Royal wedding: si sposa Leka II e Tirana è in festa

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Domani – sabato 8 ottobre – Leka II d’Albania si sposa. Finalmente, è il caso di dirlo, vista la lunghezza del fidanzamento. A Tirana è in programma un sontuoso royal wedding e anche se la dinastia è recente e non regnante si annunciano feste, diademi e ospiti importanti. Nel blog non abbiamo mai parlato del giovane Leka II e della sua fidanzata Elia Zaharia è ora di farlo grazie a un amico e fedele lettore, Luka che ringrazio di cuore.

Gli Illiri

In un periodo molto lontano quando le divinità non si erano definitivamente ritirate nelle sommità del monte Olimpo, Uomini e Dei convivevano in un delicato equilibrio caratterizzato da una reciproca invidia, della mortalità umana per gli Dei e dell’eterna giovinezza divina per gli Uomini. Ecco durante questo preciso momento si è celebrato l’ultimo incontro orgiastico tra Uomini e Dei: le nozze a Tebe tra Cadmo e Armonia, molto simili alle favolose nozze di Atene nel 1962 tra Sofia di Grecia e Juan Carlos di Borbone.
Cadmo – fratello di Europa – e Armonia divennero sovrani di Tebe ma poi per “vicissitudini” con Dioniso e le sue baccanti abbandonarono la patria e si rifugiarono nella costa adriatica orientale (attuale Montenegro e Albania) dove generarono un ultimo figlio, Illirio.
Dopo un paio di millenni almeno, quando gli Uomini adoravano divinità che abitavano ben oltre le vette dell’Olimpo, un capo tribù albanese – quindi discendente del mitologico Illirio – si mise alla testa del suo popolo per affrontare il califfo turco in una guerra di religione e di indipendenza e libertà nazionale.

Gli Scanderbeg

Questo capo tribù è Giorgio Castriota ( 1405 – 1468), detto Scanderbeg per la sua ammirazione verso Alessandro Magno, che divenne ben presto un eroe nazionale e leggendario difensore della cristianità che non viene meno nonostante la conclusiva invasione turca che causò la fuga della sua famiglia e di molti albanesi cattolici verso l’Italia: Scanderbeg morirà comunque in patria, diventando e rimanendo una guida spirituale, nazionale e culturale del popolo albanese.
Giorgio Castriota, difensore della croce e della libertà nazionale, ammirava talmente il re macedone che fece forgiare l’elmo di battaglia simile al famoso elmo del suo eroe ma anziché essere sormontato da un leone su quello di Scanderbeg troneggiava una capra dalle lunga corna, un animale caratteristio della terra albanese, caparbio e capace di affrontare le aspasperità quel territorio.
La capra divenne quindi per antonomasia sia il simbolo dell’eroe che dell’orgoglio albanese a prescindere dalla religione, in Albania infatti le comunità cristiana e ortodossa convivono con la più numerosa comunità islamica.
Dalla sconfitta definitiva del 1468, la vedova e i figli di Scanderbeg (il primogenito sposò Irene figlia di una Paleologa) migrarono nella vicina Puglia accolti da re Ferdinando d’Aragona, che concesse loro il ducato di San Pietro in Galatina e la Contea di Soleto, entrando cosi a pieno titolo nella nobiltà italiana e dando altresì origine nei decenni successivi a due rami, uno leccese e uno napoletano entrambi fiorenti e giunti fino ai nostri giorni – per la cronaca nel 2013 Cristina Vozzi Castriota sposa il principe ereditario Massimiliano Hohenlohe Barenstein – mentre gli albanesi cattolici al seguito dei Castriota si insediarono anche in Calabria, in Basilicata e in Sicilia dando vita alle comunità che tutt’oggi conservano lingua e costumi della patria natia.
Secoli di dominio ottomano non minarono la lingua e cultura del popolo albanese, come accadde anche ai vicini greci, finché moti di indipendenza nazionalistica sembrarono concretizzarsi nel primo decennio del XX secolo quando le potenze straniere furono chiamate in causa da alcuni notabili albanesi che chiesero proprio a loro di definire uno Stato albanese indipendente e libero: su spinta della regina Elisabetta di Romania venne scelto, ed accettato, il principe tedesco Guglielmo di Wied ( 1876 – 1945 ) come sovrano del neonato principato d’Albania anche perché, essendo protestante, avrebbe garantito uguaglianza fra tutte le diverse comunita religiose presenti in Albania.
Semplificando per ovvie ragioni la storia albanese, il regno di Guglielmo fu decisamente effimero sia per il ruolo di alcune figure politiche di spicco che per l’inizio della prima guerra mondiale, egli non potè piu garantire una stabilità al giovane e traballante principato: Guglielmo abbandonò Tirana il 3 Settembre 1914 ad appena sei mesi dallo sbarco.

