Il nuovo miracolo della “reginella santa”

MariaCristina

La “reginella santa” il giorno della sua elevazione agli altari ha compiuto un nuovo miracolo, del tutto insperato e del tutto inatteso. Sotto i buoni auspici di Maria Cristina di Savoia, la sfortunata regina morta a soli 23 anni, i due rami dei Borbone-Sicilia hanno fatto la pace dopo mezzo secolo di guerra fredda, anzi freddissima per una questione solo di principio, ma sulla quale nessuno era disposto a fare un passo indietro.

La storia della disputa inizia quando Carlo secondogenito di Alfonso conte di Caserta (a sua volta fratellastro di Francesco II e alla morte di questi capo del casato) sposa, nel 1901, Maria de las Mercedes di Borbone Spagna, figlia di Alfonso XII re di Spagna e sorella maggiore di Alfonso XIII che all’epoca non ha ancora eredi. L’infanta Maria de las Mercedes è quindi l’erede presunta al trono e il marito, che rinuncia formalmente per sé e per i propri eredi all’appartenenza alla Casa delle Due Sicilie, viene essere integrato nel ramo spagnolo della dinastia e creato “infante”. Tre anni dopo Maria de las Mercedes muore di parto e nel 1907 Carlo si risposa con Luisa d’Orléans dalla quale ha vari figli fra cui una Maria de las Mercedes futura madre dell’attuale re di Spagna Juan Carlos.

Capo del casato dei Borbone-Sicilia è il fratello maggiore di Carlo, il principe Ferdinando e alla sua morte senza eredi nel 1960, i diritti – stante la rinuncia del secondogenito nel frattempo morto – passano al terzogenito, il principe Ranieri Maria duca di Castro. Un avvicendamento che viene però contestato dal figlio di Carlo, il principe Alfonso che, considerando nulla la rinuncia del padre non essendoci più i presupposti che la determinarono, prende il titolo di duca di Calabria. La diatriba diventa piuttosto accesa anche perché sono in due a pretendere e a usare il titolo di duca di Calabria ed entrambi si chiamano Carlo. Ma uno di questi, quello spagnolo e più anziano, ha uno sponsor di tutto rispetto e di un certo peso: il cugino e amico di infanzia Juan Carlos che lo considera ufficialmente capo del casato delle Due Sicile. Questo signore – che nella linea di successione al trono spagnolo viene dopo i figli del sovrano e per questo il giorno del matrimonio del principe delle Asturie apriva il corteo reale – molto discreto, molto riservato, ha sposato (non senza difficoltà per via appunto della questione dinastica) Anna d’Orléans una delle figlie del conte di Parigi dalla quale ha avuto quattro femmine e un maschio. Pedro duca di Noto presente a Napoli per la beatificazione di Maria Cristina ha sottoscritto, insieme al cugino italiano Carlo duca di Castro il documento che sancisce la riconciliazione, riconosce ai due rami della dinastia una sostanziale uguaglianza e fa del giovane Jaime * il futuro erede sia dell’uno che dell’altro.

albero modificato

Visto che tutti i passaggi non sono proprio così chiari e immediati ecco qua l’albero genealogico pubblicato da Point de Vue all’epoca delle nozze di Victoria una delle figlie di Carlos il pretendente spagnolo. Grazie a Laura che ha scannerizzato la pagina, ha aggiunto la foto di Carlos e Anna e di Jaime e me l’ha spedita.

Ma chi era Maria Cristina, la regina delle Due Sicilie beatificata oggi – 25 gennaio 2014 – con una imponente cerimonia a Napoli?

