Ottanta anni fa la tragica morte della regina Astrid

Nell’estate del 1935 Leopoldo III e la regina Astrid trascorrono le vacanze in Svizzera nella loro bella villa sopra il lago di Ginevra. Il 29 agosto, poco prima di tornare a Bruxelles, Astrid vuole fare un’ultima escursione in montagna e Leopoldo si mette al volante di una Packard nuova fiammante. Verso Küssnacht, nei pressi del lago dei Quattro Cantoni, la regina che tiene sulle ginocchia la carta stradale, non riesce a decifrare il percorso e chiede aiuto al marito il quale chinandosi perde il controllo dell’auto. La spider esce di strada, si rovescia in un campo sottostante e finisce contro un albero. L’urto scaraventa i sovrani fuori dall’abitacolo, Astrid batte violentemente la testa e muore sul colpo. La bellissima sovrana, che non ha neanche trent’anni, lascia un marito distrutto dai sensi di colpa e tre figli ancora piccoli. Da quell’istante niente sarà più come prima perché Astrid aveva conquistato tutti; Leopoldo e l’interno Belgio si erano innamorati perdutamente di questa angelica principessa venuta dalla Scandinavia.

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Astrid con la coroncina tradizionale delle spose svedesi indossata per le nozze civili a Stoccolma

Astrid è la figlia di Carlo duca di Västergötland e di Ingeborg di Danimarca; i suoi zii sono il re di Svezia e quello di Danimarca, ma appartenendo a un ramo cadetto, lontano dal trono, cresce lontana dal fasto e dagli obblighi protocollari della corte. Carlo e Ingeborg si sono sposati per amore e la loro è una famiglia unita e serena. Educata per diventare una sposa perfetta e una madre, la principessa studia puericultura, economia domestica e buone maniere. Potrebbe essere dunque una delle tante ragazze del Gotha europeo a caccia di un marito di rango, se non fosse che, fin da adolescente, la sua bellezza lascia senza fiato: è alta, elegante, sottile, con un incarnato color della rosa tea, occhi verdissimi e soprattutto uno charme infinito e una dolcezza fuori dal comune.
Un giorno questa fanciulla meravigliosa incontra, forse per caso o forse no, il duca di Brabante erede al trono del Belgio. Quando e come Leopoldo e Astrid si siano conosciuti è un mistero: potrebbero essersi incrociati in Danimarca a casa della sorella di lei o a un battesimo, ma più probabilmente si incontrano grazie alle manovre della madre di lui, la regina Elisabetta, la quale suggerisce al figlio di cercarsi una moglie nei Paesi scandinavi. Sta di fatto che, nella primavera del 1926, durante una festa al palazzo reale di Amalienborg a Copenhagen, i due giovani danzano insieme diverse volte; qualche mese dopo la regina Elisabetta e il principe ereditario, di passaggio a Stoccolma, sono ospiti a pranzo del duca di Västergötland.

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Astrid e Leopoldo dopo le nozze religiose in Belgio

Il colpo di fulmine è reciproco, Leopoldo, che è un vero e proprio principe azzurro, bello, alto, romantico, perde la testa e da quel momento tutto procede molto in fretta. L’erede al trono si reca più volte in incognito in Svezia e la giovane viene invitata in Belgio, dove conosce re Alberto I, il futuro suocero. L’unione forse “aiutata”, consigliata, auspicata e favorita, anche se non del tutto combinata, si trasforma così in una vera grande storia di amore. Leopoldo si dichiara ufficialmente durante un soggiorno a Ciergnon, un castello immerso nei boschi delle Ardenne, e la sua domanda è accettata con entusiasmo.
I sovrani del Belgio sono felicissimi per la scelta del figlio maggiore e il 22 settembre 1926 davanti ai giornalisti accorsi per le foto di rito del fidanzamento si affrettano a fornire la versione ufficiale della storia: la coppia si è incontrata per caso in Svezia. Anzi la regina Elisabetta ci tiene a precisare che «niente è stato preparato. Sarei felice che lo diceste al nostro popolo. Nessuna considerazione politica ha prevalso nella decisione che vi abbiamo appena annunciato».

