Carlo e Diana, un souvenir d’Italie datato 1985

Carlo-e-DianaTrentuno anni fa Carlo e Diana hanno effettuato un lungo e trionfale viaggio in Italia e mi sono trovata a ripensarci solo casualmente, perché nei giorni scorsi il mio royalblog preferito ha pubblicato  la famosa foto di Carlo e Diana in gondola a Venezia. Così una mattina all’alba (da un po’ mi sveglio prestissimo, fortuna l’Ipad che mi permette di leggere senza disturbare gli altri) sono tornata a quelle settimane del 1985: avevo la tesi pronta da consegnare, stavo studiando per l’ultimo esame e seguivo le tappe di questo viaggio. Ammetto che ero un po’ in estasi, la coppia sembrava perfetta, il matrimonio era stato da favola e aveva contribuito a consolidare il mio storico amore per i royal in generale e per la famiglia reale inglese in particolare.

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Infelicemente sposati (ma ancora pochi lo sapevano) da meno di quattro anni e già genitori di due bambini, Carlo e Diana visitano l’Italia dal 19 aprile al 5 maggio. Il tour ha un successo stratosferico, gli italiani impazziscono per lady D, per i suoi abiti improbabili e per i cappellini in puro stile british. Folle di ammiratori vengono messe K.O. dal sorriso della principessa del Galles e dai suoi timidi sguardi di traverso. Nel complesso la giovane lady Diana Spencer non ha l’aria di divertirsi molto: l’agenda di queste due settimane di pseudo-vacanza è fitta di incontri istituzionali (prefetti, ministri e anche Giovanni Paolo II e Pertini), passeggiate nei cimiteri (quello militare inglese di Anzio), cene di gale affollate di aristocrazia italiana e politici rampanti e infine visite a chiese e musei. Persino a Venezia, mentre in gondola fa un giro per i canali insieme al marito, Diana ha uno sguardo triste e perduto. Il top della noia deve averlo toccato, lei che amava i Duran Duran, alla Scala quando assiste ad una messa in scena della Turandot, in omaggio alla passione di Carlo per la lirica. Però all’epoca ancora nessuno conosceva la realtà dei fatti e quindi la principessa, quando entra nel palco reale in abito da sera e diadema,  viene accolta con un’ovazione (anche se qualcuno osserva che il vestitino fucsia non è nuovo ed un tantino troppo semplice per una serata di gala) e i giornali inneggiano al “viaggio d’amore di Carlo e Diana” nel belpaese. Le riviste patinate raccontarono, con grande enfasi e una certa ampollosità, i dettagli della visita e nonostante siano passati tanti anni ho religiosamente conservato molte di quelle pagine. Così, nonostante questo non sia un anniversario tondo, ho deciso di dedicare un post al celebre viaggio in Italia di Carlo e Diana visto che, fra l’altro, ho un paio di interessanti testimonianze dirette.

La prima è quella di Nicoletta Mercati, amica romana conosciuta attraverso il blog e con la quale ci siamo scoperte negli anni affinità quasi da sorelle. Compresa la passione per i reali.

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Il viaggio in Italia di Carlo e Diana

Carlo e Diana sono in viaggio in Italia, impegnati in un tour di quindici giorni che li porterà a su e giù per la penisola. Io, invece, sono reduce da una mononucleosi molto cattiva che mi ha costretto a letto per settimane e sono ancora sotto l’effetto di una pesante terapia cortisonica. Insomma, dovrei starmene a riposo, come ripete mia madre. Ma il royal tour prevede una tappa romana. E, quindi, devo esserci e per nessuna ragione al mondo intendo rinunciare all’occasione. Sembra la trama di “Assassinio allo specchio” ma invece, è quello che mi è accaduto, con una precisazione: in quel momento, non ero più contagiosa! Dopo lunghe discussioni riesco a convincere mia madre: può solo farmi bene prendere un po’ di aria o, forse, anche lei ha capito che ciò che mi farebbe davvero male sarebbe non realizzare il mio sogno. Perché di questo, semplicemente, si tratta. Di un sogno. Vedere da lontano la Principessa del Galles, il mio mito.
Ed ecco che, ancora convalescente, con quello che poi sarebbe diventato mio marito, partiamo in motorino in direzione Campidoglio. Arriviamo e la piazza è già piena di gente e di giornalisti. Riusciamo a farci largo e a conquistare un posto lungo una transenna vicino alla porta della Sala Rossa dove si sta svolgendo il ricevimento. L’attesa è spasmodica. La mia emozione va aumentando insieme all’impazienza della folla. Applausi, forse. Senz’altro grida. Un’eccitazione palpabile. Un tempo sospeso. Un ricordo indelebile. Il tempo passa e di Carlo e Diana nessuna traccia. Intanto dalla Sala continuavano ad uscire i fortunati, più o meno noti, ammessi alla presenza della real coppia. E, qui, si innesta un altro ricordo, o meglio, un rimorso. Poco prima che dalla Sala del Campidoglio uscissero Carlo e Diana, uscì Audrey Hepburn! Foulard annodato e occhiali neri (come nella più classica iconografia). Ancora bella, così regale anche lei! Nessuno la notò andar via veloce. Io diedi una gomitata al mio ragazzo e dissi: “Hai visto Audrey Hepburn, quella di Colazione da Tiffany?” ” Ah!” Fu la risposta. Chissà se l’indifferenza che la folla le riservò colpì quella donna così, notoriamente, sensibile che vedeva i flash ora rivolti ad un altro mito, in fondo, così simile a lei nella fragilità e nella dedizione agli altri? O forse, da persona schiva apprezzò l’anonimato. Mi è sempre rimasto il dubbio ma ho sempre rimpianto di non aver dedicato un applauso sincero a quella che rimane uno dei miei miti cinematografici. Ma io non ero lì per lei e non potevo farmi distrarre dagli eventi contingenti.

