75 anni fa nasceva a Roma un futuro re di Spagna

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Il 5 gennaio 2013 il re di Spagna compie 75 anni e i Borbone, che non sono  festaioli come i sovrani scandinavi o i Windsor, hanno davvero pochi motivi per stare allegri, quindi molto probabilmente non ci saranno celebrazioni ufficiali e feste. La monarchia spagnola da questo punto di vista è sempre stata molto sobria – diversamente da danesi, svedesi e norvegesi che non perdono occasioni per organizzare grandi balli, tirar fuori gioielli e decorazioni e invitare colleghi da tutto il mondo – e le vicende degli ultimi mesi incoraggiano a stare ancora di più sottotono. L’inchiesta giudiziaria in cui è coinvolto Urdangarin, marito della infanta Cristina, le scappatelle sentimentali del re ormai sulla bocca di tutti, lo scandalo delle cacce grosse africane con amante al seguito, i malumori interni alla famiglia con una Letizia sempre più criticata e detestata e una regina Sofia che ha deciso di smettere la maschera del “non ci sono problemi fra di noi, siamo una coppia unita”, il tutto sullo sfondo della crisi economica che sta massacrando la Spagna, hanno minato la popolarità del sovrano. Insomma visto che il suo 75mo compleanno rischia di essere uno dei più tristi della sua vita  – fra l’altro il re negli ultimi tempi  ha anche avuto seri problemi di salute – forse è meglio ricordare un passato molto remoto, quando un piccolo principe vede la luce a Roma. Si perché non tutti sanno o non tutti ricordano che il re di Spagna è italiano.  Ma partiamo dall’inizio.

JC-fratelli Juan Carlos con la madre, le sorelle Pilar e Margarita e il fratello Alfonso

Don Juan de Borbòn y Battemberg ha una sola passione, il mare e fin da adolescente sogna di fare carriera in Marina. Come il prozio materno il principe Louis di Battemberg, primo Lord dell’Ammiragliato e il cugino il futuro lord Louis Mountbatten. Ma Juan è anche l’unico dei quattro figli maschi di re Alfonso XIII ad avere una salute di ferro. Il principe delle Asturie e l’ultimogenito Gonzalo infatti convivono con quella terribile spada di Damocle chiamata emofilia – inconsapevolmente trasmessa dalla madre – malattia incurabile che impedisce loro condurre una vita normale, mentre l’infante don Jaime è sordomuto. Comunque la linea di successione non viene modificata e il principe, che sembra lontano dal trono, può dar seguito alle sue inclinazioni. Tanto più che nel 1931 Alfonso XIII abdica, la Spagna diventa una repubblica e i problemi dinastici sembrano non essere di attualità. Don Juan, che ha 18 anni, è costretto a seguire la famiglia in esilio, ma ottiene come pronipote della regina Vittoria, di essere ammesso alla scuola navale di Dartmouth e, nel 1932, re Giorgio V lo nomina King’s Cadet.

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La regina Vittoria Eugenia con i sei figli, don Juan è il quarto da destra, vestito di bianco davanti alla madre

Il soggiorno in Inghilterra, paese natale di sua madre, è fondamentale per il rampollo di un sovrano noto per essere decisamente reazionario. Qui il giovane principe conosce e assimila quelle idee liberali che lo guideranno verso una concezione democratica della monarchia; in Inghilterra, dove il re è prima di tutto al servizio del suo popolo, Juan fa il suo apprendistato politico e sociale. Il suo sogno di fare l’ufficiale di Marina però è destinato ad infrangersi sullo scoglio del dovere familiare: nel 1933 i suoi due fratelli maggiori rinunciano ai loro diritti ad un trono che in quel momento non esiste più, ma non si sa mai. In Spagna è in corso una sanguinosa guerra civile, però i Borbone, molte volte esiliati (a causa delle vicende storiche e spesso per colpa della loro manifesta inadeguatezza), sono sempre tornati. Il principe quindi lascia da parte desideri e aspirazioni per indossare l’abito scomodo di “pretendente al trono” e il primo passo della suo nuova vita è il matrimonio per fondare una famiglia e dare alla Spagna un erede.

