Settanta anni fa moriva Mafalda di Savoia

La notte del 28 agosto 1944 muore a Buchenwald Mafalda di Savoia. In seguito a un bombardamento, la sua baracca era bruciata e lei aveva riportato numerose gravi ustioni. Fu così ricoverata nel postribolo del campo, dove, dopo quattro giorni di sofferenza a causa delle piaghe non curate, le fu amputato un braccio. Morì nel sonno, abbandonata a se stessa e fu sepolta in una fossa comune. Colei che era stata Principessa Reale d’Italia, Etiopia e Albania e Langravia di Assia-Kassel fu segnalata dalla semplice scritta “262 eine unbekannte Frau.”

Matteo Pirri

un vecchio post dedicato a Mafalda

http://www.altezzareale.com/2010/10/25/gioielli-reali2/gioielli-reali-il-diadema-spighe-di-grano-della-principessa-mafalda/

e alla sorella Giovanna regina di Bulgaria

http://www.altezzareale.com/2010/02/26/donne-reali/1154/

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71 Commenti

  1. Chloe ha detto:

    Grazie @Matteo e @Marina dell’occasione dei 70 anni dalla sua scomparsa per ricordare Mafalda e il suo tragico destino. Stavo pensando che non ho mai visto una foto della tomba di Mafalda a Kronberg, c’è qualche immagine nei meandri del web?
    E riguardando l’ultima pagina di commenti sotto il post del diadema spighe di grano, ho riletto un mio vecchio commento in cui scrivevo che mi avrebbe fatto piacere leggere “Il lampadario di cristallo” del figlio Enrico d’Assia, cosa che a distanza di più di un anno non ho ancora fatto … ora mi ricorderò sicuramente di prenderlo in prestito in un mio prossimo giro in biblioteca.

  2. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Chloe…ecco la tomba di Mafalda…dovrebbe essere quella definitiva, perchè per molto tempo, la salma della principessa è stata sepolta , in terra, in una semplice cassa di legno e senza nome, come si fa per i personaggi scomodi
    Io grazie all’aiuto di un amico , sono riuscita a trovare il libro del figlio Enrico, e devo dire che Mafalda era una donna molto bella,, anche di animo…gentile, affettuosa, spiritosa,collaborativa e che amava molto la famiglia, sia quella di origine che quella formata con Filippo d’Assia …tutte qualità che ebbero modo di vedere e apprezzare i suoi compagni di sventura, durante la prigionia

  3. elettra/cristina palliola ha detto:

    http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=36985
    mi sono dimenticata di linkare…

  4. https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    due anni fa quando sono stata da mio fratello a Jena siamo stati nella non lontana Weimar e in auto mio fratello mi ha indicato una collina con un bosco: “lì dietro c’è Buchenwald”.

  5. annarita ha detto:

    Carissimi amici, vi racconto un episodio che è rimasto memorabile nella mia famiglia: quando la famiglia reale soggiornava a San Rossore, Mafalda e Giovanna venivano spesso a Lucca per mangiare i necci con la ricotta ( dolce tipico lucchese) di cui erano molto ghiotte. Per non farsi riconoscere facevano parcheggiare l’auto in una strada secondaria e mandavano l’autista a comprare questi dolci che poi mangiavano in auto. Un giorno mia nonna stava tornando da fare la spesa quando vide davanti casa una automobile ( allora erano rare) e una giovane donna che,disperata cercava di smacchilare la camicetta sporcata dalla farina di castagne e dalla ricotta. Mia nonna vedendo che non riusciva a pulirsi ebbe compassione di lei e la invitò a casa insieme alla giovane donna che l’accompagnava ( non le aveva riconosciute). Entrate in cucina nonna bagnò la camicetta, la fece ascuigare davanti al caminetto e le principesse non la finivano di ringraziare. Mentre stavano per andar via, arrivò mio padre, che era un ragazzino, e cominciò a guardarle facendo dei cenni a mia nonna ma che lei ignorò. Dopo che le due donne se ne andarono , mio padre raccontò a sua madre chi fossero le due sconosciute e a quel punto mia nonna si pentì perché non aveva offerto niente alle due regali ospiti. Per quanto riguarda la sepoltura, quando il corpo di Mafalda tornò nel castello di proprietà degli Assia per essere sepolta, tutti gli abitanti del villaggio la accolsero con fiaccole accese per renderle omaggio. Anch’io sto cercando il libro ” Il lampadario di cristallo” ma è fuori commercio, sarebbe bello se venisse ristampato.

