Cento anni fa iniziava la Prima Guerra Mondiale

Vittorio_Emanuele_III

Il 24 maggio di cento anni fa i soldati italiani passavano il Piave e il nostro Paese entra ufficialmente in guerra contro gli ex alleati Germania e impero Austro-Ungarico. Mio nonno Ezio Fiori, che quel giorno compiva 20 anni, era fra quei ragazzi mandati a morire. Lui è stato fortunato, è tornato e ci ha raccontato qualcosa di quella terrificante esperienza nelle trincee, ma in realtà non ci ha detto molto, forse perché sperava di dimenticare.

Un pensiero ai nostri nonni e bisnonni che hanno combattuto in quel macello che oggi si chiama Prima Guerra Mondiale.

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53 Commenti

  1. Dinora ha detto:

    Dimenticavo.
    Alla nonna Sara fu donata una giacca della divisa d’onore del fidanzato che lei ha sempre custodito con amore. Dopo di lei mia suocera ed ora tocca a me preservarla. Con rispetto e amore!
    In fondo alla scatola delle lettere dal fronte la nonna ha conservato la lettera datata 22 febbraio 1915 dove il capitano le rivela il suo amore e le chiede se era corrisposto, prima di presentarsi a suo padre, la lettera di risposta della nonna del 24 febbraio dove scrive……ho a lungo riflettuto…, e praticamente gli dice che è corrisposto ma ……di presentarsi al padre!!!
    Sotto una busta più piccola con dentro il biglietto da visita del Capitano e con una calligrafia molto ferma chiede al bisnonno Antonio di essere ricevuto per comunicazione importanti!!!!!!
    Meraviglioso!!!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Una storia meravigliosa, tenera, romantica, triste e chissà quante fidanzate hanno lasciato i soldati morti al fronte, un’intera generazione spazzata via.

      • Dinora ha detto:

        Penso tante Marina!!!
        Si, una intera generazione spazzata via.
        Ho scoperto che la salma del Capitano rientró solennemente a Orte nel 1924 assieme ad un altro cittadino perito anche lui nella guerra Non credo che la nonna Sarà fosse presente alla cerimonia perché già sposata e il 1924 è l’anno di nascita del padre di mio marito!
        Sicuramente con il suo cuore era in prima fila in cattedrale!!!

  2. Caterina ha detto:

    Buongiorno a tutti. Alla fine riesco anche io a fare un piccolo commento. Per me il 24 maggio rappresenta in primis il mio compleanno. Anche se sin da piccolina mio Padre mi cantava “Il Piave mormorò: NON PASSA LO STRANIERO!” Proprio mio Padre Carabiniere mi ha insegnato il rispetto per tutte quelle vite donate per quel sogno romantico: di Unita’ Italiana iniziata proprio nell’ottocento, quel orgoglio mai perso nonostante questi ragazzi non fossero pronti ne’ per gli equpaggiamenti ,ne’ per l’età, ne’ per la lingua: tanti di loro non avevano padronanza con l’Italiano, quindi parlavano in dialetto che fra nord sud e centro non si capivano nemmeno.In seguito ho letto di Ungaretti della sua disperazione davanti al Carso rosso di sangue. Poi è arrivata la storia del Nonno di mio Marito:Cavaliere di Vittorio Veneto del suo silenzio rispetto alla guerra, di come riuscì a mettersi in salvo agganciando una granata alla baionetta e sparandola con il moschetto dall’altra parte della sponda del fiume piave rosso del sangue dei Caduti.

  3. Caterina ha detto:

    Scusate è partito il commento, prima che il mio computer si obubinasse.Tornando alla ricorrenza del 24 maggio, quest’anno anche la televisione ha dato spazio a questa ricorrenza dolorosa infatti in televisione in questi giorni sia su le reti rai che su altri canali ci sono stati sia fiction che documentari che parlavano di questo avvenimento e precedente a questo anche su l’anniversario della strage di Capaci. Trovo Sacrosanto, ricordare questi eventi storici, affinché possiamo imparare da essi, dal Sacrificio di queste Vite donate per degli Ideali, per i quali spesso oggi non mostriamo alcun rispetto.

