28 giugno 1914, Francesco Ferdinando e la moglie Sophia vengono uccisi a Sarajevo

28 giugno 1914, Francesco Ferdinando e la moglie Sophia vengono uccisi a Sarajevo

Cento anni fa lo studente serbo Gavrilo Princìp scarica la sua pistola contro l’erede al trono d’Austria-Ungheria, l’arciduca Francesco Ferdinando, che muore poche ore dopo. Un mese dopo il vecchio imperatore Francesco Giuseppe dichiara guerra alla Serbia aprendo così il primo conflitto mondiale, una tragedia di dimensioni immani che cambierà per sempre il volto dell’Europa aprendo la strada ad altri drammi.  Questa che segue però non è la storia di un attentato che scatena un’ecatombe, ma è il racconto di un grande amore.

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Nel’auto scoperta che sta percorrendo le strade assolate e affollate di Sarajevo il severo arciduca non è solo, accanto a lui c’è la moglie, il grande amore della sua vita, la donna che ha sposato contro tutto e contro tutti, lo zio imperatore in primis. La moglie morganatica, che non sarà mai imperatrice e i cui figli non fanno parte della dinastia asburgica, non ha diritti, non ha rango,  ma condivide la sorte del marito fino in fondo.

Ironia del destino il 28 giugno di quattordici anni prima Francesco Ferdinando era riuscito a imporre la sua scelta di amore. Quel giorno, nella sala del Consiglio segreto della Hofburg, la residenza imperiale di Vienna, l’erede al trono aveva rinunciato solennemente a nome della futura moglie e dei futuri figli al rango, ai titoli ereditari della casa d’Austria e a tutte le rendite e le proprietà familiari. L’imponente Kronprinz, serio, rigido, aveva letto il documento con la voce incrinata dall’emozione, guardando cupo le persone che stavano davanti a lui: l’imperatore Francesco Giuseppe, i rappresentati dei diversi rami degli Asburgo, il ministro della Imperial e regia casa, i Primi ministri austriaco e ungherese, il cardinale arcivescovo di Vienna e il primate di Ungheria. La pubblica umiliazione di fronte all’intera corte e le clausole durissime dell’accordo erano le condizioni imposte dal vecchio Kaiser per consentire alle nozze del nipote con una donna ritenuta non degna di sposare un rampollo dell’antica dinastia perché nelle vene di Sophia Choteck di Chotkowa und Wognin, la contessa boema di cui Francesco Ferdinando è innamorato da anni,  non scorre una goccia di sangue reale.

Non è insolito che nella folla di arciduchi dell’antica casa di Asburgo ce ne sia qualcuno che si innamora “fuori rango”; numerosi sono anche quelli che mantengono relazioni segrete e appassionate parallelamente alla vita coniugale. Qualche Asburgo molto collaterale e molto lontano dal trono osa anche sfidare l’autorità imperiale e dopo aver abbandonato titoli e rendite si sposa secondo i propri desideri, ma non era mai accaduto prima che l’erede designato, il futuro Kaiser arrivi al punto di voler sconvolgere tutte le norme dinastiche in nome dei sentimenti. Fra l’altro questa contessa Choteck non è particolarmente affascinate, però è dolce, affabile, sorridente ed è riuscita a conquistare l’arciduca, uomo notoriamente difficile, introverso e molto scontroso. E anche uomo sulle cui spalle pesa il futuro dell’impero.

Dopo la drammatica morte dell’arciduca Rodolfo a Mayerling, il vecchio Francesco Giuseppe non ha più un discendente diretto e il nuovo erede al trono è suo fratello Karl Ludwig e poi il figlio maggiore di questi e della sua seconda moglie Maria Annunziata di Borbone-Sicilia, Francesco Ferdinando appunto che in famiglia chiamano Franzi. L’arciduca e i suoi fratelli perdono molto presto la madre e vengono allevati con grande amore dalla terza consorte del padre, l’intelligente e generosa Maria Teresa di Braganza. Accolta inizialmente con freddezza, la matrigna conquista tutti la sua enorme bontà e il grande calore umano; all’epoca delle terze nozze Franzi ha una decina di anni ed è inizialmente gelido con Maria Teresa, ma presto l’intesa diventerà totale. Il legame con quella che egli chiamerà sempre Mama, è profondo e intenso, fatto di franchezza, complicità e comprensione. La moglie del padre diventa l’unica confidente del ragazzo, il punto fermo a cui tornare sempre e un polo di stabilità.

