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In Germania ci sono stata la prima volta nell’agosto del 1989, quando c’erano ancora il Muro e la cortina di ferro. Un viaggio – nella parte ovest, ovvio – bellissimo con mia cugina Franca e il suo compagno Corrado, germanofili da tutta la vita, che mi hanno fatto scoprire ed amare questo paese. Ne conoscevo naturalmente la storia, fra piccoli regni e Sacro Romano Impero, ma nonostante un esame di tedesco all’università (obbligatorie due lingue per il mio corso di laurea, però nessuno aveva pensato di creare corsi per gli “storici”, così di inglese si doveva dare la prima annualità dei linguisti, un tozzo mostruoso, meglio tedesco, pensa te!), ma non mi era rimasto molto dal punto di vista pratico.
Abbiamo fatto il percorso delle cattedrali “gotico renano”, passando dal lago di Costanza, toccando Kassel e arrivando fino ad Hildesheim dove c’era una mostra sui mongoli (loro grande passione), scendendo poi a Coburgo per arrivare a Norimberga, da lì sono tornata in Italia in treno e loro hanno proseguito per un altro itinerario.
In una parola, una nazione stupenda, per me carica di riferimenti storici e letterari, di memorie, di ricordi (c’avete presente arrivare a Coburgo e trovare la statua del principe Alberto?), di verde, di alberi, di foreste, di fiori. Una meraviglia.
Certo come ovunque bisogna adattarsi e cercare di capire. I tedeschi non solo parlano tedesco che è una lingua D-I-F-F-I-C-I-L-I-S-S-I-M-A, almeno per me (e per Asterix che notava come i goti parlassero solo goto), ma sono un filino rigidi. Il che ha alcuni effetti positivi, altri meno. Sono molto, molto organizzati e precisi, hanno un grande amore-cura-rispetto per la natura, le loro città e paesi, ma se chiedi di avere il salmone con le patate invece che con i piselli, come da menù, ti guardano un po’ sconcertati. Il salmone è previsto con i piselli e loro non contemplano l’eventualità, facendo il piatto, di metterci vicino, invece, un cucchiaio di patate. Ma sono cosucce.
Più difficile non pensare, specie guardando le persone di una certa età, al fatto che si non si sono accorti di nulla. Capite a cosa mi riferisco, vero? Il discorso è lungo e complesso, ma la mia sensazione era quella. Ma come hanno fatto a non accorgersi? No dico, mia mamma sa tutto quello che succede in città, anche molto prima che lo scrivano i giornali. Loro niente, non si sono accorti.
Sono tornata in Germania alla fine del 1990 a Monaco per un Capodanno con una carissima amica e ci siamo divertite da morire perché la capitale della Baviera è una bellissima città, ricca di musei e monumenti e… birrerie.
Quindi più nulla (di tedesco) fino al maggio scorso, quando finalmente sono andata a trovare mio fratello che vive in Turingia e precisamente a Jena (dove insegna all’università) e ho scoperto un altro pezzo di Germania, altrettanto affascinante. Nella ex DDR il passato è passato, al limite è un po’ vintage, anche se mio fratello dice che la zona è “depressa”, ma depressa con i metri tedeschi non quelli italiani. In effetti a me Jena è parsa una deliziosa cittadina universitaria, piena di locali, piena di verde. E’ nota perché ci ha insegnato Schiller, per la battaglia napoleonica del 1806 e per la famosa azienda di lenti … ah si, e si mi dicono dalla regia anche per la squadra di calcio la Carl Zweiss Jena. Intorno ci sono altri centri molto interessanti da punto di vista storico perché la Turingia in epoca di SRI era divisa in micro ducati tutti originari da uno stessa famiglia di Sasonia che poi si è intrecciata più e più volte. Inoltre Berlino, Lipsia e Dresda sono ad un paio di cento chilometri di autostrada che lo vorrei ricordare è GRATIS.