  4. annarita ha detto:

    Anni fa andai con i miei alunni al sacrario di Redipuglia, precedentemente avevo fatto varie lezioni di storia sulla prima guerra mondiale, quindi i ragazzi erano preparati a ciò che vedevano (era una 3 media). La mia emozione fu di vederli guardare in silenzio quelle specie di gradini bianchi dove vi è scritto “Presente”. Molti di loro piangevano perchè avevano capito che grande carneficina era stata la guerra. Delle alunne si soffermarono sulla tomba di Margherita Parodi Orlando, l’unica donna lì sepolta, una crocerossina di 21 anni morta di spagnola. Non immaginavo che ragazzini, generalmente spensierati, rimanessero così turbati e, a distanza di anni, quando ne incontro qualcuno mi ricordano l’emozione che hanno provato a Redipuglia.

  5. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Dinora, ……ma che bel racconto! tenero e commovente e molto meritevoli le persone che, venute dopo il triste episodio, a cominciare dal nonno di tuo marito,hanno ugualmente permesso alla nonna Sara, di conservare il ricordo del suo primo amore e di lasciarlo , addirittura in eredità ai “non eredi” dello zio Sirto…
    Io invece, molti anni fa, a Fregene vedevo spesso un’ anziana, ma arzilla signora che camminava ore ed ore, sulla spiaggia passando anche dal nostro stabilimento e fermandosi ogni giorno per 5 minuti , proprio sul nostro bagno-asciuga, soffermandosi a guardare le mamme che guardavano i figli fare il bagno, nell’acqua poco profonda, tra quelle mamme, per un certo periodo, c’ero anch’io e così, un giorno incuriosita le chiesi. “signora, ma io la vedo passare e ripassare, tornando,tutti i giorni…lei fa molti Km al giorno e si ferma qui a riposare per 5 minuti……”essì, mi rispose, mi fa bene camminare e cammino per 4/5/6 km al giorno, ma qui mi fermo tutti i giorni perchè è lo stabilimento della Fanteria…io sono una quasi-vedova di guerra e il mio primo unico grande vero amore, era un ufficiale di Fanteria…ecco perchè mi fermo qui, perchè, con voi, mi sembra di essere a casa. Ci saremmo sposati, a Natale, alla fine della guerra,ma morì a ottobre, sul Carso , fu uno degli ultimi……ma lui è ancora qui, con me , anzi più vicino di qualunque persona viva, perchè è dentro di me! “Mi raccontò che non si era più accompagnata ad altri uomini, benchè avesse avuto molti corteggiatori, perchè nessuno poteva uguagliare la grandezza del suo primo amore, ma di essere ugualmente serena, benchè avesse il rammarico, di non avere avuto neppure un figlio suo….ma forse è stato meglio così, perchè sarebbe stato un orfano, concluse
    Ci siamo riviste ancora per molto tempo, per tanti anni, ci si salutava, si parlava del più e del meno, lei ci guardava richiamare i nostri figli, dai su, vieni fuori, lo vedi che tremi, hai le labbra viola e i polpastrelli raggrinziti, forza! forse vedeva in noi, quello che lei, avrebbe potuto essere, se quella disgraziata pallottola, non le avesse rovinato la vita e poi riprendeva il suo cammino…Un anno non tornò. Per più giorni scrutai, invano l’orizzonte, sperando di vederla passare…io, abbandonato ad altre, il posto di mamma attenta, non richiamavo più i miei figli che oramai grandi se la sbrigavano da soli, non corevo più con gli accappatoi,ma la aspettavo ugualmente…non la rividi più. Sono sicura che ha raggiunto il suo amore….non so se un bene o un male, ma donne così,fiere e coraggiose, non esistono più…nessuna resterebbe quasi-vedova, senza mai essere stata una moglie

  6. luka ha detto:

    Piccole storie e esperienze personali in una grande tragedia mondiale: nonostante tutto la Storia , purtroppo, non e’ maestra di vita!
    Le guerre continuano e gli innocenti muoiono!

  7. Chloe ha detto:

    Molto, molto intensi i vostri racconti. Esatto, prima e seconda guerra mondiale ci uniscono tutti, purtroppo, ognuno di noi con il proprio pensiero che va ai ricordi e ai racconti delle esperienze che hanno segnato le famiglie di ciascuno. Anche la mia, e in particolare la famiglia dei miei nonni paterni, valtellinesi da moltissime generazioni. Alpini. Tra i loro zii ci sono stati anche purtroppo due caduti, un sergente maggiore e un soldato, per malattia (uno in prigionia) nel 1918. Nella seconda guerra mondiale mio nonno, nel Battaglione Alpini Tirano, ha combattuto in Albania, Grecia e Russia … vedendo tanti morire e ritornando sano e salvo a casa … peccato sia mancato quando io ero ancora piccola …

