La vera storia di Margaret e Peter Townsend

Margaret e Peter

Margaret e Peter Townsend non sono stati le vittime sacrificali della regina Elisabetta. Margaret e Peter hanno scelto di non restare insieme. Questa è la loro storia al netto delle esigenze drammaturgiche degli sceneggiatori di The Crown i quali hanno un po’ calzato la mano sul conflitto fra le due sorelle. 

Tutto inizia il 2 giugno 1953 giorno in cui  Elisabetta II viene incoronata a Westminster. Quel giorno ovviamente tutti gli occhi, tutte le telecamere e tutti gli obiettivi sono puntati sulla giovane sovrana, ma in modo del tutto casuale un fotografo americano coglie un movimento curioso, inatteso e piuttosto intimo. All’uscita dell’abbazia la principessa Margaret, sorella minore della regina, ancora in abito di corte con la corona e il manto bordato di ermellino, sembra togliere un granello di polvere dalla divisa dell’ufficiale che le sta accanto. L’uomo, alto e bello, non è uno sconosciuto e il gesto così spontaneo rivela al mondo un sentimento che fino a quel momento è stato tenuto accuratamente nascosto: la principessa Margaret ama perdutamente il group captain Peter Townsend, pilota della Raf, eroe della Seconda guerra mondiale, scudiero di re Giorgio VI e, all’epoca, ciambellano della Regina Madre.

Margaret e Peter con i sovrani

Margaret e Peter insieme ai sovrani

Townsend ha sedici anni più di Margaret e viene dalla classe media, ma le sue imprese durante la battaglia d’Inghilterra e lo stretto rapporto di stima e fiducia con il defunto sovrano potrebbero quasi farlo sembrare un buon partito. Purtroppo c’è un enorme ostacolo. Come molti colleghi, il group captain si è sposato in pieno conflitto e, nonostante la nascita di due bambini, il matrimonio di guerra è fallito quasi subito. Peter ha divorziato nel novembre del 1952, uscendone, fra l’altro, praticamente immacolato perché la moglie si è lasciata addebitare la colpa. Dunque all’epoca della foto l’innamorato di Margaret è un uomo libero.
Ma non è così semplice, la sorella della regina, terza nella linea di successione al trono dopo i nipoti Carlo e Anna, può sposare una persona che ha sulla coscienza una macchia del genere? La risposta è no. Paradossalmente la Chiesa anglicana, nata per consentire a Enrico VIII di abbandonare legalmente la prima moglie, non accetta facilmente il divorzio. Specie se praticato da membri dell’establishment o peggio della casa reale (1). Sedici anni prima Edoardo VIII, zio della principessa, ha abdicato e passato la corona al fratello pur di sposare, con enorme scandalo, un’americana che aveva due ex mariti ancora vivi e vegeti.