Siamo andati a fare un bel giro e a parte il piacere di un viaggio con mio fratello con il quale condivido molte passioni-interessi (come dice mio marito in very anconetano slang “questa cosa la sapete solo te, tu’ padre e tu’ fratello”) posso confermare che la Germania è una grande, bellissima nazione.

In Germania da Jena a Berlino passando per Dresda

Ad ogni modo, con un mese di ritardo (essì come dire stavolta non sono stata molto sulla notizia) ecco qua alcune immagini del mio viaggio in Turingia e Sassonia, che se proprio non sapete dove andare in vacanza ve la consiglio caldamente. Ma andiamo con ordine, partendo da Jena dove abbiamo fatto un piccolo tour napoleonico.

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La sconfitta del 18 ottobre 1806 – che fra l’altro apre a Napoleone la strada per Berlino – i tedeschi la prendono con filosofia. Con molta filosofia anche perché la batosta subita risveglia quel nazionalismo tedesco che nel corso del XIX porterà all’unificazione della Germania, alla nascita dell’Impero del kaiser Guglielmo I e di Bismarck. Con la conseguente incontenibile di farla pagare cara ai francesi. I quali, infatti, nel 1870 saranno umiliati a Sédan. Duecento anni dopo, cioè nel 2006, siccome adesso siamo tutti amici, c’è la UE e ogni motivo è buono per fare baldoria, a Jena hanno anche organizzato grandiosi festeggiamenti per quello che è stato chiamato l’anno “franco-tedesco”.

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Oggi nei dintorni di Jena e sulla collina di Cospeda c’è un itinerario escursionistico dedicato proprio ai luoghi della battaglia. Questo cippo indica che Napoleone con la sua Vecchia Guardia si era fermato qua. 5000 uomini e 14 cannoni.

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Come dicevo la Turingia è molto verde, piena di boschi, fiumi e castelli, perché tutti i vari duchi ovviamente si son fatti costruire in ogni dove dimore, residenze, casini di caccia.

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Seconda tappa Weimar, la città che viene considerata la culla della cultura tedesca. Davanti al teatro infatti c’è il monumento ai due miti Goethe e Schiller che vivono a lungo qui. L’autore dei “Dolori del giovane Werther” ci arriva chiamato dalla duchessa reggente, Anna Amalia di Sassonia Weimar Eisenach, e si trova talmente bene da restarci servito e riverito e con un’ottima pensione per cinquanta anni, cioè fino alla morte. Anche a Franz Liszt l’atmosfera piace e fra il 1869 e il 1886 ci passa i mesi estivi dando lezioni e concerti. Il castello barocco con il suo immenso e bellissimo parco meritano una visita, ma uno dei luoghi più affascinanti di Weimar è un altro e si trova in questo palazzo.

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Non lo direste mai che dentro a trova un questo edificio così sobrio si nasconde questa meraviglia, la sala principale della “sala Roccocò” della Anne Amalie Bibliothek.

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Questo signore dall’aria e dall’abbigliamento germanico in effetti è mio fratello (il quale se sa che l’ho messo nel blog mi uccide… 🙂 ) che essendo noi di famiglia appassionati di libri, avendo tanto parlato, ci teneva a farmi visitare la biblioteca. Impresa non impossibile, ma da organizzare bene, perché possono entrare solo 290 persone al giorno, e i tedeschi sono precisi. Quindi se siete in zona prenotate, nessuno all’ingresso si muoverà a compassione anche se sulla carta stradale gli fate vedere che venite da tanto lontano.