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Molto stimata dall’imperial cognato, l’arciduchessa intercede spesso a favore del turbolento figliastro, del quale comprende i turbamenti e i pensieri più profondi; nel 1892 è Maria Teresa a convincere l’imperatore che Francesco Ferdinando ha bisogno di cambiare aria e così il giovanotto può partire per un desideratissimo “grand tour” a bordo mondo del vascello “Imperatrice Elisabetta”.

Matrigna a parte Francesco Ferdinando non ha molti estimatori, lo zio imperatore lo detesta però si è rassegnato: in fondo è il meno peggio della nidiata, un santo a confronto del fratello minore Otto, un debosciato irresponsabile. Il Gran maestro di corte principe di Montenuovo (*) lo odia con  tutto il cuore e coglie ogni possibile occasione per umiliarlo a colpi di etichetta e di protocollo.

Dal canto suo il futuro kaiser è un individuo difficile dalla personalità complessa e multiforme: Francesco Giuseppe ha con lui relazioni pessime e non lo stima, ma non si rende conto di avere a che fare con un uomo molto intelligente, energico e dotato di grande rigore morale. Spesso dipinto come l’arciduca soldato, in realtà è un paladino della pace; profondamente contrario al dualismo della monarchia introdotto nel 1867, ha idee precise per il futuro dell’Austria-Ungheria. Una volta salito al trono Franzi ha intenzione di ripristinare un forte potere centrale concedendo però larghe autonomie amministrative a tutte le nazionalità dell’impero che saranno unite da un federalismo sovranazionale. Lo storico Jean-Louis Thiériot, pur non tacendone i lati oscuri, lo presenta come «un principe riformatore in politica e iconoclasta nella sua vita privata» e smonta anche la leggenda nera dell’uomo rude e violento, cacciatore ossessivo e massacratore di animali.

Fra l’altro Francesco Ferdinando è ricchissimo, più di tutti gli altri arciduchi messi insieme, perché l’ultimo degli Asburgo-Este lo ha designa erede universale di un patrimonio immenso. Tutti i suoi beni però, sempre secondo l’umiliante e ingiusto accordo pre-matrimoniale del 1900, non andranno ai figli ma torneranno alla dinastia. Verso la metà degli anni ’90 dell’Ottocento l’arciduca si ammala abbastanza gravemente di tubercolosi e passa un lungo periodo all’estero; l’inattività forzata gli dà modo di riflettere a lungo sulla sua vita futura.

Quando, come e dove Franzi incontra Sophia è ancora oggi un mistero, persino per i discendenti diretti. Forse si conoscono a un ballo a Praga nel 1894 e, in effetti, in quegli anni l’arciduca è a Budweis dove comanda la 38ma brigata di fanteria. Ma potrebbero anche essersi incrociati a una festa in casa di Jaroslav von Thun, marito di Maria Chotek, sorella maggiore di Sophia, e amico di Francesco Ferdinando. Di certo i due si conoscono almeno dal 1892 come dimostra una foto scattata in occasione di una caccia nella residenza estiva dell’arciduchessa Isabella (moglie di un Asburgo di un ramo collaterale) della quale Sophia, nobile ma senza mezzi, è dama d’onore.

Una lettera molto romantica, scritta nell’agosto del 1894, nella quale l’arciduca parla di una bella serata trascorsa insieme fa pensare che la storia fra i due sia iniziata proprio quell’estate.

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La giovane contessa, il cui padre è stato un fedele servitore della monarchia come ambasciatore e ministro plenipotenziario, non è la candidata ideale alla mano di un uomo che sarà imperatore: la famiglia, benché nobile, non fa parte di quel ristretto gruppo di casate regnanti o ex regnanti (le cosiddette dinastie “mediatizzate” raccolte nella seconda parte dell’almanacco di Gotha) all’interno delle quali un Asburgo cerca moglie.

Franzi però si deve sposare, ormai ha una certa età, la dinastia ha bisogno di perpetuarsi e soprattutto un imperatore senza consorte non si è mai visto. L’impresa però è difficile, l’arciduca anche in questo campo – come in politica e in molti altri settori della vita – ha idee personalissime e non è disposto a farsi influenzare o guidare. Non vuole fare un matrimonio solo di convenienza e comunque desidera scegliere da solo. Questo non perché sia un romantico, ma intorno a lui troppe unioni combinate sono finite malissimo e lui non desidera ripetere l’esperienza. Franzi, inoltre, non vuole una ragazzina inesperta ma una donna con idee e carattere già formati. Oltretutto è uno dei pochi ad avere ben chiari gli effetti disastrosi dell’endogamia degli Asburgo, famiglia in cui «gli sposi sono venti volte parenti, il risultato è che la metà dei bambini sono stupidi o epilettici», come scrive a un amico nel 1894.

