Caduta di una Infanta

CristinaInaki

Erano belli, felici e innamorati, hanno messo al mondo quattro bambini, poi hanno voluto sempre di più e sono finiti invischiati in un brutto affare e rischiano grosso entrambi. Lui forse addirittura 19 anni di carcere. Lunedì 11 gennaio a Palma di Majorca inizia il processo a Inaki Urdangarin e Cristina di Borbone e Grecia e la stampa spagnola ci va giù pesante da giorni. Il sovrano ha da tempo preso le distanze dalla sorella la quale ormai può contare solo sull’appoggio indizionato della madre e di un piccolo gruppo di amici fedeli.

Caduta di una infanta

Cristina, che vive a Ginevra con il marito e i figli  si è vista ritirare il titolo di duchessa di Palma di Majorca e anche il passaporto diplomatico ma è niente rispetto a quello che l’aspetta. Inaki dal canto suo pare sia sprofondato nel gorgo della depressione però la moglie, alla quale avevano capire che un divorzio sarebbe stato molto apprezzato, continua a stargli accanto. Una storia triste, penosa, indegna che ha gettato un’altra ombra sugli ultimi anni di regno di Juan Carlos e affrettato la successione di Felipe VI.

 

Condividi su:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Share on StumbleUpon0Email this to someone

33 Commenti

  1. rosanna ha detto:

    Secondo me uno degli abiti da sposa più belli.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      anche secondo me, Caprile è sempre una garanzia

    • laura ha detto:

      L’acconciatura anche tra le migliori in assoluto : il velo antico era stato preso dal Museo Etnografico e restaurato per le nozze. Era il velo usato per il matrimonio della regina Ena macchiato di sangue per il famoso attentato avvenuto durante il corteo nuziale. Insomma, magari un poco iellato già in partenza questo connubio … senza volere togliere a nessuno le responsabilità personali.
      Le nozze furono a Barcellona mentre quelle di Elena erano state a Siviglia per riservare, penso, la capitale alle nozze dell’erede: insomma JC anche attraverso i matrimoni dei tre figli penso volesse lanciare un messaggio di unità alle varie comunità della Spagna che sempre tendono allo strappo da Madrid. Per giunta con un genero basco : ma questo pazzo di Ungardarin ha davvero rovinato un intero sistema.

  2. elettra/cristina palliola ha detto:

    Una storia davvero triste e dove è difficile trovare delle giustificazioni…come ci ha ricordato @Marina, erano belli, felici e innamorati e io aggiungerei anche ricchi, se non proprio sfondati, sicuramente non dovevano pensare a come mettere insieme il pranzo con la cena e come pagare il mutuo! ma dove volevano arrivare? mah!
    Quello che ancora è apprezzabile da parte di lei, è che per salvarsi, non ha affondato il marito e così nella buona e cattiva sorte, in salute e in malattia (vista la probabile depressione) le è rimasta accanto, così come dovrebbe essere in tutti i matrimoni e non solo in quelli cattolici. Ebbene è vero che in questo modo non ha allontanato il padre dai figli, e la famiglia è rimasta unita, ma da madre, non capisco, come , mentre brigavano in affari illeciti, non abbiano pensato a loro, ai loro bambini

  3. michelle ha detto:

    Forse ora certi atteggiamenti passati di Letizia sono più capibili… Sfido chiunque ad identificare ancora in lei la minaccia più grossa alla monarchia spagnola…

  4. simo ha detto:

    …e pensare che a me la Cristina (fino a un paio d’anni fa) era quella che mi piaceva di più nella famiglia reale spagnola: era la più bellina e la più felice … guarda invece poi come le apparenze ingannano !!