La biblioteca voluta dalla duchessa Anna Amalia (è una delle mie 1o1 regine e principesse perché la sua storia è troppo affascinante a partire dal fatto che suo zio era Federico II il Grande e che forse con Goethe c’è stata una simpatia amorosa) è una delle più grandi e celebri della Germania e anche uno dei più importanti centri per la ricerca storica e letteraria. Il palazzo accoglie solo la parte storica, il resto è custodito in una non lontana costruzione moderna e nei depositi sotterranei. Il 2 settembre del 2004 un incendio ha rischiato di distruggerla, ma tutta la nazione (dallo Stato, ai Lander, dalle grandi aziende ai privati cittadini) si è mobilitata per salvare e restaurare o comunque recuperare il suo immenso patrimonio librario considerato capitale morale dell’intera Germania.

Non lontano da Weimar si trova Buchenwald e non aggiungo altro, ma il mio pensiero resta quello di cui sopra.

Terza tappa, un luogo che fa parte della mia vita perché il mio primo Almanacco di Gotha l’ho comperato quando avevo 18 anni in una libreria antiquaria di Firenze. Da Jena si arriva in un’ora scarsa di treno e poi dopo una breve passeggiata in un parco incredibile (lo dicevo no, che è molto verde e molto ben tenuta) ci si ritrova davanti questo edificio immenso. E’ Friedenstein, la culla dei Sassonia-Coburgo-Gotha (che non so se vi dice qualcosa…) e anche il più grande castello barocco della Germania. Castello, parco, teatro, biblioteca, archivi e collezioni principesce, sono un tutt’uno e ancora oggi questo insieme è perfettamente percepibile facendo il percorso di visita, lungo ed interessantissimo. Fra l’altro dietro a questa facciata bianca ed austera si celano meraviglie ed un lusso davvero incredibile, comprensivo di un piccolo teatro Ekhof fornito di un impianto scenico originale e perfettamente funzionante.

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A Gotha ho scoperto che se paghi 2 euro ti fanno fotografare qualsiasi cosa e così ho fatto. I risultati non sono eccelsi, però mi sono divertita e ho ripreso in sequenza tutte le sale che sono diverissime, si passa dal barocco al Settecento, all’Ottocento, con allestimenti davvero suggestivi ed insoliti. Il castello era abitato dai duchi e ciascuno di loro ha lasciato la sua impronta.

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Il principe Alberto, marito della regina Vittoria è nato a Coburgo, ma Friedenstein è una delle residenze di famiglia e qui passa gli anni giovanili.  Alla morte, senza eredi, del fratello Ernest il ducato passa al suo secondogenito, Alfred duca di Edimburgo.

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Dal Barocco allo stile Impero senza soluzione di continuità

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A Gotha è nata la principessa Sibylla di Sassonia-Coburgo-Gotha, madre dell’attuale re di Svezia, il cui padre è stato un personaggio piuttosto imbarazzante, per tutti, compresi i parenti inglesi.

Sibylla

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Il castello accoglie anche una bella raccolta d’arte, fra cui questo celebre dipinto, conosciuto come “Gli innamorati di Gotha”.

Il resto, cioè Berlino, Potsdam e Dresa nella prossima puntata

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Ma se già volete scoprire qualcosa di insolito su questo signore a cavallo andate qua

Copyright foto, alcune me medesima, le altre vengono da

http://www.schatzkammer-thueringen.de/en/home.html

http://www.thueringer-staedte.de/

http://www.klassik-stiftung.de

dove potete anche trovare molte informazioni turistiche.

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Dimenticavo, questa è la specialità gastronomica della Turingia e anche di tutta la Germania direte voi, si ma in zona pare che sia davvero il non plus ultra. Non posso garantire perché a me non piace il genere e mio fratello è vegetariano. Però a Jena abbiamo mangiato degli ottimi felafel.

