Umberto II settanta anni dopo: Amedeo di Savoia ricorda “il re signore”

Umberto II settanta anni dopo: Amedeo di Savoia ricorda “il re signore”

Umberto-IIIl 9 maggio 1946 Umberto II diventa sovrano di un Paese distrutto dalla guerra e in procinto di scegliere la propria forma di governo. Salito al trono in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, Umberto II regna per soli 36 giorni e poi, dopo il referendum monarchia-repubblica, sceglie di andarsene per evitare una crisi istituzionale. Settanta anni dopo ecco il ricordo del principe Amedeo d’Aosta raccolto da Alessandro Sala in esclusiva per AltezzaReale.com.

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Umberto II ancora principe di Piemonte, con il padre Vittorio Emanuele III e Amedeo terzo duca d’Aosta

“Il Re era una persona estremamente semplice, pacata, di idee chiare e molto simile ai sovrani delle attuali monarchie. In lui si poteva scorgere il senso mistico di Carlo Alberto e anche dalla lontana Cascais dimostrava abilità di giudizio sulle faccende italiane”. Amedeo di Savoia parla sempre con grande emozione dello zio Umberto II a cui era molto legato e non può fare a meno di rilevare che “purtroppo il sistema repubblicano ha scelto la discontinuità con la monarchia, rinunciando a una serie di valori che hanno fatto la storia d’Italia”. “Ne ho avuto un chiaro esempio – prosegue il principe – quando a Monza venne ricordato il centenario dell’assassinio di Umberto I. Ero presente, ricordo i balconi e le vetrine dei negozi con il tricolore, era tutto molto patriottico. Il sindaco, che non credo fosse monarchico, chiese a Roma se il presidente Ciampi gradiva mandare una corona di fiori. Il Quirinale rispose negativamente facendo notare che il gesto era da sottolineare come un segno di discontinuità col passato regime. Per me fu una delusione, quasi come se la storia d’Italia iniziasse nel 1946 attribuendo al Re colpe non sue e che negli altri Paesi non vengono associate ai capi dello stato, siano essi sovrani o presidenti”. “L’ultimo sovrano e il suo operato dopo la guerra – osserva Amedeo di Savoia – sono stati descritti con esagerazioni e punti di vista faziosi. Negli anni in cui re Umberto II era in esilio tuttavia giudizi positivi nei suoi confronti sono stati espressi dai tanti italiani che ha ricevuto a Cascais e anche da diversi protagonisti di quei giorni come Togliatti, Churchill e Eisenhower”.

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Umberto II, il re signore

Il quarto re d’Italia, quarantaquattresimo capo di una famiglia che ha regnato per 29 generazioni consecutive, era, ma pochi lo sanno, la persona più titolata al mondo con 137 predicati nobiliari, ma nonostante i titoli tutti quelli che hanno conosciuto e frequentato Umberto II sia in Italia che durante l’esilio portoghese parlano di lui soprattutto come di un “grande signore”.

Durante il regno di Vittorio Emanuele III la corte sabauda abbandona i fasti umbertini tipici della fine dell’800 diventando la seconda per importanza e prestigio in Europa, preceduta solo da quella britannica. La monarchia italiana fino al 1940 mantiene inalterata la propria pompa regale fatta di rigida etichetta, carrozze scortate dai corazzieri a cavallo, discorsi della corona al parlamento, gioielli, uniformi, manti di corte, cifre reali e molto altro ancora. Nelle residenze reali sparse per l’Italia inoltre i principi del sangue, dei rami Aosta e Genova, svolgono i loro doveri di rappresentanza in nome del sovrano in numerosi impegni istituzionali. In questo periodo dorato il futuro Umberto II affascina le folle, riscuotendo successo in ogni impegno svolto e forse proprio per questo e per le sue idee contrarie al regime fascista il duce non solo lo fa seguire dalla polizia segreta ma gli concede poca visibilità sui media, con l’ordine tassativo di non riferirsi mai a lui come principe ereditario ma solo col titolo dinastico di principe di Piemonte.
La storia ufficiale descrive Umberto II come un erede passivo escluso dagli affari di stato, lontano dalle stanze dove si prendono decisioni, ma la realtà probabilmente è diversa. Mussolini rivela al suo biografo in una conversazione riservata quanto l’opinione pubblica si sbagli, il principe è un uomo moderno che si ritiene al servizio dello stato e non viceversa, conscio della reale situazione del Paese concludendo che “non vuole rappresentare un personaggio, intende esserlo”. Sono poi le parole dello stesso Umberto a spiegare il rapporto istituzionale con il padre re: “[..] quella era la rigida disciplina: i Savoia regnano uno alla volta, il re non ha figli né amici e non può essere niente altro che il re. Una regola quasi monastica che mio padre osservò per tutta la vita [..] non so se fu virtù o manchevolezza, ma è certo che ne ricavò soltanto antipatie, incomprensione, fama di uomo arido e gretto.” L’unica persona con cui Vittorio Emanuele III si confida è la moglie, la regina Elena. E sono sempre i racconti di Umberto II a far luce: “c’erano tre insormontabili barriere che mi vietavano le sue confidenze: io ero suddito, ufficiale, principe ereditario. [..] le cose che non voleva dirmi io le conoscevo ugualmente. Era mia madre che mi teneva al corrente delle vicende e dei più gravi problemi che assillavano il re. [..] ho il dubbio che fosse mio padre a ordinare che fossi informato così minutamente su tutto, ma per vie indirette, in modo che restassero inviolate le sue prerogative e invalicati i miei limiti.” Come principe ereditario Umberto era anche molto attivo presso il Vaticano e il Senato, vero argine al regime, in cui riuscì a far bocciare la legge voluta dal duce che avrebbe messo sul tricolore il fascio littorio accanto allo stemma sabaudo. Sono anni in cui agisce nell’ombra, tenendo contatti con diplomatici stranieri presso la Santa Sede e avallando con scarsi successi i tentavi di evitare l’entrata in guerra dell’Italia favorendo la caduta del regime. Stessa sorte nel 1942 subiscono quelli del duca d’Aosta Aimone che riceve mandato dal re di chiedere la pace separata agli Alleati, che però esigono la resa incondizionata per fiaccare l’Italia.