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Don Juan con la moglie e i figli

Il 12 ottobre 1935 nella chiesa romana di Santa Maria degli Angeli don Juan sposa doña Maria de las Mercedes di Borbone-Sicilia, una lontana cugina come nella migliore tradizione di famiglia (abbandonata con poso successo solo da Alfonso XIII il quale aveva voluto a tutti i costi un’inglese) che è anche un’amica d’infanzia.  Maria de las Mercedes, nata a Madrid il 23 dicembre 1910, è la figlia del principe Carlos di Borbone-Sicilia e della sua seconda moglie, la principessa Luisa d’Orlèans una delle pronipoti di Luigi Filippo re dei francesi. Don Carlos, che ha sposato in prime nozze la sorella maggiore di Alfonso XIII, viene creato “infante di grazia” e continua a vivere a Madrid anche con la seconda sposa, spagnola da parte di madre (l’infanta Isabella, figlia di Luisa Fernanda sorella minore della regina Isabella II e del duca di Montpensier ultimogenito di Luigi Filippo) ma nel 1931 anche lui sceglie la strada dell’esilio. A Parigi, dove tutta la famiglia si è rifugiata, Maria de las Mercedes frequenta la scuola del Louvre e si appassiona alla pittura e alla miniatura e naturalmente cerca un marito. Nel gennaio 1935, al ballo per il matrimonio dell’infanta Beatrice con Alessandro Torlonia, la giovane principessa rivede un amico d’infanzia: don Juan, il fratello della sposa. E’ amore a prima vista e il matrimonio – perfettamente conforme alle rigidissime regole dinastiche della Pragmatica sanzione imposta dall’avo Carlo III – viene celebrato a Roma quello stesso anno.

Durante la luna di miele a Maria de las Mercedes vengono rubati quasi tutti i gioielli, ma alla persona incaricata di darle la ferale notizia lei risponde con filosofia: “oh, è solo questo, temevo qualcosa di più grave..”. La moglie del pretendente non sembra disposta a perdersi in problemi di poco conto o comunque non determinanti per la sorte di alcuno. Una delle sorelle di don Juan, l’infanta Maria Cristina, ricorderà anni dopo – nelle memorie pubblicate da un giornale spagnolo – che Maria de las Mercedes era per loro, i figli e le figlie del re, quasi come una sorella e quando divenne una cognata i legami si strinsero ancora di  più. “Con Juan, che è il mio fratello preferito, e con Maria mi sono sempre sentita come a casa mia. In più Maria è stata sempre molto gentile con la mamma [la regina Vittoria Eugenia n.d.r.] e andava molto d’accordo con papà [il re Alfonso XIII ] che da piccola l’aveva soprannominata ‘doña Maria la Brava’ perchè aveva un carattere molto deciso”. Maria de las Mercedes vivrà con grande equilibrio e saggezza il suo ruolo di regina senza corona e sarà per il marito e per il figlio una sposa e una madre affettuosa, discreta, ma sempre presente.

Dopo un viaggio di nozze intorno al mondo, don Juan e la moglie si stabiliscono in Francia, a Cannes, dove nel 1936 nasce la prima figlia, Maria del Pilar, ma il governo del Fronte popolare fa capire che l’ex famiglia reale spagnola non è un’ospite gradita e il principe è, costretto a cercare un’altra sistemazione. Don Juan, Maria de las Mercedes quindi tornano a Roma anche se l’Italia degli anni ’30 non è il posto ideale per un uomo che svolge una intensa attività politica. Ad ogni modo nella capitale italiana già vivono l’ex re Alfonso XIII e l’infanta Beatrice, la quale in un primo tempo ospita il fratello a palazzo Torlonia. Successivamente il principe stabilisce la sua famiglia al n.112 del viale dei Parioli. Il quartiere è chic, però le finestre degli appartamenti “reali” danno su una salumeria, un salone di parrucchiere e una profumeria, ma la villetta ha una certa eleganza perché è stata la residenza del celebre baritono Titta Ruffo.

