Elisabetta e Filippo festeggiano 70 anni di matrimonio: ecco 10 curiosità sulle loro nozze

Elisabetta e Filippo festeggiano 70 anni di matrimonio: ecco 10 curiosità sulle loro nozze

La regina è il primo sovrano britannico a festeggiare 70 anni di matrimonio, il che in una monarchia universalmente nota per un re come Enrico VIII le cui mogli restavano in carica pochissimo finendo anche molto male, è davvero un bel traguardo.
Secondo i più informati la primogenita dei duchi di York e il biondissimo principe Filippo di Grecia e Danimarca, entrambi discendenti della regina Vittoria e del re Cristiano IX di Danimarca, si sono incrociati varie volte da bambini, ad esempio nel 1934 al matrimonio della cugina di lui, Marina di Grecia, con lo zio di lei, George duca di Kent. All’epoca i due hanno rispettivamente otto e tredici anni ma non è dato sapere l’esito di questo incontro. Le nozze sono queste della foto qui sotto, Elisabetta è la damigella di destra, la damigella di sinistra Lady Mary Cambridge, una cugina di secondo grado, sarà a sua volta nel corteo nuziale di Elisabetta.

Quello che accade cinque anni dopo, invece, lo sappiamo per filo e per segno, grazie al racconto di una governante la quale, lasciato il servizio, scrive un libro di memorie. Nella primavera del 1939, durante una visita della famiglia reale al collegio navale di Dartmouth il cadetto Filippo di Grecia e Danimarca, che ha uno zio molto influente e molto amico del sovrano, riceve un compito delicato, deve intrattenere Elisabetta e Margaret, naturalmente sotto l’occhio vigile della governante di cui sopra.  Filippo, bello e sfrontato, si pavoneggia un po’ e quel giorno la ragazzina che diventerà regina si innamora perdutamente dell’aitante giovanotto che ha nelle vene sangue blu ma è così diverso dai formalissimi aristocratici inglesi. Durante la guerra i due restano in contatto epistolare e il principe, che combatte valorosamente nel Sud-Est asiatico viene anche invitato a trascorrere un Natale a Windsor. Nonostante qualche perplessità da parte del re, il rapporto si consolida e, nell’agosto del 1946 a Balmoral, il giovane ufficiale della Royal Navy si dichiara.  Il fidanzamento viene annunciato il 9 luglio 1947, ma l’erede di re Giorgio VI non sposa formalmente un principe perché, nel febbraio precedente, Filippo ha rinunciato a tutti i suoi titoli greci e danesi per assumere il cognome della madre e dello zio, lord Louis Mountbatten il quale, si dice, ci abbia messo del suo per favorire queste nozze.
Così il 20 novembre 1947 è un semplice luogotenente di vascello (duca inglese di recente nomina per gentile concessione del futuro suocero) a condurre all’altare l’erede al trono britannico.

I 70 anni di matrimonio della regina e del duca di Edimburgo

Buckingham Palace ha fatto sapere che non ci saranno festeggiamenti ufficiali per i 70 anni di matrimonio della sovrana e del duca di Edumburgo il quale, fra l’altro, si è recentemente ritirato a vita privata dopo quasi sette decadi al servizio della nazione che l’ha adottato. Ma non è possibile dimenticare questa giornata storica quindi esattamente settant’anni dopo ecco 10 curiosità sulle romantiche nozze novembrine di un ufficiale della Royal Navy con quella che allora era la principessa Elisabetta. Il traguardo dei 70 anni di matrimonio, ovvero il “platinum wedding” è troppo importante per lasciarlo passare sotto silenzio anche perché si tratta dell’ennesino record di una sovrana che in quest’ultimo decennio ha collezionato una serie di primati assoluti.

1 – Filippo si deve procurare in fretta un anello di fidanzamento degno della futura regina, ma il principe, che vive del suo stipendio da ufficiale della Royal Navy, non ha grandi risorse economiche. Gli viene in aiuto la madre Alice la quale mette a disposizione del figlio un suo vecchio diadema di brillanti. Il gioielliere Philip Antrobus (consigliato dallo zio Lord Mountbatten) può creare così un anello con al centro un solitario da tre carati e intorno una serie di piccoli brillanti. Il resto delle pietre viene usato per un bellissimo bracciale stile art déco che è il regalo nuziale di Filippo a Elisabetta. Nella foto qui sotto la principessa Alice con il diadema smontato per realizzare anello e bracciale.


