#nonpartosenza

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Che c’entra questa cosa qua nella “foto del giorno”. Be’ oggi ho deciso di dare un po’ di libera uscita ai nostri royal preferiti per partecipare a un piccolo gioco che imperversa nella rete. Sennò poi dicono che non sono abbastanza social e a quanto pare oggi se non sei social non c’è laurea che tenga, vali meno di zero.

Qualche tempo fa il divertente blog di viaggi Trippando ha lanciato l’hashtag #nonpartosenza chiedendo ai viaggiatori di raccontare cosa non lasciamo mai a casa.  Con un po’ di ritardo arrivo anche io, però è necessaria una premessa: ultimamente viaggio molto in treno e in auto.

Perché:

  • da qui voli comodi per le mie mete non ce ne sono (cioè se per andare da mio fratello a Jena bisogna arrivare all’aeroporto di Bologna e da lì volare a fino a Berlino, spostarsi in stazione per prendere un treno fino a Jena, tanto vale mettersi sul treno a Falconara, prendere a Bologna la coincidenza per Monaco e da lì per Jena e ciao);
  • ho sposato Niki Lauda (dopo avere frequentato uno che lo scarrozzavo in quanto terrorizzato dalla guida);
  • a me volare non è che piaccia poi così tanto.

Questo per dire che posso permettermi qualcosina in più rispetto ai 10 kg low cost. Purtroppo quel qualcosina spesso è una valigia talmente pesante da non riuscire a farla salire e scendere dal treno. E sappiate che non ci sono più i gentiluomini di una volta e anche il personale di Trenitalia spesso ringhia.

