Harald e Sonja di Norvegia, quasi come Romeo e Giulietta

Avevo promesso un post dedicato alla Norvegia e alla sua famiglia reale che fino ad oggi ho molto trascurato. Con la storia d’amore di Harald e Sonja di Novergia auguro a tutti i lettori del blog un felicissimo Natale e un fantastico  2014 E grazie davvero a tutti per la presenza, per i commenti e per la partecipazione.

Il primo sovrano della nuova Norvegia indipendente e autonoma assume il nome dinastico di Haakon vii, ma nasce Carlo di Schleswig-Holstein-Sonddenburg-Gluksburg ed è il figlio di Federico viii di Danimarca, il padre di sua moglie Maud invece è il re d’Inghilterra Edoardo vii. Il loro unico figlio ed erede, Olav v, mantiene alto il livello di sangue blu nelle vene della giovane monarchia scandinava portando all’altare la principessa Martha di Svezia, figlia di un principe svedese e di una principessa danese e sorella della bella Astrid futura regina dei Belgi, nel solito complicato intreccio di parentele e cuginanze che facevano delle case reali un circolo chiuso ed esclusivo.

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Olav di Norvegia e Martha di Svezia

A parte questo Olav – eroe insieme al padre Haakon della resistenza contro i Nazisti invasori – ha abitudini borghesi, ama moltissimo lo sport e poco il fasto delle corti. Ogni venerdì il re partecipa al consiglio dei ministri, appuntamento a cui associa con gli anni il figlio Harald, presiede l’apertura del Parlamento e rappresenta il suo paese all’estero. La sua è una vita tranquilla fino al giorno in cui nel palazzo reale di Oslo scoccia la “guerra dell’amore”. La prima a voler rompere con le regole rigidissime della casa reale e con le tradizioni importate dalla Danimarca e dell’Inghilterra, è la primogenita di Olav, la principessa Ragnhild che appena finita la Seconda guerra mondiale si innamora del figlio di un armatore norvegese, Erling Sven Lorentzen anche lui eroe di guerra, ricco ma decisamente fuori casta. Per il vecchio re Haakon la sola ipotesi che una principessa di sangue reale possa sposare un borghese è un crimine e Ragnhild deve combattere sei anni per strappare il consenso al matrimonio. Le nozze saranno celebrate il 15 maggio 1953 facendo buon viso a cattivo gioco anche in considerazione del fatto che tutto sommato la principessa non è l’erede al trono quindi il suo rilievo nella linea di successione è molto relativo. Nel frattempo però anche la sorella minore Astrid ha incontrato un uomo che non viene da una casa reale e dopo anni e anni di discussioni (in seguito alla morte della madre la principessa è a tutti gli effetti la prima signora del regno) e minacce, compreso lo sciopero ai suoi dovere regali, ottiene il permesso di sposare – il 2 gennaio 1961 – Johan Martin Ferner. Olav dal canto suo guarda i figli con stupore e sconcerto, da vedovo cerca un’altra moglie negli ambienti reali (pare abbia fatto la corte a Marina di Grecia vedova del duca di Kent, zio di Elisabetta ii), ma per senso del dovere rinuncia alla donna di cui è innamorato, la bella norvegese Astrid Blestvik. Il colpo più duro però arriverà quando l’erede al trono, il giovane principe aitante che tutte le principesse da marito avrebbero voluto sposare, perde la testa per una ragazza di Oslo. L’eletta si chiama Sonja Haraldsen è carina, discreta, elegante e mette subito fuori gioco tutte le altre candidate alla mano del futuro re: dalla principessa Alexandra di Kent a Sophia e Irene di Grecia, da Benedikte di Danimarca a Christina di Svezia. Il no di re Olav questa volta è deciso e irremovibile nonostante Harald avesse già fatto sapere di essere disposto ad abbandonare le sue prerogative reali pur di sposare l’amata. Per il sovrano il rifiuto ad accettare una nuora – e futura regina – borghese è qualcosa più che un puntiglio o il voler restare ancorato a norme desuete e lontane. Il re, che combatte contro questo amore per quasi dieci anni, teme per il futuro della monarchia: se dovesse diventare troppo borghese finirebbe per essere considerata inutile. In quegli anni il dibattito è acceso e la Norvegia si divide in due: da un lato ci sono i romantici secondo i quali il principe ha tutto il diritto, come qualsiasi altro cittadino, di scegliere la donna amata; dall’altro c’è chi mettendo l’accento sulla particolare posizione dell’erede al trono chiede che egli si ricordi dei suoi doveri nei confronti della monarchia e della nazione. «Il senso più profondo della monarchia è quello di fare l’unità del popolo intorno alla persona del re e non di dividere come rischia di fare questo matrimonio» scrive il Norgen Post. Il Primo ministro dell’epoca è ancora più drastico: il principe deve sposare una sua pari grado, altrimenti la Norvegia diventerà una repubblica perché il fondamento del regime poggia sulla sua aura magica.     

Harald e Sonja di Norvegia, quasi come Romeo e Giulietta

Harald, sportivo come il padre, è un campione di vela, ha partecipato due volte ai giochi olimpici e nel complesso è sempre stato un bravo ragazzo, ma nel 1959 a una festa in casa di amici incontra la figlia di un commerciante. Gli Haraldsen, proprietario di un grande negozio di confezioni da donna, sono ricchi e molto rispettati, ma Olav vieta categoricamente questo legame che egli trova semplicemente indegno di un futuro sovrano e la ventunenne Sonja viene discretamente allontanata dal paese con la speranza che il principe innamorato si pieghi alla ragione di Stato. Harald però non demorde e trova il modo di corrispondere di nascosto con lei. Sonja passa diversi anni in un collegio a Losanna e poi nel sud-ovest della Francia, ma continua a vedere il principe. Il lungo esilio è doloroso per entrambi, ma non modifica i sentimenti intensi e profondi della coppia, nonostante le due smentite ufficiali (nell’agosto del 1964 e nel settembre del 1967) di eventuali nozze, le voci contrarie all’unione e i tentativi di far sposare Harald con una delle numerose principesse disponibili.

La situazione si sblocca inaspettatamente all’inizio del 1968, si dice grazie alla regina Elisabetta ii, la quale, di passaggio a Oslo, convince il re a cui è legata da un particolare affetto e da una simpatia che va al di là della parentela. Olav decide di consultare Governo, Parlamento e partiti che di fronte alle pressioni di una opinione pubblica quasi del tutto favorevole danno il loro accordo al matrimonio. In fondo la Costituzione norvegese non mette dei paletti riguardo alle unioni regali e anche il sovrano non ha nulla di personale contro Sonja che è una ragazza intelligente, discreta (mai una parola è sfuggita dalle sue labbra negli anni difficili della relazione) e piena di charme.

Sonja

Il 29 agosto di quello stesso anno Harald e Sonja si uniscono in matrimonio nella cattedrale di Oslo con una cerimonia fastosa e a simboleggiare la pace e la piena accettazione della nuora, il re accompagna all’altare la sposa che nel frattempo ha perduto il padre. La storia di questo amore contrastato, raccontata con dovizia di particolari (compreso un tentativo di suicidio di Sonja) commuove tutti e dà a queste nozze un’aura molto romantica e quando gli sposi aprono le danze sulle note di un valzer c’è chi sia asciuga una lacrima di commozione. «L’amore ha nobilitato una piccola borghese di Oslo», scrive un giornalista all’indomani della cerimonia. Gli anni a venire dimostreranno ampiamente che Harald – salito al trono alla morte del padre il 17 gennaio 1991 – ha fatto la scelta giusta: Sonja è una regina perfetta, colta, intelligente, piena di interessi, equilibrata, sempre sorridente, semplice e disponibile.

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Sonia è fin da subito pienamente cosciente del fatto che ogni suoi gesto sarà osservato, studiato, analizzato, giudicato ma si mette subito al servizio della corona e del suo popolo. La regina sostiene molte iniziative in ambito sociale, ma è una grande appassionata di arte moderna (si è laureata in Storia dell’arte nel 1984) e oltre a mettere insieme negli anni una importante collezione personale è attiva nel campo del mecenatismo. La coppia ha avuto due figli Märtha Louise nel 1971 e nel 1973  l’erede Haakon Magnus.

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Come potete notare in questa immagine Sonja il giorno delle nozze non porta un diadema, eppure nello scrigno della casa reale ci sono dei bellissimi gioielli. La principessa ereditaria e poi regina li porterà negli anni a venire… e noi ne parleremo in un altro post.

 Copyright foto della copertina: casa reale di Norvegia

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90 Commenti

  1. Chloe ha detto:

    Eccoci arrivati alla due giorni di festeggiamenti per l’80° compleanno dei sovrani norvegesi.
    Ecco la lista dei Royals presenti questa sera alla cena di gala (Joachim e Marie di Danimarca e Juan Carlos e Sofia di Spagna saranno presenti solo ai festeggiamenti di domani):

    http://www.kongehuset.no/artikkel.html?tid=153357&sek=112472

    In attesa di immagini… con scintillanti diademi 😀

  2. luka ha detto:

    http://newsroyauxnorvegiens.centerblog.net/m/

    Balconata reale a Oslo per i festeggiamenti degli 80anni di Harald e Sonia: presenti i cugini belgi ( Matilde sembra che non indossi la tiara delle nove province), i cugini danesi e i cugini greci e svedesi…..poi altri, come una simil Wonder Woman vicino a Vittoria di Svezia!

    Sono ancora piccole ma la principessina Ingrid Alessandra deve stare attenta : il posto tra i nonni e’stata ” spodestata ” da una cuginetta! 🙂

    • Michele ha detto:

      scoperta l’identità di wonder woman !! è la figlia di Madeliene Bernadotte cugina di Harald!!! donna di gusto con i capezzoli al vento la ragazza ! ahah

      Cmq gran bell’evento ,come al solito al nord non si smentiscono mai !!!

  3. sisige ha detto:

    Oh scusate, non avevo visto che avevate già citato questo link!!

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