  5. michele ha detto:

    Storia molto molto triste e non chiarissima! Io credo che l’ infanta centri ma fino ad un certo punto si è infangato troppo su di lei a mio avviso..boh una vicenda che mi lascia perplesso..staremo a vedere come si evolve la vicenda

  6. tody ha detto:

    Dovrebbe rinunciare ai soi diritti dinastici, chiedere scusa pubblicamente e abbandonare il paese, meglio il continente visto che ha lavorato in u.s.a per vivere in dignitoso esilio, portandosi dietro tutta la sua famiglia ormai solo fonte di imbarazzo per la corona è inutile nasconderlo. L’avesse fatto probabilmente la magistratura spagnola non si sarebbe accanita con tale veemenza contro di lei, non l’ha fatto e probabilmente ha condannato la monarchia oltre che se stessa anche l’assoluzione verrebbe vista come un favore, una condanna come un segno di debolezza e inevitabile declino imminente per i nemicio della monarchia che in Spagna sono schiere per non dire legioni. Il Re non è aiutato dalla moglie tuttora estremamente impopolare, nonostante i suoi tentativi lodevoli di invertire la china.

  7. Anna maria ha detto:

    Vicenda decisamente squallida… Cristina conosceva tutti i fatti ed ha taciuto.. in Italia si chiama concorso di reato!! Una coppia molto avida!! Mi dispiace per i ragazzi..

  8. Ody ha detto:

    erano (e sono ancora) dei privilegiati: non per niente sono a Ginevra, in un esilio dorato.

  9. Dinora ha detto:

    Hai ragione Matina, erano giovani e belli! Ricchi, omaggiati e con tanti privilegi!
    L’avidità però era il loro male supremo!
    Forse capisci quasi e dico quasi lui, forse von un senso di inferiorità verso la moglie e la famiglia di lei!! Ma non lei metà Infanta di Spagna no non lei,per niente!!
    D’accordo l’amore cieco ma tu rappresenti una nazione, una famiglia reale importante! Come si può cadere così in basso! L’età della ragione era abbonamente passata perciò pensa prima di tutto ai tuoi figli, prima di entrare in un vortice nero!!
    L’ammiro solo perché è rimasta accanto all’amato marito!
    Una fine indegna per una principessa reale!!
    Piano piano…pensate alla “rivincita” della regina Letixia dopo anni in cui veniva snobbata!!!

  10. Dinora ha detto:

    Scusate Letizia

  11. elettra/cristina palliola ha detto:

    Sinceramente non vedo tempi facili neanche per Felipe per i rapporti che ebbe con gli Urdangarin al tempo della sua relazione ancora segreta, con Letizia, e del famoso anello di fidanzamento che sembra sia stato pagato da Cristina…e senza voler mettere sulla bilancia la possibilità che, essendo giornalista, Letizia sapesse già molte cose sulla famiglia e che le abbia sottaciute finchè le sono tornate comode, tranne poi assumere tutti gli atteggiamenti sbagliati e di disprezzo che le abbiamo visto da principessa delle Asturie,e che l’hanno messa nella posizione criticabile e di “sopportata” dagli spagnoli e dei quali ancora non ha guadagnato del tutto le simpatie

  12. Ale ha detto:

    pagina molto triste e squallida per i borbone di spagna.
    non conosco bene i dettagli della faccenda quindi non ho un’idea certa su come sono andate le cose. è una situazione molto spinosa, perché a quanto sembra sarà un processo mediatico nel quale la stampa e l’opinione pubblica faranno non poche pressioni sul verdetto finale. non è mai una buona cosa quando si monta in questo modo la gente .. cosa verrebbe fuori se poi l’infanta o anche il marito risultassero innocenti? e se invece risultassero colpevoli ma l’opinione pubblica non si trovasse soddisfatta della pena? in questo modo si rischia solo di avere dei giudici che più che analizzare i fatti cercano solo di accontentare l’opinione generale. a mio giudizio è sempre meglio far lavorare i giudici in pace, poi si vedrà. resta comunque una brutta storia e il danno di immagine è bello grosso.

  13. mau ha detto:

    Re juan carlos e lei non so chi sia peggio……….