Sophia, che ha ventisei anni quando la relazione inizia a prendere corpo, ha uno charme infinito, molta classe e il dono di saper ascoltare, in più, come Francesco Ferdinando, è molto religiosa. I pochi amici al corrente della situazione tentano di far ragionare l’arciduca sull’impossibilitò di questo amore, però lui, ormai in estasi, ha deciso e d’ora in poi chi parlerà male di Sophia sarà semplicemente bandito dalla sua vita. Franzi è un rancoroso e le difficoltà e le umiliazioni degli anni in cui dovrà lottare per imporre la donna amata peggiorano ulteriormente questo lato del suo carattere. Verso il 1896 l’erede al trono chiede a Sophia di sposarlo con la speranza di poter convincere in qualche modo l’imperatore magari attraverso la matrigna Maria Teresa o l’imperatrice Elisabetta, purtroppo la segretezza del rapporto e la necessità di combinare incontri di nascosto ingenerano un equivoco. Che si trasforma in una piccola tragedia.

L’erede al trono si autoinvita spesso in casa dell’arciduchessa Isabella e questa, madre di numerose figlie in età da marito, crede che Franzi si interessi a una di loro. Forse l’autoritaria e tirannica Isabella ha avuto sentore di qualcosa, ma non approfondisce la questione. La differenza di rango da sola basta a rendere questa eventuale storia del tutto improponibile e alla corte di Vienna le “contesse igieniche” sono una vera e propria istituzione. Nel marzo del 1899 Francesco Ferdinando, che si trova appunto a Pressburg dall’arciduchessa Isabella, dimentica su un tavolino il suo orologio da tasca, di quelli che hanno su un lato un vano apribile per conservarvi una fotografia. Un servitore lo porta alla padrona di casa e lei, sperando di trovarvi dentro il ritratto di una delle figlie, lo apre e ha la sgradita sorpresa di vedere invece una immagine di Sophia. La leggenda vuole che l’orgogliosa arciduchessa infuriata e offesa abbia cacciato su due piedi la povera contessa Choteck; più probabilmente, visto che gli Asburgo non sono usi alle scenate, la dama di compagnia si prende una lunga vacanza e poi rassegna le sue dimissioni. Qualche qualche giorno dopo la “drammatica” scoperta Isabella furibonda si vendica raccontando tutto a Francesco Giuseppe. L’imperatore, ovviamente, convoca il suo erede il quale, per niente sconvolto ammette la relazione e annuncia allo zio che sposerà solo lei persino se questo dovesse costargli il trono. «È quasi impossibile» ribatte l’imperatore che impone al nipote un anno di riflessione sperando di riportarlo alla ragione.

Che, all’affacciarsi del xx secolo, il vecchio Kaiser sia ancora saldamente ancorato al principio della parità di nascita fra marito e moglie può sembrare assurdo, ma non si tratta solo di snobismo. Francesco Giuseppe è coerente con se stesso, egli si sente sovrano per diritto divino come tutti gli altri Asburgo prima di lui. Il suo potere viene da Dio e il suo sangue è di una natura particolare e proprio per questo motivo lui può governare. Il sangue dunque deve restare puro, è la filosofia del “sangui regis” che in Austria ha un valore molto particolare perché la dinastia è cresciuta e si è affermata proprio grazie ad una attenta politica matrimoniale.

Francesco Ferdinando con il suo amore fuori dalle regole dinastiche rischia di sconvolgere un intero mondo e di destabilizzare non solo per la monarchia, ma anche la società austriaca ancora rigidamente divisa in classi che non si mescolano fra di loro. L’arciduca è subito isolato: la famiglia e la Chiesa gli si schierano contro; qualcuno gli consiglia di sposarsi secondo le leggi degli Asburgo e di tenere Sophia come amante. Accanto a lui, a difendere una scelta difficile ci sono soltanto l’amata matrigna Maria Teresa e l’arciduchessa Stefania, la vedova di Rodolfo da sempre molto legata al cugino, vittima lei stessa di un matrimonio finito male.

Maria Teresa, che conosce Franzi nel profondo dell’anima, considera Sophia la donna ideale perché ha vinto la sua profonda misantropia e gli darà una famiglia serena. L’arciduchessa Maria Teresa farà il possibile per convincere il cognato, ma ci vorrà anche l’intervento di Maximilian von Beck, famoso docente di diritto costituzionale, affinché, trovando tutti i possibili appigli giuridici, non venga messo in pericolo l’equilibrio istituzionale della monarchia. La soluzione però è un matrimonio morganatico che condanna all’umiliazione di un rango inferiore sia la sposa che i figli non ancora nati. I due innamorati però sono disposti a tutto e quando, nell’aprile del 1900 l’arciduca lancia un ultimatum, Francesco Giuseppe cede. Alla fine di giugno Francesco Ferdinando firma la rinuncia e il 1° luglio davanti a pochi intimi sposa Sophia a Reichstadt la residenza boema dell’arciduchessa Maria Teresa.