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Carlo e Diana a Milano

Io ero lì per la Principessa Diana, per me allora e per sempre Lady Diana. Quando lei e Carlo uscirono dalla Sala Rossa me li ritrovai proprio davanti. Bloccati dai fotografi lì ad un passo, non so come, trovai il coraggio di augurare loro un buon soggiorno a Roma ed osai, rompendo ogni forma di etichetta, dire, o meglio farfugliare, a Diana che avevo avuto l’occasione di visitare la mostra a St. James Palace con il suo abito da sposa e i regali di nozze. Si fermò, gentile, mi diede la mano e mi ringraziò dell’augurio. Si accostò anche Carlo e ringraziò anche lui. Non vi dico la mia emozione! Quel che ricordo é un flash ben preciso. Un attimo sospeso in cui il tempo rimase fermo. Pensai quanto era bella e quanto era alta ma ciò che mi colpì fu il calore della voce di Diana, la stretta di mano salda e lo sguardo intenso dei suoi occhi incredibilmente azzurri. Era una giovane donna di una bellezza incredibile che, in quel momento, aveva letteralmente il mondo ai propri piedi, eppure, mi sembrò “umana” forse ancora timida, certo non altezzosa, una persona che aveva, nell’atteggiamento, un’apertura e una spontaneità verso la gente che avrebbe potuto permettersi di non avere. Ho sempre pensato a questo, negli anni a venire, quando mi è venuta in mente e credo che sia il motivo per cui è stata tanto amata (dal popolo) forse perché altri hanno avuto un’impressione simile alla mia. Tutt’altro è il ricordo di Carlo. Un passo dietro la moglie che lo sovrastava con la sua presenza. Le mani a reggersi i polsini con gemelli, le guance paonazze. Anche di lui mi colpì la voce, profonda, e la curata eleganza ma l’atteggiamento assolutamente distante e distaccato non mi fece una bella impressione. Potrei dire che, inconsapevolmente, ebbi già allora l’impressione che soffrisse dell’enorme successo della moglie.

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Diana al cimitero inglese di Anzio

Il tutto fu, incredibilmente, rapido ma bastò ad imprimermi dentro un’impressione che non se n’è mai andata insieme al ricordo indelebile del suo sguardo azzurro.
Da lì si spostarono per una visita al Pantheon ed anche noi attraversammo il centro di Roma per raggiungere il luogo dell’altra visita. Anche qui la piazza era piena di gente e la nostra posizione era un po’ meno privilegiata. Ancora profondamente scossa ed emozionata ebbi però modo di osservarla da lontano. Vidi bene il vestito, se non sbaglio un robe-manteaux, a righine sul rosino celestino, più vivace che in foto, una camicia con il fiocco, gli spalloni, l’orlo a metà polpaccio. Lo stesso abito che, di lì a poco, avrebbe esibito per la sua visita al Quirinale ed il pranzo con il Presidente Pertini.
A pensarci adesso, un vero orrore. Ma eravamo nel pieno degli anni ’80, la moda era tra le peggiori che mai si siano viste e si era perso il senso delle proporzioni. Sembrava normale, anzi devo ammettere che sembrava elegante. Povere ragazze della mia generazione che, nel fiore degli anni, si sono viste mortificare da un abbigliamento che stava male anche su un fisico come quello di una delle donne più famose (e belle) della storia. Certo Diana non era ancora l’icona di stile che sarebbe diventata ma certo il fisico era già perfetto.

Nicoletta Mercati

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Carlo e Diana in Sicilia

Come noto Diana aveva con il cibo un rapporto complicato, ma quella volta che venne in Italia – quando lei e Carlo sembravano ancora felici e innamorati – si fece fuori un piatto di pasta alla Norma. Non ci credete? La notizia è di prima mano, perché anni dopo per una strana coincidenza ho chiacchierato – prendendo appunti, non potevo farmi sfuggire un’occasione del genere – con la signora catanese che ha cucinato per lei.

In Sicilia la bella principessa, elegante ma ancora un po’ infagottata in tailleur bon ton anni Ottanta, si gode un po’ di più una vacanza che fino a quel momento è stata densa di impegni ufficiali. Nell’isola sono quasi in visita privata e Carlo, grande appassionato di giardini, botanica e agricoltura chiede di visitare degli agrumeti. I tempi sono stretti, ma vicino a Catania dove la coppia arriverà in aereo c’è una tenuta modello, proprietà dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo. La moglie Valeria Guarnaccia ovviamente fa sapere di essere entusiasta all’idea di accogliere i principi del Galles e si mette all’opera con una settimana di anticipo. La loro non è l’azienda agricola più vasta della zona, ma logisticamente sembra perfetta perché si trova sulla strada che dall’aeroporto va a Siracusa nella cui baia lo yacht reale “Britannia” attende Carlo e Diana.

