Royal wedding: i conti di Parigi, ovvero quando ti senti re anche se non hai più un trono

Royal wedding: i conti di Parigi, ovvero quando ti senti re anche se non hai più un trono

conti di Parigi

I conti di Parigi, ovvero Henri d’Orléans e sua moglie Isabelle d’Orléans-Braganza, hanno dominato mezzo secolo la scena mondano-aristocratica francese e benché poco conosciuti in Italia sono in qualche modo legati anche al nostro paese poiché non solo una delle loro figlie sposa Amedeo duca d’Aosta (e chi ha letto “Cifra Reale” sa che non sono stati suoceri di tutto riposo) ma il loro fastoso matrimonio è stato celebrato a Palermo. Henri ed Isabelle discendono entrambi da Luigi Filippo d’Orléans, re dei francesi, e attraverso di lui dal fratello minore di Luigi XIV, Philippe d’Orléans. Il conte di Parigi, scomparso nel 1999, si è sempre considerato il re di Francia “de iure” (e anche ha avuto per molti anni velleità politiche) quindi le sue nozze e quelle dei suoi numerosi figli sono stati dei veri e propri royal wedding.

conti di Parigi

Henri e la bellissima Isabelle uniscono quindi i loro destini in Italia, l’8 aprile 1931, ma come mai quello che all’epoca è il “delfino di Francia” si sposa così lontano dalla sua terra natale? Semplice, dal 1884 tutti i “pretendenti al trono”, cioè i discendenti degli ex sovrani francesi (Borbone dei due rami e Bonaparte) sono costretti all’esilio. In più Henri è un giovanotto che si è fatto notare, si interessa di politica e cerca disperatamente un posto al sole e possibilmente un ruolo.

conti di Parigi

 L’evento, che come tutti i matrimoni reali ha un notevole peso dinastico, rischia di non essere solo un appuntamento mondano è guardato con un certo timore dalla Repubblica, così alla famiglia viene discretamente ma risolutamente consigliato di andare a festeggiare il più lontano possibile dai confini francesi. Gli Orléans risiedono fra il Belgio e il Marocco ma in Sicilia possiedono ancora l’antico palazzo eredità della regina Maria Amelia, moglie di Luigi Filippo e figlia di Ferdinando IV re di Napoli ed è proprio in questa sontuosa dimora che si svolge il ricevimento nuziale, mentre la cerimonia religiosa viene officiata nella cattedrale cittadina alla presenza dei rappresentanti delle case regnanti di tutta Europa.

Parigi3

La sposa, che entra nella cattedrale al braccio del padre Pedro d’Orléans-Braganza, indossa un abito di lamé d’argento ricamato a fogliami dono dei monarchici di Lione; le sue calze di seta ricamate con i gigli di Francia sono un omaggio dei realisti di Gand. Il lungo velo, decorato con gli stemmi di Francia e di Orléans-Braganza, è fermato da un gioiello realizzato per Isabelle nell’atelier parigino di Fillon con pietre smontate da un diadema e da un altro monile di famiglia appartenuti alla duchessa di Chartres la nonna paterna di Henri. Il risultato di questa rielaborazione è un monile molto al passo con i tempi e cioè un bandeu art déco che può essere smontato e trasformato in un bracciale e due spille quadrate.

DiademaParis

BandeauIsabelle

I conti di Parigi sposi a Palermo

Isabelle porta anche degli orecchini con perle a goccia e diamanti anch’essi eredità della duchessa di Chartres e arrivati a lei attraverso la madre, principessa di Joinville e un lungo sautoir di perle dono di nozze del duca di Chartres alla moglie e proveniente dalla madre di questi, la duchessa di Orléans.  Alla solenne e fastosa cerimonia palermitana assistono oltre 4000 persone, mentre al successivo ricevimento nei giardini del palazzo d’Orléans intervento 1500 ospiti. I testimoni degli sposi sono altrettanti prestigiosi: per lei i principi Henri d’Orléans-Braganza e il principe Czartoryski e per lui lo zio infante Carlo di Borbone-Sicilia e il cognato il principe Amedeo di Savoia duca delle Puglie. Nel pomeriggio lo sposo pianta nel parco del palazzo una quercia portata dalla Francia e nello stesso istante a Parigi il generale Lavigne-Deville porta sulla tomba del Milite ignoto una palma di bronzo con la scritta “Au sold inconnu, un exilé: Henri conte de Paris”.