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Zogu, Leka I e Leka II

L’Albania rimase in una sorta di oblio internazionale fino al 1925 quando un politico albanese di carriera, tale Ahmet Zogu, fu eletto presidente della Repubblica: costui era figlio di secondo letto del pascià Xhemal Zogolli, capo tribù rurale e governatore del territorio di Mati, e di Sadjie di Toptani grazie alla quale può vantare un’ascendenza comune all’eroe Skanderberg in quanto un antenato Toptani sposò Mamica, sorella dello Scanderbeg.
Ahmet Zogu nel 1928 fu proclamato re Zog I d’Albania (1895 – 1961) diventando primo sovrano musulmano di un popolo libero e indipendente in una Europa che praticamente lo snobbava, isolato nella sua piccola corte di Tirana in un paese estremamente povero ed esclusivamente rurale.
I viaggi all’estero erano l’unico svago del re e particolare fu il soggiorno nel 1931 a Vienna al presunto scopo, quasi impossibile, di tornare in possesso del già citato elmo Scanderbeg, custodito in un museo viennese in quanto acquistato precedenetemente dagli Asburgo direttamente dai Castriota italiani.
Durane il soggiorno viennese il re, all’uscita da teatro dopo la rappresentazione de “I pagliacci”, fu vittima di un attentato da parte di oppositori politici in esilio dal quale fortunatamente uscì illeso: nel 1987 il regista inglese Nicola Roeg in un episodio del film collettivo “Aria” narra di questo attentato a re Zog, indicando come motivo del viaggio l’incontro con un’amante. Particolare scelta del regista fu di dare la parte del re all’attrice Theresa Russel, sua moglie.
Re Zog, convinto del proprio ruolo, cercava a suo modo di entrare in contatto con la società europea e, dopo aver rotto nel 1928 il fidanzamento con Behie, figlia del politico e imprenditore Shefquet bin Verlacy, inizia la ricerca di una sposa e regina che potesse diventare un’occasione di riscatto e affermazione sociale.
Il rapporto particolarmente amichevole ed economico con l’Italia aveva fornito a Zog una vaga spreranza di poter impalmare una Savoia, come la giovane Maria Francesca di Savoia (l’ultimogenita di re Vittorio Emanuele III) oppure Maria Adelaide di Savoia Genova. La corte sabauda, non intenzionata a mandare una delle sue principesse nel giovane e povero regno albanese, aveva proposto invece la trentacinquenne Matilde Castriota Scanderbeg di Fossacecca e Castelluccio, che però venne rifiutata da re Zog.
Finalmente nel 1938 venne mostrata al re la foto della giovane nobildonna ungherese Geraldine Apponyi (1915 – 2002), figlia del conte Giulya e di un’americana, destando l’immediato interesse di Zog che organizzò un incontro a Tirana al quale segui un rapido annuncio di fidanzamento e successivo matrimonio. Geraldine trovò una corte decisamente rurale e soprattutto dominata da donne, ovvero le cognate Adilé, Nafjie, Myzejen, Runjie, Sanjie e Maxhidé (una vedova, tre nubili e due sposate, una delle quali ad un principe turco della famiglia imperiale) in quanto la suocera Sadje, che il re aveva nominato regina madre degli albanesi, era morta nel 1934.