Margaret e Peter l’amore all’ombra del trono

L’amore impossibile di Margaret si trasforma così nella prima grave crisi del regno di sua sorella Elisabetta II.
Meg, secondogenita di quelli che sono ancora solo il duca e la duchessa di York, viene alla luce in una notte di tempesta – il 15 agosto 1930 – nel castello di Glamis, la residenza scozzese dei nonni materni, i conti di Strathmore. Intelligente decisa, allegra, spiritosa, indomabile, molto viziata dai genitori e un po’ gelosa della sorella maggiore, la principessa ha una bellezza «intensa e fuori dai canoni» come dirà lo stesso Towsend. La figlia minore dei sovrani è piccola e sottile, ha enormi occhi blu-viola, labbra carnose, un décolté generoso e una splendida carnagione color pesca da vera “english rose”. Anche il suo carattere è un po’ particolare e molto, molto diverso da quello della saggia primogenita.
Il problema è che Margaret soffre per la sua posizione di cadetta; all’incoronazione dei genitori si lamenta per le dimensioni ridotte della corona e dello strascico, in fondo anche lei è importante, è pur sempre l’erede dell’erede. Dispettosa fino a diventare quasi maleducata, un giorno la ragazzina, aspramente rimproverata da Elisabetta, risponde irritata: «tu pensa al tuo impero».
Fin da piccola Margaret è capace di passare in un attimo dalla malinconia più profonda a una incontenibile ilarità. È generosa, incostante, civetta e molto, molto affascinante. «Quello che sopra ogni altra cosa rendeva la principessa Margaret così seducente e adorabile è che dietro alla facciata splendente e la spavalderia c’erano una dolcezza e una sincerità rare» racconterà anni dopo l’ex innamorato.
La principessa ha un legame fortissimo con il padre che la adora, la vizia e chiude gli occhi su capricci ed estrosità. «Elisabetta è il mio orgoglio, Margaret la mia gioia» dice spesso il re. La profonda e intensa relazione padre-figlia viene bruscamente interrotta dalla morte del sovrano il quale, gravemente malato, muore nel sonno a Sandringham il 6 febbraio 1952. Margaret è disperata: ha perduto un uomo che la adorava e le ha permesso quasi tutto, l’ha sostenuta, consigliata e appoggiata sempre e comunque. Con la scomparsa del re gli anni felici e spensierati della giovinezza sono dolosamente finiti per entrambe le sorelle. Però mentre Elisabetta, che comunque è già moglie e madre, assume con coraggio i suoi doveri di regina, Margaret si ritrova sola e smarrita.

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Margaret e Peter

«Mio padre – ricorderà anni dopo la principessa – era una bellissima persona, il centro della nostra felice famiglia».
Sarebbe fin troppo facile spiegare la nascita di questo amore con il desiderio inconscio, da parte della giovane donna, di ritrovare una figura paterna; molto semplice e anche sostanzialmente inesatto perché se è vero che il lutto avvicina ancora di più i due innamorati, la passione di Margaret per lo scudiero del sovrano è nata molti anni prima.
Townsend, un uomo interessante dotato di grande sense of humor, è la quintessenza dell’ufficiale e del gentiluomo britannico coraggioso, romantico e discreto. L’esatto contrario dello spavaldo ed esuberante principe Filippo, il marito della regina. Peter, che ha preso parte alla Battaglia d’Inghilterra, è un vero eroe e come scriverà un giornalista anglosassone, è: «uno di quei soldati senza il cui sacrificio le nostre vite sarebbero state sicuramente meno libere e meno onorevoli».

Margaret e Peter, l’incontro

Meg ha quattordici o quindi anni quando incontra Peter, se ne innamora perdutamente e lo corteggia con la spudoratezza e l’arroganza che le vengono dalla sua particolare posizione. All’epoca della morte di Giorgio VI il danno è fatto e la storia già troppo avanti per essere troncata senza causa gravi ferite.
Nella famiglia reale la questione è nota alla regina e al principe Filippo, la regina madre non sa ancora o finge di non sapere adottando, anche in questo caso la sua personalissima tecnica per mettersi al riparo dalle noie domestiche e familiari: ignorare invece di intervenire con decisione. Molto probabilmente però Queen Mum all’inizio è veramente all’oscuro di tutto visto che chiede proprio a Peter Townsend, rimasto senza impiego dopo la morte del re, di organizzare il trasloco nella nuova residenza di Clarence House e di assumere l’incarico di suo revisore dei conti.
La vedova di Giorgio VI stima moltissimo l’ex pilota della Raf che nel 1947 aveva accompagnato la famiglia reale in un lungo tour in Sud Africa e, con le sue attenzioni e la gentilezza, era riuscito a tranquillizzare un sovrano stanco e angosciato. L’anno, su richiesta della coppia reale, Peter scorta la diciottenne Margaret alle cerimonie per l’intronizzazione della regina Juliana dei Paesi Bassi. Una pessima idea visto il seguito.