    Io non sono ancora mai stata a Redipuglia, mi ricordo perfettamente quando sono stata al Sacrario militare di Asiago, è stato un profondo immergersi nell’enorme tragedia della guerra, commemorazione e riflessione. E mi viene da pensare anche alle sensazioni provate ogni volta all’interno del Tempio della Vittoria qui a Milano, dedicato alla memoria dei milanesi caduti durante la Grande Guerra, e inaugurato il 4 novembre 1928 alla presenza del duca d’Aosta.
    https://www.youtube.com/watch?v=uA08bmgKe_Y

  8. Chloe ha detto:

    Arrivo con qualche giorno di ritardo rispetto alle vostre conversazioni…
    Ho visto il video di Aimone per il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, sono molto felice in particolare di vedere Aimone impegnato in prima persona, accanto alla gioiosa apparizione finale del piccolo Umberto! Da notare che il 24 maggio è una data ulteriormente importante in famiglia, perché è il compleanno del piccolo Amedeo, duca degli Abruzzi, che proprio il 24 ha compiuto 4 anni 🙂

    E qui la prima pagina della Domenica del Corriere di 100 anni fa:

    http://reportage.corriere.it/files/2015/05/15-DDC_22_30051915_01.jpg

  9. Chloe ha detto:

    @Lavinia, qui puoi trovare i due post che @Marina ha dedicato in particolare a Zita, di cui avete parlato qualche giorno fa 😀

    http://www.altezzareale.com/2014/03/02/donne-reali/zita-lultima-imperatrice/

    http://www.altezzareale.com/2011/10/21/donne-reali/nozze-reali-carlo-e-zita-dasburgo/

  10. luka ha detto:

    http://m.youtube.com/watch?v=rZM9Qizy–Q

    Leggendo e ascoltando di Grande Guerra mi sono ricordato di quando mi innamorai di Anna Magnani: nel film “La sciantosa” mentre cantava ” o surdato nnamurato” per la truppe ferite e dai cuori innocenti!…. la vidi a circa sei anni e piansi….

    • milady ha detto:

      un’interpretazione commovente, completamente diversa dalle interpretazioni tradizionali che trasformavano la canzone n una marcetta.