Paris

Henri e Isabelle sono entrambi giovani e bellissimi e molto presto diventano il fulcro della propaganda orleanista; fin dai primi anni di vita coniugale la contessa di Parigi gode di un prestigio e di un rispetto particolari, che uniti al fascino straordinario, a una personalità piuttosto esuberante e a un carattere molto vivace le consentono di essere sempre sul davanti della scena. La contessa di Parigi è una donna moderna e intraprendente per certi versi, ma anche conservatrice, bigotta e autoritaria. Si considera libera ma resta sottomessa al marito; nonna amatissima di 49 nipoti però fallisce è una madre tutto sommato disinteressata e assente di 11 figli. Insomma un personaggio dalle mille sfaccettature e dalle molte contraddizioni.
Durante la celebre crociera dei re, organizzata negli anni Cinquanta dalla regina Frederika di Grecia, la contessa di Parigi racconta che per caso si ritrova accanto a un ragazzino maleducato e dispettoso di nome Juanito. Non riuscendo più a sopportarlo, Isabelle imburra con cura una bella fetta di pane e gliela pianta in faccia. «Il poveretto», racconta la principessa nelle sue memorie, «ha rischiato di finire soffocato dal pane e dallo stupore e non ha più pronunciato una parola per tutto il resto della serata! Ma era già un buon giocatore e non mi ha mai portato rancore». Il re di Spagna, Juanito appunto, la cui famiglia aveva condiviso parte dell’esilio portoghese dei conti di Parigi (la madre di Juan Carlos e Henri d’Orléans sono cugini di primo grado), resterà infatti sempre legato da grande affetto a quella che, nel ristretto circolo dei reali, tutti chiamano “tante Bebelle”.

conti di Parigi sposi
Qualche decennio prima la duchessa di Guisa, suocera di Isabelle, aveva chiarito che una “vera signora” compare sulla stampa con il suo nome solo «il giorno della nascita, il giorno del matrimonio e quello della morte». La nuora invece compare abbondantemente sulle pagine della stampa rosa («Point de Vue» in testa) d’oltralpe. A lei indubbiamente piace, ma dietro questa massiccia presenza sui media c’è anche un disegno preciso: il conte di Parigi desidera farsi conoscere, vuole riallacciare i legami della sua famiglia con la Francia, la patria tanto amata e così tenacemente rimpianta in cui è potuto tornare solo nel 1950. Da sempre il sogno di Henri è quello di rientrare in gioco, di avere un ruolo ufficiale e pubblico e servire in qualche maniera il suo Paese. Il conte di Parigi ci proverà in tutti i modi, per anni, impegnando energie e risorse economiche, e il generale De Gaulle coltiverà le sue illusioni. La politica e i dissidi dovuti a caratteri diametralmente opposti e a certe scelte dei figli incrineranno questa unione ufficialmente perfetta. A metà anni Ottanta la coppia “regale” è già in crisi da tempo e ognuno vive la sua vita, lui perso dietro all’attività politica, poi impegnato nella stesura di libri e memoriali e nella gestione della fondazione Condé a Chantilly, lei totalmente dedita ai suoi interessi, i matrimoni dei figli, dei numerosissimi nipoti, le nascite dei pronipoti, i viaggi, la vita sociale, le visite nell’amata Normandia natale, la pubblicazione di libri che hanno un notevole successo. Ufficialmente però nulla è cambiato, e la “famiglia reale” francese cerca di mantenere le apparenze di splendore e di armonia. Grande è quindi la sorpresa quando, nel 1985, i famosi zaffiri degli Orléans, una splendida parure ereditata dalla regina Maria Amelia indossata dalle mogli dei “pretendenti”, vengono venduti al Louvre. Ai problemi personali infatti si sono aggiunte anche le difficoltà economiche; la fortuna degli Orléans, enorme nel XIX secolo, si è andata riducendo nel corso del Novecento, in parte per via di investimenti sbagliati, in parte anche a causa delle spese colossali legate ai sogni politici del conte di Parigi. Cinque dei suoi figli lo accusano di avere dilapidato la loro eredità e lo trascinano in tribunale con l’obiettivo di fermare le alienazioni, ma la giustizia francese dà ragione all’anziano principe, che nel frattempo si è ufficiosamente separato dalla moglie e vive con un’altra donna. Gli ultimi anni della coppia sono difficili e tristi, fra cause e vendite delle opere d’arte e dei preziosi cimeli storici accumulati da generazioni di Orléans, e alla morte di Isabelle, nel 2003, il patrimonio della famiglia viene definitivamente e irrimediabilmente disperso.

I conti di Parigi sono genitori di undici figli, 5 maschi e 6 femmine, e visto che i matrimoni del passato ci piacciono sempre tanto ecco una mini gallery sulle nozze nella famiglia Orléans che all’epoca – anni ’50-’60 del Novecento – hanno fatto molto scalpore per il fasto e la sontuosità e gli invitati regali. Le nozze delle cinque “figlie di Francia” sono state raccontate e fotografate da Point de Vue in primis e da tutta la presse du coeur francese.