 

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85 Commenti

  1. luka ha detto:

    @ Marina
    Mi spiace ma in materia sono a digiuno anche perché per abitudine gioco con le “ascendenze ” piuttosto che con le “discendenza”: infatti il principe Otto dall’orrendo collo di pelliccia tramite la bisnonna Ruffo, poi con i Borghese, i Salviati, i Montefeltro della Rovere si arriva a Federico da Montefeltro duca di Urbino! 🙂

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      vedi che al grande Federico ci sia arriva sempre?!?!? bisognerenne approfondire 😀

    • laura ha detto:

      Una molto tosta era Isabella d’Este : sto rileggendo Rinascimento privato di Bellonci e quello che mi rimane è il senso di estrema precarietà nella quale vivevano questi personaggi di 400 e 500. I loro beni i loro titoli e i loro domini erano costantemente in bilico alla mercè del papa, dell’imperatore o del re di Francia o Spagna di turno. Quando penso ai capolavori realizzati proprio in quegli anni in quelle corti sempre sul punto di essere annientate non posso credere a quello che è stato possibile produrre da persone che vivevano ogni giorno sull’orlo del precipizio. O forse il motivo era proprio questo.

  2. luka ha detto:

    http://lux-arazzi.blogspot.it/2015/12/the-short-life-of-princess-alya-nur-of.html?m=1

    La notizia tragica in se, sia per l’età della piccola che per la fatalità, in questo periodo dell’anno e’ sconvolgente immaginando una giovane famiglia che si prepara al Natale con regali già pronti e l’attesa di vedere la gioia dei bambini che – purtroppo – rimarranno tali per sempre!

    Mia nonna avrebbe detto “viviamo tutti sotto lo stesso cielo”.

  3. luka ha detto:

    La Germana con i suoi principi

    http://www.wlz-online.de/bilder/2016/03/09/6195942/47235770-familienfoto-inter-3La7.jpg

    Il principe Wittekind di Waldeck Pyrmot ha compito ottant’anni e ovviamente il suo paese lo ha ufficialmente festeggiato insieme ai suoi familiari (la moglie è la contessa Cecilia Goess Sarau) rigorosamente appartenenti ad altre famiglie mediatizzate.

    Il principe ha tre giovani figli ed l’erede è il venticinquenne Carl Anton, da circa cinque anni su una sedia a rotelle per un incidente marino: quello che mi ha colpito è ricordare che suo nonno è il noto gerarca nazista principe Josias (cugino della regina Guglielmina d’Olanda) . Chissà cosa avrebbe pensato di suo nipote, ed erede, non “degno della razza”!

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      io adoro questi principi tedeschi che sono rimasti ancorati alle loro origini – cioè quelli che per fortuna stavano nell’ovest, gli altri meno ma stanno iniziando anche loro – e alle loro tradiziomi di casati mediatizzati, continuano a sposarsi fra loro e a mettersi le giacche tirolesi 😉 li amo

      • tody ha detto:

        Perchè hanno rispetto di cio che erano, quelli ad est li hanno spazzati via i sovietici. Fare discorsi generici non ha senso pure il principe Filippo d’Assia marito di Mafalda di Savoia era un gerarca nazista, era un’ufficiale delle ss, a guerra finita gli assia persero tutte le loro proprietà in Germania per confisca. Non ho idea se abbiano recuperato qualcosa.

  4. luka ha detto:

    http://www.luxarazzi.com/2017/04/princely-family-meets-pope.html

    Dopo l’invasione asburgica dell’anno scorso ecco l’invasione Liechtenstein in Vaticano: praticamente gli eredi vivendi del principi Francesco Giuseppe II e Gorgina.
    Una famiglia ben rappresentata con al gioiosa presenta di tanti bambini, compresi i due gemellini Letizia e Carlo Luigi di circa un anno.

    Sempre in quel periodo anche i Nassau erano in Vaticano per il battesimo del piccolo Liam del Lussemburgo, quindi incontro familiare coi Liechtenstein.

