A Firenze con il Duca: una giornata insieme ad Amedeo di Savoia Aosta

A Firenze con il Duca: una giornata insieme ad Amedeo di Savoia Aosta

Nonostante congiunzioni astrali totalmente avverse (che hanno dato il meglio di loro nel ritorno funestato da uno sciopero dei treni, con cancellazione di tutti, dico TUTTI i regionali) nel week end sono stata a Firenze dove, insieme ad Alex e Ale, al secolo Alessando Calabresi e Alessandro Sala, ho incontrato un personaggio di cui parliamo da tempo: il principe Amedeo di Savoia-Aosta.
Si proprio lui in persona. E ve lo dico subito senza tanti giri di parole: sa benissimo chi sono e legge il blog. Perché, nonostante ancora sia poco social (inutile cercarlo su Twitter perché non c’è e lo stesso dicasi per Facebook), lui la rete la esplora spesso e volentieri. Anzi diciamo pure che è sempre connesso.
Quindi tutto il discorso che avevo in programma sul valore dei blog come new media, su Obama che ha accreditato i blogger fin dalla sua prima campagna elettorale, sulle migliaia di visualizzazioni di pagina, sul fatto altezzareale.com è l’unico blog italiano sul tema royal, è rimasto lì. Nel senso non ce n’è stato bisogno: “Mi devo scusare con lei, non siamo mai riusciti a incontrarci, mettiamoci d’accordo e mi venga a trovare …”. Sinceramente mi ha fatto assai piacere perché a me lui di fondo è sempre stato molto simpatico e l’ho anche scritto nel primo post del blog e questa inarrivabilità mi aveva un po’ demoralizzata.

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Naturalmente eravamo tutti a Firenze per la presentazione di “Cifra Reale”, il libro scritto da Danila Satta insieme al duca, e la scelta del capoluogo toscano per l’anteprima nazionale non è stata affatto casuale. “Questa città è centrale nella mia vita – ha spiegato Amedeo di Savoia – i miei genitori si sono sposati in Duomo il 1° luglio 1939, io sono nato qui, sotto un bombardamento il 27 settembre 1943”. “Cifra Reale” non è solo un volume di ricordi visto che Danila Satta ha avuto accesso all’archivio personale dei Savoia-Aosta e ha potuto scorrere documenti, lettere e diari fra cui quello della contessa di Bellegarde, devotissima dama d’onore della principessa Irene, madre di Amedeo. I ricordi e le annotazioni della contessa, titolare appunto di una “cifra reale”, l’emblema delle dame di corte, sono stati fondamentali per ricostruire nel dettaglio i primi difficilissimi anni di vita del piccolo principe, nato in piena guerra e molto presto ostaggio dei tedeschi insieme alla madre, alla zia e alle cugine. Nella seconda parte del libro invece è lo stesso principe Amedeo a raccontare a Danila Satta particolari spesso inediti di una vita spesso fuori dell’ordinario e qualche volta anche particolarmente avventurosa.

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Ma a questo punto lascio la parola ad Alex e ad Ale che vi racconteranno la giornata fiorentina dal loro punto di vista. Ma ci tengo a dire una cosa i due sono giovinotti di altri tempi nel senso di compiti, educati, gentili, cortesi, impeccabili e soprattutto COLTISSIMI.
Senza tema di essere smentita posso dire che il duca è rimasto basito per le conoscenze dell’uno in materia sabauda e dell’altro in tema di gioielli. Insomma due perle rare e la giornata è stata davvero piacevolissima.

Avete presente quelle situazioni che a volte viviamo e che sappiamo essere uniche e difficilmente ripetibili? Quei momenti che sappiamo ricorderemo con piacere negli anni futuri?
Ecco, questa è l’emozione che ho potuto vivere sabato scorso e condividere con due persone fuori dal comune. Una è la nostra Marina Minelli, espertissima in storia reale, come sapete, e in molti altri argomenti, sempre indaffarata e mai soddisfatta della propria resa fotografica. L’altra è Alessandro Sala, ultra conoscitore di storia sabauda, juventino sfegatato e appassionatamente legato alla sua Torino.
Già la presenza di questi due alti rappresentanti amanti del mondo royal potrebbe essere sufficiente a rendere la giornata unica, ma se a questo aggiungete la presenza, con relativo scambio di battute, di due Altezze Reali, allora l’esperienza diventa davvero irripetibile.

