Umberto II settanta anni dopo: Amedeo di Savoia ricorda “il re signore”

Umberto II settanta anni dopo: Amedeo di Savoia ricorda “il re signore”

Umberto-IIIl 9 maggio 1946 Umberto II diventa sovrano di un Paese distrutto dalla guerra e in procinto di scegliere la propria forma di governo. Salito al trono in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, Umberto II regna per soli 36 giorni e poi, dopo il referendum monarchia-repubblica, sceglie di andarsene per evitare una crisi istituzionale. Settanta anni dopo ecco il ricordo del principe Amedeo d’Aosta raccolto da Alessandro Sala in esclusiva per AltezzaReale.com.

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Umberto II ancora principe di Piemonte, con il padre Vittorio Emanuele III e Amedeo terzo duca d’Aosta

“Il Re era una persona estremamente semplice, pacata, di idee chiare e molto simile ai sovrani delle attuali monarchie. In lui si poteva scorgere il senso mistico di Carlo Alberto e anche dalla lontana Cascais dimostrava abilità di giudizio sulle faccende italiane”. Amedeo di Savoia parla sempre con grande emozione dello zio Umberto II a cui era molto legato e non può fare a meno di rilevare che “purtroppo il sistema repubblicano ha scelto la discontinuità con la monarchia, rinunciando a una serie di valori che hanno fatto la storia d’Italia”. “Ne ho avuto un chiaro esempio – prosegue il principe – quando a Monza venne ricordato il centenario dell’assassinio di Umberto I. Ero presente, ricordo i balconi e le vetrine dei negozi con il tricolore, era tutto molto patriottico. Il sindaco, che non credo fosse monarchico, chiese a Roma se il presidente Ciampi gradiva mandare una corona di fiori. Il Quirinale rispose negativamente facendo notare che il gesto era da sottolineare come un segno di discontinuità col passato regime. Per me fu una delusione, quasi come se la storia d’Italia iniziasse nel 1946 attribuendo al Re colpe non sue e che negli altri Paesi non vengono associate ai capi dello stato, siano essi sovrani o presidenti”. “L’ultimo sovrano e il suo operato dopo la guerra – osserva Amedeo di Savoia – sono stati descritti con esagerazioni e punti di vista faziosi. Negli anni in cui re Umberto II era in esilio tuttavia giudizi positivi nei suoi confronti sono stati espressi dai tanti italiani che ha ricevuto a Cascais e anche da diversi protagonisti di quei giorni come Togliatti, Churchill e Eisenhower”.

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Umberto II, il re signore

Il quarto re d’Italia, quarantaquattresimo capo di una famiglia che ha regnato per 29 generazioni consecutive, era, ma pochi lo sanno, la persona più titolata al mondo con 137 predicati nobiliari, ma nonostante i titoli tutti quelli che hanno conosciuto e frequentato Umberto II sia in Italia che durante l’esilio portoghese parlano di lui soprattutto come di un “grande signore”.

Durante il regno di Vittorio Emanuele III la corte sabauda abbandona i fasti umbertini tipici della fine dell’800 diventando la seconda per importanza e prestigio in Europa, preceduta solo da quella britannica. La monarchia italiana fino al 1940 mantiene inalterata la propria pompa regale fatta di rigida etichetta, carrozze scortate dai corazzieri a cavallo, discorsi della corona al parlamento, gioielli, uniformi, manti di corte, cifre reali e molto altro ancora. Nelle residenze reali sparse per l’Italia inoltre i principi del sangue, dei rami Aosta e Genova, svolgono i loro doveri di rappresentanza in nome del sovrano in numerosi impegni istituzionali. In questo periodo dorato il futuro Umberto II affascina le folle, riscuotendo successo in ogni impegno svolto e forse proprio per questo e per le sue idee contrarie al regime fascista il duce non solo lo fa seguire dalla polizia segreta ma gli concede poca visibilità sui media, con l’ordine tassativo di non riferirsi mai a lui come principe ereditario ma solo col titolo dinastico di principe di Piemonte.
La storia ufficiale descrive Umberto II come un erede passivo escluso dagli affari di stato, lontano dalle stanze dove si prendono decisioni, ma la realtà probabilmente è diversa. Mussolini rivela al suo biografo in una conversazione riservata quanto l’opinione pubblica si sbagli, il principe è un uomo moderno che si ritiene al servizio dello stato e non viceversa, conscio della reale situazione del Paese concludendo che “non vuole rappresentare un personaggio, intende esserlo”. Sono poi le parole dello stesso Umberto a spiegare il rapporto istituzionale con il padre re: “[..] quella era la rigida disciplina: i Savoia regnano uno alla volta, il re non ha figli né amici e non può essere niente altro che il re. Una regola quasi monastica che mio padre osservò per tutta la vita [..] non so se fu virtù o manchevolezza, ma è certo che ne ricavò soltanto antipatie, incomprensione, fama di uomo arido e gretto.” L’unica persona con cui Vittorio Emanuele III si confida è la moglie, la regina Elena. E sono sempre i racconti di Umberto II a far luce: “c’erano tre insormontabili barriere che mi vietavano le sue confidenze: io ero suddito, ufficiale, principe ereditario. [..] le cose che non voleva dirmi io le conoscevo ugualmente. Era mia madre che mi teneva al corrente delle vicende e dei più gravi problemi che assillavano il re. [..] ho il dubbio che fosse mio padre a ordinare che fossi informato così minutamente su tutto, ma per vie indirette, in modo che restassero inviolate le sue prerogative e invalicati i miei limiti.” Come principe ereditario Umberto era anche molto attivo presso il Vaticano e il Senato, vero argine al regime, in cui riuscì a far bocciare la legge voluta dal duce che avrebbe messo sul tricolore il fascio littorio accanto allo stemma sabaudo. Sono anni in cui agisce nell’ombra, tenendo contatti con diplomatici stranieri presso la Santa Sede e avallando con scarsi successi i tentavi di evitare l’entrata in guerra dell’Italia favorendo la caduta del regime. Stessa sorte nel 1942 subiscono quelli del duca d’Aosta Aimone che riceve mandato dal re di chiedere la pace separata agli Alleati, che però esigono la resa incondizionata per fiaccare l’Italia.

