarà una messa in suo ricordo alla presenza del duca di Savoia Amedeo. Qui i suoi auguri di Natale http://www.crocerealedisavoia.org/messaggio-di-sar-il-principe-amedeo-in-occasione-del-santo-natale-e-per-il-nuovo-anno/

  17. Salvatore ha detto:

    LA REGINA ELENA è stata l’ultima Regina d’Italia. Le spetta il suo rango. E’ inutile che fanno tutte queste storielle. La storia è storia…. lei è stata sempre una grande donna, umile e coraggiosa. DEVE ESSERE SEPPELLITA NEL PANTHEON…. è quello il posto per la Regina d’Italia.
    Salvatore

    • Caterina Giacco ha detto:

      Tutto il rispetto per la regina Elena, ma il Pantheon non sarebbe stata una scelta opportuna in quanto, poi, si sarebbe detto che dovrebbe starci anche il consorte, Vittorio Emanuele III il quale, visto il suo pesante coinvolgimento con il Fascismo ed il comportamento tenuto l’8 settembre ’43, è indifendibile. Superga sarebbe stata , a mio modesto avviso, la destinazione più adatta.

      • tody ha detto:

        Superga non l’avrebbero concessa, la regina avrebbe sicuramente meritato un rientro migliore anche e visto quello che succedeva in Romania contemporaneamente. Nei giorni successivi all’arivo delle salme dei sovrani come riportato da varie testate giornalistiche c’era un gran via vai, di sconosciuti simpatizzanti sopratutto del nord italia il prefetto ha ordinato la chiusura della cappella funeraria ora visibile solo attraverso una grata su richiesta a quanto pare del rettore della basilica per i troppi selfie. A me ricorda quella regola delle scienze che dice che la natura aborre il vuoto, ed in un paese dove il vuoto dilaga…………………….

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