La triste storia di lady Jane Grey

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Nella gelida mattina del 12 febbraio 1554 una ragazzina di neanche diciassette anni sale le scale del patibolo eretto al centro del Tower green nella Torre di Londra. Proprio in quello stesso punto anni prima sono morti Anna Bolena e Catherine Howard, due delle sei mogli di Enrico VIII, il filosofo Tommaso Moro e molti altri, tutti più o meno colpevoli di congiura, oltraggio o cospirazione contro il potere regio. Anche la giovanissima lady Jane Grey è accusata dello stesso crimine, anzi peggio visto che la fanciulla ha tentato di prendere il posto della legittima erede, Maria Tudor la figlia di Enrico VIII. In quel freddissimo giorno di inverno, Jane pare ai pochi presenti quasi sollevata e al boia che l’attende davanti al ceppo dice in un sussurro “vi prego di farla finita in fretta”. In effetti la piccola ex regina della vita non ne ha abbastanza e desidera andarsene al più presto in un mondo che la sua profondissima fede le fa ritenere molto migliore. Lady Jane, una vera e propria bambina prodigio, la cui intelligenza e il cui spirito vivace ed acuto la destinavano a chissà quali meraviglie, purtroppo per lei nasce nella famiglia sbagliata.

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Primogenita di Henry Grey marchese di Dorset, Jane ha il sangue dei Tudor nelle vene. Sua madre Frances Brandon è la figlia della bellissima Mary, sorella minore di Enrico VIII, che dopo un veloce e sfortunato matrimonio con il re di Francia Luigi XII, aveva ottenuto dal fratello di sposare l’uomo di cui era innamorata, Charles Brandon duca di Suffolk. I Grey sono dunque non solo cortigiani di alto rango, ma anche personaggi vicinissimi al trono grazie al testamento di Enrico VIII il quale, dopo i suoi stessi figli, Edoardo, Maria ed Elisabetta designa come successori proprio i discendenti della sorella Mary.

Jane, nata nel 1537, viene educata in questa prospettiva e persino con la vaga speranza di un possibile matrimonio con il futuro Edoardo VI. Lo splendore delle origini nasconde però una realtà meno brillante: i suoi genitori sono due pessime persone. Arroganti, avidi, portati all’intrigo, Henry Grey e sua moglie Frances amano il lusso, sono egoisti, smisuratamente ambiziosi e pronti a tutto pur di mettersi in evidenza e ottenere benefici economici. Come se non bastasse Frances è anche una donna dura e brutale che non si fa scrupolo di picchiare selvaggiamente Jane e le sue sorelle minori quando queste non eseguono a puntino e in silenzio i suoi ordini perentori. E il fatto che le punizioni corporali inflitte da lady Dorset siano generalmente disapprovate in un’epoca comunque incline a metodi educativi del genere, la dice lunga sull’atmosfera familiare. Ad ogni modo la maggiore delle Grey ben presto trova il modo per estraniarsi da un ambiente che non le piace e sente ogni giorno più distante ed estraneo. Lady Jane si immerge, fin da giovanissima nello studio, apprende il latino, il greco e l’ebraico e il suo piacere più grande è quello di sprofondare nella lettura mentre il resto della famiglia si dedica ad altro, cioè alle feste, al gioco d’azzardo e alle grandi battute di caccia. I precettori e le persone che l’avvicinano nel corso degli anni scoprono con estrema meraviglia una ragazzina particolarmente dotata per le discussioni di ordine filosofico e soprattutto religioso. Jane è un piccolo genio e proprio queste sue doti intellettuali attraggono Catherine Parr, la sesta moglie e poi vedova di Enrico VIII, che se la porta a corte. Attraverso di lei Jane sale di qualche gradino nella considerazione generale, ma finisce con il trovarsi invischiata, suo malgrado, in un primo intrigo. La vedova di Enrico VIII si è risposata con l’ammiraglio Thomas Seymour (suo antico amore e fratello del duca di Somerset tutore del piccolo Edoardo VI) il quale pensa subito di usare la ragazzina per le sue manovre politiche. I Grey, ovviamente, sono ben felici di cedere a Seymour, dietro pagamento di un congruo compenso, la custodia legale della figlia che, a tempo debito, avrebbe dovuto sposare il giovanissimo re. I sogni di gloria però finiscono presto: Catherine Parr muore di parto, mentre l’ammiraglio accusato di complotto contro la corona finisce dritto al patibolo. Per Henry e Frances Grey, che riaccolgono la ragazzina ormai undicenne fra le mura domestiche, Jane è ormai solo il simbolo di un fallimento e la sua vita diventa un inferno. Solo con Roger Ascham, ex precettore della principessa Elisabetta che arrivato nella residenza di campagna dei Grey la trova intenta a leggere il Fedone di Platone in greco mentre tutti gli altri erano a caccia, lady Jane riesce ad aprirsi: “sono continuamente ripresa e minacciata crudelmente, castigata e bastonata, e quant’altro devo purtroppo subire non lo voglio dire e se non fosse per l’istruzione, la mia vita sarebbe solo piena di afflizioni, guai, paure e maltrattamenti”. Immersa in un mondo a parte, isolata dall’incomprensione dei genitori, ma esaltata dall’ammirazione e dalla stima che le dimostrano gli insegnanti e gli amici intellettuali, la fanciulla aggiunge ai suoi vasti interessi anche lo studio della teologia e della fede cristiana più pura ed autentica, cioè quella vicina alla riforma. Ribelle e indomita dentro, poco disposta a tollerare quanto non è assolutamente in linea con i suoi principi, del tutto contraria a quei compromessi che sono la vera “specialità” dei Tudor, Jane è capace di tenere testa, per esempio, alla principessa Maria della quale controbatté vigorosamente il rigido cattolicesimo. Nella realtà dei fatti però la fanciulla ha margini di manovra estremamente ridotti e se ne renderà amaramente conto nel momento in cui i genitori decideranno il suo futuro.

