Da Dubai al monte Conero. Lo sceicco Al Maktoum nelle Marche

Da Dubai al monte Conero. Lo sceicco Al Maktoum nelle Marche

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Nelle Marche i personaggi reali capitano di rado, molto di rado (la regina Elisabetta II passò in treno nella primavera del 1961 e solo perché il suo Britannia era ancorato al porto di Ancona, il principe Carlo fece qui una vacanza nel 1988, però questa è un’altra storia che magari vi racconterò in futuro), dunque quando ne arriva uno, e anche di un certo peso, l’evento merita di essere raccontato. Anche perché lui è un personaggio un po’ sui generis e ha sposato la figlia di un re. In questi giorni in varie zone della Riviera del Conero si stanno svolgendo le gare del Marche Endurance Lifestyle ed uno dei protagonisti di queste insolite e suggestive maratone a cavallo è lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Il primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai, è infatti notoriamente un grande appassionato di cavalli, come la moglie, la principessa Haya di Giordania, una delle figlie del defunto re Hussein, cavallerizza emerita nonché presidente della Federazione equestre internazionale.

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“La stella polare alla quale lo sceicco ispira il proprio mandato – si legge nella biografia ufficiale diffusa dagli organizzatori della manifestazione – è quella di garantire alla propria terra e al proprio popolo le migliori opportunità per confrontarsi con il resto del mondo al massimo livello. A dimostrarlo c’è il paragone che può essere fatto fra ciò che erano Dubai e gli Emirati prima della sua leadership e cosa sono diventati oggi quegli 83mila chilometri quadrati che si affacciano sul Golfo Persico; non è ardito parlare di vero e proprio miracolo, figlio di scelte coraggiose, magari ardite, ma capaci con il tempo di aver fatto di questi territori degli autentici crocevia economici su scala mondiale. Oggi Dubai non è più solo una ‘porta verso l’Oriente’, già di per sé ruolo invidiabile e ricco di prospettive, ma uno degli snodi principali del business planetario”. Il principale artefice di tutto questo è “Big Mo”, come viene chiamato affettuosamente lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum in patria. Terzo della generazione degli Al Maktoum, una delle figure di maggior spessore politico del mondo arabo, ambizioso per sé e per il suo Paese, decisionista quanto serve per dettare i tempi dello sviluppo nazionale, musulmano assai tollerante, Sheikh Mohammed ha alle spalle solidi studi in economia e finanza condotti nel suo Paese e nel Regno Unito, ma è apprezzato anche per la sua grande passione per la poesia. L’emiro di Dubai non scrive solo per sé, ma vuole condividere e per questo è stato un precursore sul fronte del web e dei social network. Oltre al un sito personale http://sheikhmohammed.ae, dispone infatti di un profilo su Facebook e uno su Twitter, che registrano quotidianamente migliaia di contatti. “Per via del grande flusso di richieste di amicizie su Facebook – prosegue la nota ufficiale – di recente i fan hanno avuto accesso alle foto, agli slogan, agli spostamenti, alle poesie che lui stesso scrive, su una nuova pagina appositamente strutturata per soddisfare la domanda dei fan”. Gli impegni di governo non impediscono allo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum di essere anche il maggiore proprietario di cavalli del mondo e un grande promotore dell’endurance a livello internazionale. Il suo legame con i cavalli, del resto, è fortissimo anche perché, come “Big Mo” ripete spessissimo, la casa del cavallo è in Arabia e il cavallo ha contribuito a scrivere le pagine più importanti della storia di queste genti. “Non riesco a quantificare il mio amore per i cavalli – ha confessato più volte – perché ce l’ho nel sangue, è nella mia anima e nella mia storia”.

Lo sceicco e la principessa Haya ad Ascot nel 2010

Lo sceicco e la principessa Haya ad Ascot nel 2010

L’impegno nell’endurance di Sheikh Mohammed è di vecchissima data, supportato costantemente dall’obiettivo di veder riconosciuto alla “maratona a cavallo” lo status di sport olimpico: l’endurance non a caso è sport nazionale negli Emirati e, alla lunga, ha finito per coinvolgere anche altre famiglie reali, determinando le condizioni per una diffusione sempre più forte e per una crescita diffusa su scala mondiale. A spalleggiarlo nella promozione degli sport a cavallo negli Emirati e nel mondo c’è la moglie Haya bint Al Hussein, riconfermata presidente della Federazione equestre internazionale fino al 2014 e membro del Comitato olimpico internazionale.
I due sono una coppia a dir poco inusuale per il mondo arabo, nonostante una grande differenza d’età e la di lui numerosa prole (una ventina fra maschi e femmine) avuta da altre unioni, sembrano molto felici, molto uniti e molto innamorati. E Haya, la figlia di Hussein e della sua terza moglie Alia Toukan, non ha abbandonato nessuna delle sue abitudini saldamente occidentali.