L’imperatore ha concesso a Sophia un titolo, ma per lei le porte della corte di Vienna restano sprangate e i funzionari della monarchia non faranno nulla per risparmiarle cocenti umiliazioni. La moglie dell’erede al trono non può salire sulla carrozza del marito, non può sedersi nella loggia imperiale a teatro, ai balli entra da sola e quando è ora della cena si accomoda a un tavolo in disparte. Spesso viene pregata di non farsi vedere e quando Francesco Ferdinando riceve nella sua residenza il Kronprinz tedesco lei, che pure è la padrona di casa, cena da sola nei suoi appartamenti.

Nonostante ciò i due sono felicissimi e Franzi non smette di ringraziare Maria Teresa per tutto quello che ha fatto per loro: «dove saremmo se tu non avessi preso le nostre parti così generosamente…la nostra riconoscenza non ha limiti…Sophia è un tesoro… io ho l’impressione di rinascere». Le difficoltà non scalfiscono l’amore e non turbano l’armonia della coppia; Sophia ha un buon carattere e l’arciduca che ha combattuto tanto per imporre la sua scelta, sarà un bravo marito e un ottimo padre per i tre bambini. «Tu non sai cara Mama come sono felice con i miei», scrive l’arciduca a Maria Teresa subito dopo la nascita dell’ultimogenito. Franzi è sicuro di avere fatto la cosa più intelligente della sua vita: «Lei è tutto per me, mia moglie, il mio consigliere, il mio medico, la mia compagna, in una parola tutta la mia felicità» (10). Sophia ha un effetto benefico sull’amato Franzi, riesce a placarne le sue ansie, le crisi di angoscia e le collere improvvise. Molto lentamente la moglie morganatica, che non si lamenta, non pretende qualcosa di più e si comporta sempre con molto tatto e un notevole riserbo, sale qualche gradino. Nel 1905 l’imperatore fa della consorte del nipote una “Altezza Serenissima” e nel 1909 la crea duchessa von Hohemberg, poi acconsente a qualche viaggio semi ufficiale all’estero: in Romania, a Berlino, in Inghilterra. La duchessa è stimata e apprezzata da tutti quelli che la conoscono, in primo luogo dall’erede in seconda, l’arciduca Karl e dalla moglie Zita di Borbone-Parma i quali avranno con lei rapporti cordiali e affettuosi.

Nel 1910 Sophia ottiene di poter accompagnare il marito alle parate militari e proprio grazie a questo avanzamento nel protocollo imperiale può prendere parte al viaggio in Bosnia nel giugno del 1914.  Alla notizia che l’arciduca e la moglie sono caduti sotto i colpi di Gavrilo Princip, l’anziano imperatore mormora «L’Onnipotente non accetta provocazioni! Una potenza superiore ha ristabilito quell’ordine che io non ero riuscito a mantenere».

Nonostante siano morti al servizio dell’impero austriaco, l’arciduca e Sophia non hanno diritto a una cerimonia ufficiale; nel pomeriggio del 3 luglio nella cappella della Hofbug si svolge solo una funzione breve e formale, durante la quale l’imbarazzo di tutti è palpabile. Il principe di Montenuovo ha preso anche troppo alla lettera le disposizioni ricevute dall’imperatore Francesco Giuseppe con l’intimo godimento dell’umiliazione finale di una coppia disprezzata. Così i pochi presenti si trovano di fronte a un declassamento persino post mortem: il feretro di Sophia è collocato a un livello più basso rispetto a quello del marito e davanti alla bara vengono poste non le decorazioni di corte o la corona ducale, ma un ventaglio e i guanti bianchi emblema delle dame d’onore.