Se Ferdinando II fosse stato libero di scegliersi una sposa, difficilmente avrebbe portato all’altare Maria Cristina di Savoia, che gli viene imposta da re Carlo Alberto. Secondo il conte di Cavour la principessa è «charmante et parfaite», ma poco dopo le nozze il brillante re delle Due Sicilie confida a un amico: «La regina è bella, non c’è nulla da dire, ma è troppo fredda per i miei gusti». Raffinata, elegante, perfettamente educata fra Cagliari, dove è nata, e Genova, ma soprattutto religiosissima, la figlia di Vittorio Emanuele i e Maria Teresa d’Asburgo trova a Napoli un ambiente piuttosto esuberante e il suo sconcerto, per non dire scandalo, è considerevole. Appena arrivata, la regina prova a raddrizzare i costumi imponendo per esempio alle dame del suo entourage abiti un po’ meno scollacciati. A una dama, che si era presentata a un ricevimento mettendo largamente in mostra il suo abbondante décolleté, Maria Cristina si avvicina sorridendo e dopo averle posato sul seno il suo fazzolettino ricamato dice soave: «Vede, così sta molto meglio». Oggetto delle sue moraleggianti attenzioni sono anche le ballerine del teatro San Carlo, che vengono invitate a indossare sotto ai tutù di scena dei castigati mutandoni. C’è da dire che queste manifestazioni di esasperato pudore, unite a un certo distacco, diretta conseguenza della sua estrema timidezza, sconcertano i napoletani. Una creatura così angelica è inevitabilmente destinata a diventare il bersaglio di un consorte molto faceto, decisamente sanguigno e poco portato alla contemplazione. Ferdinando ii non solo ride dei suoi abiti color «frittata al prezzemolo», ma la trasforma nel bersaglio preferito dei suoi scherzi a volte anche piuttosto pesanti, specie se diretti a una giovane regina. Lei stoica sopporta, ma il giorno in cui, durante un ricevimento, il marito le toglie improvvisamente lo sgabello mentre si sta sedendo al pianoforte, e Maria Cristina, offesa e umiliata, ha l’ardire di protestare, il re non sa far altro che mollarle un sonoro ceffone davanti ai cortigiani allibiti. La giovane regina non dovrà sopportare a lungo questa penosa situazione perché il difficile parto del primo figlio, Francesco, la uccide il 30 gennaio 1836, a soli ventitrè anni. Meno di un anno dopo Ferdinando II si risposa con Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, ugualmente pia e devota, e chiede anche sia avviato il processo di beatificazione della prima moglie.

Considerata quasi una santa mentre era ancora in vita, Maria Cristina da morta è oggetto di un vero e proprio culto e sempre più numerose sono le persone che si affidano alla “reginella santa”. La tomba nella chiesa di Santa Chiara diventa luogo di pellegrinaggio e fioriscono gli ex voto per celebrare i suoi miracolosi interventi e il 10 luglio 1859 viene introdotta ufficialmente la causa di beatificazione da Pio IX, con l’attribuzione del titolo di Venerabile, e nel 1937 Pio XI riconosce l’eroicità delle virtù della Serva di Dio; con la guerra e la successiva istituzione della Repubblica la causa subisce una sosta, riprendendo poi negli anni ’80, grazie anche al reperimento di documentazione attestante un miracolo avvenuto nel 1866 e attribuito all’intercessione della Venerabile.

Secondo gli storici la giovane sovrana, di cui era nota la ferma opposizione alla pena di morte, ha anticipato in qualche modo i santi sociali dell’Ottocento. Infatti la sua azione a favore dei poveri non si limita alla pura e semplice assistenza, ma poiché essa crede fermamente nel lavoro come mezzo di promozione umana e spirituale, è costante il suo impegno per la promozione di opifici e laboratori artigiani, tra i quali quello celebre di San Leucio. Suo figlio sarà l’ultimo re delle Due Sicilie, quel Franceschiello cacciato dall’esercito garibaldino.

Alla solenne cerimonia nella chiesa di Santa Chiara a Napoli (dove la regina è sepolta) e alla cena di gala della sera prima hanno partecipato molti membri della famiglia e anche la principessa Maria Gabriella di Savoia e Clotilde Coureau moglie di Emanuele Filiberto di Savoia. Le foto dal sito del quotidiano Il Mattino. Si riconoscono fra gli altri, oltre al duca e alla duchessa di Castro con le loro due figlie, anche il duca di Noto con la moglie, il figlio e la madre Anna d’Orléans, la duchessa di Aosta (e forse accanto a lei il duca di Aosta), la principessa Maria Cristina di Savoia- Aosta moglie di un Borbone-Sicilia, l’arciduca Martin d’Asburgo-Este, il duca di Braganza.

* fra l’altro come potete notare dalle date il futuro capo del casato è nato quando i genitori non erano ancora marito e moglie. Per motivi mai spiegati e mai chiariti – ma forse solo perché lei non era di nascita reale – Pedro di Borbone-Sicilia ha sposato la sua amata Sofia Landaluce solo molti anni dopo la nascita del figlio primogenito. Anche questa una bella novità nell’ambito di una famiglia regnante o ex regnante.

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104 Commenti

  1. tody ha detto:

    Penso che sia solamente un accordo di buon vicinato volto ariunificare l’ordine costantiniano ora diviso in due rami sotto un’unica veste con due gran maestri così leggo in giro su internet sopratutto su n&r, non risulta il riconoscimento di altro, inoltre va ricordato che la legge duo siciliana prevede la successione anche per le femmine tanto è vero che regine reganti a napoli ce ne sono state nel trecento.Nessuno degli aventi diritto ha rinunciato a niente.Ma si sono spartiti i titoli per evitare doppioni vedi quello che è successo in Francia con i due duchi d’anjou, è un ottima mossa perchè il pretendente spagnolo è cugino dell’attuale Re il che vuol dire molto.Sui Savoia avendoli invitati entrambi non hanno preso posizione, Clotilde è stata dignitosa ha conquistato punti che suo marito ha perso non presentandosi e lasciandola sola, dignitoso pure Serge di Jugoslavia, assomiglia al nonno peccato che sia di un’altra dinastia.

