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In Germania ci sono stata la prima volta nell’agosto del 1989, quando c’erano ancora il Muro e la cortina di ferro. Un viaggio – nella parte ovest, ovvio – bellissimo con mia cugina Franca e il suo compagno Corrado, germanofili da tutta la vita, che mi hanno fatto scoprire ed amare questo paese. Ne conoscevo naturalmente la storia, fra piccoli regni e Sacro Romano Impero, ma nonostante un esame di tedesco all’università (obbligatorie due lingue per il mio corso di laurea, però nessuno aveva pensato di creare corsi per gli “storici”, così di inglese si doveva dare la prima annualità dei linguisti, un tozzo mostruoso, meglio tedesco, pensa te!), ma non mi era rimasto molto dal punto di vista pratico.
Abbiamo fatto il percorso delle cattedrali “gotico renano”, passando dal lago di Costanza, toccando Kassel e arrivando fino ad Hildesheim dove c’era una mostra sui mongoli (loro grande passione), scendendo poi a Coburgo per arrivare a Norimberga, da lì sono tornata in Italia in treno e loro hanno proseguito per un altro itinerario.
In una parola, una nazione stupenda, per me carica di riferimenti storici e letterari, di memorie, di ricordi (c’avete presente arrivare a Coburgo e trovare la statua del principe Alberto?), di verde, di alberi, di foreste, di fiori. Una meraviglia.
Certo come ovunque bisogna adattarsi e cercare di capire. I tedeschi non solo parlano tedesco che è una lingua D-I-F-F-I-C-I-L-I-S-S-I-M-A, almeno per me (e per Asterix che notava come i goti parlassero solo goto), ma sono un filino rigidi. Il che ha alcuni effetti positivi, altri meno. Sono molto, molto organizzati e precisi, hanno un grande amore-cura-rispetto per la natura, le loro città e paesi, ma se chiedi di avere il salmone con le patate invece che con i piselli, come da menù, ti guardano un po’ sconcertati. Il salmone è previsto con i piselli e loro non contemplano l’eventualità, facendo il piatto, di metterci vicino, invece, un cucchiaio di patate. Ma sono cosucce.
Più difficile non pensare, specie guardando le persone di una certa età, al fatto che si non si sono accorti di nulla. Capite a cosa mi riferisco, vero? Il discorso è lungo e complesso, ma la mia sensazione era quella. Ma come hanno fatto a non accorgersi? No dico, mia mamma sa tutto quello che succede in città, anche molto prima che lo scrivano i giornali. Loro niente, non si sono accorti.
Sono tornata in Germania alla fine del 1990 a Monaco per un Capodanno con una carissima amica e ci siamo divertite da morire perché la capitale della Baviera è una bellissima città, ricca di musei e monumenti e… birrerie.
Quindi più nulla (di tedesco) fino al maggio scorso, quando finalmente sono andata a trovare mio fratello che vive in Turingia e precisamente a Jena (dove insegna all’università) e ho scoperto un altro pezzo di Germania, altrettanto affascinante. Nella ex DDR il passato è passato, al limite è un po’ vintage, anche se mio fratello dice che la zona è “depressa”, ma depressa con i metri tedeschi non quelli italiani. In effetti a me Jena è parsa una deliziosa cittadina universitaria, piena di locali, piena di verde. E’ nota perché ci ha insegnato Schiller, per la battaglia napoleonica del 1806 e per la famosa azienda di lenti … ah si, e si mi dicono dalla regia anche per la squadra di calcio la Carl Zweiss Jena. Intorno ci sono altri centri molto interessanti da punto di vista storico perché la Turingia in epoca di SRI era divisa in micro ducati tutti originari da uno stessa famiglia di Sasonia che poi si è intrecciata più e più volte. Inoltre Berlino, Lipsia e Dresda sono ad un paio di cento chilometri di autostrada che lo vorrei ricordare è GRATIS.

Siamo andati a fare un bel giro e a parte il piacere di un viaggio con mio fratello con il quale condivido molte passioni-interessi (come dice mio marito in very anconetano slang “questa cosa la sapete solo te, tu’ padre e tu’ fratello”) posso confermare che la Germania è una grande, bellissima nazione.