Per l’occasione la principessa di Galles indossa un completo rosa confetto, gonna arricciata, maniche a sbuffo, cappello in tinta e scarpe e calze bianche. È così romantica e dolce che quando imbocca il viale d’ingresso uno dei contadini, preso dall’entusiasmo, strappa un ramo di zagare e gliele offre baciandole le mani. Da quel ramoscello profumatissimo di fiori d’arancio la principessa non si separa per tutto il giorno e una delle poche foto dell’evento la ritrae proprio con in mano il tralcio di zagare.
La colazione in masseria – antica ma lussuosamente ristrutturata – a cui prende parte un piccolo gruppo di ospiti selezionati è solo apparentemente semplice. Valeria Ciancio Sanfilippo, aiutata dalle contadine, prepara per i principi di Galles il meglio della cucina siciliana secondo le ricette tradizionali. Due primi, pasta con le sarde e pasta alla Norma; due secondi, involtini di carne cotti dentro alle foglie del limone e pesce alla griglia. Anche i dolci sono siculi: l’immancabile cassata e i cannoli e poi arance e limoni ripieni di gelato. Carlo e Diana si servono da soli al tavolo del buffet, senza formalità e con pochi camerieri e il principe è a dir poco estasiato.
La principessa, che alla padrona di casa confessa di avere visto sulle tavole dei ricevimenti ufficiali soltanto riso, sceglie i tortiglioni alla Norma. Il principe fa un bis con la pasta alle sarde e poi per entrambi pesce spada. A seguire involtini per Carlo e verdure per entrambi. «I principi di Galles – ricorda Valeria Ciancio Sanfilippo – hanno fatto davvero onore alla cucina siciliana e sono stati entrambi deliziosi. Abbiamo parlato di cucina, di ricette, di bambini, del nostro miele». I Ciancio Sanfilippo omaggiano offrono a Diana un grande barattolo del prezioso miele di zagare prodotto nella tenuta “Il Cardinale”; la principessa lo accetta volentieri perché, spiega, vuole farlo assaggiare ai piccoli William e Harry.

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Diana a Venezia con la “palandrana” scozzese creata per lei dagli Emmanuel, autori del suo abito da sposa. Come abbiano pensato di metterle addosso una cosa del genere è un mistero… Ai tempi di Enrico VIII sarebbero stati decapitati per lesa maestà.

Carlo e Diana, un viaggio con luci e ombre

Il principe di Galles desiderava moltissimo visitare l’Italia, tappa fondamentale del “Grand Tour”, il famoso viaggio di formazione che per le classi elevate britanniche costituiva un po’ un rito di passaggio, marcando la fine della gioventù e l’inizio dell’età adulta. Il tour di due settimane era stato programmato per l’autunno 1984, ma viene rinviato a causa della seconda gravidanza di Diana. Carlo era stato solo a Trieste per visitare il collegio del Mondo Unito ed è quindi felicissimo all’idea di vedere finalmente un paese così ricco di arte e storia. Nel 1994 Jonathan Dimbleby ha scritto una biografia autorizzata del principe per la quale ha avuto accesso ai diari dell’erede al trono nei quali sono raccolte molte impressioni su questa visita apparentemente facile ma per certi versi insolita e in qualche caso persino imbarazzante. Carlo e Diana vengono affogati di cibo, fra pranzi, cene, merende, colazioni, tutto ottimo ma in quantità esagerate (e con inattesi bis perché all’epoca il risotto con gli scampi e la sella Orloff sono considerati il massimo dello chic, tanto da essere proposti di continuo sulla mensa reale). Il tour inizia il 19 aprile in Sardegna e prosegue a La Spezia, dove il principe ispeziona l’arsenale militare. La coppia si sposta quindi a Milano poiché Carlo desidera moltissimo vedere la Turandot; la serata alla Scala è nel complesso un successo, se non fosse che appena il principe mette piede in teatro qualcuno si affretta a raccontare che il tempio italiano della lirica è stato completamente distrutto nel 1943. Dagli inglesi.

Nei giorni successivi Carlo e Diana sono accolti a pranzo da Borromeo sull’Isola Bella e poi finalmente scendono a Firenze, per la tappa più attesa da Carlo, visti i suoi interessi artistici. I principi sono ospiti dello scrittore e collezionista d’arte Sir Harold Acton che nella sua splendida Villa La Pietra con vista sulle colline e sulla città, riceve spesso personaggi celebri fra cui la principessa Margaret e la Regina Madre. “Ero eccitato all’idea di vedere Firenze” scrive Carlo nel suo diario di viaggio e infatti per il principe sono giorni memorabili e intesi; il 23 aprile la coppia visita San Miniato e per l’erede al trono inglese l’esperienza tocca quasi la perfesione assoluta specie nel momento emozionante della visita alla cappella decorata con le ceramiche di Luca della Robbia. Poi è la volta di Santa Maria del Fiore, Santa Croce, Palazzo Vecchio e infine degli Uffizi.