La celebrazione si conclude in fretta e le porte della cappella imperiale vengono chiuse in attesa del trasferimento dei feretri ad Artstetten; sapendo che Sophia non avrebbe avuto accesso alla cripta dei Cappuccini, Francesco Ferdinando aveva infatti già dato disposizioni per essere sepolto nella piccola cappella del loro amato castello. Verso sera però accade qualcosa di incredibile per la vecchia Austria: i rappresentanti delle grandi famiglie austriache, guidati dal principe Ernst Rüdiger von Starhemberg, scendono in strada per fare ala al corteo funebre che sta portando le bare alla Westbanhof. All’aristocrazia si uniscono i cavalieri di Malta in grande uniforme, i vertici dell’esercito, visto che Francesco Ferdinando era un ispettore generale, diversi arciduchi e infine anche il nuovo erede l’arciduca Karl. In quei giorni sono in molti a rendersi conto che questo arciduca, per quanto rude e duro, era il solo in grado di salvare la monarchia e l’Austria.

L’ultimo pensiero di Francesco Ferdinando, colpito a morte, è per gli amatissimi figli: «Sophia Sophia non morire, devi vivere per i nostri bambini» mormora quando la moglie si accascia davanti a lui. Gli zii materni e la nonna Maria Teresa si prenderanno cura dei piccoli orfani Sophia, Maximilian ed Ernst. I von Hohemberg, non saranno mai considerati dei veri Asburgo, ma rimarranno sempre fedeli alla dinastia che li aveva messi da parte. Max ed Ernst von Hohemberg saranno i rappresentanti in Austria del cugino l’arciduca Otto, primogenito dell’ultimo imperatore, acceso avversario di Hitler e la loro lealtà nei confronti degli Asburgo non verrà mai meno. Dopo l’Anschluss e l’arrivo al potere dei nazisti i due maschi entrano nella resistenza, conosceranno la deportazione e l’inferno di Dachau. I loro numerosi discendenti continuano ancora oggi a servire l’Austria.

immagini dal web e da

http://www.schloss-artstetten.at

http://www.sophie-hohenberg-czech-rep.eu/

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97 Commenti

  1. ziowalter1973 ha detto:

    Non avevo ancora letto questo post e l’ ho trovato molto interessante. Mi ha incuriosito il discorso dei matrimoni tra pari nella monarchia asburgica. Io ricordo di aver letto su wikipedia del matrimonio tra Carlo d’ Asburgo Lorena e l’ attuale consorte che sarebbe stato boicottato dal gotha austriaco in quanto Lei è di un rango molto più basso del suo. Ho riletto ma non ho trovato questo riferimento. Sbaglio io? In ogni caso il problema sussiste ancora oggi per i nobili austriaci oppure si sono “modernizzati”?

    • luka ha detto:

      Il matrimonio tra Carlo e Francesca von Thyssen, di famiglia baronale di recente nobilitazione non e’ probabilmente paritario ma con la benedizione e l’autorizzazione di Otto d’Asburgo non credo che ad un qualsiasi nobile austriaco sia passato per la testa il boicottaggio: anche in seno della famiglia non e’ stato mai un pubblico e pubblicizzato problema, sopratutto dopo il matrimonio paritario tra George e Eilika d’Oldemburgo! Con un minimo di intelligenza far fuori Carlo per poi avere George con suo figlio, sarebbe fatica sprecata per altri eventuali pretendenti!

      Otto e’ stato un grande uomo e un degno erede Asburgo, ha aperto la sua famiglia alla modernità senza dimenticare i valori morali autorizzando e benedicendo per esempio il matrimonio di Ferdinando, un suo lontano parente del ramo ungherese che lavora per l’ONU , con la sudanese borghese Mary Nyanut Machar che attualmente portano il titolo di conti d’Asburgo.

      http://4.bp.blogspot.com/_xHdqWGaSPFs/R5D5g9tqWUI/AAAAAAAAAag/GF0u09eLnnk/s400/ferdinandandmaryvonhabsburg.jpg

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        @walter ti ha risposto Luka in modo esaustivo, Otto probabilmente non ha fatto i salti di gioia – specie quando ha visto arrivare alle nozze il consuocero vestito come per la “principessa della Csarda” – ma ha approvato e benedetto le nozze del figlio maggiore. non sono state nozze secondo le regole degli Asburgo ma Otto era un uomo intelligente, moderno (un grande, confermo, ed è un vero peccato che non abbia potuto avere un ruolo maggiore in Europa), però so che alcuni membri della famiglia hanno effettivamente boicottato il matrimonio. non nobili austriaci, ma fratelli e nipoti di Otto.