Umberto II, ultimo re d’Italia

Il ruolo pubblico di Umberto cresce nell’autunno del ’43 durante la cobelligeranza con i nuovi alleati, che lo vorrebbero sul trono al posto del padre. In quei mesi drammatici il principe di Piemonte si impegna in prima persona per riabilitare la figura del soldato italiano lavorando giorno e notte, feste comprese, e rischiando anche la vita come accade il 20 novembre durante un’ispezione ad Aversa in cui rimane esposto a un mitragliamento aereo. A lui infatti si deve la riorganizzazione del Regio Esercito nelle province del Sud che tra le diffidenze degli Alleati viene impiegato per la cacciata dei tedeschi, conquistando poi, con azioni eroiche, il rispetto delle truppe cobelligeranti. In un rapporto americano il generale Mark Klarc descrive il comportamento di Umberto segnalando che il principe italiano è pronto a morire in battaglia. Uno degli episodi più famosi di quel periodo riguarda la conquista di Montelungo sul fronte del Volturno, dove gli americani necessitano di un ufficiale italiano che sorvoli la zona per effettuare una ricognizione insieme a un loro pilota. Umberto riesce a far valere la sua anzianità e per mezz’ora sorvola le postazioni tedesche che sparano sul velivolo senza sosta prendendo nota di tutto, carri e nidi di mitragliatrici compresi. Tornato a terra tra l’entusiasmo degli ufficiali italiani il generale Walker lo propone per la Silver Star, che però non riceverà mai per la contrarietà della Casa Bianca.
Negli stessi mesi tornano in vita i partiti politici che, come riportano i rapporti degli agenti statunitensi, pensano fin da subito ad attuare vendette e conquistare potere. La lotta politica è poi acutizzata dagli interessi di parte di Unione Sovietica, U.S.A e Regno Unito che hanno veri e propri scontri diplomatici sulle sorti dell’Italia. In questo clima il 12 giugno 1944 Vittorio Emanuele III decide di farsi da parte nominando il figlio Luogotenente del regno trasferendogli i poteri di capo di stato, di fatto si tratta di una abdicazione informale. Rientrato a Roma Umberto dopo aver incontrato il Papa si installa al Quirinale nell’appartamento di suo nonno e cerca come può di amministrare le province liberate. Tutti i giorni vive secondo il suo motto “l’Italia innanzitutto” e rivela “non so come trattare la gente, specialmente quando è avversa alla monarchia. Se sono troppo affabile può sembrare che voglia raccogliere adesioni e simpatie, se sono troppo rigido che sia orgoglioso”.