Astridsposa2La regina Astrid

I sovrani si sono conquistati la stima dell’intera nazione con il loro coraggioso comportamento durante la I Guerra mondiale e in questa felice occasione desiderano mettere in primo piano i sentimenti perché i calcoli politico-diplomatico-dinastici sono passati di moda e l’amore anche fra i “royal” non è più un tabù. Nella dinastia ci sono stati troppi matrimoni infelici e troppi sono finiti in tragedia (2), ora è tempo di lasciarsi guidare dal cuore.
«Sento per Leopoldo», scrive la principessa svedese a un’amica, «un amore che mi rende perfettamente felice, la mia anima dà ragione al mio cuore perché non credo esista al mondo un principe che più di lui meriti di essere amato». Dopo le nozze civili celebrate il 4 novembre in Svezia, Astrid raggiunge la sua nuova patria via mare, a bordo della nave “Fylgia”. L’8 novembre 1926 migliaia di persone affollano la banchina del porto di Anversa per scoprire il volto della loro principessa ereditaria, e in un istante la realtà si trasforma in una favola. Leopoldo sale sulla passerella per andare incontro alla sua sposa e la splendida Astrid interamente vestita di bianco come una vera “principessa delle nevi”, dimenticando protocollo, etichetta e buone maniere, si getta fra le braccia del futuro marito e lo bacia con strasporto. Il gesto spontaneo, inatteso e romantico scatena il delirio: la principessa ha conquistato il cuore dei belgi.

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La futura regina Astrid è bella, raggiante di felicità e sorride a tutti con infinita grazia. Inoltre lo sguardo che rivolge a Leopoldo cancella qualsiasi dubbio: i due si amano davvero alla follia.
Il 10 novembre la cattedrale dei Santi Michele e Gudula accoglie una sposa magnifica: Astrid indossa un abito in lamé d’argento realizzato dal sarto svedese Thunberg e ha in mano un bouquet di gigli e orchidee bianche. Questa coppia perfetta mette subito al mondo tre bambini bellissimi – Joséphine-Charlotte, Baldovino e Alberto – e partecipa subito intensamente alla vita del regno. Le “joyeuses entrées” sono un’occasione di incontro con la popolazione e la spontaneità di Astrid entusiasma la gente; la principessa offre il suo contributo a molte cause sociali e umanitarie, sostiene diverse associazioni e dà il suo patrocinio ad alcune iniziative a favore dell’assistenza materna e infantile. I duchi di Brabante effettuano anche diverse missioni ufficiali all’estero, viaggiano in Estremo Oriente, visitano l’Egitto e il Congo belga.

A differenza della suocera intellettuale e, per certi versi, piuttosto originale e anticonformista, la principessa ereditaria è prima di tutto una moglie e una mamma esemplare che si occupa personalmente dei suoi bambini. Astrid, inoltre, ha su Leopoldo, intelligente, ma spesso troppo rigido e intransigente, un’influenza particolarmente positiva: lo addolcisce, riesce a moderarne l’eccessivo perfezionismo e la testardaggine. Insomma in quegli anni il Belgio è una sorta di regno delle fiabe, con un sovrano gentiluomo, una regina protettrice delle arti e della cultura, una coppia di eredi felice e innamorata e una nursery reale che si sta riempiendo di bei bambini. Questa atmosfera idilliaca va in pezzi il 17 febbraio 1934, giorno in cui Alberto I, grande appassionato di montagna e alpinismo, muore cadendo da una roccia a Marche-les-Dames. Il re ha solo cinquantanove anni e viene strappato al suo popolo al culmine della gloria e della popolarità. I belgi tributano un commovente omaggio all’amatissimo sovrano che ha così bene incarnato lo spirito di indipendenza del Paese e accolgono con simpatia il nuovo re e soprattutto la meravigliosa Astrid, nuova regina. Giovane, bello, perfettamente educato per il ruolo che lo attende, Leopoldo III è da subito molto popolare e la regina Astrid contribuisce al suo successo fra la gente comune. Dal punto di vista politico però Leopoldo è guardato con un certo sospetto. Il re infatti non ama i compromessi ed è deciso a combattere strenuamente per ciò che ritiene giusto.

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La tragica morte della regina Astrid

La scomparsa della regina Astrid, a un anno e mezzo dalla morte di Alberto I, è uno choc e un dramma sotto molti punti di vista anche perché sull’Europa sta calando l’ombra scura della Germania nazista.
Le spoglie della giovane sovrana vengono subito rimpatriate in Belgio su un treno speciale e fino al giorno del funerale una folla immensa rende l’ultimo omaggio a questa regina tanto amata. L’ondata di dolore travolge il paese e la bella regina, idealizzata dalla morte, diventa quasi una santa anche perché nei pochi anni passati accanto a Leopoldo, oltre a conquistare i cuori con la sua aria dolce e materna, è prepotentemente entrata nell’immaginario romantico della nazione. Il re vedovo si chiude in se stesso, soffre di insonnia e ha continui flash back dell’incidente che un’accurata inchiesta dimostrerà essere dovuto solo a un errore umano e non a un difetto dell’auto. Poco a poco Leopoldo ricomincia ad assumere le sue funzioni ma, ormai privo dei consigli del padre e della presenza rassicurante della popolare Astrid, avrà rapporti sempre più tesi e difficili con le istituzioni del paese e con la classe politica.