Il 26 aprile Carlo e Diana giungono a Roma e pranzano alla Casina Valadier; nel pomeriggio mentre Carlo incontra i presidenti del Senato e della Camera Francesco Cossiga (che però è offeso a morte perché i media britannici lo hanno definito “il capo della mafia sarda”) e Nilde Iotti, mentre Diana visita alcuni reparti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, interessandosi alle terapie, al decorso delle malattie e alle storie dei piccoli degenti. Anche l’incontro con il capo del Governo Bettino Craxi non è cordiale, anzi Carlo trova piuttosto antipatico il leader socialista, però va molto meglio con il vecchio presidente Pertini il quale fa di tutto per distendere l’atmosfera.

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Carlo e Diana vengono ricevuti alla FAO e al Capidoglio, poi percorrono i Fori Imperiali e visitano il Pantheon (ma il principe nel privato dei suoi diari ammette di essersi emozionato di più a Firenze) e la sera presenziano a una cena esclusiva al Circolo della Caccia. Il giorno successivo i principi si recano al cimitero di Anzio per una celebrazione in memoria dei caduti e il 29 aprile finalmente la coppia arriva in Vaticano per la tappa più difficile e spinosa di tutto il viaggio. Carlo, che vuole contribuire alla distensione dei rapporti fra cattolici e anglicani e desidera proseguire con il dialogo ecumenico iniziato nel 1982 con la visita di Giovanni Paolo II in Inghilterra, chiede di assistere a una messa celebrata dal Papa, naturalmente senza ricevere la Comunione. Il principe aveva chiesto di informare la madre, ma nessuno in realtà si prende la briga di farlo così, alla vigilia della partenza, la regina (che per inciso è il Capo della Chiesa anglicana), venuta a conoscenza del programma, si infuria e nega il proprio consenso. La questione viene fuori sui giornali sia italiani che inglesi e in diverso modo questa Messa mancata provoca polemiche e discussioni.

Il 30 aprile Carlo e Diana raggiungono la Sicilia, visitano Catania, Siracusa e Taormina. Il 2 maggio arrivano a Bari dove visitano la Cattedrale di San Sabino quindi a Trani e Molfetta. Il 4 maggio il Britannia porta i principi a Venezia; la coppia cena alla  Locanda Cipriani di Torcello ospite del Ministro delle finanze Bruno Visentini. La domenica 5 maggio, dopo la funzione religiosa e la gita in gondola Carlo e Diana, insieme ai piccoli William e Harry salutano gli italiani a bordo del Britannia e se ne tornano a casa. Sono abbastanza esausti, ma il principe di Galles ammette che nonostante la fatica “è stato memorabile”. Infatti tornerà molte altre volte, ma sempre in visita privata.

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Con lo straordinario sense of humor dei reali britannici, Diana in visita a una nave della Marina italiana a La Spezia si è vestita da marinaretto… stile “Candyman” e infatti Spadolini è basito.

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Solo una donna straordinariamente bella può essere bella anche dentro a questo vestito e sotto a questo cappello. Della serie orrori metà anni ’80.

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Altro abito fagotto e cappello improbabile il tutto completato dalle famose calze docorate da un fiocchetto sul tallone. Diventate poi di gran moda.

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Sempre della serie ai tempi di Enrico VIII… la domanda è? Perché mai vestirla da cameriere?

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Tutte le ragazze degli anni ’80 hanno avuto un vestito così.. più o meno. Qui è a Firenze al ricevimento organizzato a Palazzo Vecchio.

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Total red, comprese calze, scarpe e borsa. Il che non l’aiuta ad essere felice o interessata al luogo che sta visitando

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La famosa foto con Pertini. Lui dice “no, non voglio stare in mezzo, lasciamo alla bellezza prendere posto al centro”. Il presidente partigiano è un anziano signore galante e ha notoriamente un debole per le teste coronate.

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L’abito di lamè indossato per la cena al Circolo della caccia di Roma. Non sono sicura si tratti di una foto presa in quella occasione, ma l’abito di sicuro è quello perché mi è stato descritto da uno dei soci presenti, il duca Roberto Ferretti di Castelferretto. Il quale mi disse che aveva parlato con Carlo dei costi di gestione del circolo.

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L’infallibile Gente ci ha proprio visto giusto!

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E anche la principessa Bona Borromei ha capito tutto di loro due…

comunque il settimanale racconta di molte gaffes inanellate dal protocollo della Repubblica, fra cui dei vari pranzi ufficiali con menù spesso quasi identici e di una Diana che alla Galleria Palatina, davanti a un Rubens, chiede se lo ha fatto tutto lui da solo.

 

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51 Commenti

  1. margherita ha detto:

    Quanto mi ha fatto sognare quel viaggio . Mi ricordavo bene dei fiori d’ arancio.