A Cruise on the Agamemnon

Umberto II con i cugini-colleghi durante la famosa crociera dei re, Paolo di Grecia, la regina Frederika, l’ex re Michele di Romania, Giuliana dei Paesi Bassi e Maria Josè

Alle sette del mattino è in piedi e al lavoro, concede udienze, apre il palazzo ai bambini mutilati e ai rifugiati dei bombardamenti, ogni giorno sale su un aereo per raggiungere il corpo italiano di liberazione, visita le zone appena riprese ai tedeschi, incontra i partigiani, anche quelli comunisti che gli mettono i fazzoletti rossi al collo. Serietà, costanza, regale spirito sopra le parti gli vengono riconosciuti dagli Alleati e dagli implacabili nemici repubblicani, che in ogni modo comunque cercano di screditarlo. Con i decreti luogotenenziali Umberto abolisce la pena di morte, concede il voto alle donne e pone le basi per le autonomie locali di Sicilia e Valle d’Aosta, mentre nel 1946 istituisce il 25 aprile come festa della liberazione. Cerca in ogni modo di riportare il Paese alla normalità e alla democrazia, e per evitare una seconda guerra civile decide di non opporsi alle forzature del governo attuate dopo il referendum istituzionale e parte sacrificando se stesso per l’esilio pur di non spargere altro sangue italiano. Anche dal Portogallo la sua dignità non viene meno affrontando da signore i soprusi di cui è vittima da parte dei politici italiani e attraverso il nipote Amedeo e il ministro della Real Casa Falcone Lucifero è sempre partecipe alle gioie e alle tragedie del suo popolo. Negli anni ’50 nella provincia di Bolzano Umberto II fonda un circolo culturale dedicato a migliorare la convivenza della cultura bilingue dell’Alto-Adige, e la sua voce è una delle poche che per diverse volte si alza in difesa della zona B di Trieste e dell’Istria cedute dai governi italiani alla Jugoslavia di Tito senza alcuna contropartita territoriale e rispetto delle popolazioni locali.

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Umberto II con Giuliana dei Paesi Bassi

La sua morte il 18 marzo 1983 viene totalmente ignorata dalla repubblica, ma nonostante tutto ai funerali ad Altacomba giungono 10.000 italiani da ogni parte della penisola e a dimostrazione del prestigio di questo re signore vi partecipano Juan Carlos e Sofia di Spagna, Baldovino e Fabiola del Belgio, i granduchi di Lussemburgo e i principi di Liechtenstein, Ranieri di Monaco col figlio Alberto, il duca di Kent in rappresentanza di Elisabetta II, gli ex sovrani di Bulgaria, Grecia e Romania, membri delle case di Baviera, Austria e Francia e un nunzio apostolico in rappresentanza del Papa. L’unica manifestazione di cordoglio in patria avviene il 20 marzo quando i giocatori della Juventus, sua squadra del cuore, portano il lutto al braccio per volere di Gianni Agnelli nella partita contro il Pisa.
Il principe Michele di Grecia, discendente dei sovrani ellenici e famoso scrittore, descrive così l’ultimo re d’Italia: “[..] aveva tutte le qualità richieste da un monarca di prestigio. Di bell’aspetto, dotato di gran classe ed eleganza, colto, amabile e pieno di fascino, sarebbe stato il migliore rappresentante della monarchia italiana se la sorte non avesse voluto che il suo regno durasse poco più di un mese, impedendogli così di esprime le sue qualità”.

Alessandro Sala

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Umberto II con Amedeo di Savoia quinto duca d’Aosta e Claudia d’Orléans

Grazie come sempre al nostro Alessandro Sala per avere raccolto che dichiarazioni del principe Amedeo di Savoia e per il suo lungo articolo su Umberto II. Chi volesse approfondire ulteriormente può leggere anche il post di Alessandro sulla giovinezza del futuro sovrano; si tratta di un lavoro molto interessante che ha il record di commenti del blog (più di 900) e poiché spesso si tratta di interventi molto interessanti stiamo pensando di trasformali in un nuovo post.

Infine piccola news televisiva, l’amico e collega Roberto Olla, da poco in forze al TG 5, ha realizzato uno speciale dal titolo “Rivoluzione Italiana” che andrà in onda su Canale 5 domenica 29 maggio (alle 23 circa) nel quale narra i fatti convulsi di un tredici mesi di storia italiana. “Nel giro di un anno e un mese – spiega Olla – gli italiani hanno fatto un’insurrezione generale, hanno ucciso il dittatore, hanno mandato in esilio il re, hanno abolito la monarchia e hanno proclamato la repubblica”.

Sabato 11 giugno, all’interno del TG 5 delle 13, andrà in onda un altro servizio di Olla sulla partenza in esilio del re e di tutti i Savoia (tranne Hélène duchessa vedova d’Aosta che resta a Napoli), con un’intervista ad Amedeo di Savoia. In quel momento tutti i Savoia in esilio (solo successivamente la restrizione verrà limitata ai maschi del ramo
principale con l’aggiunta di Maria Josè, sino a che non diventa ‘regina vedova’) diventano, anche sul passaporto, ‘apolidi’, compreso il piccolo, italianissimo principe Amedeo.