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L’Altezza Reale di cui parliamo è, come immaginate, il Principe Amedeo di Savoia-Aosta, Duca di Savoia, insieme a Sua Altezza Reale la Duchessa Silvia. Di fronte a delle Altezze Reali credo sia inevitabile sentirsi, se non intimoriti, almeno poco naturali; ma questa sensazione è svanita immediatamente di fronte ai duchi di Savoia, fin da subito estremamente cortesi e spontanei sia con gli addetti presenti alla conferenza stampa, che durante gli scambi di domande rivolte personalmente, alle quali hanno risposto in maniera diretta e famigliare, arricchendo la conversazione di aneddoti e ricordi passati. Quando si pensa ad un principe ci si aspetta che questi incarni la signorilità del suo rango, la disponibilità all’ascolto per la quale è stato educato ed emani uno stile comportamentale basato su un profondo rispetto dell’altro e su una piena consapevolezza del proprio ruolo e della propria storia famigliare; ebbene sono contento di poter dire che ho avuto il piacere di poter riscontrare queste caratteristiche nel duca Amedeo, il quale ha, in questo breve e naturalmente superficiale incontro, lasciato in me un’impressione profonda, che mi permette di guardare al più importante rappresentante attuale di Casa Savoia con speranza e fiducia. Sebbene non ci sia stato modo di poter rivolgere domande alla duchessa Silvia perché gli incontri erano giustamente incentrati sul libro e sugli autori, ho potuto scorgere in lei gli stessi atteggiamenti appena descritti, uniti ad uno stile di estrema sobrietà e riservatezza.

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Particolarmente interessante, oltre alla conferenza stampa della mattina, è stato l’incontro con il pubblico del pomeriggio, dove il duca ed alcuni dei suoi amici di giovinezza presenti hanno ricordato alcuni momenti scanzonati vissuti insieme e dove sono stati sottolineati aspetti importanti relativi al ruolo della dinastia dall’Unità d’Italia al referendum e alcune problematiche non ancora oggi risolte, come la sepoltura degli ultimi sovrani in terra straniera.
Ho avuto non solo il privilegio di poter conoscere delle Altezze Reali, ma anche la scrittrice Danila Satta, molto cordiale e disponibile, con il marito Roberto Olla, giornalista Rai conosciuto per i suoi approfondimenti storici sempre accurati e puntuali. Ma ho anche potuto incontrare una spettatrice non ignota: la nostra cara Dora, sempre presente ed attiva sul blog, solare e simpatica dal vivo allo stesso modo di come lo è virtualmente.
Poteva andare meglio di così? Il mio è un no secco e ringrazio Marina per avermi dato la possibilità di condividere con lei questa magnifica giornata ed Ale per la compagnia e la condivisione.
Se a Firenze dovesse girare voce di tre fanatici che sono stati visti pranzare insieme e parlare ininterrottamente per due/tre ore di argomenti reali passando da una dinastia all’altra e da un personaggio all’altro e prospettando ipotesi su possibili futuri scenari politici, potete capire al volo chi siano quei tre maniaci.

Alessandro (Alex)