        • ziowalter1973 ha detto:

          @luka non ho ben compreso il nesso tra i matrimoni dei figli di Otto. Intendi che il matrimonio paritario del secondogenito ha pareggiato quello non paritario dell’ attuale capo famiglia degli Asburgo-Lorena?
          Ho abbondato con pari e derivati (grammaticali) ma in fin dei conti stiamo parlando di Pari del fu Impero Austroungarico! 😀 😉

          @marina quindi ricordavo bene il “boicotaggio” delle nozze. Ma come fanno a non essere nobili e allo stesso tempo fratelli e nipoti di Otto? 😉 Non avranno titoli magari ma la famiglia nobile mi pare che ci sia.. 😀

          • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

            i fratelli di Otto non sono nobili, sono la famiglia imperiale. la nobiltà è una cosa la famiglia regnante o ex regnante è un’altra. sono proprio due livelli diversi e non intercambiabili.

            Luka voleva dire che comunque fratelli e nipoti di Otto avevano poco da protestare sperando di poter diventare loro capi della casata in quanto anche se teoricamente il matrimonio di Karl non era fatto secondo le regole quello di George si quindi perfettamente dinastico.

            • ziowalter1973 ha detto:

              Ok.. o meglio.. mi servirebbe una lezioncina su nobiltà e dintorni. 😉
              Non mi è chiaro perchè fratelli e nipoti di Otto non siano nobili pur essendo nella famiglia imperiale. Fino alla lettura del commento precedente avevo capito che:
              1) la nobiltà deriva dall’ appartenere ad una famiglia nobile e quindi essere discendenti del primo che ha avuto un ttolo nobiliare.
              2) il titolo nobiliare è uno e lo può utilizzare solo il capo della casata. Eventuali titoli ai figli-e cadetti sono un eccezione e non la regola.
              3) la famiglia reale ha composizione variabile e dipende da chi ha il potere (regnante o meno). Figli e nipoti ne faranno parte ma non è detto che abbiano poi un titolo nobiliare.

              Questo è quello che ho capito fino a questo momento e spero che sia in parte giusto. 😉

              • ziowalter1973 ha detto:

                Nell’ ultimo punto intendevo che pur non avendo titoli ma essendo nella famiglia reale si dovrebbe essere nobili per definizione.

  2. https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    @walter inizio a risponderti io, poi @ale entrerà nei dettagli, ma rispondo qua sennò i commenti si intrecciano e non ci si capisce più nulla:
    nello specifico tecnico il potere del sovrano viene da Dio è poi il sovrano a creare i nobili concedendo loro dei titoli cosicché il nobile diventi il suo più diretto e immediato “servitore/aiutante”.

    le famiglie reali/imperiali sono le famiglie che regnano o hanno regnato, sono quindi sovrani, che hanno o avevano potere e funzioni (più o meno estese) di capi dello Stato.
    la nobiltà è al di sotto dei sovrani, certo è a un livello alto della società, ma non sono regnanti e questo le mette a un gradino più in basso.

    tanto per capirci i sovrani e gli ex sovrani sono quello che stanno nella prima e nella seconda parte dell’Almamacco di Gotha, la nobità NO.
    i fratelli di Otto come figli dell’ultimo imperatore non sono nobili, sono la famiglia imperiale.

    • ziowalter1973 ha detto:

      Ok. Adesso inizio a capire cosa intendi. Non avevo mai inteso la nobiltà come un gradino sotto alle casate reali regnanti o meno. Ho sempre pensato che la nobiltà fosse insita nelle casate reali da quando dette famiglie hanno preso il potere. Poi a memoria trovo delle eccezioni come per esempio i Bernadotte oppure i Bonaparte ossia famiglie comuni elevate al rango di famiglie reali. Gli stessi Asburgo e poi Asburgo-lorena erano nobili prima di diventare casa regnante. Stessa questione per esempio con i Borbone.

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        scusa, sono un po’ provata dai tuoi commenti… prima dici che capisci, poi prosegui e aggiungi cose dalle quali mi rendo conto che non hai capito.
        1 – che c’entrano i Bernadotte e i Bonaparte? Napoleone si è autoproclamanto (della serie ha fatto le veci di Dio), i Bernadotte sono stati “adottati” da Wasa.
        2 – i Borbone discendono dall’ultimo figlio di Luigi IX, non sono mai stati nobili ma SEMPRE discendenti di un sovrano. Idem gli Asburgo il cui inizio regno si perde nella notte dei tempi.