Fonti delle citazioni del post:
– “Gioielli di Casa Savoia”, M.G. di Savoia e S. Papi, Electa
– “Parola di Re. Il diario segreto di Vittorio Emanuele, F. Perfetti, Le Lettere
– “Ritratti Sabaudi. Vizi e virtù di Casa Savoia”, D. Ramella, Ananke
– “Umberto II il re di maggio. Dalla monarchia alla repubblica”, L. Lami, Mursia

Il sito della fondazione dedicata a Umberto II e Maria Josè di Savoia –> http://www.fondazionesavoia.org/

 

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164 Commenti

  1. Chloe ha detto:

    @ale e @laura grazie davvero per tutti i vostri commenti e per i link, è sempre molto appassionante l’argomento ordini cavallereschi e onorificenze 🙂

    @ale, sì le due foto che hai postato di Umberto II in cui indossa il collare della Royal Victorian Chain sono del 1955, e come avevi individuato tu si riferiscono a uno degli eventi legati al matrimonio di Maria Pia e Alessandro di Jugoslavia, precisamente a uno dei due ricevimenti che precedettero le nozze, quello all’Hotel Palacio Estoril.
    Abbiamo anche questa immagine relativa a quell’evento, purtroppo è sgranata e assolutamente non chiara, ma in questa si scorge la presenza in basso di una sesta placca oltre alle cinque che si vedevano nelle altre due foto.
    https://guruwearsprada.files.wordpress.com/2012/05/15.jpg

    E qui altre immagini di quel ricevimento:
    http://www.angelfire.com/realm3/casasavoia/seven.html

    • Ale ha detto:

      piano piano dalle foto sto raccogliendo tutti gli ordini cavallereschi di cui era insignito Umberto … presto sarà un commento 😉
      ecco ci avevo visto giusto, non ricordavo proprio quale fosse dei ricevimenti ma mi sembrava che fosse correlato alle nozze di mari pia.
      su un libro forse ho un’immagine migliore di quella linkata, andrò a controllare 🙂
      grazie come sempre dei link!

  2. Chloe ha detto:

    Qui il link alla puntata integrale dello speciale del TG5 “70 anni fa la nostra Italia” a cura di Roberto Olla andato in onda la sera del 29 maggio, che @Marina aveva annunciato alla fine del post:

    http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full_speciale/speciale-tg5-70-anni-fa-la-nostra-italia_622942.html

    Non sono riuscita a vederlo in diretta, ma appena ho un po’ di tempo lo guarderò con calma.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      stavo per mandarti un messaggio chiedendoti se lo avevi trovato… ed eccoti qua. grazieeeee

    • Michele ha detto:

      Oh grazie @chloe me lo sono perso !! Ed ora me lo guarderò 🙂

    • Ale ha detto:

      @chloe grazie per il link, sapevo che l’avresti messo 😉 io l’ho visto in diretta. a me non è dispiaciuto, l’ho trovato molto equilibrato anche se su certi aspetti non ha calcato troppo, però credo abbia descritto molto bene l’italia del ’46. e amedeo secondo me dice delle cose abbastanza forti.
      aspetto le vostre considerazioni 😉

      ps. da notare che nelle immagini delle città liberate ci sono quasi solo bandiere del regno con lo stemma, anche sventolate dai partigiani (che solo da qualche anno stanno iniziando a dire che non erano tutti rossi).

  3. Ale ha detto:

    https://www.youtube.com/watch?v=byoFrOKjWVs

    ho ritrovato il video dell’ultima inaugurazione di legislatura, 1939. al di là della retorica fascita è il video che rende meglio l’idea su cos’era il discorso della corona in italia, il rito rimase uguale per tutti gli anni di regno con il discorso scritto dal governo come in UK. carrozze, uniformi, corazzieri a cavallo, tutti i principi reali con consorti, gioielli e uniformi di corte con cifre reali … insomma tanta pompa.

  4. Dinora ha detto:

    Il Re Umberto è stato una persona integerrima,un gran signore, colto e con grande amore verso il suo paese. Ho nella mente i ricordi di mia madre diciottenne che lo vide diverse volte durante le visite ufficiali che svolgeva quando era Principe ereditario. Ovviamente ne era affascinata anche per la sua bellezza ma le piaceva perché ” era una persona molto distinta, affabile e disponibile”. Quando si parlava del periodo bellico e del dopo guerra mi diceva sempre che “Lui sarebbe stato un grande Re per noi e avrebbe fatto sicuramente del bene perché era una persona corretta!! Peccato che non sia diventato prima Re!!” Ho messo le maiuscole perchè lei lo sottolineava sempre.
    Si lui sarebbe stato un grande Re! Il dopo…….!
    Anni fa io e mio marito di ritorno dalla Francia ci recammo ad Altacomba. Sapendo che saremmo andati, presi da casa un piccolo sacchettino con un po’ di terra del nostro giardino. La versai nel vaso vicino alla sua tomba e fra i rami nascosi una immagine della Madonna del Piratelllo di Imola.
    Un omaggio per il nostro Re!