In Germania da Jena a Berlino passando per Dresda

Ad ogni modo, con un mese di ritardo (essì come dire stavolta non sono stata molto sulla notizia) ecco qua alcune immagini del mio viaggio in Turingia e Sassonia, che se proprio non sapete dove andare in vacanza ve la consiglio caldamente. Ma andiamo con ordine, partendo da Jena dove abbiamo fatto un piccolo tour napoleonico.

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La sconfitta del 18 ottobre 1806 – che fra l’altro apre a Napoleone la strada per Berlino – i tedeschi la prendono con filosofia. Con molta filosofia anche perché la batosta subita risveglia quel nazionalismo tedesco che nel corso del XIX porterà all’unificazione della Germania, alla nascita dell’Impero del kaiser Guglielmo I e di Bismarck. Con la conseguente incontenibile di farla pagare cara ai francesi. I quali, infatti, nel 1870 saranno umiliati a Sédan. Duecento anni dopo, cioè nel 2006, siccome adesso siamo tutti amici, c’è la UE e ogni motivo è buono per fare baldoria, a Jena hanno anche organizzato grandiosi festeggiamenti per quello che è stato chiamato l’anno “franco-tedesco”.

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Oggi nei dintorni di Jena e sulla collina di Cospeda c’è un itinerario escursionistico dedicato proprio ai luoghi della battaglia. Questo cippo indica che Napoleone con la sua Vecchia Guardia si era fermato qua. 5000 uomini e 14 cannoni.

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Come dicevo la Turingia è molto verde, piena di boschi, fiumi e castelli, perché tutti i vari duchi ovviamente si son fatti costruire in ogni dove dimore, residenze, casini di caccia.

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Seconda tappa Weimar, la città che viene considerata la culla della cultura tedesca. Davanti al teatro infatti c’è il monumento ai due miti Goethe e Schiller che vivono a lungo qui. L’autore dei “Dolori del giovane Werther” ci arriva chiamato dalla duchessa reggente, Anna Amalia di Sassonia Weimar Eisenach, e si trova talmente bene da restarci servito e riverito e con un’ottima pensione per cinquanta anni, cioè fino alla morte. Anche a Franz Liszt l’atmosfera piace e fra il 1869 e il 1886 ci passa i mesi estivi dando lezioni e concerti. Il castello barocco con il suo immenso e bellissimo parco meritano una visita, ma uno dei luoghi più affascinanti di Weimar è un altro e si trova in questo palazzo.

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Non lo direste mai che dentro a trova un questo edificio così sobrio si nasconde questa meraviglia, la sala principale della “sala Roccocò” della Anne Amalie Bibliothek.

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Questo signore dall’aria e dall’abbigliamento germanico in effetti è mio fratello (il quale se sa che l’ho messo nel blog mi uccide… 🙂 ) che essendo noi di famiglia appassionati di libri, avendo tanto parlato, ci teneva a farmi visitare la biblioteca. Impresa non impossibile, ma da organizzare bene, perché possono entrare solo 290 persone al giorno, e i tedeschi sono precisi. Quindi se siete in zona prenotate, nessuno all’ingresso si muoverà a compassione anche se sulla carta stradale gli fate vedere che venite da tanto lontano.

La biblioteca voluta dalla duchessa Anna Amalia (è una delle mie 1o1 regine e principesse perché la sua storia è troppo affascinante a partire dal fatto che suo zio era Federico II il Grande e che forse con Goethe c’è stata una simpatia amorosa) è una delle più grandi e celebri della Germania e anche uno dei più importanti centri per la ricerca storica e letteraria. Il palazzo accoglie solo la parte storica, il resto è custodito in una non lontana costruzione moderna e nei depositi sotterranei. Il 2 settembre del 2004 un incendio ha rischiato di distruggerla, ma tutta la nazione (dallo Stato, ai Lander, dalle grandi aziende ai privati cittadini) si è mobilitata per salvare e restaurare o comunque recuperare il suo immenso patrimonio librario considerato capitale morale dell’intera Germania.

Non lontano da Weimar si trova Buchenwald e non aggiungo altro, ma il mio pensiero resta quello di cui sopra.

