Umberto II settanta anni dopo: Amedeo di Savoia ricorda “il re signore”

Umberto II settanta anni dopo: Amedeo di Savoia ricorda “il re signore”

Umberto-IIIl 9 maggio 1946 Umberto II diventa sovrano di un Paese distrutto dalla guerra e in procinto di scegliere la propria forma di governo. Salito al trono in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, Umberto II regna per soli 36 giorni e poi, dopo il referendum monarchia-repubblica, sceglie di andarsene per evitare una crisi istituzionale. Settanta anni dopo ecco il ricordo del principe Amedeo d’Aosta raccolto da Alessandro Sala in esclusiva per AltezzaReale.com.

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Umberto II ancora principe di Piemonte, con il padre Vittorio Emanuele III e Amedeo terzo duca d’Aosta

“Il Re era una persona estremamente semplice, pacata, di idee chiare e molto simile ai sovrani delle attuali monarchie. In lui si poteva scorgere il senso mistico di Carlo Alberto e anche dalla lontana Cascais dimostrava abilità di giudizio sulle faccende italiane”. Amedeo di Savoia parla sempre con grande emozione dello zio Umberto II a cui era molto legato e non può fare a meno di rilevare che “purtroppo il sistema repubblicano ha scelto la discontinuità con la monarchia, rinunciando a una serie di valori che hanno fatto la storia d’Italia”. “Ne ho avuto un chiaro esempio – prosegue il principe – quando a Monza venne ricordato il centenario dell’assassinio di Umberto I. Ero presente, ricordo i balconi e le vetrine dei negozi con il tricolore, era tutto molto patriottico. Il sindaco, che non credo fosse monarchico, chiese a Roma se il presidente Ciampi gradiva mandare una corona di fiori. Il Quirinale rispose negativamente facendo notare che il gesto era da sottolineare come un segno di discontinuità col passato regime. Per me fu una delusione, quasi come se la storia d’Italia iniziasse nel 1946 attribuendo al Re colpe non sue e che negli altri Paesi non vengono associate ai capi dello stato, siano essi sovrani o presidenti”. “L’ultimo sovrano e il suo operato dopo la guerra – osserva Amedeo di Savoia – sono stati descritti con esagerazioni e punti di vista faziosi. Negli anni in cui re Umberto II era in esilio tuttavia giudizi positivi nei suoi confronti sono stati espressi dai tanti italiani che ha ricevuto a Cascais e anche da diversi protagonisti di quei giorni come Togliatti, Churchill e Eisenhower”.

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Umberto II, il re signore

Il quarto re d’Italia, quarantaquattresimo capo di una famiglia che ha regnato per 29 generazioni consecutive, era, ma pochi lo sanno, la persona più titolata al mondo con 137 predicati nobiliari, ma nonostante i titoli tutti quelli che hanno conosciuto e frequentato Umberto II sia in Italia che durante l’esilio portoghese parlano di lui soprattutto come di un “grande signore”.

Durante il regno di Vittorio Emanuele III la corte sabauda abbandona i fasti umbertini tipici della fine dell’800 diventando la seconda per importanza e prestigio in Europa, preceduta solo da quella britannica. La monarchia italiana fino al 1940 mantiene inalterata la propria pompa regale fatta di rigida etichetta, carrozze scortate dai corazzieri a cavallo, discorsi della corona al parlamento, gioielli, uniformi, manti di corte, cifre reali e molto altro ancora. Nelle residenze reali sparse per l’Italia inoltre i principi del sangue, dei rami Aosta e Genova, svolgono i loro doveri di rappresentanza in nome del sovrano in numerosi impegni istituzionali. In questo periodo dorato il futuro Umberto II affascina le folle, riscuotendo successo in ogni impegno svolto e forse proprio per questo e per le sue idee contrarie al regime fascista il duce non solo lo fa seguire dalla polizia segreta ma gli concede poca visibilità sui media, con l’ordine tassativo di non riferirsi mai a lui come principe ereditario ma solo col titolo dinastico di principe di Piemonte.
La storia ufficiale descrive Umberto II come un erede passivo escluso dagli affari di stato, lontano dalle stanze dove si prendono decisioni, ma la realtà probabilmente è diversa. Mussolini rivela al suo biografo in una conversazione riservata quanto l’opinione pubblica si sbagli, il principe è un uomo moderno che si ritiene al servizio dello stato e non viceversa, conscio della reale situazione del Paese concludendo che “non vuole rappresentare un personaggio, intende esserlo”. Sono poi le parole dello stesso Umberto a spiegare il rapporto istituzionale con il padre re: “[..] quella era la rigida disciplina: i Savoia regnano uno alla volta, il re non ha figli né amici e non può essere niente altro che il re. Una regola quasi monastica che mio padre osservò per tutta la vita [..] non so se fu virtù o manchevolezza, ma è certo che ne ricavò soltanto antipatie, incomprensione, fama di uomo arido e gretto.” L’unica persona con cui Vittorio Emanuele III si confida è la moglie, la regina Elena. E sono sempre i racconti di Umberto II a far luce: “c’erano tre insormontabili barriere che mi vietavano le sue confidenze: io ero suddito, ufficiale, principe ereditario. [..] le cose che non voleva dirmi io le conoscevo ugualmente. Era mia madre che mi teneva al corrente delle vicende e dei più gravi problemi che assillavano il re. [..] ho il dubbio che fosse mio padre a ordinare che fossi informato così minutamente su tutto, ma per vie indirette, in modo che restassero inviolate le sue prerogative e invalicati i miei limiti.” Come principe ereditario Umberto era anche molto attivo presso il Vaticano e il Senato, vero argine al regime, in cui riuscì a far bocciare la legge voluta dal duce che avrebbe messo sul tricolore il fascio littorio accanto allo stemma sabaudo. Sono anni in cui agisce nell’ombra, tenendo contatti con diplomatici stranieri presso la Santa Sede e avallando con scarsi successi i tentavi di evitare l’entrata in guerra dell’Italia favorendo la caduta del regime. Stessa sorte nel 1942 subiscono quelli del duca d’Aosta Aimone che riceve mandato dal re di chiedere la pace separata agli Alleati, che però esigono la resa incondizionata per fiaccare l’Italia.

