La svendita napoleonica

Napo

Con la vendita dei cimeli napoleonici ereditati dal bisnonno Louis II, Sua Altezza Serenissima il principe Alberto II di Monaco si è messo nelle tasche qialcosa come dieci milioni di euro, lira più lira meno. Ah si certo al lordo delle tasse e delle commissioni spettanti alla premiata casa d’aste Osenat.

Il motivo ufficiale della dispersione è che lui, monsieur le Prince aveva bisogno di fare spazio a palazzo. Il motivo occulto è avvolto nel mistero. Sta di fatto che la collezione andrà in giro per il mondo, chiusa nelle vetrinette del salotto buono di qualche magnate il quale potrà dire agli ospiti in attesa della cena: “quello è il cappello di Napoleone”. Sono soddisfazioni anche queste, potendosele permetterse visto che il celebre bicorno è stato battuto a 1.884.000 euro.

Di sicuro il Principe avrebbe fatto migliore figura offrendo tutto quanto a un museo qualunque, anche al piccolo ma molto, molto interessante museo napoleonico di Roma che di sicuro avrebbe fatto i salti di gioia. Invece già il solo fatto di avere affidato tutto a una casa d’aste ha scatenato i collezionisti e l’avvicinarsi del bicentenario di Waterloo ha completato l’opera.

Da appassionata lettrice di Asterix posso solo citare Giulio Cesare che spesso esclama: SINE COMMENTARI

 

 

 

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11 Commenti

  1. Francesca Cossu ha detto:

    Marina concordo con te e Giulio Cesare!!

  2. Francesca Cossu ha detto:

    Qualcuno sa perchè dei miei commenti compare solo la prima riga??

  3. Nicoletta ha detto:

    E no car@ Marina, dissere necesse est! (Chiedo venia ma sono passati tanti anni dall’ultima versione dall’italiano al latino e viceversa). Ma è proprio necessario commentare. Qui non si tratta di fare spazio, si tratta di voltare le spalle. Di voltare le spalle alla storia, alla cultura, al patrimonio artistico per puntare su qualcosa di diverso. Se è vero che le sale servono per ospitare un museo dedicato a Grace (e lo dice una che ha visto per ben due volte, sia a Monaco che a Roma, la mostra organizzata dalla famiglia in occasione dell’anniversario della scomparsa) ciò non giustifica la vendita di un tale cimelio. Ben venga il nuovo museo ma non facciamo prevalere la cronaca rosa, sebbene principesca, sulla storia! Concordo con Marina. Poteva essere ceduto ad un qualunque museo per renderlo per sempre fruibile al pubblico. E allora non è una questione di spazio ma di mancanza di sensibilità ed impegno nei confronti delle future generazioni alle quali abbiamo l’obbligo di lasciare tracce del passato, non disperdendole a vantaggio di pochi fortunati. Mi spiace ma arrivo a pensare che sia addirittura una questione di vile denaro. Ma il Principe ha bisogno di dieci milioni di euro? Per noi un’enormità ma forse non per lui. Sebbene, si sa, i bambini costano e quando sono due…Mi spiace Monseigneur ma questa è davvero una caduta di stile. E chissà, se un giorno, passeggiando con i figli per le ampie sale del Palazzo mentre chiacchierando con loro cerca di insegnargli qualcosa della storia di Francia non si penta di non potergli mostrare, da vicino, il cappello di Napoleone. Certo sono sicura che a loro avrebbe fatto molto piacere vederlo e magari…provarlo!

  4. Francesca Cossu ha detto:

    Riprovo: dicevo,sembra evidente che avesse bisogno di un’ingente e immediata liquidità..Però è un peccato,se i cimeli sono un’eredità è giusto che restino in famiglia,specie se reale,ma che finiscano in casa di un privato qualunque è una tristezza!!Speriamo che almeno il fine sia nobile!!

  5. elettra/cristina palliola ha detto:

    Nel leggere di questo evento ieri , su Fb, ho scritto un commento che forse non tutti hanno capito…ho scritto che questa “leggerezza” che la famiglia ha nel non tenere conto delle tradizioni è , secondo me, un’eredità materna…volevo dire che poichè i principi hanno ricevuto un’educazione più da red carpet che da famiglia reale o principesca che sia, ma pur sempre famiglia regnante, non tengono conto, dell’importanza storica di certe cose e il lustro che ne viene poterle vantare nel proprio patrimonio..il fatto che Grace fosse un’attrice e che recitasse tanto bene la sua parte di principessa, secondo me, non ha fatto sì, che nell’animo dei ragazzi non si incidesse profondamente il valore della tradizione, il capire chi erano, da dove venivano, quale doveva essere il loro ruolo nella vita …per loro tutto deve essere stato come una grande recita, ogni giorno si alzava il sipario e si recitava a soggetto….una telenovela che come tutte le telenovelas ha avuto anche i suoi momenti di alta drammaticità
    Inoltre, sempre secondo me, la parte più “americana” e con questo voglio dire affaristica, viene a galla più spesso, di quella principesca..si deve a Grace , è vero , la grande trasformazione di Montecarlo! da poco più di un villaggio riuscì a farne la capitale della società di ricchi, ma quel che è peggio dei nuovi ricchi, gli arricchiti…portò su quella rocca attori, attrici, sportivi , armatori (l’amicizia con Onassis, fu a mio avviso, la più deleteria e influente)…una società dorata e spendacciona, ma senza stoffa e tradizioni, che anzi, vedeva in queste cose, solo vecchio ciarpame, di cui liberarsi
    Cedere il cappello di Napoleone a un museo, è un atto nobile ,ma che non porta utile, mentre invece venderlo, il suo utile, come abbiamo visto, l’ha portato e sappiamo anche quanto. Anche aprire un museo in memoria della tanto venerata Grace e mettere in mostra i suoi vestiti e i suoi gioielli, le foto private, sfruttare il suo nome e la sua popolarità, ha portato un utile
    Tra il cappello di Napoleone e i vestiti di Grace, ancora di proprietà della famiglia, e ancora più volte mostrabili,storicamente c’è un abisso, ma il risultato finale è quello che conta…tutti e due hanno portato denaro e chissà che prima o poi, non si andranno a vendere anche i vestiti di mammina!

  6. Ale ha detto:

    dubito che le cause di questa asta fossero mancanza di soldi. sono andato a vedere e forbes stima il patrimonio di alberto di monaco in almeno un miliardo di dollari, quindi non è certo il cappello di napoleone che aumenterà la ricchezza del principe.
    se è vero che negli spazi liberati ci finirà un museo su grace Kelly posso dire una cosa …. che amarezza! napoleone è stato cacciato per far posto a un’attrice che è diventata principessa. con tutto il bene che voglio a grace Kelly che tutti adoriamo ma a me suona come una bestemmia. tuttavia è tristemente più probabile che la principessa attiri più folle di napoleone e della sua epopea, e quindi dal punto di vista dell’afflusso di pubblico potrebbe essere una scelta azzeccata. io personalmente avrei cercato di salvare capra e cavoli (sono molto affascinato da napoleone, ha cambiato l’europa e il concetto di stato valido ancora oggi), ma evidentemente ad alberto napoleone non interessa.
    @elettra hai scritto esattamente quello che penso. ogni anno passo dal principato e sono contento di farlo, ma non manco mai di notare come non sembra di essere in europa, c’è un forte spirito USA, portato proprio da grace. e la stessa famiglia principesca sembra più una famiglia di miliardari americani che un’antica casata europea, la più antica sul trono! mi viene in mente un commento snob .. sono proprio degli americani! 😀
    questa asta non motivata da motivi economici è secondo me proprio una caduta di stile, l’ennesima dopo i vari divorzi e nascite illegittime o prima delle nozze o addirittura senza.

  7. Tody ha detto:

    Da un personaggio che circola con Emanuele Filiberto, che fa della beneficienza occasione di serate mondane non ci spoteva aspettare altro. Circola nel bel mondo solo perchè figlio di una favola non per meriti propri, per non parlare della moglie che non parla una parola di francese o italiano, e da intervista da lei rilasciata neanche si sogna di impararla!
    Ale di europeo anzi di italiano in quella famiglia è rimasto solo il nome.

  8. laura ha detto:

    Anche se non sono una grande fan di Napoleone trovo davvero sconcertante questa vendita di oggetti storici. Se proprio i Grimaldi avevano bidogno di spazio a palazzo avrebbero potuto trasferire tutto in un altro edificio e fare un piccolo museo pubblico. In Italia la legge avrebbe vincolato una collezione del genere e sarebbe stato impossibile disperderla in questo modo. Ricordo che quando era ancora in vita Ranieri avevo letto che a Monaco l’unica legge che esiste e’ quella dei Grimaldi e si vede ! Non credo proprio che esistano da loro leggi di tutela come negli altri paesi europei (e anche in molti degli stati USA dove, a differenza di cio’ che da noi si pensa, i beni storici e archeologici sono ben curati e tutelati … e non mi si venga a dire che non ce ne sono perche’ non e’ affatto vero).
    Mi piacerebbe sapere cosa pensa di questa vendita la gente del luogo … a Monaco-Montecalrlo esiste una opinione pubblica che parla male del governo o del Principe o li’ sono tutti allineati e contenti ?

  9. Chloe ha detto:

    Questa volta gli oggetti all’asta risalgono a Napoleone III: l’editore e collezionista d’arte statunitense Christopher Forbes mette all’asta da Osenat (5 e 6 marzo) la sua collezione di quadri, monete, statue, lettere e documenti, raccolti durante il corso della sua vita,

    http://www.osenat.fr/html/index.jsp?id=26227&lng=fr&npp=10000
    http://www.osenat.fr/html/index.jsp?id=26816&lng=fr&npp=10000

    http://www.dw.com/en/billionaire-forbes-puts-napoleon-iii-art-collection-up-for-auction/a-19080087

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