        • ziowalter1973 ha detto:

          In effetti sono un pò de coccio.. 😉
          Considera l’ ultimo mio post come una riflessione a voce alta che poi mi viene voglia di scrivere con incerti risultati. 😀
          Grazie per la pazienza! 😉

  3. Ale ha detto:

    Visto che sono stato invocato … 😀
    @ziowalter tra nobiltà e case sovrane c’è una differenza abissale. Sono due universi totalmente distinti e separati, anche con regole diverse. Nella storia poi spesso re e nobiltà sono stati anche in lotta, basta pensare alla storia inglese o francese.
    Oltretutto non è completamente giusto associare la monarchia alla nobiltà, alcune repubbliche riconoscono i titoli, per esempio la Francia.
    Descrivere la nobiltà e le sue regole è complesso in quanto cambia a seconda dei paesi, del periodo a cui risale il titolo e cose varie.
    Le case sovrane siano esse sul trono o meno non sono nobili ma di più, al loro rango poi aggiungono dei titoli di cortesia, che però non sono da confondere coi normali titoli nobiliari. Poi anche per le case reali cambia a seconda delle dinastie. Per esempio nel caso austriaco sono tutti arciduchi d’Austria ecc. ma non hanno titoli ad personam. Nel caso sabaudo invece si nasce principi di Savoia ma poi il capo della casa concede un titolo di cortesia personale. Stessa cosa avviene per i Windsor, almeno per i discendenti maschili del sovrano.
    Il nobile invece ha titoli che derivavano dal possesso di feudi, i nobili nascono come vassalli e servitori dei sovrani, non sono sullo stesso livello, ma ad uno inferiore. I titoli infatti erano la prova del riconoscimento e del favore del re verso una determinata famiglia, tanto è vero che estinta la famiglia il titolo torna alla corona. Per essere nobili poi occorre possedere la patente di nobiltà emessa dal sovrano dove viene anche indicato se il titolo è personale o se e in che modalità passa ai discendenti. Non è detto poi che ci siano titoli solo per il capo famiglia, a volte ce ne sono per l’erede, oppure possedendone diversi alcuni passano ai secondogeniti dando vita a nuovi rami della famiglia. Per esempio il famoso conte di Cavour, Camillo benso era il secondogenito. Il fratello gustavo era il marchese di Cavour, titolo che dava il nome alla casata, mentre il fratello Camillo portava il titolo per i cadetti di conte di santena. Le grandi famiglie non hanno mai un titolo solo.
    La differenza che esiste tra i due mondi è provata dal fatto che un matrimonio tra un principe e una ragazza nobile secondo le vecchie leggi non era considerato paritario, e il principe perdeva rango e diritti, diventando un nobile qualunque, come tutti i rami morganatici delle varie case reali. Poi oggi le cose sono diverse e nelle case ancora sul trono basta il consenso del sovrano e basta.
    Finendo con i tuoi esempi, i fratelli di Otto non erano nobili ma altezze imperiali e reali, c’è una sostanziale differenza.
    I bernadotte erano gente comune che ha fatto carriera e sono stati adottati dal re di Svezia come successori quindi elevati di rango. I Bonaparte erano piccola nobiltà ma si sono elevati da soli grazie alla rivoluzione prendendo il potere.
    I Borbone non discendono da una famiglia nobile che con una guerra o altro è stata elevata a sovrana ma erano un ramo cadetto dei Capetingi, casa reale antichissima.

    • Dora ha detto:

      @ale
      basta pensare al caso della prima duchessa d’aosta, vittoria dal pozzo della cisterna.
      nobile ma non di famiglia reale, il matrimonio venne approvato dal capo di casa savoia (era già re VEII?) e quindi il duca non perse il proprio posto nella linea di successione.
      e grazie a lei l’attuale ramo aostano ha anche i titoli collegati a lei, in quanto unica discendente e erede dei dal pozzo della cisterna.

      • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        se non erro la duchessa era moooolto ricca e come diceva mia nonna “i soldi fanno andare l’acqua per l’insù”

      • Ale ha detto:

        È un buon esempio ma è un po’ più complicato di come l’hai messo. Si il capo famiglia era già v.e. II e come dice @marina lei era l’ultima esponente di un’antica famiglia nobile piemontese molto ricca. Se non ricordo male la madre era una de merode, vi dico solo che la sorella de merode andata in sposa a Carlo III di Monaco con la dote ha costruito il casinò e Montecarlo. Tornando alla prima moglie del duca d’aosta, venne per decreto reale elevata al rango di altezza in modo che le nozze fossero paritarie anche se provviste di regio assenso. Ho trovato tempo fa proprio il regio decreto. Poi per riconoscimento la principessa maria aggiunse il Vittoria al suo nome in omaggio al re, divenendo Maria Vittoria.

    • ziowalter1973 ha detto:

      Grazie per questa spiegazione! Non si finisce mai d’ imparare!! 🙂

  4. nicole ha detto:

    @Ale, chiarissimo ! Bravissimo come sempre. Grazie.