  14. Luthien ha detto:

    Non conosco bene la vicenda dell’infanta Cristina e del marito che non commento, ma vorrei invitare tutti alla prudenza. Il processo inizia tra poco e si sa , come sono certi procedimenti giudiziari che cominciano affettando grandi prove e , poi, quando si entra nel merito, si sgonfiano e finiscono in bolle di sapone, rovinando la vita di tante persone. La presunzione di innocenza,, come il garantismo ( personalmente cerco di essere garantista sempre) è una delle conquiste della civiltà giuridica: non io debbo dimostrare di essere innocente . ma l’accusa che sono colpevole. Vale per tutti, comprese le principesse!
    Gli scandali, certo non aiutano la monarchia, ma non credo che Juan Carlos sia molto cambiato: è un Borbone, sono cambiati i tempi. Purtroppo uno degli sports più amati dagli spagnoli, storicamente è la guerra civile per le più varie ragioni, almeno negli ultimi 2 secoli. E’ vero che la Spagna costituisce uno dei primi stati unitari d’Europa, ma al suo interno, convivono più nazioni, in modo non sempre armonioso. Quando Juan Carlos divenne re, la Spagna usciva dalla dittatura, per tacito patto che coinvolse anche le forza politiche decise di concentrarsi sul futuro la costruzione i una democrazia, lo sviluppo ( a onor del vero, per questo aspetto, molte basi erano state gettate all’epoca di Franco), l’adesione all’Europa. La figura del re, scelto da Frano, ma fautore della democrazia aiutò molto. Da qualche anno, per tanti motivi quel patto è saltato, le vecchie ferite si sono riaperte, nuove se ne sono aggiunte. Gli errori, della famiglia reale possono esserci stati , ma i problemi sono molto più profondi e la situazione , in un’Europa molto lacerata, richiederà senso della misura da parte di tanti.
    Luthien

  15. nicole ha detto:

    Persone squallidissime ! Certo che si sentivano in botte di ferro .. E parecchi dicono che é stata Letizia a aprire occhi a Felipe ! Già quando andarono a “lavorare ” in USA si diceva nemmeno a bassa voce che poteva essere in arrivò un tornado per i due , infanta e consorte . Mi pareva un pochino azzardato , mi si diceva “vedrai, non è con trasloco che si lava tutto”. Devo dire che sono contenta , Felipe credo sia dissociato da tempo …almeno ora si avranno tutte le carte e una sentenza. Non vorrei essere quel giudice! Col problema che ha creato !! Non mi fanno pena , due arroganti disonesti . Spiace per i ragazzini , ovvio!

  16. Simplicitas blog ha detto:

    Anche a me Cristina piaceva molto, a Barcellona avevo visto la villa in cui abitava con il marito e i figli, una villa molto grande ma assolutamente nella media per il bel quartiere residenziale di Pedralbes.
    Credo che Felipe abbia affrontato con grande dignità quello che è successo finora, con la decisione certo non facile di escludere la sorella dalla propria vita.
    Mi fa molta tenerezza Sofia, che sembra riesca comunque a tenere insieme i pezzi della famiglia, nonostante i vari problemi, se non scandali veri e propri, legati al marito, a Cristina, al divorzio di Elena, alla nuora che ci fa spesso storcere il naso.

  17. Laura C ha detto:

    Ho scritto questa cosa per una pagina di FB, grazie a Marina, che mi ha invitato a postarlo su Altezza Reale!