Helene

Le figlie dei conti di Parigi

La prima a convolare, nel gennaio del 1957, è la bellissima terzogenita Hélène che sposa Evrard de Limburg-Stirum. Un marito non propriamente di sangue reale, ma uscito comunque da una grande famiglia dell’aristocrazia belga. Le nozze vengono celebrate molto fasto e alla presenza di parecchie teste coronate, nella chiesa neogotica di Dreux, in Normandia, dove sono sepolti quasi tutti gli Orléans. Un po’ triste come cornice per un matrimonio ma il conte di Parigi vuole che l’evento (il primo dopo il rientro dall’esilio nel 1950) si svolga tutto a casa sua e nella sua chiesa. La principessa indossa un abito di broccato pesante disegnato da Dior e il suo lungo velo è fermato con piccolo diadema art déco in brillanti e zaffiri che era stato il dono di nozze dei monarchici francesi alla madre.

Helene2

Nel 1960 in famiglia si celebra un matrimonio davvero regale perché questa volta lo sposo è l’erede dei duchi di Wurtemberg una delle più antiche e prestigiose famiglie sovrane dell’ex impero germanico. Diana d’Orléans, appena ventenne, è bellissima e ha un personalità un po’ bizzarra; nella serissima e compassata corte tedesca dei suoceri porterà un po’ di scompiglio ma la coppia, fra altri e bassi, mette al mondo sei figli e regge alle intemperie della vita.

Diane8

L’abito della splendida principessa francese è opera di un giovane sarto parigino, un certo Yves Saint Laurent che all’epoca lavora per Dior; essenziale e puro nelle linee è uno dei più belli della sua epoca. Il diadema, imponente, invece è la tiara nuziale dei Wurtemberg entrata in famiglia con Marie d’Orléans lontana prozia della sposa. La cerimonia e le feste si svolgono tutte in Germania, nel castello di Althausen nei pressi del lago di Costanza, perché così è la tradizione quando a sposarsi è il capo del casato o il suo erede diretto.

Diane9 (2)

Diane10 (2)

Diane

Infatti nel 1964, quando Claude la penultima delle femmine di casa Orléans sposa Amedeo di Savoia duca d’Aosta, si festeggia in Portogallo in casa dell’ex re d’Italia Umberto II. Fra l’altro poco lontano dalla Villa Italia c’è anche una residenza degli Orléans che hanno passato parte del loro esilio nei pressi di Sintra.  Claude porta un abito di broccato, il velo di pizzo della madre, il diadema dei Savoia-Aosta.

Claude

Sempre nel 1964 Dreux fa da sfondo alle nozze della primogenita Isabelle con il conte Friedrich-Karl di Schönborn-Buchheim; anche in questo caso niente famiglie reali ma un’Altezza Serenissima, proveniente da un grande casato austriaco “mediatizzato”. Isabelle, indossa un abito disegnato da Balmain in broccato pesante con una sopravveste e fra i capelli porta una retina dorata fermata da un pettine di brillanti appartenuto alla bisnonna principessa di Joinville, passato alla figlia duchessa di Chartres e da lei lasciato in eredità al nipote Henri conte di Parigi.

Isabella

Isabelle

Isabelle, la primogenita dei conti di Parigi

Nel frattempo anche un’altra delle sorelle Orléans ha trovato l’uomo della propria vita, ma il conte di Parigi mette un drastico veto al matrimonio nonostante l’unione sia molto, molto prestigiosa. Alle nozze ateniesi di Juan Carlos di Borbone e Sofia di Grecia la discreta e tranquilla Anne, terzogenita delle femmine, rivede don Carlos di Borbone-Sicilia, figlio ed erede dell’infante don Alfonso (a sua volta figlio di una delle sorelle di Alfonso XIII) e se ne innamora. In virtù del suo matrimonio spagnolo il nonno di Carlos aveva rinunciato al diritto di primogenitura del ramo italiano, ma il figlio Alfonso fa marcia indietro e la querelle dinastica si trascina per anni. Il conte di Parigi, che non vuole prendere posizione (anche se sono tutti parenti stretti, visto che don Alfonso è il fratellastro della cognata), si oppone alla storia d’amore e la povera Anne ci mette tre anni a ottenere il consenso del padre, grazie anche all’intervento dello zio materno don Pedro di Orléans-Braganza. [La querelle è spiegata qui]

Il matrimonio verrà celebrato a Dreux nel 1965 e la sposa sceglie un abito semplicissimo di Balmain impreziosito da un magnifico velo ricamato con i gigli di Francia che poi poteranno tutte le sue figlie. Nella complicata acconciatura (opera del famoso Alexandre de Paris che per decenni pettina tutte le donne della famiglia) brilla il piccolo pettine di diamanti indossato anche dalla sorella maggiore Isabelle. Molti anni dopo una delle figlie di Anna, Inès, indosserà il vestito nuziale della madre (e un insolito diadema di corallo rosso) ma di questo matrimonio pur abbastanza recente girano pochissime foto.

Anne2

Qui sotto un nel primo piano della sposa con il pettine di diamanti e gli orecchini di perle e diamanti indossati dalla contessa di Parigi per le sue nozze.