Umberto II, ultimo re d’Italia

Il ruolo pubblico di Umberto cresce nell’autunno del ’43 durante la cobelligeranza con i nuovi alleati, che lo vorrebbero sul trono al posto del padre. In quei mesi drammatici il principe di Piemonte si impegna in prima persona per riabilitare la figura del soldato italiano lavorando giorno e notte, feste comprese, e rischiando anche la vita come accade il 20 novembre durante un’ispezione ad Aversa in cui rimane esposto a un mitragliamento aereo. A lui infatti si deve la riorganizzazione del Regio Esercito nelle province del Sud che tra le diffidenze degli Alleati viene impiegato per la cacciata dei tedeschi, conquistando poi, con azioni eroiche, il rispetto delle truppe cobelligeranti. In un rapporto americano il generale Mark Klarc descrive il comportamento di Umberto segnalando che il principe italiano è pronto a morire in battaglia. Uno degli episodi più famosi di quel periodo riguarda la conquista di Montelungo sul fronte del Volturno, dove gli americani necessitano di un ufficiale italiano che sorvoli la zona per effettuare una ricognizione insieme a un loro pilota. Umberto riesce a far valere la sua anzianità e per mezz’ora sorvola le postazioni tedesche che sparano sul velivolo senza sosta prendendo nota di tutto, carri e nidi di mitragliatrici compresi. Tornato a terra tra l’entusiasmo degli ufficiali italiani il generale Walker lo propone per la Silver Star, che però non riceverà mai per la contrarietà della Casa Bianca.
Negli stessi mesi tornano in vita i partiti politici che, come riportano i rapporti degli agenti statunitensi, pensano fin da subito ad attuare vendette e conquistare potere. La lotta politica è poi acutizzata dagli interessi di parte di Unione Sovietica, U.S.A e Regno Unito che hanno veri e propri scontri diplomatici sulle sorti dell’Italia. In questo clima il 12 giugno 1944 Vittorio Emanuele III decide di farsi da parte nominando il figlio Luogotenente del regno trasferendogli i poteri di capo di stato, di fatto si tratta di una abdicazione informale. Rientrato a Roma Umberto dopo aver incontrato il Papa si installa al Quirinale nell’appartamento di suo nonno e cerca come può di amministrare le province liberate. Tutti i giorni vive secondo il suo motto “l’Italia innanzitutto” e rivela “non so come trattare la gente, specialmente quando è avversa alla monarchia. Se sono troppo affabile può sembrare che voglia raccogliere adesioni e simpatie, se sono troppo rigido che sia orgoglioso”.