    • maria paola ha detto:

      @Dinora, penso anch’io che un Umberto sarebbe stato un grande re, ma il suo erede… che disastro!! dopo di lui avrei voluto come regina Maria Pia, la sua primogenita.

  5. Giorgio Marchionni ha detto:

    Anch’io sono stato alcune volte ad Altacomba , per portare un saluto a tutti i Re Sabaudi e in particolar modo a S.M.Umberto II, vittima di un dopoguerra legato a motivi più economici che politici.Queste visite mi danno la forza e il coraggio per proseguire ad educare figli e nipoti con valori intramontabili e non a vuote esibizioni di tablet e ciarpami vari.

  6. annarita ha detto:

    Mio padre aveva conosciuto Umberto prima della guerra e in seguito andò per motivi di lavoro in Portogallo. Qui decise di andare a villa Italia per salutare il re, recandogli come dono delle foto del parco di San Rossore. Fu ricevuto con molta disponibilità e,quando Umberto vide le foto si commosse perchè ricordavano momenti molto belli della sua infanzia e gioventù.Al momento del congedo pregò mio padre di salutare un vecchio pescatore perchè era lui che gli aveva insegnato a nuotare nella marina del Gombro.

    • tody ha detto:

      La spiaggia del Gombo già stabilimento privato, fu acquistato a metà degli anni sessanta dell’ottocento da Vittorio Emanuele II insieme alla tenuta. Divenne la residenza estiva dei Savoia sopratutto sotto il regno di Vittorio Emanuele III, vi trascorrevano i mesi sa giugno a ottobre, avevano uno chalet sul mare, appunto al gombo, ed una villa nell’interno vera e propria residenza. A testimonianza della residenza dei Reali nella mia città, sul sito del parco di san rossore ci sono ancora le foto di Vittorio Emanuele III ed Elena con i figli sulla spiaggia.
      La regina amava pescare a quanto ho sentito raccontare poi lasciava il pescato per le mense dei poveri od i bisognosi in genere. La mia città non ama ricordarli e non ne fa mistero, nonostante si possano trovare molte foto testimonianti il loro passaggio, ed anche filmati. Immagino che i sovrani amassero San Rossore perchè è un luogo isolato, la residenza si trova nel bosco dieci minuti di macchina dal centro. Lo chalet fu fatto saltare nel 1944 dai tedeschi in ritirata. All’ancora al Gombo vi era il Savoia o Yelena, insomma lo yact dei sovrani sparì dopo l’otto settembre nessuno lo vide più. Come i sovrani che non fecero mai ritorno per l’avvento della repubblica. Oggi la tenuta è un parco regionale la spiaggia è interdetta da terra e dal mare tranne per il bagno dei dipendenti la cui fruibilità è regolamentata come riportato sul sito del parco, anche se oggi stanno cercando di aprirsi un po’ di più.

  7. Chloe ha detto:

    Visto in diretta ed è già on line 🙂
    Ecco il servizio di Roberto Olla, lo speciale storia all’interno dell’edizione odierna del TG5 delle 13, con l’intervista ad Amedeo di Savoia duca d’Aosta al Vittoriale degli Italiani:

    http://www.video.mediaset.it/video/tg5/storia/il-duca-d-aosta-aimone_626015.html

  8. Ale ha detto:

    alla fine del post @marina annunciava che nel tg5 di oggi delle 13 Olla avrebbe intervistato amedeo di savoia. breve (come tutti i servizi di tg) ma non banale, buona visione 😉

    http://www.video.mediaset.it/video/tg5/storia/626015/il-duca-d-aosta-aimone.html

  9. Ale ha detto:

    e a proposito della signorilità di amedeo citata sotto l’altro post.. proprio quando sono state girate le interviste di Olla che abbiamo linkato qui, il duca ha regalato al vittoriale la sua collezione di modellini di navi da guerra, quelle comandate dal padre aimone, che aveva già dato in prestito dal 2002.

    http://www.vittoriale.it/nave-puglia

    • laura ha detto:

      Solo oggi ho potuto vedere il video dell’intervista : molto interessante ma perché questa pessima abitudine di mettere delle musiche (cosiddette di sottofondo) che in realtà sono così alte che quasi coprono le parole dell’intervistato ?