Anne

 Anne5

Infine nel 1972 è la volta dell’ultimogenita dei conti di Parigi, Chantal che sposa un barone François-Xavier de Sambucy de Sorgue, rampollo di una grande e antica famiglia provenzale. La principessa sceglie Pierre Balmain per l’abito nuziale (di pesante cotone operato con maniche a palloncino e un lungo mantello di corte) e fra i capelli porta un diadema Mellerio regalo dei suoceri.

Chantal

Le nipoti dei conti di Parigi

Nessuna delle figlie dei conti di Parigi ha indossato il bandeau-diadema che evidentemente poco si addiceva alle acconciature dell’epoca; il prezioso gioiello si è rivisto fra i capelli di una nipote, la bellissima Clotilde di Orléans che nel 1993 sposa Edouard Crépy con indosso un magnifico e sontuoso abito firmato da Gianfranco Ferrè all’epoca alla guida della maison parigina Dior.

 Clotilde2

Clotilde3

La sorella minore Adélaïde invece sceglie di fermare il suo velo con il piccolo diadema art déco della nonna e anche lei come la sorella porta una creazione di John Galliano per Dior.

Adelaide

Sulle complicate vicende dei conti di Parigi

Se volete saperne di più sui Royal Wedding inglesi

Il castello di Amboise è ancora proprietà degli Orléans attraverso la fondazione Saint Louis
https://www.chateau-amboise.com/n/it/

Condividi su:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Share on StumbleUpon0Email this to someone

74 Commenti

  1. Ale ha detto:

    sei stata velocissima @marina! complimenti come sempre! 😉
    pur essendo due figure molto particolari, devo ammettere che hanno avuto il loro fascino. certo come suoceri sono stati difficilini …
    ma bisogna dire che l’attuale conte di parigi non vale neanche la metà del padre e che forse, gode di più rispetto in famiglia e tra le case reali l’erede jean, che se non sbaglio ha avuto una bella eredità dalla nonna, foreste soprattutto. compresi gli ultimi zaffiri rimasti, gli orecchini dei gioielli della corona, in più dalla madre ha ottenuto il collier di mellerio del 1957 che può essere portato anche come diadema.

    http://diamantsdelacouronne.free.fr/Diamants%20de%20la%20Couronne/Parure%20de%20saphirs/index.html#Saphirs%20Vendome.jpg

    https://www.facebook.com/109335265815018/photos/pb.109335265815018.-2207520000.1444055198./648380198577186/?type=3&theater

    tra le foto del matrimonio del conte di pargi a palermo me ne ricordo anche una con Umberto II davanti a tutti in chiesa al posto d’onore, probabilmente perché era in rappresentanza di suo padre.

  2. tody ha detto:

    A dire il vero il conte di parigi un occasione di rientrare in gioco l’ha avuta, giugno 1940 le armate tedesche occupano Parigi, Hitler trionfante passeggia sotto la Torre Eiffel, il governo sbandato a Bordeaux in una rotta con ignominia che non ha niente da invidiare all’8 settembre 1943 italiano è rimpiazzato tramite da Petain che fonderà Vichy. Un ufficiale sconosciuto parla alla radio per incalzare i francesi a resistere all’occupante diventerà De Gaulle. Pochi sanno però che quello che diventerà il generale cercò in tutti i modi di convincere il conte di parigi ha parlare a nome della Francia libera a radio londra, il conte rifiutò per non inimicarsi i tedeschi, l’avesse fatto oggi la francia sarebbe una monarchia.

  3. luka ha detto:

    http://i49.tinypic.com/vs2lqh.jpg

    Madame Isabella ha sicuramente un suo stile e consapevolezza del proprio ruolo!
    Diverse pronipoti portano il suo nome, compresa la piccola Aosta, perché anche i nipoti spesso hanno contratto matrimoni importanti e di rango o comunque con legam di parentela con le varie dinastie europee!
    Le cinque figlie Orleans, a differenza dei figli maschi, sono proprio belle!

  4. https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    Proprio adesso ho letto che il marito di Anne, l’infante son Carlos duca Calabria è morto stamani.
    insieme ai figli e alle sorelle di Juan Carlos era l’unico della famiglia del re ad avere il titolo di infante – privilegio peraltro non esteso alla moglie – ed era anche nella linea di successione al trono. Sua nonna era la sorella maggiore di Alfonso XIII e sua madre Alice di Borbone Parma, figlia di un fratellastro di Zita. suo padre Alfonso era il fratellastro della contessa di Barcellona, madre dell’ex re di Spagna. Se vi ricordate e’ stato lui con la moglie ad aprire il corteo il giorno delle nozze di Felipe e Letizia.

    • tody ha detto:

      Era uno dei contendenti ramo spagnolo per il trono delle due sicilie, ramo spagnolo riconosciuto dalla Corona di Spagna. Stava male da molto tempo ed aveva delegato tutti i suoi affari al figlio che l’anno scorso era a napoli per la cerimonia che ha visto il mutuo riconoscimento dei due rami con un accordo fra gentiluomini.

