A Firenze con il Duca: una giornata insieme ad Amedeo di Savoia Aosta

A Firenze con il Duca: una giornata insieme ad Amedeo di Savoia Aosta

Nonostante congiunzioni astrali totalmente avverse (che hanno dato il meglio di loro nel ritorno funestato da uno sciopero dei treni, con cancellazione di tutti, dico TUTTI i regionali) nel week end sono stata a Firenze dove, insieme ad Alex e Ale, al secolo Alessando Calabresi e Alessandro Sala, ho incontrato un personaggio di cui parliamo da tempo: il principe Amedeo di Savoia-Aosta.
Si proprio lui in persona. E ve lo dico subito senza tanti giri di parole: sa benissimo chi sono e legge il blog. Perché, nonostante ancora sia poco social (inutile cercarlo su Twitter perché non c’è e lo stesso dicasi per Facebook), lui la rete la esplora spesso e volentieri. Anzi diciamo pure che è sempre connesso.
Quindi tutto il discorso che avevo in programma sul valore dei blog come new media, su Obama che ha accreditato i blogger fin dalla sua prima campagna elettorale, sulle migliaia di visualizzazioni di pagina, sul fatto altezzareale.com è l’unico blog italiano sul tema royal, è rimasto lì. Nel senso non ce n’è stato bisogno: “Mi devo scusare con lei, non siamo mai riusciti a incontrarci, mettiamoci d’accordo e mi venga a trovare …”. Sinceramente mi ha fatto assai piacere perché a me lui di fondo è sempre stato molto simpatico e l’ho anche scritto nel primo post del blog e questa inarrivabilità mi aveva un po’ demoralizzata.

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Naturalmente eravamo tutti a Firenze per la presentazione di “Cifra Reale”, il libro scritto da Danila Satta insieme al duca, e la scelta del capoluogo toscano per l’anteprima nazionale non è stata affatto casuale. “Questa città è centrale nella mia vita – ha spiegato Amedeo di Savoia – i miei genitori si sono sposati in Duomo il 1° luglio 1939, io sono nato qui, sotto un bombardamento il 27 settembre 1943”. “Cifra Reale” non è solo un volume di ricordi visto che Danila Satta ha avuto accesso all’archivio personale dei Savoia-Aosta e ha potuto scorrere documenti, lettere e diari fra cui quello della contessa di Bellegarde, devotissima dama d’onore della principessa Irene, madre di Amedeo. I ricordi e le annotazioni della contessa, titolare appunto di una “cifra reale”, l’emblema delle dame di corte, sono stati fondamentali per ricostruire nel dettaglio i primi difficilissimi anni di vita del piccolo principe, nato in piena guerra e molto presto ostaggio dei tedeschi insieme alla madre, alla zia e alle cugine. Nella seconda parte del libro invece è lo stesso principe Amedeo a raccontare a Danila Satta particolari spesso inediti di una vita spesso fuori dell’ordinario e qualche volta anche particolarmente avventurosa.

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Ma a questo punto lascio la parola ad Alex e ad Ale che vi racconteranno la giornata fiorentina dal loro punto di vista. Ma ci tengo a dire una cosa i due sono giovinotti di altri tempi nel senso di compiti, educati, gentili, cortesi, impeccabili e soprattutto COLTISSIMI.
Senza tema di essere smentita posso dire che il duca è rimasto basito per le conoscenze dell’uno in materia sabauda e dell’altro in tema di gioielli. Insomma due perle rare e la giornata è stata davvero piacevolissima.

Avete presente quelle situazioni che a volte viviamo e che sappiamo essere uniche e difficilmente ripetibili? Quei momenti che sappiamo ricorderemo con piacere negli anni futuri?
Ecco, questa è l’emozione che ho potuto vivere sabato scorso e condividere con due persone fuori dal comune. Una è la nostra Marina Minelli, espertissima in storia reale, come sapete, e in molti altri argomenti, sempre indaffarata e mai soddisfatta della propria resa fotografica. L’altra è Alessandro Sala, ultra conoscitore di storia sabauda, juventino sfegatato e appassionatamente legato alla sua Torino.
Già la presenza di questi due alti rappresentanti amanti del mondo royal potrebbe essere sufficiente a rendere la giornata unica, ma se a questo aggiungete la presenza, con relativo scambio di battute, di due Altezze Reali, allora l’esperienza diventa davvero irripetibile.