    • Dora ha detto:

      @annarita
      i necci con la ricotta sono tipici anche del pratese!!!
      per quanto riguarda il libro alla nazionale di firenze c’è, è del 27 quindi c’è anche il rischio che sia stato alluvionato. ma se riesco a portarlo fuori “per una passeggiata” vedo di fare una moltiplicazione miracolosa.
      l’unica cosa è che non vado più spesso nè a firenze nè alla nazionale

  6. Ale ha detto:

    la storia della fine della principessa mafalda è molto triste. mi fa piacere che @marina abbia ricordato questo importante anniversario.
    come spesso accade nella storia si tratta di un innocente che paga per colpe non sue. dopo l’8 settembre del 1943 Hitler in persona diede l’ordine di arrestare tutti i membri di casa savoia e di catturare e uccidere il re e quello che allora era ancora il principe ereditario Umberto. insieme a mafalda finirono nei campi di concentramento anche la sorella maria francesca con il marito Luigi di Borbone-Parma e i figli, irene di grecia con il figlio amedeo di savoia (all’epoca duca delle puglie) appena nato, la moglie del defunto amedeo duca d’aosta anna d’orleans con le due figlie. mentre maria josè che si trovava nel castello di sarre in valle d’aosta soprattutto per salvare la vita di v.e. (all’epoca secondo in linea di successione) riuscì a scappare in svizzera, la cognata jolanda scappò anche lei in svizzera mentre il marito calvi di bergolo rimase a roma dove era il comandante della città aperta, se non sbaglio a fine settembre venne incarcerato e spedito anche lui in austria dai tedeschi, ma venne liberato dopo qualche mese. negli ultimi mesi della guerra i sovrani, Umberto e il cugino aimone che erano riusciti a raggiungere la parte di italia libera, né in mano ai tedeschi né agli alleati vissero tutti nell’angoscia per la mancanza di notizie sui parenti internati, pare che la regina elena per questo piangesse quasi tutti i giorni.
    anche l’umi ha reso omaggio alla principessa mafalda:
    http://www.monarchia.it/news_mafalda_70.html
    mentre qui c’è un’intervista di maria gabriella che parla della zia:
    https://www.youtube.com/watch?v=mS6QD3Upuec
    tra l’altro mafalda d’assia e la duchessa silvia di savoia sono presidentesse onorarie dell’associazione “principessa Mafalda di Savoia e principessa Giovanna di Savoia”.

  7. Laura ha detto:

    Ale , non sapevo che anche Maria Francesca fosse stata internata : in effetti nessuno parla mai di questa figlia di Vittorio Emanuele e Elena, pero’ non credo che fossero tutti insieme nello stesso campo.

  8. Dinora ha detto:

    Molti membri della casa Reale Savoia furono internati in campi di concentramento. Anche l’attuale Principe Amedeo di Savoia Duca di Aosta fu internato in un campo vicino ad Innsbruck quando non aveva ancora compiuto l’anno! Assieme a lui vi era la madre Irene di Grecia, le sue due cugine figlie del defunto Duca Amedeo( da cui prese il nome) e della di lui moglie Anna d’Orléans e lei stessa.

  9. nicole ha detto:

    Maria Francesca fu internata a Flossenburg, lager più di altri dedicato allo sterminio di militari e civili russi e polacchi , diciamo prigionieri di area slava. Li morì anche Eugenio Pertini, fratello del nostro Presidente e fu internato Bonhoefer, teologo protestante che mi piace ricordate perché fu un grande resistente antinazista.
    Vado a memoria .. Anche Filippo di Assia era li, ma non subirono stessi trattamento di prigionieri comuni o di Mafalda
    Giorni fa ho terminato dopo anni la sistemazione della biblioteca di genitori e fratello , tutti morti da tempo, bacerà un lavoraccio e ho avuto in mano un libro su Mafalda , autore Renato Berneschi ( credo sia giusto). Non ricordo il titolo , ma è su Mafalda a Buchenwald. Ho visto la data della morte e mi son detta che era quasi anniversario. Ci sono molte foto e disegni e documenti in tedesco parzialmente tradotti. Anche foto degli italiani , uomo e donna, che avevano potuto avere breve scambio di frasi con lei.nonché foto del medico triestino Fausto Pecorari che fece redazione dello stato di salute di Mafalda. Anche mio padre era a Buchenwald ma ne sentì solo parlare di Mafalda.
    Se si può potrei inviare a marina delle foto prese dal libro , ovvio citandolo per esteso con titolo e editore.
    Flossenburg: se non ricordo male il generale Patton lo liberó., lui in persona.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      certo che si può, manda pure le foto e le inserisco in questo post. ho in mente il libro, credo di averne visto la copertina una volta da qualche parte.