  2. Michele ha detto:

    Bellissimo questo post 🙂 brava @marina e grazie a @nicoletta per la bella testimonianza !!! Che emozione la stretta di mano con Diana dev essere stata:) !! Per la cronaca e’ grazie a lei se mi sono appassionato al mondo royal ! Sarà’ stato un bene ?ahah e’ lei il mio primo vero mito!! Comunque Ho sempre letto di questo viaggio in rete e su giornali o speciali a lei didicati! Ma che esperienza memorabile viverlo!! Io purtroppo nascevo tre anni dopo quindi non avrei potuto,oltretutto sono venuti anche a La Spezia ,la mia città ,fantastico:)

  3. fiordistella ha detto:

    Bellissimo post. Complimenti, Marina. E che malinconia vedere questa bella ragazza nel disagio del disamore. Ma è mai possibile che non ci fosse nessuno a coccolarla un po’ e a darle degli utili suggerimenti? La madre, qualche sorella, una vecchia tata… Aveva 24 anni Diana, santo cielo. Una tardo-adolescente con due bambini, e bisognosa lei stessa di qualcuno che la aiutasse a crescere e a maturare.Che tristezza infinita.

  4. luka ha detto:

    Un tour italiano che per questioni anagrafiche non ricordo, o comunque non mi interessava all’epoca! Dopo trent’anni e col senno di poi verrebbe da dire: era troppo giovane per gestire da sola quello che ha la circondava (etichetta, famiglia reale, Camilla,….) e sopratutto non compndo come non fosse stata affiancata da qualcuno, un’amica, una sorella o una dama esperta che potesse aiutarla in tutto questo.
    Va bene che erano gli anni di Madonna e dei Duran Duran ma poteva fingere un tantino a teatro o davanti ad un’opera d’arte, non sarebbe stato poi così difficile! 🙂

  5. Anna maria ha detto:

    La regina elisabetta non è stata molto lungimirante con Diana..era giovanissima con tanti problemi ed è rimasta da sola..anche la regina ha avuto le sue colpe…

  6. elettra/cristina palliola ha detto:

    Sì, eravamo tutti convinti che lo sguardo di Diana non fosse di tristezza e disagio, ma di timidezza e ancora un po’ impacciato davanti a testimonianze così oceaniche di affetto. In fondo aveva 24 anni ed era piombata nella Famiglia Reale solo da pochi anni. Invece stava vivendo i suoi anni peggiori, con un marito lontano mille miglia, fisicamente e mentalmente . Una relazione fissa lui, oramai rodata e anche lei, con almeno un tradimento ,per ripicca , perpetrato…. e forse anche qualcuno in più….. Con anoressia e bulimia a pieno ritmo e con un tentativo di suicidio alle spalle.
    Lui che si interessava all’arte italiana, musica compresa e lei che cercava di non far capire la sua ignoranza e il suo disinteresse. Lui che da buon inglese non risparmiava ironia e battute e lei che rispondeva abbassando lo sguardo, ridendo, . Chissà se davvero era divertita oppure il suo era solo savoir faire! Come eravamo orbi! Non c’è una sola fotografia, anche tra quelle postate dalla nostra @Marina (che come sempre ringraziamo per questi bei ricordi) in cui i due si guardano , con tenerezza e complicità…ora vediamo tutto chiaro. Eppure siamo stati in tanti a pensare che la dolcezza del clima, l’incanto del paesaggio, la buona cucina (che ne sapevamo noi che poi lei andava in bagno e vomitava tutto) il dondolio delle onde nella loro cabina sul Britannia che aspettava fedele nei porti, li convincessero a fare un altro figlio….magari una bambina, concepita in Italia, una principessina italiana……solo un anno dopo, durante un viaggio in Corea, nel 1987,le cose precipitarono. cominciarono i musi lunghi, i pianti in pubblico, lo sguardo perso e talvolta anche duro e rancoroso
    Quando , anni dopo, Carlo rispondendo alla feroce intervista di lei, disse che i tentativi di capirsi e di trovare un modus vivendi, erano stati tanti abbiamo capito che quel matrimonio dinastico era stato un madornale errore e che non c’era una sola cosa al mondo, un interesse comune che li potesse unire
    Molti hanno scritto che era troppo giovane…è vero era giovane, ma allora quella era l’età in cui ci si sposava, si faceva una famiglia e ci si caricava di responsabilità. L’unica cosa che le è mancato davvero, io credo che, oltre all’amore del marito, sia stato l’aiuto da parte della famiglia.Il fatto che era nata nobile aveva fatto supporre che conoscesse certe regole e che ci si assoggettasse anche quando erano scomode e che dovesse , per forza essere grata per essere stata scelta tra 1000. La ribellione non era prevista e arrivò come un fulmine a ciel sereno..ma le rivoluzioni (e questa anche se piccola lo è stata per tutte le Famiglie Reali, non solo quella britannica),costano care e anche questa ha avuto il suo tributo di sangue

    Oltre a @Marina un grandissimo grazie anche a @Nicoletta che ha condiviso questo suo magico momento di spensieratezza giovanile.
    @Nicoletta ti ho vista sfrecciare sul motorino per le strade e i vicoletti che dal Quirinale scendono al Pantheon, rincorrendo la principessa , con ancora la sensazione della stretta di mano di Diana. Tu ancora non lo sapevi, ma la vera principessa in quel momento, eri tu che avevi al tuo fianco il tuo principe azzurro che, ancora oggi, divide la vita con te, mentre lei era solo una povera donna sola e disperata

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Le ultime righe di questo commento mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi, hai perfettamente ragione cara Elettra/Cristina e con l’occasione ringrazio ancora una volta Nicoletta per averci regalato il suo ricordo.