    Tra i vari incontri familiari sono stati avvistati anche il principe Ugo Mariano Windish Graetz con sua moglie Sofia (nata Asburgo Lorena), la loro giovane figlia Larissa e anche il principe Lelio Orsini ( un tempo dato come presunto flirt di Maria Annunciata del Liechtenstein)……quando ci sono di mezzo i Liechtenstein il Gotha va in subbuglio. 🙂

  5. luka ha detto:

    http://royalmusingsblogspotcom.blogspot.it/2017/04/prince-heinrich-of-bavaria-marries.html

    Fiori d’arancio per i i Wittelsbach col matrimonio tra il principe Heinrich e Henriette Gruse: lei non appartiene al Gotha ma indossa una tiara in diamanti e zaffiri (perfettamente abbinata al bouquet) che avevano indossato anche le due cognate, Augusta e Alice di Baviera.

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/b8/ef/5d/b8ef5daf17fc48946994a615e25f6ded.jpg

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/564x/ba/0b/7c/ba0b7ca2bc8cff4b655a905a72d73b66.jpg

    Il principe non e’ erede ma lo e’ suo fratello Ludwig (nell’ultima foto) , ancora scapolo: anche questa volta erano ospiti i principi Croy (cugini di secondo grado) e in diverse occasioni – anche in passato come al matrimonio newyorkese di Imre d’Asburgo – Ludwig era in compagnia di Xenia von Croy.

    Stranamente la duchessa di Braganza era sola, senza consorte e senza figli.

  6. laura ha detto:

    Ecco qui un dettagliato resoconto della telenovela Hannover : Ernst August senior contro Ernst August junior . Il primo, per me uno dei personaggi più detestabili del mondo dei royals, teme che un divorzio del figlio possa mettere in pericolo il patrimonio dinastico. Ma un momento, non è stato proprio Erst August senior a divorziare per sposare Carolina dalla quale però non divorzia probabilmente per motivi economici ? Insomma che pasticcio e poi perché il senior da’ un ultimatum al figlio a pochi giorni delle nozze per giunta attraverso i giornali ? Che persona simpatica e che padre affettuoso !

    http://www.castleholic.com/2017/07/ernst-august-vs-ernst-august-family-feud.html

  7. tody ha detto:

    Il bello è che lui stesso si sposò contro la volontà escludendo se stesso o la discendenza dalla successione, non conosco le leggi dinastiche tedesche in materia ma sembrerebbero simili a quelle austriache.

  8. nicole ha detto:

    Forse si sarà svegliato da qualche letargo ! Parecchi anni or sono un amico tedesco mi disse che il tipo in questione è letteralmente seduto su una montagna di denaro. Ma non ha divorziato pure lui dalla madre dello sposo ? Mah…. tipo dal quale stare alla larga … lo fanno tutti pure i figli

  9. luka ha detto:

    Senza Ernst August sr si e’ celebrato il matrimonio reale in Hannover tra Ernst August jr e la russa Ekateria: forse per solidarietà al consorte non era presente Carolina di Monaco (e’ una battuta, ovviamente. 🙂 )

    Comunque alcune presenze royal dovute ai legami familiari piu o meno lontani, come la folta presenza dei Baden e dei Leiningen con una rappresentanza glamour dalla Grecia e di altre famiglie tedesche come i Furstemberg , gli Assia e i Thurn Taxis.

    Folta la presenza dei Casiraghi e dei Santo Domingo e nonostante ciò sembra che nessun sorriso sia stato avvistato sul viso della Tatiana.

    Inutile soffermarsi sulla abbigliamento degli ospiti (carinissima Alexandra) : la sposa e’ indubbiamente bella, l’abito ricco ma il bouquet ruba l’attenzione alla floreal tiara male valorizzata.

    Godetevi le foto…..

    http://www.castleholic.com/2017/07/royal-wedding-in-hanover-bridal-couple.html

    http://www.castleholic.com/2017/07/royal-wedding-in-hanover-guests-part-1.html

    http://www.castleholic.com/2017/07/royal-wedding-in-hanover-guests-part-2.html

  10. luka ha detto:

    In questo 21017 di ricorrenze “tonde” come i cinquanta anni di re Guglielmo Alessandro, i quaranta di Vittoria, le nozze d’oro di Margrethe II e Enrik, le nozze di piombo (?) di Elisabetta e Filippo anche il piccolo Liechtenstain si prepara a festeggiare i suoi sovrani.