    • Il titolo del libro di Renato Barneschi è “Frau von Weber”, dal nome non vero che lle SS diedero a Mafalda per tenere segreta la scelleratezza di internare una principessa. Ma sui motivi del suo rapimento operato da Kappler con la “Operazion Amebe” (che gli fruttò la promozione a Colonnello – Obersturmbahnfuehrer delle SS) ne esiste uno, non è molto conosciuto dagli studenti di storia: Hitler era venuto a conoscenza del piano di Mussolini di una pace separata con la Russia, ed erano d’accordo con lui GOERING, i generali della Wermacht impegnati sul fronte russo, Antonescu il conducator della Romania, con il fratello del quale si era già incontrato i primi di luglio del 1943 nel castello di Rocca delle Caminate vicino a Forlì, la mia città, per mettere a punto il piano di sganciamento dalla politica estera hitleriana. D’accordo con Mussolini era anche il ministro degli Esteri ungherese De Kallay ed il Giappone che fungeva da tramite tra Mussolini e Stalin molto disponibile alla pace con la Germania!!! (Stalin non si fidava di Churchill a ragion veduta, anche perchè aveva capito che era stato lasciato solo a sostenere il peso della difesa del fronte orientale dall’aggressione tedesca e che Churchill “giocava sporco”, ovvero prometteva di aprire un fronte occidentale ogni anno ma mai lo faceva poichè sperava in tal modo di fiaccare sia la Germania, sia la Russia…) Ebbene, la Gestapo venne a sapere del piano politico di Mussolini, che con gran parte dei generali della Wehrmacht e Goering avrebbero desiderato chiudere il fronte russo per giocarsi il tutto per tutto nel Mediterraneo, come auspicava anche l’alleato nipponico che attraverso l’ambasciatore, il nobile Shinrokuro Hidaca, amico del Duce, teneva costantemente informato Mussolini sulle proposte di pace che Stalin era intemzionato ad offrire alla Germania anche dopo Stalingrado e almeno fino alla fine del ’43. La Gestapo pensava che Mafalda sapesse molti particolari di questo piano, che Mussolini non riuscì a realizzare nonostante la collaborazione ed il pieno appoggio fornito da Vittorio Emanuele III e dai giapponesi. In realtà a conoscenza del piano di Mussolini era Filippo d’Assia ed il Re Vittorio Emanuele III, ma non Mafalda. Guarda caso Filippo d’Assia era già stato internato a Flossenburg quando Mafalda fu rapita…. Spero sia chiaro ora per quale motivo Mafalda fu rapita. Non fu sola la rabbia di Hitler per la Casa Reale, in quanto avrebbe tranquillamente potuto catturare il re menstre stava scappando da Roma l’8 settembre, poichè la città era già stata circondata, ma Hitler lasciò fuggire il Re. Sapeva che uccidere il Re non sarebbe stato conveniente dal punto di vista della strategia politica, dato che avrebbe perso l’appoggio di una parte dei fascisti, facendo diventare il Re un martire. Invece un Re che scappa è un vigliacco, un Re che abbandona il proprio popolo alla mercè della rabbia nazista è un traditore della patria. Su questo Hitler ha saputo giocare abilmente ed i maniera molto astuta le sue carte… Se volete dialogare con me su questo, contattatemi. Grazie.

      • Luka ha detto:

        Premettendo che non sono uno storico e che probabilmente ho “pregiudizi storici” ma come tutti sono consapevole che la Storia viene scritta dai vincitori e sopratutto che la Storia non viene mai scritta una volta per tutto.
        Detto questo non avevo mai letto o sentito di questa trattativa segreta tra il Duce, appoggiato dal re, con la Russia (e Giappone) per una pace separata anche perché cio’ difficilmente spiegherebbe la votazione del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 e conseguente arresto di Mussolini in casa Savoia.
        Del resto per Stati Uniti e Regno Unito non sarebbe stata una soluzione ottimale perché il nemico era sicuramente Hitler ma contemporaneamente la Russia non era una amica a cui affidare alleati e predominio sul Mediterraneo.
        Quindi l’internamento di Mafalda sarebbe stato una ulteriore strategia denigratoria contro i Savoia ? ….Mussolini invece sarebbe stato risparmiato da questo tentativo di tradimento ?