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Fregio che decora la Supreme court di Londra: il duca di Northumberland offre la corona d’Inghilterra a Jane Gray

I Gray infatti sono subito della partita quando, nella primavera del 1553, John Dudley duca di Northumberland, Protettore del regno (cioè reggente a nome del re ancora minorenne) trama per estromettere l’ultra cattolica Maria Tudor e mantenere al potere della fazione protestante. Edoardo VI ha ormai i giorni contati e Jane diventa la pedina decisiva. La ragazza venne promessa a Guilford Dudley, figlio minore di Northumberland il quale, nel frattempo, ha convinto il giovane re moribondo a modificare la successione estromettendo le sue due sorelle e nominando unica erede appunto la cugina. Jane si ribella all’idea di legarsi ad una famiglia che detesta, ma furiosamente picchiata dalla madre, è costretta a cedere e il 25 maggio diventa la moglie di Guilford Dudley. Edoardo VI, convinto di salvare così l’Inghilterra dai papisti intanto, firma il nuovo atto di successione. Minato dalla tubercolosi il re si spegne il 6 luglio, ma la cricca del duca di Northumberland riesce a non far trapelare la notizia della morte e avvisa Maria che il fratello moribondo desidera vederla. Una scusa, la principessa sarebbe stata rapita e messa in condizione di non nuocere. Informata del testamento di Edoardo VI, lady Jane scoppia in un pianto disperato e fra i singhiozzi riesce solo a dire che lei a quella corona non ha nessun diritto e la legittima erede è Maria. Disperata e sconvolta Jane, prima di essere trasferita, come d’uso, alla Torre di Londra in attesa dell’incoronazione, mette in atto la sua unica ribellione nei confronti della famiglia. Nonostante le scene e le minacce di tutto l’entourage, decide, irremovibile, che il marito non sarebbe mai stato re insieme a lei. La situazione però è già disperata. Maria Tudor, che nel frattempo ha trovato numerosi sostenitori, si mette in marcia verso Londra per riprendere quello che è suo. Dopo nove giorni anche Henry Grey e la moglie abbandonano la figlia al suo destino. La nuova regina Maria, cattolica non ancora oltranzista, felice di avere recuperato il posto che le spetta per diritto, appare ben disposta nei confronti di lady Jane, strumento innocente e inconsapevole, e fa sapere che la grazia è questione di tempo. Invece la decisione della regina di sposare il futuro e cattolicissimo Filippo II di Spagna, la conseguente ribellione di Thomas Wyatt e la leggerezza di Henry Grey che pochi mesi dopo si unisce alla rivolta a nome della figlia, condannano definitivamente la piccola Jane. La sentenza, in un primo tempo sospesa, viene confermata. Nei mesi che passò nella Torre in attesa dell’esecuzione la “regina dei nove giorni” altro non fa se non studiare i libri sacri ormai convinta che la sua vita futura sarebbe stata sicuramente più serena. Sperando in una conversione al cattolicesimo la regina Maria le manda John Feckenham, decano di Saint Paul, ma lei irremovibile si avvia alla morte con la serenità e la consapevolezza di una martire. Ha un solo attimo di commovente smarrimento, quando con gli occhi già bendati non riesce a trovare il ceppo su cui appoggiare la testa “che debbo fare? Dov’è? Dov’è?” mormora angosciata, ma qualcuno, il vescovo Feckenham probabilmente, l’aiuta a chinarsi verso la morte.