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La regina Geraldine

Le donne della famiglia rappresentavano per Zog sempre un fulcro importante e punto di riferimento nella sua vita privata e politica tanto che il re designo immediatamente come suo erede il nipotino Tati Esad, unico figlio di sua sorella Nafije e del defunto Ceno bey Kryesiu, assegnandogli il titolo di principe del Kosovo escludendo così il fratello maggiore Xhelal, nato da un precedente matrimonio di suo padre Xhemal.
Il 27 aprile 1938 venne celebrato a Tirana il matrimonio che fu solo civile e non religioso in quanto Geraldine mantenne la religione cattolica: la sposa indossò un abito di Worth Paris che richiama l’abito tradizionale albansese con un’appariscente acconciatura floreale di roselline bianche anziché un diadema e con una croce che le scendeva sul petto ma sopratutto circondata da spumeggianti cognate in vesti di damigelle d’onore; dall’Italia giungono il conte Galeazzo Ciano come testimone ed in rappresentanza di casa Savoia il duca Adalberto di Bergamo dl ramo Savoia Genova.
In occasione del regale matrimonio vennero commissionati dei gioielli per il vuoto scrigno reale, quindi Geraldine ebbe in dono una parure completa personale di Ostier comprensiva di un anello con rubini e una tiara floreale in diamanti – che sarà venduta dall’ex regina negli anni ’60 e successivamente messa all’asta nella primavera del 2016 da Christie’s – ed i cosiddetti gioielli della regina d’Albania, in diamanti e zaffiri, con un diadema che richiama il famoso elmo Scanderbeg e indossato da Geraldine anche al matrimonio del suo unico figlio nel 1975.
Le sorelle non furono dimenticate dal re, infatti nel 1930 e poi nel 1938 furono omaggiate di gioielli e di diademi creati appositamente da Kochert – in diamanti con linea scroll – e da Ostie – in platino e diamanti stile bandeau – aventi tutti con un centrale profilo caprino; di questi diademi ne ignoro gli attuali proprietari: le sole che ebbero figli furono Adilé, con discendenza che prolifera ai nostri giorni, e Nafije, madre del principe del Kossovo, che morirà senza eredi nel 1993; almeno uno di questi diademi è tornato nelle mani di re Zog che lo ha rinvenuto in un’asta del 1959 insieme ad altri diciassette gioielli.
Tra la celebrazione del matrimonio e l’annuncio di una gravidanza trascorsero appena tre mesi ma la situazione politica nazionale e internazionale era sempre più inquieta e traballante, infatti due giorni dopo la nascita dell’erede, avvenuta il 5 Aprile 1939, re Zog con moglie e il neonato Leka abbandonarono l’Albania poiché invasa dalle truppe italiane: cinque mesi dopo sarebbe scoppiata ufficialmente la seconda guerra mondiale.
La vita dei sovrani in esilio somiglia a quella di altre famiglie reali esuli, così anche per i Zogolli iniziò un migrare dalla Grecia all’Egitto, dalla Turchia agli Stati Uniti, dal Regno Unito alla Francia dove nel 1961 re Zog mori. Nel periodo egiziano e francese riuscirono a fare amicizia con alcuni “colleghi” come Giovanna di Bulgaria, coi sovrani d’Egitto, con Nicolas di Romania (il fratello minore di re Carol II) e probabilmente con Lilian Baels moglie morganatica di Leopoldo III del Belgio.
Anche l’incontro in Egitto con gli ex sovrani italiani Vittorio Emanuele III ed Elena, usurpatori del regno albanese, risultò rilassato e cordiale sopratutto per il rapporto che si instaurò tra le due regine.
Alla morte di Zog nel 1961, suo figlio Leka divenne re nominale di Albania e nel 1975 a Biarritz sposò l’australiana Susan Cullen Ward (1941-2004), con la quale si trasferì poi in Sudafrica dove nel 1982 nascerà l’unico figlio della coppia, anch’egli di nome Leka, figlioccio di re Baldovino del Belgio e di Reza Ciro di Persia.