  10. Ale ha detto:

    @laura maria francesca non perdonò mai al padre di non essere stata avvertita dell’armistizio per mettersi al sicuro. se non ricordo male si trovava nella sua villa in costa azzurra e al mattino si trovò i tedeschi alla porta. anche a guerra finita, nonostante i numerosi tentativi della regina elena, la principessa si rifiutò di vedere il padre, fino ad arrivare a non presenziare al suo funerale. non volle mai scrivere le proprie memorie nonostante le richieste dei figli e dei nipoti. dopo il referendum lasciò l’italia trasferendosi in francia e rimasta vedova verso la fine degli anni ’60 riapparve in pubblico solo per il funerale dell’amato fratello Umberto, morì nel 2001. purtroppo non so dov’è seppellita.
    va specificato che v.e. III non disse a nessuno delle trattative dell’armistizio, rigoroso e ligio al suo dovere di re costituzionale un segreto di stato doveva essere celato a tutti, anche alla sua stessa famiglia. forse solo la regina elena lo sapeva. Umberto fu chiamato a roma l’8 settembre da anagni, dove aveva il suo comando, e si trovò al quirinale dove era in corso il consiglio della corona. tutti gli altri lo seppero dal comunicato ufficiale alla radio. le duchesse d’aosta con i figli si rifiutarono di scappare da firenze, forse credendo che i nazisti non le avrebbero toccate, mentre sia maria josè (valle d’aosta) che jolanda (Piemonte) con i figli ebbero la prontezza di salire in auto e raggiungere il più in fretta possibile il confine con la svizzera. se i nazisti avessero raggiunto il castello di sarre dove si trovava la principessa di Piemonte probabilmente le bambine sarebbero state incarcerate ma il piccolo principe di napoli sarebbe stato assassinato. Hitler voleva fare piazza pulita, aveva sempre disprezzato il re d’italia per i suoi sentimenti anti tedeschi. tanto che nel ’39 durante la visita ufficiale a roma (dove dormì al quirinale) chiese a mussolini quando si sarebbe sbarazzato del vecchio sovrano, il duce gli rispose che il popolo non glielo avrebbe permesso ma che aspettava che la natura facesse il suo corso e poi avrebbe liquidato il principe umberto.
    già che siamo in tema Hitler non solo diede ordine di catturare i savoia ma istituì anche una squadra speciale per recuperare i due tesori principali della casa reale, la sacra sindone e i gioielli in dotazione alla corona, per fortuna entrambe le cose non furono mai trovate dai nazisti in quasi due anni di ricerche.

  11. nicole ha detto:

    Allora domani mi dedicherò alle foto.
    Non so con quali risultati, essendo le foto riprodotte su carta lucida, ma vedrò di fare come posso…e voi vi accontenterete, veroooo??? 🙂

    Sopra volevo dire ” è stato un lavoraccio”, credetemi ..non ne potevo più..ma ho trovato chicche impagabili.
    Anche libro di Folke Bernadotte, con dedica a una mia prozia che per motivi personali era legatissima alla Svezia e frequentava un certo ambiente, soprattutto durante la guerra( anche lei molto coinvolta nella Resistenza, ma abitava in Italia), tornava solo per periodi di vacanze da noi, essendo mio padre suo nipote prediletto.

  12. nicole ha detto:

    …insomma, ho riletto due volte..volevo dire che la prozia NON abitava in Italia.

  13. annarita ha detto:

    Fu un sacerdote che vide il corpo nudo di Mafalda mentre lo portavano al forno crematorio e chiese di poterlo seppellire.Fu aiutato da marinai di Gaeta, i quali fecero in modo di ritrovare la tomba. Costruirono anche una croce di legno. A guerra finita, fu riesumato il corpo e portato a notte fonda con tutti gli abitanti del paese, dove sorge il castello degli Assia, che aspettavano il feretro tenendo in mano delle torce. Mafalda è sepolta accanto al suocero al quale voleva molto bene.