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L’Altezza Reale di cui parliamo è, come immaginate, il Principe Amedeo di Savoia-Aosta, Duca di Savoia, insieme a Sua Altezza Reale la Duchessa Silvia. Di fronte a delle Altezze Reali credo sia inevitabile sentirsi, se non intimoriti, almeno poco naturali; ma questa sensazione è svanita immediatamente di fronte ai duchi di Savoia, fin da subito estremamente cortesi e spontanei sia con gli addetti presenti alla conferenza stampa, che durante gli scambi di domande rivolte personalmente, alle quali hanno risposto in maniera diretta e famigliare, arricchendo la conversazione di aneddoti e ricordi passati. Quando si pensa ad un principe ci si aspetta che questi incarni la signorilità del suo rango, la disponibilità all’ascolto per la quale è stato educato ed emani uno stile comportamentale basato su un profondo rispetto dell’altro e su una piena consapevolezza del proprio ruolo e della propria storia famigliare; ebbene sono contento di poter dire che ho avuto il piacere di poter riscontrare queste caratteristiche nel duca Amedeo, il quale ha, in questo breve e naturalmente superficiale incontro, lasciato in me un’impressione profonda, che mi permette di guardare al più importante rappresentante attuale di Casa Savoia con speranza e fiducia. Sebbene non ci sia stato modo di poter rivolgere domande alla duchessa Silvia perché gli incontri erano giustamente incentrati sul libro e sugli autori, ho potuto scorgere in lei gli stessi atteggiamenti appena descritti, uniti ad uno stile di estrema sobrietà e riservatezza.

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Particolarmente interessante, oltre alla conferenza stampa della mattina, è stato l’incontro con il pubblico del pomeriggio, dove il duca ed alcuni dei suoi amici di giovinezza presenti hanno ricordato alcuni momenti scanzonati vissuti insieme e dove sono stati sottolineati aspetti importanti relativi al ruolo della dinastia dall’Unità d’Italia al referendum e alcune problematiche non ancora oggi risolte, come la sepoltura degli ultimi sovrani in terra straniera.
Ho avuto non solo il privilegio di poter conoscere delle Altezze Reali, ma anche la scrittrice Danila Satta, molto cordiale e disponibile, con il marito Roberto Olla, giornalista Rai conosciuto per i suoi approfondimenti storici sempre accurati e puntuali. Ma ho anche potuto incontrare una spettatrice non ignota: la nostra cara Dora, sempre presente ed attiva sul blog, solare e simpatica dal vivo allo stesso modo di come lo è virtualmente.
Poteva andare meglio di così? Il mio è un no secco e ringrazio Marina per avermi dato la possibilità di condividere con lei questa magnifica giornata ed Ale per la compagnia e la condivisione.
Se a Firenze dovesse girare voce di tre fanatici che sono stati visti pranzare insieme e parlare ininterrottamente per due/tre ore di argomenti reali passando da una dinastia all’altra e da un personaggio all’altro e prospettando ipotesi su possibili futuri scenari politici, potete capire al volo chi siano quei tre maniaci.

Alessandro (Alex)

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Quando Marina mi ha scritto dicendomi che il 13 dicembre ci sarebbe stata a Firenze la presentazione di un libro di cui uno dei due autori era il duca Amedeo di Savoia non ero così sicuro di potere andare. Oltre a fattori di studio, per la mia facoltà la sessione invernale inizia a metà dicembre, l’ostacolo principale era la distanza, Torino e Firenze non sono proprio vicine. Però più ci pensavo e più mi veniva voglia di esserci, ormai la mia passione per Casa Savoia la conoscete tutti e in genere faccio chilometri solo per vedere un castello o una reggia legata alla dinastia. Potevo quindi rinunciare a incontrare il duca? Partito la mattina presto, proprio mentre il treno usciva dalla città e tra uno sbadiglio e l’altro mi domandavo come sarebbe andata la giornata ho assistito a uno spettacolo stupendo che ho preso come un segno premonitore, ho visto il sole sorgere da dietro la collina sulla quale sorge la Basilica di Superga. L’ansia è sparita di colpo e le aspettative non sono state deluse.
Alla stazione di Santa Maria Novella mentre aspettavo Marina ho conosciuto di persona Alex e poi insieme ci siamo avviati verso quello che è stato l’appuntamento più rilevante della giornata, la conferenza stampa per la presentazione del volume alla presenza dei due autori. Entrati nel salottino ci siamo presentati a Danila Satta che molto gentilmente ci ha accolto, ha ammesso di leggerci e mi ha fatto i complimenti per il mio commento sulle cifre reali e sul loro funzionamento, cosa che devo ammetterlo mi ha fatto molto piacere. Arrivato il duca si sono aperte le danze e si è cominciato a parlare del libro. Finito il tutto ci siamo fermati un attimo per fare due chiacchiere e ovviamente per le dediche degli autori. È stato direi molto interessante ma anche emozionante, Amedeo di Savoia si è dimostrato cordiale, di spirito, disponibile e interessato ai nostri quesiti e anche alle nostre critiche su come è gestito il suo sito. Direi così a pelle una vera Altezza Reale. Mi ha molto colpito quando ho visto l’entusiasmo nei suoi occhi mentre rivelava a Danila e a suo marito il frutto di una sua ricerca in rete, definendola lavoro da poliziotto-investigatore, sull’operato di suo padre in Marina.