  7. Nicoletta ha detto:

    @Marina grazie. Grazie per le parole che mi hai dedicato. Grazie per lo spazio e l’opportunità che mi hai dato e che mi ha consentito di condividere un ricordo a me caro. Grazie per la tua amicizia. @Elettra grazie. Mi hai fatto commuovere. Davvero. Ti scrivo con le lacrime agli occhi. Hai ragione la ragazza che ero non poteva sapere che il vero privilegio non era quello dei titoli e della fama. Era quello speciale di avere gà allora accanto l’altra metà di me!!! Grazie grazie davvero

    • elettra/cristina palliola ha detto:

      @Nicoletta…@Marina….davvero non volevo farvi piangere. Ora sono io, con le lacrime agli occhi, per la vostra sensibilità! Le mie considerazioni volevano dimostrare che anche il nostro quotidiano che è fatto di tante preoccupazioni e pensieri,qualche volta scialbo e ripetitivo, in fondo è ancora la cosa più bella del mondo da vivere, quando al nostro fianco c’è la persona giusta che sa darci il sostegno e il conforto, la forza, per affrontare il domani. Senza, tutto sarebbe più difficile. e senza significato…ora facciamoci una risata: ma perchè tutti questi uomini davanti ai nostri entusiasmi, ai nostri racconti pieni di dettagli, di parentesi aperte e richiuse, di antefatti non trascurabili, perchè, mi chiedo, tutti rispondono: ” Ah..va bè! “…perchè?????

  8. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Marina…..:-) 🙂 🙂 grazie!

  9. annarita ha detto:

    @Nicoletta bellissimo il tuo ricordo di Diana, come il mio due giorni prima dell’incidente. Non scorderò più il suo sorriso ed i suoi splendidi occhi azzurri. Sembra impossibile che Carlo, con una donna così bella al suo fianco, abbia preferito Camilla che non ha niente dello splendore di Diana.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      però una spiegazione c’è, era splendida ma quando lui si commuove davanti alle ceramiche dei della Robbia lei si annoia. purtroppo non erano fatti l’uno per l’altra, lei forse sperava o sognava che la corona fosse sufficiente a renderla felice e invece non è stato così. forse se avesse avuto una famiglia di origine più solida poteva farcela ma io considero tutti gli Spencer altramente responsabili di questo disastro.

      • Michele ha detto:

        Gli spencer sono stati un disastro nella vita di Diana! Non se ne salva uno..mi chiedo anche le sorelle Che cmq penso fossero quelle piu vicine e in confidenza a lei in quei momenti dov erano ? Per non parlare della madre!! Questo rapporto molto altalenante con lei non l ha aiutata..nel ultimo periodo avevano nuovamente raffreddato i rapporti,tanto Che Lei Li aveva riallacciati con quella curiosa Donna di Raine la sua matrigna:)

  10. maria paola ha detto:

    grazie a Marina e Nicoletta per questi bellissimi articoli che, insieme alle foto, mi hanno davvero emozionato al ricordo di lady Diana

  11. Donna Bianca ha detto:

    Come tutte (o quasi) le adolescenti di quegli anni, ho adorato Lady D (ancorché non capissi cosa ci trovasse nel principe Carlo, al suo confronto decisamente vecchio e brutto: d’altronde, io ero #teamAndrew). Eppure, forse perché ero immersa nello studio per la maturità, ricordo poco di quel viaggio: l’aria timida e smarrita di lei, i vestiti orrendi anche per gli anni Ottanta (‘sta cosa di mortificare le giovani principesse è un vizio che non passa), la solarità di Pertini all’appuntamento romano.
    Bellissime le due testimonianze, in particolare quella di Nicoletta, che ha descritto perfettamente quanto ci aveva affascinate questa principessa.
    Quanto a chi all’epoca raccontava quei giorni con la penna intinta nell’inchiostro rosa, in fondo non facevano che dare alla gente ciò che voleva: la favola.

  12. Marilena L. ha detto:

    Ricordo bene il viaggio dei principi in Italia , in particolare in Sicilia perché anch’io in quel periodo ero a Taormina. Un breve periodo di vacanza …mentre ero in attesa del mio primo figlio (che nella pelatina e nel sorriso assomiglia a William )
    Carlo e Diana apparivano innamorati…certo apparivano ma , secondo me, già si vedeva che la loro unione faceva acqua. La timidezza di Diana nascondeva una profonda infelicità che non sempre riusciva a mascherare
    Anche durante il” trionfale ” viaggio in Italia si poteva intuire che qualcosa non funzionava…sorrisi tirati e di circostanza.
    Certo la moda degli anni ’80 non era granché ma per me quelli restano “i migliori anni “….