  14. Chloe ha detto:

    @elettra – Grazie per avermi scritto il link alla foto della tomba di Mafalda, non la trovavo proprio.
    @ale – Maria Francesca è sepolta nel cimitero di Mandelieu-La Napoule, accanto al marito, che morì nel 1967, purtroppo anche in questo caso non so se ci sono foto nel web. Nello stesso cimitero riposa anche il fratello di Luigi, Gaetano, che morì nel 1958 in seguito a un incidente stradale, e non sono sicura se vi sia sepolto anche Guy, il primogenito di Maria e Luigi. E esattamente come hai scritto tu furono arrestati dai tedeschi nella villa a Mandelieu (il mas Saint-Rémy) e dopo la liberazione vi fecero ritorno per risiedervi fino alla fine.

    Quanto ai libri, per Il lampadario di cristallo, conto di prenderlo in prestito in Sormani sabato e spero proprio che non sia mancante (e che nessuno mi anticipi!).
    @nicole – Grazie per il tuo pensiero delle foto per condividere con noi le immagini del libro su Mafalda … e ci mancherebbe altro che ti preoccupi per la qualità delle foto 😉

  15. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Nicole…il “lavoraccio ” che hai fatto tu, dovrei farlo anch’io, ma lo rimando sempre, proprio perchè è un lavoraccio…inoltre i libri li ho su 4 piani e dovrei fare le scale non so quante volte con grandi pesi….mi riprometto di pensarci, appena sarà più freddo, perchè con il caldo, mi diventa tutto più difficile
    @Chloe…io , dietro suggerimento di un amico, sono riuscita ad avere il libro di Enrico d’Assia, tramite e-bay…in ottime condizioni, tanto da sembrare nuovo, addirittura incellophanato e sigillato..è molto bello, perchè i personaggi, vengono alla luce, in maniera molto diversa da come ce li riporta la storia…l’unico che ne esce sempre brusco ed enigmatico , è sempre il re…eppure in molte interviste, M.Gabriella racconta che era ironico e divertente…faccio molta fatica a vederlo così! …bellissima e molto, ma molto commovente è la testimonianza di un’altra prigioniera del campo, che ha vissuto con Mafalda l’ultimo anno di vita e le era vicino, nel bombardamento….in una lettera, ritrovata dal figlio molti anni dopo e indirizzata alla regina Elena,racconta della disperazione di Mafalda, dei suoi pianti, della capacità di relazionarsi con gli altri compagni di sventura…dalla descrizione si intuisce che la baracca di Mafalda era di prigionieri speciali, che avevano un trattamento diverso dagli altri “ospiti” del campo…Mafalda poteva fare dei lavoretti con l’argilla, insomma non era costretta a un lavoro estenuante come gli altri internati….dopo essere stata ferita, Mafalda fu ricoverata, presso la baracca che era stata il postribolo del campo, dove morì, in seguito alle ferite, qualche giorno dopo ….qualcuno ha mormorato (ma nel libro, non se ne fa cenno..io l’ho letto altrove )che forse poteva essere salvata, ma che l’operazione di amputazione del braccio , fu rimandata appositamente , per debilitare la già fragile fibra di Mafalda…intanto era sopraggiunta la cancrena, che fu fatale..questa signora riferisce che Mafalda non portò mai rancore verso il padre , che non l’aveva avvertita, anzi, dice che conservava un tenero ricordo
    A dire il vero, il re quando la figlia gli chiese di poter rientrare in Italia, dalla Bulgaria,essendo l’unico a conoscenza di quello che stava per succedere, avrebbe potuto impedirglielo…ma così, non fu..il treno che da Sofia, riportava la principessa a casa, fu fatto fermare, a Sinaia dalla regina Elena di Romania, che scongiurò Mafalda di scendere e aspettare, ma ella, non seguì, questo consiglio, forse peccò di ingenuità, anche rassicurata dal fatto di essere tedesca, per matrimonio e vogliosa di riunirsi ai figli, che intanto erano stati fatti riparare dai nonni, in Vaticano
    Questo momento, il saluto del re ai nipotini, così carico di drammaticità e pieno di punti interrogativi, sul futuro, è descritto con due parole, da Enrico d’ Assia…” venne il momento di salutare il nonno. Come sempre mi misi sull’attenti e gli feci l’inchino. egli mi diede qualche colpetto affettuoso, sulle spalle e mi congedò. subito dopo lasciammo il Quirinale, “…non un abbraccio , un bacio a un nipotino, che abbandonava a Roma, seppure in Vaticano e che non sapeva se lo avrebbe più rivisto…..mah!