Umberto II, ultimo re d’Italia

Il ruolo pubblico di Umberto cresce nell’autunno del ’43 durante la cobelligeranza con i nuovi alleati, che lo vorrebbero sul trono al posto del padre. In quei mesi drammatici il principe di Piemonte si impegna in prima persona per riabilitare la figura del soldato italiano lavorando giorno e notte, feste comprese, e rischiando anche la vita come accade il 20 novembre durante un’ispezione ad Aversa in cui rimane esposto a un mitragliamento aereo. A lui infatti si deve la riorganizzazione del Regio Esercito nelle province del Sud che tra le diffidenze degli Alleati viene impiegato per la cacciata dei tedeschi, conquistando poi, con azioni eroiche, il rispetto delle truppe cobelligeranti. In un rapporto americano il generale Mark Klarc descrive il comportamento di Umberto segnalando che il principe italiano è pronto a morire in battaglia. Uno degli episodi più famosi di quel periodo riguarda la conquista di Montelungo sul fronte del Volturno, dove gli americani necessitano di un ufficiale italiano che sorvoli la zona per effettuare una ricognizione insieme a un loro pilota. Umberto riesce a far valere la sua anzianità e per mezz’ora sorvola le postazioni tedesche che sparano sul velivolo senza sosta prendendo nota di tutto, carri e nidi di mitragliatrici compresi. Tornato a terra tra l’entusiasmo degli ufficiali italiani il generale Walker lo propone per la Silver Star, che però non riceverà mai per la contrarietà della Casa Bianca.
Negli stessi mesi tornano in vita i partiti politici che, come riportano i rapporti degli agenti statunitensi, pensano fin da subito ad attuare vendette e conquistare potere. La lotta politica è poi acutizzata dagli interessi di parte di Unione Sovietica, U.S.A e Regno Unito che hanno veri e propri scontri diplomatici sulle sorti dell’Italia. In questo clima il 12 giugno 1944 Vittorio Emanuele III decide di farsi da parte nominando il figlio Luogotenente del regno trasferendogli i poteri di capo di stato, di fatto si tratta di una abdicazione informale. Rientrato a Roma Umberto dopo aver incontrato il Papa si installa al Quirinale nell’appartamento di suo nonno e cerca come può di amministrare le province liberate. Tutti i giorni vive secondo il suo motto “l’Italia innanzitutto” e rivela “non so come trattare la gente, specialmente quando è avversa alla monarchia. Se sono troppo affabile può sembrare che voglia raccogliere adesioni e simpatie, se sono troppo rigido che sia orgoglioso”.

A Cruise on the Agamemnon

Umberto II con i cugini-colleghi durante la famosa crociera dei re, Paolo di Grecia, la regina Frederika, l’ex re Michele di Romania, Giuliana dei Paesi Bassi e Maria Josè

Alle sette del mattino è in piedi e al lavoro, concede udienze, apre il palazzo ai bambini mutilati e ai rifugiati dei bombardamenti, ogni giorno sale su un aereo per raggiungere il corpo italiano di liberazione, visita le zone appena riprese ai tedeschi, incontra i partigiani, anche quelli comunisti che gli mettono i fazzoletti rossi al collo. Serietà, costanza, regale spirito sopra le parti gli vengono riconosciuti dagli Alleati e dagli implacabili nemici repubblicani, che in ogni modo comunque cercano di screditarlo. Con i decreti luogotenenziali Umberto abolisce la pena di morte, concede il voto alle donne e pone le basi per le autonomie locali di Sicilia e Valle d’Aosta, mentre nel 1946 istituisce il 25 aprile come festa della liberazione. Cerca in ogni modo di riportare il Paese alla normalità e alla democrazia, e per evitare una seconda guerra civile decide di non opporsi alle forzature del governo attuate dopo il referendum istituzionale e parte sacrificando se stesso per l’esilio pur di non spargere altro sangue italiano. Anche dal Portogallo la sua dignità non viene meno affrontando da signore i soprusi di cui è vittima da parte dei politici italiani e attraverso il nipote Amedeo e il ministro della Real Casa Falcone Lucifero è sempre partecipe alle gioie e alle tragedie del suo popolo. Negli anni ’50 nella provincia di Bolzano Umberto II fonda un circolo culturale dedicato a migliorare la convivenza della cultura bilingue dell’Alto-Adige, e la sua voce è una delle poche che per diverse volte si alza in difesa della zona B di Trieste e dell’Istria cedute dai governi italiani alla Jugoslavia di Tito senza alcuna contropartita territoriale e rispetto delle popolazioni locali.