Nasce a Roma un futuro re di Spagna

E a Roma il 5 gennaio 1938 alle ore 13.15 nella clinica anglo-americana di via Nomentana viene al mondo il secondogenito della coppia reale. Il maschio tanto atteso che arriva però con quasi un mese di anticipo tanto che Maria de las Mercedes il pomeriggio del giorno precedente era andata al cinema con il suocero e deve farsi portare di corsa in ospedale. Don Juan è fuori Roma e quando torna in fretta e furia nella capitale viene accolto dalla felice notizia. Il piccolo principe riceve il battesimo dalle mani di Monsignor Pacelli, futuro Pio XII. Al bambino vengono imposti i nomi di Juan come il padre, Carlos come il nonno materno, Alfonso come il nonno paterno e Vittorio in omaggio al re d’Italia. In famiglia il futuro re verrà sempre chiamato Juanito, secondo l’usanza spagnola che modifica in diminutivo un nome quando padre e figlio sono omonimi il nome con cui diventerà famoso e re è in effetti “inventato” dal regime franchista per evitare confusioni con don Juan. “Per la cerimonia era stata scelta la cappella dell’Ordine di Malta in via Condotti – ha raccontato il re a Josè Luis de Vilallonga –  perché si trovava a due passi dal palazzo Torlonia, il cui proprietario Alessandro Torlonia, principe di Civitella Cesi, aveva sposato mia zia, l’infanta Beatrice, sorella di mio padre”. Il ricevimento si tiene a palazzo Torlonia e, nonostante la nascita di un erede sia un momento importante per qualunque dinastia, l’avvenimento viene celebrato con discrezione e fra pochi intimi, tra cui la regina d’Italia. In Spagna la notizia passa inosservata anche perché in quei giorni è in pieno svolgimento la battaglia di Teruel, uno degli scontri più cruenti della guerra civile.

Juanito trascorre a Roma gli anni della sua primissima infanzia, ma quando nel 1941 Alfonso XIII muore e don Juan assume in pieno il suo ruolo di pretendente (riesumando per se stesso il titolo medievale e molto simbolico di conte di Barcellona) la famiglia reale decide di lasciare il paese. L’Italia ormai è in guerra e Juan, inglese per parte di madre è anche un ex ufficiale della Royal Navy, desidera prendere le distanze dal fascismo e dall’intervento bellico contro quella che è la sua seconda patria. Il piccolo principe si trasferisce in Svizzera e da lì passerà insieme ai genitori e ai fratelli (nel frattempo sono nati anche Margarita e Alfonso) in Portogallo e poi in Spagna dove studierà praticamente “ostaggio” di Franco. Saranno anni difficili per Juanito, ma decisivi per il suo futuro.

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 E tanto che parliamo di reali spagnoli ecco tutti i post a tema dal 2009 a oggi (a proposito il 12 il blog compie quattro anni 🙂 )

Una amicizia presidenziale

El Rey, il principe e Platini

La regina vola low cost

Il divorzio della infanta Elena

25-F

L’operazione del 2010

Mondiali reali

I difficili equilibrismi di Letizia

35 anni di regno

25-F 30 anni dopo

L’Escorial

I guai del genero reale

Don Giovanni reale

Lettera aperta a Juanito

Nozze d’oro senza feste

I 40 anni di Letizia

Infine lo scrigno della regina di Spagna

I gioielli di Sofia

Il diadema della Chata

La Peregrina

E il guest post su Rotta a Sud Ovest

Alfonso ed Ena, un matrimio infelice

E su Ricette Reali

Alfonso XIII: street food reale, patatine fritte e champagne

Copyright foto hola.com

ps la foto della home è datata, ma è quella che preferisco.

ps2 e non dimenticate il blog Ricette Reali, il nuovo post è dedicato alla regina Margherita

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203 Commenti

  1. sisige ha detto:

    Grazie MArina. Devo dire che conoscevo poco delle vicende del trono spagnolo. COme molti però penso che la bella immagine del Re che salva la Spagna dal colpo di stato degli anni 70 (???) e diventandone un punto di riferimento, è oggi parecchio appannata dalle vicende sentimentali di un uomo che (forse) non si rassegna ad invecchiare e non ha affatto rispettato la donna che gli è accanto in maniera impeccabile da un numero esagerato di anni. Anche l’aspetto di ‘forma fisica’ (i vari acciacchi del re) probabilmente fanno propendere gli spagnoli verso un passaggio di consegne. Anche qui non credo però che Felipe abbia una personalità/maturità degne di una corona…mi sbaglierò?? Sappiamo anche che moglie si è scelto….

  2. Ale ha detto:

    Bellissimo post! Dubito veramente che ci saranno festeggiamenti in grande stile. È un peccato perché ho l’impressione che la monarchia spagnola non sia in grandi rapporti con le altre case regnanti e un bel ricevimento con re e regine sarebbe una bella occasione per rilanciare l’amicizia tra dinastie, in quanto viste le politiche matrimoniali perseguite più passano gli anni più diminuiscono i gradi di parentela che le uniscono e quindi sarebbe saggio (e produttivo per i rispettivi stati) che almeno rimanessero in buoni rapporti.