La coppia alla Dubai Wordl Cup

La coppia alla Dubai Wordl Cup

La principessa giordana, che perde la madre – morta in un tragico incidente di elicottero – quando non ha ancora tre anni, infatti studia in Inghilterra e poi trascorre lunghi periodi in Francia e in Spagna dove, appassionata cavallerizza, si allena con i migliori maestri. Nel 2000 partecipa ai Giochi olimpici di Sidney (è la portabandiera nazionale durante la cerimonia inaugurale) e poi negli anni seguenti ad altre importanti competizioni equestri ed è in queste occasioni che molto probabilmente incrocia lo sceicco al Maktoum. I due si sposano ad Amman il 10 aprile 2004 alla presenza di tutta la famiglia reale giordana e in questa occasione è la principessa Mouna, madre di re Abdallah e seconda ex moglie di re Hussein a fare da “madrina” ad Haya, poiché, come si mormora, fra la giovane e la regina Nour non è mai corso buon sangue. Haya, che ha avuto due figli, la sceicca Al Jalila  e lo sceicco Zayed, continua a dividersi fra la Giordania, Dubai e l’Europa dove, insieme al marito, è una presenza fissa durante le grandi corse a Deauville, Chantilly, Ascot o Epsom, i suoi impegni con la Federazione equestre internazionale e come “messaggero di pace” per le Nazioni Unite.

Epsom 2010

Epsom 2010


Haya insieme alla regina Elisabetta durante il Windsor Horse Show

Haya insieme alla regina Elisabetta durante il Windsor Horse Show


Lo sceicco Al Maktoum con la regina Elisabetta

Lo sceicco Al Maktoum con la regina Elisabetta


Lo sceicco con la figlia Al Jalila

Lo sceicco con la figlia Al Jalila

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Le nozze ad Amman, accanto agli sposi re Abdallah di Giordania, fratellastro di Haya

Le nozze ad Amman, accanto agli sposi re Abdallah di Giordania, fratellastro di Haya


Lo sceicco Al Maktoum accolto all'aeroporto di Ancona-Falconara dal presidente della Regione Marche Spacca

Lo sceicco Al Maktoum accolto dal presidente della Regione Marche Spacca all’aeroporto di Ancona-Falconara

Perché disputare alcune prove di endurance proprio nelle Marche vi starete chiedendo? Be’ per la suggestione ed il fascino della zona scelta, direi. Il monte Conero è un promontuorio a sud di Ancona, coperto di macchia mediterranea ed a picco sul mare, quindi molto adatto a questo tipo di prove. Poi le Marche stanno cercando di farsi conoscere e a qualcuno è venuta l’idea di portarci Al Maktoum.

Fra l’altro nei giorni scorsi, nell’ambito delle iniziative collaterali al Marche Endurance Lifestyle 2012, si è svolto a Portonovo il B2B promosso dalla Regione, per promuovere relazioni internazionali con gli Emirati Arabi Uniti. Sessantanove aziende marchigiane e venti emiratine si sono incontrate per ”stabilire e consolidare i contatti, in vista di nuovi e possibili accordi commerciali con il Paesi dell’area del Golfo”. “L’Italia e le Marche offrono eccellenti opportunita’ di investimento in tutti i settori, dal turismo, all’energia, alle energie rinnovabili”, ha detto invece il ministro dell’Economia degli Emirati arabi uniti Sultan Bin Saeed Al Mansouri a margine del Forum bilaterale Italia-Eau a Recanati all’auditorium iGuzzini. “Ci stiamo interessando agli alberghi e al turismo” ha osservato Al Mansouri. Per il governatore Spacca Emirati sono ‘un hub strategico’.