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Leka II e la fidanzata Elia

Leka I, dalla vita non sempre limpida e cristallina, rientrò a Tirana nel 1993 attivandosi politicamente in un tentativo di restaurazione monarchica che venne bocciata in un referendum del 1997 con il 65% di voti ma a seguito delle rimostranze di Leka e dei suoi sostenitori, il re nominale venne condannato per sedizione e abbandonò nuovamente il paese. Il perdono giunse nel 2002 quanto rientrò in Albania in compagnia dell’anziana madre, accolta dai nostalgici e sostenitori come regina madre degli albanesi, che però morirà pochi mesi dopo a Tirana; oramai la figura di Leka era compromessa ed unitamente ai suoi problemi di salute e a quelli di Susan decise di ritirarsi a vita privata abbandonando ogni incarico politico e pubblico. La regina nominale Susan verrà a mancare nel 2004, seguita dopo sette anni dal re Leka I.
Ecco da dove viene il trentaquattrenne Leka II, colui che domani sposerà la sua fidanzata storica Elia Zaharia, una ragazza albanese, attrice, cantante e personaggio televisivo che dal 2010, quando venne ufficializzato il fidanzamento, ha assunto compiti di rappresentanza sia da sola che al fianco di Leka, il quale, a sua volta, lavora sia per il Ministero degli Affari Esteri che per il Ministero degli Interni.
Leka ed Elia erano nel 2013 ad Istanbul per il matrimonio del principe ereditario Mohamed Ali d’Egitto con Noal d’Afghanistan, in visita in Romania in compagnia dell’ex principe Nicola, in Montenegro ospiti di Nicola Petrov Njiegos e della sua famiglia, nel 2012 ospitarono a Tirana Giorgio Romanov, Radu di Romania e Nicola del Montenegro per il rientro in patria della salma di re Zog, erano in Russia nel 2013 per le celebrazione dei 400 anni dalla fondazione della dinastia Romanov, nel 2012 a Ginevra per la nomina di Leka, da parte di Vittorio Emanuele di Savoia, a cavaliere della Gran Croce dei Santi Maurizio e Lazzaro e a Montecarlo nella recentissima serata di gala organizzata da Alvaro di Borbone Galliera.
Il matrimonio sarà probabilmente un evento in Albania, magari lo sarà anche a livello europeo se dovessero giungere ospiti di richiamo mediatico, comunque un minimo di curiosità lo desterà come sempre la sposa: Elia, come la suocera Susan e la regina Geraldine indosserà un abito nuziale che richiama l’abito tradizionale albanese? a differenza delle due sfoggerà un diadema, magari quello aggiudicato da ignoto acquirente all’asta appena quattro mesi fa oppure uno appartenuto alle principesse zie? ….per le risposte o per altre domande e curiosità attendiamo la celebrazione dei queste nozze tra i discendenti di Illirio….

Luka

Per approfondire:

www.albaniaroyalcourt.al
www.albanianews.it
www.castriotascanderbeg.it
www.royal-magazine.de

Copyrigh foto: sito della famiglia reale albanese

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53 Commenti

  1. Ale ha detto:

    molto interessante! grazie @marina e @luka
    non conoscevo le origini della famiglia reale albanese, di cui in realtà so molto poco.
    l’influenza italiana sull’albania si può far risalire fin alle origini dell’indipendenza del paese, molti della comunità albanese italiana parteciparono al risorgimento e quindi poi aspirarono all’indipendenza del proprio paese. inoltre il regno d’italia insieme ad altri paesi influenzava la zona dei balcani e aveva tutti gli interessi ad evitare che la serbia si rafforzasse troppo e raggiungesse uno sbocco sul mare. anche per questo il regno d’italia sostenne la creazione dell’albania, appoggiato credo dall’austria-ungheria che aveva gli stessi interessi. il regno d’italia mi sembra contribuì anche alla creazione dello stato albanese, inviando personale per istituire le poste (ai primi del ‘900 le nostre poste erano tra le migliori in europa…) e forse anche altri apparati statali. fin dalla nascita dello stato albanese poi abbiamo avuto intensi rapporti commerciali con quel paese.
    re zog ricevette da vittorio emanuele III anche il collare dell’annunziata, la gran croce dell’ordine mauriziano e anche quella della corona d’italia. fu mussolini a voler occupare il paese per farsi bello coi tedeschi… per la serie ti piace vincere facile, era già praticamente un protettorato italiano. quindi non mi stupisce che i savoia anche poi in esilio mantennero buoni rapporti con la dinastia albanese, esattamente come accadde con la grecia.
    tornando alle nozze di domani sono molto curioso, sia per quanto riguarda gli ospiti che per i gioielli della sposa. (purtroppo leka II sembra riconoscere vittorio emanuele come capo di casa savoia)
    inoltre credo che queste nozze siano importanti anche per l’orgoglio nazionale degli albanesi, il paese negli ultimi anni sta cercando di rilanciare la propria immagine cercando anche di attirare turisti. a torino un paio di anni fa a palazzo madama era stata fatta una mostra sul patrimonio culturale albanese e sulle sue coste.