  2. Matteo ha detto:

    Si il matrimonio del duca di Noto trovò inizialmente ostacoli e fu celebrato a lungo dopo la nascita del figlio. Figlio stesso che ha avuto riconoscimento di membro della famiglia reale per sanare ogni dubbio proprio con l’ammissione negli ordini e la concessione del titolo di cortesia negli ultimi anni.
    C’è da dire che nei dodici anni passati dal matrimonio di figli ne hanno fatti altri sei…

  3. Ale ha detto:

    tutti sottovalutano la politica del regno di sardegna prima della concessione dello statuto albertino nel 1848, soprattutto poi il regno di carlo alberto che certo non si può riassumere con la prima guerra di indipendenza (fu un regno importantissimo e di vitale importanza come preparazione per quello che avvenne durante l’unificazione). con la restaurazione i savoia misero in atto un’attenta politica matrimoniale per creare legami con le altre case regnanti in italia. ogni membro della dinastia fece infatti in tal senso ottimi matrimoni dinastici. v.e. I nel 1789 aveva sposato maria teresa d’Asburgo-este e suo fratello e successore carlo felice nel 1807 aveva sposato maria cristina di borbone-napoli (figlia di ferdinando I). v.e. I ebbe quattro figlie, tutte maritate a sovrani italiani: maria beatrice nel 1812 sposa francesco IV di modena, maria teresa nel 1820 sposa carlo II di parma, maria anna sposa ferdinando I d’austria e infine maria cristina che nel 1832 sposa ferdinando II delle due Sicilie. in più in questa accorta politica matrimoniale va aggiunto l’allora principe di Carignano (e futuro re) carlo alberto che venne unito in matrimonio nel 1817 con maria teresa di toscana, in questo modo tutte le dinastie regnanti in italia erano legate a casa savoia. per quegli anni di restaurazione fu una politica di successo, furono tutti matrimoni di altissimo rango, le figlie di v.e. I primo divennero tutte sovrane consorti di cui una perfino imperatrice d’austria (anche se non giocò alcun ruolo politico a vienna). è un fatto questo che spesso viene dimenticato o sottovalutato.
    @dinora Cavour, che organizzò l’infelice matrimonio tra maria Clotilde e plon plon, non centra niente con le nozze di maria cristina. all’epoca aveva 22 anni e non solo non era primo ministro (lo divenne nel 1852) ma attraversava un momento di turbamento interiore in quanto non sapeva ancora cosa fare della propria vita di cadetto, aveva appena abbandonato l’esercito sabaudo, era molto mal visto a corte da re carlo alberto, (sempre nel 1832) fu nominato sindaco di grinzane dove la famiglia aveva grossi possedimenti e in pratica si limitava a frequentare la società spendendo i soldi che gli passava il padre. solo qualche anno più tardi incominciò ad amministrare (con grande successo) le tenute di famiglia e poi col ’48 decise di occuparsi di politica. il matrimonio di maria cristina venne organizzato da carlo alberto, da poco salito al trono.
    @chloe @nicole a me sembra proprio un telefono 🙂

    • annarita fantozzi ha detto:

      prio ieri ho saputo che Maria Cristina ha ricevuto la cresima nella mia città in quanto i genitori da Cagliari erano ospiti a Lucca della famiglia dei marchesi Mansi ed è qui che nel palazzo di San Pellegrinetto la beata ricevette il crisma dall’arcivescovo di lucca che era un Mansi. Voglio vedere se nell’archivio arcivescovile c’è il certificato di cresima.

    • Dinora ha detto:

      Pardon la mia enorme svista temporale!!!

  4. Chloe ha detto:

    Ieri mattina su RaiTre, a “Buongiorno Regione” edizione Sardegna, hanno dedicato due servizi alla figura di Maria Cristina di Savoia, di cui oggi, a proposito, ricorre l’anniversario della scomparsa.
    Questo è il link, e vi scrivo anche i minuti in cui compaiono i due servizi:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c07ce711-b234-4462-acc0-8148de7b5481.html#p=

    00:06:50 – 00:10:25
    00:13:55 – 00:17:06

  5. Ale ha detto:

    ieri pomeriggio a torino nel santuario della consolata, sicuramente la chiesa più amata dai torinesi, si è svolta una celebrazione in onore della nuova beata maria cristina di savoia, ovviamente in tono minore rispetto alla ceriomonia di napoli.