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 Jane Gray è stata una pedina, forse anche inconsapevole della potente élite protestante – capeggiata da John Dudley duca di Northumberland – che si era enormemente arricchita dopo l’abolizione dei monasteri seguita allo scisma ed alla creazione della chiesa anglicana. La morte senza eredi diretti di Edoardo VI, l’ascesa al trono di Maria Tudor, fervente cattolica per di più legata, attraverso la madre Caterina d’Aragona, all’impero germanico ed alla Spagna di Carlo V, e quindi la prospettiva di un ristabilimento dello status quo convincono il gruppo di nobili (che dopo la morte di Enrico VIII nel 1547 ha esercitato un potere pressoché assoluto) ad agire. Ma a livello popolare, mentre Maria è ancora amata e rispettata la famiglia Dudley è profondamente odiata. Nel complotto ci rimettono la testa quasi tutti, solo Frances Brandon e le sue due figlie minori Catherine e Mary hanno salva la vita e restano a corte. Maria Tudor non se la sente di condannare la cugina e amica di infanzia (anche perché i Brandon erano sempre stati contro il divorzio di Enrico VIII) e Frances, che ha abbandonato Jane al suo destino, si risposa neanche un mese dopo la morte della figlia e del marito. 

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44 Commenti

  1. elettra/cristina palliola ha detto:

    Quando penso a Jane Grey, mi viene subito in mente quel dipinto che occupa un’intera parete della National Gallery e che è qui sopra riportato. ritrae, in modo magistrale l’incertezza della ragazza bendata, a muoversi verso il ceppo …la prima volta che l’ho visto, mi ha calamitato e non riuscivo a staccarmi da quell’immagine….quelle braccia e mani, ancora infantili e paffute e anche i lineamenti del viso acerbi ma che trasmettono una certa ansia a farla finita il più presto possibile, come ci riporta la storia e anche la nostra @Marina, ci racconta…i singhiozzi delle due accompagnatrici, l’indifferenza e la calma del boia, la sollecitudine del vescovo ad aiutare,la condannata, per non prolungare la sofferenza e l’attesa angosciosa..la paglia a terra, e secondo me, l’unica cosa che stona ed è poco realistica, è proprio il ceppo, che è troppo levigato e lustro, mentre invece lo immagino un vero tronco d’albero, rustico e sporco del sangue delle precedenti vittime
    Non conoscevo la vita tribolata di questa giovane e tutte le angherie sopportate proprio da chi l’aveva messa al mondo e che l’ha usata come una pedina per scopi personali ed economici…dispiace veramente che certe intelligenze siano andate perdute, così presto senza poter dimostrare le capacità..per fortuna i libri l’hanno aiutata a maturare un sentimento religioso, che come sappiamo, le è tornato utile nel momento supremo
    Grazie ,@Marina, per la figura di questa donna che come tante altre , vissute nel passato e delle quali abbiamo spesso scritto in queste pagine, sono veramente degli esempi , seppure giovanissime…per quanto anche oggi i tempi non siano felici per le donne, perchè si parla , spesso di violenze fisiche e psicologiche, di femminicidio, direi che un po’ di strada, è stata fatta!

  2. nicole ha detto:

    Marina, bellissimo! Ecco questi son gli articoli che mi piacciono di più.
    I carnefici spesso erano gli stessi genitori.

  3. Matteo ha detto:

    Che ragazza davvero sfortunata….!!

  4. Martina P. ha detto:

    Conoscevo poco la storia di Jane Grey e perdonatemi se alle parole duca di Suffolk mi è balzato agli occhi Henry Cavill, l’attore che lo interpreta nei “Tudors”. A parte questa mia frivolezza, il post è davvero interessante e dispiace come ancora una volta persone molto istruite, che potevano rappresentare una fonte per il loro paese, fanno una brutta fine.
    Aggiungo infine che quel dipinto come dice @Elettra è davvero bello, ma è vero che il ceppo è un troppo livellato, per lo meno dai racconti dell’epoca i ceppi erano sempre piuttosto rovinati segno che venivano usati più volte e decisamente poco puliti.

  5. claudia ha detto:

    Che ragazza eccezionale! Peccato sia stata coinvolta (suo malgrado) in cose più dalle persone che in teoria avrebbero dovuto proteggerla e cioè i genitori. Certo che leggere il Fedone in greco non è da poco! Io faccio fatica a capirlo in italiano!
    Grazie dell’articolo Marina!

  6. elettra/cristina palliola ha detto:

    Acc!!!!…sono invidiosissssimma…siccome , mi capita spesso di fare dei commenti lunghi, dovrò prendere l’abitudine, di dividere in due , lo stesso, tanto da raggiungere @Nicole,e i suoi 1000, al più presto!!!!!! 😉 🙂 ahahah!!!!!
    Complimenti @Nicole!

    Ok, dopo questa spiritosa parentesi, , stamane mi sono andata a riguardare, per sommi capi, la biografia di Elisabetta I, di Carolly Erickson, la quale, non sarebbe mai diventata regina, senza il sacrificio, della giovane Jane e la mancanza di eredi di sua sorella, Mary Blood, Maria I…..tutto quello che è storia e di come andarono le cose, tutti quanti più o meno sappiamo ….quello che mi arrovella e a cui non si riesce a dare una risposta sicuramente vera, e ancora nessuno l’ha data, è il perchè Elisabetta non si è mai sposata…era una regina, sapeva che tra i suoi obblighi, c’era quello di avere una discendenza…viene pubblicizzata e denominata “la regina vergine” e sappiamo che anche questo non era vero e allora perchè non prendersi il marito che più le aggradava e farci un figlio..oppure anche un impotente intellettualmente e fisicamente, e fare un figlio con uno dei suoi amanti ?, facendolo passare per legittimo?
    Si dice che avesse un difetto fisico talmente repellente, lasciato, probabilmente dal vaiolo, che non volesse rivelare, per non sminuire la sua regalità…….qualcuno avanza il dubbio che abbia subito delle molestie da parte di lord Seymour, durante l’infanzia, e che sia stata traumatizzata, altri pensano che le disgrazie coniugali, molto frequenti a quei tempi , di sua sorella Maria, la convinsero a non mettersi sulla stessa strada …..anche la nostra @Marina, nel suo libro delle 101 principesse e regine, cerca di dare una risposta, ma nulla…nessuno sa perchè Elisabetta temporeggiò tanto, da uscire dal tempo massimo concesso…eppure doveva essere una donna affascinante anche se non bella, sicuramente decisa e intelligente..gli spasimanti che ebbe, furono sinceri? o lei percepiva che dietro a ciò ci fosse solo la strategia politica?era veramente innamorata del conte d’ Anjou, tanto da non volersi legare ad altri?lo respinse solo perchè cattolico , sacrificandosi per la corona?
    Quello che è sicuro è che il suo fu uno dei periodi più difficili, rivoluzionari, ma anche più importanti dell’Inghilterra…il periodo che veramente cominciò a gettare le basi, per un nuovo ciclo storico e che ha fatto dell’Inghilterra, quella nazione forte e stabile che conosciamo

    • Pellegrina ha detto:

      Beh, aver avuto una madre (e una cugina) mandate a morte dal proprio padre per pura follia non sarebbe motivo sufficiente per non dare mai a nessun uomo, specie a quei tempi, il potere coniugale sulla propria persona e sull’Inghilterra? e farne piuttosto uno strumento di dominio, solleticando le speranze e le rivalità di tutti? Senza scomodare deformità, dato che pare abbia avuto diverse relazioni.
      E’ piuttosto la nostra mentalità che non arriva facilmente a concepire una donna senza marito e famiglia…

  7. nicole ha detto:

    Son già 1001 con questo!! Grazie di
    avermelo detto Marina, non pensavo ‘ ora son meno presente , lo sai, ma come posso piombo e leggo

  8. elettra/cristina palliola ha detto:

    Direttamente da Buckingham Palace…ci viene questo indovinello…secondo me, anche loro ci leggono e hanno visto che stiamo trattando un argomento sui Tudor/Stuart…insomma chi indovina potrà avere un pass per un anno o un biglietto per vedere la mostra e ammirare il quadro dal vivo…chi è costui?
    Enrico VII? Edoardo VI?

    http://www.royalcollection.org.uk/event/short-talk-the-man-in-red-an-enigma

    • ferdinando ha detto:

      Se la scelta è tra i due si tratta, credo, di Edoardo VI:
      per l’eta giovanile e per il vestito tipico della seconda metà del ‘500 e non del ‘400. Oltretutto Enrico VII era notoriamente un taccagno poco amante di bei vestiti

  9. Alex ha detto:

    Articolo bellissimo Marina, grazie. Un personaggio completamente diverso dalle “regine e principesse più malvagie della storia”.

  10. ferdinando ha detto:

    Bella ma triste storia quella di Jane Gray che ebbe la sfortuna di nascere in quel covo di vipere che era la corte di Enrico VIII dove notoriamente vedere salire al patibolo qualcuno che sino al giorno prima era ancora nella top ten era del tutto normale. Bel soggetto per un film, se ne sono visti tanti per Anna Bolena , Maria, Caterina ecc, ma nessuno, mi pare per Jane.
    Ho un dubbio: il Guilford Dudley che l’aveva sposata è imparentato con il futuro marito di Maria di Scozia?

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Si un film su jane c’è abbastanza romanzato con helena bonham carter

    • Ada Vittoria ha detto:

      Assolutamente no, visto che il secondo marito di Maria Stuart era Henry Stuart, Lord Darnley (figlio del conte di Lennox e di Margaret Douglas, figlia di secondo letto di Margaret Tudor, la sorella maggiore di Mary e di Enrico VIII. Margaret Tudor in prime nozze aveva sposato il Re di Scozia ed era quindi la nonna paterna di Maria Stuart), mentre il terzo marito di Maria fu James Hepburn , Conte di Bothwell). Ma Guilford Dudley era invece il fratello minore di Robert Dudley, Conte di Leicester, il favorito e probabile grande amore della Regina Elisabetta

    • Ada Vittoria ha detto:

      Assolutamente no, visto che il secondo marito di Maria Stuart era Henry Stuart, Lord Darnley (figlio del conte di Lennox e di Margaret Douglas, figlia di secondo letto di Margaret Tudor, la sorella maggiore di Mary e di Enrico VIII. Margaret Tudor in prime nozze aveva sposato il Re di Scozia ed era quindi la nonna paterna di Maria Stuart), mentre il terzo marito di Maria fu James Hepburn , Conte di Bothwell). Ma Guilford Dudley era invece il fratello minore di Robert Dudley, Conte di Leicester, il favorito e probabile grande amore della Regina Elisabetta (e che Elisabetta aveva proposto come marito alla cugina scozzese prima che sposasse Darnley).
      Esiste almeno un film su Jane Grey, “Lady Jane” del 1986 con Helena Bonham Carter nel ruolo della protagonista.

      • ferdinando ha detto:

        Guilford Dudley fratello del conte di Leicester amatissimo da Elisabeth.. ah ,adesso capisco, grazie della precisazione,
        ecco la fortuna d’incontrare amiche e amici preparatissimi in storia, leggervi è un piacere..

  11. Ale ha detto:

    che storia triste! lo dico spesso … il ‘500 era un secolo molto pericoloso per chi ricopriva ruoli di potere, noi italiani ne sappiamo qualcosa, anche se in Inghilterra non scherzano.
    @nicole complimenti per i mille e più!
    sono un po’ di fretta, altri commenti domani mattina.

  12. Laura ha detto:

    @ Elettra, credo che il motivo per il mancato matrimonio di Elisabetta fosse la condizione di subordinazione nella quale in quei tempi una moglie (anche se regina) finiva per trovarsi. Proprio l’esempio di Maria Stuarda con i suoi molto infelici matrimoni sara’ stato vivamente presente a Elisabetta che evidentemente era dotata di un carattere molto forte e autoritario tale da non potere sopportare una condizione di inferiorita’. Per una regina, poi, il rischio di trovarsi con un marito coinvolto in mille intrighi per il potere era assai probabile e a differenza di altre donne, la regina poteva decidere non solo quale marito scegliere ma persino se sposarsi o no (cosa che alle altre donne non era dato decidere). Alla fine (visto che comunque gli amanti non le mancavano) ha scelto saggiamente di non sposarsi affatto e di indicare come erede il figlio di Maria. Forse questo sara’ stato per lei anche un modo per farsi perdonare l’esecuzione della regina scozzese.
    Ricordo la prima volta che ho letto di “Lady Giovanna Gray” : avro’ avuto 8 o 9 anni e stavo leggendo “Masino e il Principe” (in traduzione italiana ) e mi sono chiesta che mai fosse questa ragazza (era indicata come una specie di cugina). Solo dopo molti anni ho letto che era stata anche (molto brevemente) una regina e poi dopo ancora molti anni ho visto la sua cella ; certamente una storia triste.