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Umberto II con Giuliana dei Paesi Bassi

La sua morte il 18 marzo 1983 viene totalmente ignorata dalla repubblica, ma nonostante tutto ai funerali ad Altacomba giungono 10.000 italiani da ogni parte della penisola e a dimostrazione del prestigio di questo re signore vi partecipano Juan Carlos e Sofia di Spagna, Baldovino e Fabiola del Belgio, i granduchi di Lussemburgo e i principi di Liechtenstein, Ranieri di Monaco col figlio Alberto, il duca di Kent in rappresentanza di Elisabetta II, gli ex sovrani di Bulgaria, Grecia e Romania, membri delle case di Baviera, Austria e Francia e un nunzio apostolico in rappresentanza del Papa. L’unica manifestazione di cordoglio in patria avviene il 20 marzo quando i giocatori della Juventus, sua squadra del cuore, portano il lutto al braccio per volere di Gianni Agnelli nella partita contro il Pisa.
Il principe Michele di Grecia, discendente dei sovrani ellenici e famoso scrittore, descrive così l’ultimo re d’Italia: “[..] aveva tutte le qualità richieste da un monarca di prestigio. Di bell’aspetto, dotato di gran classe ed eleganza, colto, amabile e pieno di fascino, sarebbe stato il migliore rappresentante della monarchia italiana se la sorte non avesse voluto che il suo regno durasse poco più di un mese, impedendogli così di esprime le sue qualità”.

Alessandro Sala

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Umberto II con Amedeo di Savoia quinto duca d’Aosta e Claudia d’Orléans

Grazie come sempre al nostro Alessandro Sala per avere raccolto che dichiarazioni del principe Amedeo di Savoia e per il suo lungo articolo su Umberto II. Chi volesse approfondire ulteriormente può leggere anche il post di Alessandro sulla giovinezza del futuro sovrano; si tratta di un lavoro molto interessante che ha il record di commenti del blog (più di 900) e poiché spesso si tratta di interventi molto interessanti stiamo pensando di trasformali in un nuovo post.

Infine piccola news televisiva, l’amico e collega Roberto Olla, da poco in forze al TG 5, ha realizzato uno speciale dal titolo “Rivoluzione Italiana” che andrà in onda su Canale 5 domenica 29 maggio (alle 23 circa) nel quale narra i fatti convulsi di un tredici mesi di storia italiana. “Nel giro di un anno e un mese – spiega Olla – gli italiani hanno fatto un’insurrezione generale, hanno ucciso il dittatore, hanno mandato in esilio il re, hanno abolito la monarchia e hanno proclamato la repubblica”.

Sabato 11 giugno, all’interno del TG 5 delle 13, andrà in onda un altro servizio di Olla sulla partenza in esilio del re e di tutti i Savoia (tranne Hélène duchessa vedova d’Aosta che resta a Napoli), con un’intervista ad Amedeo di Savoia. In quel momento tutti i Savoia in esilio (solo successivamente la restrizione verrà limitata ai maschi del ramo
principale con l’aggiunta di Maria Josè, sino a che non diventa ‘regina vedova’) diventano, anche sul passaporto, ‘apolidi’, compreso il piccolo, italianissimo principe Amedeo.

Fonti delle citazioni del post:
– “Gioielli di Casa Savoia”, M.G. di Savoia e S. Papi, Electa
– “Parola di Re. Il diario segreto di Vittorio Emanuele, F. Perfetti, Le Lettere
– “Ritratti Sabaudi. Vizi e virtù di Casa Savoia”, D. Ramella, Ananke
– “Umberto II il re di maggio. Dalla monarchia alla repubblica”, L. Lami, Mursia

Il sito della fondazione dedicata a Umberto II e Maria Josè di Savoia –> http://www.fondazionesavoia.org/

 

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164 Commenti

  1. Vittorio G. C. ha detto:

    Un bel ricordo del quarto e ultimo Re d’Italia a 70 anni dalla fine della Monarchia in Italia. “Altezza Reale” è sempre puntuale negli anniversari e i suoi corrispondenti – come il bravo Alessandro Sala – precisi, documentati e puntuali. Grazie di questo toccante profilo dell’amato Re Umberto II!

  2. Matteo ha detto:

    Pezzo molto molto bello. Complimenti.

  3. Michele ha detto:

    I miei più sinceri complimenti per questo meraviglioso post ad @ale e @marina!!! Era giusto e doveroso ricordare quest uomo in primis, un grande uomo e un gran signore e poi un grande re se pur non ha potuto dimostrarlo a pieno e al meglio!! Ma sono sicuro che lo sarebbe stato e avrebbe fatto molto per l’Italia e per gli italiani!! Non gli è stato dato modo e tempo per dimostrare il suo valore e La cosa incredibile è l’omissione da parte della repubblica nel ricordare Umberto e i Savoia da settantanni a questa parte !! Lo trovo scorretto e di bassezza!! Si tende a marcare solo cose negative ingiustamente..avevamo una monarchia di grande prestigio e chissà se un giorno…..:) mi piace pensare di sì 🙂 anche se penso non succederà mai!!!! Ps: sono contento che il giornalista del Tg 5 dedichi qualcosa sull’argomento non me lo perderò:)

    • Ale ha detto:

      anche a me piace pensare di sì, non per nostalgia. forse è una mia illusione.
      non penso mai, niente è eterno, poi per natura sono ottimista 🙂

  4. Dora ha detto:

    ma è LA famosa intervista??? XD 🙂

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      nooooooooooooo, è un intervento preso al telefono. per l’intervista ci dobbiamo organizzare

    • Ale ha detto:

      @dora magari 😀 😀 😀 non è la famosa intervista ma è stata una bella telefonata, il nostro duca è un signore anche lui, è stato gentile e disponibile. tra le altre cose ha accennato anche che si ricordava di Firenze … 😉

  5. Ale ha detto:

    grazie dei complimenti. sono molto molto contento che sia piaciuto 😀 … poi abbiamo avuto la chicca della dichiarazione del duca, che è stato veramente gentile ad accettare la mia proposta 😀
    Umberto II a mio parere è un grande italiano che va riscoperto. è stato un grandissimo re.
    nei prossimi giorni spero avere tempo di aggiungere qualche link interessante o approfondire qualche aspetto del post che per questioni di lunghezza ho dovuto solo accennare.