  10. Ale ha detto:

    l’avevo promesso a @laura tempo fa. dalle foto e da quello che si trova nel web ho fatto un elenco degli ordini cavallereschi di cui era stato insignito Umberto II, su Wikipedia non è completo. naturalmente non inserisco quelle onorificenze che il re dopo la guerra non usò più perché legate al fascismo (quello dell’aquila romana o quelli albanesi) o alla repubblica (gran maestro dell’ordine dei cavalieri del lavoro):
    – Gran maestro dell’ordine supremo della Santissima Annunziata
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_supremo_della_Santissima_Annunziata
    – Gran maestro dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dei_Santi_Maurizio_e_Lazzaro
    – Gran Maestro e Commendatore dell’Ordine militare di Savoia (che si è poi trasformato nell’odierno ordine militare d’italia togliendo la croce sabauda dalla medaglia)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_militare_di_Savoia
    – Gran maestro dell’ordine della Corona d’Italia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_della_Corona_d%27Italia
    – Gran maestro dell’Ordine civile di Savoia https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_civile_di_Savoia
    – Gran Maestro e Cavaliere di gran croce dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_coloniale_della_Stella_d%27Italia

    quelli stranieri:
    – Royal Victorian Chain (Regno Unito)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Royal_Victorian_Chain
    – Balì cavaliere di gran croce di onore e devozione del Sovrano militare ospedaliero ordine di Malta
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sovrano_militare_ordine_di_Malta
    – Collare pro merito melitensi
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_pro_merito_melitensi
    – Cavaliere di gran croce dell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_equestre_del_Santo_Sepolcro_di_Gerusalemme
    – Cavaliere dell’Ordine Supremo del Cristo (Santa Sede)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_supremo_del_Cristo
    – Cavaliere Gran balì di giustizia del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio (quello delle due Sicilie ma non ne sono certo al 100%)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_costantiniano_di_San_Giorgio
    – Cavaliere dell’ordine del Toson d’oro (ramo spagnolo)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_del_Toson_d%27oro
    – Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Carlo III (Spagna)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Carlo_III
    – Cavaliere dell’ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dei_Serafini
    – Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dell%27Elefante
    – Cavaliere dell’ordine dell’Aquila nera (casa imperiale di germania)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dell%27Aquila_nera
    – Cavaliere di gran croce dell’Ordine reale norvegese di Sant’Olav (Regno di Norvegia)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_reale_norvegese_di_Sant%27Olav
    – Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Carol I (casa reale di Romania)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Carol_I
    – Ordine di Michele il Coraggioso di 1ª classe (regno di Romania)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Michele_il_Coraggioso
    – Gran collare dell’Ordine dell’Aquila di Georgia e della Tunica senza cuciture di Nostro Signore Gesù Cristo (Casa Bagrationi – Georgia)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dell%27Aquila_di_Georgia_e_della_Tunica_di_Nostro_Signore_Ges%C3%B9_Cristo
    – Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Leopoldo
    – Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Salvatore (casa reale di Grecia)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_del_Salvatore
    – Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella dei Karađorđević (casa reale di Serbia)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_della_Stella_dei_Kara%C4%91or%C4%91evi%C4%87
    – Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Immacolata Concezione di Vila Viçosa (casa reale di Portogallo)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dell%27Immacolata_Concezione_di_Vila_Vi%C3%A7osa
    – gran collare Ordine della Torre e della spada (Portogallo)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_della_Torre_e_della_spada
    – Cavaliere di Gran Croce con Collare dell’Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (casa reale di Bulgaria)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dei_Santi_Cirillo_e_Metodio
    – Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone dell’Ordine Imperiale della Rosa (Casa Imperiale del Brasile)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_della_Rosa

    poi ce n’è ancora uno che non sono riuscito ad identificare da una foto. inoltre no ho trovato foto o fonti ma credo sia probabile che il re avesse anche l’ordine di sant’andrea concesso dai pretendenti romanov.

  11. EmanuelaCarolina ha detto:

    Complimenti ad Ale! io mi ci perdo con tutti sti ordini cavallereschi! Au revoir!

  12. annarita ha detto:

    Solo tu, grande Ale, potevi darci tutte queste informazioni. Sei veramente unico.

  13. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Ale…grazie!!!! solo adesso ho finito di guardare tutti i link che hai postato…me li sono gustati un po’ alla volta per capirli e non fare confusione…come al solito , superi te stesso…sono tutte bellissime! io poi, in particolare adoro gli smalti…ma erano in oro o come le medaglie olimpiche in qualcosa di simile?
    .Alcune quelle italiane ricordano molto anche quelle che portano gli ufficiali sulle divise …è possibile che sia così? leggo che molte sono state accettate anche dalla repubblica….sono le stesse o sono solo molto simili?