Quindi per la serie #nonpartosenza

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  • sono azionista della Compeed, nota azienda produttrice di cerotti di silicone anti vescica. Cioè, anti… io li uso quando le vesciche ci sono già e senza non potrei neanche stare in piedi, figurarsi mettere le scarpe e camminare. Non scherzo, ho testimoni. E mi vengono anche vesciche a due piani.
  • Burro cacao: se mi si seccano le labbra causa vento o freddo posso sbattere la testa nel muro, quindi ho sempre due o tre stick con me. Una volta a Copenhagen di domenica ho costretto il mio malcapitato compagno di viaggio a cercare una farmacia perché non ne potevo proprio più ed era anche meno 5.
  • Penna e quaderno, ma non a caso. Con l’età mi sono venute le fisse (qualcuno potrebbe dire che le fisse le ho sempre avute): Pilot BP-S Fine nera, quaderno della serie Moleskine. Poi magari scrivo sul retro degli scontrini, ma il quaderno celo, sempre.
  • Limone: si un limone, un limone vero (di quelli che li spremi esce il succo, non una caramella o un fruttino di pastadimandorle, anche se…) perché può venire utile. Magari ti fai un tè o hai bisogno di una camomilla (due bustine magari le porto). Ad agosto a Parigi, dopo avere vomitato tre volte in vagone letto, devo la vita al mio fedele limone e al bollitore che c’era in camera.
  • Set posate: anche qui non si sa mai, magari ti viene voglia di fare un pic nic (noi nel 2006 all’Hameau della Reine a Versailles, meraviglioso) o semplicemente, se sono devastata da una giornata in giro, mi faccio una cenetta in camera e la Francia per questo è stupenda, mercati alimentari all’aperto in ogni dove, anche a Parigi, ricchi di ogni ben di Dio e con ottimi prezzi.
  • Occhiali: da sole, sempre anche d’inverno. Ho gli occhi chiari e la luce forte o anche solo il riverbero mi fanno lacrimare come se stessi pelando una cipolla; poi ci sono gli occhiali da lettura che denunciano la mia età ma non li porto in pubblico e gli occhiali da miope che sono diventata cecata da vecchia.
  • Scarpe: tanto per capirci sono stata a Parma, ho dormito fuori una notte e mi sono portata 4 paia di scarpe. Si 4 ma nel conteggio ci sono le ballerine con cui ho viaggiato e le Hawaianas per la doccia. Non c’è niente da fare, sono fatta così. Se non le porto poi magari mi servono. Si ho anche le Birkenstock e non mi vergogno per niente, sono comodissine, però giuro che le metto con un smalto spettacolare. Idem per la quantità della biancheria intima ma qui dovete andare sulla fiducia perché le foto delle mie mutande non le metto.
  • i-Pad: non dico che non ne posso più farne a meno, però è sicuramente un oggetto molto molto utile. E’ arrivato nella mia vita l’estate scorsa, in un periodo di grandi difficoltà e in certe situazioni è stato vitale, non per lavorare, ma per leggere la posta e tenermi in contatto con il mondo. Pesa un po’ quindi non sempre lo porto con me se sono all’estero e la connessione free probabilmente non ci sarà. Lo uso anche per le foto che a volte vengono bene altre volte no, ma probabilmente dipende da me. Però posso dire che ha sostituito il cellulare che da quando non faccio più la giornalista di cronaca è diventato un oggetto opzionale (che meraviglia).
  • Bustine varie Kipling: questo non è un post sponsorizzato, parlo per libera scelta, le bustine di varie misure della nota azienda sono davvero fantastiche sia in viaggio che nella vita di tutto i giorni. Ne ho diverse di vari colori e forme e dentro ci ho smistato un po’ di tutto così non devo più ravanare dentro alla borsa alla ricerca dei fazzoletti/Compeed di cui sopra/Burrocacao idem/correttore occhiaie sennò mi scambiano per Belfagor etc, etc.
  • Zaino Kipling: vale lo stesso discorso di sopra. Le borse Kipling sono straordinarie per viaggiare (e anche le valige, leggerissime, ne ho due) io uso una postina blu che ha uno scomparto di sicurezza (ma talmente di sicurezza che una volta me ne sono dimenticata e mi è quasi venuto un infarto perché non trovavo il portafogli) da portare a tracolla, ma nei momenti estremi o in occasione di giornate particolarmente impegnative ebbene si, cedo allo zaino. Lo so, ho passato l’età del liceo, lo so che non è chic e non è trendy, ma la fashion blogger che non è in me mi lascia larghi margini di manovra. Infatti quando viaggio con la mia metà lo lascio a lui, però ultimamente sono spesso sola, purtroppo. In estate poi capita di doversi portare dietro di tutto, compreso l’ombrello e la cartellina con il materiale da distribuire durante le visite guidate e se poi l’estate non è piovosa ma di più, #maipiusenza lo zaino che resiste anche alle secchiate d’acqua.
    Nella metropolitana per Saint Denis, che non è un quartiere raccomandabilissimo nonostante l’abbazia, la tasca segreta del mio fedele zaino Kipling mi ha salvata da un scippo quindi gli devo eterna riconoscenza.
    E poi in blu scuro ha il suo perché. E tolgo la scimmietta perché ho passato l’età del peluche.

ps su  Trippando – blog gestito dalla funambolica Silvia Ceriegi – c’è un post dedicato al Maria Antonietta tour 2014, non è molto serio ma se vi fosse sfuggito lo trovate qua http://www.trippando.it/una-parigi-da-perderci-la-testa-viaggio-alla-ricerca-di-maria-antonietta/

ps qualche anno fa l’esimio consorte, che è un fine umorista, ha raccontato come parte lui in vacanza. Sono sicura che capirete tutto nonostante il vernacolo anconetano.