Per informazioni sulla manifestazioni www.marchelifesyle.it e www.turismo.marche.it

aggiornamento di lunedì 17 giugno dall’ufficio stampa della Regione Marche

Il primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai Sheick Mohammed bin Rashid Al Maktoum e il ministro dell’Economia Sultan Al Mansouri, hanno lasciato le Marche domenica mattina a conclusione dell’evento Endurance Lifestyle. Ad accompagnarli all’aeroporto per l’arrivederci a nome della comunità marchigiana, il presidente della Regione Gian Mario Spacca. Nel salutare la nostra regione il ministro Al Mansouri ha ringraziato tutti gli imprenditori marchigiani per la splendida accoglienza ricevuta. Con il ministro, questa mattina all’Aeroporto delle Marche, c’era anche l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia Abdulaziz Nasser Al Shamsi. “Sono stati giorni molto belli quelli vissuti nella vostra regione – ha detto l’ambasciatore – Abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria dalla gente delle Marche, una regione bellissima e diversa da tutte le altre. Si è parlato di economia, di sport, di politica e questo ha avvicinato gli Emirati Arabi Uniti all’Italia. Il momento economico, alla presenza del ministro dell’Economia, è stato eccellente e la gara di ieri affascinante: il primo ministro si è divertito e interessato molto. Eventi come questi rafforzano le relazioni tra i nostri Paesi”.

 Premiazione

La premiazione del concorso di endurance

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Il presidente Spacca saluta lo sceicco Al Maktoum

copyright foto Getty Images, PPE, Hola.com, Regione Marche.

ps e oggi ci sono anche il matrimonio Parma a San Miniato al Monte http://ppe-agency.com/show.php?zoektype=2&search=16-06-2012+Florence 

http://www.daylife.com/search?q=Princess+Carolina+de+Borbon+Parma+and+Albert+Brenninkmeijer+leave+the+Basilica+di+San+Miniato+al+Monte

Borbone-Parma

bella lei, eh? qui sta entrando a San Miniato al Monte con il fratello Carlo Saverio duca di Parma. Indossa la “laurel” tiara prestata dalla zia la regina Beatrice e in mano ha un bouquet di mughetti e fiori di cicerchia, il fiore preferito della nonna Giuliana.

e il Trooping del Giubileo http://www.dailymail.co.uk/news/article-2160200/Pomp-ceremony-Royal-family-reunite-magnificent-style-Trooping-Colour-Queens-official-birthday.html?ito=feeds-newsxml (Filippo che vede nella prima immagine è improvvisamente invecchiato, speriamo bene…)

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152 Commenti

  1. Simonetta ha detto:

    Eh si…..@Filippo mi son risposta da sola,con tutti gli approfondimenti che mi sto facendo in questo periodo(troppo tutto insieme)ho focalizzato la cosa solo mentre la stavo scrivendo…….
    @Elettra…anch’io sto facendo caso alle scarpe di The Queen…sempre le stesse,nere,con fibbietta anche un po’ sformate ma comode(così sembra).Nei 5giorni di Ascot e anche per giubileo,sempre quelle,penso che di abbinamenti con vestito non gliene possa importar di meno…Come se avesse problemi a trovarsene altre altrettanto comode….eheheheheh

    A proposito ho letto su Vanity fair,che Kate e’ stata”declassata”d’ora in poi,quando William non e’ presente,dovrà fare inchino a Regina,Filippo,Carlo e camilla(chiaramente )ma anche a principesse reali,Beatrice eugenia e altre….solo Sophie di Wessex(altra borghese)dovrà farlo a lei…mi sembra cosa alquanto strana,perché si parla sia di pubblico che privato.Forse sarà per questo che Kate ad Ascot non si sia mai vista per 5giorni(ufficialmente impegnata nei festeggiamenti per William )?The Queen così vicina,vedi scarpe,ma anche formale e regale come solo lei puo’essere!!!!!!
    Ciao Simo

  2. Il tuo nome ha detto:

    @ Ale
    Il libro sulla politica di Vittorio Emanuele sembra interessante! Posso chiedere il titolo? Grazie!

  3. Sofia ha detto:

    “Il tuo nome” sono io! Scusatemi.

    @ Ale
    Il libro sulla politica di Vittorio Emanuele sembra interessante! Posso chiedere il titolo? Grazie!

  4. Sofia ha detto:

    è sparito il post dove mi ero dimenticata di firmare e che mi aveva identificata come “il mio nome”… boh!