  5. luka ha detto:

    https://40.media.tumblr.com/a79628b05f029f50cc60942599f7a99e/tumblr_n12ggjgHEK1qzjmo0o1_500.jpg

    Gli eredi della riappacificazione familiare dei Borboni due Sicilie: il principe Jaime, nipote del defunto Carlo e di Anna d’Orleans, con le “cugine” Maria Carolina e Maria Chiara (figlie dei duchi di Castro)!
    Cento anni fa il tutto sarebbe stato suggellato da un matrimonio dinastico! 🙂

  6. Ale ha detto:

    è vero gli orleans discendono in linea maschile da luigi XIII ma per via femminile anche da luigi XIV. il secondo duca, quello che fu reggente per luigi XV, fu obbligato dallo zio re sole a sposare mademoiselle de blois, Francesca Maria di Borbone, sua cugina prima, figlia appunto del re e della montespan.
    se non sbaglio la madre dello sposo ne rimase sconvolta, cercò di opporsi con tutte le sue forze arrivando anche a schiaffeggiare il figlio in pubblico a versailles. dopotutto fu una bella forzatura, prima il re legittimò i figli nati dal matrimonio (dotandoli di ricchezze e titoli) e poi addirittura fece sposare la figlia con il primo principe del sangue. proprio in occasione di queste nozze gli orleans entrarono in possesso del palais royal di parigi che divenne la loro storica residenza fino a luigi filippo. il palazzo infatti apparteneva alla corona che lo aveva eredito dal cardinale Richelieu, luigi XIV lo donò al fratello perché acconsentisse alle nozze.

    • Ada Vittoria ha detto:

      Ale tutte le figlie legittimate di Luigi XIV si sposarono con principi del sangue. La figlia della La Valliere sposò il principe di Conti mentre la figlia maggiore della Montespan l’erede di Condè (e anche uno dei maschi, Maine si sposò con una delle figlie di Condè). E’ anche vero che quel ramo della famiglia non era sempre in buoni rapporti con il re: il nonno paterno aveva avuto grossi contrasti con Enrico IV e tutti e i tre i suoi figli avevano fatto parte della Fronda e in famiglia c’erano già stati matrimoni di comodo: la madre di Conti era l’altra Martinozzi (nipote di Mazzarino e sorella della Duchessa di Modena e quindi cugina delle sorelle Mancini) mentre il futuro Condè era figlio di una nipote di Richelieu. La cosa divertente è che Luigi XIV aveva sposato le figlie mirando sempre più in alto (e offrendo quindi doti sempre maggiori) e quindi da sposate il loro ordine di precedenza era l’esatto contario dell’età (il che spiega perchè Francesca Maria fosse in pessimi rapporti con la sorella e la sorellastra). Non mi pare che il futuro reggente fosse stato costretto dal Re ad accettare il matrimonio (la dote era più che sufficente per convincerlo) mentre i suoi genitori decisamente sì (e la reazione di Liselotte sembrerebbe confermarlo).

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        avendo approfondito parecchio la storia del Reggente ti posso dire che non fu affatto contendo della moglie che gli viene imposta.

        • Ada Vittoria ha detto:

          Che si odiassero dopo il matrimonio è sicuro, ma da entrambe le parti. Dicevo solo che credo che il loro fu il classico matrimonio di interesse: lui portava puro sangue reale e il titolo, lei moltissimi soldi e un po’ di sangue reale illeggittimo, poi che lui in seguito si sia amaramente pentito di essersi fatto comprare dallo zio è storia ben nota e lo dimostrò anche vendicandosi sui cognati.

  7. luka ha detto:

    http://casarealnavarra.com/ALICIA_archivos/39.11.InvestiduranuevosCaballerosyDamasOCSJ.Madrid.25-10-2012.jpg

    Don Carlos con il figlio don Pedro e il nipote don Jaime nel 2013 in una delle sue ultime apparizioni pubbliche!

  8. fiordistella ha detto:

    Leggo su wikipedia che i conti di Parigi ebbero una figlia prima del matrimonio, Maria Giacomina Coletta d’Orléans, nata nel 1929 e subito allontanata dalla Francia, della quale si è sempre saputo ben poco…E’ possibile? Mah!

  9. Rollone il Pedone ha detto:

    Anche io l’ho letto su wikipedia. Ne sapete qualcosa?!?

  10. luka ha detto:

    @Marina
    Tale Pierre Brieu Horeau nato nel 1982 ha scritto un libro nel 2007 nel quale rivendica questa discendenza, come fa riferimento la nota e qualche italiano lo ha inserito in Wikipedia!!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      e va bene prendiamo nota anche di questo… stamani vi cito un episodio raccontato dalla contessa di Parigi… pare che la mattina dopo le nozze la duchessa di Guisa che doveva essere un tipo un po’ sui generis – d’altronde la sorella è la famosa duchessa di Aosta di ma cousine la bergère – suocera di Isabelle abbia apostrofato la neo sposina con una frase di questo tipo (cito a memoria e traduco a braccio): “allora questo tunnel è stato finalmente aperto?!?!?”… dite che aveva avuto un figlio fuori dal matrimonio?!?! mahhh forse se figlio illegittimo c’è stato magari è solo di Henri, ma di lei così bigotta figuriamoci se metteva al mondo un figlio fuori del matrimonio.