Ad ogni modo nel dicembre del 1952, quando il suo divorzio è ufficiale, Townsend decide di andare a trovare il segretario privato della regina per comunicargli che lui e la principessa sono innamorati e vogliono sposarsi. La risposa di sir Alan Lascelles è lapidaria: «lei è pazzo, o seriamente ammalato».
Queen Mum viene messa al corrente dallo stesso Lascelles, cade dalle nuvole e dà la colpa alla perdita precoce del padre; è vero solo in minima parte, ma di sicuro il sovrano si sarebbe reso accorto prima dell’evoluzione che stava prendendo la storia e sarebbe corso ai ripari.
Al momento però i pensieri sono tutti rivolti all’organizzazione dell’incoronazione di Elisabetta e il romanzo d’amore di Margaret passa in secondo piano fino alla famosa foto. Da quell’istante però è solo questione di tempo: i reporter americani sono pronti a pubblicare la notizia e, come accaduto nel 1936 con l’affaire Wallis Simpson, la stampa britannica, pur rispettosa della famiglia reale non potrà tacere a lungo.
Nonostante i tempi siano ormai cambiati e l’Inghilterra si appresti a diventare la culla di una grande rivoluzione culturale, Margaret non può fare di testa sua: come membro della famiglia reale per sposarsi deve avere il nulla osta della regina.

Margaret e Peter, l’amore impossibile

Il Royal Marriages Act adottato nel 1772 – per iniziativa di Giorgio III il cui fratello aveva contratto un pessimo matrimonio – stabilisce che per essere valide le nozze di tutti i discendenti diretti di un re devono essere autorizzate dal sovrano regnante, ma, compiuti i venticinque anni (la principessa, nata nel 1930, ne ha ancora solo 23) i membri della famiglia reale possono anche fare a meno del consenso.
Quali che siano i suoi sentimenti, Elisabetta però non è libera di scegliere da sola: una consultazione con il Governo è d’obbligo e le opinioni sono divergenti. Churchill, che in un primo momento era sembrato d’accordo, fa marcia indietro e propone una soluzione drastica: che la principessa rinunci a titoli, onori e rendite per contrarre, preferibilmente all’estero, un’unione civile. La giovanissima sovrana è perplessa e in realtà non sa cosa fare: salita al trono da poco, è insicura ed esitante, pensa alla stabilità della Corona ma anche ai sentimenti della sorella, mentre i funzionari della Corona e il Governo sono apertamente ostili all’unione. Il duca di Edimburgo, al quale Towsend ai tempi del fidanzamento con Elisabetta aveva messo i bastoni fra le ruote, ricambia il favore ponendo un suo personalissimo e irremovibile veto.
La sovrana tergiversa e, non volendo comunque essere d’ostacolo alla felicità della sorella, le chiede di aspettare un anno.
Nel frattempo, all’insaputa di Margaret, il group captain viene spedito in fretta a Bruxelles come attaché militare dell’ambasciata britannica e la principessa, dopo una lite terribile con Elisabetta II, parte insieme alla madre per un lungo viaggio in Rodesia.