    Il 30 luglio Hans Adam II e Marie Egle festeggeranno le nozze d’oro, probabilmente in forma privata e ristretto alla cerchia familiare oppure insieme ai sudditi durante la festa nazionale del 15 agosto.

    Nel frattempo sono stati emessi tre francobolli

    http://images.wopa-stamps.com/Products/560x/36812.jpg

  11. Luka ha detto:

    Un quarantenne che si suicida gettandosi dal ventesimo piano di un hotel di lusso nella propria città è una notizia triste a prescindere da chi sia e dai motivi di tale gesto.

    Il principe Carlos Patrick di Hohenzollern Sigmaringen ieri ha fatto molto probabilmente questa scelta nella sua Francoforte.
    Oltre ai vari luoghi comuni ho letto tristissime affermazioni sia su quotidiani italiani che notiziari esteri: se si chiama Hohenzollern è per forza un discendente del Kaiser (invece era sulla linea di successione al trono rumeno e lontanamente parente dei Prussia) , su qualcuno che è discendente della famiglia reale svedese (invece lo è di quella belga) ed addirittura in Italia associato alle “scellerate vite senza arte ne parte di molti nobili” e comunque tragiche vite come la morte di Grace, Lady D e il principe Filippo Corsini (morto l’anno scorso a Londra a 26anni per un incidente in bicicletta).

    Tutto ciò che c’entra? E poi per molti noi qui su AR facciamo gossip & Co…..

  12. Luka ha detto:

    Vari siti, forum e pagine di facebook hanno riportato del matrimonio andino tra Christian di Hannover e Alessandra de Osma, celebrato oggi a Lima.

    Sugli sposi non altro che dire “gli sposi son tutti belli” …..nient’altro!…..anzi, giusto che Alessandra ha ascendenze dalla nobilta spagnola risalenti al XV secolo (dai Guzman di Medina Sidona, per esempio) e la famiglia de Osma ha dato al Perù alcune figure politiche di spicco ( infatti a Lima vi e’ museo Pedro de Osma).

    Anche per i royal volare fino in Perù non e’ comodissimo ma molti amici degli sposi erano presenti: le sorelle York, le sorelle Astrid e Annunciata del Liechtenstein e due sorelle Arco Zinnenberg ( credo Anna e Margherita), il principe ereditario di Leiningen ( ma non ho viso la fresca sposa Vittoria Luisa di Prussia) , Antonio di Furstemberg con la molie Matilde Borromeo e…..il padre dello sposo!!!! Non c’era al matrimonio del primogenito ma stavolta era presente e pure in buona forma fisica, invece Carolina probabilmente e’ rimasta in Europa vicino alle nuore in dolce attesa.

  13. mau ha detto:

    Buongiorno a tutti, tra le 2 cognate Von Hannover, Alessandra de Osma è sicuramente più affascinante, però preferisco l’abito di Ekaterina, meglio come tutto. Comunque va riconosciuto a Caroline il fatto di essere una donna molto empatica. Malgrado il padre dei 3 figli maggiori sia morto giovane e in malo modo, è riuscita a mantenere un ottimo rapporto con la famiglia del defunto, facendo accettare il nuovo marito e una nuova figlia, e malgrado un ulteriore fallimento amoroso i figli dei vari mariti, sono amici e si frequentano.

  14. Luka ha detto:

    https://bilder.t-online.de/b/75/23/44/78/id_75234478/610_80/tid_da/prinz-georg-constantin-und-olivia-rachelle-page.jpg

    Sabato scorso si è estinta per via maschile, unica successione possibile nella famiglia Wettin, la famiglia Sassonia Weimar Eisenach con la morte del 40enne principe Giorgio Costantino che era erede dello zio Michael.
    Il principe era sposato da due anni con una donna londinese ma al momento nessun figlio era nato.