  11. elettra/cristina palliola ha detto:

    Finalmente un po’ di tempo per poter commentare questo post, così ben costruito e pieno di cose da dire!
    Le figlie del conte di Parigi, tutte belle come abbiamo visto e anche tutte con personalità abbastanza spiccate! Le due più conosciute sono ovviamente Claudia per via del matrimonio con il nostro Amedeo di Savoia-Aosta e che lo stesso duca ci ha raccontato nel suo ultimo libro, e la sorella Diana che sposata Wurtemberg e che è anche una buona scultrice e non ha mai avuto il timore di rovinarsi le mani, con crete e altri materiali pur di dare sfogo alla sua inclinazione
    Tutte sono state tra le spose più regali di quegli anni, tutte in broccati e veli ricamati con il giglio di Francia, tutte con chignon elaborati , di grandissima moda in quegli anni, pensati dal grande Alexander. La più estrosa forse, la più grande delle femmine e anche primogenita , Isabella, che sceglie un abito un po’ diverso,e sicuramente un velo fuori dal coro, una veletta dorata .
    Una madre e un padre piuttosto pesanti, che si sentono più sovrani dei veri sovrani su troni veri; lei Isabella, la madre, che se fosse davvero potuta diventare regina di Francia avrebbe oscurato tutte le regine e le favorite che l’ avevano preceduta…..altro che ” il nome di una signora compare solo il giorno della nascita, del matrimonio e della morte”!…il suo nome era sempre su tutti i giornali, per lei e per la numerosa nidiata…leggo anche di una figlia nata prima delle nozze…..non mi meraviglierei fosse vero! sono stati sicuramente vivaci, da questo punto di vista e allora non si poteva ricorrere alla pillola, ma la contessa di Parigi non l’avrebbe mai presa, contraria e bigotta come era! contraria anche ai divorzi, e abbiamo visto cosa ha fatto passare alla figlia Claudia, dopo la separazione dal marito..
    Forse tutto questo rigore fatto più di apparenza che di convinzione vera, ha portato molti figli a scegliere strade spesso, non consone al loro rango, ma anche solo di ribellione, normale in anni adolescenziali, ma che diventa conflittuale quando si ha un età matura…chi sposa divorziate, chi fa matrimoni morganatici, chi muore in Algeria, chi entra nella Legione Straniera…e il padre sempre lì a cancellare i figli dalla linea dinastica, di uno tra i troni più improbabili dell’ Europa, poveri principi! riammessi poi tutti, dopo la sua morte dal fratello, che anche lui, per un periodo aveva subito la stessa pena.Credo che tutti i figli abbiano avuto, chi per una ragione, chi per l’altra, giorni non proprio felici: le femmine un po’ più ubbidienti come allora era richiesto e non solo per le principesse, i maschi, più bontemponi, ma più castigati
    Oggi , una famiglia normale, sarebbe fiera di tutti questi figli così liberi, eclettici, dinamici molto versatili e innovativi, ma loro invece ,devono aver bevuto molto fiele…anche i ricchi piangono!

    • Pellegrina ha detto:

      Chi è morto in Algeria?

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        Francesco d’Orleans…nel 1960, quinto figlio e secondo maschio della coppia, ” mort au champ d’honneur” in Algeria
        Anche Teobaldo, 12° e ultimogenito è già morto, nella Repubblica Centraficana ( 1983) Dei 4 maschi, solo i due gemelli, sono ancora vivi: Michele ( del quale abbiamo più volte parlato perchè di lui era innamorata la principessa Irene di Grecia, che non sposò) e Giacomo
        E , a proposito delle ingerenze dei due genitori, nella vita dei figli e del loro indirizzarli verso matrimoni di rango, pena la cancellazione dalla linea dinastica, è tutto da scoprire perchè questo matrimonio con Irene di Grecia non si fece….Irene era principessa figlia di re, sorella di re,pronipote del kaiser e discendente da ambo le parti dalla regina Vittoria e dalla famiglia reale di Danimarca, con tutti i quarti più che meritevoli di attenzione. Le nozze erano programmate per essere celebrate nel 1966, quando la Grecia, viveva un momento di grosse difficoltà e sicuramente gli Orleans non gradivano gli orizzonti politici che si profilavano ad Atene…..fu per questo?…. fu per il colpo di stato dei colonnelli?….fu perchè, poco dopo, Costantino fuggì e la famiglia reale non coagulava più , intorno a se, molte simpatie?….fu semplicemente perchè a Michele, nulla importava della povera Irene e prese tutte queste scuse, per salutarla? ….era stato invitato dai genitori a sposarla e si rifiutò lui dopo le disavventure greche, o fu anche in questo caso, costretto a lasciarla, per volere dei genitori ?
        Michele fece un matrimonio morganatico,in Marocco ( sembra che l’Africa entri molto, con questa famiglia) fu cancellato dalla linea dinastica dal padre, divorziò dalla moglie, e fu riammesso con titolo e tutto il resto, dal fratello, quando l’ anziano conte di Parigi, morì