  2. tody ha detto:

    I buoni rapporti tra La famiglia zog e quella savoia sono noti fin dalla fine della seconda guerra mondiale, lessi che re zog pescava in egitto con vittorio emanuele III, non gli portava rancore considerava mussolini la causa della sua caduta e anche della sua ascesa prima di essere deposto zog era stato sostenuto da Mussolini per quasi ventanni.

  3. Sarah ha detto:

    grazie Marina per il post, ammetto molto candidamene che non conoscevo le origini della famiglia reale albanese, in effetti molto recenti per cui di facile collocazione…. 🙂
    anche io sono curiosa di vedere il parterre di ospiti, da dove arriveranno e in primis vedere se e quali gioielli di famiglia o nuovi indosserà la sposa.

  4. luka ha detto:

    @Ale
    l’Albania, come il vicino Montenegro, cercano assolutamente un lancio turistico in concorrenza con la Croazia: storicamente e culturalmente in generale gli Europei ( ed Italiani) temono ( per sicurezza e fama) questi due paesi a loro sconosciuti.

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/236x/a2/eb/71/a2eb7171ace8ba86b4745d4eb9ad42f8.jpg

    Come avevo accennato non credo che Elia indosserà la tiara della regina d’Albania, non essendo tale, oltre ad essere di non facile portatilita’. 🙂

    Dato i legami con Vittorio Emanuele III e i rapporti con alcuni belgi l’appoggio ai ginevrini e’ consequenziale e diversi punti in comune possono trovarsi tra Vittorio Emanuele e Leka.

    A proposito….un pubblico ringraziamento a @Marina per avermi dato questo spazio! 😉

  5. Michele ha detto:

    Davvero un post molto molto interessante !!! Non conoscevo assolutamente nulla di ciò grazie @Luka e @marina !!! Mi ha davvero molto incuriosito! Attendiamo domani quest evento sono molto curioso !E come dice @dora Tiare tiare Triareee :):)

  6. elettra/cristina palliola ha detto:

    Nonostante gli stretti legami con l’Italia anche io conosco molto poco di questa monarchia e solo oggi, grazie a @Marina e a @Luka, ho capito che è stata una dinastia con radici antiche
    Sono molto curiosa di vedere qualche foto della cerimonia che si terrà domani a Tirana e ancora più curiosa, dati i pregressi, di vedere se troveremo qualche Savoia
    La regina Geraldine era veramente bella

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      grazie 😀
      qualcuno importante altri meno, certo che dal Belgio si potevamo sprecare un filo di più 😉
      il duca di Braganza e Maria Teresa di Borbone Parma sono parecchio in giro ultimamente 😀

    • luka ha detto:

      Presenti ortodossi, cristiani, protestanti e musulmani….direi un matrimonio ecumenico per questa coppia.
      Comunque confermo, Braganza e Karadordevic “semprepresenti”….

    • Dora ha detto:

      commento personale alla lista degli invitati
      – eilika e georg d’asburgo! spero che lui si sia sfalciato un pochino le sopracciglia e lei si sia messa decente

      – sono curiosa di vedere la barbie due sicilie in tutto il suo splendore

      – mi spiace che non vada sofia di prussia ma ormai deve essere avanti con la gravidanza

      – dalla grecia ci saranno MICHELE E MARINA!!!! oddio spero che ci siano occasioni da tiara, sono troppo curiosa di vedere quali sono quelle in possesso di michele

      – idem per maria pia e maria gabriella

      – vediamo come si concerà maria di russia

  7. Imma ha detto:

    C’è un canale dove si possono vedere le noz7? Quanto ci piacciono i matrimoni reali!!!

  8. luka ha detto:

    http://27.al/ceremonia-e-marteses-se-princ-leka-ii-aktoren-elia-zahariafoto/

    Ecco le prime foto e :
    mi sembra che Elia indossi proprio il diadema in zaffiri della regina d’Albania.
    Bella coppia e bel vestito anche se un poco anni ottanta.
    Vogliamo discutere del celebrante civile del rito? 🙂

  9. Alex ha detto:

    Interessantissimo grazie Luka! Praticamente non sapevo nulla ed è invece un paese, una popolazione così vicina a noi con la quale i rapporti sono sempre stati intensi anche se non facili.