  5. Dinora ha detto:

    Signori, su Rai 3 c’ è ” The Queen- La Regina” con la fantastica Helen Mirren!! Buona visione

  6. Laura ha detto:

    ttp://www.telegraph.co.uk/news/uknews/theroyalfamily/9351571/The-Queen-tells-the-Duchess-of-Cambridge-to-curtsy-to-the-blood-princesses.html

    Ecco l’articolo che illustra la storia degli inchini. IN fin dei conti nulla di nuovo.

  7. Sofia ha detto:

    Ho letto una notizia interessante. La regina ha aggiornato le regole riguardanti gli inchini per includere anche la duchessa di Cambridge.
    Quando Catherine sarà da sola, dovrà inchinarsi alle principesse di sangue, Anna, Alexandra, Beatrice ed Eugenia. Quando sarà accompagnata da William, no.
    (ovviamente, dovrà sempre fare l’inchino alla regina, al duca di Edimburgo, al principe di Galles e alla duchessa di Cornovaglia)
    La contessa di Wessex dovrà sempre inchinarsi a Catherine, indipendentemente dalla presenza di William.

    http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/theroyalfamily/9351571/The-Queen-tells-the-Duchess-of-Cambridge-to-curtsy-to-the-blood-princesses.html

  8. Dinora ha detto:

    Cara Ale sono concorde con te! Purtroppo in Italia chi ha una proprietà storica, di famiglia, da generazioni, piccola o grande, viene guardato in un certo modo e tacciato di altro. E’ faticoso mantenerle ma chi le ama fa di tutto perché non cadono nell’oblio, è un dovere ed un rispetto per chi prima le ha create, cercando di apportare tutte le migliorie che si può. Per non parlare poi gli “incontri” che si hanno con certi ottusi personaggi delle soprintendenze! La conseguenza che ne deriva è l’onerosità dei lavori. Ecco perché spesso, diverse ville o palazzi sono lasciati al loro destino.
    Entrambe abbiamo visto a Vaux le Vicomte che cosa si può fare anche grazie alle agevolazioni dello Stato: quante persone hai visto lavorarci? Molte. E pensa a quante ve ne sono ancora che non vedi ( gli addetti alle manutenzioni, alle pulizie , mantenimento appunto anche alle carrozze, agli interni, alle tappezzerie, AL GIERDINO un esercito, e via discorrendo per non parlare poi a quelle “dell’indotto” ( pensa a ciò che si vende nel “ book office”, qualcuno le farà ) . Deduzione finale: più turisti, più eventi = PIU’ LAVORO! Ma non so perché qui non lo si capisce. Io e mio marito andiamo spesso in Francia sia per lavoro che per diletto. Io li ammiro, perché come dicevi tu, valorizzano l’impossibile (BRAVISSIMI). Hanno fatto il DOC, in francese AOC, Appelation d’Origine Contrôlée, anche per le galline: i Polli della Bresse!! Razza che prende il nome dalla regione della Bresse , il cui capoluogo, Bourg en Bresse , cittadina legata anche alla storia dei Savoia dove si trova anche una bellissima chiesa. Inoltre come hai detto , lungo le loro autostrade si trovano cartelloni in cui ti indicano quale monumento, chiesa, casa , castello, torre, fattoria d’epoca ecc., anche privato, puoi trovare nelle vicinanze ( anche a 50/60Km dall’uscita dell’autostrada) e questo induce al turista curiosità e quindi ad andarli a visitare. Da noi è proibito e sottolineo proibito posizionare qualsiasi cartello indicativo anche per i monumenti dello stato!! Bisognerebbe, veramente, programmare periodicamente dei viaggi di istruzione ai funzionari delle nostre istituzioni in Francia, in Austria dove, quando vi passi, sembra che una mano , durante la notte , pettini i prati, “gonfi” gli alberi dei boschi, ritocchi con i colori i fiori, così al mattino è tutto ordinato per accogliere il turista!
    Pensate a quanti monumenti sono crollati durante il terremoto. I centri storici feriti. SONO LE NOSTRE IDENTITA’ , SONO LE NOSTRE RADICI CHE SI INSINUANO NELLA NOSTRA STORIA. MA quale paese al mondo ha QUESTE RADICI? Ma perché questi monumenti, questi paesi vecchi o antichi (purtroppo anche quelli nuovi e qui si aprirebbe una discussione ancora PIU’ GRAVE!!!), sono crollati se non addirittura sbriciolati? Noi non abbiamo una mentalità nel cercare di preservare con adeguati lavori di mantenimento e che, se fatti costantemente, si riesce a preservare e in questo caso a salvare i nostri monumenti. I muri delle case antiche devono essere legati fra loro perché se no tendono ad “aprirsi”, anche in condizioni normali, è una procedura fondamentale e basilare che qualsiasi architetto sa. MA …… sono tutte cose che richiedono tempo e risorse. Basta, mi sono dilungata troppo su questo argomento. Scusate ma mi fa male vedere tutte queste persone che guardano e non vedono più una parte delle proprie radici.