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Nei pressi del luogo dove Astrid ha perso la vita oggi si trova una cappellina a lei dedicata

A Küssnacht Leopoldo perde non solo una sposa amatissima, ma anche la donna che lo riesce comprendere e lo aiuta a limare le asperità del suo carattere; Astrid sapeva come ricondurlo alla ragione, riusciva a vincere la sua inflessibilità spesso eccessiva e a controllarne l’intransigenza. Il re adesso è solo. La sorella Maria Josè è sposata al principe ereditario d’Italia, il fratello Carlo è un uomo chiuso da sempre geloso del primogenito, i figli sono ancora troppo piccoli. A Leopoldo resta come unico appoggio la regina madre Elisabetta, che se da un lato lo sosterrà nei momenti peggiori, dall’altro, temendo di vederlo sprofondare nella depressione, farà di tutto per favorire la sua relazione con una ragazza della buona borghesia. Un’ottima idea in teoria, ma nella realtà dei fatti un vero disastro.
Ancora oggi la “principessa delle nevi” regna sul cuore dei belgi che rimpiangono questa donna magnifica la cui scomparsa segna l’inizio di tanti drammi familiari e nazionali. E a Leopoldo III, che si risposa nel 1941 con la bellissima Lilian Baels, i sudditi non potranno mai perdonare di non essere rimasto fedele alla memoria dell’adorata regina Astrid.

Piccola curiosità: il ricordo della bella principessa Astrid lo potete trovare anche da… Ikea. Ebbene si il gigante svedese dei mobili e degli accessori ha, come sapete, anche un reparto food e se guardate bene fra i dessert c’è anche una cupolina rosa la BAKELSE PRINSESS. Avete presente? Ebbene questo dolcetto pare sia stato creato in onore delle tre figlie del principe Carlo di Svezia, le principesse Astrid, Margarethe e Martha futura principessa ereditaria di Norvegia. La versione originale è coperta da uno strato di pasta di colore verde ma il resto e cioè la génoise farcita con marmellata al lampone sono identiche.

 

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74 Commenti

  1. Simplicitas blog ha detto:

    Non conoscevo questa storia tragica e bellissima. Ma come sono sofisticate e belle le spose degli anni Venti?

  2. luka ha detto:

    Ebbi modo di conoscere la figura di Astrid in modo più completo bel 1997 con la morte di Diana: i rotocalchi univano nel simile tragico destino Astrid, Grace e Diana! Belle, morte giovani e con la garanzia di un posto sull’Olimpo! Forse solo per pochi, ma la figura di Astrid dopo ottant’anni non e’ ne offuscata ne dimenticata!
    @Marina
    Allora devo andare all’ikea solo per assaggiare i dolcetti principeschi… 😉

  3. Dora ha detto:

    bel post marina! 😀
    ps- se qualcuno trova la ricetta di queste BAKELSE PRINSESS e me ne dà notizia, sarà una delle ricette di ricette reali, quando riaprirà!

  4. elettra/cristina palliola ha detto:

    Ecco dei filmati su questa bella e mai dimenticata regina
    https://www.youtube.com/watch?v=1gh-N5TfwEI

    https://www.youtube.com/watch?v=yr1jtI7cKQk

    evidentemente questa giovane donna aveva la capacità di riuscire a spargere intorno a se, dolcezza e simpatia! i suoi tratti somatici li abbiamo visti sia nella figlia Josephine-Charlotte, sia nelle sue figlie Margherita e Astrid, che ne porta anche il nome, e anche in qualche pronipote
    Anche M.Josè, nella sua autobiografia , racconta di essere rimasta affascinata dalla bellezza, dalla semplicità e dalla dolcezza della cognata
    Nel filmato dove si vede uno spezzone delle nozze, si vede anche come questi reali siano visibilmente soddisfatti e come si bacino con trasporto e simpatia. M:Josè ci racconta come questo sentimento fosse vero e come furono allegri i festeggiamenti e i banchetti nuziali, con numerosi brindisi, che rendevano il tutto ancora più allegro…nessuna ombra sembrava esserci su questa unione che era nata sotto i migliori auspici…e invece…..
    Lilian non sarà stata una simpatica, sicuramente, ma sostituire una regina come Astrid era un’ impresa titanica e impossibile

  5. Alex ha detto:

    Mentre di Diana sappiamo molte cose e possiamo avere un quadro più o meno completo sulla sua persona, sulle sue luci e sulle sue ombre, di Astrid ci è giunta solo un’immagine di dolce devota e santa donna. Probabilmente lo era ma mancano le informazioni su tutta la sua persona, anche sui lati meno buoni o semplicemente umani.