  6. annarita fantozzi ha detto:

    Come vi avevo già detto, sono riuscita a trovare l’atto di cresima di M.Cristina.” Fr Giulio Arrigoni dell’Ordine dei Minori della più stretta osservanza di San Francesco per la grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica, Arcivescovo di Lucca e Prelato domestico di Sua Santità ed Assistente al Soglio Pontificio, facciamo pubblica fede che dai registri di questa Curia Arcivescovile risulta che Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Filippo Sardi, già Arcivescovo di Lucca,conferì il Sacramento della Confermazione nella Cappella dei Signori Marchesi Mansi situata a Bagni di Lucca a sua Altezza la Principessa Maria Cristina di Savoia il giorno ventitre(23) luglio milleottocentoventiquattro (1824) essendo Madrina Sua Altezza Reale Maria Teresa Duchessa di Lucca. Dato in Lucca dal Palazzo Arcivescovile questo giorno sette (7) ottobre milleottocentoquarantasei (1846). ”
    Andrea Canonico Giusti Vicario Generale

    Questo atto servì per l’inizio del processo di beatificazione

  7. Michele ha detto:

    Parlando di Borbone delle due Sicilie non sapevo dove scrivere 🙂 perdonatemi!!! Pare che il duca di Castro abbia abbolito la legge salica riguardante la casata favorendo così la figlia alla sucessione della casata! Sarà contentissima La duchessa di Castro Barbie Camilla :);) https://www.facebook.com/TheRoyalForums/posts/10154823646491393

  8. laura ha detto:

    Colpo di scena tra i Borbone 2 Sicilia: il duca di Castro ha deciso per la abolizione della legge salica e la applicazione della uguale primogenitura. Questo significa che l’accordo raggiunto con l’altro ramo è annullato e Jaime verrebbe messo da parte a favore della figlia Maria Carolina.

    http://royalmusingsblogspotcom.blogspot.it/2016/05/duke-of-castro-adopts-gender-equal.html

    Nel sito del duca di Castro non ho visto alcun’annuncio

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      fantastico… grazie a te e a Michele che mi avete annunciato questa news veramente bomba… c’è da farsi parecchie domande e anche da chiedersi se c’entra in qualche modo il fatto che il primogenito del duca di Calabria attuale ha un figlio maschio primogenito ma nato fuori dal matrimonio.

      • tody ha detto:

        Non è fantastico in quanto il ramo cadetto non accetterà tale decisione, in secondo luogo si può cambiare una legge via mail?
        Perchè questo è accaduto, in mancanza di regno stato e organo deliberanti, attribuendo alla figlia l’anno scorso il titolo di duchessa di capri, mai esistito, ma molto fashion, a breve Emanuele Filiberto darà alla primogenita il titolo di duchessa di Portofino e contessa di Forte dei Marmi.
        P.s.
        Sarei curioso della reazione dei Borbone Parma eredi in caso di estinzione del Ramo maschile delle due sicilie.
        Secondo, il ramo spagnolo tutta la famiglia erano appena stati ricevuti in Vaticano, gelosia, gelosia, ed il fatto che loro un erede maschio ce l’hanno, è vero nato fuori dal matrimonio ma due errori non fanno un diritto, anzi ora i pretendenti in assenza di rinunce formali da parte dei cugini francesi del duca di castro diventeranno tre più i Borbone Parma in attesa i quali peraltro sono divisi al loro in terno senza considerare la casa di Lussemburgo.

        • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          non mi sono spiegata bene, il fantastico era ironico 🙁
          in realtà da una parte tutto ciò mi sembra ridicolo dall’altra sono dispiaciuta perché la pace fatta a Napoli mi era sembrata una gran nella cosa.
          forse in una situazione del genere dovrebbero introdurre il capo della casato elettivo, come facevano (per il governo del loro castello i conti Ferretti) e designare di volta in volta qualcuno disponibile a farlo.

          • tody ha detto:

            Ed io non volevo essere troppo aggressivo,
            ma ormai le famiglie reali deposte non conoscono più limite al senso del ridicolo, vedi anche quello che è successo in romania, sono personaggi che del proprio passato amano solo le copertine dei giornaletti cui riescono a vendere l’esclusiva, ciò è oltremodo irritante.

            • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

              non ti preoccupare 😉
              comunque sono d’accordo, senso del ridicolo zero. oltretutto per un trono che non esiste più e solo per amore delle copertine patinate. che orrore, come ho scritto sotto a Dora credo che ci sia lo zampino di lei.

  9. Dora ha detto:

    ma di cosa si è strafatto il duca di castro???? così crea solo nuove spaccature nella casa reale!!

  10. ziowalter1973 ha detto:

    Ma chi comanda nella case reali? Quello che detiene il maggior potere (economico, titoli nobiliari) oppure qualcuno designato dagli altri componenti della famiglia? Da quello che ho capito il capo della casata ha silurato con un “atto reale” il nipote erede maschio per far spazio alla figlia.. Mi paiono beghe da nobili decaduti..