  9. elettra ha detto:

    @Simonetta…sono mesi che la regina usa sempre quelle scarpe…..evidentemente tutte le altre le fanno male!

    In quanto al declassamento, non è così!…Kate, non è nata nobile per cui deve fare l’inchino a tutte quelle persone che hai indicato, perchè sono nobili di nascita, quindi anche le yorchette….Camilla non nasce nobile, ma è più in alto di lei nella gerarchia, essendo la moglie dell’erede al trono, e questo va rispettato e sottolineato con l’inchino…Sofia , pur essendo più anziana di età di Kate, è la moglie , solo del quartogenito della regina , persona molto più lontana dal trono rispetto a Kate, che occupa, rispetto a Sofia ,un posto di preminenza….insomma è una cosa complicata…tra l’altro, mi sembra che quando è sola abbia degli obblighi, per esempio nei riguardi di Eugenia e Beatrice, ma se è accompagnata dal marito, sono loro ad averlo nei suoi riguardi! e infatti anche tu lo dici…..

  10. elettra ha detto:

    @ Filippo….. grazie,per le belle immagini…quei colori pastello sono unici e solo lei sa portarli così…per esempio Margarthe di Danimarca, è pure una regina molto “colorata”, ma non ha la stessa grazia nel vestirsi, sarà che è tanto alta, ma addosso a lei certi colori sembrano esagerati!

  11. roberta ha detto:

    buon giorno…..posso capire che kate debba fare l’inchino alla regina e a Filippo, posso far passare anche a CArlo e CAmilla..ma allle altre non mi sembra corretto…..ma si sa le regole inghesi son regole…ma..

  12. Ale ha detto:

    @elettra @simonetta mi sembra di aver letto da qualche parte poco prima del giubileo che elisabetta ha diversi paia di scarpe uguali e che ha a servizio una signora coi piedi uguali ai suoi non solo nella misura ma anche nella forma che le porta le scarpe per un paio di di giorni quando sono nuove, in modo che quando la regina le indossa per la prima volta non le trova dure o rigide, ma subito comode e con la forma del suo piede. d’altra parte (come si legge nel libro “la classe non è acqua” di antonio caprarica sulle stravaganze della nobiltà inglese) il figlio carlo gira il mondo sempre con gli stessi due cuscini (li tiene dietro la schiena in macchina, sui divani e chissà dove) e ha un servitore il cui solo compito è occuparsi che siano sempre in ordine e che il principe li abbia sempre con sè. il nome ufficiale di questa figura è pillow-fluffer. riconosco che anche io ne vorrei uno, magari creerei anche una nuova carica apposita per le forniture di cioccolatini!
    @sofia il titolo è “l’ombra del re. vittorio emanuele II e le politiche di corte” di pierangelo gentile, carocci editore. è uno studio del comitato di torino dell’istituto per la storia del risorgimento italiano e va che detto ha un costo proibitivo, 50 euro per 350 pagine. non penso sia facile da trovare, è uscito da meno di un anno ma io ne ho visto in giro nelle librerie una sola copia, quella che poi ho comprato. ma vale la pena perchè racconta fatti poco noti al grande pubblico e sono tutte cose ducumentate. in ogni pagina al fondo ci sono le fonti dell’autore, mi sa che ci ha messo molto tempo a scrivere questo libro perchè ha consultato molti epistolari, ducumenti degli archivi di stato e di archivi privati. ma si scoprono cose importanti come la regina madre che complotta contro il figlio aiutata dalla nuora (che era anche sua cugina prima) e insieme al papa, alla faccia delle donne sottomesse e che non si occupano di politica in casa savoia.