  6. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Ale…non finirai mai di stupirci con i tuoi pezzi sui Savoia e per questo in particolare, da cui, ad ogni rigo, traspare tutta la stima il rispetto ma anche l’affetto che nutri per questo nostro ultimo re. Re tanto bistrattato da principe, prima,dal periodo storico italiano in cui ha vissuto e poi da re, da questa nostra repubblica incapace di fare pace con la storia.Dai molti commenti che appaiono, sui post di AR, dedicati alla figura di Umberto II, sai benissimo che anch’io , condivido con te questi sentimenti, e devo aggiungere anche tanta tristezza per quello che poteva essere e non è stato.Spero di non mancare di rispetto alla sua regalità se dico pure che la sua immagine mi ispira molta tenerezza, per il suo carattere mite e paziente, per tutto quello che ha fatto e detto, il più delle volte ignorato e inascoltato. Mi sono piaciute molto le parole, con cui, senza acredine, definisce il suo rapporto con il padre , che comunque deve avergli causato dolore..”…c’erano tre barriere insormontabili che mi vietavano le sue confidenze: io ero suddito, ufficiale e principe ereditario”
    Grazie ad @Ale ancora una volta per la tua testimonianza e grazie a @Marina che ti affida questi argomenti tanto interessanti e coinvolgenti, consapevole di metterli in ottime mani

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      esatto… sono argomenti davvero in ottime mani 😉

    • Ale ha detto:

      grazie @cristina hai detto delle cose che condivido molto. credo che Umberto sarebbe stato per noi un po’ quello che Elisabetta è oggi per gli inglesi, un simbolo di regalità e anche un capo di stato di cui andare veramente fieri, chissà quante volte avrebbe riempito piazza del quirinale affacciandosi dal balcone del quirinale, regnò un mese ma tanti credettero in lui. la cosa che mi ha molto colpito è la regalità che evidentemente emanava, tutti ne parlano. perfino tra i portoghesi che ospitavano tanti suoi “colleghi” era l’unico esiliato a essere chiamato “il re”, non serviva aggiungere neanche d’Italia. la dimostrazione del prestigio di cui godeva è anche l’elenco di tutti gli ordini cavallereschi che gli erano stati concessi dagli altri sovrani. omaggiato persino dal regno unito, Umberto aveva il Royal Victorian Chain, che viene concesso esclusivamente dal sovrano come dono personale in genere ai capi di stato.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Royal_Victorian_Chain

      https://it.pinterest.com/pin/456411743458268782/

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        Molto bello questo collare, ma purtroppo non ricordo di averlo mai notato indossato dal nostro Re, e se ha avuto occasione di portarlo. Solo qui, in queste pagine ho cominciato a capire e a osservare queste onorificenze e ordini cavallereschi e ancora, ne scopro di nuovi, grazie a te, @Ale e pochi altri ferratissimi su questi argomenti

        • Ale ha detto:

          @elettra io mi sono veramente appassionato, ampliandomi rispetto a quelli prettamente sabaudi, solo dopo la visita di questo museo di parigi: http://www.legiondhonneur.fr/fr/page/le-musee-de-la-legion-dhonneur-et-des-ordres-de-chevalerie/249
          uno scrigno di tesori 😉

          tornando al victorian chain io ho trovato credo solo due foto in cui Umberto lo indossa, scattate durante gli anni ’50 credo. alla morte poi il collare viene restituito al monarca britannico, in questo caso Elisabetta.
          ecco il link, dovresti riuscire ad aprirlo:
          https://it.pinterest.com/pin/470274386067255379/
          si intravede piuttosto bene. tra gli altri il re porta il piccolo collare con placca dell’annunziata, l’ordine dei santi maurizio e lazzaro, il toson d’oro (credo avesse quello spagnolo), la placca dell’ordine dei santi cirillo e metodio (della casa reale di bulgaria) e poi la placca dell’ordine della stella dei Karađorđević (della casa reale di serbia), peccato non si riescano a vedere la fascia e altre due placche coperte dal braccio.
          maria josè invece porta l’ordine di malta e quello della croce stellata, ordine femminile della casa d’austria. credo che questa foto sia stata scattata in qualche evento del matrimonio di maria pia, questo spiega perché il re portasse un’onorificenza della casa di serbia. i vari royal che ne hanno molte ovviamente le portano a seconda degli eventi.

        • Ale ha detto:

          @elettra ho trovato altre due foto dove si vede il royal victoria chain 🙂
          avendole sul pc e non ricordandomi più dove le avevo salvate le ho caricate sul mio profilo di Pinterest, spero che tutti quelli interessati riescano ad aprire i link.

          https://it.pinterest.com/pin/470274386071530676/
          stesso evento del link di ieri, qui purtroppo si intravede soltanto, ma si scorge sul toson d’oro.

          https://it.pinterest.com/pin/470274386071530607/
          questo invece è vittorio emanuele III che mi sembra ricevette il collare da Edoardo VII nella sua prima visita da sovrano a londra, credo fosse il 1902

          • elettra/cristina palliola ha detto:

            Grazie @Ale. Guardando la foto di VE III, devo dire che era sicuramente bassissimo, ma i lineamenti erano belli e in quella foto giovanile assomiglia moltissimo al padre…peccato! magari con qualche cm in più sarebbe stato anche un uomo più sereno e migliore

            • tody ha detto:

              Prima di cadere in disgrazia causa eventi storici sfavorevoli con accluse sue responsabilita, aveva partecipato creazione Fao A Roma oggi organizzazione sotto egida ONU, fatto diversi arbitrati internazionali ancora oggi nei manuali di diritto internazionale, partecipava come arbitro questo attestava la stima che gli era riconosciuta dai contemporanei nel primo novecento, discorso di peschiera al convegno con gli alleati, dove testimoni alleati, farncesi, inglesi, u.s.a, non italiani che potevano essere accusati di essere pro corona, lo lodarono per aver fermato la marea che portava il nostro paese verso la sconfitta.
              Non era il mostro che la sinistra sessantottina dipinge, cercando di schiacciare una nostalgia nascente dall’incapacità degli stessi di attrarre. Cosa ancora più comica autori storici della medesima area mangiano scrivendo libri sui Savoia per dirne male perchè sanno di vendere facile, e di accreditarsi facilmenti nei salotti.
              Ma la magagna di fondo resta loro in proprio non riescono a produrre modelli attrattivi.