Vacanzola strameritata e che comincia da quando arrivi a casa, raccogli le tue quattro cose, le metti in uno zaino e via! In due ore o poco più sei operativo anche per affrontare il giro del mondo. Basta che non te scordi i documenti e il portafoglio, perché le mutande, el costume e un par de ciavatte, le vendene da tutte le parti!
Fino qui tutto liscio come l’ojo, ma quando vai in vacanza con una rappresentante del meraviglioso (el dice solo mi’ moje) universo femminile?
Voi mette preparà el bagaglio quando sei solo o quando sei in do’, che te arrivi a casa e già la settimana prima de partì c’è un problema e cioè che il set da 5 trolley appena comprato forse putria non bastare! E putria non bastare anche se metti per iscritto che te userai solo quello mignon! Infatti ale donne je ce vole una valigia per la maglieria pesante, una valigia per il materiale da trucco e cremerie da spiaggia, una valigia per la maglieria leggera, una valigia per gli abiti lunghi, una valigia per le scarpe, una valigia per le sottane, una valigia pe’gli asciugamani e teli mare, una valigia per i costumi! Mi moje c’ha c’è pure la valigia vota per gli eventuali acquisti che farai! Visto che oramai ho dovuto comprà el cariolo da traino ho pensato che una valigetta de scorta ce faria sta tutti più tranquilli! Io lo dicevo per scherzo, la mia signora l’ha presa sul serio!!!!

 

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16 Commenti

  1. luka ha detto:

    @ Marina
    Ciai ragio’, quello che dige Stefano se capisce nico’ ma penza se devi parti’ col ca’, pure il suo magna’ te devi porta’ !! 😉

    Dalla mia valigia non manca mai uno stock di pacchetti di fazzoletti in carta: sono allergico agli acari della polvere ed in treno, aereo e albergo te la trovi ovunque!
    Comunque il limone e’ utile anche come primo interevento all’erpes labbiale, esperienza personale coi viaggi “stressanti”!
    Luca.

  2. nicole ha detto:

    Una delle nonne ..il limone come te! a noi pareva una cosa bislacca.
    Molto divertente.
    IO ? tre paia di occhiali, non si sa mai, ovvio da sole sempre.
    Libro da leggere e, ora , book reader( quel robo, non ricordo come si chiama) con dentro la ..national library, quanto a libri, e in poco peso 🙂 🙂
    E per il resto non vi dico, che non scendo in particolari 🙂

  3. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Marina …..tuo marito è troppo forte..mi ha fatto morire con la valigia vuota per eventuali acquisti…tutte le altre le porto anch’io!

  4. Nicoletta ha detto:

    Il limone? Non ci avevo mai pensato…eppure anche io porto un paio di bustine di camomilla ed anche di tè. In primis anche in pieno agosto e forse anche ai tropici non manca mai e poi mai una sciarpa. Leggera o pesante a seconda dei casi ma mi serve per combattere la mia eterna battaglia contro l’aria condizionata ed il freddo in generale. Eppoi, porto una miriade di buste di plastica (tipo quelle dei surgelati e/o dei maglioni) di varie misure che uso per qualsiasi cosa, un picccolo set da cucito, una torcia elettrica e (oramai) oltre agli occhiali anche una lente di ingrandimento per quando il navigatore fa le bizze e mio marito pretende che legga la cartina. Condivido con Marina la passione per la divisione in varie bustine del materiale sparso per la borsa, le posate (che però porto di plastica) e la quantità di scarpe. Lo zaino anche io lo uso quasi senza vergogna ma a volte è indispensabile. Per il resto non può mancare anche per me l’e-book (non me ne volere Marina) ed un paio di quelle borsettine ripiegate che ormai vivono nella mia borsa e che sfodero per al primo degli acquisti che, inmancabilmente, danno il colpo di grazia ad un bagaglio già abnorme. Poi porto sempre un piccolo souvenir di Roma, la mia città, per le persone che incontrerò e saranno gentili con me. Riconosco in quello di tuo marito discorsi a me ben noti. Posso solo dire che è vero che siamo in quattro, è vero che stiamo fuori tre settimane e facciamo migliaia di chilometri ma è pur vero che abbiamo una station-wagon e quest’anno abbiamo accolto con grande sollievo il fatto di essere partiti potendo utilizzare lo specchietto retrovisore in quanto si riusciva a vedere attraverso il finestrino posteriore…tanto per far capire che di solito i bagagli arrivano sino al tetto!