  13. Filippo ha detto:

    Buon giorno
    @Dinora ho rivisto il film in TV (ho il dvd), l’attrice è molto brava, in lkinea generale è molto ben fatto, però mi sembra che gli scenografi abbiano dato un taglio molto duro di Elisabetta, si lei ha ricevuto un educazione rigida ma nel privato nessuno la conosce, molte scene fanno riferimento a colloqui molto privati tra i reali Carlo-Elisabetta, oppure tra Elisabetta e la madre, o ancora in camera da letto tra Elisabetta e Filippo, siano molto inventati o supposti, come si fa a sapere cosa effettivamente si siano detti fra loro.
    @Simonetta, diffida sempre da quello che scrivono i giornali, il più delle volte sono baggianate. La duchessa di Cambridge, dovrebbe (uso il condizionale) sempre inchinarsi a Elisabetta, Filippo, Carlo e Camilla, a prescindere se sola o in compagnia del marito. Per quanto riguarda gli altri principi, dovrebbero considerarsi di pari rango, anche se la duchessa di Cambridge e la contessa del Wessex lo sono per acquisizione dei rispettivi mariti, ma sempre altezze reali sono.

    Per quanto riguarda le scarpe di S.M. la Regina, non sono solo nere, le indossa anche nei colori del beige, bianco, e nelle cerimonie ufficiali argento e oro, poi vi sono le scarpe contry belle robuste basse e comode o gli stivali , per quanto riguarda le borse quelle da sera hanno un taglio più piccolo, appunto da sera.
    Saluti
    Filippo

  14. Ale ha detto:

    @dinora hai detto cose santissime, speriamo che nel futuro tutto cambi. mi ricordo nel bookshop una grande foto con lo staff, più o meno una trentina di persone tra giardinieri, custodi e tutto il resto, e queste sono solo le persone fisse della tenuta. solo due cose: sono un maschio, il mio nome è alessandro, ma non ti preoccupare, cose che capitano. l’altra è che non penso che in autostrada da noi sia vietato mettere cartelli. essendo di torino frequento molto le autostrade piemontesi, tra gite fuoriporta ai vari castelli (molti privati) e tragitti verso mare e montagna (i cartelli sui castelli ci sono anche in valle d’aosta), e ti posso assicurare che da noi i cartelli come in francia ci sono (forse ci sono solo per i luighi più importanti). mi riferivo soprattutto al fatto che uscito dall’autostrada sei abbandonato a te stesso, e la colpa di questa mancanza di cartelli sta nei comuni.

    per quanto riguarda la storia degli inchini di kate io non ci vedo niente di così scandaloso, sono i giornalisti che lo mettono tanto in risalto ma è semplice etichetta, niente di più. ogni volta che si aggiunge un nuovo membro nelle prime posizioni della famiglia reale va aggiornato l’ordine delle precedenze, che poi comporta tutto il resto, compresa la storia degli inchini. semplice procedura, succede in tutte le monarchie del mondo; strano invece che sia stato fatto adesso, a un anno dal matrimonio.

  15. Filippo ha detto:

    @Ale, ci avevo pensato anch’io alla figura di “allarga scarpe” rifacendomi all’assaggiatore dei pasti (figura credo ormai caduta in disuso), poi non conoscevo la figura del pillow-fluffe, ma d’altronde se ci riflettiamo come potrebbero vivere così a lungo e in salute queste persone se non ci fossero queste “figure” che vigilano su di loro.
    Ad esempio un libro biografico su Elisabetta argomentava sulla sua dieta alimentare, i suoi pasti sono sempre controllati ed equilibrati nelle quantità, in sostanza non mangia quello che capita, e questo credo per tenerla sempre in ottima salute.

    Aggiungo al mio commento precedente di ricordare che i duchi di Cambridge sono secondo in linea di successione al trono e quindi in posizione preminente rispetto agli altri, eccezion fatta forse per i figli della Regina, che godono di un trattamento protocollare diverso.

    Filippo

  16. Sofia ha detto:

    @Ale
    grazie delle informazioni sul libro!