  14. Chloe ha detto:

    @ale … grazie … che meraviglia!!! Tra ricerca e passione, come sempre, hai già meritato ampiamente l’Annunziata 😉 😀

    Mi sono presa un po’ di tempo ieri sera per guardare tutti i tuoi link … una full immersion l’affascinante mondo degli ordini cavallereschi!
    @ale sì, hai ragione, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è quello delle Due Sicilie. Qui, scorrendo la pagina, si dice che Umberto ne fu insignito nel 1959 da Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie
    http://www.constantinian.org.uk/the-constantinian-orders-relationship-with-the-savoy-dynasty-of-italy/

  15. Chloe ha detto:

    … posso aggiungere un ordine di cui può essere che fosse stato insignito?
    Si tratta dell’Illustre Ordine della Casata Reale di Chakri (Siam-Thailandia).
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_della_Casata_reale_di_Chakri

    Non sarà una “fonte”, non so quanto possa essere attendibile … ma nella wiki inglese, scorrendo la pagine, è indicata la data del conferimento: 26 marzo 1933, da parte di re Prajadhipok (Rama VII)
    https://en.wikipedia.org/wiki/Order_of_the_Royal_House_of_Chakri

    C’è da dire che Rama VII venne a Roma però nel marzo del 1934, accolto proprio dal principe Umberto. Potrebbe essere stato forse insignito in quell’occasione? 1933 o 1934, è comunque possibile che ne fosse cavaliere …
    http://www.itnsource.com/shotlist/BHC_RTV/1934/03/19/BGX407190493/BGX407190493-0

    Invece, provando a curiosare un po’ nei meandri del web, ahimè non sono riuscita a trovare proprio nulla sugli eventuali ordini russi collegati a Umberto II (Sant’Andrea/Sant’ Aleksandr Nevskij/San Stanislao/Aquila Bianca/Sant’Anna…). Sul sito relativo all’ordine di Sant’Anna, non risulterebbe nell’elenco degli insigniti:
    http://www.saintanna.ru/?lang=eng&id=10

    … ehm … magari in qualche sito russo … in cirillico 😉 si potrebbe scovare qualcosa!

    • laura ha detto:

      Quando l’impero zarista finì Umberto aveva 14 anni e quindi è poco probabile che avesse avuto qualche onorificenza. Nella lista degli ordini stranieri di VE III, che pure era stato in Russia nel 1903, non ho trovato nessuna onorificenza russa (ma è un elenco di Wiki e può essere incompleto).
      Suppongo che l’Unione Sovietica non abbia mai elargito decorazioni alla famiglia reale italiana …

      • Ale ha detto:

        la mia ipotesi sull’ordine di sant’andrea massima onorificenza zarista deriva dal fatto che nel 1976 Umberto concesse la santissima annunziata e i correlati maurizio e lazzaro e corona d’italia al capo della casata Vladimir Kirillovič Romanov. quindi è probabile che il granduca ricambiò il favore.
        se è stato così comunque avvenne molti anni dopo la caduta dell’impero, l’ordine sopravvive ancora oggi come dinastico.
        l’unione sovietica cancellò le onorificenze zariste e la federazione russa nel 1998 lo ha rifondato distinguendolo da quello dinastico dei romanov, anche le insegne sono leggermente diverse.
        https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Sant%27Andrea_(Federazione_Russa)
        questo è quello dinastico, che i romanov hanno continuato a elargire anche dopo il 1917:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Sant%27Andrea

  16. laura ha detto:

    @Ale : grazie per avermi accontentato con questo lungo e ricco elenco che vedo solo oggi. Lo prendo anche come regalo visto che il 4 luglio è stato il mio compleanno. Nemmeno a farlo apposta la mattina del 4 mio marito mi ha fatto trovare sul tavolo, accanto ai regali, anche la fascia di “ordine del compleanno” creata da lui che aveva notato a Parma il nostro interesse sull’argomento.
    @Chloe naturalmente è riuscita a scovare anche un ulteriore possibile ordine thai.