Margaret e Peter con Elisabetta

Margaret e Peter insieme a Elisabetta

In quei mesi di attesa Meg decide che farà di testa propria: attenderà il venticinquesimo compleanno per essere finalmente libera di sposare l’uomo che ama infischiandosene delle autorizzazioni della regina e del Governo, ma in realtà non è così semplice. Nell’estate del 1955, avvicinandosi la data fatidica, Queen Mum chiede alla figlia di riflettere molto bene e poi sparisce nel suo castello in Scozia al riparo da eventuali discussioni e drammi personali per lei intollerabili. Intanto si scatena un violento dibattito politico, mentre la stampa dà il via libera alle congetture. Come nel 1936 l’opinione pubblica è divisa; The People scrive: «è impensabile che una principessa reale, terza sulla lista di successione al trono, possa anche solo pensare a un uomo che è andato davanti alle corti di giustizia per un divorzio». Altri sono meno categorici perché Margaret, a differenza dello zio Edoardo VIII, non regna.
C’è però il serio rischio di una crisi di Governo visto che uno dei componenti dell’esecutivo, il modo conservatore lord Salisbury, minaccia le dimissioni se il Gabinetto darà la sua approvazione al matrimonio. Secondo il nuovo Primo ministro Anthony Eden (un uomo divorziato e risposato) le nozze sarebbero «un danno irreparabile per l’immagine della Corona». Meg è ancora al terzo posto nella linea di successione al trono quindi se, malauguratamente, alla regina e ai suoi due figli ancora piccoli dovesse accadere qualcosa lei diventerebbe regina e capo della Chiesa anglicana. La decisione dell’esecutivo è senza appello, ma c’è una via di uscita: la principessa può rinunciare a tutte le sue prerogative reali, titoli e rendite e da privata cittadina sarebbe libera di sposare chi meglio crede.
Nonostante la gente comune trovi la storia molto romantica, la coppia, rimasta senza appoggi all’interno dell’establishment alla fine cede.
Il 31 ottobre Meg fa sapere che «rispettosa degli insegnamenti cristiani e cosciente dei doveri verso il Commonwealth» non sposerà Peter Towsend. La sorella della regina sacrifica il suo amore sull’altare della ragion di Stato ma anche dei privilegi ai quali non vuole rinunciare in cambio di un’esistenza densa di incognite.
Margaret, non si riprenderà mai più, per tutto il resto della vita andrà all’affannosa ricerca di distrazioni e soprattutto di un motivo che dia un senso alla sua esistenza.
La principessa, già da tempo figura di spicco del jet set londinese, dopo la rottura con Townsend, si getta ancora di più in un vortice di feste, divertimenti e viaggi. Con gli anni però il carattere della secondogenita di Giorgio VI peggiora: la sorella minore della regina diventa sempre più sgarbata, imperiosa, arrogante. Margaret è spesso incurante delle regole e soprattutto evita accuratamente di assumere i suoi doveri regali e partecipa a pochissimi eventi ufficiali. Doveri e impegni che sarebbero il motivo per il quale percepisce un lauto appannaggio. Al poeta Jean Cocteau Margaret confesserà che la sua gioia «è disobbedire» ma questo non la rende più felice.

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Margaret e Peter si lasciano e nel 1960 la principessa sposa un altro

Nel 1959 Peter sposa l’ereditiera belga Marie Luce Jamagne e, dopo dopo, quasi per ripicca, Meg si fidanza con Anthony Armstrong Jones un fotografo alla moda incontrato nel turbine della Swinging London degli ultimi anni ’50. Il sontuoso matrimonio, celebrato nel maggio del 1960 a Westminster è il primo royal wedding ad essere trasmesso in tv e la principessa è davvero splendida con un ampio abito di Norman Hartnell e l’imponente tiara Poltimore. Nascono due figli, David e Sara, e la regina concede al cognato il titolo di conte di Snowdon, ma la coppia non funziona e a entrambi vengono attribuite diverse “distrazioni”.
All’inizio degli anni ’70 Margaret (che si mormora abbia intimamente frequentato gli attori David Niven e Peter Sellers e la star del rock Mick Jagger) incontra Roddy Llewellyn, un giovanotto molto più giovane di lei. La relazione fra i due è subito appassionata; la coppia viene fotografata nella villa Jolies Eaux a Moustique il rifugio caraibico della principessa (2) dove si svolgono spesso feste da favola e un po’ senza freni. Nel 1978 Meg divorzia, ma questo non migliora né il suo umore, né il carattere.

Margaret e Peter, l’amore spezzato

I conoscenti parlano di una donna a momenti gentile e generosa che però quando si annoia o è stanca diventa estremamente maleducata e scostante. La voglia di libertà di Meg si trasforma spesso in ribellioni ridicole e inutili; spesso critica e inutilmente aggressiva nei confronti della madre, ha un rapporto difficile con la sorella, però Elisabetta, pur esasperata da un atteggiamento per lei incomprensibile e irritante (non di rado Margaret accetta inviti ma poi annulla la sua presenza all’ultimo minuto e spesso per motivi futili), non la abbandonerà mai e sarà molto vicina ai figli.
Prima di Diana è lei, durante gli anni ’60 e ’70 del Novecento ad essere inseguita dai fotografi per il suo modo di vivere un po’ stravagante e border line, diverso da quello di tutti gli altri membri della royal family.
Nonostante il ricordo della sua infelice storia d’amore e il velo di compassione che comunque la circonda, l’irrequieta Margaret non è amata a livello popolare. Solo di rado la principessa accetta di fare la sua parte come membro della famiglia reale e quando si presenta ad eventi o manifestazioni non nasconde la sua insofferenza. Agli ospedali e alle istituzioni benefiche lei preferisce gli artisti, i cantanti e i personaggi discutibili, è una habituée dei night club, fuma, beve parecchio, passa lunghi mesi a Moustique e quando è a Londra organizza grandi feste nel suo vasto appartamento di Kensington Palace, tutte estrosità a carico del contribuente britannico.
I suoi ultimi anni sono molto tristi, un’operazione ai polmoni e due ictus la rendono l’ombra di se stessa.