  3. elettra ha detto:

    Devo dire che rileggendo un po’ tutto, ma in particolare il curriculum vitae, di Juan Carlos, ho provato un po’ di tristezza pensando a che vita in ascesa ha avuto e che tramonto sta vivendo…è vero che il re ha il suo bel carattere che penso sia anche sufficientemente prepotente, ma è anche vero che è stato un faro,un punto di riferimento, un vero capofamiglia, intendendo con questo vocabolo anche capo della più allargata famiglia degli spagnoli tutti.Penso che se non tutti, molti spagnoli , fino a qualche tempo fa si siano riconosciuti nel loro re, nelle sue scappatelle, ma nel rispetto per la moglie, figli con qualche ribellione, e fonte di qualche amarezza, la passione per i motori, per la vela….molti si son specchiati e rispecchiati nel re che man mano è diventato anche più anziano, meno agile, con qualche problema più o meno serio di salute, alla fine, forse anche più fragile…………poi qualcosa e non si è ancora capito come e perchè, si è rotto, a mio avviso…ora non so quanti spagnoli si possano e si vogliano identificare nel loro sovrano…sarà stata la crisi economica, sarà che JC ha veramente esagerato, saranno state le offese plateali alla regina, saranno stati gli scandali dei figli, saranno i due principi ereditari che non hanno lo stesso carisma,sarà tutto questo e forse ancora qualcosa, ma il re mi sembra veramente solo, come un veliero alla deriva , in gran tempesta…mi vengono in mente le sue scuse all’uscita dall’ospedale, dopo la fuitina in Botswana …..quest’ultima bravata stigmatizzata, giustamente da tutti, mi è sembrato l’ultimo ruggito di un vecchio leone….

  4. Giulia ha detto:

    Leggendo questo post, ho pensato che è un peccato che i libri di storia, usati nelle scuole, non siano scritti con questo stile narrativo.

  5. marina ha detto:

    grazie a tutti!
    @ Giulia la tua osservazione mi fa davvero tanto, ma tanto piacere.
    La mia è una formazione storica di quelle super tradizionali e credo che i miei prof dell’università di Bologna potrebbero stramazzare al suolo semmai dovessero leggere questi post, però questo atteggiamento sta rendendo la storia una materia amata quasi come la grammatica. cioè zero anzi meno ce n’è meglio è.
    una giornalista radiofonica – che mi ha intervistata per il libro sulle Marche – mi ha chiesto come far amare la storia alla figlia dodicenne. cambiando prof perché quella che ha ora fa imparare a memoria la catalogazione delle fonti. l’altro “dramma” delle scuole italiane è che si insegna per attinenza, cioè se sono laureato in farmacia e ho fatto esami di scienze posso insegnare la materia alle medie (dove insegno anche matematica) e alle superiori. Ho avuto una splendida prof di scienze al liceo che è una farmacista, ma era un’eccezione perché lei è una donna speciale. poi ho avuto prof laureati nelle materie più varie che solo per il fatto di aver dato un esamino striminzito insegnano di tutto e di più. anche la storia, con risultati spesso disastrosi.
    scusate la digressione, ma sono convinto che una materia – qualsiasi – bisogna amarla per poterla insegnare, altrimenti ciao, meglio lasciar perdere. io per esempio non amo né la filosofia né la letteratura italiana quindi poiché in Italia sono insegnamenti abbinati alla storia ho lasciato perdere.

  6. nicole ha detto:

    Marina, è cosa che ti abbiamo detto sempre, in tanti qui! Suvvia..non arrossire.
    Certo che JC del quale ho visto foto recentemente nel web era un bellissimo bambino, un bel giovane e bell’uomo. Peccato sia invecchiato così male.Storie di famiglia tristi,ha avuto vita complicata da altri in prima parte, ora verso il tramonto se la è complicata abbastanza da solo.Oddio, tutto da solo no, ma insomma.. 🙂

  7. Anna ha detto:

    @Giulia ha ragione al 100%, complimenti Marina!