  6. Lavinia ha detto:

    Quella di Astrid è davvero una storia triste, la conobbi quando due anni fa feci con i miei genitori un tour della Svizzera e da Lucerna ci portarono a visitare il lago e anche la cappella. La nostra guida per le escursioni era un’appassionata di storia e mi ricordo che ci raccontò tutta la sua storia. In Italia non la conosce davvero quasi nessuno e infatti prima di allora io non ne avevo mai sentito parlare…
    La prossima volta che vado all’Ikea cerco la bakelse princess 🙂

  7. elettra/cristina palliola ha detto:

    Astrid _ ce lo racconta sempre M.Josè- si era fatta allestire una piccola cucina all’interno del palzzo reale, dove spessissimo cucinava i piatti che le ricordavano la Svezia e che faceva assaggiare un po’ a tutti. Eccola mentre prepara il Bakele
    http://semiswede.com/2011/09/21/princess-cake-demystified-prinsesstarta/
    la prossima volta che vadfo all’IKEA, lo compro anch’io…chissà se c’è nello store di delicatessen, magari anche congelato

    • Dora ha detto:

      ricetta presa, grazie elettra! 😀
      praticamente è una specie di zuppa inglese/zuccotto ricoperta di marzapane
      staremo a vedere, via!

  8. laura ha detto:

    Nel documentario danese The Royal family c’è una lunga intervista a Josephine Charlotte, granduchessa del Lussemburgo e unica figlia di Astrid. La donna, che all’epoca dell’incidente era solo una bambina, ricorda che una dama di compagnia le disse che la madre aveva avuto un incidente ed era ferita. La bambina disse subito: non è vero, mia madre è morta. Josephine racconta che anche in altre occasione avrebbe avuto delle premonizioni (non credo molto alle premonizioni, ma trovo interessante questo racconto).
    Josephine racconta pure l’arrivo di Astrid in Belgio e commenta che quella fu la prima volta che furono visti dei royals abbandonarsi in pubblico in effusioni del genere (parliamo semplicemente di abbracci e baci … ma consideriamo i tempi !).

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      infatti nel video che ha postato elettra ci sono dei baci fra Astrid e i genitori ma di più è rimasto celebre il bacio a Lepoldo sulla nave che la portava dalla Svezia

  9. annarita ha detto:

    Astrid, quando perse la vita, era incinta da 3 mesi.

  10. nicole ha detto:

    Non pensavo fosse così giovane quando morì . In effetti la sua morte dovette essere un gran disastro per il marito-re e i piccoli . Molto affascinante a vedere le foto.

  11. Laura C ha detto:

    La storia di Astrid mi ha sempre affascinato, sin da bambina; ho saputo di lei attraverso Astrid del Lussemburgo, quando la davano per fidanzata di Carlo d’Inghilterra (di quanti secoli fa stiamo parlando?? 🙂 ). Poi, su Gioia, Esmeralda de Rethy aveva raccontato la storia d’amore tra suo padre, re Leopoldo, e sua madre Liliana e mi era piaciuta molto, anche per lo stile della scrittura. Una storia triste, che mi ha sempre colpito anche per come il nome si sia diffuso nelle generazioni seguenti, legate alla Famiglia Reale Belga: si chiamano AStrid non solo la figlia di Josephine Charlotte, ma anche quella di Albert e, se ricordo bene, una delle figlie di Margretha del Lussemburgo, sposata con Nicolas del Liechtenstein. E poi c’è una cosa che mi colpisce sempre e che forse ho già detto: i sovrani Belgi hanno sempre sposato le principesse più belle (Astrid, Paola, Mathilde), ma non sono mai riusciti ad avere figli all’altezza della bellezza delle madri (i principi belgi, compresi i figli di Astrid, li trovo sempre piuttosto slavati e scipiti). Credo che da Leopoldo in poi non c’è stato un re belga bello (non è obbligatoria, la bellezza, in un Capo di Stato, ma neanche infastidisce, soprattutto se la madre è la bella tra le belle).
    PS Anch’io penso, come Alex, che ci sia troppa agiografia su Astrid e che sarebbe bello conoscere anche il suo lato più umano, difetti compresi

  12. elettra/cristina palliola ha detto:

    Come affermano @Alex e @Laura C., non conosciamo i difetti di Astrid! Ci è sempre stata presentata come una fanciulla bella , delicata, spontanea,sensibile e affettuosa! Certamente difetti ne avrà avuti, come tutti i mortali, ma probabilmente non le fu dato il tempo di mostrarli! in fondo si sposò a 21 anni appena compiuti, a novembre del 1926, e il matrimonio durò meno di 9 anni, essendo morta nell’agosto del 1935, nel frattempo erano nati 3 bambini e sappiamo che Astrid si dedicò molto ai suoi piccoli. La vita delle principesse e regine di allora, era molto più domestica di quanto noi sia oggi, sicuramente meno mediatizzata e più chiusa nei palazzi…inoltre Astrid , gran parte del periodo del suo matrimonio lo passò da principessa ereditaria, quindi più riparata e solo poco più di un anno da regina.
    Tutto quello che io so di lei mi è pervenuto dalle biografie di M.Josè, e la nostra regina si è sempre espressa in modo molto positivo, nei confronti della cognata!
    Sappiamo che essendo luterana, il problema religioso, poteva essere uno scoglio, ma Astrid, si convertì velocemente al cattolicesimo e l’intoppo venne superato brillantemente. Sappiamo che era nata in una famiglia dalla condotta molto semplice e che , appartenendo a un ramo cadetto, non le aveva dato una preparazione “da regina”; non conosceva una sola parola di francese, al momento del fidanzamento, ma subito si impegnò e rimediò a questa grave lacuna; aveva fatto dei corsi di puericultura, che mise in pratica quando nacquero i figli e le piaceva cucinare, non solo dolci, ma anche altri piatti della cucina svedese.
    Insomma tutto depone a favore di Astrid, così come poi ce l’hanno tramandata, persona dolce, ma decisa, non debole, capace di far girare al meglio il mondo intorno a se. e assolutamente non confrontabile con Diana,e neppure con Grace, cosa che è stata fatta, a suo tempo…l’unica cosa che le tre donne condividono è la tragica morte prematura, che le ha trasformate in tre icone! probabilmente Leopoldo, era la parte debole della coppia…. oltre che perdutamente innamorato della moglie, ne subiva e assorbiva la sua positività. In una lettera a M.Josè, re Alberto, scrive alla figlia, in Italia:”Trovo che Leopoldo abbia fatto progressi notevoli e che la sua personalità si sia consolidata. E’ capace di veri sforzi intellettuali e il suo carattere ha acquisito una maturità che rende i miei rapporti con lui, molto interessanti. Leopoldo sta diventando un uomo in gamba”.
    Questa lettera, secondo me, spiega molto anche il carattere di Leopoldo, che deve essere stato tendenzialmente chiuso , così come lo abbiamo conosciuto, negli anni seguenti,quelli della vedovanza, quelli dell’invasione nazista e della prigionia, quelli della vita privata con Liliana e ” l’altro pezzo” della famiglia; considerato anche il fatto che sicuramente fu perseguitato per molto tempo dai sensi di colpa e dal trauma subito, non ebbe sicuramente anni facili!
    @Laura C. sarebbe interessante rileggere quell’intervista alla principessa Esmeralda e cercare di capire se con la seconda moglie, fu ancora una volta amore, come dice la figlia, o se fu invece una ricerca disperata di compagnia e stabilità!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      grazie per tutto quello che scrivi elettra/cristina, ricordo anche io quando Esmeralda del Belgio – che si firmava Esmeralda de Réthy faceva la giornalista (e fra parentesi anche nel caso dei tre figli di Lilian, donna di una bellezza sconvolgente, la genetica ha fatto degli scherzi) – ma chissà se si riescono a recuperare queste interviste? bisognerebbe trovare le vecchie copie di Gioia.