    • Dora ha detto:

      i capi delle casate devono rispettare le leggi dinastiche, soprattutto se non sono regnanti (savoia)
      oppure, se vogliono fare le cose per bene, devono avere il consenso di tutti i membri della casata (il capo attuale della casa d’asburgo ma anche il granduca di toscana)
      per la casa dei borbone due sicilie vige la legge salica. punto. per modificare ciò dovrebbe tornare il regno delle due sicilie e una legge in questo senso dovrebbe essere ratificata dal parlamento (vedi situazione rumena)

      • ziowalter1973 ha detto:

        Certo che far perdere tempo ai parlamenti nazionali con problemi di casate ormai deposte.. Adesso propongo un’ eresia: ma dette casate non potrebbero trasformarsi in fondazioni, enti morali, club separati dal paese di origine? L’ unica cosa che farebbero queste fondazioni sarebbe il controllo di titoli, successioni, eventualmente beni materiali. In fin dei conti le nazionalità dei membri delle casate sono diverse dai titoli che possiedono.

        • Dora ha detto:

          no. il nostro parlamento repubblicano non si può (giustamente) esprimere su questioni inerenti ai savoia, quindi nessuno perde tempo.
          per i rumeni il discorso è diverso

          • ziowalter1973 ha detto:

            Leggendo la bio del re di romania ho capito che si è legato alla repubblica di romania e quindi ci vuole un legge dello stato per cambiare la linea di successione.
            I savoia hanno necessitato sono potuti tornare dall’ esilio tramite voto del parlamento.
            Delle casate di Germania e Austria e Russia i rispettivi stati se ne fregano.

            Tornano al tema del post a quale parlamento si dovrebbero rivolgere i borbone delle due sicilie per eliminare la legge salica? A quello italiano oppure a quello spagnolo? Non mi ricordo se i duchi di castro e di noto siano italiani oppure no.

            • Dora ha detto:

              il capo della casata, essendo in teoria il re delle dua sicilie, in italia. l’altro ramo penso da entrambi i paesi

              • tody ha detto:

                Carlo duca di Castro vive a Cannes e a Roma, ha entrambe le nazionalità, italiana e francese, a diversi cugini del ramo francese uno è il principe Casimiro che ha un figlio Alessandro prete che ha officiato il battesimo del principe Umberto di Savoia Aosta. Esiste anche un fratello di Casimiro, Antonio con un figlio Gabriele che ha avuto un altro figlio nel 2003, non erano presenti alla riconciliazione dell’anno scorso, non hanno sottoscritto niente. Circola su internet un comunicato della segreteria del duca di castro dove spiegano quanto avvenuto.

            • laura ha detto:

              In realtà in Germania le nozze di George Frederich Hohenzollern
              si sconvolte a Posdam con ricevimento presso il parco reale e presenza di esponenti dello stato tedesco.

              http://www.altezzareale.com/2011/08/28/matrimoni-reali-2/matrimoni-reali-di-ieri/nozze-reali-george-friedrich-di-prussia-e-sophie-di-isembourg-sposi-a-postdam/

              Ai Romanov è stato offerto dal governo russo l’uso di antiche dimore zariste anche in Crimea

              Anche in Romania e Serbia le famiglie ex reali usano residenze ufficiali fornite loro dai governi.
              In Austria invece niente del genere

              • ziowalter1973 ha detto:

                Mi pare che siamo nell’ ambito delle pubblic relation più che in quello degli affari di stato.

              • laura ha detto:

                Si infatti è proprio quello l’ambito direi cerimoniale e di PR. Ma è comunque il riconoscimento di un ruolo. Il problema può essere, per esempio nel caso della Russia , la strumentalizzazione politica della figura del monarca che invece dovrebbe essere super partes

        • laura ha detto:

          Infatti io pure penso che la fondazione sarebbe la cosa migliore. Non ci sono troni ma c’è un patrimonio non solo immobiliare ma anche culturale da conservare e la fondazione sarebbe la cosa più logica. La casa di Hesse ha una fondazione che risale al 1928 ma che deriva da un trust ottocentesco. Cosa simile è l’associazione famiglia Romanov. Il presidente della fondazione sarebbe una specie di capo della casata.

  11. laura ha detto:

    Naturalmente volevo scrivere “alcun annuncio” senza apostrofo …

    • tody ha detto:

      Cercano visibilità e la visibilità dà potere, mi aspetto che a breve pure da ginevra arrivino novità………………….

  12. maria paola ha detto:

    c’entra con il post della la reginella santa, ma poco con la discussione in corso: ho appena finito di leggere la biografia super agiografica di Maria Cristina “Sono Maria Cristina” di Cristina Siccardi ed. San Paolo. Non mi è piaciuta molto perchè, a parte qualche errore di date, M. Cristina viene osannata senza alcun senso critico. Viene anche confutata la storia dell’incompatibilità di carattere tra lei e il marito come una calunnia messa in giro dall’opposizione liberale.

  13. Dora ha detto:

    sembra si ufficiale…
    ma perchèèèèè?????
    http://www.noblesseetroyautes.com/?p=116572

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      l’ultimo commento del sito spiega bene: “la duchesse de Castro a donc gagné”. Camilla ha vinto la sua battaglia, saluti a tutti. scommetto che se avessero avuto un terzo figlio maschio non avrebbero cambiato le cosiddette “regole dinastiche”.

      • ziowalter1973 ha detto:

        Premesso che sono per l’ abolizione globale della legge salica, che l’ erede S. A. R. il Principe Don Giacomo Jaime di Borbone-Due Sicilie starà rosicando amaro (come il secondogenito dei reali di svezia), che Duchessa di Capri sembra una soap opera ci sarà una guerra dinastica ?? Orde di avvocati pronti a fare ricorso (come dove quando??) e relativi supporter titolati? Oppure la cosa inisce qui ma i Duchi di Noto e Castro non si parleranno mai più??

        Immaginatemi mentre mangio popcorn.. 😀

  14. elettra/cristina palliola ha detto:

    Questa decisione non mi piace proprio neanche un po’! oltre a trovarla ridicola e meschina, arrivata nel momento meno opportuno, cioè subito dopo la nascita di un erede maschio. Ammiro la grande serietà delle case principesche tedesche, che continuano a intrecciarsi tra loro, ma non demordono…a noi, fra un po’ resteranno solo loro, per le nostre amate genealogie!
    Ora , come tutti sapete, non ho mai nascosto il fatto che non amo le regine regnanti. Per me la monarchia è tradizione, storia e mi piace sapere che c’è un re, una regina consorte, i principi figli, con erede al trono maschio…una vera famiglia reale, insomma e là dove non ci fossero figli o eredi maschi, il trono vada al primo maschio disponibile…..chiaramente di un ramo collaterale che diventerebbe principale
    Ora se per una regina regnate la dinastia resta quella che è, aggiungendo solo il cognome del marito ai figli, cosa ne sarà di una famiglia detronizzata?….queste due ragazzine (hanno ricevuto solo qualche giorno fa la Cresima, in San Pietro) un giorno si sposeranno e non è detto che lo facciano con un principe di altra casa reale….come procederebbe il cognome? Borbone 2Sicilie, più qualcosa e i loro nipoti? continueranno a poter portare avanti il cognome?….piano piano si andrà perdendo il cognome e …addio dinastia! per le famiglie sul trono è un piccolo lusso che si possono permettere, le altre no!
    …e poi chissà a chi altro potrebbe venire i mente un’ idea del genere…………………..@Aleeeeeeee!!!!!!!!mi hai capito, vero?

    • Ale ha detto:

      Ti ho capito benissimo!! Il disgusto mi si dipinge in volto solo a pensarci!!!
      E concordo con te… È una cosa che possono fare solo le dinastie regnanti

  15. Ale ha detto:

    ora quindi c’è anche l’atto ufficiale. boh continuo a ripetere che mi sembra la sagra del ridicolo. pur essendo convinto che in una monarchia moderna sia sacrosanta la parità di genere nelle dinastie non più regnanti gesti come questi, soprattutto se non hanno il consenso di tutti i membri della casata, sono assurdi. lo sanno tutti che il capo della casa (in questo caso pure conteso) non può cambiare le leggi dinastiche ma solo interpretarle e preservarle, a meno che al momento della detronizzazione non fosse una monarchia assoluta.
    ora una casa reale divisa in due probabilmente si dividerà in tre. perché mai i cugini che riconoscevano il ruolo del duca di castro dovrebbero assecondare questa follia???
    in questo caso il duca a mio pare dimostra di prendere in giro parenti e seguaci, oltre a mostrare poco senso del dovere e senso dinastico. invece di lavorare per raggiungere l’unità familiare probabilmente crea nuovi attriti. se dietro c’è lo zampino della moglie ancora peggio. oltre al cattivo gusto e alla enorme ricchezza di dubbissima provenienza camilla crociani ora può anche cancellare le leggi di una dinastia?

    • michele ha detto:

      Secondo me Camilla ha completamente soggiogato il marito che francamente trovo di molto poca personalità!! Tutto questo è abbastanza ridicolo ed insensato..io sono per l’abolizione della legge salica ad oggi credo che sia giusto non considerarla piu’…nel loro caso però il tutto è ridicolo non serviva!

  16. laura ha detto:

    @ Elettra : Non ho chiaro chi sia il fanciullo appena nato erede maschio. Anche a me pare una pessima idea perché non mantiene un accordo preso per giunta da poco.
    Per il resto io non la penso affatto come te anzi posso affermare che le regine regnanti nella storia sono state in assoluto tra i migliori monarchi. Il problema del cognome è un falso problema perché adesso in molti paesi si può scegliere quale sarà il cognome di famiglia che non è più automaticamente quello paterno. A molti questo non piacerà ma ho letto che Daniel ha assunto il cognome Bernadotte.
    La storia non è mai stata lineare e ci sono stati un mucchio di cambi di linea ereditaria, cambi o aggiunte di cognome in particolare nelle dinastie tedesche.
    Nel caso specifico la mossa però appare davvero poco lineare e soprattutto del tutto ingiusta visto l’accordo del 2014 fatto per giunta nel nome di una santa …

  17. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Laura…sì @Marina ha capito, ho confuso i due rami Borbone.
    So che quello che ho scritto è molto anti-femminista, dopo decenni di lotte, fatte anche dalla sottoscritta, figlia del 1968, può risultare veramente retrogrado, ma io credo che la monarchia è quella che è ed assolutamente poco adattabile e che con tutte le deroghe che si stanno facendo, in ogni Casato, sta perdendo il suo fascino e la sua essenza . So che tutte le regine regnanti che sono passate, sono state quasi tutte ottime regine , là dove, invece troviamo molti re incapaci, ma purtroppo in questo campo ho idee direi,medioevali…non mi piacciono le famiglie dove l’uomo viene umiliato , dove la moglie guadagna più del marito e dove ricopre un posto più prestigioso…prima o poi viene a galla….sono per la complementarità dei sessi, non per l’uguaglianza…non siamo uguali uomini e donne, per sensibilità per comportamenti, non lo saremo mai e dove uno difetta l’altro deve essere abbondante. Per quanto riguarda il cognome , io per esempio, non ho mai rinunciato al mio e solo nei biglietti di auguri mi firmo con quello di mio marito, se anche lui è firmatario…per tutto il resto, uso sempre assolutamente il mio…un cognome non è solo una parola a volte anche strana…è tutto quello che si è, è la tua struttura….pensa che se fosse stato possibile io , per i miei figli, avrei aggiunto il mio a quello di mio marito. In questo fece molto bene Filippo di Edimburgo a pretendere che i figli portassero anche il suo, seppure per secondo….tutti i principi consorti sui troni,e anche quelli futuri, lo dovrebbero ringraziare…e trovo assolutamente ridicolo che Daniel abbia assunto quello della moglie …passiamo da un’ esagerazione all’altra …e non credi che nella crisi tra Margarethe e il marito, questa diversità di posizione abbia pesato molto?…io credo che il busillis, sia tutto lì. poi uno può essere d’accordo o no, ma o cambiamo gli uomini, tra l’altro fortemente impreparati alle rivoluzioni femminili , oppure bisogna andare con i piedi di piombo e usare la politica dei piccoli passi di morotea memoria! a proposito , anche se non c’entra nulla mi dispiace molto sia morto Pannella, uno che per le donne, e non solo,ha fatto moltissimo…e qui viene fuori ancora l’anima sessantottina, mai del tutto sopita, e che vale per tutto, tranne che per le monarchie!

    • Dora ha detto:

      io invece sono più per “eguali ma non uguali” 😉
      e poi che male c’è se una donna guadagna più del marito? penso a mio cugino giardiniere felice con moglie medico (anche se al momento penso guadagni più lui!! XD)
      per quanto riguarda le monarchie, le regnanti possono fare quello che vogliono le non regnanti hanno delle regole da seguire.
      anche se con tutta ‘sta storia dei matrimoni “diseguali” stanno perdendo il loro fascino

  18. laura ha detto:

    @Elettra io comprendo bene quello che dici ma Filippo di Edimburgo (del quale emerge un pessimo ritratto nell’ultimo volume di Caprinica) e Henry di Danimarca appartengono ad una generazione ben diversa di Daniel di Svezia. Io non so se per lui è stato umiliante prendere il cognome Bernadotte, magari è sbagliato attribuire a lui sentimenti che non gli appartengono essendo di una generazione diversa e alquanto più giovano anche di noi nonché di un paese che non è l’Italia. Non so se questa scelta gli sia stata in qualche modo imposta e non credo fosse affatto necessaria per il proseguimento del nome Bernadotte alla casata.
    Da questo punto di vista è interessante quanto è scritto in questo sito di un personaggio che non amo particolarmente, ma che presenta un quadro storico che dimostra il mantenimento dei nomi dinastici anche in caso di reggenti donne.

    http://www.imperialhouse.ru/eng/imperialhouse/succession.html

    • Dora ha detto:

      Filippo conosceva le regole, le ha rispettate e le ha sapute rispettare, al di là di come ne esce nel libro di caprarica (che OVVIAMENTE provvederò a leggere 😉 ). henry di danimarca boh.