  10. laura ha detto:

    Ecco qui diverse foto della cerimonia e del gala. Ma se la regina Sofia decide di non indossare un diadema non dovrebbero andare senza tutte le altre signore ?

    http://royalmusingsblogspotcom.blogspot.it/2016/10/ther-wedding-of-prince-leka-and.html

    Le nozze sono state celebrate dal sindaco di Tirana e a quanto pare sono state nozze civili sia quelle dei genitori che dei nonni degli sposi.

  11. laura ha detto:

    @Luka grazie e complimenti per questa splendida ricostruzione della storia albanese dai suoi albori leggendari ad oggi. A Roma vicino il Quirinale c’è lo storico palazzo Skandeberg che ho sempre visto da fuori e che a quanto pare è adesso un residence di lusso.
    Cercando in giro ho trovato questa intervista ad un Castriota del ramo di Napoli.

    http://www.albanianews.it/turismo/girovagando/720-intervista-a-giorgio-maria-castriota-scanderbeg-discendente-delleroe-giorgio-castriota-scanderbeg

    Ed ecco qualche immagine sui gioielli e sull’elmo ora a Vienna

    http://www.thecourtjeweller.com/2016/10/royal-wedding-jewels-albanias-pretender.html

  12. Dora ha detto:

    oltre a sofia non hanno la tiara farah diba, lalla meryem del marocco, eilika d’asburgo, lea del belgio, irene di grecia.
    o almeno sembra, a meno che non abbiano tiare piccolissime che non si vedono.

    @marina
    chiederei alla romanoff il diadema in prestito, così, giusto per controlla se è davvero bigiotteria!!! XD

    secondo voi le perle di gloria sono vere?

    cmq grazie @luka, sennò sarei ancora qua a chiedermi qual è il senso di partire a sposari con già le corna in testa!! XD

  13. Dinora ha detto:

    Molto interessante!
    La storia dell’Albania si intreccia con la nostra con la citata invasione italiana. Mio zio fece la campagna di Grecia-Albania come radiotelegrafista. Ha lasciato un diario con diverse foto, pubblicato da mio cugino 5 anni fa.
    Nell’occasione della presentazione del libro, in cui si racconta anche la storia della famiglia di mio zio, con il nostro custode, albanese di Durazzo, decidemmo di seguire le orme di mio zio per scoprire l’Albania.
    Io e mio marito con la famiglia del nostro custode partimmo così per un paese “sconosciuto” ai più. Fu una piacevole e bellissima sorpresa.
    Un paese, come descritto nel post, di antica storia con un’invasione e dominazione ottomana per circa 500 anni. Skanderberg é l’eroe albanese che riuscì a scacciare gli invasori dal suo paese.
    Un personaggio incredibile, affascinante, un grande guerriero molto intelligente e scaltro. L’Albania è lui!!
    Essendo albanese e frequentato l’accademia militare, il nostro custode sa perfettamente la sua storia. Giorgio Castriota fu fatto prigioniero-ostaggio, assieme ai fratelli, per lungo tempo dai turchi.
    Questi lo formarono secondo la religione, le abitudini musulmane e ne fecero un grande guerriero anche grazie alle sue grandi capacità intellettive di fece valere alla corte mussulmana.Ma Giorgio Castriota rimase fedele nel suo cuore alla religione cristiana.
    Per farla breve, seppe della disastrosa situazione del suo paese di origine e appena riuscì rientrò in Albania. Grazie alla sua permanenza presso il popolo ottomano, oltre ad aver appreso le arti militari, conosceva benissimo le loro abitudini. Grazie a tutto ciò è alla sua tattica di “guerriglia”( la prima nella storia) e successivamente ad alleanze riuscì a liberare il suo paese dagli invasori.
    Morí a Lezhë ( antica Alessio) nel suo letto causa la malaria . A Lezhë vi è il suo mausoleo dove egli riposa in una tomba semplice, con posato sopra il suo elmo( una copia ovviamente) e se non ricordo male anche la sua spada (sempre copia).
    Noi siamo andati a visitarlo. Un luogo di un certo fascino, anche perché appena entri vedi in fondo a sinistra un suo busto a grandezza quasi al naturale, che ti accoglie con uno sguardo severo. Accanto un grande mosaico che rappresenta la bandiera albanese con le due grandi aquile (l’Albania é chiamata anche il “paese delle aquile “!). Al di sotto… la sua tomba.
    Quando noi andammo in visita alcune guardie ci chiesero gentilmente di attendere ad entrare perché stava arrivando una delegazione governativa.
    Infatti arrivarono a rendere omaggio al grande eroe il presidente di allora albanese, il presidente della Croazia e il vecchio presidente macedone. Le personalità che vanno in Albania si recano sempre in visita al mausoleo.
    Lo ritroviamo in Italia come signore di Monte Sant’ Antangelo e del feudo annesso.
    Probabilmente grazie ai suoi insegnamenti nella nazione convivono con estrema serenità e reciproco rispetto la religione cristiana quella ortodossa è musulmano. Tutto ciò toccato con mano a Tirana dove ci fecero entrare nella bella moschea durante il Ramadan. Anche noi donne senza problemi. Noi per rispetto ci siamo coperte il capo.
    D’altronde anche nelle nostre chiese una volta si entrava con il velo in testa!!!