              • elettra/cristina palliola ha detto:

                @Tody…lontana da ogni polemica, ma giusto per precisare la mia opinione su VE III. Io non ho un’idea “sessantottina” del re, e credo che il suo operato non è stato giudicato solo nel famigerato ’68, vent’anni circa dopo la II guerra, ma molto prima.
                Ho letto molto – credo – su di lui e me ne sono fatta un’idea più come uomo che come re. Quello che ha fatto da sovrano, prima e dopo il ventennio, è sotto gli occhi di tutti. Quello che è stato come figlio-marito-padre-nonno, meno…ed infatti ho concluso il mio scritto così “………con qualche cm in più, sarebbe stato un UOMO, più sereno.”….non ho scritto…e migliore come re
                E’ indubbio che il problema della statura qualche complesso glielo abbia portato e benchè fosse di intelligenza e cultura sopra la media, questo limite lo ha angustiato tutta la vita…inoltre aveva moglie e figlio, che glielo ricordavano ogni momento…era caratterialmente anche umorale.. La principessa M.Gabriella spesso ne ha parlato, dipingendolo come uomo pieno di ironia, pronto alla battuta e la cosa ci sta tutta: l’ironia è sinonimo di intelligenza, ma anche di una certa ruvidezza, che non risparmiava a nessuno.
                Quando leggo che salutò i figli di Mafalda, pronti per essere accolti in Vaticano, con un buffetto sulla guancia, sapendo che chissà quando e se li avrebbe rivisti (e infatti non li rivide più) la cosa mi lascia molto perplessa; ma poi leggo che ogni mattina si alzava e coglieva un fiore in giardino, per donarlo alla moglie, Devo dire che mi incuriosisce questa tenerezza che esprimeva solo verso Elena che era dolce e tenera, ma con un carattere di ferro.Evidentemente con la moglie era veramente se stesso e oltre all’amore ci deve essere stata , da parte di lui,una sconfinata riconoscenza, per la capacità di lei, di essere accogliente e non giudicante. Tra i due, si racconta che ci furono due sole discussioni. La prima quando lui scoprì che tra le sue dame di compagnia c’era la contessa Giulia Trigona, sgozzata in un albergo dal suo amante e che la regina era al corrente della tresca. E la seconda fu quando il re fece arrestare Mussolini dentro villa Savoia contravvenendo, secondo la Elena, a ogni dovere di ospitalità…beh…che dire? nella vita di coppia è stato sicuramente senza macchia…per il resto, non so. Se lo avessi conosciuto e frequentato, non mi sarebbe rimasto simpatico, ecco!

                • tody ha detto:

                  Non si può dire una persona va conosciuta, era ruvido come dato caratteriale, se non ci fosse stata la guerra avremmo busti in ogni dove, e ancora la monarchia ha scelto il cavallo sbagliato, ma lo fece negli interssi supremi della nazione,.

  7. milady ha detto:

    complimenti ad Ale e Marina per il bellissimo articolo

  8. laura ha detto:

    Bravo Ale e complimenti per l’intervista con il Duca. Allora a quanto pare ci vedremo a Colorno !

  9. Chloe ha detto:

    Un nuovo post legato a Umberto II … grazie infinite @ale e @marina! 😀
    Come scrivo sempre: @ale, una firma una garanzia 😉 Aspettiamo ciò che vorrai aggiungere nei commenti nei prossimi giorni.
    Un interessante e puntuale ritratto del nostro ultimo re in quel momento storico, impreziosito dalle parole e dai ricordi del principe Amedeo, una vera sorpresa!
    Umberto II non ebbe la possibilità di manifestare in patria e nel suo ruolo di sovrano tutte le sue potenzialità, ma sia prima che durante il lunghissimo esilio visse e si adoperò con discrezione, generosità, consapevolezza e una grande e profonda dignità. Sì, anch’io penso sarebbe stato un grande sovrano per l’Italia, ma fu sempre Re nel comportamento e nello spirito.

    • Chloe ha detto:

      @Marina, grazie anche per le informazioni sui due speciali tv dei prossimi giorni a cura di Roberto Olla, se non potessi seguirli in diretta, spero di poterli rivedere poi on demand sul web nei giorni successivi.

    • Ale ha detto:

      era “il Re”. è una cosa che mi ha colpito molto fin da quando ho scoperto questo sovrano. tutti quelli che ne parlano dicono re vittorio emanuele III, re Umberto I, re carlo alberto ecc. ma quando si riferiscono a Umberto II lo chiamano semplicemente il re. è una cosa che fa anche amedeo, l’ho notato diverse volte. un po’ come quando si pensa a Elisabetta II e la si chiama semplicemente the queen, perché tanto tutti sanno a chi ti riferisci.