A Cruise on the Agamemnon

Umberto II con i cugini-colleghi durante la famosa crociera dei re, Paolo di Grecia, la regina Frederika, l’ex re Michele di Romania, Giuliana dei Paesi Bassi e Maria Josè

Alle sette del mattino è in piedi e al lavoro, concede udienze, apre il palazzo ai bambini mutilati e ai rifugiati dei bombardamenti, ogni giorno sale su un aereo per raggiungere il corpo italiano di liberazione, visita le zone appena riprese ai tedeschi, incontra i partigiani, anche quelli comunisti che gli mettono i fazzoletti rossi al collo. Serietà, costanza, regale spirito sopra le parti gli vengono riconosciuti dagli Alleati e dagli implacabili nemici repubblicani, che in ogni modo comunque cercano di screditarlo. Con i decreti luogotenenziali Umberto abolisce la pena di morte, concede il voto alle donne e pone le basi per le autonomie locali di Sicilia e Valle d’Aosta, mentre nel 1946 istituisce il 25 aprile come festa della liberazione. Cerca in ogni modo di riportare il Paese alla normalità e alla democrazia, e per evitare una seconda guerra civile decide di non opporsi alle forzature del governo attuate dopo il referendum istituzionale e parte sacrificando se stesso per l’esilio pur di non spargere altro sangue italiano. Anche dal Portogallo la sua dignità non viene meno affrontando da signore i soprusi di cui è vittima da parte dei politici italiani e attraverso il nipote Amedeo e il ministro della Real Casa Falcone Lucifero è sempre partecipe alle gioie e alle tragedie del suo popolo. Negli anni ’50 nella provincia di Bolzano Umberto II fonda un circolo culturale dedicato a migliorare la convivenza della cultura bilingue dell’Alto-Adige, e la sua voce è una delle poche che per diverse volte si alza in difesa della zona B di Trieste e dell’Istria cedute dai governi italiani alla Jugoslavia di Tito senza alcuna contropartita territoriale e rispetto delle popolazioni locali.

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Umberto II con Giuliana dei Paesi Bassi

La sua morte il 18 marzo 1983 viene totalmente ignorata dalla repubblica, ma nonostante tutto ai funerali ad Altacomba giungono 10.000 italiani da ogni parte della penisola e a dimostrazione del prestigio di questo re signore vi partecipano Juan Carlos e Sofia di Spagna, Baldovino e Fabiola del Belgio, i granduchi di Lussemburgo e i principi di Liechtenstein, Ranieri di Monaco col figlio Alberto, il duca di Kent in rappresentanza di Elisabetta II, gli ex sovrani di Bulgaria, Grecia e Romania, membri delle case di Baviera, Austria e Francia e un nunzio apostolico in rappresentanza del Papa. L’unica manifestazione di cordoglio in patria avviene il 20 marzo quando i giocatori della Juventus, sua squadra del cuore, portano il lutto al braccio per volere di Gianni Agnelli nella partita contro il Pisa.
Il principe Michele di Grecia, discendente dei sovrani ellenici e famoso scrittore, descrive così l’ultimo re d’Italia: “[..] aveva tutte le qualità richieste da un monarca di prestigio. Di bell’aspetto, dotato di gran classe ed eleganza, colto, amabile e pieno di fascino, sarebbe stato il migliore rappresentante della monarchia italiana se la sorte non avesse voluto che il suo regno durasse poco più di un mese, impedendogli così di esprime le sue qualità”.

Alessandro Sala

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Umberto II con Amedeo di Savoia quinto duca d’Aosta e Claudia d’Orléans

Grazie come sempre al nostro Alessandro Sala per avere raccolto che dichiarazioni del principe Amedeo di Savoia e per il suo lungo articolo su Umberto II. Chi volesse approfondire ulteriormente può leggere anche il post di Alessandro sulla giovinezza del futuro sovrano; si tratta di un lavoro molto interessante che ha il record di commenti del blog (più di 900) e poiché spesso si tratta di interventi molto interessanti stiamo pensando di trasformali in un nuovo post.

Infine piccola news televisiva, l’amico e collega Roberto Olla, da poco in forze al TG 5, ha realizzato uno speciale dal titolo “Rivoluzione Italiana” che andrà in onda su Canale 5 domenica 29 maggio (alle 23 circa) nel quale narra i fatti convulsi di un tredici mesi di storia italiana. “Nel giro di un anno e un mese – spiega Olla – gli italiani hanno fatto un’insurrezione generale, hanno ucciso il dittatore, hanno mandato in esilio il re, hanno abolito la monarchia e hanno proclamato la repubblica”.

Sabato 11 giugno, all’interno del TG 5 delle 13, andrà in onda un altro servizio di Olla sulla partenza in esilio del re e di tutti i Savoia (tranne Hélène duchessa vedova d’Aosta che resta a Napoli), con un’intervista ad Amedeo di Savoia. In quel momento tutti i Savoia in esilio (solo successivamente la restrizione verrà limitata ai maschi del ramo
principale con l’aggiunta di Maria Josè, sino a che non diventa ‘regina vedova’) diventano, anche sul passaporto, ‘apolidi’, compreso il piccolo, italianissimo principe Amedeo.