Terza tappa, un luogo che fa parte della mia vita perché il mio primo Almanacco di Gotha l’ho comperato quando avevo 18 anni in una libreria antiquaria di Firenze. Da Jena si arriva in un’ora scarsa di treno e poi dopo una breve passeggiata in un parco incredibile (lo dicevo no, che è molto verde e molto ben tenuta) ci si ritrova davanti questo edificio immenso. E’ Friedenstein, la culla dei Sassonia-Coburgo-Gotha (che non so se vi dice qualcosa…) e anche il più grande castello barocco della Germania. Castello, parco, teatro, biblioteca, archivi e collezioni principesce, sono un tutt’uno e ancora oggi questo insieme è perfettamente percepibile facendo il percorso di visita, lungo ed interessantissimo. Fra l’altro dietro a questa facciata bianca ed austera si celano meraviglie ed un lusso davvero incredibile, comprensivo di un piccolo teatro Ekhof fornito di un impianto scenico originale e perfettamente funzionante.

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A Gotha ho scoperto che se paghi 2 euro ti fanno fotografare qualsiasi cosa e così ho fatto. I risultati non sono eccelsi, però mi sono divertita e ho ripreso in sequenza tutte le sale che sono diverissime, si passa dal barocco al Settecento, all’Ottocento, con allestimenti davvero suggestivi ed insoliti. Il castello era abitato dai duchi e ciascuno di loro ha lasciato la sua impronta.

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Il principe Alberto, marito della regina Vittoria è nato a Coburgo, ma Friedenstein è una delle residenze di famiglia e qui passa gli anni giovanili.  Alla morte, senza eredi, del fratello Ernest il ducato passa al suo secondogenito, Alfred duca di Edimburgo.

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Dal Barocco allo stile Impero senza soluzione di continuità

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A Gotha è nata la principessa Sibylla di Sassonia-Coburgo-Gotha, madre dell’attuale re di Svezia, il cui padre è stato un personaggio piuttosto imbarazzante, per tutti, compresi i parenti inglesi.

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Il castello accoglie anche una bella raccolta d’arte, fra cui questo celebre dipinto, conosciuto come “Gli innamorati di Gotha”.

Il resto, cioè Berlino, Potsdam e Dresa nella prossima puntata

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Ma se già volete scoprire qualcosa di insolito su questo signore a cavallo andate qua

Copyright foto, alcune me medesima, le altre vengono da

http://www.schatzkammer-thueringen.de/en/home.html

http://www.thueringer-staedte.de/

http://www.klassik-stiftung.de

dove potete anche trovare molte informazioni turistiche.

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Dimenticavo, questa è la specialità gastronomica della Turingia e anche di tutta la Germania direte voi, si ma in zona pare che sia davvero il non plus ultra. Non posso garantire perché a me non piace il genere e mio fratello è vegetariano. Però a Jena abbiamo mangiato degli ottimi felafel.

 

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85 Commenti

  1. elettra ha detto:

    @Marina…quindi, stando a quanto si legge qui, tutti, non solo sapevano, ma erano coinvolti…insomma tante cose sembrerebbero ancora da scoprire…scusate, ma quando leggo di certe cose, non ultime le notizie che cominciano a circolare sulla Siria,penso che l’uomo è l’animale più stupido del creato…. o forse la perfidia, la si può definire figlia dell’intelligenza?

  2. paola (baldanzi) ha detto:

    @Elettra, secondo me la cattiveria è figlia della stupidità perchè l’intelligenza è comprensione… e chi è stupido non comprende nulla. Anch’io ho pensato molto alla Siria negli ultimi tempi, ho visto foto di bambini uccisi, poverini sembrava dormissero!

  3. elettra ha detto:

    @Paola …… noi parliamo molto delle efferatezze naziste perchè sono anche le prime documentate dalle immagini e dai ricordi dei sopravvissuti, perchè diffuse dai giornali o da libri,e questa cosa è ancora molto viva e dolorante e ricca di testimonianze, ma la storia dell’uomo è disseminata di atrocità che ci sono pervenute in gran parte oralmente, ….mi vengono in mente gli antichi romani che crocifiggevano, i turchi che impalavano, l’inquisizione che mandava al rogo, quello che hanno fatto gli spagnoli nell’America del sud o che e poi via via salendo a enormi passi si è fatto con gli indiani d’America ,con gli africani schiavi nelle Americhe, la rivoluzione francese,il colonialismo la deportazione degli armeni, …fino ai giorni nostri,che possono vantare di avere avuto Stalin, quando abbiamo visto il Vietnam, il Cile, gli aerei della giunta militare argentina scaricare i giovani contestatori nell’oceano…e più recentemente la Libia, l’Egitto e la Siria
    mi hai fatto venire in mente un aneddoto di De Gaulle…un giorno durante un discorso si levò una voce urlando ” Morte ai coglioni (scusa Marina , ma è proprio la parola usata , trasformala, se vuoi) mon general! ” e lui senza perdere la calma rispose a questo sconosciuto ” è un programma troppo ambizioso e terribilmente difficile da mettere in pratica!”
    Per tornare al grande rigore tedesco, i campi di concentramento davano il massimo con un tot di braccia come forza lavoro, non ne erano previste neanche un paio in più…da qui la sistematica eliminazione ,di quello che oggi chiameremmo, esubero… bisognerebbe andarsi a rileggere Pascal….da qualche parte sono sicura di averlo, e dice che l’uomo è angelo e diavolo e tutti e due vivono e convivono, nel medesimo individuo e a volte prevale l’uno , a volte l’altro e che ognuno può essere sublime, come un angelo o può essere iniquo e crudele come un diavolo…sta a noi tirare fuori la parte che ci interessa o piace di più…….

  4. elettra ha detto:

    Una piccola correzione che comunque non cambia il succo dello scritto precedente ….Pascal parlava di angelo e bestia, non diavolo…scusate!
    il sunto risicatissimo, del pensiero di Pascal sull’uomo
    ” se egli (l’uomo) si vanta , io l’abbasso, se si abbasso, lo vanto, e sempre lo contraddico fino a che comprenda che mostro incomprensibile egli, è!

  5. giovanna ha detto:

    @ Marina anche a me piace la Germania i posti illustrati sono splendidi e complimenti per il fratello veramente un bell’uomo.
    @ Laura grazie per il video sul castello che non conoscevo anche se ricordo di avere letto qui qualcosa relativa al figlio di Benedike su un suo eventuale matrimonio non paritario. Anche io penso che i tedeschi non sono stati certamente da soli la causa delle tante guerre europee ma i cugini francesi hanno una buona parte di colpe

  6. elettra ha detto:

    @Marina..in questo istante su raitre “la nostra storia” stanno trasmettendo le immagini girate da alcuni cittadini tedeschi , abitanti di Dachau mentre passeggiano nei pressi del campo… anche il conduttore, come te si sta chiedendo..come non facevano a non sapere o almeno a non sospettare?

  7. Laura ha detto:

    Sono tornata da un bellissimo viaggio in Germania : Berlino, Posdam, Dresda, Lipsia. Non ho potuto non pensare a tutte le discussioni lche abbiamo avuto su questo blog
    Frederisiko mi ha un po’ deluso (troppo di tutto) ma sono rimasta incantata dalla Volta Verde della residenza di Dresda
    http://www.skd.museum/en/museums-institutions/residenzschloss/gruenes-gewoelbe/index.html

    e in particolare dai gioielli della corona molti dei quali risalgono agli inizi del Settecento se non prima. Sono rimasta colpita da una collana di diamanti dei primi del Settecento che e’ molto simile alla famosa collana dell’incoronazione della regina Elisabetta. In preda all’entusiasmo ho comprato il catalogo dei gioielli della corona che pero’ e’ purtroppo in tedesco e quindi per me in larghissima parte incomprensibile. Se ripenso a tutto quello che abbiamo discusso in questi mesi sui gioielli delle varie famiglie regnanti europee mi pare che non ci siano esemplari in giro cosi’ antichi come questi dei Wettin

    @ Elettra mi sarebbe piaciuto che tu fossi presente per potere usufruire della tua vasta competenza

    @ Ale saresti stato felicissimo perche’ sono conservati non so piu’ quanti esemplari di insegne del toson d’oro e intere parure militari in diamanti, smeraldi, rubini. Il tutto di perfetto buon gusto …

  8. elettra ha detto:

    @Laura…vedo che il tuo viaggio ti ha pienamente appagata……anche a me piacerebbe molto farne uno con voi, quando si visitano castelli, musei e mostre di gioielli….invece proprio non mi posso allontanare neppure per mezza giornata!!!! sono comunque contenta e ti ringrazio per avermi pensato davanti a certe esposizioni…..ecco perchè in questi giorni,mi fischiavano le orecchie!!!!!!!!!!!! ahahahah!!!!!