  5. elena poli ha detto:

    ciao,io non parto mai senza piastra per i capelli,li ho ricci naturalmente ma ovviamente li preferisco lisci,per il resto più o meno cose classiche,vestiti,libri,trucchi,scarpe(sempre anche le ballerine,da mettere in borsa e cambiare se ho male ai piedi),e,dimenticavo ma importantissimo,proprio mai senza,un cappellino leggero impermeabile,buon viaggio!

  6. paola (Baldanzi) ha detto:

    c’è anche un “non torno senza”, per quello che mi riguarda sono i libri, ed è una cosa che accomuna me e Marina. Quando siamo andate a Parigi, in un viaggio per me molto bello, abbiamo comprato diversi libri, ma per quel che mi riguarda sempre meno di quello che avrei voluto. Così poi per portare le valige ci sarebbe voluto uno sherpa.

  7. annarita ha detto:

    @Marina, quando andiamo in estate in Sardegna mio marito brontola perchè la borsa più pesante è quella mia, piena di libri, senza di quelli non parto in quanto al mare mi annoio. Quest’anno per un mese ne ho portati 15 ma, ad un certo punto, ne ho comprati altri 3 perchè gli altri li avevo tutti letti. Quando siamo tornati a casa, avevamo la macchina, che è grande, piena di formaggi, pasta, dolcetti e vino, tutto comprato da quel goloso di mio marito. Spero che il prossimo anno stia zitto e non mi rimproveri per i libri,altrimenti gli lancio in mare tutto ciò che comprerà. Buon viaggio e divertiti.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      fantastico, fai una foto se butti tutto in mare. No ma non parto, è un post su cosa mettiamo in valigia in caso di viaggio, purtroppo per adesso non ho in programma spostamenti.

  8. Alex ha detto:

    Ah ah ah cerco di scrivere mentre rido. Lo zaino così sicuro da avere un infarto perchè non trovavi il portafogli! Aggiungo che porto una matita portamine con mine di riserva e una gomma da cancellare. Nicoletta bellissima questa idea di portare souvenir della propria città da regalare.

    • Nicoletta ha detto:

      @Alex. Lo vidi fare tanti anni fa da una turista giapponese in Scozia e anche a me l’idea sembrò bellissima così mi sono limitata a copiarla. E devo dire che, effettivamente, risulta sempre gradita. Ne approfitto per confermarti e per confermare a Marina la mia disponibilità per quel progetto.

  9. Ale ha detto:

    anch’io parto con dello spazio vuoto! quando faccio viaggi culturali torno a casa con un sacco di libri sui posti che ho visitato … soprattutto se sono castelli 😉

  10. Martina P. ha detto:

    Condivido in pieno sul limone, io soffro di mal d’auto e spesso per i lunghi viaggi me lo porto dietro, inoltre ho letto che ha un potere calmante, cosa che non pensavo. Le Birkenstock sono un must, d’estate quando voglio essere comoda scelgo sempre quelle 😉

  11. Chloe ha detto:

    @Marina, che ridere tuo marito!
    Per il nonpartosenza, tutto sacrosanto! Non posso non associarmi a @elena per la piastra ;), ho sempre invidiato chi si asciuga i capelli al naturale o solo col phon con un risultato perfetto, e in vacanza mai senza repellente antizanzare, visto che mi scelgono sempre e ovunque come loro pasto principale … quache libro c’è sempre (per il numero dipende dalla durata del viaggio), ovviamente fotocamera, ma io devo avere anche carta e penna ovunque vada. E chissà come mai al rientro le valigie si chiudono con più fatica 😉

  12. Lu ha detto:

    Che poeta tuo marito e che ridere! 😀
    Devo dire che da un po’ di tempo quando vado via per un viaggio di 3/4 giorni riduco tutto all’essenziale e lo faccio entrare in uno zainetto da 23 l. Come faccio non lo so ma vuoi mettere la comodità? Specialmente quando ho l’aereo di sera e entro le 10 devo lasciare l’hotel…con lo zaino in spalla faccio quello che voglio, col trolley ndò vado?
    Viva lo zaino, poco fashion ma a noi non interessa.

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