  13. Angie ha detto:

    Ciao a tutti! Leggo solo ora l’articolo e i vostri commenti. Concordo pienamente con chi ha detto che in ogni foto Diana ha uno sguardo colmo di profonda tristezza e, aggiungo, che la stessa tristezza purtroppo io la vedo anche negli occhi di Kate.
    Che la storia si stia ripetendo?

    • maria paola ha detto:

      @Angie, Kate non mi sembra così triste 🙂 anzi l’ho sempre vista molto determinata. Si è sposata in un’età maggiore rispetto a quella di Diana, secondo me con molta consapevolezza. Ha un marito che le vuole bene e anche una famiglia d’origine solida e affettuosa alle spalle.

  14. maria paola ha detto:

    ci avevano fatto credere che quello tra Carlo e Diana fosse un matrimonio d’amore, invece fu combinato. Carlo aveva da sempre un’altra donna, la “sua” donna, come nella migliore tradizione reale. Sembra che Diana lo venisse a sapere proprio all’ultimo, poco prima di sposarsi, quando era praticamente impossibile tirarsi indietro. Ne parlò con le sorelle che le chiesero: “vuoi mandare a monte il matrimonio ora quando il tuo viso è su tutte le tazzine e i piatti del Regno Unito?”. D’altro canto Carlo all’epoca del fidanzamento era “profondamente depresso” come affermò poi un arcivescovo anglicano a lui vicino, che disse anche “la gente non sa cosa si nasconde dietro i matrimoni reali”. Penso sia stato l’ultimo grande matrimonio reale combinato come si usava una volta, quando, dopo aver procreato, i 2 coniugi prendevano a fare vite separate e rimanevano formalmente uniti. Lady Diana purtroppo non ha saputo fare questo e penso che sia stata anche mal o non consigliata. Era giovanissima quando si sposò. Sperava, oltre alla corona, di avere anche il principe azzurro.
    In queste foto del viaggio italiano la trovo particolarmente bella e dolce, la sua morte mi rattristò molto.

  15. sisige ha detto:

    Tristezza negli occhi di Kate???? ma non direi proprio! Pechè hai questa impressione? E’ amata, adorata, con due bimbi bellissimi, un marito innamorato, priva di contrasti apparentemente….

  16. Luisa ha detto:

    Da quel matrimonio dalla patina rosa delle favole sono passati 35 anni, molto è cambiato anche tra i reali. Diana era stata prescelta tra le moltissime aspiranti al ruolo perchè nobile,giovane e carina, ma era mancante di solide basi. Kate è stata cresciuta, educata e si è sposata con una diversa consapevolezza. Mi pare che il suo sia un matrimonio più ”normale” di quello dei suoceri, che oltre il glamour apparve combinato persino l’arcivescovo che lo celebrò.Fortunatamente certi obblighi dinastici si stanno lasciando da parte e mi pare i principi che scelgono coniugi di sangue non blu creino unioni più solide.

  17. ziowalter1973 ha detto:

    Il matrimonio tra Carlo e Diana da quello che capisco era stato organizzato da Elisabetta e ha avuto l’ esito che conosciamo. Quello tra William e Kate da Carol Middleton e per la verità ci ha azzeccato parecchio.. Sul futuro stile di Kate fra 10 anni quando diventerà (forse) principessa di Galles non so dire..
    Devo aver scritto da qualche parte nei commenti agli altri post che spero che il matrimonio di Carlo e Diana sia stato l’ ultimo di quelli combinati tra reali e nobili. Tra i due c’ era sicuramente un secolo di differenza..

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      il matrimoniop fra Carlo e Diana NON è stato organizzato da Elisabetta. ma dove hai letto una cosa del genere? lei anzi era perplessa, c’erano altri interessi e amicizie dietro, ma Elisabetta proprio no.

      • ziowalter1973 ha detto:

        Le mie letture sull’ argomento sono sporadiche e penso siano tutte originate dai quotidiani letti negli anni. Non so chi abbia spinto per far diventare diana principessa del Galles ma di sicuro la Regina ha dato il suo benestare. Quando ho scritto organizzato intendevo approvato magari dopo varie riflessioni con i suoi consiglieri. Se poi mi volessi suggerire un sito su cui informarmi meglio te ne sarei grato.

  18. Ale ha detto:

    post molto interessante, ancor di più grazie agli aneddoti personali che rendono molto l’idea sull’emozione suscitata dall’incontro con diana. grazie @nicoletta e @marina 🙂
    all’epoca del tour i mei non erano neanche sposati, anche se ero piccolo ricordo direttamente solo la morte di diana, oltretutto ero in vacanza in francia.
    come ho detto tante volte non avendo vissuto il mito di lady d non ne sono travolto, anzi forse anche per questo a volte non riesco tanto a capirlo, oltre a essere decisamente scettico su alcuni aspetti della vita di questa povera donna. certo che dai racconti sulle diverse emozioni provate dai principi di galles di fronte all’arte italiana emerge enorme la distanza tra i due personaggi. inoltre mi viene da dire che gli spencer l’hanno proprio rovinata questa povera ragazza.