  9. paola (baldanzi) ha detto:

    @Laura, è proprio bello che qualcuno di noi vada in viaggio e pensi agli altri del blog, a quello che avrebbero detto e pensato vedendo gli stessi tesori 🙂

  10. Laura ha detto:

    @ Elettra e Paola, gia’ questo e’ l’effetto del blog e di questo bisogna sempre ringraziare Marina : e’ come viaggiare in gruppo perche’ si ripensa alle cose che abbiamo letto e scritto. Comunque mio marito ed io abbiamo deciso di ritornare (ma questo lo diciamo ogni volta che completiamo un viaggio) ci sono sempre tante cose da vedere o da rivedere con calma. Comunque consiglio a tutti la Residenza di Dresda che e’ stata da poco riaperta con la bellissima volta verde. Altra cosa splendida la collezione di porcellane della Orangerie

  11. elettra ha detto:

    @Laura..direi che questa è amicizia..e lo è tanto più perchè nessuno di noi si aspetta (nè può aspettarselo!) nulla dagli altri, se non comprensione di alcuni interessi
    Sono pienamente d’accordo con te…dobbiamo molto a Marina,che CREDO, abbia fatto venire fuori da noi, anche molte cose nascoste che forse non eravamo neppure così sicuri di avere.. qui vengono fuori inclinazioni quasi inconfessabili …..chi avrebbe avuto , in passato il coraggio di dire,…mi piacciono i reali, i loro gioielli , le loro manifestazioni, in regime di repubblica?….se avessi detto anche solo 5 anni fa una cosa del genere, in pubblico, mi sarei tirata addosso l’ilarità dei presenti! invece ultimamente in una serata , con amici, ho parlato, perchè se ne è presentata l’occasione, dei principi tedeschi e delle loro problematiche matrimoniali…in principio tutti a dire..ma che cavolo dici?..non esistono più i principi tedeschi! …ma io man mano diventavo più forte e ho spiegato il fatto che non esiste più un parlamento e che non possono sposare commoners ,e che sono più nobili loro, dei principi prossimi al trono..piano piano la platea si è zittita, tanto da mettermi in imbarazzo, perchè non sono abituata a parlare in pubblico con una assemblea che ascolta, si sono tutti messi in posizione di chi vuole sentire qualcosa di interessante,( non so ancora come ho fatto a parlare e ad arrivare alla fine) e ho spiegato loro alcuni passaggi a noi noti e stranoti…mi sono sentita quasi una divulgatrice…così come con voi è venuta fuori questa parte di me, che mi avete conferito, e che è l’esperta di gioielli, che non sapevo di essere, e ancora non ci credo, io ho solo condiviso delle nozioni in più, del mio patrimonio culturale..ho delle conoscenze che non tiravo fuori e che invece è bello condividere, esperta o no che io sia, perchè non c’è nessun attestato o diploma che lo certifichi…sono i miracoli del blog che comunque piacciono molto e che è comunque utile sapere!
    Tutta questa lunga parentesi per dire che per tutto quello che ti è passato per la testa , durante il viaggio, in particolar modo per quelle che sono state le informazioni di mia provenienza ,e che tu, ti ricordavi, ne sono molto, molto lieta! magari chissà che a Dresda , in futuro non si possa andare insieme…non sono molto ottimista, ma mai dire mai!

  12. LadyF ha detto:

    Non vedo l’ora!!! Domani partiamo e visiteremo tutte queste meraviglie!

  13. luka ha detto:

    Mi piace ripescare vecchi post, quando ero un silenzioso lettore di AR, da legare a “nuovi argomenti”. 😉

    http://royaltravel.blogspot.it/2015/12/funeal-of-furst-geog-of-waldburg-zu.html

    Ogni qualvolta in una familia mediatizzata abbiamo una nascita, un matrimonio, o un funerale ritroviamo il Gotha che più Gotha non si puo’ e con stretti e recenti legami familiari!

    Nel link royaltravel, si può digitare su “more pictures” e vedere le relative foto.