Fonti delle citazioni del post:
– “Gioielli di Casa Savoia”, M.G. di Savoia e S. Papi, Electa
– “Parola di Re. Il diario segreto di Vittorio Emanuele, F. Perfetti, Le Lettere
– “Ritratti Sabaudi. Vizi e virtù di Casa Savoia”, D. Ramella, Ananke
– “Umberto II il re di maggio. Dalla monarchia alla repubblica”, L. Lami, Mursia

Il sito della fondazione dedicata a Umberto II e Maria Josè di Savoia –> http://www.fondazionesavoia.org/

 

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164 Commenti

  1. https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    visto anche io e come già detto in molti in privato: NO COMMENT

  2. Ale ha detto:

    ovviamente se trovate altri ordini di cui è stato insignito il re aggiungete aggiungete 😀 sono contento che l’argomento interessi.
    proprio leggendo il link costantiniano di @chloe c’è da aggiungere un’altra onorificenza, se non ho letto male nel 1977 Umberto è stato insignito anche dell’ordine di san gennaro.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Insigne_e_reale_ordine_di_San_Gennaro
    l’ordine tailandese non sapevo neanche esistesse 🙂 non se sia attendibile la wiki inglese ma può darsi che lo sia, oltretutto è indicata anche la data precisa di conferimento dell’ordine, 19 aprile 1934. non so per cosa sia stato conferito ma mi sembra molto probabile che sia legato alla visita di stato di rama VII nel marzo dello stesso anno.

    @chloe grazie dei link! sei il solito segugio 😉

    • Chloe ha detto:

      @ale … ecco cosa mi ero dimenticata di scrivere l’altra sera! Non trovavo più l’altro appunto che mi ero segnata, che era relativo proprio all’Ordine di San Gennaro … ma a mezzanotte ero fusa 😉 Avevo trovato anche un altro link in cui si indicava brevemente l’assegnazione a Umberto II senza però la data. Proprio l’ultimissima nota in fondo alla spiegazione della storia dell’Ordine, relativa alle assegnazioni da parte dei duchi di Castro.
      http://www.borbone-due-sicilie.org/the-royal-orders/index.html

  3. ziowalter1973 ha detto:

    Avrei una domanda: è assodato che Aimone di Savoia sia il legittimo erede di Umberto II? Un paio di mesi fa avevo letto che tramite consulte reali e varie determinazioni/documenti il titolo di capo della Casa di Savoia era legalmente di Amedeo di Savoia Aosta e in seguito del figlio Aimone. A Vittorio Emanuele e Emanuele Filiberto restavano solo i titoli di cortesia di principi di napoli e di venezia. Ci sono state altre tappe in questa disputa dinastica oppure tutto è rimasto congelato con i due rami della famiglia ormai separati?

    • Ale ha detto:

      Al momento il capo della casata al momento è amedeo, aimone è l’erede di amedeo.
      E tecnicamente v.e. ha perso il titolo perdendo i suoi diritti, mentre per quanto riguarda il titolo di principe di Venezia (inesistente nella tradizione sabauda) non è provato che sia stato concesso dal Re, non c’è nessuna prova al riguardo.

      http://www.altezzareale.com/2013/09/27/news/i-70-anni-del-duca-di-aosta-e-la-questione-dinastica/

      • ziowalter1973 ha detto:

        Perfetto! Grazie @ale! Non avevo ancora letto questo post e devo dire che mi sono perso un pò tra codici reali e repubblicani.
        Che dire? Meglio che la casata sia sotto il comando di Amedeo e del figlio Aimone. Vittorio Emanuele l’ ho perso di vista e non ne ho una buona opinione. Emanuele Filiberto ha fatto di tutto per tornare in italia (giustamente) ma poi si è innamorato del suo personaggio come una star qualsiasi.

  4. laura ha detto:

    A proposito di viaggi di stato, ho letto recentemente in un punto della autobiografia di Alice contessa di Athlone di una caccia organizzata a Windsor da Edoardo VII per il re VE III. Era il 1910 i reali italiani erano in visita di stato in UK (Edoardo era già stato a Roma nel 1903) e durante la caccia il duca di Connaught, che a quanto pare era in queste circostanze un po’ imbranato, per errore sparò in direzione del volatile che decorava il cappello della regina Elena che fu quasi sfiorata dal colpo. Alice precisa che re Edoardo si arrabbiò enormemente e prese ad imprecare contro il fratello usando un linguaggio piuttosto spinto e poco elegante che, quello sì, fece quasi svenire la regina Elena che invece era rimasta impassibile alla fucilata.
    Incuriosita dalla vicenda ho cercato nel web e ho trovato una foto di gruppo dei cacciatori e delle signore e persino un brevissimo video.
    Penso che l’incidente sia avvenuto dopo la foto visto che il volatile sul cappello di Elena sembra al suo posto.