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Quando Marina mi ha scritto dicendomi che il 13 dicembre ci sarebbe stata a Firenze la presentazione di un libro di cui uno dei due autori era il duca Amedeo di Savoia non ero così sicuro di potere andare. Oltre a fattori di studio, per la mia facoltà la sessione invernale inizia a metà dicembre, l’ostacolo principale era la distanza, Torino e Firenze non sono proprio vicine. Però più ci pensavo e più mi veniva voglia di esserci, ormai la mia passione per Casa Savoia la conoscete tutti e in genere faccio chilometri solo per vedere un castello o una reggia legata alla dinastia. Potevo quindi rinunciare a incontrare il duca? Partito la mattina presto, proprio mentre il treno usciva dalla città e tra uno sbadiglio e l’altro mi domandavo come sarebbe andata la giornata ho assistito a uno spettacolo stupendo che ho preso come un segno premonitore, ho visto il sole sorgere da dietro la collina sulla quale sorge la Basilica di Superga. L’ansia è sparita di colpo e le aspettative non sono state deluse.
Alla stazione di Santa Maria Novella mentre aspettavo Marina ho conosciuto di persona Alex e poi insieme ci siamo avviati verso quello che è stato l’appuntamento più rilevante della giornata, la conferenza stampa per la presentazione del volume alla presenza dei due autori. Entrati nel salottino ci siamo presentati a Danila Satta che molto gentilmente ci ha accolto, ha ammesso di leggerci e mi ha fatto i complimenti per il mio commento sulle cifre reali e sul loro funzionamento, cosa che devo ammetterlo mi ha fatto molto piacere. Arrivato il duca si sono aperte le danze e si è cominciato a parlare del libro. Finito il tutto ci siamo fermati un attimo per fare due chiacchiere e ovviamente per le dediche degli autori. È stato direi molto interessante ma anche emozionante, Amedeo di Savoia si è dimostrato cordiale, di spirito, disponibile e interessato ai nostri quesiti e anche alle nostre critiche su come è gestito il suo sito. Direi così a pelle una vera Altezza Reale. Mi ha molto colpito quando ho visto l’entusiasmo nei suoi occhi mentre rivelava a Danila e a suo marito il frutto di una sua ricerca in rete, definendola lavoro da poliziotto-investigatore, sull’operato di suo padre in Marina.

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Dopo un pranzo a base di pizza Margherita e argomenti royal siamo corsi all’incontro in libreria dove a mo’ di stalker abbiamo nuovamente monopolizzato il duca per diversi minuti, in quanto Alex ed io ci siamo decisi a chiedergli la storia del diadema Aosta. Infine abbiamo partecipato alla presentazione pubblica del libro, nella quale però hanno ripetuto cose che noi sapevamo già ma dove abbiamo potuto incontrare la lettrice del blog Dora e anche vedere la figlia di Amedeo Mafalda coi suoi tre figli.
Naturalmente ho già iniziato a leggere il libro. È scritto in modo avvincente e le pagine scorrono con molto piacere piene di racconti di piccoli aneddoti e intimità che rendono benissimo il mondo e la vita di questo principe italiano. Col senno di poi sono felice di aver fatto questa bella esperienza, di aver conosciuto queste persone e mi chiedo come ho fatto anche solo a mettere in dubbio di andare. Quindi non mi resta che ringraziare Marina per la giornata speciale e indimenticabile!

Ale (Alessandro Sala)

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ps  il Duca legge accuratamente questo blog, tanto da avere trovato la mia foto in abiti ottocenteschi che mi ha detto di avere molto apprezzato. Pensare che non sapevo cosa mettere, la prossima volta vado in crinolina che con quella faccio sempre la mia (porca) figura.

ps2 si dovremo migliorare le foto, in realtà ce ne sono altre ma in quelle io sembro la fattucchiera della Spada nella Roccia, nonostante fossi andata dalla parrucchiera, quindi non le vedrete. Alex non sono iper preoccupata per la mia immagine, è che che proprio vengo male. 🙁


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232 Commenti

  1. annarita ha detto:

    @Marina, anche a me non piaceva l’abito di Bianca perchè metteva molto in risalto l’altezza della principessa e faceva sembrare più piccolo il marito.Invece era bello, secondo il mio gusto, il velo: per quanto riguarda il diadema ho cercato sul libro di Papi il disegno a colori di Margherita e il bracciale che le fu regalato dal marito per la nascita del figlio e mi sembra proprio quello indossato da Bianca. Se il duca Amedeo legge i post sarebbe carino che ci scrivesse per sapere se ho ragione.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      ho cercato nel libro di Papi ma non credo si tratti di quello, dovrei recuperare i miei vecchi PdV e scansionare la foto. si tratta di un gioiello leggero leggero.

  2. Ale ha detto:

    sarò breve perché sono di corsa…
    il diadema indossato da mafalda come è stato detto da @annarita è dei ruffo di calabria.
    grazie a @chloe abbiamo una foto dove il diadema indossato da bianca si vede molto bene. il diadema non si è mai visto sulla testa di nessuna altra savoia. o è stato un prestito, o è dei valenti Gonzaga, o è un dono alla sposa da parte di qualcuno, che so i genitori (potrebbe provenire da mamma claudia). potrebbe essere anche un noleggio (come ha fatto margherita di romania per le sue nozze). sinceramente non lo so. è una cosa da chiedere ad amedeo 😉
    il diadema presenta dei fiori in diamanti quindi di sicuro escludo che sia il braccialetto donato alla regina margherita (oro giallo, diamanti e perle) per la nascita del figlio. quel bracciale fu poi donato dalla regina elena alla nuora maria josè per il fidanzamento con un Umberto e maria josè lo ha portato spesso. probabilmente oggi è di maria gabriella. non è di v.e. perché era esposto a venaria se non ricordo male nel 2009.

  3. Chloe ha detto:

    @elettra … grazie, ci provo! Che carina, le tue parole giungono provvidenziali 😀 A te, grazie di esserci!

    @ale, sì, per fortuna c’è quell’immagine in rete! Le tue sono tutte ipotesi plausibili, chissà qual è quella vera. Certo è che la lista di domande per Amedeo si allunga in maniera esponenziale! 😉
    E poi sì, è vero, in Cifra Reale si parla di “un piccolo diadema di famiglia” indossato da Bianca nel giorno delle nozze, però se è per questo anche per il primo matrimonio di Mafalda con Alessandro Ruffo di Calabria nel libro è indicato che la sposa indossa un diadema di casa Aosta.

  4. Chloe ha detto:

    A proposito di immagini, non posso non aggiungere un bellissimo primo piano del diadema di Mafalda 😀

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/originals/55/fb/b5/55fbb5c756cbf932c84f88874332f2d7.jpg

  5. Ale ha detto:

    è vero in cifra reale i due diademi vengono indicati come di famiglia. non è però una parte in cui il duca racconta in prima persona quindi non è detto che sia corretto. è un mistero! 🙂 quello di mafalda io avevo sempre sentito dire che era dei ruffo, ma potrebbe essere sbagliato. l’unico dato sicuro è che non ci sono immagini di duchesse d’aosta o principesse si savoia che hanno indossato questi due diademi prima di bianca e mafalda.
    sono due diademi piuttosto piccoli e semplici. possiamo supporre diverse opzioni: 1) sono stati realizzati e donati alle due spose in occasione delle nozze; 2) erano considerati gioielli minori e quindi usati dalle antenate solo in privato e mai in pubblico e questo spiegherebbe la mancanza di immagini; 3) vengono da parte materna, quindi claudia d’orleans, che potrebbe averli ereditati o ricevuti in dono 4) potrebbero essere il frutto di un’eredità, tipo di dame di compagnia delle vecchie duchesse; 5) il libro è in errore e allora possono essere delle famiglie degli sposi o un prestito. voi avete altre idee???
    a me non sembra di averli visti sulla testa di altre principesse prima.
    dobbiamo assolutamente chiedere ad amedeo per risolvere il mistero 😀 anche perché sul web non si trovano risposte.
    @chloe di nuovo complimenti! immagine migliore del diadema di mafalda non si poteva trovare 😉 a me non sembra visto così da vicino che la montatura sia molto antica, potrebbe essere anche una creazione recente. di sicuro mi sembra del ‘900. urge il parere degli esperti di gioielli del blog per datarlo 🙂

  6. annarita ha detto:

    Ieri ho ritrovato il numero di Gente Mese tutto dedicato alle nozze di Bianca, c’è un primo piano della coroncina che portava sul capo. Sono piccole foglie di brillanti ma molto piccoli, intervallati da perle. Nel centro c’è un fiore i cui petali sono anch’essi di brillanti e al centro una perla.Mi pare che i brillanti siano di taglio antico e quindi non molto lucenti. Nel numero sempre di Gente Mese dedicato alle nozze di Mafalda vi è la foto che la nostra amica ha postato,però non dice l’appartenenza, comunque non si erano mai visti nè questo, nè l’altro.

  7. Natalie ha detto:

    Non ricordo chi nei commenti parlava del Quirinale dicendo che dovrebbe essere più aperto al pubblico, ci ha pensato Mattarella http://www.repubblica.it/politica/2015/02/16/news/mattarella_apre_il_quirinale_alle_visite-107479197/ , bravo il Presidente, mi sta simpatico, addirittura aperto tutti i giorni!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      fantastico. una bellissima notizia

    • laura ha detto:

      Lo avevo scritto io ! e magari anche qualche altro …. C’e’ chi pensa che il Quirinale dovrebbe diventare un Museo e non essere piu’ la residenza del Capo dello Stato. Ma non mi pare una buona idea : Roma e’ piena di Musei e il Quirinale sta bene come residenza del Capo dello Stato , magari ampliando le sale visitabili e per periodo maggiori … mi hanno subito ascoltato : insomma basta scrivere su questo blog e si viene subito accontentati

  8. laura ha detto:

    Un grande OT , ma non posso fare a meno di pensare a Mary di Danimarca che nonostante quello che sta succedendo, e per giunta anche in Danimarca, sta lo stesso effettuando il viaggio di due giorni in Etiopia e proprio per toccare argomenti in difesa delle donne le vittime principali di questi pazzi del califfato. Insomma una donna veramente coraggiosa e decisa !

  9. Chloe ha detto:

    Già, entrambi i diademi sembra quasi si siano materializzati nel giorno dei due matrimoni e volatilizzati al tempo stesso!
    @ale, non mi viene in mente altro, hai scritto delle ipotesi tutte plausibilissime, tanto più se non abbiamo a disposizione altri elementi per capirne la storia, e nessun’altra immagine di nessun’altra occasione in cui vengano indossati …
    @annarita, grazie delle informazioni di prima mano. Per cui anche dai reportage delle due nozze su Gente non abbiamo indizi … mi sarebbe piaciuto vedere le immagini, anche perché sul web se ne trovano con il contagocce. E’ un peccato che mia mamma abbia conservato solamente pochissimi ritagli dei numeri che leggeva!

  10. Chloe ha detto:

    … intanto in rete ho trovato un’altra foto del giorno delle nozze di Bianca, che non avevo mai visto prima d’ora, e che mostra il diadema da un’altra prospettiva

    http://media-cache-ec0.pinimg.com/736x/e2/b3/35/e2b335d0b030ac2bfa5bad641627752e.jpg

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      si è lui. ricordo anche questa foto, questo matrimonio era stato fantastico, c’erano tutti, ma proprio tutti. ovviamente in prima fila la contessa di Parigi nonna della sposa, Caroline di Monaco (e PdV scrisse che la contessa di Parigi che non parlava con le signore divorziate fece come se non esistesse), Maria Gabriella e Maria Pia di Savoia e naturalmente Maria Josè che si vede qui. cerimonia in una micro chiesa e pranzo all’aperto e se non ricordo male torta nuziale ai frutti di bosco.

      • Ale ha detto:

        questi due diademi per il momento restano un mistero. quello di bianca è stato veramente un matrimonio dove la famiglia (come amedeo chiama i royals\parenti europei) si è riunita in massa. succedesse oggi qui ne parleremmo per mesi 🙂 quatti dettagli da analizzare e parentele da ricostruire.
        @marina troppo forte la contessa di parigi che non parla a carolina di monaco 😀
        @chloe esiste qualche altra foto introvabile? 😀 io questa non l’avevo mai vista

        • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          si non mi ricordo se l’ho letto su PdV o su uno dein suoi libri di memorie. lei era piuttosto rigida. devo trovare i giornali dell’epoca e ci facciamo su un post con questo matrimonio 😀

        • Chloe ha detto:

          @Marina, daiii, è un’ottima idea! 😀 Sottoscrivo in pieno, sarei proprio contenta di saperne di più e approfondire.
          Beh, ormai ci siamo fissati con questi due diademi e su queste nozze.
          @ale, come sai, mi sono impegnata! 😉 Questa immagine di Bianca con Maria José l’ho scoperta solo ieri sera. Purtroppo sul web si trovano solo pochissime delle foto apparse nei reportage di allora, e non avendo le riviste dell’epoca, per me quelle in rete sono le uniche immagini che ho visto per ora … aspettando @Marina!

          • Ale ha detto:

            io ne ho una con un giovane aimone in tight che accompagna maria josè in chiesa. volevo linkarla ma non la trovo più in rete.
            @marina che bella idea!! allora mi auguro che tu riesca a trovare tutto il materiale che stai cercando 😉

  11. annarita ha detto:

    Tutto il ricevimento due giorni prima delle nozze( si tenne a villa Mansi a Segromigno in Monte) e il pranzo nella tenuta del Borro, fu curato da un mio amico, che lo era anche del duca Amedeo, Marino Salom e sua moglie Claudia. Purtroppo poco tempo dopo Marino ebbe un incidente aereo e perse la vita. Era il proprietario di villa Mansi. Quando si sposò Mafalda, venne fatto il ricevimento nella medesima villa e il pranzo sempre al Borro e tutto fu curato dalla vedova di lui. La cerimonia religiosa non si potè fare nella chiesetta perchè troppo piccola per ospitare gli invitati (per il matrimonio di Bianca alcune persone si erano sentite male) e quindi fu scelta una grande tenda.

  12. annarita ha detto:

    @Marina se non riesci a trovare i due numeri di Gente Mese riguardanti le nozze delle figlie di Amedeo, se vuoi ti spedisco i miei.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      grazie. ma li ho di sicuro. devo solo cercarli, non te ne privare, sono un cimelio. 😀
      poi devo anche trovare qualcuno che mi faccia le scannerizzazioni che io ho uno scanner piccolo e non va bene per queste cose.

  13. https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    ahahah chi cerca trova e chi archivia a cavolo trova ma con un po’ di fatica. il numero di Gente Mese era in fondo alla scatola con su scritto Windsor… no comment per me stessa.
    provvedo a scannerizzare le foto, cerco il PdV con lo stesso reportage (ci sono foto di personaggi che in Italia non erano conosciuti) e poi procedo… avrete delle sorprese. certo che gli anni ’80 dal punto di vista della moda sono proprio da dimenticare. unica sempre splendida in Chanel è Caroline di Monaco.

  14. Chloe ha detto:

    Una delle primissime immagini del duca Amedeo!
    E nella scritta sulla foto si legge Firenze Natale 1943.

    http://i46.tinypic.com/ivjubr.jpg

  15. annarita ha detto:

    Ieri sono stata a trovare una sorella di mia madre che ha appena compiuto 93 anni. Mi ricordavo che con una zia era andata a vedere a Firenze il matrimonio di Ajmone ed Irene. Mi ha narrato che, all’arrivo della sposa, tutti coloro che erano riusciti ad essere in piazza non fecero altro che dire di vedere una coppia altissima e bellissima. A mia zia rimase in mente il luccichio dell’abito di Irene perchè era intessuto con fili d’argento e il diadema che risplendeva al sole. L’unica cosa che criticò il rossetto troppo acceso sulle labbra. Nel seguito la più elegante era la cognata Anna d’Aosta con un bellissimo cappello.

  16. Dora ha detto:

    ieri ero a firenze con mia sorella per il dido e aeneas di purcell (merita, musica meravigliosa) e, siccome c’erano alcuni musei civici aperti gratis per le donne, siamo andate al museo del Novecento. diciamoci la verità, non sprecate soldi per entrare a meno che non siate particolarmente appassionati. MA un sezione era dedicata agli allestimenti del Maggio fiorentino. e c’era un video in cui, nel finale, entravano a teatro VEIII insieme a Aimone e Irene d’Aosta. nessun altro royal. Irene secondo me indossava la tiara delle nozze, perchè aveva come una fascia di di diamanti sulla testa e fringe non credo ne avesse. mi ha colpita come VEIII fosse proprio -mi si passi il termine- tappo. specie se accompagnato da due stangoni come gli aosta. sembrava gulliver nel paese giganti!

    http://www.intoscana.it/site/it/arte-e-cultura/articolo/Pitti-Maria-de-Medici-e-le-sue-nozze-Una-mostra-le-ricorda-alla-Galleria/

  17. Chloe ha detto:

    A proposito di gioielli … ritornando a qualcosa di casa nostra … io sto sempre morendo dalla curiosità di conoscere la storia del diadema Aosta!!! 😀 Non si era parlato di un post per raccontarci quello che avevate carpito ad Amedeo a Firenze? Dai che sono curiosa! 😉

  18. Dora ha detto:

    acciderba, quanto la regina di romania e la sorella duchessa d’aosta si somigliavano!!! o.O
    http://www.noblesseetroyautes.com/2015/04/archives-le-roi-michel-de-roumanie-et-sa-mere-la-reine-helene/

  19. milady ha detto:

    avete letto su N&R le ultime dichiarazioni del principe ballerino?

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