Elisabetta porta per la prima volta l’anello (che era un po’ largo e viene messo a misura in fretta e furia) il giorno delle foto ufficiali e da allora non lo ha più tolto, anzi è diventato un oggetto attraverso il quale manda segnali. Lo staff reale sa benissimo, ad esempio, che se la sovrana rigira l’anello sul dito vuol dire che si sta annoiando a morte e che è ora di fare qualcosa.

2 – La sposa ha ben otto bridesmaids, quasi tutte parenti o fanciulle provenienti dall’altissima aristocrazia: sua sorella minore la principessa Margaret, sua cugina la principessa Alexandra di Kent, Lady Caroline Montagu-Douglas-Scott, Lady Mary Cambridge (cugina in secondo grado), Lady Elizabeth Lambart, Lady Pamela Mountbatten (cugina dello sposo), The Hon. Margaret Elphinstone, The Hon. Diana Bowes-Lyon (cugine della sposa dal lato materno). Nel seguito della sposa ci sono anche due paggetti, i suoi cugini: i principi William di Gloucester e Michael di Kent. Il bestman di Filippo è un altro cugino, Lord George Mountbatten marchese di Milford Haven.

3 – Le famiglie reali europee sono ben felici di accorrere a Londra alle nozze dell’erede al trono inglese, primo evento felice dopo gli anni terribili della guerra. Sotto alle volte medievali dell’abbazia ci sono più di 2000 ospiti ma spiccano alcune vistose assenze. Il problema è che certi parenti stretti creano qualche comprensibile imbarazzo. Ad esempio le sorelle di Filippo, Margaretha, Theodora e Sophia (una quarta, Cecilia, è morta dieci anni prima in un incidente aereo), che hanno sposato principi tedeschi più o meno implicati con il nazismo. Le cognate reali vengono quindi lasciate a casa, ma sono in buona compagnia, perché anche lo zio della sposa, il duca di Windsor, non riceve alcun invito. Ci sono però diversi membri famiglia reale greca, fra cui gli eredi al trono, Paolo e Frederika, il principe Giorgio e la moglie Marie Bonaparte, Elena di Romania e Irene di Savoia-Aosta, cugine dello sposo nate principesse di Grecia, il re e la regina di Danimarca, il re e la regina di Yugoslavia, il re dell’Iraq e i sovrani di Norvegia e Romania (il giovane re Michele incontra in questa occasione la sua futura moglie Anna di Borbone Parma ma deve tornare di corsa in patria dove è in atto un colpo di Stato), Victoria Eugenia ex regina di Spagna e Juliana principessa ereditaria dei Paesi Bassi. Nella foto qua sotto ci sono quasi tutti, provate a riconoscerli.

4 – Elisabetta indossa un abito creato da Norman Hartnell il quale presenta alcuni schizzi già nel mese di agosto. La sua fonte di ispirazione è il personaggio centrale della Primavera del Botticelli, simbolo di gioia e rinascita alla vita. In Inghilterra vige ancora il razionamento quindi la sposa ha dovuto chiedere un’integrazione dei tagliandi della sua tessera annonaria per avere il satin di seta necessario per l’abito. Il tessuto viene dalla Winterthur Silks Limited di Dunfermline che l’ha realizzato in gran segreto nella sua azienda di Canmore usando del filato prodotto da bachi cinesi  (cinesi, mi raccomando, non giapponesi o italiani paesi contro i quali l’Inghilterra ha recentemente combattuto) a Lullingstone Castle. Quando entra nell’abbazia di Westminster al braccio del padre, la principessa è radiosa, il modello di Hartnell mette in risalto tutta la grazia di questa sposa ventunenne leggiadra e molto, molto felice. Il corpetto aderente di satin bianco e la gonna svasata sono interamente ricoperti da intricati ramage (realizzati con 10.000 perle e cristalli provenienti dagli Stati Uniti) in un evidente richiamo sia alla Primavera ma anche alla classica simbologia floreale inglese; sulla veste nuziale di Elisabetta ci sono le rose di York, i fiori d’arancio e poi gelsomini, filadelfi e spighe di grano.