    Come scrivevo nei commenti della prima pagina (intorno al numero 30 : ci sono anche i link), queste onorificenze vengono in genere scambiate in occasione di visite di stato e ricordavo quelle di VE III del 1902 in Russia, del 1913 in Svezia, del 1922 a Copenhagen. Non viene specificato se nel 1922 fosse presente anche Umberto ma in quell’anno Umberto riceve sia l’ordine dei serafini che quello dell’elefante. E’ possibile che VEIII fosse andato anche in Svezia ? o che gli ordini venissero dati per l’erede anche quando non presente alla visita ?
    Sappiamo che nel 1936 Umberto va sia in UK per il funerale di Giorgio V (ma a quanto pare aveva già dall’anno prima la Victoria Chain) che a Berlino per le Olimpiadi e in quella occasione gli viene data la gran croce dell’ordine dell’Aquila.
    Insomma credo questo sia un argomento interessante anche per capire come si muovevano le relazione tra i vari paesi e quali erano gli usi.
    In UK sono piuttosto avari nell’elargire onorificenze , almeno è così per Elisabetta, mentre in Svezia viene dato l’ordine dei Serafini ai piccoli duchi alla nascita (e consegnato al battesimo). Insomma usi diversi nei diversi paesi e quindi ancora più interessanti.
    Vedo che il principe Bagration che ha reintrodotto la onorificenza della Georgia negli anni Trenta viveva a Roma.

    • Ale ha detto:

      ahahahaha è un grande 😀 😀 😀 bellissima idea 😀 auguri in ritardo 😉

      per quanto riguarda il 1922 è possibile che gli ordini gli siano stati conferiti per dei viaggi fatti nei paesi ma di cui per ora non abbiamo trovato notizia, altrimenti sono semplicemente legati al raggiungimento dei 18 anni, età che nelle case reali in genere consideravano come di passaggio visto che segnava la fine della necessità di reggenza in caso di salita al trono. molti principi ereditari stranieri per esempio ricevettero in segno di amicizia l’annunziata al compimento di questa età. può darsi che per l’ordine dell’elefante e per quello dei serafini funzionasse uguale.
      l’ordine dell’aquila nera invece è prettamente dinastico della casa di germania. sei sicura che sia legata alle olimpiadi di berlino? bisogna tenere conto che Guglielmo II era uno dei padrini di battesimo di Umberto II, può darsi che sia semplicemente questa la causa della concessione dell’ordine.

      non sapevo invece del principe bragation a roma negli anni ’30. si può ipotizzare allora che la concessione a Umberto dell’ordine di famiglia sia legata a questo fatto.

      • laura ha detto:

        Ho letto della consegna in occasione delle Olimpiadi su Wiki in italiano. E’ una notizia segnata in rosso e senza fonte e quindi non so se attendibile.

  17. laura ha detto:

    Una curiosità : l’Ordine della Fenice esiste davvero !

    https://en.wikipedia.org/wiki/Order_of_the_Phoenix_(Greece)

  18. Marco ha detto:

    Mi scuso anticipatamente nel caso ne abbiate già parlato, ma ho letto che Emanuele Filiberto di Savoia gira la California su un furgone chiamato “Principe di Venezia” per vendere street food italiano: http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/07/06/foto/california_emanuele_filiberto_foodtruck_pasta-143548483/1/#1

    Io non ho parole.

    • milady ha detto:

      Che vergogna. Non bastava la moglie attricetta scollacciata, l imitazione en travesti di Dalida, Ballando con le stelle, il festival di Sanremo. Ormai la maggior parte dei royal si guadagna la vita lavorando, ma in modo dignitoso e lontano dai riflettori. Esemplare Aimone di Savoia, vero erede di Umberto II : una brillante carriera manageriale fin troppo lontana dai media.

      • marco ha detto:

        Povera Clotilde, diamo a Cesare quel che è di Cesare:
        Nata nell’Alta-Senna, figlia del barone Jean-Claude Courau, ingegnere, e della contessa Catherine du Pontavice, insegnante. La famiglia Courau ricevette il titolo baronale nel 1657, quando venne concesso a Guillame Courau, che aveva preso servizio alla corte del re di Francia Luigi XIV. Egli aveva prestato servizio nell’esercito regio e aveva dato degli ottimi servigi alla corona borbonica e fu per questo che il re gli conferì il titolo baronale.
        Da Wikipedia

        • milady ha detto:

          a beh se è per questo si fa chiamare anche princesse de Venise. Pietà, bruttina, pazienza, agé, e sempre in posa con gambetta in mostra e mano in tasca. Pietà.

    • Dora ha detto:

      stiamo cercando di farlo entrare nella damnatio memoriae 😉

    • Ale ha detto:

      l’avevo visto su facebook e essendo orripilato dal personaggio ho preferito ignorarlo del tutto

    • michele ha detto:

      Incommentabile…

    • Chloe ha detto:

      ………………..

  19. EmanuelaCarolina ha detto:

    Laura il 4 luglio e’ stato il tuo compleanno e domani, 8 luglio e’ il mio! AUGURONISSIMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII! E grazie di nuovo a Luka! au revoir!

  20. annarita ha detto:

    L’ho letto pure io su Chi, se Umberto tornasse n vita diventerebbe scarlatto dalla vergogna.

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