  10. luka ha detto:

    La Storia non e’ fatta di “se e di ma”, probabilmente noi italiani ci siamo persi l’opportunità di andare orgogliosi di un proprio Capo di Stato del calibro di re Umberto II!
    Oramai l’Italia repubblicana e gli italiani dovrebbero essere sufficientemente maturi per guardare con lucidità il passato, sopratutto il primo cinquantennio del ventesimo secolo: se questo non e’ avvenuto mi porrei un paio di domande sulla “nostra maturità politica, sociale e culturale”.

    • Ale ha detto:

      basta pensare che mussolini riposa a Predappio a casa sua credo dal ’56, mentre i nostri ultimi sovrani sono ancora molto lontani dal pantheon

  11. Ale ha detto:

    vorrei iniziare ad aggiungere qualcosina, qualche dettaglio che secondo me aiuta a capire questo re.
    due cose malinconiche direi. vivendo in periodo in cui ancora non esisteva google maps o robe simili, Umberto aveva talmente tanta voglia di rivedere il suo paese che teneva tutte le cartoline che gli italiani gli scrivevano. da principe ereditario aveva visto credo quasi tutti gli angoli dell’italia, e grazie alle cartoline dal portogallo poteva continuare a vederli. in particolare ho letto ci teneva ad averne della stessa località a distanza di anni in modo da notare i mutamenti e l’evoluzione del paesaggio.
    poi lui, in conformità alla regola che i sovrani parlano più da zitti attraverso silenzi o simboli che quando tengono un discorso, ha lasciato molti segni che ancora oggi possiamo notare nelle foto o leggendo una sua biografia. per esempio non so se lo sapete ma dal suo primo giorno in portogallo ha sempre e solo messo, quando le portava, cravatte nere. tranne quando ovviamente portava il frac. questo per via dell’esilio subito e per la nostalgia per il suo paese. è una cosa in genere che notano in pochi.

    infine qualche link 😉

    questo sito contiene molte interviste e notizie interessanti:
    http://www.reumberto.it/sommario.htm
    come per esempio i discorsi per il venezia giulia:
    http://www.reumberto.it/trieste1.htm

    qui invece dal sito ufficiale del duca di savoia amedeo http://www.crocerealedisavoia.org/
    il discorso di Umberto II per la prima ricorrenza della festa del 25 aprile:
    http://www.crocerealedisavoia.org/per-il-primo-anniversario-del-25-aprile-1946/
    e poi per i curiosi tra le varie chicche del sito, come le famose lettere del re, di cui abbiamo tanto parlato in altri post, consiglio le gallerie fotografiche sui vari membri della real casa:
    http://www.crocerealedisavoia.org/category/gallerie-fotografiche/
    in particolare poi per la serie tutti insieme appassionatamente che ci appassiona per i ritratti:
    http://www.crocerealedisavoia.org/immagini-familiari/

  12. elettra/cristina palliola ha detto:

    Molto belli tutti questi link con tante fotografie e i discorsi che il Re ha mandato all’Italia nonostante ne fosse lontano…Umberto II mi emoziona sempre

  13. maria paola ha detto:

    gradi Marina ed Ale! interessantissimo post

  14. maria paola ha detto:

    volevo dire graNdi Marina ed Ale:-D

  15. laura ha detto:

    @Ale Interessante la Royal Victoria Chain di Umberto. L’ordine però gli fu conferito non negli anni Cinquanta ma nel 1935 e quindi da Giorgio V. Ho letto che Umberto fu presente al funerale di Giorgio V all’inizio del 1936 e mi chiedo se l’onorificenza non gli era stata conferita in occasione di una visita ufficiale che è il momento nel quale in genere avvengono questi scambi. Per esempio nel 1936 essendo a Berlino per le Olimpiadi Umberto ricevette la gran croce dell’ordine dell’Aquila. Guardando la lista delle decorazioni di Umberto vedo che nello stesso 1922 ha ricevuto l’ordine dei serafini e l’ordine dell’elefante e mi chiedo se non furono il risultato di un viaggio ufficiale in Scandinavia.

    Sarebbe interessante ricostruire le visite ufficiali effettuate dai reali italiani all’estero o da capi di stato stranieri in Italia in modo da ricostruire le date di questi conferimenti.

    Per esempio vedo che nello stesso anno 1892 Giorgio, appena diventato erede in seconda dopo la morte del fratello maggiore, ha ricevuto ben 3 onorificenze italiane: in omaggio al nuovo erede o il risultato di una visita in Italia ?

    https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_recipients_of_the_Royal_Victorian_Chain

    • Ale ha detto:

      @laura ecco dove avevo letto le date dei conferimenti! non riuscivo più a ricordarmelo e non mi è venuto in mente di guardare la wiki inglese 🙂
      sapevo che il collare era stato conferito a Umberto negli anni ’30, non ricordavo l’anno preciso. non l’ho scritto però, ho riportato solo che le foto che conoscevo io in cui il re indossava la decorazione erano degli anni ’50, probabilmente il ’55. il collare poi immagino sarà stato restituito alla regina Elisabetta nel 1983.
      purtroppo alle tue domande sui conferimenti degli ordini in relazione alle visite ufficiali non so rispondere, posso provare a cercare nei miei libri ma in genere questi sono aspetti poco approfonditi. bisognerebbe andare a cercare negli archivi di stato i diari di corte che riportano giorno per giorno le attività dei vari membri della casa reale, erano stilati dei gentiluomini e dalle dame di corte. a mio modo di vedere sono un tesoro per ora poco esplorato ma che può rivelare molto.
      può darsi che i conferimenti non siano avvenuti solo per visite all’estero ma anche durante le visite dei sovrani stranieri in italia, ce ne furono molte, anche private per occasioni di incontri e villeggiature.
      le onorificenze ottenute da Umberto nel 1922 credo siano da associare al raggiungimento dei 18 anni, molte monarchie prevedevano infatti questa età come maggiorità. lo stesso vale per la santissima annunziata che infatti ricevette nel ’22, tutti i principi la potevano ricevere al 18esimo anno di età, solo in casi di evidente precocità veniva concessa a 15. l’ultimo esempio di questo fatto raro è avvenuto quando Umberto II ha insignito aimone, l’attuale principe ereditario, nel 1982.
      per quanto riguarda le onorificenze di Umberto non bisogna fidarsi troppo di Wikipedia, l’elenco è incompleto. dalle fotografie, soprattutto quelle dei matrimoni reali, si notano molti ordini cavallereschi portati da Umberto e che nell’elenco di wiki non compaiono. basta allenare l’occhio a riconoscere le varie medaglie 😉