Dopo le nozze il vestito viene esposto in varie città inglesi ed è riapparso di recente nel 2002 per una esposizione dedicata agli abiti da sposa reali degli ultimi 100 anni e poi in due mostre organizzate a Buckingham Palace, per le nozze di diamante nel 2007 e per i 90 anni della regina nel 2016. La foto qui sotto mostra l’abito presentato nel 2016 (come l’ho visto io) e non gli rende giustizia oltre a mettere in evidenza i numerosi segni di usura dovuti al tempo. Il colore è ormai virato in un crema scuro.

In quel freddo e umido giorno di novembre la principessa indossa dei leggeri sandaletti di seta realizzati con la stessa stoffa dell’abito, creati dal famoso Roger Vivier, ma che nessuno aveva mai visto fino al giorno in cui sono stati messi in mostra insieme a tutti gli altri accessori in occasione delle celebrazioni per le nozze di diamante nel 2007.

5 – Il lungo velo ricamato è fermato da uno dei diademi della vasta collezione reale la “fringe tiara” che è il “qualcosa di prestato” perché appartiene alla regina Elizabeth la quale lo aveva ricevuto in dono dalla suocera, la regina Mary, nel 1936.
La “fringe tiara” è un modello che verso la fine dell’Ottocento riscuote notevole successo, tutte le principesse, sovrane, regine ne hanno una anche perché si tratta di un gioiello molto versatile in quanto spesso può essere utilizzato anche come collier. Secondo alcuni storici si tratterebbe di una rivisitazione “preziosa” del kokosnik, il copricapo indossato dalle contadine russe nei giorni di festa, e sarebbe stato introdotto dalle granduchesse Romanov che nel XIX secolo si sposano in giro per l’Europa. I brillanti vengono realizzate una serie di punte di varia altezza e dimensione poi montate a formare una sorta di aureola degradante sui lati e l’effetto finale è quello della frangia da cui il nome.
La regina Mary fa realizzare la sua “fringe tiara” nel 1919 dal gioielliere londinese Garrard che usa alcuni diamanti provenienti da un diadema (trasformabile in collier) offerto dalla regina Vittoria a Mary per le sue nozze nel 1893.


Alcuni dicono che in realtà la sposa avrebbe voluto indossare la Girls of Great Britanny and Ireland Tiara che le è stata offerta dalla nonna come dono di nozze, però durante le fasi della vestizione il diadema cade e si spezza. Davanti alla disperazione delle cameriere e dei funzionari della casa reale l’imperturbabile regina Mary fa notare che c’è tutto il tempo per risolvere la questione perché «in casa ci sono molti altri diademi».
La principessa porta anche un doppio collier di perle, regalo dei genitori, costituito dai collier delle regine Anna e Carolina e orecchini in perle e diamanti appartenuti a una delle figlie di Giorgio III, offerti dalla nonna Mary.

6 – Il bouquet della sposa viene fornito dalla Worshipful Company of Gardeners; il fiorista MH Longman usa orchidee bianche e mirto preso dal famoso cespuglio nato da un ramoscello che faceva parte del bouquet della regina Vittoria e che da allora viene usato per tutte le spose reali. Quando la sposa sta per partire verso Westminster il suo mazzo di fiori non si trova più, ma per fortuna qualcuno si ricorda che era stato messo al sicuro nel frigorifero della portineria.
Seguendo l’esempio della madre, il giorno successivo alle nozze, la principessa fa depositare il bouquet sulla tomba del milite ignoto a Westminster. La lapide è il solo tratto della navata che non viene mai coperto da un tappeto o da una passatoia.