  14. elettra/cristina palliola ha detto:

    Che belle immagini, @Luka! la crema della crema!….in tempi andati, si sarebbe rimestato lì, per trovare le regine! come appare in tutte le immagini il comportamento aristocratico, che è innato, e non imparato!…tutto spontaneo, ognuno al suo posto, ognuno che sa cosa fare e come stare, con misura ed eleganza!

  15. Ale ha detto:

    @luka in effetti ancora oggi la miriade di case sovrane tedesche continua in buona parte a sposarsi solo tra di loro. l’esempio più mediatico sono i principi ereditari del Liechtenstein. inoltre la maggior parte pur non avendo più il potere politico mantiene quello economico, risiedendo ancora nelle loro terre e nei loro castelli, formano quasi un mondo a parte.
    @elettra già la germania, o meglio il sacro romano impero, era una fonte inesauribile di consorti per le monarchie europee. dopotutto i vari staterelli tedeschi, alcuni minuscoli, dovevano per la maggior parte il loro prestigio e le loro fortune proprio al fatto che le loro principesse andavano spose nelle grandi case europee.

  16. luka ha detto:

    Il nuovo capo dei Waldburg, il principe Erich ha sei figlie femmine….altro che vivaio! 🙂

    Per giocare un poco, la vedova del principe Giorgio è principessa di Baviera e quindi zia di Sofia coniugata con Alois del Liechtenstein che a sua volta e’ cugino primo di Georgina moglie del principe Clemente Waldburg (erede e cugino di Erich) che ha sposato Matilde del Wurttemberg che è cugina di Georgina (figlia di una Wurttemberg)! Continuo?? 😉

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      sei un mito, si continua che ne ho bisogno. in questi giorni ti penso spesso perché parcheggio la macchina davanti alla pasticceria da Franco, proprio lì di fronte c’è un sentiero che porta a un ingresso preferito del nostro ospedale “preferito” … mio zio di nuovo di ricoverato, per questo sono un po’ evanescente, ma voi (lettori) avete pazienza, vero?

  17. luka ha detto:

    Entra da Franco, la sua pasta di mandorla ti solleverà un poco. E pensare che la pasticceria era lo sponsor della squadra di volley nella quale giocavo – poco e male – vent’anni fa! 🙂

    Oltre ad essere pazienti sapremmo essere anche se non fisicamente, almeno moralmente vicini…vero lettori di AR??

    Per ora ti ricordo solo che la vedova Waldburg e’ una “twins royal” ! 😉

  18. laura ha detto:

    Si, i numerosi staterelli che continuavano ancora ad avere una loro identità dopo il 1870 e che hanno continuato a mantenerla anche dopo la I e la II guerra mondiale, insieme alle varie dinastie medializzate, sono stati e sono una fonte inesauribile di consorti. L’altro giorno guardando una lista delle sovrane svedesi ho notato che almeno 5 sulle 7 regine Bernadotte erano e sono tedesche (anche Silvia lo è), dal Settecento in poi tutte le consorti Romanov erano tedesche : anche Dagmar, l’unica danese, aveva però entrambi i genitori tedeschi. Nel ialberi genealogici delle varie dinastie nordiche e centroeuropee Baden e Hesse-Kassel sono immancabili e c’era anche un motivo : per i Romanov ad esempio era importante che la zarina fosse di una buona famiglia tedesca ma non particolarmente importante o potente per evitare intromissioni non gradite negli affari della Russia.
    Per quanto riguarda i recenti funerali se non erro si tratta di una lista di esponenti della aristocrazia cattolica e temo che tuttora ci sia una sorta di cesura tra i due mondi tedeschi quello cattolico e quello luterano.
    Le principesse luterane erano infatti molto “ricercate” come consorti non solo nelle dinastie protestanti ma anche in quelle ortodosse visto che era possibile per le luterane che sposavano dei Romanov entrare nella confessione ortodossa senza dovere abiurare quella luterana cosa invece impossibile per una principessa cattolica che avrebbe dovuto avere una dispensa papale che non arrivava mai. Nel caso opposto, cioè principessa ortodossa che entrava in una famiglia cattolica si pretendeva l’abiura prima delle nozze. Insomma le famiglie reali o dell’alta aristocrazia cattolica dovevano sempre sposarsi tra loro.