  12. elettra/cristina palliola ha detto:

    Poichè la nostra capissima Marina, ha lanciato – giustamente- un anatema su FB contro chiunque avesse sbagliato ad usare l’apostrofo con l’articolo indeterminativo UN, che vuole l’apostrofo quando è femminile e lo rifiuta quando è maschile,rileggendo mi si sono rizzati i capelli, vedendo che avevo scritto “un’età “senza l’apostrofo.,…@Marina, pietà !!!! io so che tu sai che io so, come un simpatico film di Alberto Sordi e Monica Vitti!….fu una svista, un errore di battitura, non fu errore d’ignoranza!…se avete dubbi, “anatema” è sostantivo maschile, quindi senza apostrofo!

  13. tody ha detto:

    Hanno perso smalto,denaro, rispetto e reso pèossibile ai pretendenti spagnoli di farsi avanti con una certa consistenza in attesa che ne arrivino altri come sempre succede quando si sente odore di carogna fresca.

  14. sabrina ha detto:

    Cara Marina
    molto interessante come sempre questo post ma per me mancava un dettaglio fondamentale la data di celebrazione del matrimonio ho dovuto ricostruirlo e poi controllare altrove. Probabilmente gli altri lettori del blog lo sapevano ma nei post del matrimonio ha sempre indicato con precisione la data di celebrazione

  15. Ale ha detto:

    mi stavo facendo una domanda… qualcuno sa se la principessa claudia ha ereditato qualche gioiello diciamo di pregio della madre? perché un giorno in effetti potremmo vederlo indossato dalla principessa olga (moglie di aimone di savoia), o dalle cognate.

  16. Ale ha detto:

    ho appena letto che il duca di calabria sarà sepolto all’escorial.

    http://www.noblesseetroyautes.com/2015/10/le-duc-de-calabre-reposera-a-lescorial/

    dopotutto faceva parte della linea di successione al trono spagnolo, è un bel gesto da parte del re di spagna.

  17. tody ha detto:

    Solo lui ed una delle figlie che ha sposato un arciduca d’austria così lessi su un sito spagnolo che giocava con due costituzionalisti a vedere quanti erano in linea di successione al trono di spagna.Infatti dicevano che la vecchia legge sui matrimoni diseguali a questa linea si applica ancora, alcuni però lo contestano ma per ora sono in minoranza. Un po come nella nuova legge inglese che applica il principio di primogenitura assoluta, senza dffirenza per maschi e femmine solo ai discendenti di Carlo e Andrea d’Inghilterra mentre per gli altri le vecchie regole. Gli interpreti della costituzione spagnola degli articoli sulla successione a Juan Carlos dicono che siccome la costituzione menziona solo la sua linea la nuova legge, per modo di dire e del 1979 si applica solo a loro. Se non ricordo male comunque il primo figlio del duca di noto è nato fuori dal matrimonio avvenuto poi in seguito e molto felice hanno sette figli, e Juan Carlos allora sovrano lo avrebbe sempre considerato come privo di effetti dinastici per la corona di spagna, ovviamente questo non vale per la contesa sulle due sicilie.

    • Dora ha detto:

      sei sicuro che il cambiamento della legge inglese valga solo per i discendenti di carlo e andrea e non per tutti quelli nati dopo una certa data?

      • tody ha detto:

        Non sicurissimo mi pare di aver letto così comunque basta andare su wiki alla pagina in inglese succesione al trono britannico è riportato il link sulle nuove regole, l’ho posto come esempio di applicazione di norme diverse alla stessa fattispecie.

    • Ale ha detto:

      perché di andrea?? tanto ha solo figlie femmine. ho sempre creduto che si riferisse a quelli nati dopo una certa data e che non fosse quindi retroattiva

      • Andrea ha detto:

        Esattamente. L’Atto è del 2013 (entrato in vigore quest’anno) e riguarda tutti quelli nati dopo il 28 ottobre 2011. Infatti i figli di Lady Davina Lewis, una delle figlie del duca di Gloucester, nati lei nel 2010 e lui nel 2012, si sono scambiati i posti ed ora la bimba precede il fratellino.

        • tody ha detto:

          E’ anche retroattiva il figlio del duka di kent escluso perchè sposato con una cattolica ma non convertito al cattolicesimo è stato riammesso alla successione con le nuove regole che non proibiscono più il matrimonio con cattolici. Resta il bando ai cattolici causa del fatto che UK è uno stato confessionale anche se solo sulla carta in quanto il sovrano capo della Chiesa Anglicana. A tal proposito mi sono sempre chiesto quale sia la posizione della moglie di Carlo padre di William, in quanto la chiesa anglicana come quella cattolica non ammette il divorzio. Questo potrebbe fra qualche anno favorire l’ascesa di William saltando il padre che si trova in contrasto con le leggi della chiesa anglicana di cui dovrebbe essere il capo sebbene solo un capo onorario.