  19. Nicoletta ha detto:

    @Marina ancora grazie e grazie @tutti gli amici di AR. Lady Diana vedo è ancora in grado di suscitare interesse e dibattito. Concordo sul fatto che il matrimonio non fosse d’amore e che lei non avesse il carattere e il supporto per reggere il ruolo. Le differenze c’erano. Ma confesso di averlo capito dopo. Anni dopo. Forse perché anche io ero una ragazzina, forse perché credevo nella favola o volevo crederci ma io allora non vidi o non fui capace di cogliere segnali nell’azzurro intenso dei suoi occhi!

  20. sisige ha detto:

    Una parte importante nella scelta di Diana la fece la regina madre approvata comunque dalla regina Elisabetta perchè gli Spencer avevano vecchissimi legami con la Corona. Molti nell’entourage reale stortarono il naso perchè la consideravano troppo giovane ed inesperta, ma questo fu anche considerato un punto di forza, una ragazza vergine da…plasmare. Chi fu molto contraria fu Lady Fermoy, nonna di Diana e dama della regina madre, che vide l’assoluta possibilità di infelicità della nipote, evidentemente sapendo com’era Carlo, com’erano diversi l’uno dall’altro ed il fatto che ci fosse un’altra donna nella sua vita.

    • Michele ha detto:

      Lady fermoy e’ un personaggio che mi ha sempre incuriosito!! Una vecchiettina British molto graziosa che mi ha sempre dato l’impressione di essere una tipa tosta e ben determinata al contrario della figlia e nipote!!

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        lady Fermoy è la dolce vecchietta che al processo per l’affidamento dei bambini Spencer ha testimoniato a favore del genero e contro la figlia

        • Michele ha detto:

          Esatto per questo dico tosta !!! Non volevo offenderla e mi sono contenuto!! Penso che il comportamento avuto contro la figlia sia allucinante se pur puoi essere contraria alle sue scelte ma arrivare a questo no! Povera frances !

          • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

            io avrei usato un’altra parola 😉

            • luka ha detto:

              Nel film The Queen anche la figura della queen mum non e’ tra le più amorevoli e tenere figura di vecchina: forse abbiamo una versione distorta di “terza eta’”….royal e non royal… 🙂

              • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

                vabbè qui lo dico e qui lo nego, mio zio che come sapete bado intensamente da un annetto e più o meno intensamente da 4-5 anni non è il più malleabile dei vecchietti… ennò.
                ha già liquidato ululando due badanti e adesso lo reggono solo due ragazzi peruviani che sono la bontà fatta persona. e a me periodicamemte mi dice che mi denuncia.

                • Caterina ha detto:

                  ahahah Marina sei un mito pure quando sei Maltrattata. Però lo Zio è dissacrante, e fin quando ululerà tutto andrà bene per lui (meno per te). Quanto all’essere malleabili è nella natura di quella età, più si va in là con l’età più ci si irrigidisce, in tutti i sensi.Poi è una chiara conseguenza del carattere che uno detiene. Penso che lo Zio non fosse così malleabile neppure da giovane probabilmente. Un caro saluto.

    • Pellegrina ha detto:

      @Sisige E brava la nonna Fermory, aveva capito tutto e ebbe il coraggio di avvertire chi di dovere, difendendo la famiglia e la casa reale allo stesso tempo… altro che favole…
      Furono i tempi a rendere Spencer non più plasmabile, probabilmente e per fortuna! Cosa che dei sessantenni e più non riuscivano a concepire nel loro universo mentale, probabilmente.
      Si dice tanto dell’impaccio di Carlo e pure di Diana, come fa notare qualcuno più su, e viene in mente come debba essere una commedia assurda quella di andare in giro portandosi appresso una persona con cui ci si annoia a morte malgrado le buone intenzioni, e mentre si vorrebbe essere altrove con tutta l’anima… veramente per due persone tutto sommato oneste, cioè non divorate da ambizione e potere, dev’essere estremamente penoso. Oltre che faticoso. Se è vero che fu EII a decidere il divorzio alla fine, ci si chiede se non abbia voluto liberarsi da tutta quest’impalcatura in cui lei stessa aveva vissuto…

      • Pellegrina ha detto:

        E in più Carlo doveva domandarsi come aveva accettato di tirare una ragazzina diciannovenne in un pasticcio simile… allo stesso tempo la sua scelta è una testimonianza di come la bellezza, l’ammirazione delle folle, l’invidia degli altri uomini ecc. non siano tutto in amore: una consapevolezza molto rara e molto intelligente. Dev’essere complicato vedere adorata una moglie per cui non si riesce a provare un sincero trasporto, dev’essere come sentirsi smascherati a ogni momento e chiedersi se per caso non si sta sbagliando tutto dato che tutto il mondo è pazzo di lei tranne il diretto interessato. Basterebbe per mettere in imbarazzo chiunque, senza pensare alla gelosia. Viene in mente la prima intervista il giorno dopo le nozze, in cui lui già si augurava di essere le mille miglia lontano mentre lei faceva la spavalda: non si toccavano e non si guardavano mai. Differenza abissale rispetto a come si comporta con Camilla: la cerca sempre come a conferma che lei è davvero lì vicino, la sfiora, l’abbraccia: questa è una coppia.

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