    https://yooniqimages.com/images/detail/102183501/Creative/king-edward-vii-entertaining-the-king-of-italy-victor-emmanuel-iii-other-members-of-the-royal-family-in-the-photograph-are-from-left-prince-arthur-the-duke-of-connaught-and-strathearn-the-queen-of-italy-elena-of-montenegro-queen-alexandra-george-prince-of-wales-later-king-george-v-and-princess-victoria

    https://www.youtube.com/watch?v=vrAqecHQwW4

    Ecco qui invece una foto della visita di Edoardo VII a Roma nel 1903 :

    https://commons.wikimedia.org/wiki/File:King_Edward_VII_and_King_Victor_Emmanuel_III.jpg

  5. Ale ha detto:

    rimanendo in tema ordini, ieri la cerimonia dell’ordine del cardo, massima onorificenza scozzese, seconda del regno unito

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-3678718/The-Queen-senior-royals-arrive-St-Giles-Cathedral-annual-Order-Thistle-service-senior-Scottish-knights-ladies.html

    • laura ha detto:

      Trovo strano che Carlo non sia stato presente alla cerimonia : so che in questi giorni è in Galles ma non vedo perché fare questa visita proprio adesso.

      • Ale ha detto:

        bella domanda. anche l’anno scorso non mi sembra che abbia partecipato, mi sembra di ricordare che c’erano anna e william

    • Michele ha detto:

      Visto:) mi piacciono sempre un sacco queste cerimonie!! È secondo a quello della giarrettiera! Ma Eli che fenomeno che e’ 90 anni è sempre al pezzo

  6. laura ha detto:

    Certamente : io ho le memorie di Maria Luisa (la mia vita attraverso 6 regni) e quelle di Alice (ai miei nipoti) e sono entrambe una miniera di notizie. Fra l’altro sia Maria Luisa che Alice vissero in parte anche in Germania e quindi questi volume contengono numerose informazioni e paralleli tra la corte inglese e quella tedesca (non solo a Berlino ma anche le corti minori).
    Alice e il marito poi viaggiarono dovunque incontrando sempre personaggi famosi e interessanti. Passarono gran parte della prima guerra mondiale in Belgio dove (a detta di Alice) le signore reali e no avevano una certa tendenza al flirt. La regina Elisabetta corteggiava il marito di Alice mentre la signora Asquith (moglie del premier inglese) corteggiava strenuamente re Alberto. Numerosi altri episodi si riferiscono al tempo passato in Canada durante la seconda guerra mondiale quando gli Athlone ospitarono la famiglia reale olandese (Guglielmina era cugina di Alice) e frequentavano Zita e figli.
    Ovviamente sono narrati anche fatti dolorosi e tragici però giustamente le due signore non stanno li’ a piangersi addosso ma invece cercano di mettere in evidenza i momenti più curiosi o divertenti.
    Sia Maria Luisa che Alice ci tengono a descrivere obiettivamente il Kaiser W II che all’epoca della prima guerra mondiale e anche per molti anni dopo era presentato come un pazzo sanguinario. Loro lo descrivono come un uomo gentile e premuroso che assolutamente non voleva la guerra e persino dotato di un certo senso dell’umorismo. Uno degli aneddoti preferiti del kaiser era la descrizione di quando una volta aveva passato in rassegna il personale a bordo dello Hohenzollern dopo avere tenuto un discorso. Il kaiser si ferma davanti un giovane bavarese e gli chiede se aveva ascoltato attentamente il suo discorso e alla risposta affermativa gli chiede e allora chi sono i nemici esterni ? e il giovane risponde : i francesi , bravo ! e chi sono i nemici interni ? e il giovane pronto : i prussiani !

    • Ale ha detto:

      il kaiser w. II in effetti è uno di quei personaggi storici che andrebbero un po’ approfonditi cercando di eliminare qualche luogo comune. non era un santo ma sicuramente non era un mostro. mi ricordo ancora quando guardavo i Simpson e tra gli zombie cattivi sempre presente il kaseir, tratteggiato come il più crudele di tutti. giusto per dire che ancora oggi ai bambini viene dipinto così perfino nei cartoni animati.