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        @Marina sai che quando posso dare un contributo, per me è un piacere…ma ti dirò, che mettendomi a scartabellare fra i libri e le scartoffie, la figura di Lilian, tanto vituperata, mi sta diventando più accettabile
        La famiglia non era così disprezzabile come per tanto tempo la si è voluta, far intendere:il padre era un ufficiale dell’esercito, e il nonno un mercante, di pesce, sì, ma non un pescivendolo come si è sempre detto. I suoi incontri con Leopoldo,cominciarono quando era ancora un principe, ma già sposato con Astrid , probabilmente avvenuti, in qualche circolo ufficiali erano di sola conoscenza e cortesia. Lilian aveva studiato in Inghilterra, dove era stata anche ricevuta a corte e conosceva oltre all’inglese anche l’olandese e ovviamente il francese ; era una donna sportiva e amava l’arte e per tutti questi motivi era molto gradita a Elisabetta. Chiaramente quando il figlio rimase vedovo, probabilmente la madre,pensò a questa giovane , bella e preparatissima donna e gliela servì, in più salse e in più volte, fino a farlo capitolare e uscire da una forma depressiva dovuta, un po’ al carattere schivo di Leopoldo, ma anche e sopratutto al tragico incidente. Lilian aveva molti numeri per poter stare vicino a un re, e, se i fatti di allora, fossero capitati oggi, sicuramente sarebbe diventata regina a tutti gli effetti
        Lilian era altrettanto bella di Astrid, anche se di una bellezza diversa: alta snella , elegante regale nel portamento e quando si sposarono era già incinta..le nozze, per qualche tempo, rimasero segrete, in un momento tragico del Belgio e i belgi quando si seppe, si ribellarono…era dunque così che il re, prigioniero, viveva? spassandosela, con una ragazza senza neppure una goccia di sangue blu?….in tutto il Belgio furono esposti i ritratti di Astrid , circondati da fiori e, sui muri, sotto il nome di lilian scrissero “poule” che vuol dire, sì, pollastra, ma anche…..lo si può immaginare!
        Non c’è da meravigliarsi che dopo un simile esordio, Lilian si sia irrigidita e fatta altezzosa e arrogante, avvalorando il pensiero comune di essere una arrampicatrice sociale e di aver circuito il re…ma oltre alla suocera, Lilian, a corte, aveva un’altro alleato: il giovane Baldovino, che si affezionò moltissimo alla matrigna e se la tenne sempre vicina, fino all’arrivo di Fabiola, con la quale, stranamente, invece cominciò una forma di guerra dapprima fredda, poi più pubblica; fu combattuta, sempre e strenuamente, invece, da Josephine- Charlotte, che non accettò mai pienamente la seconda famiglia del padre
        i tre figli del secondo matrimonio tenuti, sempre discretamente a distanza e addirittura M.Cristina allontanata, credo per volere dell’integralista e cattolicissima Fabiola, per aver divorziato dal primo marito.Insomma…dopo tutte queste informazioni, un po’ più di comprensione, per Lilian, c’è seppure anche lei, non fece nulla per essere accettata non solo dai belgi, ma anche dalla famiglia….non amò mai Paola e non ne cercò l’amicizia perchè la giovane italiana , tutto sommato, come moglie dell’erede al trono, l’aveva scalzata dal secondo posto del regno , dopo la regina Elisabetta….. Quando Baldovino e Fabiola tornarono dal viaggio di nozze trovarono le loro stanze, quelle che avrebbero dovuto occupare come sovrani, completamente vuote, e tutti i mobili spostati, negli appartamenti della famiglia di serie B, che abitava nel castello di Laeken…Fabiola dolce, dolce, toma, toma, con molta grazia, ma con la grande fermezza che sappiamo, tramite il marito, le fece capire che simile convivenza non era possibile, e l’ex re e la-mai-stata-regina, furono invitati a traslocare all’Argenteuil..
        tutto questo con Astrid viva, non sarebbe successo!

        • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          non era incinta quando si sono sposati ma è una storia complicata, Lilian è una delle mie regine malvagie, la sua è una vicenda strana, sfortunata, rovinata dalle vicende del periodo e anche dal carattere dei protagonisti.

        • Laura C ha detto:

          E’ vero, Marina, pure i figli di Liliana non erano particolarmente belli (anche Esmeralda, la più carina, non era bella come la madre!). Una ‘maledizione’ proprio dei Sassonia Coburgo Gotha! 😀
          Non volevo scriverlo, ma visto che hai accennato allo stretto legame tra Liliana e Baldovino, a me è capitato di leggere che la matrigna sia stata il primo amore del giovanissimo principe, non si sa quanto platonico (mi sembra una cattiveria gratuita, però girano anche queste voci,c he spiegherebbero anche perché Fabiola sia stata così severa, una volta arrivata a corte). Sinceramente, non conosco benissimo le vicende del periodo, se non attraverso quello che avevo letto negli anni 80 e che leggo di tanto in tanto nei forum specializzati, ma più leggo, meno Fabiola mi è simpatica. Una talebana pazzesca, diffido sempre di chi, qualunque ideale abbia, religioso o ateo, diventa intransigente giudice degli altri. Trovo Fabiola altamente odiabile, per quanto abbiano poi cercato di convincermi che era una donna solare, allegra e divertente.
          PS Ma perché hai messo Liliana tra le regine cattive? 🙂