Margaret, muore il 9 febbraio 2002, solo un mese prima della madre, ma in fondo era solo nata troppo presto, i suoi nipoti hanno fatto e faranno molto peggio. Un giorno qualcuno le aveva chiesto se pensava che sarebbe stata veramente felice con Peter e la sua risposta è onesta: «forse no, però mi sarebbe piaciuto provare». Secondo lo scrittore Gore Vidal, suo grande amico, la sorella della regina era «troppo intelligente per la sua situazione»; Margaret, ricorda Vidal, diceva che : «se fra due sorelle una è regina, simbolo di onore e di virtù, l’altra, per forza cattiva, deve essere creativa nella sua malizia».

(1) All’epoca la società britannica mette al bando senza appello i divorziati tanto che, per esempio, proprio per questo motivo il grande attore Lawrence Olivier è escluso dal prestigioso recinto di Ascot.

(2) il terreno dove sorge la villa è un dono di nozze di un amico di Margaret, Colin Tennant terzo barone Glenconner.

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Ieri, 13 gennaio 2017, se ne è andato l’ultimo protagonista di questa storia. Lord Snowdon, ex marito di Margaret è morto a 86 anni nella sua casa di Londra e visto che fra ieri e oggi sul web sono fiorite le leggende sulla principessa a cui la sorella cattiva ha impedito di essere felice, ho deciso di pubblicare questo post che era già pronto da tempo. Lo preciso perché ovviamente non ho scritto tutto in meno di 24 ore; anche se anni di cronaca mi hanno addestrato ad una scrittura veloce, per il blog cerco sempre di predermi il giusto tempo per la redazione degli articoli. Della serie, secondo me bene e velocemente si scrive solo la lista della spesa, non un post serio e ben documentato. 

Se desiderate saperne di più esistono varie biografie della principessa Margaret e anche Peter Towsend ha scritto delle memorie; fondamentale inoltre la biografia di William Shawcross sulla Queen Mum, uscita in inglese nel 2009.

Margaret e Peter, la vera storia…

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40 Commenti

  1. laura ha detto:

    A quanto pare documenti di archivio rilasciati qualche anno fa dimostrano che il realtà non solo Elisabetta non si era opposta alle nozze con P.T. ma che persino il governo aveva preparato un emendamento al famoso Act del 1772 per consentire questo matrimonio. Le modifiche pensate avrebbe permesso a Margaret di mantenere il titolo reale, l’appannaggio annuale di 6.000 sterline più altre 9.000 sterline alle nozze. Margaret avrebbe pure continuato a vivere nel Regno Unito e, se l’opinione pubblica non fosse stata contraria, a compiere degli atti pubblici per la Corona. L’unica cosa che Margaret avrebbe perso sarebbe stata la successione per se’ e per i propri figli. Il governo di Eden era stato così generoso perché sapeva bene che il 75% della popolazione (e quindi degli elettori) era dalla parte della principessa. Ma tre giorni prima che il documento preparato dal governo fosse presentato in parlamento, Margaret pubblicamente annunciò che rinunciava a sposare Townsend. Fra i documenti rilasciati c’è anche una lettera di Margaret a Eden che affermava come lei non fosse così sicura di volere sposare Townsend. Mi pare davvero il caso di dire : tanto rumore per nulla.
    https://www.bbc.com/news/magazine-38032464

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