  5. nicole ha detto:

    Scusate, ma non sapevo dove mettere questo ” avviso ai naviganti “: In novembre saranno 100 anni dalla morte di Franz Joseph . Lo so Marina, non se un dj al quale si ordinano i dischi, ma non ho trovato un post dedicato tutto a lui . A Sissi , alla ” pestifera ” Sofia( per la quale nutro una certa ammirazione ) , alla coppia di Sarajevo , a Zita e Carlo , abbiamo tutto , anche Otto , ma LUI , che per 68 anni fu imperatore no ! Forse col iPhone non riesco a trovare … Tutto piccolo , dannazione !
    Potremmo parlarne ? Che ne dite?

  6. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Nicole…sempre che @Marina sia d’accordo e senza voler scavalcare nessuno, io credo che tu sia la più accreditata per farci un piccolo post, qualche rigo, per vedere l’Impero anche “dall’altra parte” e presentarci FG come era visto dai suoi sudditi…verrebbe una cosa diversa , perchè sai, in Italia, lui è stato sempre giudicato il cattivo impiccatore, ma sappiamo che la storia è equidistante e dopo 100 anni possiamo fare pace anche con l’Austria . Io , per i miei trascorsi familiari, devo dire che fino a una certa età ,su di lui e su sua moglie, ho avuto le idee ben confuse…chi me li presentava in modo, chi in un altro e a scuola non sapevo che dire e sorvolavo, finchè non ho cominciato a leggere più e più libri su di loro…. sarebbe anche motivo di riflessione e negli argomenti spinosi , che hanno procurato molta sofferenza, spesso si dà il meglio dei nostri pensieri

  7. Luthien ha detto:

    Ci pensavo anch’io in questi giorni. sarebbe davvero interessante leggere qualcosa
    Sono passati cento anni . è successo di tutto, eppure la coppia imperiale Francesco Giuseppe- Sissi è diventata un mito, molto pop ed un po’ kitsch ma dei due lui rimane sullo sfondo. Sarebbe il caso che per una volta diventasse protagonista
    Chiunque abbia viaggiato nei paesi che costituivano l’Impero austroungarico nota le somiglianze e respira una certa aria di famiglia:. Mitteleuropa non è solo una parola e , cedro, il regno di Francesco Giuseppe sia molto rimpianto, considerando anche ciò che è capitato dopo.
    Volevo segnalare che anche il Foglio ha dedicato un lungo articolo( ben due pagine) alle mostre che a Vienna e a Schönbrunn, amatissimo dall’imperatore celebreranno l’anniversario. Fra parentesi anche quella Vienna è entrata nel mito
    Luthien

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      cara Luthien all’inizio dell’anno avevo ipotizzato un viaggio a Vienna proprio per vedere queste mostre ma alla fine non ci sono riuscita, un vero peccato, ho visto il sito e mi sarebbe davvero piaciuto tornare in una città che ho visto molti anni fa.

  8. nicole ha detto:

    Carissima @Elettra, leggo solo ora ! Sei sempre gentile, ma temo tu mi sopravvaluti! Io potrei essere incredibilmente noiosa.. Bisogna anche dire che non potrei documentarmi perché da maggio vivo felicemente “raminga ” fra tre Paesi .I libri li ho sparsi qua e là.
    Vi seguo come posso via iPhone, ho deciso di disintossicarmi, quindi PC ( da cambiare!) al momento è da qualche parte. Sarò in Austria fra poco, ma non pensò avrò tempo di una puntata a Vienna , girovaga , ma un poco stanziale anche. Diciamo che mia percezione è che Franz Joseph sia rispettato, sul fatto che sia amatissimo non ci metterei mano su fuoco. Il tempo trascorso fa anche sua parte. Sicuramente la coppia è anche vista come richiamo che fa vendere cose di vario genere, dai cioccolatini ai biglietti di musei , Hofburg , ecc.. Sissi viene considerata donna omaggiata al ruolo al quale avrebbe dovuto adempiere , parlo di pareri e considerazioni di persone nate dopo 2a guerra mondiale, mediamente colte , alcune coltissime, esponenti di varie categorie professionali. Lui no, ripeto viene rispettato, ma di Sissi donne e uomini fanno una faccia e se possono sorvolano . I giovani , parlo di 30enni o giù di lì , non paiono molto interessati, a meno che non siano avviati a studi specifici .

  9. nicole ha detto:

    Disintossicarmi lo dico con ironia .. da quotidiano uso di PC, ricerche web , ecc . Finalmente posso! ..

  10. nicole ha detto:

    Mi dovete scusare .. Tutto piccolo ! Leggo “omaggiata” volevo scrivere inadeguata . Avevo anche riletto!

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