  11. Dinora ha detto:

    @elettra che bella e commovente la storia che ci hai raccontato. La signora perse il suo amore alla fine della guerra, un tremenda sfortuna, la nonna Sara praticamente all’inizio della guerra e a pochi mesi dal loro fidanzamento!
    Le donne di allora, come molte altre persone, avevano dei valori morali che noi, oggigiorno non possiamo nemmeno immaginare!
    Quei valori che li rendeva fieri della loro Patria nel bene e nel male. Ma sempre “Presenti” ,come è scritto sui gradoni di Redipuglia
    Valori che si sono persi e che oggi purtroppo fanno sorridere, per non dire altro.
    La nonna Sara io non l’ho personalmente conosciuta ma lo sto facendo attraverso le lettere del Capitano. Penso che il loro amore sia ancora presente fra noi e, come la signora che hai conosciuto, che si siano ricongiunti in un grande abbraccio!!
    All’epoca, nelle famiglie nobili, i matrimoni venivano anche combinati
    Il nonno di mio marito era rimasto vedovo quando l’amata moglie purtroppo mori di parto con la piccola che aveva messo al mondo.
    Sappiamo che l’idea venne sia all’allora Vescovo di Comacchio e a quello di Imola con l’approvazione delle famiglie. Il nonno Giovanni si recò al palazzo della famiglia Bellini a Comacchio in compagnia di uno dei fratelli, dicono il più bello! La nonna Sara lo attendeva in casa e, assieme alle sorelle, sbirciò da dietro le tende. Quando li videro arrivare tutte si dissero “speriamo sia quello bello!!”. I maligni dicono che il nonno accettò l’incontro perché, essendo un cacciatore di valle, la famiglia Bellini all’ora avevano dei possedimenti molto vasti compreso le valli che circondavano Comacchio!
    Comunque si piacquero e si unirono in matrimonio. Probabilmente nel corso della loro vita coniugale nacque anche l’amore ma tra loro c’era affetto e rispetto.
    @ Chloe ho letto che tuo nonno fece la campagna di Albania e Grecia. Mio zio Socrate, che ora non c’è più, era radiotelegrafista aggregato alla Julia.
    Non ricordo per quale occasione ne parlai anche su Altezza Reale, mio cugino ha ritrovato i suoi diari di guerra e li ha riuniti in un libro dedicati alla sua famiglia. Mio zio e aveva l’hobby della fotografia e la sua fedele amica macchina fotografica lo seguì anche nella circostanza della guerra e della prigionia.
    Diverse foto ritraggono l’Albania,Durazzo, gli albanesi nei loro costumi mentre erano in attesa della visita del Re, il lago di Pogradec e varie altre parti del paese. Poi le foto di Atene dove vi rimase fino al fatico 8 settembre e da dove,assieme ai suoi compagni d’armi,fu deportato in Polonia.
    Due anni fa, dopo la pubblicazione del libro di mio cugino, io e mio marito assieme ad un caro amico albanese sposato qui in Italia, abbiamo ripercorso la via che mio zio fece in Albania, sulle montagne fino al confine con la Grecia per risalire poi lungo la costa ritornando a Durazzo. Fu una bellissima esperienza di ricordi e scoperte di un paese molto bello.
    Cosa ne direste se ognuno di noi si facesse una cartella dove riunire tutti i nostri racconti? Sarebbe un bel ricordo anche per il futuro!! Cosa ne pensi Marina, possiamo?
    @ Marina un aiuto. Mi sono accorta che andando alla ricerca del Capitano Sirto Sacchetti nel sito del Ministero della Difesa nella parte dedicata all’Albo d’oro della prima Guerra Mondiale hanno sbagliato il suo nome da Sirto a Sisto. Per cui se digiti il suo vero nome non appare ma se entri dentro ai documenti di Sisto Sacchetti trovi le sue foto e i suoi documenti con il suo vero nome.
    Così pure nel sito” 1418 documenti e immagine della grande guerra”dove i suoi documenti risultano essere anche al Museo Centrale del Risorgimento a Roma.
    Come posso fare per fare correggere il tutto? Telefonare? Mandare un plico con tutto quello che ho raccolto compreso il loro errore?
    Nel sito del Ministero entrando nell’Albo d’oro appaiono due indirizzi e-mail, ho però paura che ne ricevano talmente tante che la mia passerebbe inosservata.
    Ti chiedo un suggerimento da chi è esperta nelle ricerche e sa come andate “al sodo”!!!

  12. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Dinora…è verissimo! i matrimoni erano spesso combinati, si guardava più al ceto sociale e ai redditi e anche agli interessi delle reciproche famiglie ma non sempre erano unioni infelici…entrambe i coniugi erano rassegnati! mancava la passione, ma l’educazione e il rispetto facevano il resto! spesso l’amore arrivava, dopo, ed erano amori molto saldi e duraturi…

    Per qualche giorno sarò senza PC….approfitto di un brevissimo viaggio, per portarlo al tecnico…ma vi leggerò dal telefono, anche se non commenterò, perchè, non so il vostro, ma il mio cell, si scarica subito!……può darsi che vi possa fare anche una sorpresa, nel frattempo, ma non prometto nulla………………………..moltissimi puntini di sospensione…………………..

  13. Luka ha detto:

    Sono passati più di tre anni da questo post che ricordava il centenario dalll’entrata in guerra dell’Italia ed ora siamo giunti a ricordare i cento anni dalla fine di questo tragico macello, di questa grande guerra che può tranquillamente definirsi la madre di tutte le tragedie e mostruosità consumatosi nell’intero XX secolo.

    L’11 novembre 1918 la Germania firmo’ l’armistizio con gli alleati e la guerra cesso’, ma non la fame, la miseria e le lacrime degli italiani e di tutti gli altri europei, vinti e vincitori.

    Apparentemente era l’inizio di una nuova era con il crollo degli imperi (tedesco, austriaco, turco e russo) poi sappiamo come la Storia è proseguita.

    https://goo.gl/images/zGQHXY

    Anche se poco nominato, il principe Emanuele Filiberto sabato scorso era a Vittorio Veneto per una manifestazione in memoria della fine della guerra in un luogo consacarato come “la nostra vittoria” anche se come tutte le vittorie in battaglia vengono tralasciate le “conseguenza collaterali” dei diretti interessati.

    Il corteo era stato annullato a causa del maltempo ma in modo autonomo è stato effettuato con la partecipazione del principe Savoia.

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