    Nella famiglia Wettin si è già estinto il ramo Sassonia Altenburg e il Sassonia Meininen probabilmente proseguirà solo se la rinuncia del principe Frederic fatta nel 1962 nei confronti del fratello minore Corrado (celibe e senza figli) per contrarre matrimonio morganatico poi terminato con divorzio non verrà annullato. Sposatosi a nuove nozze con Beatrice di Sassonia Coburgo ne ha un figlio Costantino ma apparentemente nessuna “riamissione ufficiale” postuma di Frederic (morto nel 2004) è avvenuta.

    Nel ramo reale dei Wettin, a causa di matrimoni morganatici e l’estinzione maschile di quelli regolari, la successione è stata ereditata da una principessa sassone che ha generato la nuova linea Sassonia Gessaphe ( non condivisa da un cugino nato da matrimonio non riconosciuto).

    Quello che non ho ben capito è se l’eredità di rami estinti vengono inglobati nel ramo reale o a quello che è eventualmente più prossimo per lagami familiari….

  15. laura ha detto:

    Però ho letto che il duca titolare ha indicato come successore la propria figlia. Ora io so bene che in queste dinastie tedesche vige la legge salica ma è anche vero che la legge salica come tutte le cose create da mano umana ha avuto un inizio e può avere una fine. Dal momento che queste casate non rappresentano più alcuna entità politica e sono solo delle dinastie a carattere privato io non vedo perché se il capo della casata prende una decisione questa non debba avere effetto. Si tratta di leggi di famiglia certamente non di leggi dello stato tedesco. Magari questa decisione può scontentare alcuni rami collaterali ma mi pare che in questo caso non ci sono nemmeno quelli.

    • Luka ha detto:

      In effetti nella famiglia dei principi di Anhalt nel 2010 il principe titolare Eduard, padre di tre figlie femmine e senza successione maschile nemmeno nei rami collaterali (ad esclusione dei discendenti di rami morganatici esclusi precedentemente al crollo dell’impero) , ha nominato formalmente la primogenita Giulia Caterina sua erede.

      Probabilmente alcune di queste successioni si basano su leggi di famiglia , come nel caso di Gustavo di Sayn Wittgenstein Berleburg (il figlio di Benedetta di Danimarca) che perderebbe il diritto alla primogenitura qualora sposasse la sua compagna borghese Carina: tale prerogativa risale al testamento del bisnonno Richard che escludeva i discendenti che contraevano matrimoni ineguali.
      Nel caso Gustav per ovviare la questione sarebbe necessaria una adozione adulta di Carina da parte di un qualsiasi nobile disponibile ( non sarebbe la prima volta nel Gotha).

      https://goo.gl/images/msJKGY

      Il principe con le tre figlie ed il genero, marito dell’erede Caterina.

  16. Luka ha detto:

    Premetto che non è colpa mia ma di questi tedeschi perché anche in questo week end in Germania è stato celebrato un matrimonio all’interno del Gotha europeo: la principessa Teodora di Sayn Wittengenstein Barlemburg ha sposato il conte ungherese Nikolaus Bethlen de Bethlen.

    Lei e’ cugina di secondo grado del ramo principale dei Barlemburg (per intenderci quello di Benedetta di Danimarca e di Tatiana, vedova di Maurizio d’Assia) e sorella minore di Anna , moglie di Manuel di Baviera .

    Lui, e’ un conte ungherese ed è fratello di Caterina, moglie del principe di Carlo di Wrede (la sorella e la zia di Carlo e Caterina sono Alessandra e Gabriella , mogli rispettivamente di Carlo Pietro e Felice d’Asburgo).

    La sposa indossava una tiara credo appartenente alla sua famiglia (tipo faringe tiara ) che non aveva portato sua sorella Anna durante il matrimonio con Manuel di Baviera ma sua cognata Camilla Schloesser de Stauffenberg nel 2012 quando sposoo’ Carlo Alberto.