          • nicole ha detto:

            Caspita !! Questa non la sapevo.. Comunque penso che Baldovino, al contrario di Fabiola, credesse veramente in ideali che manifestava. Concordo su tutto quanto scritto anche da @milady qui sotto. Animo di Fabiola credo fosse sicuramente esacerbato da mancata maternità.. E vedeva bellissima cognata Paola sfornare piccoli eredi che lei non poteva. I talebani di nessun colore .. si fa per dire perché alla fine son tutti uguali nella loro protervia, violenza( anche solo verbale) , ecc..
            Non sarebbe primo ragazzo che si innamora platonicamente della moglie del padre. Era un carattere forse simile a quello del padre , da giovane. Io rimasi anni dopo quando vidi una sua foto che vera uomo già maturo.. Era affascinante! Un sorriso e uno sguardo così limpido che è raro trovarlo in uomo adulto. Era molto legato a certi valori e abbastanza tosto su alcune cose, dietro aveva Fabiola. Ma era sicuramente più attento agli altri. Fabiola .. Cresciuta in ambito di piccola nobiltà spagnola .. di decenni fa!!
            Non aggiungo altro!
            Liliane era detestata da una zia di mio padre che viveva in ambiente svedese ..di un certo tipo Cosa non diceva.. Io non sapevo chi fosse .. Ho scoperto da grande che era la moglie seconda del re del Belgio.

        • milady ha detto:

          Fabiola sarà anche stata cattolicissima, ma più di tutto mi sembra falsa, ipocrita e meschina: un vero sepolcro imbiancato della peggior specie. Tanto cattolica, ma ben stretta a agi e privilegi del ruolo. Una farisea della peggior specie, che è riuscita ad accalappiare Baldovino, una specie di monaco mancato.

    • Laura C ha detto:

      Che belle cose che hai scritto, Elettra! mi piacciono molto. Non sapevo dei paragoni con Grace e Diana, non li avevo mai letti, anche secondo me non hanno molto senso, Astrid, poi, è morta che era molto più giovane, Albert, il figlio, credo avesse poco più di un anno, Grace ha visto Caroline anche sposata, seppure male. Voglio dire, le conseguenze della morte di Astrid sono state molto più pesanti, essendo i figli molto piccoli.
      Gli articoli di Esmeralda (non interviste, proprio memorie scritte da lei, firmate Esmeralda de Rethy) sono stati pubblicati da Gioia negli anni 80, credo fossero divisi in 3 puntate. Non li ricordo benissimo, a parte le impressioni positive della scrittura di lei, molto scorrevole e gradevole, e l’impressione che Leopoldo avesse trovato in Liliana una sorta di oasi di pace. Peccato non ricordare molto di più. Da allora, però, Esmeralda mi piace, se mi capita di leggere cose su di lei, le leggo sempre con piacere, in memoria di quegli articoli.

  13. https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    e mi sono dimenticata di linkare questo, http://www.altezzareale.com/2012/01/31/gioielli-reali2/i-diademi-della-regina-del-belgio/
    sui gioielli delle regine dei Belgi. il diadema più famoso – che Mathilde oggi porta in versione ridotta – era un dono di nozze fatto ad Astrid

  14. luka ha detto:

    http://www.tageblatt.lu/diashow/2949/4900008116185811-5d141eda0d16a031439790fb92af6d17.jpg

    @Laura C. Oltre al nome, a mio parere Marie Astrid del Liechtenstein e’ anche somigliante alla bisnonna !
    Tra le Astrid abbiamo anche la principessa di Norvegia ( quella dalle tiare con antenne) figlia di Marta e Olav V.

    Scusate se dovessi scrivere cose già dette ma FINALMENTE sono in ferie e seguire dal cellulare non e’ facile! 🙂

    Negatività sulla regina Astrid? Erano altri tempi probabilmente anche il passare tranquillamente in un unico giorno da una visita ai minatori alle migliori case di moda francesi facevano parte del suo rango e del suo ruolo!

    • Laura C ha detto:

      Confondo sempre le due principesse del Liechtenstein, che per me sono anche tra le più carine della loro generazione, guarderò meglio Marie Astrid! Tra l’altro, mi sembra che a parte Margretha, nessun altro nipote di Astrid abbia tramandato il suo nome, né in Belgio né nel Lux, né in Austria. A me sembra che i tratti di Astrid siano stati ereditati dalla figlia e da alcuni nipoti, ma in versione più slavata, lei era più bella, Josephine Charlotte, che le assomigliava, non lo era, Marie Astrid del Lux neanche. Secondo me le assomiglia vagamente anche Elisabeth, la figlia di Philippe e Mathilde, sempre in versione meno bella (ed Elisabeth avrebbe pure i geni di Mathilde e di Paola che potrebbero darle una mano! 😉 ).