  7. annarita ha detto:

    @Laura mi puoi dare i titoli dei libri riguardanti le memorie di Maria Luisa e di Alice? Grazie

  8. Ale ha detto:

    ne avevamo parlato qui nei commenti perché lo accenno (molto velocemente) nel post: il re era sempre tra i primi a far giungere il proprio soccorso in caso di calamità naturali.
    nel 1971 accadde a tuscania dove gli aiuti materiali inviati dal re e giunti con il ministro della real casa falcone lucifero furono i primi a giungere dopo il terremoto. il comune poi riconoscente aveva dedicato un parco pubblico a re Umberto II, tra le varie polemiche ovviamente, con tanto di busto del sovrano. qualche tempo fa qualcuno ha rubato la scultura e ieri è stata inaugurata la copia che restituisce alla scultura il suo aspetto originale.
    è bello vedere che in italia ogni tanto qualche località ha qualche spazio dedicato a questo re. a roma nel parco di villa savoia (ada dal ’46) c’è uno slargo a lui dedicato (e un altro a maria josè), una via porta il suo nome a carmagnola nel torinese e probabilmente su google maps si possono trovare altri esempi.
    qui la cronaca dell’inaugurazione di tuscania (con toni un po’ da istituto luce come direbbe @marina 😀 ):
    http://www.monarchia.it/attivitasvolte_20160918_tuscania.html
    il messaggio di amedeo di savoia:
    http://www.monarchia.it/attivitasvolte/20160918_tuscania/messaggio_Amedeo.pdf
    il messaggio di maria gabriella (che giustamente usa lo stemma da principessa reale):
    http://www.monarchia.it/attivitasvolte/20160918_tuscania/messaggio_Maria_Gabriella.pdf

    sempre in tema terremoto questo è il messaggio, a cui immagino sia seguito un aiuto in forma privata, del duca di savoia per il terremoto di amatrice:
    http://www.crocerealedisavoia.org/messaggio-alle-popolazioni-colpite-dal-sisma/

  9. Ale ha detto:

    lo riporto qui perché un pochino è pertinente col post. il riferimento è ai titoli nobiliari di Umberto II e dei capi della famiglia reale, quello di duca duca di savoia, forse il più importante dopo quello di re d’italia.
    quest’anno ricorrono infatti 600 anni da quando l’imperatore sigismondo nel 1416 ha concesso al conte di savoia amedeo VIII il titolo di duca.
    l’occasione l’archivio di stato di torino ha esposto per la prima volta al pubblico il documento imperiale con cui venne concesso il titolo.
    http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/Site/images/allegatinews/mostra%2019.pdf
    sono andato a vederlo il primo giorno di visite e devo ammettere che è stato veramente emozionante trovarsi davanti a questo pezzo di storia, dopotutto non è solo la storia della famiglia reale ma anche quella dei piemontesi, valdostani, savoiardi e dell’italia.
    inoltre alla biblioteca nazionale di torino è stata allestita una mostra in cui sono esposti libri, stampe e disegni sul ducato di savoia, una vera chicca per gli appassionati. la mostra è stata inaugurata dalla principessa maria pia che ha anche partecipato ai tre giorni di convegno che la regione Piemonte ha organizzato a palazzo lascaris per analizzare la storia del ducato di savoia (1416-1713)
    http://www.ansa.it/pressrelease/piemonte/2016/10/19/un-convegno-e-due-mostre-per-celebrare-i-600-anni-del-ducato-di-savoia_36c2402a-04c9-455b-8cc6-9aeb77686d7d.html

    • laura ha detto:

      Mi pare che in Piemonte le principesse Savoia vengono in genere invitate ad inaugurare o comunque ad essere presenti a mostre e attività culturali varie. Meno comune vederle coinvolte in attività culturali nel resto della penisola. Non ricordo però di avere visto nello stesso ruolo il fratello VE. Chissà perché !!!!

      • Ale ha detto:

        Perché è impresentabile 😀
        Scherzi a parte si vede più che altro maria Gabriella, a me lei aveva spiegato che viene spesso a Torino perché ha diversi amici e perché comunque non è molto distante da Ginevra dove vive.
        V.E. è venuto quando è venuto il papa per la sindone… l’hanno messo in fondo al duomo dietro le suore.
        Nel 2005-6 per l’inaugurazione della reggia di venaria restaurata i politici per non schierarsi avevano invitato sia lui che Amedeo e Aimone. Tutti presenti ma non so se si siano salutati.
        Mentre nel 2006 per l’inumazione a superga dell’ultimo duca di Genova nelle tombe reali c’era solo Amedeo e famiglia con Maria Gabriella, un figlio di Maria Pia e Isabella di Savoia-Genova con famiglia. Vittorio era in galera e la consulta aveva appena chiesto ad Amedeo di reclamare la sua posizione di Capo della Casa. A quanto pare marina Doria ha litigato pesantemente col figlio perché voleva che andasse (non invitato) a rappresentare suo padre, ma lui non ne ha voluto sapere. Di fatto grazie alla sua assenza non ci sono stati imbarazzi e l’intera famiglia durante alla funzione ha dato, davanti alla nobiltà piemontese e italiana presente, ad Amedeo la precedenza spettante al Capo della Casa.