    • Ale ha detto:

      adesso che mi ci hai fatto pensare magari nei prossimi giorni se riesco, da testi e foto, cerco di fare un elenco degli ordini cavallereschi ottenuti da re Umberto e lo metto in un commento 😉 magari tra più per persone, per ipotesi o fatti riscoperti, riusciremo anche a trovare l’occasione dei vari conferimenti.

  16. Ale ha detto:

    lo metto qui perché mi sa che nei commenti sopra non c’è più spazio per rispondere 🙂

    @tody quello che dici su peschiera, sulla statura internazionale del sovrano, sugli arbitrati (mi sembra in america latina soprattutto) e sulla fao è verissimo e spesso viene dimenticato. vittorio emanuele III finanziò privatamente la nascita di quella che oggi è la fao, forse all’ingresso oggi dell’agenzia onu c’è un suo busto o qualcosa del genere, almeno così avevo letto.
    sicuramente questo re non fu il mostro che hanno dipinto negli ultimi 70 anni, era certamente un uomo con pregi e difetti che va analizzato in modo più obbiettivo. cosa che finora raramente viene fatto.
    anche per cercare di capire la sua figura ci ho tenuto nel post a inserire le parole in cui Umberto spiega come il padre facesse il re. come si può leggere è un’analisi piuttosto lucida.

  17. laura ha detto:

    @Ale credo che per risalire alle varie visite di stato dei veri capi di stato in Italie e viceversa si possono anche consultare i giornali dell’epoca. Certo è un lavoro enorme …

    MI sono ricordata adesso di una serie di foto relative alla inaugurazione del monumento a Dante a Copenhagen alla presenza di VE III e Elena. L’ho cercata ed era il 1922 ! Non viene precisato se Umberto fosse presente ma suppongo che in quella occasione furono scambiati come di consueto degli ordini e infatti è l’anno dell’ordine dell’elefante a Umberto non a VE III che lo aveva già.
    Mi chiedo se in quella occasione VE III ed Elena non andassero pure in Svezia ma erano stati già li in visita ufficiale nel luglio del 1913 e quindi mi pare poco probabile una replica dopo così pochi anni.

    http://glucksburg.blogspot.it/2014/01/vittorio-emanuele-iii-of-italy-visits.html?view=magazine

    https://www.academia.edu/23196484/Lingresso_dellItalia_in_guerra_veduto_dalla_Svezia

    Adesso forse il paese che ci dai più soddisfazione per gli ordini è la Svezia dove persino i neonati lo ricevono e non da adesso … Nella foto di gruppo delle nozze di Victoria vediamo schierati in prima fila i vari monarchi con il collare dell’ordine dei Serafini e tutti gli altri ospiti con la fascia. Come è noto, quando si va in pompa magna in un paese straniero si indossa l’odine più alto in grado ricevuto da quel paese, e in mancanza, l’ordine più alto che si possiede del proprio paese.
    Al funerale di Baldovino erano presenti moltissimi sovrani tutti con la fascia dell’ordine di Leopoldo tranne Filippo di Edimburgo che si presentò con la fascia dell’ordine del …. Leopardo (ordine dello Zaire) …
    Immagino che nonostante la tristezza della circostanza diverse persone sorrisero per questo clamoroso errore … ma certo la regina non fu per nulla amused !

    • Ale ha detto:

      @laura si certo probabilmente anche i giornali dell’epoca sono una buona fonte, ma credo siano ancora più lunghi da consultare dei diari di corte. bellissimi i tuoi link, anche quelli del commento successivo. finora avevo visto solo una foto dei sovrani in carrozza, qui invece ce ne sono diverse. si vede molto bene v.e. III con la fascia dell’ordine dell’elefante e cristiano X con la santissima annunziata, il piccolo collare con placca. solo ai cavalieri italiani veniva concesso anche il gran collare per le occasioni più importanti. agli stranieri, in genere solo capi di stato o principi reali, per regolamento veniva dato solo il piccolo collare con la placca.
      veramente interessante anche il pdf sulle pressioni che la svezia si illuse di poter fare sull’italia, è una storia nuova per me.

  18. laura ha detto:

    Trovati i video di due visite all’estero di VE III

    Russia 1902 :

    https://www.youtube.com/watch?v=weghcKyej64

    Regno Unito 1924 :

    https://www.youtube.com/watch?v=hUF2AUkLOUw
    In questa è anche presente Umberto che si vede salire sulla imbarcazione dopo gli altri. VE III attraversa le sale del British Museum e chiacchiera animatamente : evidentemente l’argomento era di suo interesse.

  19. annarita ha detto:

    Grazie Ale per questo post interessantissimo che leggo solo oggi perchè ero in Sicilia. Volevo aggiungere come Umberto fosse vicino agli italiani durante le calamità naturali. So che mandò un assegno piuttosto consistente quando vi fu la sciagura del Vajont, l’alluvione di Firenze e il terremoto nel Belice. Questo dimostra che grande uomo fosse.