7 – La coppia felice riceve oltre 2500 regali da tutto il mondo e la maggior parte di essi viene messa in mostra per alcuni giorni a Saint James’s Palace; il ricavato dai biglietti d’ingresso verrà poi devoluto in beneficienza.
I gioielli sono numerosi, la regina Mary ha offerto alla nipote prediletta la sua bellissima Girl’s of Great Britain and Ireland Tiara e un sontuoso devant de corsage, il re e la regina regalano alla figlia una parure di zaffiri, due collier di perle e degli orecchini chandelier. Ma ci sono anche lo straordinario collier del Nizam di Hyerabad, quello in oro e giada di re d’Egitto Farouk e quello “fringe” del Lord Mayor e della City di Londra.
Lord Mountbatten consegna alla sposa il regalo del Mahatma Gandhi che ha personalmente filato il cotone con cui è stato realizzato un pannello in crochet; Papa Pio XII invia due tazze da cioccolata in porcellana di Meissen, il presidente della Repubblica francese uno splendido servizio da tavola di Sevrès, il presidente americano Truman una serie di oggetti di cristallo inciso, il governo della Nuova Zelanda uno scrittoio, l’Aga Khan un purosangue che sarà il primo cavallo da corsa della futura scuderia reale. Numerosi anche gli oggetti di uso comune, per la cucina e la casa ma arrivano anche capi di abbigliamenti e decine di paia di calze di seta che, nel dopoguerra, sono una vera rarità. In questo video i dettagli dellll’esposizione.  http://https://www.youtube.com/watch?v=GgFJkiIQdrs

8 – Il “wedding breakfast”, ovvero la colazione nuziale che segue la cerimonia a Westminster, si svolge nella sala da ballo di Buckingham Palace. Nel sobrio menù piatti che, come da tradizione, rendono omaggio agli sposi e alle loro famiglie fra di essi il Filet de Sole Mountbatten, e la Bombe Glacee Princess Elizabeth.
La torta viene realizzata da McVities and Price ma c’è ancora il razionamento e certi prodotti sono difficili da trovare quindi le Australian Girl Guides offrono gli ingredienti necessari come dono di nozze. Elisabetta e Filippo tagliano la torta (alta nove piedi e costituita da quattro piani decorati con pannelli sui quali ci sono gli stemmi delle famiglie, i monogrammi degli sposi, figurine di zucchero e lo stemma della Royal Navy) con una spada che è il regalo di re Giorgio VI allo sposo.

9 – Re Giorgio VI, che è molto legato alla sua figlia maggiore, le scrive un tenero biglietto di commiato nel quale oltre ad augurle ogni bene le confessa che, poche ore prima, nel momento esatto in cui ha lasciato la sua mano davanti all’arcivescovo, ha avuto la sensazione di «perdere qualcosa di molto prezioso».

10 – Nel pomeriggio la coppia felice lascia Buckingham Palace per prendere, dalla stazione di Waterloo, un treno che li porterà verso la prima tappa del loro viaggio di nozze. La neo sposa indossa un abito e un cappotto abbinato color blu polveroso di Hartnell e ha con sé Susie, la sua cagnolina corgi preferita. Elisabetta e Filippo trascorrono i primi giorni della luna di miele nella pace di Broadlands, la splendida dimora di Lord Mountbatten nell’Hampshire, poi vanno a Birkhall in Scozia. A Broadlands gli sposi accettano di posare per i fotografi e in quegli scatti Elisabetta appare felice e innamoratissima. La principessa è cresciuta in un ambiente ultra protetto e conosce poco la realtà, ma insieme a Filippo inizia a guardare il mondo e le persone in modo diverso, acquistando sicurezza e maturità.

Ma… e le royal commemorative potteries che celebrano i grandi eventi reali?

Ebbene per le nozze dell’erede al trono (sempre presuntiva perché se Giorgio VI avesse avuto un figlio maschio questo avrebbe avuto la precedenza) non ce ne furono. L’Inghilterra è ancora sottoposta al razionamento e le aziende manifatturiere, impegnate a risollevarsi dalle difficoltà degli anni di guerra, non possono produrre oggetti che non siano di prima necessità a cui pochi, fra l’altro, avrebbero avuto accesso.

Però insieme a Chiara Simonini, che nel suo show room modenese propone meravigliose potteries – e non solo – rigorosamente made in England, abbiamo deciso di celebrare i 70 anni di matrimonio selezionando una serie di oggetti con i ritratti della regina e del duca di Edimburgo che presenteremo nella giornata di lunedì sulla pagina Facebook di Enjoy Coffee and More … quindi restate connessi.

Comunque quanto a royal potteries gli inglesi si potranno abbondamente rifare cinque anni dopo per l’incoronazione di Elisabetta II e poi nel 1981 in occasione delle nozze di Carlo e Diana, ma questa è un’altra storia che vi racconto nel mio ultimo libro ”

Sulle tracce di Lady Diana – 15 itinerari fra Londra e dintorni nei luoghi della principessa di Galles”

 

E alla fine è arrivata anche la foto ufficiale dell’anniversario.