  10. Luthien ha detto:

    Ci sto!
    @ALE, volevo segnalare un libro a te ( ma forse lo conosci già) e a tutti gli appassionati di storia sabauda.
    Ieri, mi sono presa una mattinata di liberà e ho fatto capolino in uno dei miei luoghi preferiti : la libreria e ho trovato un libro interessante:” La dinastia delle donne. Principesse e Regine di Casa Savoia” di Emiliano Procucci.
    L’ho sfogliato ed ho notato che L’ultimo medaglione riguarda la Regina Giovanna, con una bella intervista di una giornalista bulgara con tante notizie che non conoscevo!
    Luthien

  11. Ale ha detto:

    @dora @michele ci sto pure io 😉
    @luthien credo di aver letto qualcosa su quel libro ma non l’ho ancora trovato in una libreria, nel caso lo cercherò su Amazon. Di Giovanna non so tantissimo, grazie della dritta 😉

  12. Ale ha detto:

    per la serie tesori d’Italia più o meno nascosti il treno reale degli anni ’20 e ’30 esiste ancora oggi, nascosto sotto il nome di treno presidenziale. dal ’46 in avanti il prezioso treno che sembra quasi un quirinale su ruote è stato riutilizzato dai presidenti che ovviamente hanno fatto sparire tutti gli stemmi della real casa e ogni riferimento sabaudo nei soffitti e nelle decorazioni dei vagoni.
    il treno reale veniva usato dalla famiglia reale e dai sovrani per le visite di stato e per girare l’italia, negli spostamenti tra le varie residenze e nelle visite ufficiali.
    ne parla anche la principessa maria gabriella nel suo libro “vita di corte in casa savoia”, mettendo anche foto degli interni. il treno inoltre serviva anche per la vita diplomatica del paese, nel 1930 v.e. III lo inviò a bruxelles per portare a roma maria josè e la famiglia reale belga per le nozze con Umberto, mentre durante la seconda guerra mondiale se non ricordo male venne usato anche come piccolo ospedale su rotaia.
    https://www.youtube.com/watch?v=b6lkrFU6OYs&feature=youtu.be
    http://www.ferrovieitaliane.net/il-treno-reale/
    https://www.flickr.com/photos/ferroviedellostato/17287853281
    http://idiitalia.com/un-treno-molto-speciale/
    http://www.museopietrarsa.it/mpie/Il-Museo/Multimedia-Gallery/Foto/Foto4-galleria-Pietrarsa

  13. Ale ha detto:

    il 18 marzo ricorreva l’anniversario di morte di re Umberto. L’UMI ha voluto ricordare la figura di questo amato sovrano a roma con un convegno a lui dedicato e con una messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, che possiamo un po’ definire come la basilica ufficiale dello stato italiano (sia durante il regno che durante la repubblica vi si sono svolte cerimonie religiose legate al nostro stato).
    per casa savoia era presente la principessa mafalda in rappresentanza del padre.
    qui il resoconto della giornata, non mancano naturalmente parole sull’articolo 139 della costituzione e sul rientro delle salme dei sovrani ancora in esilio
    http://www.unionemonarchica.it/attivitasvolte_20170318_roma.html
    qui il messaggio ufficiale di saluto mandato da amedeo
    http://www.crocerealedisavoia.org/messaggio-di-s-a-r-principe-amedeo-di-savoia-del-18-marzo-2017/
    http://www.unionemonarchica.it/attivitasvolte/20170318_roma/messaggio_18032017.pdf

    leggendo il messaggio del duca ci si rende conto di come abbia ben presente la situazione molto delicata che sta vivendo il nostro paese. mi è piaciuta molto la frase “Io, mio figlio Aimone, mio nipote Umberto siamo e saremo sempre al servizio della libera volontà degli Italiani” con la quale praticamente ha ribadito la linea di successione diretta. e mi fa piacere che per la prima volta sia stato nominato anche il piccolo principe di Piemonte Umberto.

  14. Ale ha detto:

    Il messaggio di Umberto II per il primo anniversario della festa della liberazione (istituita con un suo decreto) il 25 aprile 1946:
    http://www.reumberto.it/25-4.htm

  15. EmanuelaCarolina ha detto:

    Grazie mille Ale per aver postato un Documento Legislativo Regale da parte di Re Umberto II! BUON 25 Aprile a tutti! BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE!