    • nicole ha detto:

      Elettra, io li avevo in un appartamento a 40 minuti dal mio, sai il traffico..ma ci ho impiegato sei anni! Solo quest’anno me la son presa comoda e per 4 mesi non ho fatto nulla…e ho avuto anche aiutanti vari nel tempo. Era un tarlo ..dove li metto, cosa ne faccio, quelli li butto questi no..non lo auguro a nessuno.
      Son contenta di averne piazzati interi scatoloni a amici e amici di amici, colleghi,una intera vallata montana è stata subissata e fanno book crossing da anni.
      Un amico pendolare ne ha presi congruo numero e li lascia sul treno di tanto in tanto..insomma cosa non ci siamo inventati..
      E pensa che mio padre ne aveva già fatti spedire quelli più “importanti “a scatoloni in un istituto di storia.Settimana prossima brindo!NOn mi par vero.

    • Chloe ha detto:

      Elettra, ho letto solo ora il tuo commento, grazie dei tuoi ricordi che hai ripreso dal libro di Enrico d’Assia, in effetti mi incuriosisce sapere come emergano nel testo i personaggi storici e familiari allo stesso tempo, è un aspetto interessante, spero di leggerlo presto.

  16. elettra/cristina palliola ha detto:

    Se non mi confondo con le parentele Elena di Romania era la nipote della suocera di Mafalda , Margherita d’Assia e quindi cugina, per matrimonio di Mafalda
    Margherita era la figlia di Federico III di Prussia e di Vittoria, figlia primogenita della regina Vittoria, mentre Elena di Romania era figlia di Costantino I di Grecia e Sofia di Prussia, sorella di Margherita…tanto per ripassare le genealogie, che ci affascinano tanto
    Donna molto interessante anche questa regina di Romania che ha avuto una vita piuttosto travagliata e che per il merito di aver messo in salvo molti ebrei, le è stato riconosciuto dallo stato di Isreale, il titolo di giusto tra i popoli….@Marina..meriterebbe un post…..;-)

  17. Laura ha detto:

    @ Ale , grazie per le dettagliate indicazioni. In effetti quando si parla di armistizio tutti ricordano la “fuga” del re e il fatto che Maria Jose sfuggi’ per un pelo ma pochi o nessuno ricorda l’elenco non piccolo di deportati , a parte Mafalda.

  18. Dinora ha detto:

    Non sapevo che la principessa Maria Francesca fosse sepolta in Francia a Mandelieu-La Napoule! Quindici giorni fa ero a Fayance, praticamente poco sopra. Che sappiate, c’è una cappella di famiglia e a che nome? La prossima volta che passo provo ad andare a trovarla.

    P.S. Oggi é l’anniversario della Principessa Diana. 17 anni!!! A me sembra ancora ieri anche se vediamo i figli grandi!!

  19. luka ha detto:

    Ho letto una biografia di Mafalda di Cristina Siccardi: oltre alla tragica fine nel lager viene descritta una donna allegra, passionale e amorevole! La morte della principessa viene indicata come omicidio sanitario, ovvero perfetta sotto un punto di vista chirurgica ma non adatta ad una persona così fragile e inabilitata fisicamente! Interessante anche la figura del cardinale Montini, futuro Papa, che personalmente ha protetto i tre principini Assia!
    @ Elettra
    La suocera di Mafalda si chiamava cosi proprio in onore della nostra regina Margherita, sua madrina di battesimo!

  20. Ronny ha detto:

    La principessa Maria è sepolta nel cimitero di Mandelieu nella tomba di famiglia dei Borbone Parma. Insieme a lei riposano il marito, il figlio Guy e il cognato. Non è indicato, sulla lapide della tomba di famiglia, il nome della principessa. Con un po’ di fatica è possibile trovare la tomba della famiglia Borbone Parma, molto semplice e simile alle altre presenti nel piccolo cimitero.

    • Dinora ha detto:

      Grazie. La prossima volta che passerò penso che ci fermeremo. Peccato non ci sia il nome della nostra principessa! Chissà forse fu lei a non volte!

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