Matt Holyoak/CameraPress

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21 Commenti

  1. Dora ha detto:

    WOW, Marina!!!!

  2. Cristina Palliola ha detto:

    Ebbene..ho pianto, anzi sto ancora piangendo e le lacrime mi offuscano decisamente la vista. Le tenerissime parole di un re, che è anche padre, e che consegnando la figlia a una altro uomo, così come è previsto dal rito anglicano per le nozze(chi consegna questa donna a quest’uomo?) ha la sensazione che il suo ruolo sia finito, che si deve fare da parte e che ha perso una delle cose più preziose che ha, mi fortemente emozionata. In realtà tutti sappiamo che niente cambia dopo le nozze e che un figlio, una figlia restano quello che sono e così è stato anche per Giorgio VI, anzi, diciamo pure che in fondo,il re ha cercato di coltivare anche il recalcitrante Filippo e indirizzarlo verso un ruolo non facile per un uomo, neppure ora, figuriamoci 70 anni fa! nozze veramente del secolo, si potrebbero definire, per molti motivi. Innanzi tutto perchè 70 di matrimonio non sono per tutti, sia royal che comuni mortali, per salute, longevità e per armonia di coppia che Elisabetta e Filippo si sono conquistati nonostante gli alti e bassi che tutte le coppie vivono quotidianamente, con grande collaborazione, con grande rispetto, con grande amicizia e, in fondo ,una grande lealtà e fiducia dell’uno nell’altra. I loro battibecchi o litigi o comunque giorni di crisi, credo siano sempre stati costruttivi. Tra loro ci possono essere state bugie o stanchezze, ma non state che piccolezze senza seguito che non hanno intaccato la complicità e la sicurezza che ognuno aveva dell’altro, la stima, il riconoscimento, prima umano e poi del ruolo. Cosa si può augurare a una coppia che in fondo ha avuto tutto? la ricchezza certamente no e all’età che hanno neppure servirebbe più! Di continuare ad amarsi e rispettarsi? e chi siamo noi che siamo venuti dopo e che abbiamo solo da imparare da loro? La pazienza della convivenza? neppure! l’unica cosa che possiamo augurare è che a buona salute li accompagni fino all’ultimo giorno della loro vita comune e io ho , scusatemi un mio personalissimo pensiero: il giorno che uno dei due passerà a miglior vita, auguro anche all’altro di seguirlo velocemente…sono cinica? può darsi! ma tutti noi che viviamo con un qualcosa che ci accompagna da sempre se un giorno ci dovesse essere rubato o sottratto saremmo ancora in grado di vivere bene? io no! come perdere un braccio o una gamba e continuare a vivere male o sopravvivere..io li voglio felici fino all’ ultimo e indispensabili l’uno all’altra come sono sempre stati. Sicuramente il mio è un augurio molto particolare per una giornata di gioia, e spero che tutti voi che conosco per persone dotate di grande sensibilità e intelligenza mi capirete ma, detto questo,…………….. gli auguro ancora tanti anni insieme

  3. laura ha detto:

    Il fatto che Filippo sia stato al matrimonio di Marina deve essere per lui un ricordo importante. Su youtube c’è l’intervista che gli è stata fatta da una famosa giornalista inglese di cui non ricordo il nome in occasione dei suoi 90 anni. La giornalista, forse un po’ imprudentemente, ad un certo punto dice : ma lei era un outsider nel mondo inglese. Il duca si arrabbia e sbotta : Non è vero ! mio padre era un cugino di Giorni VI e io stesso sono stato al matrimonio di Marina di Kent. Insomma questo fatto di essere stato considerato una specie di parvenue (anche se di sangue blu) e di essere stato ostracizzato fa arrabbiare ancora tanto il vecchio Filippo.

  4. Luka ha detto:

    @Elettra, non c’è nulla di cinico in ciò che hai scritto, sia perché l’età dei festeggiati non permettere di fraintendere ciò che si dice e sia perché dopo settant’anni insieme “sarebbe la conclusione di un percorso di vita insieme”.

