Con Sissi a Venezia

Winterhalter

La città dei palazzi sul Canal Grande e del Palazzo Ducale in piazza San Marco ha anche una sua magnifica e monumentale residenza reale che a metà Ottocento ha ospitato un personaggio dall’alone leggendario e romantico. Usato per uffici pubblici e lasciato poi in uno stato di semi abbandono, il Palazzo Reale di Venezia è tornato al suo antico splendore grazie ad un accurato e profondo restauro e dal 10 luglio saranno aperte al pubblico nove stanze, nella cosiddetta Ala Napoleonica delle Procuratie Nuove in piazza San Marco. Ovvero gli appartamenti che accolsero, a più riprese a partire dal 1856, anche l’imperatrice Elisabetta d’Austria. La fila di stanze, che già aveva subito notevoli rimaneggiamenti negli anni Trenta dell’Ottocento per la visita di Ferdinando I, in previsione dell’arrivo della coppia imperiale e in onore dell’affascinante imperatrice, è oggetto di un nuovo intervento, con l’istituzione addirittura di un’apposita commissione. Vengono sistemate secondo il gusto dell’epoca, in particolare, la Sala delle Udienze di S. M. l’Imperatrice  il suo studiolo, la camera da letto – con la posa della ricca tappezzeria neo barocca blu e oro chiaro – e un delizioso boudoir.

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La stanza da toilette, personalizzata per la giovane Sissi con una nuova decorazione dell’allora rinomato ornatista Giovanni Rossi, ha soffitti in finissimo marmorino con l’inclusione di microcristalli brillanti e nel medaglione centrale è raffigurata La Dea protettrice della Arti, il cui volto richiama con evidenza i tratti della bella sovrana asburgica. Sulla parete è dipinta La toletta di Venere fatta realizzare appositamente dal cognato Massimiliano, all’epoca vicerè del Lombardo-Veneto, per la bella moglie del fratello. Ovunque ghirlande e motivi capricciosi formati dall’intreccio di stucchi bianchi e ornati in colore o in oro, e fiori policromi tra i quali spiccano mughetti e fiordalisi; mentre agli angoli della stanza aquile in stucco sostengono gli stemmi dei regni di Austria e Baviera. “Far e disfar se tutto un far”, avrebbe annotato nei suoi Diari il Cicogna – aristocratico veneziano – in occasione della seconda visita di Sissi, nel 1861, commentando le modifiche alle sale e ai giardini della reggia veneziana, che si stavano nuovamente prospettando.

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Voluto nell’ambito del rinnovamento delle regge europee per Napoleone e destinato, negli anni successivi (a partire dal 1816 quando Venezia passa all’Austria) a ospitare appunto imperatori e arciduchi di casa d’Asburgo, il palazzo, dal 1866, accoglie i sovrani sabaudi che stabiliscono lì la loro dimora veneziana. Poi negli anni ’40 del Novecento queste sale degli appartamenti imperiali – divenuti nel frattempo proprietà del demanio statale (dagli anni ’20) – sono destinate a uffici ed inizia un lento ma inesorabile degrado.
Deciso finalmente il loro recupero e la loro musealizzazione, quale eccezionale testimonianza di due secoli di storia e arte della città, le stanze vengono liberate, assegnate al Comune di Venezia e sottoposte a intervento conservativo grazie al Comité Français pour la Sauvegarde de Venise – in questo caso in collaborazione con la Fondation Napoléon – che, dal 2000, sta intervenendo a step per riportare al pieno splendore l’eccezionale edificio, in cui stile Impero e Biedermeier si integrano in un unicum affascinante, magniloquente e intimo al tempo stesso.

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Il restauro ha fatto riemergere i decori di Giuseppe Borsato, gli ornati di Giovanni Rossi, gli stucchi dorati. Sono state collocate nuove tappezzerie delle sale, fedeli a quelle originarie, appositamente realizzate e donate – come i tessuti dei ricchi tendaggi – da Rubelli/Venezia. Sono stati inseriti, a rievocare l’atmosfera del tempo, preziosi arredi d’epoca napoleonica (assolutamente d’eccezione il letto da riposo del Vicerè d’Italia Eugenio di Beauharnais) e in puro stile Impero.

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La prima visita di Sissi a Venezia, nel 1856, è un viaggio “politico”, in un momento estremamente difficile, e che la vide protagonista di contestazioni e malumori, soprattutto quando durante le occasioni pubbliche, come al Teatro La Fenice. Proprio a causa di questa situazione l’imperatrice, secondo le testimonianze, trascorre molto tempo nelle sale che si affacciano ai Giardini Reali con vista sulla Giudecca e sulla Chiesa delle Zitelle.

Leggende a parte, Francesco Giuseppe ed Elisabetta sono una delle coppie peggio assortite della storia reale. Lo chiarisce bene e senza falsi aloni romantici, anche Franz Herre uno dei più autorevoli biografi dell’Imperatore: “Francesco Giuseppe si era fidanzato precipitosamente, senza riflettere troppo sulla sua futura sposa, senza chiedersi se quella quindicenne avrebbe potuto sostenere come conveniva il ruolo di moglie e di imperatrice”. “Fu una delle due ipoteche della sua vita – prosegue Herre – il trono ottenuto troppo presto e mantenuto troppo a lungo e la sconsiderata unione con una donna troppo giovane, troppo impreparata e, come si sarebbe visto in seguito, refrattaria a maturare come donna e come imperatrice. L’unico vantaggio che l’Imperatore ne ricavò fu la gioia manifestata all’inizio dai suoi sudditi e poi la loro costante compassione”. Insomma Elisabetta è una donna sensibile irretita dalla fantasia, incatenata ad un uomo arido e ossessionato dal lavoro e dal dovere, che non ha nessuna comprensione per la complicata vita psichica di lei. Ma tutto questo, unito ad una bellezza radiosa – resa celebre dai ritratti di Winterhalter – alle tragedie della sua vita ed alla tragica fine, l’hanno resa un mito romantico. A cui la serie di film degli anni ’50 ha dato un decisivo contributo.

Info sul percorso museale www.fmcvenezia.it

Su Sissi e il suo rapporto con la suocera Sofia di Baviera “Le pestifere suocere reali”

E se volete scoprire tutti i segreti delle cucine di palazzi e castelli questa volta il blog ricette reali vi porta alla mensa del grande Federico di Hohenstaufen, lo “stupor mundi”

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135 Commenti

  1. claudia ha detto:

    Oddio ragazze vedo che non sono l’unica che ama gli intrecci dinastici ma che regolarmente si perde nei meandri asburgici :–). Andrò a controllare per ben acendenza degli sposi :-).

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