  14. luka ha detto:

    Sono contento che ciò che ho scritto sia stato per voi tutti interessante, in genere i Balcani datato la mia curiosità. Poi ho tentato di approfondire un poco l’Albania, spesso bistrattata e osservata con sguardo negativo dai più….senza meritarlo.

    Credo che re Leka e la regina Geraldina , per diversi motivi, sarebbero stati felici di questo matrimonio: i Zogu sono stati riconosciuti dall’Europa reale.

    • Dora ha detto:

      io sono stata a tirana, una decina di anni fa.
      tutti a dire: “andate a kruja, andate a kruja, c’è il castello di skanderbeu”
      così andammo.
      paesino delizioso e molto tipico. inoltre, essendo all’incirca ferragosto, beccammo un sacco di spose venute a farsi le foto, tutte che rimandavano alla sposa sposa di ieri: abbastanza tamarre/anni ’80.

      il castello di skanderberg è un fortino ricostruito negli anni ’20 (delusione immensa). mi hanno fatto molta impressione i bunker disseminati sulla strada.
      delizioso invece il museo etnoantropografico della casa albanese.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Croia

    • Ale ha detto:

      ho pensato la stessa cosa. gli invitati sono stati numerosi e di prestigio. direi che per gli zogu è un riconoscimento e un bel salto di qualità, sono stati riconosciuti dalle vecchie dinastie europee come facenti parte del loro mondo. vedremo come e quanto la nuova coppia sarà presente negli avvenimenti reali in europa. prima di queste nozze leka era poco invitato, almeno al di fuori delle dinastie balcaniche.

  15. luka ha detto:

    http://www.ppe-agency.com/preview.php?start=0&id=191840&zoektype=2&search=08-10-2016%20Galadiner

    Ho appena scritto che i Zogu si sono sentiti in famiglia tra i royal e subito dopo ho avuto la conferma vedendo la galleria di foto del ricevimento: Guglielmo e Sibilla del Lussemburgo sono arrivati direttamente con il pacco regalo…..proprio in famiglia! 🙂

  16. Dinora ha detto:

    A Roma, sull’Aventino , c’è piazza Albania e al suo centro c’è la statua di Skanderberg anziano a cavallo
    Scusate la lunghezza del precedente mio intervento. Ci sarebbe molto da raccontare sull’Albania. Patria dei novelli sposi!!
    Lei carina,con un bel vestito!
    Bella la tiara di famiglia con l’effigie dell’elmo dell’eroe albanese Skanderberg.

  17. rosella ha detto:

    Ho letto l lista degli invitati : per l’Italia le principesse M.Pia e M.Gabriella di Savoia. Molto interessante

  18. Luthien ha detto:

    Grazie Marina! grazie Luka!
    Articoli, come questo, sono la ragione per cui Altezza reale mi piace tanto.
    Si imparano sempre cose nuove in modo lieve ( cosa c’è di più bello di un matrimonio?), ma non superficiale
    Conosco abbastanza bene i Balcani, ad eccezione della Serbia e dell’Albania che pure tanti legami con l’Italia e il matrimonio del principe Leka II è stata l’occasione giusta per approfondire..
    Grazie di nuovo!
    Luthien
    .

  19. luka ha detto:

    Dopo aver assaporato con un amaro retrogusto ” I Medici” ma prima di godersi con intrepida speranza “The Crown” ecco cinque minuti di immagini e musica dell’episodio Un ballo in Maschera sull’attentato a Vienna di re Zog.

    https://m.youtube.com/watch?v=tMPerbEf8iw

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