    Gli sposi è un po’ di ospiti, sopratutto bavaresi …..

    http://worldroyalfamily.blogspot.com/2018/07/wedding-of-princess-theodora-sayn.html

  17. laura ha detto:

    Luka , se non ricordo male il famigerato testamento di Gustav nonno faceva riferimento ai beni di famiglia non alla trasmissione del titolo che in Germania fra l’altro non ha alcun valore legale. Di fatto Gustav diseredò il figlio primogenito Richard a favore di un eventuale futuro nipote a condizione che questi sposasse una nobile etc etc. ma stiamo parlando dei beni non del titolo. Infatti quando Gustav , disperso in guerra, fu dichiarato morto e questo avvenne esattamente alla nascita di questo erede (l’attuale Gustav) il neonato ereditò i beni del nonno ma non il titolo che invece passò al padre Richard in quanto il titolo non era oggetto del testamento che riguardava invece solo il patrimonio. Gustav senior ricorse a questo strano testamento (che non era poi così insolito all’epoca) unicamente per evitare che nel giro di due generazioni il patrimonio di famiglia fosse gravato due volte dalle tasse di successione e infatti Richard non fu mai proprietario dei beni ma per molti anni fu solo il custode del patrimonio del figlio che li incamerò solo con la maggiore età. Qualora Gustav junior decidesse di sposare la fidanzata, perderebbe (in teoria, francamente non credo nella realtà) il patrimonio ma non il titolo.

    • Luka ha detto:

      Ed io che avevo capito esattamente l’opposto….della serie non è una questione di interesse ma solo di principio…. 😉

      Se Gustav nonno avesse saputo che sarebbe poi diventato consuocero del re di Danimarca magari avrebbe cambiato testamento.

  18. Maria ha detto:

    Del matrimonio religioso della principessa Stefania Di Sassonia Coburgo Gotha non si hanno notizie ne foto ?!

  19. Luka ha detto:

    Due mesi fa era stato annunciato il fidanzamento tra Otto di Castell Rudenhausen, il trentenne capo di famiglia, e Sofia Mautner von Markhof , appartenente ad una famiglia austriaca di recente nobilitazione (suo nonno, industriale era stato nominato ritter) .

    https://goo.gl/images/QHPjDW

    Avevo sorvolato la notizia anche se entrambi gli sposi hanno ascendenze italiane (una bisnonna Ruffo per lo sposo e una nonna Cassis Faraone per la sposa) , cugini veramente Royal (lui è cugino primo del principe Giorgio Federico di Prussia mentre lei è cugina di alcuni principe Hohenberg) inoltre la sorella minore di Otto è sposata al principe Dominick di Lowenstein (figlio di Anastasia di Prussia) .

    Di giochi genealogici con la nobiltà tedesca sono sempre piacevoli, comunque in questi giorni indirettamente i due sposi sono approdati anche nei quotidiani nazionali per la tragica notizia del triplice omicidio consumato in Austria all’interno della famiglia dei conti Goess : la contessa Margherita (nata Cassis Faraone) seconda moglie del conte Ulrico è la nonna paterna di Sofia in quanto aveva sposato in prime nozze un Mautner von Markhof.

  20. Luka ha detto:

    https://www.300.li/en

    Il Liechtenstein in questo 2019 sta facendo le cose in grande considerato che per l’intero anno sarà impegnato nei festeggiamenti per il trecentesimo compleanno del principato: considerando la situazione politica e sociale d’Europa e del mondo direi che questo piccolo paese incastonato tra Svizzera e Austria sembra un piccolo Eden.
    L’appuntameto più importante e sentito sarà il 15 agosto quando sarà celebrata la festa nazionale ma non credo che giungeranno ospiti stranieri , al massimo potremmo vedere – per motivi strettamente familiare – qualche Wittelsbach.

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