    • Ale ha detto:

      @annarita verissimo quello che dici. nel post non sono riuscito a sviluppare questo fatto ma è proprio quello a cui mi riferisco quando scrivo “Anche dal Portogallo [..] attraverso il nipote Amedeo e il ministro della Real Casa Falcone Lucifero è sempre partecipe alle gioie e alle tragedie del suo popolo.”
      in particolare mi sembra di ricordare che per il Vajont fece arrivare falcone lucifero con molti aiuti, forse anche prima degli aiuti del governo, e poi mandò anche la figlia beatrice.
      per quanto riguarda l’alluvione di firenze oltre agli aiuti di Umberto va ricordato anche tutto quello che fece irene di grecia, duchessa vedova d’aosta, che in virtù delle sue azioni ricevette come ringraziamento la cittadinanza onoraria.

  20. Laura C ha detto:

    Alessandro, bellissimo articolo, anche commovente in certi passaggi. Mi ricordo i giorni dell’agonia del Re, la rabbia perché la Repubblica non ha voluto fargli passare in Patria neanche gli ultimi giorni (come sono state più generose e più intelligenti la Francia, la Grecia, la Romania, la Serbia, dove le ex Famiglie Regnanti sono tornate e dove, in alcuni casi, hanno anche ruoli di prestigio!). E c’è sempre quel pellegrinaggio ad Altacomba, che prima o poi farò, nella vita.
    Anch’io penso che sarebbe stato un buon Re per l’Italia e sono convinta che la Repubblica dovrebbe fare i conti con il passato e ridare ai Savoia il loro posto nella storia del nostro Paese, invece di ridurre 10 secoli di storia a 20 anni. Un discorso lungo, ma a te vanno soprattutto i complimenti, bellissimo articolo davvero!
    PS Brava Marina! 😉

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      bravo Ale che ci regala sempre questi post così emozionanti.
      quanto ad Altacomba se vuoi ti giro gli inviti che mi arrivano ogni anno per la Messa dell’anniversario.
      comunque toccherà farlo davvero ‘sto pellegrinaggio. organizziamo?

    • Ale ha detto:

      @laura C grazie! 😀 concordo al 100% con la questione del fare i conti con il passato, ahimè serve una maturità che lo stato sembra non avere.
      anch’io devo ancora andare a Altacomba!
      come sa già @marina con cui ne ho parlato tante volte io ci sto per andare, basta però che non sia quando v.e. organizza la sua cerimonia\parata. è una cosa proprio che non mi va giù, molto ipocrita. il ginevrino quando il padre era in vita gliene ha fatte di tutti i colori, la cosa più ignobile oltre al fattaccio di cavallo fu la tentata deposizione nel 1969, una vera vigliaccata. ora invece per legittimare le sue pretese (sappiamo quello che Umberto gli scrisse nelle famose lettere!) organizza ogni anno il pellegrinaggio alla tomba del padre, per sfruttare il buon ricordo che la gente ha del re.

      tra l’altro riporto qui una riflessione che avevo già messo sotto l’altro post. a proposito del re che parla chiaro usando gesti e simboli… la posizione della tomba di Umberto non è casuale, l’ha scelta lui stesso. ha voluto essere sepolto davanti a re carlo felice, l’ultimo savoia della sua linea. a me sembra un gesto molto eloquente. e come questo il re ne ha fatti diversi, e vanno tutti in una direzione.

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        si dobbiamo proprio andare. l’unico problema è che mi sa che ci tocca noleggiare un torpedone perché con i mezzi pubblici direi che è un po’ fuorimano 😀

      • michimao ha detto:

        ma quante ne sai, Ale?!?!?! 😀 comunque, sì, direi un gesto davvero eloquente, questo!! più il collare dell’annunziata dato ad Aimone e non a Emanuele Filiberto… ma anche Umberto II aveva saputo/era venuto a conoscenza della profezia?

        • Ale ha detto:

          so solo qualcosina 😀
          esatto altro gesto eloquente! ti dirò di più aimone fu insignito a 15 anni invece che a 18 come da tradizione, segno di grande stima del sovrano. e nel testamento Umberto ha lasciato in eredità il suo piccolo collare, quello privato del cavaliere che rimane alla famiglia come cimelio (il gran collare va restituito), a emanuele Filiberto. non l’ha insignito ma gli ha lasciato il ricordo, altro simbolo eloquente. d’altra parte a e.f. non ha mai dato neanche il titolo di cortesia di principe di Piemonte che gli sarebbe spettato se fosse stato in linea di successione…
          e non ci sono neanche documenti che attestino il titolo fantasioso di principe di venezia.
          per la profezia di padre pio proprio non saprei, possibile che maria josè gliene abbia parlato.

          • michimao ha detto:

            @Ale, verissimo tutto quello che dici. Mi dà un fastidio qnd leggo: SAR Emanuele Filiberto, principe di Venezia…!!!!! anche in siti che dovrebbero sapere di cosa stanno parlando… 1. principe de che?? che già il padre ha perso tutte le prerogative. 2. il titolo di “principe di Venezia” non esiste/non è mai stato conferito a nessun Principe di Casa Savoia!! Proprio xké il titolo di Principe di Piemonte era “libero”, Amedeo di Savoia l’ha conferito al piccolo Umberto ^__^
            Sicuramente, Umberto II conferì al giovanissimo Aimone il collare dell’Annunziata x dimostrargli la stima nei suoi confronti; io però penso anche che il Re, essendo molto malato e non sapendo ovviamente quanto tempo gli rimanesse, abbia deciso di affrettare i tempi x qst motivo (mio personalissimo pensiero, magari del tutto errato).

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