  8. paola (baldanzi) ha detto:

    @Marina, bellissimo e graditissimo post. Guardando l’ultima foto, quella del gruppo di famiglia con l’infantita Leonor appena nata, si nota che quasi tutti i protagonisti sono cambiati tanto: JC era ancora un bell’uomo, ora è invecchiato e imbolsito (ma io lo trovo sempre affascinante nonostante tutto!), la Letizia era meno perfetta ma + carina, il baccellone di Felipe è sempre belloccio ma ora si è appannato, l’unica a rimanere uguale a se stessa è la regina nel suo bel completo tappezzeria 🙂

    Nel raccontare Marina è molto brava, cattura l’attenzione!
    La Storia, come tante altre materie scolastiche, andrebbe saputa insegnare, ma spesso non è così, secondo me non c’entrano nemmeno gli esami sostenuti all’università, ma la capacità e la passione di chi insegna (e anche l’intelligenza!). Io dopo la scuola ho scoperto di amare la fisica, che prima detestavo a causa di una insegnate totalmente ottusa.
    Piccolo flash di orgoglio personale: ho saputo di aver fatto amare dagli studenti delle grammatiche di lingua italiana e francese grazie a delle vignette scherzose con cui avevo illustrato i volumi, la cosa mi ha fatto piacere perchè ho sempre odiato la grammatica!

  9. Laura ha detto:

    @ Marina e Giulia . Io ho sempre amato la storia fin dalle elementari, amavo tantissimo il mio sussidiario e anzi devo dire che tuttora se penso ad un personaggio mi viene in mente spesso la relativa illustrazione del mio vecchio sussidiario e penso che questo avvenga a molte persone (almeno della mia generazione). All’Universita’ io ho avuto dei libri di storia greca e romana semplicemente spaventosi ma visto che il mio campo era proprio il mondo antico li ho sopportati pazientemente. Adesso, pero’ , per le nuove generazioni sono a disposizione libri divulgativi bellissimi con splendide illustrazioni : ho visto quelle di @Paola Baldanzi e sono splendide : non si puo’ non amare la storia con libri illustrati in questo modo. Anche la museografia e’ molto migliorata negli ultimi 10 anni per chi abita a Roma suggerisco una visita alla Cripta Balbi : i pannelli sono accompagnati da illustrazioni meravigliose.

  10. Laura ha detto:

    @ Marina ovviamente i testi scorrevoli ed intriganti come quelli che scrivi tu riescono , anche in assenza di illustrazioni, a rendere viva la materia anche per chi non abbia un diretto interesse per l’argomento.

  11. sisige ha detto:

    Ho sempre (velatamente) suggerito alle insegnanti di mio figlio di insegnare Storia così come una ”telenovela”…no, non inorridite. Vorrei sottolineare che TUTTI i ”personaggi’ storici hanno avuto un cuore, una vita, dei sentimenti ed invece a scuola ne fanno nomi e persone di CARTONE. Come invece sarebbe più amata questa materia!

  12. paola (baldanzi) ha detto:

    @Laura, ora fai arrossire me! grazie davvero dell’apprezzamento. Beh devo dire senza falsi pudori che mi piacerebbe tanto illustrare un libro scritto da Marina 🙂 mai dire mai!!

  13. paola (baldanzi) ha detto:

    tornando a Juan Carlos… da bambino con quel ciuffo biondo era proprio buffo! nella seconda foto dall’alto, la prima bimba a sinistra è Pilar la principessa che doveva sposare Baldovino? il quale poi le preferì la dama di compagnia, la “bruttina stagionata” Fabiola (notizie attinte dagli articoli di Marina). A mio avviso i genitori di JC erano di bell’aspetto e la nonna Vittoria Eugenia era famosa per la sua bellezza. Diciamo che i Borbone o sono veramente belli o veramente brutti senza vie di mezzo! (e preferisco non fare nomi x i veramente brutti! :D)

  14. elettra ha detto:

    @Paola…ma come …tu illustri libri, e non ci hai mai fatto sapere nulla di di dove trovarli?..dacci almeno qualche indicazione, di come reperirli…ora sono anche un po’ invidiosa 😉 ….perchè @Marina e @Laura , sì, e io , no? Sottoscrivo anch’io per un’accoppiata vincente Minelli-Baldanzi….argomento a piacere, ma sempre di interesse storico-reale e pubblicità a gogò! Io voto per questa futura opera a quattro mani!
    @Laura…lo sai che la cripta Balbi, io l’ho scoperta quasi per caso, pressapoco una decina di anni fa?..mi ero iscritta a un corso di storia antica,all’università della terza età,con un professore innamoratissimo della sua materia e che ci portava in tour molto spesso e una volta ci ha condotti lì..l’ingresso sfugge facilmente perchè è su un tratto di strada a scorrimento veloce , benchè sia a un passo da largo Argentina e piazza Venezia….pensa che io per tanto tempo ho creduto fosse il nome di un circolo culturale, scusa l’ignoranza, ma qui a Roma, con tutto il materiale archeologico che c’è, non si può conoscere tutto e spesso si può cadere anche in tranello….un’altra cosa scoperta sempre con questo professore, e io non mi capacito, perchè ,sia all’interno di un palazzo privato, è la statua di Pompeo, dove fu veramente pugnalato Giulio Cesare…entrammo quasi di soppiatto, come tanti congiurati è proprio il caso di dire, nel cortile di questa casa..dopo questo corso che ho dovuto abbandonare per sopraggiunti limiti di età del professore, ho comprato la giuda rossa del touring, esclusiva di Roma….dettagliatissima! ci sarebbe qualcosa da scoprire tutti i giorni!

  15. paola (baldanzi) ha detto:

    riflettevo sul fatto che JC e la regina Sofia sono veramente imparentati con tutte le case regnanti europee, quindi anche tra di loro.
    A proposito, una informazione che volevo chiedere a chi ne sa più di me: qualcuno sa qualche notizia dettagliata sui Limburg Stirum? in questo periodo ho poco tempo e ho dato solo una scorsa sul web trovando poche notizie (sono una famiglia di antichissima nobiltà ecc). Ma ora sono imparentati anche con famiglie regnanti attuali?

    @Elettra, grazie dell’interessamento, sì illustro libri x ragazzi, se ti va di vedere qualcosa digita il mio nome e cognome su internet.

  16. Matteo ha detto:

    @ Marina (e non solo)….dal 20 al 22 sarò a Londra…consigli??!?!

  17. paola (baldanzi) ha detto:

    @Marina, hai fatto bene a riassumere i post sulla famiglia Borbone Spagna, me ne sono riletti alcuni, tra cui quello del matrimonio di Vittoria Eugenia di Battenberg e Alfonso XIII, nato sotto i migliori auspici (i due erano innamorati all’inizio) e finito nell’infelicità. Un po’ di tempo fa trovai un’intervista della regina Vittoria Eugenia su youtube (ma non ricordo il link), lei qui era molto anziana (e tanto cambiata fisicamente, il tempo è crudele!), ma dimostrava di essere sempre una donna piena di verve e di forza!

    I Battenberg, se pure discendenti da un matrimonio morganatico, hanno poi avuto quasi tutti una “carriera” piena di onori: se non sbaglio 2 regine (Vittoria E. e Luisa regina di Svezia), un vicerè (il mitico Louis Mountbatten), uno zar di Bulgaria (Alessandro, anche se non di troppo successo). La regina Vittoria del Regno Unito aveva una grande simpatia per i fratelli Battenberg, anche perchè aveva un debole per gli uomini belli! 😉

  18. Matteo ha detto:

    @ paola: Alessandro di Battenberg non fu mai Zar di Bulgaria (o Re) bensi’ Principe Regnante. Fu poi Ferdinando di Hohenzollern il primo Re.

  19. Laura ha detto:

    Grazie ai link pubblicati in cosa all’articolo ho letto post che non avevo mai visto : con il nuovo formato ci sara’ una specie di elenco per argomenti ?
    Ho notato come le cose sono cambiate nel giro di un paio di anni : se prima in Spagna non si poteva parlare male della famiglia reale e si diceva sottovoce delle avventure galanti del re adesso si parla soprattutto male e tutti (forse) gli altarini sono stati scoperti. Ho visto poco fa il post sulla Pascua real con JC piuttosto malandato. riflettevo sul fatto che spesso Felipe viene indicato come non adeguato ma in fin dei conti cosa possiamo sapere noi al di fuori delle generiche critiche dovute alla cattiva stampa che viene riservata a Letizia ? Mi pare che in genere questi eredi ai troni europei non siano veramente conosciuti, se non nei rispettivi paesi, e siano quasi sempre visti come sullo sfondo mentre molta attenzione viene invece riservata alle loro consorti che hanno certamente una maggiore visibilita’ sui media.

  20. Laura ha detto:

    @ Elettra ho trovato il sito delle illustrazioni di Paola Baldanzi per caso : anche io sono interessata all’argomento perche’ sto preparando una pubblicazione didattica su alcuni siti archeologici.

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