    Peccato per la mancata presenza delle sorelle di Filippo in quanto mogli di tedeschi; alcune di loro non erano assolutamente compromesse con il nazismo : l’unica coinvolta direttamente in quanto era ufficialmente iscritta al partito era stata Cecilia con il marito Donato d’Assia Darmstdat (il 16 novembre appena trascorso ricorrono gli ottant’anni della tragedia di Ostenda ).

    Cara @Marina, con questo post “il tuo amore e ammirazione ” per la Betta e per tutto ciò che la riguarda e la circonda ha raggiunto l’apice. 😉

  5. Nicoletta ha detto:

    @Cristina ora anche io ho le lacrime agli occhi! Bellissimo ed interessante il racconto di Marina e bellissime le riflessioni di Cristina.
    Quanta verità in quello che dici. Un augurio delicato e profondo. Commovente. Mi colpisce come madre, figlia e compagna di una vita. Auguro a me, ed avrei voluto per i miei genitori, quello che tu esprimi così bene. Auguro a mia figlia che, il giorno in cui si unirà a qualcuno, lo faccia come Elisabetta. Non certo come futura regina. Ma come una ragazza felice, innamorata del suo amore, cui non manchi la forza per superare le difficoltà inevitabili e la fortuna di poter camminare a lungo affiancati.
    Pensando ad Elisabetta, il suo ruolo prende il sopravvento sulla sua persona. Sarà una Regina che passerà alla storia. Ma chissà che, fra i tanti record raggiunti, quello più prezioso non sia proprio questo che, secondo me, costituisce anche un presupposto ineludibile per tutti gli altri.
    P.s. Sulla tiara, ho letto che, la stessa Elisabetta, ha raccontato, durante l’esposizione del vestito di Kate, che il giorno del matrimonio, mentre si preparava per le nozze, pensava di aver rotto la fringe tiara in quanto si era aperta e lei non era a conoscenza che fosse anche una collana. Per evitare problemi la tiara era stata portata in tutta fretta dal gioielliere Garrard per fissare la chiusura prima della cerimonia. Inoltre nelle foto, sembra che non sia perfettamente simmetrica al centro

  6. Luka ha detto:

    Nella foto di gruppo, trascorsi settanta anni, ovviamente molti sono passati a migliore vita (come in quasi tutte le foto delle nozze d’oro) ma in questa circostanza di nozze di diamante c’e stato quasi il rischio che anche la maggior parte di damigelle e paggetti non potessero essere testimoni oculare, come William di Gloucester o la principessa Margaret.

    In tutte le foto di gruppo royal il principe Bernando di Lippe (per gli occhiali) oppure re Federico IX di Danimarca (per le orecchie) o Michele di Romania (per il viso scavato) sono immediatamente individuabili: per le signore e’ piu complicato a accusa di cappelli o acconciature (nei caso dei royal diademi o gioielli aiutano molto).

    Credo di individuare re Pieto II di Yugoslavia ( in alto a sinistra) ma non individuo la moglie Alessandra di Grecia che ” in gioventù a tanto amato il biondissimo cugino e coetaneo Filippo”.

    PS: Filippo si chiama così perché re Alessandro di Grecia avrebbe chiamato in questo modo il suo primogenito ma prima che la moglie Aspasia partorisse lui mori per un morso di una scimmia: Aspasia ebbe una bimba che fu chiamata Alessandra (poi regina di Yugoslavia) così il principe Andrea, fratello di Alessandro, uso il nome per il suo unico figlio maschio.

    • Luka ha detto:

      Ok, mi sono perso un “acca” ed ho scritto re Michele “con il viso scavato” anziché “viso squadrato”, “accusa di cappelli” anziché “a causa dei cappelli e mi sono perso un paio di accenti…..scusate e perdono alle maestre di scuola che dicevano sempre : dopo aver scritto rileggere attentamente, sempre!!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Andrea era lo zio di Alessandro non il fratello 😉
      re Giorgio I e la moglie Olga hanno avuto una sfilza di figli e gli ultimi, Andrea e Cristoforo sono molto più giovani dei primi.

      • Luka ha detto:

        Opsss, errore genealogico …..eppoi a differenza dei Romanov dove confondersi e’ facile sia per i nomi quasi tutti uguali che per un albero piu vasto nei greci non c’è ne l’uno e ne l’altro.