  13. nicole ha detto:

    Io veramente credevo fosse Elettra la veterana. Maliziosa e tremenda .. Tanto so che sa che scherzo! A volte diviso in due il mess solo perché son smemorata e invio senza rileggere bene!!
    Sapete… L’ età …

  14. Chloe ha detto:

    Conoscevo a grandi linee il momento storico legato alla Regina dei nove giorni e non avevo mai approfondito la sua breve vita.
    Grazie @Marina per questo bellissimo, e altrettanto triste e tragico post.
    @elettra – Concordo in pieno con le tue considerazioni sul dipinto di Delaroche, anche se non l’ho mai visto dal vivo. L’innocenza di Jane sottolineata simbolicamente dalla sua veste bianca, guidata verso il ceppo, verso la fine delle sue sofferenze terrene.
    Quanto alla prima immagine del post, la protagonista del dipinto è stata identificata sia con lady Jane, che con Catherine Parr. Nel 1965 la National Portrait Gallery aveva acquisito il quadro come ritratto di Catherine Parr, ma alla fine degli anni ’60 si arrivò alla conclusione che potesse trattarsi in realtà di Lady Jane Grey. Da alcune ricerche pubblicate nel 1996 si sarebbe ritornati alla tradizionale identificazione come Katherine Parr, anche sulla base dello studio dei gioielli indossati nel dipinto, ad esempio la spilla, che fu creata per Catherine Parr, per poi passare a Elisabetta I, alla cui morte passò a Anna di Danimarca, consorte di Giacomo I d’Inghilterra, passaggi testimoniati negli inventari.

  15. Chloe ha detto:

    @nicole – Complimenti!!! 1000 commenti (e ormai alcuni in più) sono un traguardo per me ancora lontanissimo anni luce, sono qui con voi solo da gennaio! 😉

  16. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Laura …grazie….è molto giusto quello che scrivi e sono tutte motivazioni valide…c’è anche da dire, che in quei tempi, qualunque uomo, non avrebbe sopportato l’inferiorità del rango e poteva, in ogni momento prendere il sopravvento e farti eliminare o quanto meno rinchiuderti in una torre e buttare la chiave….abbiamo già contemplato casi simili…però il fatto è che lei non ha mai svelato a nessuno il perchè e neppure lo ha lasciato scritto in un testamento…ha fatto un po’ come dice sempre mio marito…quando devi fare una cosa che agli altri può sembrare criticabile, falla,e basta, senza dare spiegazioni
    @Chloe…grazie per averci fatto conoscere le diverse attribuzioni di questo ritratto…quindi, quella ragazza dovrebbe essere lei, che però appare molto diversa da quella dell’esecuzione…è pur vero che quello era un momento molto drammatico e quindi il viso poteva essere stravolto….vi siete accorti della “gentilezza “del cuscino di velluto azzurro, per inginocchiarsi?’…non volevano che sentisse dolore!!!!!!!
    Ieri leggevo che il marito, Guilfort Dudley , che l’aveva sposata per puro interesse, che consumò il matrimonio solo dopo un mese, e che la precedette solo di pochi istanti nella morte, mentre era in cella ebbe un ripensamento e chiese di poter trascorrere l’ultima notte con la moglie..Jane rifiutò dicendo che si sarebbero presto rivisti in un luogo migliore…sul muro della cella, dove era stato prigioniero per 8 mesi, si trovò inciso il nome di Jane…si sarà riferito a lei o alla madre anch’essa di nome Jane?
    @Nicole….ahahah non mi permetterei mai di pensare che hai delle dimenticanze per via dell’età…altrimenti lo dovrei pensare anche di me !!!!!!!
    AHAHAH!!!!!!!!!!

  17. arabafelice ha detto:

    Articolo interessantissimo, Marina. Non la conoscevo e devo dire che ha una storia triste ma davvero avvincente.

  18. paola (baldanzi) ha detto:

    che storia terribile, non ci sono parole.

    @Elettra, secondo me Elisabetta I non si sposò perchè non ne aveva voglia, aveva paura di perdere la sua libertà e parte del suo potere. Del resto un’altra grande regina, Cristina di Svezia, fece la stessa scelta (quest’ultima però non era nemmeno attratta dagli uomini, a differenza di Elisabetta).

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