          • Ada Vittoria ha detto:

            La posizione di Camilla non dovrebbe essere un problema per la Chiesa Anglicana (è Carlo che deve essere in regola e lui è un vedovo che si è risposato civilmente perchè lei è una divorziata). Camilla è inglese con un solo divorzio alle spalle e non ha figli da Carlo (che invece ha due figli maschi da regolare matrimonio) il che la rende molto diversa dall’inaccettabile Wallis (e poi i tempi sono cambiati parecchio da allora)

  18. Marco ha detto:

    Onestamente mi chiedo se abbia senso che certe ex case reali si appellino a vecchie regole che al giorno d’oggi sono del tutto superate.
    Ormai quasi tutte le case reali in carica hanno contratto matrimoni “diseguali” con borghesi, attrici, sexy modelle, ragazze madri………..

    • tody ha detto:

      Non è importante il costume della società, ma che la norma sia vigente, e la casa di spagna per ora è ancora regnante.

  19. Ale ha detto:

    @marco secondo me invece ha senso. non importa quanto sia vecchia la regola, se c’è va rispettata, il più delle volte comunque ci sono scappatoie. se una persona rivendica un ruolo o certi diritti, che il più delle volte oltre a avere carattere storico ha anche riscontri economici è giusto che vengano seguite determinate regole. se le trovano insopportabili possono sempre rinunciare alla loro posizione.
    è vero le norme sui matrimoni risultano antipatiche e le persone dovrebbero essere libere di sposare chi gli pare. ma nella maggior parte dei casi non serve il matrimonio paritario ma basta il consenso del capo famiglia e questo fa si che ci si possa sposare con chiunque. e poi per come la penso io non si può pretendere di considerare non valide le leggi dinastiche che non ci piacciono e invece pretendere che le altre vengano rispettate. le leggi dinastiche, spesso vecchie di secoli, non riguardano solo i matrimoni ma anche i titoli, gli stemmi, i trattamenti, la successione. quindi o tutto o niente, e si si sceglie niente allora una famiglia reale, per quanto non sul trono, non è diversa da qualsiasi altra famiglia e quindi smette di esistere.
    il fatto è che molti di noi sono abituati a fare il collegamento leggi dinastiche=matrimoni, ma curano anche un sacco di altri aspetti. oramai solo alcune case tedesche oltre al regio assenso prevedono nozze paritarie. tanti principi non più regnanti proseguono questa tradizione solo perché si frequentano tra di loro, o perché fanno comunque parte di un mondo chiuso, molto ristretto e esclusivo, e cercano qualche ereditiera quando devono rimpinguare le casse, raramente vediamo un royal che sposa una persona povera. per quanto di apparenza borghese la maggior parte dei nuovi principi o principesse per matrimonio fanno comunque parte dell’upper class.
    le case decadute se vogliono cambiare le regole dinastiche (se costituzionali) devono aspettare un eventuale ritorno sul trono.

  20. Ale ha detto:

    in qualche commento precedente avevo detto che il principe jean, il futuro conte di parigi, a naso mi sembra migliore del padre e più degno del suo passato… e oggi ne ho avuto la conferma (almeno così sembra). guardate cosa si è ricomprato all’asta dei giorni scorsi

    http://www.noblesseetroyautes.com/2015/10/le-duc-de-vendome-nouveau-proprietaire-des-ordres-royaux/

    l’oggetto forse più simbolico. il magnifico collare dell’ordine di santo spirito, massima onorificenza della monarchia francese. fu cancellata da luigi filippo che doveva dimostrare di essere democratico e cancellò tutti i simboli del passato, ma venne rivendicato come ordine cavalleresco e anche indossato da alcuni orleans dopo l’eredità dei diritti del ramo primogenito dei borbone con la morte del conte di Chambord.
    sinceramente mi fa piacere che il prossimo capo della casata abbia acquistato le vecchie onorificenze di cui un giorno sarà l’ipotetico gran maestro. che sia anche un indizio su suoi piani futuri? visto che luigi Alfonso di borbone dampierre porta le insegne di questo ordine, in futuro gli orleans magari pensano di riesumare questo antico ordine cavalleresco dei re di francia, dopotutto è presente nello stemma.

    • Ale ha detto:

      ho visto collari come questi sia al Louvre che al museo della legion d’onore di parigi e devo dire che sono oggetti strepitosi, di grande impatto visivo con tutti quegli smalti colorati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici di funzionalità (per la corretta navigazione) e di terze parti per migliorare la tua navigazione. Accetti i cookie sia cliccando sul pulsante a lato che continuando la navigazione del sito. Clicca per la Cookie Policy.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi