Umberto II, la giovinezza di un futuro re

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Con grande piacere pubblico il contributo di Alessandro Sala – lettore, amico, appassionato commentatore del blog e grande esperto di Casa Savoia- sulla giovinezza del principe di Piemonte, il futuro Umberto II. Trent’anni fa moriva dell’ultimo re d’Italia che ricorderemo con una serie di post.

Di Umberto II si sa tutto e niente. Tutto del principe e del re, ma poco o niente dell’uomo nel privato, delle sue abitudini, dei vizi o delle manie. Piano piano negli anni tra libri, interviste e visite guidate a castelli ho messo insieme vari particolari della sua vita (per il momento soprattutto del periodo della sua giovinezza) che permettono di raccontarne degli aspetti poco conosciuti e che nelle biografie non vengono presi in considerazione, in quanto di poco conto o perché si preferisce parlare solo del suo rapporto con la moglie.  Umberto nacque a Racconigi, in provincia di Cuneo, non si sa se per tradizione (il principe di Napoli nasceva a Napoli mentre quello di Piemonte in Piemonte) oppure se per il semplice fatto che Vittorio Emanuele III e la regina Elena erano soliti passare il mese di settembre e una parte di quello di ottobre in villeggiatura nel castello dei Savoia-Carignano, tanto caro a Carlo Alberto che lo trasformò in una dimora reale. Erano le undici di sera del 15 settembre 1904, il nuovo principe ereditario venne alla luce durante un violento temporale che fece saltare la corrente elettrica in tutto il castello. Il parto fu piuttosto tranquillo e fu una fortuna visto che l’ostetrico della regina partì direttamente da Napoli, il dottore salutando la moglie disse profeticamente “vado a far nascere un principe di Casa Savoia” e così fu! La stanza dove nacque esiste ancora oggi, tale e quale a quella notte. Era la camera da letto della regina Elena, costruita ad imitazione della cabina del panfilo reale su cui fece il viaggio di nozze (particolarità: il letto è molto basso per la comodità di Vittorio Emanuele III), e che Umberto destinò a Maria José dopo aver ricevuto il castello come dono di nozze da parte del “padre re”.

2 camera da letto della regina Elena

Una delle prime persone ad essere avvisata in fretta e furia del parto fu la regina madre Margherita, che in quei giorni si trovava alla Palazzina di caccia di Stupinigi, alle porte di Torino. Diede subito l’ordine di preparare la carrozza e partire, arrivò a notte inoltrata. Quando il figlio le disse che il nuovo principino si sarebbe chiamato Umberto ebbe un sussulto e si commosse al ricordo del marito, morto solo quattro anni prima. A causa di uno sciopero generale l’unico quotidiano a pubblicare quella che era una notizia importantissima fu il Corriere della Sera. Sentito il parere del Vaticano, Umberto ebbe il singolare privilegio di essere battezzato due volte,  il 16 settembre a Racconigi e il 4 dicembre a Roma in pompa magna, i padrini furono Guglielmo II ed Edoardo VII, ovviamente rappresentati per procura da dei parenti. Vittorio Emanuele III avrebbe voluto rompere la tradizione e dare al figlio il titolo di principe di Roma, ma la nonna Margherita (donna che, come diremmo oggi, portava i pantaloni) convinse il re ad evitare un gesto che avrebbe irritato il Vaticano e a Umberto, come prescrive la regola, venne assegnato il titolo di principe di Piemonte. La sua istruzione fu severissima, soprattutto a cura di militari, in particolare all’ammiraglio Bonaldi (i suoi metodi duri sono raccontati spesso dalle biografie), tanto da renderlo invidioso della libertà di cui godevano le sorelle. Un episodio raccontato dal suo professore di economia ci conferma quanto fosse tenuto lontano non solo dalla vita politica ma anche dalla semplice vita quotidiana: “ durante una lezione mi chiese se, per cortesia, potevo mostrargli un biglietto di carta moneta. Stupito gliene feci vedere uno da cinque lire e il principe di Piemonte lo esaminò con intensa curiosità perché né quella né altra moneta di carta era mai passata dalle sue mani”.

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Il rapporto col padre invece lo descrisse benissimo Maria José: “ lui, davanti al re, pareva paralizzato. Chinava sempre il capo. Mia madre se ne meravigliava: sembrava di essere in Cina con tutti quegli inchini”. Una volta cresciuto diventò il prince charmant, sempre sorridente e gentile con tutti. Nel privato gravitava attorno a lui una compagnia di amici e di gente raffinata, di nobili (soprattutto piemontesi e romani), di ufficiali e di sportivi accomunati dal gusto per il fasto e la signorilità. Le sorelle lo circondavano di un affetto che sconfinava nell’idolatria ed erano le sue confidenti preferite insieme alla mamma Elena. La più orgogliosa di tutte però era la nonna, la regina Margherita che disse “è un birichìn, un vero Savoia” e che gli lascerà in eredità molti dei suoi gioielli. Amava molto la storia e gli studi giuridici, era un intenditore d’arte, appassionato collezionista di ritratti, dipinti, libri e incisioni su Casa Savoia. In più conosceva cinque lingue: francese, inglese, spagnolo, tedesco e un po’ di russo, appreso dalla madre e dalle zie; inoltre si vantava anche di parlare due dialetti: il piemontese ( fino a lui quasi lingua di famiglia per i Savoia) e, con qualche incertezza, il napoletano. Amava lo sport, giocava molto a tennis (fece fare un campo da tennis nei giardini del Quirinale, mentre da bambino ci giocava nell’odierno salone dei Corazzieri, dove era anche solito pattinare) ed era un tifoso appassionato, come il padre, della Juventus, mentre non era un grande amante della caccia, che comunque all’occasione praticava.

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Umberto con il padre e le sorelle Jolanda, Mafalda e Giovanna

Nel ’25 andò a vivere a Torino; decise di abitare a Palazzo Reale nell’appartamento tradizionalmente destinato ai principi ereditari, occupando in totale trenta sale, che per l’occasione vennero restaurate e modernizzate, dotate di termosifoni (inseriti nei camini) e bagni moderni. Se ogni sovrano sabaudo prima di lui aveva saputo trovare in un architetto l’interprete della propria immagine dinastica in chiave artistica, Umberto fu il primo e unico principe che dispose personalmente della propria residenza, arredandola con gusto sicuro, scegliendo i pezzi migliori degli altri appartamenti del palazzo e facendo acquisti personali per completarne la sistemazione. Altri mobili vennero trasferiti dal Quirinale in una sorta di viaggio di ritorno, in quanto la regina Margherita per arredare il palazzo romano lasciato vuoto dai papi, oltre a usare la mobilia delle regge di Parma, fece giungere da Torino tappeti, arazzi, porcellane, argenti, capolavori del Piffetti, carrozze e chi ne ha più ne metta.  Dopo il matrimonio destinò alla moglie le stanze che furono della regina Maria Adelaide, moglie di Vittorio Emanuele II, alle quali però fece poche modifiche (oltre ai termosifoni e ai bagni), le regalò un pianoforte a coda e le fece portare in camera da letto un bellissimo inginocchiatoio del Piffetti, intarsiato con legni pregiati avorio tartaruga e madreperla. Era spensierato, allegro e burlone ma non tollerava la volgarità. Quando una persona gli era simpatica la chiamava sempre con un diminutivo, con molto orgoglio posso dirvi che nella dedica che fece alla mia bisnonna (Caterina detta Rina), che era dello stesso anno di Maria José, scrisse: “alla cara Rinuccia per essere sempre ricordato”.

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I cinque figli dei re d’Italia, Jolanda, Mafalda, Umberto, Giovanna e Maria

Gli piaceva la musica, suonava il piano e amava ballare il tango; mentre Maria José amava la musica da camera, lui preferiva frequentare i teatri dialettali o andare a vedere il cabaret. Con il suo gruppo di amici ne combinava di tutti i colori, si beffava di signore e, soprattutto, di gerarchi a cui faceva scherzi, anche pesanti, pare che uno finì  a bagno in una fontana ghiacciata. Una sera al circolo del Whist (fondato da Cavour mi sembra nel 1840, ancora oggi è il più esclusivo di Torino, basta dire che è in un bellissimo palazzo nobiliare in piazza San Carlo) entrò travestito da Pierrot, si lanciò nelle danze sussurrando frasi galanti all’orecchio delle signore. Poi, dopo alcune piroette, andò verso l’uscita, salì a cavalcioni sulla balaustra e scivolò via con una lunga risata. Per la sposa Maria José disegnò personalmente l’abito nuziale, quelli del corredo e buona parte dei gioielli che le regalò. A Napoli, per il battesimo di Maria Pia, la sua primogenita, si occupò personalmente della decorazione della cappella, lavorando fino a tarda notte con falegnami e artigiani. Lo stesso accadde con l’ostensione della Sacra Sindone (che lui lasciò in eredità al Papa) nel 1931 che lui, religiosissimo, curò personalmente. Amava i dettagli e i piccoli particolari. Tutto il resto è storia o quasi, spero di avervi raccontato cose poco note, interessanti e di essere riuscito a fare un ritratto fedele dell’Umberto nel privato prima della guerra, sicuramente il periodo più felice della sua vita.

Alessandro Sala

copyright foto:

sito castello di Racconigi www.castellodiracconigi.it, sito www.reumberto.it

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929 Commenti

  1. Ale ha detto:

    bene allora nei prossimi giorni, tempo permettendo, vi racconterò qualche cosuccia 😀 purtroppo ora sono di corsa….
    chissà quanti commenti ho fatto io 🙂
    @elettra i tre bambini vicino a maria gabriella sono i suoi nipotini, gli altri credo siano i figli di martino di d’Asburgo-este quindi nipoti di margherita. per la rosa d’oro vediamo se la trovo in rete se no te la mando via mail fotografando un libro 😉
    @chloe siii sono riuscito a prendermi il commento n°800 😀 è una bella soddisfazione! … questi borromeo!!! sono come i miei savoia, dappertutto 🙂

  2. luka ha detto:

    http://www.parcoesposizioninovegro.it/le-fiere-a-z/militalia/vittorio-emanuele-iii-il-re-soldato.html

    Nel week end del 16 maggio a Novegro, per gli appassionati di militaria, una serie di incontri e discussioni sulla vittoria italiana della prima guerra mondiale ( mio parere non discuto meriti o demeriti) comunque incentrata sulla figura del re soldato Vittorio Emanuele III.
    Una piccola rivalutazione, e doveroso ricordo di un sovrano frettolosamente archiviato dalla Storia!

    • Chloe ha detto:

      Beh sì, direi che non è proprio così frequente leggere delle parole che vadano in questa direzione, soprattutto riferite alla figura e al ruolo di VE III. Un aspetto sempre fondamentale quello della riconciliazione dell’Italia con la sua storia e un’occasione in più per approfondire la sua figura e parlare ancora una volta di salme in esilio …

    • Paolo ha detto:

      sarebbe ora di rivalutarlo!

      • Ale ha detto:

        che bella iniziativa 🙂 è giustissimo ricordare re v.e. III, personaggio oggi ignoto al grande pubblico se non per il duce, la sua statura e la fine del suo lungo regno, di cui ancora poco sappiamo come sono andate realmente le cose.
        è una figura complessa da capire per via del suo carattere riservato. proprio sotto questo post qualche tempo fa avevamo analizzato qualche caratteristica del sovrano dopo che era uscito il suo diario degli spostamenti a cui era stata legata anche una mostra alla biblioteca reale di torino. in più nello stesso periodo avevamo parlato di “parola di re”, libro di Perfetti incentrato su v.e. III. dalla chiacchierata era venuto fuori un sovrano molto scrupoloso nei suoi doveri e con aspetti praticamente sconosciuti.
        oggi meriterebbe di riposare nel luogo previsto per i re d’italia, il pantheon. e meriterebbe anche di essere analizzato bene, documenti alla mano, dagli storici in modo oggettivo, senza pregiudizi e lontano da ogni forma di propaganda, sicuramente ne uscirebbe rivalutato.

        • tody ha detto:

          Vittorio Emanuele III è ricordato anche per aver partecipato a vari arbitrati internazionali, basta andare sui manuali di diritto internazionale dove questi sono richiamati, Fu anche fra i promotori e fondatori della F.A.O. agenzia internazionale poi passato sotto l’ombrello prima della Società delle Nazioni poi dal 1945 sotto cappello O.N.U. ma che fu costituita all’inizio del novecento. Godeva grande stima ai suoi tempi in ambito internazionale tanto che si leggono i diari di Ciano e Bottai allora gerarchi del regime imperante, molti diplomatici chiedevano della posizione del Quirinale sulla vita politica italiana.
          Paga e leggi razziali e l’otto settembre che viene interamente ascritto acriticamente alla sua condotta.

          • Ale ha detto:

            giusto! il re era una persona coltissima. le sue conoscenze di geografia erano talmente ampie e conosciute a livello internazionale che più di una volta sono stati richiesti i suoi pareri per risolvere arbitrati internazionali

  3. Ale ha detto:

    forse avevamo parlato qui di Stupinigi, mi sembra di ricordare così.

    dopo il video interessantissimo che @marina ieri ha messo sulla pagina di fb del blog sul recupero di un piccolo ambiente del castello di Fontainebleau stamattina è apparsa una notizia che voglio condividere con voi.
    ieri è stato ultimato il restauro del salone centrale, capolavoro dello juvarra, della palazzina di Stupinigi. dalle foto direi che è tornato veramente a vita nuova, come gli altri ambienti finora restaurati della palazzina di caccia dei savoia. devo tornare prossimamente a vedere questa meraviglia 😉
    purtroppo siccome non siamo in francia per ora niente video 🙁
    però ci sono un po’ di articoli con qualche immagine:

    http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2015/05/07/palazzina-stupinigi-riapre-gran-salone_0700c6f8-259d-400a-9812-00e11dccd6cb.html
    http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/05/08/news/il_formidabile_restauro_dello_spazio_dovrebbe_assicurare_code_interminabili_di_visitatori_ma_rischia_di_non_essere_cosi_la-113813406/
    http://www.artslife.com/2015/05/08/stupinigi-torna-a-splendere-il-gran-salone/

    la foto migliore è dell’ansa. tra l’altro leggevo stamattina sulla stampa che la consulta di torino dovrebbe finanziare anche il restauro delle sale del re e della regina, gli altri ambienti del corpo centrale. Stupinigi sta rinascendo da un brutto degrado in cui era caduta nei decenni scorsi fino al famoso furto. dopo il recupero di tutti i mobili preziosissimi rubati è partita la valorizzazione e il restauro della reggia. siccome i soldi mancano sempre moltissimo è stato finanziato dai privati. per ora sono stati recuperati metà degli ambienti totali e devo dire che non solo il lavoro fatto è magnifico ma le sale sono veramente stupende, ancora tutte originali del ‘700. una meraviglia assoluta che all’estero farebbe milioni di visitatori…
    la consulta ha fatto già altri interventi su stupinigi:

    http://www.consultaditorino.it/?progetto=la-cappella-di-santuberto#
    http://www.consultaditorino.it/?progetto=2012-palazzina-di-caccia-di-stupinigi-salhttp://www.consultaditorino.it/?progetto=2011-stupinigi-%e2%80%93-medaglioni-genealogia-sabauda#a-degli-scudieri#
    http://www.consultaditorino.it/?progetto=2008-palazzina-di-caccia-di-stupinigi-%e2%80%93-reimpianto-delle-alberate#

    per il momento è stato fatto tanto, ma tanto è ancora da fare .. soprattutto in termini di visibilità e promozione, in questo i francesi sono maestri.

  4. Dora ha detto:

    @ale ma anche a tutti gli interessati
    piccolo regalo: mettere savoia come parola da cercare!!! 😀

    • Ale ha detto:

      dove? su Google? sono curioso 😀

      • Dora ha detto:

        qua!
        scusa, non avevo messo il link! XD
        http://archivio.fototeca-gilardi.com/home

        • Chloe ha detto:

          @dora … ma che meraviglia!!! 😀 Grazie! Sapevo della fototeca, ma ti dico, non conoscevo affatto il sito … quante immagini e foto connesse ai Savoia … da spulciare ben bene! 😉 Ho dato un’occhiata rapida ai risultati della ricerca, e ce ne sono tante che non avevo mai visto … ci sono anche alcune immagini legate alla Sindone, c’è anche quella della medaglia coniata in onore dell’acquisizione nel 1453 …

          • Dora ha detto:

            mi ero domandata se ne fossi a conoscenza!!! XD
            in caso sapevo avresti apprezzato! XD
            (ma non spoilerare niente agli altri, eh!)

            • Ale ha detto:

              ah ecco mi sembrava che mancasse un pezzo 😀
              bel link!!! ho dato un’occhiata veloce alle foto e alle immagini,, qualcuna non l’avevo mai vista. nei prossimi giorni le guarderò con calma 😉
              … peccato però che non si possano salvare.

  5. Chloe ha detto:

    E’ molto molto utile avere la possibilità di estrarre con tale rapidità tutti i post legati a una parola chiave, dà una visione d’insieme immediata e riassuntiva. E’ una “funzione” del blog che io uso spessissimo, anche per recuperare più in fretta il post sotto cui scrivere, magari quello più “adatto” alla notizia, e così ho scoperto e letto molti post apparsi prima della mia comparsa sul sito e che non avevo mai visto 😉 … come si dice, AR è un pozzo senza fondo! 😀
    Per i nostri Savoia nello specifico, i post sono davvero tanti e ne sono contenta, suscitano molto interesse e ne parliamo tantissimo! E alcuni appaiono anche cliccando “Italia” nella categoria “Dinastie”.
    Stesso discorso vale per tutte le categorie, gioielli, matrimoni & co. … insomma, è un’altra delle bellissime caratteristiche di AR, grazie, brava @Marina, tu e la mitica webmaster mia omonima 😉

  6. Alessandro (Aigrette) ha detto:

    http://olgopinions.blog.kataweb.it/2015/02/27/come-fosse-l%e2%80%99eredita-o-affari-tuoi-ma-e-un-contentino-savoiardo/#comments

    ehm…. è vero l’articolo è di febbraio, ne avete già parlato da qualche parte di questa sentenza?

  7. elettra/cristina palliola ha detto:

    Ora capisco perchè i ginevrini non erano tra gli invitati al battesimo dei gemelli!

  8. Ale ha detto:

    @Alessandro (Aigrette) ho letto la notizia ma come sai non gradisco il personaggio e quindi semplicemente se posso lo ignoro, o almeno ci provo. è una persona che meriterebbe visibilità zero insieme al figliolo. brava beatrice borromeo che c’è andata giù pesante 🙂

    non vorrei sparare la c*****a del secolo ma i borromeo da uno sguardo esterno non sembrano sostenitori dei ginevrini ma delle leggi dinastiche. e lo stesso sembrerebbe del clan agnelli, notoriamente monarchico e imparentato con tanti nobili. al matrimonio di john elkann e lavinia borromeo se non ricordo male erano invitati amedeo e silvia (non sono sicuro che ci fosse – serve @chloe per la conferma) di savoia accompagnati dalla principessa maria gabriella. una bella scelta di campo, ed era il 2004.
    adesso magari verrò smentito ma alle nozze Casiraghi-borromeo non penso che vedremo i ginevrini, anche se tanto amici di alberto di monaco. non so se ci saranno amedeo o maria gabriella, ma dopo lo scontro su twitter con e.f. ho un motivo in più per ipotizzare da che parte stiano i borromeo. poi ripeto magari verrò smentito.

  9. Chloe ha detto:

    Beh, Beatrice di certo non gliele ha mandate a dire!!!
    @ale ho la tua stessa impressione, ma anche la mia è una semplice visione esterna … intanto appuntiamoci la domanda 🙂
    Ed eccomi per la conferma 😉 : sì sì, alle nozze Jaki-Lavinia erano invitati Amedeo e Silvia. Quanto a Maria Gabriella, ti dico, molti articoli che ho letto allora riportavano anche la sua presenza, io però non ho mai visto immagini della principessa alle nozze. Sicurezza assoluta con prove sulla presenza di Maria Pia con il marito Michele di Borbone-Parma, assieme agli allora ancora fidanzati Serge di Jugoslavia ed Eleonora Rajneri. C’era anche in rete una foto delle tre coppie, ma il link diretto che avevo non si apre più. Se la ritrovo nei meandri del web la metto.

  10. Chloe ha detto:

    E già che siamo in tema Borromeo e siamo sotto al post di Umberto (mi pareva di averlo scritto molto tempo fa anche qui su AR ma chissà dove!!), avevo trovato una foto che volevo mettere anche qui, del principe Vitaliano Borromeo e Ida Taverna, i nonni di Beatrice, Lavinia & co., assieme a Umberto nel giorno del loro matrimonio, celebrato a Roma il 12 giugno 1929, solo qualche mese prima delle nozze di Umberto e Maria José.

    http://www.icharta.com/media/catalog/product/cache/1/image/1300x/c00d34a31e90ae6df210c7aad3b5560d/C/-/C-123182_01.jpg

    Ida Taverna è stata una delle dame di corte della principessa Maria José (e prima di lei, la mamma di Ida, Lavinia Boncompagni Ludovisi, era stata dama di corte della Regina Margherita). E avevo letto che, come sempre in questi casi, gossip reale o presunto o totalmente inventato 😉 forse ci fu anche un momento in cui si vociferò di un possibile fidanzamento tra Maria Gabriella e il conte Carlo Ferdinando, padre di delle sorelle Borromeo …

  11. Tinkerbell ha detto:

    In questo articolo non ci sono foto, ma si fa riferimento alla presenza dei principi Maria Gabriella e Amedeo di Savoia alle nozze
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/09/05/poca-torino-tanti-colori-per-le-nozze.html

  12. Tinkerbell ha detto:

    Purtroppo non trovato foto

  13. Dora ha detto:

    non so immaginarmi quale sarebbe potuta essere la reazione di Umberto II ad una nuora (del figlio) del genere…
    http://www.noblesseetroyautes.com/wp-content/uploads/2015/05/Clotilde-Courau-Kering-Official-Cannes-Dinner-Zi1wwdtrs7Al.jpg

    • milady ha detto:

      dopo il figlio pistolero e con una deplorevole tendenza ad avere amici pregiudicati, e il nipote drag queen travestito da dalida, o ballerino o pattinatore, una nuora con le tette di fuori e per di più bruttina gli avrebbe fatto poca impressione. Dell’allegra famigliola l’unica che sembra tenere al ruolo è Marina la biscottara.

  14. luka ha detto:

    Probabilmente avrebbe rivalutato come possibile genero un “povero ma bello”… 😉

    • tody ha detto:

      Non mi sembra che il suo matrimonio sia un giardino di rose, un po’ di libertà ci può stare, la S.Marceau ha fatto peggio, mutande al vento, è il mondo dello spettacolo, le attrici americane alle feste post oscar sfoggiavano il nude look, oggi conta solo apparire per esistere ancora per un po’. Il vestito non mi sembra tremendo certo è ingeneroso verso il suo seno ma la scelto lei se ci sta bene così sia ci sono attrici vestite o non vestite peggio.

      • milady ha detto:

        sarei anche d’accordo se la Coureau non si presentasse come “principessa di Venezia”. Come signora Coureau o signora Savoia faccia quel che le pare, anche se così fa solo rilevare che non è un’attrice importante ma una attricetta in cerca di pubblicità; da una principessa, vorremmo un minimo sindacale di dignità: noblesse oblige.

        • tody ha detto:

          Il marito ci tiene più di lei, lei si presenta con il solo nome di famiglia, il suo (quello francese). I giornali riportano il titolo, d’altronde non vedo di cosa dovrebbe scusarsi viste le attitudini del consorte, il suo comportamento è quasi stoico, sopporta con dignità le avventure del marito, addiritura rappresentava da sola e non avrebbe dovuto il ramo ginevrino della famiglia l’anno scorso alla cerimonia di Napoli. Ha fatto pure troppo.

  15. Ale ha detto:

    Ah chi lo sa cosa avrebbe pensato re Umberto. Di certo queste persone associate al suo nome non gli avrebbero fatto piacere. lui aveva un alto ideale su come dovevano essere principi e principesse. Ricordate che criticò il fatto che la principessa Anna portasse una spilla di diamanti al funerale di Marina di Grecia, fugaratevi gli atteggiamenti del nipote e della consorte.

  16. Charlotte ha detto:

    Ieri sera è andato in onda su Rai storia il documentario di Franco Brogi Taviani “Storia di Jela, divenuta Regina”, sulla vita di Elena del Montenegro. Decisamente ben fatto con una ricerca condotta in Montenegro intervistando giovani studiosi locali ma anche la gente comune di Cettigne, la città natale di Elena. Detto per inciso il Montenegro è splendido: panorami mozzafiato e natura incontaminata. Non sono riuscita a trovare il link su Rai Storia e non so neanche quando lo replicano, forse qualcuno sarà più bravo di me!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      avevo visto il promo on line, ma questi giorni sono un po’ stravolta la sera. se qualcuno di voi trova il link di rai replay me lo guardo volentieri.
      davvero interessante questa cosa del Montenegro, io anni fa sono stata in Albania e anche lì natura incontaminata ma situazione all’epoca tragica.

  17. Charlotte ha detto:

    Marina lo stanno replicando ora!

  18. Paolo ha detto:

    sino a ieri non era possibile ritrovarlo in rete, forse dopo la replica di ieri sera ora saà disponibile.
    documentario non male, hanno fatto vedere gli interni del palazzo reale di cettigne che non capita spesso

  19. Chloe ha detto:

    Ho controllato anch’io oggi sul sito di RaiStoria. Le puntate della serie “Italiani” appaiono a questa pagina, e non so se ci siano tutte. L’ultima caricata è la puntata su Sciascia del 12 maggio.

    http://www.raistoria.rai.it/programmi-nuovi/italiani/138/default.aspx

    Grazie @Charlotte che ne hai parlato qui … Spero ci sarà la possibilità di avere un link, mi farebbe piacere guardare il documentario … me lo sono proprio perso! 🙁 E anche la replica di ieri sera 🙁

    • Chloe ha detto:

      Potrebbe essere che magari lo “speciale storia” sulla regina Elena possa apparire in qualche altra sezione … io ogni tanto ci do un’occhiata.
      … intanto ho controllato la programmazione di RaiStoria.
      E’ prevista una replica del documentario domenica 24 maggio per le 17 e poi un’altra in piena notte alle 2.30 (magari qualcuno è sveglio 😉 )

  20. Ale ha detto:

    anche io voglio tanto vedere questo documentario!!!! 🙂 speriamo che mettano presto il link

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