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Dopo un pranzo a base di pizza Margherita e argomenti royal siamo corsi all’incontro in libreria dove a mo’ di stalker abbiamo nuovamente monopolizzato il duca per diversi minuti, in quanto Alex ed io ci siamo decisi a chiedergli la storia del diadema Aosta. Infine abbiamo partecipato alla presentazione pubblica del libro, nella quale però hanno ripetuto cose che noi sapevamo già ma dove abbiamo potuto incontrare la lettrice del blog Dora e anche vedere la figlia di Amedeo Mafalda coi suoi tre figli.
Naturalmente ho già iniziato a leggere il libro. È scritto in modo avvincente e le pagine scorrono con molto piacere piene di racconti di piccoli aneddoti e intimità che rendono benissimo il mondo e la vita di questo principe italiano. Col senno di poi sono felice di aver fatto questa bella esperienza, di aver conosciuto queste persone e mi chiedo come ho fatto anche solo a mettere in dubbio di andare. Quindi non mi resta che ringraziare Marina per la giornata speciale e indimenticabile!

Ale (Alessandro Sala)

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ps  il Duca legge accuratamente questo blog, tanto da avere trovato la mia foto in abiti ottocenteschi che mi ha detto di avere molto apprezzato. Pensare che non sapevo cosa mettere, la prossima volta vado in crinolina che con quella faccio sempre la mia (porca) figura.

ps2 si dovremo migliorare le foto, in realtà ce ne sono altre ma in quelle io sembro la fattucchiera della Spada nella Roccia, nonostante fossi andata dalla parrucchiera, quindi non le vedrete. Alex non sono iper preoccupata per la mia immagine, è che che proprio vengo male. 🙁


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232 Commenti

  1. Ale ha detto:

    @dora si l’avevo già letta 🙂 la memoria di @chloe non fallisce quasi mai! è una bella intervista.
    @marina ci puoi contare. gli fanno sempre le stesse domande, che noia. dopo aver letto il suo libro me ne sono venute in mente diverse. e man mano che ci penso me ne vengono in mente altre … forse è meglio se me le appunto per non dimenticarmele. comunque per fare una cosa ben fatta bisognerebbe trovare delle domande originali.
    @chloe anch’io preferisco quelle della duchessa di pistoia, quel giro di nodi savoia in diamanti mi piace molto. lo sai ho un debole per i simboli araldici. è bello confrontare anche le due m di margherita e maria josè, come cambia il design nelle due diverse epoche, e anche i gusti delle due regine. nel libro di papi e maria gabriella sui gioielli dei savoia a pag 16 c’è la foto della cifra reale della regina margherita. mentre nella parte dedicata alla regina elena ci sono dei bozzetti di musy per la e, però si capisce che sono per quando era principessa di napoli, la corona è quella da principessa ereditaria.

  2. Dora ha detto:

    qui c’è “qualcosuccia” che potrebbe interessare a qualcuno! XD
    a me mi tira molto la mostra alla galleria del costume!!!
    http://www.intoscana.it/site/it/arte-e-cultura/articolo/150-di-Firenze-Capitale-dItalia-tanti-eventi-speciali-al-Polo-Museale/

  3. Ale ha detto:

    lo linko qui? non so bene dove metterlo
    leggete questo

    http://www.crocereale.it/main/index.php/eventi/rassegna-stampa/376-da-il-giornale-del-6-febbraio-2015

    non sono un fan di libero ma mi fa piacere che qualcuno scriva su queste cose.

  4. laura ha detto:

    Sono d’accordo con la necessita’ di limitare (e di tanto !) i costi della politica ma certo non possiamo paragonare le cifre degli anni trenta del novecento a quelle attuali. E non credo nemmeno giusta la proposta di spostare gli uffici della presidenza altrove e fare del Quirinale un museo. Il Quirinale e’ la sede del Capo dello Stato (sia re o presidente) e tale deve restare : magari si potrebbero ridurre le parti occupate da uffici e ampliare le parti aperte al pubblico. Poi ho trovato davvero disgustosi i recenti video dei neofascisti che insultano il Presidente Mattarella.

    • Ale ha detto:

      tecnicamente le valute si possono attualizzare tramite un’equazione matematica usando degli indici che non ricordo come si calcolano. probabilmente è in questo modo che hanno fatto diventare i 31 milioni di lire dati alla casa reale in circa 70 milioni di euro attuali. quando l’ho fatto due anni fa all’università ci avevano fatto calcolare l’evoluzione del prezzo delle uova, negli anni ’80 costavano di più di oggi. quello che sicuramente non si può paragonare è la differenza di spese tra un capo di stato odierno e uno di 80 anni fa. va sottolineato però che v.e. III non percepì mai uno stipendio e usava la lista civile solo per il mantenimento della corte, per le sue spese e per quelle di moglie e figli usava il suo patrimonio privato. è famoso l’aneddoto che ai primi del novecento i vestiti dei principini venivano pagati coi soldi ottenuti dalla vendita della neve del parco di Racconigi (proprietà privata del sovrano).
      io ho visto questo trafiletto più come una provocazione sull’enorme mole di denaro che ci costa la presidenza della repubblica. 240 milioni di euro annui sono veramente troppi. non si potrà paragonarli sotto certi aspetti a quanto costava il re ma è comunque un dato di fatto che perfino la corte inglese, credo la più cara, con tutta la sua pompa costi circa 200 milioni in meno. e le grosse spese non sono certo per mantenere il palazzo del quirinale, che sono d’accordissimo, deve rimanere la sede del capo dello stato, anche se andrebbe forse reso un po’ più fruibile al pubblico. il presidente, che ha uno stipendio abbastanza adeguato (240 mila euro), ha una miriade di consiglieri per ogni argomento e questione, tutti con staff e chi più ne ha più ne metta. qualche taglio non sarebbe male.
      per quanto riguarda i video dei neofascisti non ne ho sentito parlare, perché ce l’hanno con mattarella?

  5. annarita ha detto:

    Ieri ho terminato il libro “Cifra Reale”, mi è piaciuto tanto, lo stile scorrevole e chiaro. Sono interessantissime le figure delle duchesse D’Aosta, in paricolare la forte e coraggiosa Helene e la sfortunata Irene, che partorì sotto le bombe. Il duca si intuisce che è una persona piacevole, che ama il contatto con la gente e non è per niente pieno di superbia. Un bel libro che ci permette di scoprire dei protagonisti della nostra storia italiana.

  6. Chloe ha detto:

    @ale … e alla fine possiamo fare ugualmente il confronto fra le E 😉 e a questo punto addirittura tra nove differenti monogrammi! Non sarà un paragone reale, ma solo virtuale attraverso i vari disegni preparatori per il monogramma di Elena, che sono interessanti davvero! E visto che risalgono al periodo 1896-1900, il giro di nodi Savoia attorno alla E che appare in uno di essi anticipa sicuramente di una trentina d’anni quello che poi verrà usato ufficialmente per la L di Lydia d’Arenberg!

    • Ale ha detto:

      già 😀
      da notare che per un’opzione non sono stati ipotizzati solo diamanti ma anche rubini e smeraldi per ricreare il tricolore italiano

  7. Chloe ha detto:

    Qualche giorno fa ho concluso anch’io la lettura di Cifra Reale, ho impiegato più tempo rispetto a quanto avessi previsto, ma ho preferito leggere con tranquillità e apprezzarne tutti i passaggi. E naturalmente ha confermato le aspettative: l’interesse per il soggetto e tutti gli aspetti a cui avevate già accennato qui nei vostri commenti non potevano che costituire un ottima base di partenza per la mia lettura.
    Innanzitutto è ben scritto, la lettura è molto scorrevole, e mi è piaciuta la scelta narrativa di seguire la cronologia degli eventi storici e familiari, e allo stesso tempo inserire all’interno richiami al presente, ricordi, aneddoti. Alcuni racconti sono davvero commoventi, altri sono divertenti e ironici. Mi ha colpito come emergano chiaramente più e più volte riferimenti a quella “scuola dei principi”, fatta di regole, educazione, valori, e l’acquisire quella competenza, il sapersi comportare con spontanea disinvoltura. Sono molto interessanti tutti i riferimenti e i ricordi familiari relativi ai parenti, quasi a perdersi tra gli intrecci genealogici, “la famiglia” come la chiama semplicemente Amedeo, un Amedeo fin da neonato circondato da donne, cresciuto come giovane uomo di famiglia. Sono rimasta colpita dalla forza di carattere della principessa Irene e di come emerga il carattere e il ruolo di Silvia nella seconda parte della vita di Amedeo, la sua sensibilità e la sua intelligenza e forza. Ho apprezzato inoltre come nel testo vengano affrontate sì, ma con semplicità e senza acceso livore molte questioni spinose, la “rivalità” storica tra Savoia e Savoia-Aosta, il fallimento delle prime nozze di Amedeo, il rapporto con Vittorio Emanuele e la questione dinastica, l’asta degli oggetti di sua proprietà che avevamo seguito qui anche noi …
    A me è piaciuta molto in particolare la descrizione a pagina 101 della fotografia di Amedeo bimbo seduto sulla scalinata, è come se quell’immagine racchiudesse tutte le sue sensazioni e tutto ciò che aveva vissuto in soli tre anni, anche per me ha qualcosa di struggente, come è scritto nel libro, e trovo molto significativa la scelta di inserire proprio quella foto in copertina.
    Insomma, tanti tanti aneddoti, particolari, dettagli che sicuramente mi piacerà rileggere, ho scritto un po’ di appunti nei margini, a me che capita sovente di lasciare i libri quasi intonsi, questa volta mi sono venuti istintivi rimandi e sottolineature, per evidenziare e ritrovare i passaggi per me più significativi.

  8. Ale ha detto:

    l’unico difetto di questo libro è che è difficile da reperire, per il momento non c’è stata una grande diffusione a livello nazionale, dubito che si possa trovare da Feltrinelli o in altre grosse librerie. un vero peccato.

  9. annarita ha detto:

    Il libro l’ho comprato tramite IBS, ho dovuto aspettare quasi un mese ma ne valeva la pena.Potete ordinarlo in questo modo, vi arriverà direttamente a casa.

  10. Chloe ha detto:

    Sì è vero, la diffusione nelle librerie è solo locale (le mie informazioni risalgono a un mese fa) e a quanto mi era stato indicato sarebbe previsto più avanti un ampliamento del raggio di distribuzione.
    In ogni caso il modo più semplice e rapido per avere il volume è ordinarlo direttamente sul sito della casa editrice, oppure contattare i responsabili al numero indicato sul sito. La consegna è davvero rapidissima. Io ho preferito che fosse spedito a una libreria milanese che mi hanno segnalato loro vicina a dove lavoro: il mio ordine è partito di giovedì e il martedì successivo la mia copia mi stava già aspettando in libreria.

  11. Ale ha detto:

    visto che stiamo linkando i video dei matrimoni … ecco quello di aimone e irene, genitori di amedeo

    https://www.youtube.com/watch?v=BAI5AZcXfzA

    molto eleganti le divise estive bianche 🙂

  12. Dora ha detto:

    quesito per l’onnisciente @ale
    in cifra reale, danila satta dice che una delle due figlie di amedeo porta un piccolo diadema di famiglia (mi pare bianca), nell’88. siccome il diadema di irene di grecia era già stato venduto mi domando quale sia la tiara in questione…

  13. Dora ha detto:

    dev’essere questa
    http://i38.tinypic.com/2mfo78.jpg
    potrebbe darsi che l’elemento centrale sia stato usato da silvia come come pendente da collana per il suo matrimonio?
    http://i35.tinypic.com/sqovm9.jpg
    però continuo a domandarmi perchè non abbia venduto questa al posto di quella di irene, così piena di storia e di ricordi… ç_ç

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      no, non è questa. forse questa di Mafalda è della famiglia dello sposo. no quella di Bianca è una ghirlandina. ho fatto una ricerchina on line ma ci sono solo foto minuscole. il vestito di lei visto ora è orendo, molto anni ’80, di Coveri se non erro. ecco spero che lei non ci legga a differenza del babbo, semmai mi scuso Bianca, ma gli anni ’80 hanno prodotto orori d’ogni genere.

  14. elettra/cristina palliola ha detto:

    Se scorrete un poco la pagina potete trovare la foto del matrimonio di Bianca di Savoia -Aosta…sinceramente non si capisce bene, ma quella ghirlandina, potrebbe anche essere il disegno del velo rialzato su quello che potrebbe anche essere un semplice cerchietto di velluto, posizionato in orizzontale….. mi sembra che il disegno, di questa misteriosa ghirlandina si ripeta , nel velo anche in altri punti…..a meno che il disegno del velo non sia stato fatto apposta sul disegno del diadema………….

  15. elettra/cristina palliola ha detto:

    eccone un’altra, altrettanto confusa
    http://www.matrimonio.it/forum/viewtopic.php?p=8197753#.VN8OgfmG-1Y

  16. Marinella ha detto:

    Commento su “cifra reale”
    Ciao, ho letto con piacere il libro, La lettura mi ha permesso di conoscere meglio un ramo di “Casa Savoia” che si conosce poco, persone altamente discrete con una elevata morale. Ho comprato il libro direttamente dalla casa editrice e lo conservo con cura, anche se mia figlia di 11 mesi ha già provato a leggerlo! Devo comunque ammettere che i primi capitoli del libro non li ho trovati entusiasmanti tanto da avanzare dei dubbi sul continuare la lettura o meno. Quando sono arrivata a metà libro la lettura e i contenuti mi hanno rapita e la descrizione del ramo Savoia-Aosta, della legge Salica e gli altri fatti, mi hanno fatto ricredere sulla prima parte, per questo mi voglio complimentare con Danila Satta per come ha esposto i fatti e per la chiarezza con cui li ha descritti. Commenti su Amedeo? Cosa posso dire… Un Signore con la “S” maiuscola, non ho che ammirazione per il suo innato senso del dovere. @Marina, sei stata nominata, che bello! Un grande riconoscimento. Adesso ho iniziato “i Savoia scomodi” e ho visto su youtube l’intervista di Amedeo di Savoia alla trasmissione “faccia-faccia” del 2011. Buona giornata a tutti voi!

  17. Chloe ha detto:

    Eh sì, sono poche le foto delle nozze del 1988 di Bianca e Giberto Arrivabene che circolano sul web, e in queste il diadema non si vede proprio proprio benissimo, anche se dalle immagini si può intuire la ghirlanda di diamanti a motivo floreale.

    http://lh4.ggpht.com/-apUQOzyvr3g/StXAciqIAcI/AAAAAAAACzA/r5QU6VEm1ck/Biancadaosta003.jpg

    http://lh3.ggpht.com/-3sW5HvAV1q0/StXAdKRtrJI/AAAAAAAACzE/qA6k5hLA5Ow/Biancadaosta002.jpg

  18. Chloe ha detto:

    Ecco, ne ho trovata un’altra in cui il diadema si vede molto più chiaramente, peccato che sia praticamente “relegato” nel margine alto della foto … 🙁
    E’ discreto e indossabile, a mio avviso le stava molto bene anche nell’insieme con il velo.

    http://lh5.ggpht.com/-O9rBUS7XhoU/StXAcEaLxNI/AAAAAAAACy4/HSQhWw7ZtQc/Biancadaosta005.jpg

  19. elettra/cristina palliola ha detto:

    Ecco…se non ci fosse Chloe, bisognerebbe inventarla!….riesce a trovare tutto, ma proprio tutto! Incredibile!
    Mi ero dimenticata di questa bella tiara, che in realtà non si è più vista…direi che fra tutte è quella che preferiscoe e sembra essere stata fatta per brillare sul capo di una sposa !
    @Marina ….credo di aver capito…hai fatto bene a dirmelo!

  20. annarita ha detto:

    Il diadema che porta Bianca assomiglia molto ad uno indossato da Margherita di Savoia e si trova fotografato e disegnato sotto forma di bracciale nel libro di Papi. Quello indossato da Mafalda era della famiglia Ruffo di Calabria, invece il ciondolo di Silviq fu un regalo di suo padre e rappresenta lo stemma della famiglia.

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