      • tody ha detto:

        Daniel non ha rinunciato al suo cognome l’ha solo posposto a quello dei Bernadotte. Nel caso di una famiglia reale il cognome è tutto non è un optional, tanto è vero che ai discendenti morganatici ne veniva impedito l’uso per non creare accostamenti fra chi è e chi non è. In Italia esistono i Villafranca Soissons ramo morganatico dei Savoia che non utilizzano il cognome Savoia proprio per le ragioni sopradette.
        Non tutte le regine sono state migliori dei Re, alcune si altre no chiedere agli ungheresi della Contessa Bothary, o agli ugonotti francesi di Caterina de Medici.
        Non c’è bisogno di andare in Russia la Corona Britannica ha fatto scuola A Montecarlo lo stesso il padre di Ranieri era conte di polignac, discendente dall’amica di maria antonietta, ma il figlio aggiunse il cognome Grimaldi avanti al suo perchè cosi richiedeva l’investitura. Il ramo maschile si è estinto all’inizio del settecento.

        • tody ha detto:

          P.s. mi sono dimenticato gli Orange Nassau che hanno avuto diverse regine ma i figli portano anche il cognome del padre sebbene posposto.

  19. Chloe ha detto:

    Qualche giorno fa è apparso anche sul sito ufficiale del duca di Castro il comunicato stampa con l’annuncio delle sue modifiche delle regole di successione, con il link al documento ufficiale datato 12 maggio e denominato “Atto di Roma” …

    http://www.realcasadiborbone.it/wp-content/uploads/ATTO-DI-ROMA.pdf

    http://www.realcasadiborbone.it/it/comunicato-stampa-modifica-delle-regole-successione/

    E dopo il colpo di scena del duca di Castro, nei giorni scorsi non si è fatto attendere il comunicato-risposta del ramo spagnolo:

    http://www.constantinianorder.org/downloads/comunicado-italiano-firmado.pdf

  20. Nunzia ha detto:

    Pare che gli eventuali successori non abbiano nessuna intenzione di assumersi gli oneri e gli impegni dinastici, quindi se un consulto c’è stato, prima di prendere la decisione, è avvenuto tra loro. Mi permetto di dire una cosa. Non starò a discutere di una questione che nemmeno gli esperti riescono a risolvere. Ma nel caso in cui Alfonso XIII fosse stato una femmina e Maria de las Mercedes fosse diventata regina di Spagna e quindi il nonno di don Pedro successore di sua madre, allora la rinuncia sarebbe stata valida? perché don Pedro, in questa situazione si ritroverebbe ad essere re di Spagna piuttosto che contendere un trono non più esistente. Se può servire potrebbero sempre risolvere la faccenda alla vecchia maniera con un matrimonio, la principessa Maria Carolina è molto graziosa, don Jaime è un bel giovanotto (i Bagration hanno fatto una cosa del genere con tanto di divorzio poi, ma almeno hanno l’erede che mette tutti d’accordo) con tanto di cerimonie che a noi piacciono tanto.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      davvero un’ottima idea quella del matrimonio Nunzia 😉 così almeno la fanno finita e la pace potrebbe essere definitiva, si spera.
      certo Jaime è un bel ragazzo e sarebbe anche in età, ma lei è davvero ancora troppo piccina, bisognerà aspettare un po’.
      quanto alla domanda sulla validità della rinuncia credo che il nodo sia proprio questo, secondo i siciliani la rinuncia era definitiva, secondo gli spagnoli era solo pro tempore, finché fossero stati vicini alla successione.

      • Nunzia ha detto:

        bah, però quando si rinuncia la cosa è definitiva, mi pare accada così in tutte le famiglie reali

        • Michele ha detto:

          In teoria dovrebbe essere così ! cmq l’idea del matrimonio ci sta proprio !!!! Addio alle beghe così:)

        • tody ha detto:

          Perchè sia definitiva va fatta davanti a notaio con testimoni, il bramo spagnolo contesta che vi sia stata rinuncia per quanto riguarda l’atto di cannes 1900,il ramo cadetto dei duchi di castro non si esprime ma dai siti francesi e inglesi mi pare dio capire che non accetterà di essere posposto, il fatto che tacciano ora non vuol dire che rimarrano in silenzio in futuro, se riconoscono il duca di castro ora non hanno titolo a contestare in futuro si.
          In secondo luogo bisognerebbe che capissero le famiglie non regnanti che il popolo in caso di restaurazione sceglierà chi più preferisce come è sempre stato in caso di contestazioni, ed eliminerà gli altri dalla successione per sempre.
          Fanno ridere perchè sono decaduti e scimmiottano chi ancora è al potere nella speranza fallace di catturare quella luce di gloria che loro non hanno più.

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