        Anni fa riuscii a leggere l’autobiografia di Alessandra di Grecia del 1957 “per l’amore di un re” : Pietro e Alessandra , giovani esuli e giovani sposi erano nelle grazie di re Giorgio VI e di Elisabetta ma hanno avuto entrambi una vita e una fine triste, solitaria e con problemi di salute.

  7. lucilla ha detto:

    Grazie, Marina!! Che racconti interessanti..mi piacciono proprio!

  8. michele ha detto:

    Davvero 10 punti curiosissimi ed interessanti !! Bellissimo post @marina. E che dire di questa coppia ,un grande augurio per questo importantissimo traguardo non facile da raggiungere!!! e se mai ci arriverò io spero di arrivarci come ci sono arrivati loro 🙂

  9. Ale ha detto:

    come sempre @Marina non ci deludi!! 😉 il post su Elisabetta e Filippo di cui conosciamo tantissimo è davvero interessante e curioso. poter vedere i doni di nozze e ammirare quella vetrina con tutti i gioielli ricevuti da Elisabetta deve essere stato davvero emozionante, oggi sarebbe una mostra da centinaia di migliaia di visitatori. ogni volta penso alla mostra del 2012 che mi sono perso a Buckingham Palace 🙁

  10. nicole ha detto:

    Interessante come sempre! Sono stati fortunati i due , se non altro salute da vendere . Già tanto che abbiano potuto scegliersi… erano altri tempi .

  11. mau ha detto:

    God save the Queen, che coppia magnifica! Grazie per il bellissimo articolo Marina……….

  12. Mau ha detto:

    Buon 2018 a tutti,
    anno denso di bambini e di sicuro un matrimonio in arrivo, 2 nuovi pronipoti per the Queen, 2 nipoti per Caroline di Monaco e 1 per Re Carlo Gustavo di Svezia…….. un bimbo per la Serbia. Già preso le ferie per godermi the wedding di Harry e Meghan, poi chissà di altri.
    Auguri a noi tutti, che sogniamo con principi e principesse, diademi e carrozze….castelli e palazzi, etichetta e livree, grazie Marina che con la tua intelligenza e sapienza hai saputo creare un budoar virtuale dove chiaccherare amabilmente.
    Auguri a tutti
    Mau

    • sabrina-anna ha detto:

      Ciao Mau scusa ma perché altri due pronipoti per The Queen uno è il terzo figlio di Kate e William ma l’altro ?
      Chi altro dei nipoti di Elisabetta attende un bambino ? Zara? Peter ?
      Per Carolina uno è di Pierre e uno di Andrea vero’
      Il bimbo serbo me lo sono perso da dove arriva? (intendo genealogicamnte?
      Grazie e auguri a noi tutti

      • Luka ha detto:

        Zara Philip ha annunciato di aspettare un secondogenito dopo la nascita di Mia e una gravidanza finita male di l’anno scorso.
        In Serbia nascerà il figlio del principe Filippo (figlio secondogenito di Alessandro e di Maria Gloria d’Orleans Braganza e fratello gemello di Alessandro ) e di Danica che si sono sposati a Belgrado l’ottobre scorso: come dicevano una volta sto bimbo potrebbe nascere “settimino” ….
        Sarà il primo nipote sia per Alessandro che per Maria Gloria nonostante entrambi si siano subito risposati dopo il divorzio (solo lei ha avuto due ulteriori figlie).

        • Luka ha detto:

          A Belgrado e’ nato il piccolo principe Stefano di Serbia e pochi giorni prima in Germania nasceva la principessina Elisabetta d’Hannover……ora aspettiamo Stoccolma e Londra….

  13. sabrina-anna ha detto:

    Elisabetta di Hannover figlia di Ernest Junior e quindi nipotina di Alessandra di Hannover figlia di Carolina?
    Ernest senior diventa nonno? Non proprio adatto a leggere le fiabe e portare al parco la piccola …

    • Luka ha detto:

      Considerato che non ha parteciato alle nozze del figlio non credo nemmeno che sia stato il primo ad essere informato della nascita! 🙂
      Inoltre in casa Hannover vige ancora la legge salica quindi una nascita poco interessante a livello dinastico (dal punto di vista di EA sr)

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