  16. luka ha detto:

    Trecentosessantacinque giorni dopo quei disperati e diffici giorni re Umberto, in poche righe, aveva chiarimento espresso un semplice e “condiviso” concetto: insieme si può andare avanti nonostante tutto.

    Ecco, dopo ben settantadue anni non abbiamo nemmeno un unico e condiviso concetto di Liberazione: oramai il prossimo anno mi aspetto la festa della LIPU (senza offese e senza giudizio) ovvero “liberazione degli uccelli dalle gabbie”!

    Sono proprio rammaricato per tutto questo.

  17. laura ha detto:

    Interessante questa notizia sulla petizione per il riconoscimento ufficiale della casa reale portoghese. A quanto pare Duarte di Braganza viene normalmente invitato ai ricevimenti offerti dallo stato in occasione di visite di capi di stato stranieri (e mi pare che infatti era presente al ricevimento per la visita di re Felipe). Inoltre pare che assolva anche a funzioni rappresentative non ufficiali all’etero. Adesso si pensa di ufficializzare il tutto.
    Insieme a quello che avviene già in Serbia e Romania ma anche in diverse repubbliche in Africa ecco una altro esempio di monarchi che agiscono tranquillamente nelle repubbliche. Anni luce dalla situazioni italiana.

    https://omantodorei.wordpress.com/2017/03/15/amendment-to-the-protocol-of-state-to-include-the-portuguese-royal-house-will-be-discussed-in-parliament/

    • Ale ha detto:

      Interessante, non sapevo che anche in Portogallo i braganza fossero così attivi. Personalmente spero che tutte queste iniziative in vari paesi siano l’anticamera per il ritorno sul trono, mi piacerebbe vedere rinascere qualche monarchia parlamentare

    • Michele ha detto:

      Da prendere esempio da questi paesi!! Spero anche io che tutto questo possa far si in una rinascita di qualche monarchia sarebbe davvero molto bello 🙂

    • Dora ha detto:

      @laura
      credo che finchè esisteranno i due rami savoia la situazione italiana non cambierà. e dopo ne avranno di lavoro da fare per rifarsi l’immagine

      • Ale ha detto:

        Credo anch’io che sia come dice @dora

        • milady ha detto:

          ma come si può pensare a funzioni semi ufficiali a personaggi da jet set e talk show come il pistolero VE e il principe canterino ballerino imitatore en travesti di Dalida Emanuele Filiberto? Che è anche simpatico, per carità, ma, temporaneamente abbandonate le velleità da showman ora si è riciclato in ristoratore ambulante, come i venditori di porchetta a Roma ma con il mezzo decorato col blasone? Povero re Umberto, così dignitoso, così regale!

  18. EmanuelaCarolina ha detto:

    Non è il post adatto, ma voglio a tutti quanti gli utenti e alla Padrona di Casa di Altezza Reale: BUONA FESTA DEL LAVORO! BUON 1 Maggio 2017! 1 Augurio Grande a chi lo sta cercando! Scusate l’intromissione! Buonanotte!

  19. laura ha detto:

    Non mi pare realistico pensare che tornino delle monarchie in Europa e credo che non sia nemmeno desiderabile. Una funzione delle famiglie storiche in ambito rappresentativo o culturale mi pare la soluzione migliore per tutti. Naturalmente per essere rappresentativi o agire in campo culturale bisogna essere all’altezza e magari non tutti lo sono nonostante possano essere chiamati altezza !

    • Ale ha detto:

      Mah questo non so, le forme di governo non sono mai immortali. In Spagna la monarchia è tornata. In altri paesi non è tornata per ingerenze di potenze straniere.
      Personalmente la ritengo, se parlamentare, un’ottima forma di governo, attuale e in alcuni casi più moderna di certe repubbliche. Non mi sembra che le monarchie attuali in Europa siano peggio delle repubbliche. Ovviamente non voglio un sovrano che faccia politica e che governi, non sono né reazionario né nostalgico.
      I sovrani europei, tranne alcuni piccoli casi (Monaco e Liechtenstein), sono rappresentanza e cultura nazionale, simboli del paese, di unità e esempi.
      Poi bisogna vedere la storia dei singoli paesi ecc., ognuno fa caso a sé.
      L’inserimento di queste famiglie reali negli ordinamenti repubblicani, se non finalizzati a ritorno sul trono, mi sembrano assurdi, come tenere i piedi in due scarpe. Oltre a sembrare come nel caso della Romania un modo di sopravvivere della repubblica. Non so mi sembra che si voglia avere i benefici senza avere gli oneri, che in questo caso sarebbe la perdita di potere (ammesso che il capo di stato ne abbia) da parte dei politici. Un po’ come il governo inglese che vuole tenersi solo le cose positive dell’UE senza farne più parte.

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