    • Ale ha detto:

      l’abiura quanti matrimoni ha fatto saltare …
      pensate a elena d’orleans che non ha potuto sposare il primogenito di Edoardo VII (per sua fortuna visto come è finito).
      o anche al caso di v.e. III, era tutto accordato per un suo matrimonio con la principessa maud, anche lei figlia di Edoardo VII del regno unito, ma è saltato tutto perché la regina vittoria e la regina margherita non si sono accordate sul luogo dell’abiura: la prima la voleva in Italia e la seconda nel regno unito. evidentemente le vie di mezzo non andavano bene, la regina elena abiurò infatti in mare prima di toccare suolo italiano

  19. Michele ha detto:

    Mi piacerebbe anche oggi rivivere Qualche matrimonio Royal dove si mescolano varie famiglie reali !! Per amore chiaramente nn combinato !!!! Magari nelle nuove generazioni !!!! Il piccolo George con leonor di svezia o la piccola estel con vincent di danimarca !!!! Sarebbe carino 🙂

    • Ale ha detto:

      difficile ma non impossibile, per lo meno nelle case regnanti attualmente. per quanto riguarda i Windsor quasi impossibile, da un bel po’ si sposano quasi esclusivamente con cittadini britannici.

    • elettra/cristina palliola ha detto:

      @ Michele…non disperiamo…..Ci sono sempre i nostri piccoli Aosta… uno dei maschietti sarà il capo del casato e si può sperare nella piccolissima Charlotte di Cambridge, sperando che i problemi religiosi, siano superati, per allora, o anche in una danesina o la monegasca Gabriella…il fratellino si può proporre come principe consorte per le tante future regine regnanti e la femmina con Cristiano di Danimarca…che per il momento è l’unico maschio, della nuovissima generazione
      ….e a proposito di religioni,quanti guai hanno fatto e stano ancora facendo… il sentimento religioso dovrebbe essere un fatto del tutto privato e personale

      • Michele ha detto:

        Dici i figli di Aimone ? !!! Be’ anche !! Più probabile con Gabriella forse !! Ma Nn sono abbastanza top né per lei né per charlotte!!! Chissa’ certo sarebbe bello rivedere qualche testa coronata italiana far breccia in una corte straniera!!! La vedo difficile però!!!

        • tody ha detto:

          Difficile considerando che i Savoia, purtroppo godono cattiva stampa. I monegaschi poi sono più vicina ai ginevrini che non agli aosta che possono avere qualche speranza con i Borbone Spagna, sempre che esista ancora la monarchia per quell’epoca.

  20. luka ha detto:

    https://picasaweb.google.com/114265941660017384645/FuneralGeorgOfWaldburgZeil#6229283829916702994

    https://picasaweb.google.com/114265941660017384645/FuneralGeorgOfWaldburgZeil#6229283624863214658

    Tornando al gotha presente al funerale del principe George Waldbug ecco due giovani scapoli: Otto Castell Rudenhausen e Ludwing di Baviera!

    Ma icone vedete il collo di pelliccia del cappotto di Otto? Glamour, cool o kitsch? 😉

    Le loro sorelle hanno ovviamente sposato dei principi tedeschi….

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      stavo pensando a te ieri – sempre sosta da Franco, sto testando ma la brioche non mi fa impazzire, meglio i mini bignè – e siccome sto qua a rileggere per la ennesima volta il solito manoscritto nel quale tornano e ritornano tanti personaggi delle grandi dinastie italiane, ecco mi chiedevo come sei messo in questo ramo? per dire Caterina Sforza che sparge la sua prole ovunque e anche Federico da Montefeltro le cui figlie si sposano in giro per l’Italia, li troviamo i loro discendenti attuali? 😀
      ps vade retro collo di pelliccia, orrendo.

    • laura ha detto:

      Marina sto leggendo in questo momento il Duca di Pietro Gattari e mi stavo chiedendo esattamente la stessa cosa : ma che fine hanno fatto tutte queste famiglie rinascimentali ? Nel 400 e 500 si sono incrociate tra loro così come hanno fatto nel 700 e 800 quelle tedesche ma mentre queste ultime sono ancora in giro, delle famiglie rinascimentali che bazzicavano nella penisola io credo che ci siano in giro un ramo dei Gonzaga e poche altre

      • laura ha detto:

        Comunque ci sono almeno due famosi discendenti del Duca Federico : la poetessa Vittoria Colonna e Marcantonio Colonna (quello di Lepanto)

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