  17. marina ha detto:

    oddio qua mi perdo, non mi ero resa conto del 116 commenti. vado con quelli che sono visualizzati nella pagina
    @ Filippo grazie per tutti i link, adesso mi sta venendo una voglia mostruosa di fare un post con le spille di Elisabetta, ci sto facendo caso e sono tutte perfettamente intonate all’abito come colore e stile. davvero stupende e pensare che a me il genere non piace;
    @ Simonetta in Inghilterra una donna mantiene il titolo di nascita anche da sposata mentre il cognome mentre quello del marito, per dire la figlia di Margaret lady Sarah Armostrong Jones ora è conosciuta come lady Sarah Chatto. per il titolo di lady usa così, sono lady X Y(nome proprio più cognome) tutte le figlie di duchi, marchesi e conti, le figlie di visconti e baroni sono The Honorable X Y. così tanto per semplificare, in effetti è un intrico, ho uno schema se vi interessa. sugli inchini invece non ho approfondito le novità. ma sono molto sconcertata, il giorno del Te Deum a Saint Paul, santo cielo, un sacco di signore non hanno piegato il ginocchio al passaggio della regina. orrore!
    @ Ale titolo, titolo;
    @ Laura grazie;
    @ Sofia grazie. mi viene da ridere a pensare a Kate che fa la riverenza a Beatrice e Eugenie;
    @ Dinora mi riaggancio qua al discorso su Vaux e sui castelli francesi che conosco bene (sigh e dove tornerei anche ora), pare banale dire “loro si che si sanno fare”, ma è così. loro si che si sanno fare, percorsi, itinerari, visite guidate, sua nei grandi castelli che in quelli piccoli. la chiesa di Borg en Bresse la conosco molto bene, così come conosco la Bresse e hai ragionissimo. ma tutta la Francia è così;
    @ elettra comunque a me in questo anno di Giubileo Elisabetta mi sembra stupenda, sarà la simpatia che emana e appare sempre molto sorridente;
    @ roberta, eh appunto, pensa Kate che si inchina alle York;
    @ Ale non lo conoscevo questo libro di Caprarica, magari lo cerco ma attendo con ansia l’arrivo – via amazon.com – del libro di memorie della duchessa di Devonshire, poi vi dirò;
    @ Filippo c’hai ragione anche se sparo sulla mia categoria, ma c’hai proprio ragione. quanto alle scarpe come la capisco;
    @ Ale a parte l’invidia per il mese di vacanze in Francia 🙂 ma hai notato che sulle autostrade c’è una cosa bellissima? cioè ci sono dei grandi cartelli marroni con il disegno stilizzato della città o del monumento vicino o in prossimità. la trovo una cosa stupenda che mi ha sempre intrigato moltissimo;

  18. Ale ha detto:

    @marina vado a cavaliere (proprio dove hanno la villa i bruni tedeschi in cui veniva ad agosto carlà con sarkò) vicino a le lavandou, posto stupendo. la cosa più bella dell’autostrada francese, almeno per me che a fine luglio non sarò più neopatentato, è l’asfalto, liscio senza rattoppi, sembra di guidare sul velluto, del tipo che quando arrivi a ventimiglia la differenza la senti subito. sarà la vicinanza alla francia, ma nelle autostrade piemontesi e valdostane i cartelli marroni con disegnato il profilo del bene architettonico ci sono, ci sono di sicuro quelli delle residenze sabaude (vedo sempre quello di racconigi andando al mare e quello di agliè sulla torino-aosta quando vado in montagna quindi ci saranno anche per le altre residenze), quelli di abbazie importanti (come quelle di staffarda e di novalesa di proprietà dell’ordine mauriziano), quelli dei castelli della nobiltà come quello di masino e quelli dei castelli vadostani (in gran parte ancora privati, in mano a nobili che in genere abitano a torino). più viaggio per l’italia più mi rendo conto che sotto certi aspetti il piemonte (che tuttavia non è certo perfetto) è un isola felice rispetto al resto del paese.

  19. marina ha detto:

    cioè Ale mi vuoi proprio far morire. conosco benissimo sia Cavalaire che Le Lavandou che non è stupenda, è meravigliosa. Noi siamo andati varie volte all’hotel de la Falaise che ha un panorama fantastico sulle Iles d’or… sigh 🙂
    siccome mio marito dice che a lui piace cambiare adesso devo convincerlo a tornare quanto prima là. l’ultima volta siamo riusciti anche a stare indisturbati sulla spiaggia sotto al domaine du Cap Nègre che sarebbe il residence dentro al quale c’è la villa dei Bruni-Tedeschi.
    hai ragione adesso che ci penso ci sono i cartelli anche in Piemonte. quanto alle autostrade io apprezzo anche il fatto che i tir appena passato il confine si mettono a passo d’uomo mentre in Italia fanno quello che gli pare.

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