    Oggi, a Palma di Maiorca, è iniziato il processo a Iñaki Urdangarin e all’Infanta Cristina, per il caso Noos, la società senza scopo di lucro che Iñaki e l’ex socio Diego Torres avevano creato per organizzare eventi e che si è rivelata essere una macchina per ottenere denaro pubblico, attraverso fatture gonfiate, e trasferirlo all’estero, senza pagare le tasse. Si parla di oltre 13 milioni di euro di risorse pubbliche ottenuti da Baleari, Comunitat Valenciana e Madrid. Tra i reati contestati a Iñaki ci sono malversazione, evasione fiscale, traffico d’influenza, falso in documenti pubblici e privati; a Cristina si contesta l’evasione fiscale ed è probabile che se la caverà con la dottrina Botin, che prevede che un imputato non possa essere processato se viene portato in Tribunale non dal magistrato inquirente ma da un ente privato (il sindacato di estrema destra Manos Limpias, nel caso di Cristina).
    La monarchia ha tentato di sganciarsi dal caso Noos con l’abdicazione di Juan Carlos prima, con le riforme di trasparenza e il ritiro del titolo di Duchi di Palma poi. Sarà sufficiente? Se non si proverà che Felipe sapeva, taceva e approvava, sì, sarà sufficiente. I destini di Cristina e di Felipe si sono separati da tempo e il Re è stato il più duro critico della sorella anche quando era Principe; non parliamo della Regina, la cui antipatia per Iñaki, di cui non capiva traffici e ricchezze, era ampiamente ricambiata. La Monarchia ha voltato pagina e saranno la capacità di moderazione di Felipe durante gli incontri per la formazione del Governo, più del processo di Cristina, a dimostrare utilità e centralità dell’istituzione nella vita spagnola.
    Sarà il processo più mediatico di Spagna nei prossimi anni (si aspetta la sentenza per maggio 2017, più o meno, poi ci saranno gli eventuali ricorsi e appelli). El Mundo spiegava pochi giorni fa che Iñaki ha già accettato l’idea che finirà in carcere e in famiglia si stanno organizzando affinché Cristina possa andare a trovarlo tranquillamente, senza persecuzione mediatica. Quanti saranno gli anni di condanna non si sa, ma a volte la sensazione è che dovranno essere tanti, per calmare la fame rapace dell’opinione pubblica spagnola, a cui non interessa tanto se e quanto Iñaki e Cristina siano davvero colpevoli, quanto che ‘paghino’ e caro. Se, per ipotesi, si dimostrasse che le accuse contro Iñaki non sono reali, gli spagnoli reagirebbero con furia e con rabbia, parlando di casta e privilegi, fregandosene dell’eventuale innocenza dell’ex Duca di Palma di Maiorca. Di questo processo così mediatico, la cui sentenza è stata scritta ancora prima dell’inizio delle udienze in Tribunale, questa è la cosa che mi fa più orrore. Che siamo ancora al livello di Gesù o Barabba, di pollice su o pollice verso nelle arene con i gladiatori, che si ha fame di assistere alla caduta e condanna di qualcuno, sia o non sia colpevole. Molto triste e molto pericoloso.
    Quanto a Iñaki e Cristina, non avendo perduto né humanitas né pietas (e orgogliosa di possederle), che abbiano la forza di sopportare il destino che li aspetta e che, se le accuse sono vere, si sono creati da soli, quando la Spagna era bella, ricca e spendacciona e la sua classe dirigente si credeva libera di rubare e corrompere, certa della sua assoluta impunità (altrettanti processi per corruzione, malversazione, evasione fiscale & C aspettano numerosi dirigenti del PP, compreso l’ex direttore del FMI Rato, l’ex responsabile economico del partito Barcenas e, chissà che prima o poi non tocchi anche ad Aznar e Rajoy, entrambi nella lista dei dirigenti del PP che prendevano uno stipendio in nero dal partito, grazie alla contabilità B garantita dai finanziamenti illeciti dei grandi gruppi). Le cose sono cambiate, l’impunità non è più garantita, grazie all’indignazione causata dalla crisi economica, e alla conseguente tempesta sociale e politica, di cui sono prodotto anche i risultati delle ultime elezioni.
    Una volta Arturo Pérez Reverte ha lamentato i ritardi della Spagna, attribuendoli al fatto che non ha mai tagliato la testa al suo Re. Con Juan Carlos costretto all’abdicazione, che il Terrore non duri ancora tanto, senza augurare un Napoleone, ma arrivando, magari, direttamente al 1812 e alla nuova Costituzione, che in tanti vagheggiano da tempo, ma a cui nessuno ha ancora avuto il coraggio di mettere mano.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Grazie per averlo condiviso con noi, credo che sia tutto molto chiaro, ovviamente non di quanto accadrà in tribunale ma dell’atmosfera.