  15. elettra/cristina palliola ha detto:

    In realtà @Marina, hai ragione, per semplificare e riassumere la storia sono stata imprecisa…Lilian , che conviveva già con Leopoldo e i figli, quando si sposò la prima volta, segretamente e con il solo rito religioso, l’11 settembre del 1941,non aspettava un bambino, ma lo aspettava il 6 dicembre 1941, quando i due si sposarono civilmente….. infatti il principe Alexander, primogenito della coppia nacque il 18 luglio del 1942, quindi era stato concepito tra un matrimonio e l’altro
    Il problema per cui le nozze furono tenute nascoste era che in Belgio, le nozze civili anticipano quelle religiose e non il contrario, e che per sposarsi il re ha bisogno dell’approvazione del governo, e in quel momento il Belgio era invaso dalle truppe naziste e la famiglia reale, tenuta , di fatto, in uno stato di detenzione. Inoltre il re aveva promesso di condividere il destino del suo popolo , ma i due matrimoni religioso prima e civile, poi,a poco tempo di distanza e la nascita di un altro figlio, fecero capire ai belgi, che mentre il popolo soffriva privazioni,soprusi e deportazioni, il re se la spassava tra le braccia di una avvenente bruna. Questo non fece che aggravare la posizione di Lilian, già parecchio compromessa

  16. nicole ha detto:

    Ciao a tout le monde!! Oggi inizio le reali mie vacanze , nel senso che son proprio in ferie.. Anche se poco raggiungibile per colpa di geografia e .. Geologia dei luoghi! Cercherò di leggere.. Ora che avrei tempo , uffa .. Non ho Wi-Fi sempre disponibile!

  17. luka ha detto:

    http://carolathhabsburg.tumblr.com/image/72327736882

    Le sorelle Astrid e Marta, entrambe sposatosi per amore con principi ereditari ed entrambe prematuramente morte!

  18. mau ha detto:

    buona domenica a tutti,

    un difetto l’ho trovato 🙂
    in una foto fatta durante una gita, era seduta su un plaid, vestita non elegantissima, si vede che fuma…….. cavolata, ma un difettuccio.
    Io l’ho comperata anni fa su internet, la sua migliore amica Anna Sparre, scrisse un libro su di lei, fu sempre legatissima alla Svezia, arredò la nursery con le favole svedesi e parlava francese con forte accento svedese. Amava il giallo, adorava un kimono giallo che usava come abito da casa.
    Fece un famoso appello, chiamato appunto “l’appello della regina” per raccogliere beni di sussistenza per i figli dei minatori, lo fece alla radio, ho cercato ma mai trovato.
    Dei pronipoti, direi che Cristoph e Amedeo D’Asburgo le somigliano, anche la principessina Elisabeth le somiglia, spero abbia ereditato lo charme di nonna, bisnonna e mamma, ora è una ragazzina di 14 anni graziosa, Gabriel diventerà molto carino.

    • Laura C ha detto:

      Gabriel è tutto sua mamma! una volta, giocando, in un forum, si immaginavano i matrimoni regali delle prossime generazioni e Gabriel era il principe consorte più conteso! come bellezza, non ha rivali, forse solo i figli maggiori di Joaquin di Danimarca, che sono molto carini. Per lo meno da qualche parte i geni di una regina dei Belgi sono riusciti a imporsi! Ma è un caso unico: Emmanuel è tutto suo padre, Elisabeth ed Eleonore sono slavatine, vedremo se crescendo si ricorderanno di avere i geni delle più belle principesse d’Europa! 😀

      • Tina di Nizza ha detto:

        Tornando all’articolo di “semiswede” indicato da Elettra, in cui si parla della Prinzesstorta , vedendo la fotografia di Astrid preparando quella torta, ho pensato che il piccolo Emmanuel e anche Joachim potrebbero essere figli suoi tanto (per me) le assomigliano.

  19. totocorde ha detto:

    Scusate la divagazione ma è uscito oggi in libreria “Elisabetta l’ultima regina” pubblicato da Utet. Magari sbaglio, ma ho pensato di farvi cosa gradita segnalandovelo..
    P.s. e non sono parente dell’autore.. 😉

  20. Marta ha detto:

    Cara Marina, posso segnalarti un errore? Alla fine dell’articolo, Martha di Svezia diventerà Principessa ereditaria di Norvegia, non di Svezia.

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