    • tody ha detto:

      In Francia hanno tagliato la testa ads un Re e pure alla sua consorte poi si sono buttati tra le braccia di Napoleone, non è che siano messi meglio degli spagnoli. Per non parlare dei britannici (pure loro hanno tagliato la testa ad un Re Carlo I Stuart) i cui deputati e pure i Lords sovraffatturavano tutte le spese. Chi viene eletto persegue solo il proprio interesse ricco o povero che sia, senza distinzione di razza sesso o religione. l’alternativa non è ovviamente accettabile, meglio i corrotti di qualsiasi dittatore, corrotto pure lui. Per quanto rigurada il caso spagnolo Felipe ha fatto troppo poco, considerando la crisi economica che imperversa nel suo paese, e il disprezzo più volte dimostrato dal suo sedicente cognato. In più ha il fardello della moglie che dopo aver brigato per essere regina rischia di perdere a breve tutto. Insomma a parte le bambinee la nonna non è che la famiglia reale spagnola esprima tutti sti raggi di simpatia. Il silenzio non è sufficiente una presa di posizione è necessaria e con convizione per difendere quel che rimane del buon nome dei Borbone, che Luigi XVI e Maria Antonietta hanno difeso con dignità ed eroismo sul patibolo.

  18. Laura C ha detto:

    @luthien, hai scritto una delle cose più sensate che abbia letto sull’argomento, non solo sul garantismo per gli imputati, che in questo caso è saltato e a nessuno preoccupa (ogni volta che lo faccio presente in Spagna mi assalgono, confondendo il giusto processo con l’impunità e senza neanche porsi il problema di quanto possa essere giusto un processo per cui si chiedono ‘pene esemplari’, con gli imputati, magari, innocenti). Trovo interessanti e appropriate anche tutte le considerazioni che fai sulla Spagna, Paese multinazionale e multiculturale, e sul ruolo che la Monarchia ha avuto negli anni della democrazia come garanzia di uno spazio per tutti. Le difficoltà che ha davanti a sé Felipe VI non sono rappresentate dallo scandalo di Cristina, quanto da questa nuova Spagna in costruzione.

  19. laura ha detto:

    Ma cosa vorrebbero cambiare nella costituzione ? ( a parte la preferenza dei maschi sulle femmine nella trasmissione del trono) in fin dei conti una delle più moderne in Europa.

    • Laura C ha detto:

      Il fatto che la Costituzione spagnola sia una delle più giovani non significa che sia una delle più moderne, bisogna ricordare che è stata scritta con le pressioni dei militari e della destra, ancora molto forti. La legge elettorale, anch’essa da cambiare, per esempio, è stata scritta affinché il Partito Comunista non potesse mai salire al potere, il risultato è che alle scorse elezioni, IU, erede dell’antico PCE, ha avuto bisogno di oltre 920mila voti per 2 seggi, il Partito Nazionalista Basco ne ha ottenuti 6 con 300mila voti…
      Tra le cose che si vogliono cambiare ci sono la legge elettorale, ovviamente, i rapporti tra Stato e Regioni, l’indipendenza del Potere Giudiziario da quello Esecutivo, i Diritti Sociali assicurati, la lotta alla corruzione… senza dimenticare la forma dello Stato, che molti spagnoli, che difendono il diritto a decidere, vorrebbero poter scegliere tramite il famoso referendum negato nel 1978, prima del referendum costituzionale

      • laura ha detto:

        Grazie : insomma si dovrebbe cambiare praticamente tutto … compresa la forma dello stato monarchico

        • tody ha detto:

          Cambiare la legge elettorale è altamente improbabile, proprio perchè la spagna è plurinazionale. Attualmente nessuno ha la maggioranza dei due terzi necessaria per far approvare la proposta di legge che deve poi passare da un referendum. Va considerato anche che Podemos è un agglomerato in esso sono presenti forze nazionaliste di galizia,catologna, isole canarie, comunità valenciana che hanno annunciato che costituiranno gruppi autonomi parlamentari. Al Senato la maggioranza è dei popolari. il sistema è bloccato.

    • Dora ha detto:

      mi pare di aver capito che ci sono molte “zone d’ombra”, punti poco chiari e che possono essere interpretati in più modi.

  20. sisige ha detto:

    Sono molto colpita dall’aspetto triste ed invecchiato di Cristina; era davvero carina e felice ai tempi del matrimonio e mi dispiace per tutta la vicenda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici di funzionalità (per la corretta navigazione) e di terze parti per migliorare la tua navigazione. Accetti i cookie sia cliccando sul pulsante a lato che continuando la navigazione del sito. Clicca per la Cookie Policy.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi