Il diadema ed i gioielli indossati da Margherita, prima regina d’Italia, apparsi in alcune immagini del post precedente, hanno destato molta curiosità e Alessandro, un giovane lettore torinese, ci propone un articolo sulle gioielli delle regine d’Italia.

Le gioie in dotazione alla real casa sono un gruppo di gioielli ufficiali utilizzati dalle regine di casa Savoia nelle cerimonie e negli eventi importanti. Furono smontati e riordinati per volere della prima sovrana d’Italia Margherita. Infatti per il suo matrimonio furono creati i primi pezzi che vennero integrati negli  anni fino alla creazione, per i 15 anni di matrimonio, del gran diadema nel 1883. Da questa data non furono più sottoposti a modifiche e il loro numero non fu più incrementato, come è dimostrato dall’inventario fatto dalla ditta Musy in quell’occasione e da quello effettuato nel 1946. questi gioielli, come quasi tutti quelli più importanti della famiglia, vennero ideati e creati dalla gioielleria Musy, fondata nel 1706 e attiva ancora oggi, ditta fornitrice di casa Savoia dalla metà del XVIII secolo. La sovrana era solita indossare molti gioielli contemporaneamente tanto da essere paragonata, più di volta, a una madonna votiva nel giorno della processione.

Marghe2

La regina Margherita li portò fino al regicidio di Monza (29 luglio 1900), dopodiché  scrisse di suo pugno sotto l’elenco dei gioielli: “le Gioie della Corona sono state consegnate a Sua Maestà la regina Elena, mia nuora, il giorno 2 Agosto 1900 in Monza”. Da questo momento i gioielli furono conservati nella cassaforte numero 3 del Quirinale e affidati alla custodia del ministro della real casa, al quale quando la regina doveva indossarne un pezzo bisognava inoltrare una richiesta e una volta avuto il gioiello Vittorio Emanuele III doveva firmare una ricevuta. Dopo l’8 settembre 1943 e la cosiddetta fuga, il re lasciò a Roma i gioielli e al ministero della real casa il compito di tenerli al sicuro dagli invasori. Infatti uno degli ordini di Hitler era di recuperarli e spedirli a Berlino. I tedeschi li cercarono prima nella capitale, poi a Torino e a Milano senza però riuscire a trovarli. Infatti subito prima dell’occupazione rano stati depositati in una cassetta di sicurezza della banca d’Italia, in seguito prelevati e murati in una nicchia dei sotterranei della manica lunga del Quirinale.

Marghe3

Dopo il referendum istituzionale, il 5 giugno del 1946 l’avv. Falcone Lucifero, reggente del ministero della real casa, si presentò alla banca  d’Italia con il cofanetto a tre piani in cui erano custoditi i gioielli della corona e l’ordine di re Umberto II di riconsegnarli alla nazione ad uso di chi di dovere. Venne stilato un inventario con la descrizione dei pezzi (vedi foto), furono scattate delle fotografie(vedi foto) e il cofanetto venne chiuso con 12 sigilli. In teoria oggi i gioielli dovrebbero essere ancora sigillati e il cofanetto può essere aperto solo in presenza del presidente della repubblica e del governatore della banca d’Italia. Il loro valore oggi, secondo alcune stime, si aggira sui 1.5 miliardi di euro e in totale ci sono pietre per più di 1200 carati.

Marghe7

I DUE BRACCIALI

I due bracciali furono consegnati da Musy il 20 aprile 1868, due giorni prima del matrimonio. Sono stati ottenuti rimontando due precedenti bracciali con l’aggiunta di 34 diamanti. La montatura è in oro e argento in cui sono incastonati 1034 brillanti per un peso di 156 carati. Il motivo centrale è smontabile e può essere usato come spilla.

Marghe4

LA SPILLA

La spilla con motivo a nodo, particolarmente caro a Margherita, fu consegnata da Musy il 30 agosto 1868. Fu realizzata con pietre provenienti da altri gioielli; al centro c’è un grande diamante di colore rosato che, secondo la tradizione familiare, era un dono del maresciallo Marmont. La spilla conta 679 brillanti per un peso di 143 carati.

Elena5

IL GRAN DIADEMA

Fino alla sua creazione Margherita non aveva posseduto nella sua collezione una tiara di importanza comparabile alle gioie della corona. Così per sopperire a questa mancanza Umberto I, gran donatore di gioielli, nel 1883 per i 15 anni di matrimonio commissionò ai Musy il gran diadema. Composto da undici volute di grossi diamanti  di taglio circolare, attraversate da un giro di perle e sormontate da undici perle a goccia. In questo meraviglioso gioiello sono incastonati 541 brillanti per un peso pari a 292 carati. Per la sua realizzazione Margherita aveva fornito perle di sua proprietà personale e a liquidazione del conto aveva contribuito consegnando ai gioiellieri  una parure del 1835 in diamanti, perle, rubini, zaffiri e smeraldi. La regina lo ricevette per Natale e lo indossò la prima volta alla festa di capodanno di quell’anno, da allora lo portò in tutte le foto ufficiali e alle funzioni di stato.

Elena4

LA GRANDE COLLANA

Questa collana è formata da una grande catena  a doppio giro a nodi d’amore (nodi Savoia) e rose di Cipro con nappa finale, quindi si può dire un gioiello con un forte valore simbolico. Questo può essere diviso e indossato con diverse lunghezze, vi sono incastonati 1859 diamanti per un peso di 219 carati.

Cofanetto

LA COLLANA A FESTONI E LA RIVIERE

La collana a festoni è interamente composta da grossi diamanti di taglio circolare per un totale di 150 pietre per un peso di 341 carati. Da abbinare a questo gioiello c’è una rivière (praticamente un girocollo) di 34 grossi brillanti sempre di taglio circolare pari a 105 carati.

Elena

ALTRI GIOIELLI DELLA CORONA

A completare i gioielli della corona ci sono orecchini, fibbie e bottoni di brillanti; cinque spille fatte a fiore; una broche fatta a mezzaluna montata in pavé di diamanti e cinque spille fatte a fiocco, per un totale di 792 brillanti, di forma uguale e di grandezza degradante da indossare sul corpetto in uno stile che ricorda la moda della metà del Settecento.

Marghe5

Fonti: Stefano Papi e Maria Gabriella di Savoia “Gioielli di casa Savoia” ed Electa; catalogo della mostra a Venaria Reale sui gioielli di casa Savoia.

E per finire una mini biografia di Alessandro che ringrazio di cuore per le ricerche.

Sono nato nel 1991 e sono uno studente del Politecnico di Torino, la mia grande passione è la storia (dell’Europa), in particolare quella moderna. Ho sempre amato i castelli e ho iniziato intorno ai dieci anni ad interessarmi della storia del Piemonte (è nato tutto visitando il museo pietro micca a torino, infatti i miei primi libri sono stati sull’assedio del 1706), poi la curiosità mi ha fatto allargare i miei interessi al resto d’Europa. Essendo appassionato anche castelli e soprattutto regge mi sono dedicato con passione anche alla storia dei Savoia ( che ci tengo a dire la mia famiglia ha servito per molti anni: combattendo le guerre d’indipendenza, come fornitori, come architetti e come funzionari) e di conseguenza anche alle altre case reali. In particolare negl’ultimi due anni ho scoperto il mondo dei gioielli reali e ho iniziato a capire il complicato mondo degli ordini cavallereschi………ah e amo molto i libri.

ps e per chi non lo avesse visto ecco il video con l’ intervista sul libro 101 storie di regine e principesse nel quale potrete vedere me medesima in tutto il suo splendore 😉 con la partecipazione straordinaria di due ospiti specialissime…

ps2 e c’è anche questo video  davvero molto carino realizzato da una lettrice.

Marghe1

Condividi su:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Share on StumbleUpon0Email this to someone

243 Commenti

  1. annarita ha detto:

    Lo smeraldo a ciondolo toccò a Maria Beatrice, alla morte di re Umberto, ma lei decise subito di venderlo. Fu acquistato da V.E per fare un regalo alla moglie.

  2. elettra/cristina palliola ha detto:

    Pure io pagherei, e credo che qui saremmo in tanti ad andare a rovistare, ripulire e mettere in ordine…valorizzare..mah!

  3. Ale ha detto:

    @elettra posso venire anch’io?? 😀
    @marco concordo è tutto vergognoso. ma fa ancora più rabbia dei depositi sapere che sono stati cambiati gli storici lampioni di piazza del quirinale solo perché sormontati da corone, tutte le maniglie del palazzo perché avevano un rimando sabaudo e la cosa che più insulta la nostra memoria storica è il capillare lavoro di cancellazione di quasi tutti gli stemmi sabaudi da soffitti e affreschi. facendo il tour virtuale delle sale si nota in ogni stanza almeno uno stemma cancellato, è stato fatto un lavoro di damnatio memoriae dagli anni ’50. mentre quelli dei papi già risparmiati (giustamente) dai savoia dopo il 1870 sono ancora lì. l’unico (forse) stemma sabaudo rimasto su un soffitto nel palazzo è quello al centro del salone dei corazzieri.

  4. elettra/cristina palliola ha detto:

    Ma certo che si può comporre una bella squadra di rovistatori delle cantine e delle soffitte del quirinale! anche a me fa molta rabbia vedere con quanta determinazione e violenza si è voluto cancellare il passato, e mi piacerebbe tanto sapere se fu l’idea di uno soltanto – e chi fu anche se qualche sospetto ce l’ho – o anche lì ci fu un’organizzazione addetta alla cancellazione di tutto ciò che era stato sabaudo…..è proprio stupida cecità, perchè non solo la francia ha rivalutato il suo passato monarchico, ma persino la russia, come abbiamo visto e stiamo ancora vedendo. in italia hanno costruito un binomio: monarchia uguale fascismo e così abbiamo buttato secoli di storia per un ventennio…senza pensare che VE III non abitò un solo giorno al quirinale e lì non ci poteva essere nulla che ricordasse quel re, ma invece c’era il passato solare dei Savoia, con in testa la regina Margherita, che la regina la sapeva fare!
    e invece il solito stato beghino e baciapile non ha cancellato il papato, ma mi sono espressa male, perchè neppure il passaggio del papato,al quirinale, va cancellato, perchè la storia è quello che è e non si cambia, e le testimonianze vanno lasciate lì dove sono, ma tra le due cose hanno scelto chi non poteva più nuocere, mentre la chiesa, si sa, il potere non lo ha mai dismesso, almeno in Italia e quindi andava comunque rispettata ..tutto condotto molto male, anzi malissimo per non parlare della mancata telecronaca del funerale di Umbeto II…e non voglio dire altro perchè quel capitolo degli ultimi anni dell’esilio del re, la sua malattia e la sua morte, mi mettono addosso una grande tristezza

    • Ale ha detto:

      @elettra il mancato rientro di Umberto morente e il suo funerale ignorato dallo stato è stata una delle cose più vergognose che abbia fatto la repubblica, ancora peggio del lungo esilio.

  5. luka ha detto:

    http://www.ansa.it/trentino/notizie/2015/06/30/kompatscher-con-mattarella-e-fischer_7382ab63-05a6-4e19-8260-a951695965d3.html

    Il presidente della Repubblica Mattarella in visita di Stato a Vienna incontra il presidente austriaco: nemmeno in Austria hanno paura del passato, considerato i ritratti esposti nella sala dove si e’ tenuta la conferenza stampa!

    • Ale ha detto:

      si l’ho notato anch’io. al quirinale ci sono credo due sale o poco più nella parte aulica con ritratti sabaudi e sono tutti settecenteschi. sembrano però più un elemento di arredo che un omaggio alla storia del paese.
      dovrebbe esserci anche qualche busto dei sovrani.
      ho comunque sempre pensato che sarebbe giusto che fosse esposto almeno un ritratto di v.e. II visto che fu il primo capo di stato dell’italia unita.
      è veramente triste questa negazione della storia a cui assistiamo ogni giorno … infatti mi stupii molto quando napolitano il 17 marzo del 2011 fece la cosa giusta andando a pantheon a rendere omaggio al primo re d’italia. speriamo che il futuro sia migliore e non rimanga un gesto isolato.

      • tody ha detto:

        Oggi su Corriere della Sera alla pagina delle lettere Sergio Romano risponde sulla questione sepoltura ex re Savoia, argomentando di essere favorevole a Superga per Vittorio Emanuele III non per Umberto II gia sepolto a Hautecombe, per lui dunque più che sufficiente anche se non esclude a priori un trasferimento a Superga qualora ne sussistesse utilità e opportunità. Le Regine non sono citate, il Pantheon escluso per indisponibilità politica. Spende qualche parola di elogio per Vittorio Emanuele III pert poi passare alle condanne di rito, fascismo leggi razziali, 8 settembre. Niente su Umberto II, Regine non pervenute. Le sepolture dovrebbero essere in forma strettamente privata e senza la partecipazione dello stato, a totale carico della famiglia.
        Praticamente meglio di nascosto………………….

        • milady ha detto:

          abbiamo paura dei morti? Mi pare allucinante. Piaccia o no, sono stati re d’Italia, e fanno parte della storia del nostro paese. Un paese strano, tra l’altro, che non obietta sulla sepoltura di Mussolini a Predappio, diventato luogo di culto, ma esilia re e regine defunte, e se la prende anche con le maniglie.

  6. elettra/cristina palliola ha detto:

    Cosa vuol dire indisponibilità politica? che la politica italiana non se ne interessa?…bè…quasi quasi meglio, visto che non sa prendere decisioni ed essendo una questione di non primaria importanza rimandare, rimandare, fino a non so quando, con pilatesca noncuranza…ma, in questo caso, non dovrebbero sorgere ostacoli, il giorno che poi la famiglia dovesse decidere di sostenere le spese di trasferimento. Io non so chi ha pagato quando Federica di Grecia fu sepolta a Tatoi, e neppure chi ha sostenuto le spese, per i funerali della famiglia imperiale russa, finalmente nella cattedrale dei SS Pietro e Paolo…e chi ha tirato fuori i soldi,per i genitori della regina Elena da Bordighera a Cettigne, …io no lo so,ma potrebbero essere degli esempi da seguire
    Comunque a mio avviso, i re – e le regine- andrebbero sepolti al pantheon, là dove è il posto dei re italiani, indipendentemente da quelli che possono essere stati i loro sbagli, o le loro virtù, in vita…a Superga ci stanno i re di Sardegna e basta…non ci possono essere compromessi

  7. Chloe ha detto:

    E’ di pochi giorni fa la notizia che all’asta di Sotheby’s “Magnificent Jewels and Noble Jewels”, che si terrà a Ginevra l’11 novembre, ci sarà anche il preziosissimo anello con rubino (e che rubino! 😉 ) e diamanti appartenuto alla regina Maria José, donato in occasione delle nozze con Umberto II dall’amico antiquario, bibliografo e bibliofilo Tammaro de Marinis. Immagino facesse parte della collezione privata della Regina, ma di chi sarà la proprietà oggi? Chi lo mette all’asta??
    Per ora non è disponibile il catalogo dell’asta, ma abbiamo questa pagina:

    http://www.sothebys.com/en/auctions/2014/magnificent-jewels-and-noble-jewels-ge1505.html

    http://p5.storage.canalblog.com/51/90/119589/106824831.jpg

    http://gioiellis.com/in-vendita-lanello-di-maria-jose/

    • Dora ha detto:

      @alex era già stato sulla notizia, lo vende l’albion art institute di tokyo.
      il che mi fa sorgere una domanda: ma può vendere???? la sua mission non è la conservazione, valorizzazione e esposizione dei preziosi che acquista??

      • Ale ha detto:

        si su fb è un po’ che se ne parla. un gioiello veramente stupendo e poco conosciuto tra quelli di maria josè.
        @chloe mi hai preceduto 🙂 pensavo anch’io di mettere qualche link su questo anello 😉
        @dora sai che mi sono fatto la stessa domanda! ma è possibile? mi sembra veramente strano. può darsi che l’albion art institute non sia il vero proprietario ma che lo abbia solo in esposizione.

        • Dora ha detto:

          no, se lo avesse solo in esposizione non potrebbe venderlo. e non credo neanche faccia da intermediario, visto che la vendita è affidata a sotheby’s…
          mistero!
          il primo che va a tokyo per favore si informi!! XD

          • Ale ha detto:

            infatti se la mia ipotesi fosse vera non sarebbe l’albion a vendere, ma il vero proprietario. l’albion avrebbe fatto solo da vetrina in questi ultimi anni.

  8. laura ha detto:

    Sono appena rientrata da un viaggio in Iran e ho potuto vedere come hanno “risolto” il problema dei gioielli della corona. Si trovano tutti presso la Banca Nazionale in un ampio caveau regolarmente aperto al pubblico. Se sono riusciti loro a venire a patti con il loro passato figuriamoci cosa non si potrebbe fare in Italia. A Tehran non hanno paura di mostrare i numerosissimi simboli dello shah nonché i numerosi ritratti di lui e famiglia esposti dovunque nei vari palazzi adesso aperti al pubblico. Gli amici iraniani che ci hanno accompagnato non hanno esitato a riconoscere i meriti di Farah Diba nel creare una grande collezione di arte moderna e altre iniziative artistiche.
    @Elettra devi assolutamente visitare il caveau che è ricolmo di gioielli anche risalenti al Settecento e pietre sparse : un numero incredibile di rubini , diamanti e smeraldi. Sono numerose le onorificenze esposte sia presso la banca che nei vari palazzi provenienti soprattuto da UK e Russia ma anche dall’Italia con le cifre di Vittorio Emanuele II e Umberto I. Insomma non si creano problemi ad esporre tutte queste cose in Iran perché dovrebbe essere un problema solo in Italia la esposizione pubblica di oggetti e simboli della passata monarchia ?

    • milady ha detto:

      noi abbiamo paura dei morti: è ridicolo che le salme degli ultimi re e regine non riposino in Italia. La restaurazione monarchica in Italia è impossibile, e se per caso ci fosse stata qualche chance ci hanno pensato il pistolero VE e la soubrette Emanuele Filiberto, canterino e ballerino, a seppellirla, quindi perchè temere e ripudiare il nostro passato?

      • tody ha detto:

        Forse perchè rappresenta un alternativa al presente, ovviamente non riproponibile, o forse perchè sanno che quello che loro vendono gli italiani non lo vogliono comprare, e come la volpe che non riusciva a prendere l’uva, non essendone capace dava addosso all’uva invece di guardarsi allo specchio e farsi un esame di coscienza, comunque sarei curioso di sapere chi è il proprietario che mette il goiello in vendita, evidentemente saranno sicuri di quello che fanno, perchè fosse ascrivibile alle pertinenze della corona ogni passaggio di proprieà successivo al gennaio 1948 sarebbe da considerarsi nullo è mai avvenuto, se invece è stato venduto prima è un altro discorso. Il terzo comma sulla confisca dei beni Savoia pertinenti al territorio italiano della tredicesima disp.trans. Cost. Italiana è tuttora vigente su suolo italiano.

  9. elettra/cristina palliola ha detto:

    Vedi @Laura, io credo che in Iran il mostrare i gioielli sia come mettere alla berlina lo Scià e dire:vedete a cosa pensava,come ci teneva a rimanere sul trono per continuare ad avere tutto questo e per rimanrci seduto, ci arrestava, ci torturava, ci affamava, ci uccideva, si alleava con l’occidente depravato’? io non solo credo che noi, non ci siamo riappacificati con il passato da alcuni ancora usato, manovrato e sfruttato ad arte, ma non lo vogliamo neppure ricordare…certo VE III oltre ad aver diviso quasi tutto il suo regno con il regime, non era nè simpatico, nè affabile e non faceva capire di essere vicino al suo popolo ed amarlo….ancora mi chiedo come non abbia sentito una sola volta la voglia, la necessità, l’istinto , dopo l’8 settembre, di parlare tramite la radio e far sentire la sua voce, la sua vicinanza: sono qui, sono con voi, condivido le vostre lotte soffro per i vostri lutti, la mia anima è distrutta conoscendo le vostre sofferenze. Insieme riconquisteremo la nostra libertà e io sarò i mezzo a voi! La stima verso il re è andata a finire al minimo storico e con lui, tutto quello che era riferito alla monarchia…meglio dimenticarla…oggi non gliene importa un fico secco più a nessuno e la maggior parte delle nuove generazioni non sa quasi nulla della storia italiana degli ultimi 70 anni…basta pensare alle risposte dell’ultima miss Italia!
    Andare a vedere l’opulenza e il tesoro iraniano? oddio non muoio dalla voglia di mettermi lo chador e coprimi il capo con quegli orrendi fazzoletti, tutta nera dalla testa ai piedi come uno scarafaggio….quante ore di aereo, poi’? se più di due o tre, il tesoro può aspettare…magari se i tempi saranno migliori può darsi che decidano di fargli fare un tour, per l’Europa, come noi facciamo con quadri, statue, reperti storici….ma non hai foto? neppure di quelli di origini italiane? come mai sono lì? regali del nostro principe, di quando lavorava per lo Scià?

    • tody ha detto:

      Il Re parlò la sera del 9 settembre da una stazione radio di Brindisi, ma il suo discorso non venne udito nell’italia settentrionale. E’ noto che Umberto avrebbe voluto rivolgersi al popolo parlando dalla radio ma gli alleati preferivano ormai una soluzione repubblicana, tante cose le riporto dal Regno del Sud di degli Espinosa edito rizzoli. Per quanto riguarda il carattere del Re era schivo e introverso, a dire il vero fu Badoglio secondo quanto riporta Roma 1943 di Paolo Monelli sempre Rizzoli, a convincerlo a partire, il Re in prima istanza voleva restare e difendere Roma ma fu convinto del contrario.

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        Badoglio in tutta questa storia ha molte responsabilità…un uomo di poche luci e molte ombre…tra le altre cose, non vedeva di buon occhio Umberto e fece di tutto per mettergli il bastone fra le ruote…anche gli USA, hanno giocato sporco e non vedevano bene il rimanere della monarchia e ci sono ancora troppe cose ancora senza una risposta. A molte altre sono state trovate risposte ad hoc, fabbricate a tavolino, come quella della fuga..il re va a Brindisi? allora fugge!

    • laura ha detto:

      @Elettra, i gioielli presso la banca dell’Iran sono stati depositati proprio dell’ultimo shah e costituiscono la riserva aurea dello stato. Dopo la rivoluzione ovviamente sono stati aggiunti anche quelli personali di Reza , Farah Diba etc. Certamente lo shah non riscuote di alcuna simpatia ma non per questo i simboli e le statue sono state rimosse all’interno dei palazzi storici mentre sono state abbattute, come si può facilmente intuire quelle, nei luoghi pubblici.
      Il chador non è affatto obbligatorio tantomeno per le turiste : è da mettere unicamente all’interno di alcuni santuari particolari. In realtà mi sono molto meravigliata di vedere in giro moltissime donne anche giovani con il famigerato chador quando non sono per nulla tenute a portarlo in ogni occasione. Ma poi ho notato che in moltissimi casi le ragazze lo usano in versione sexy cioè trasparente e quasi del tutto aperto su vestiti molto aderenti o addirittura su minigonne … insomma il vestito in certi casi è diventato addirittura un oggetto di seduzione e questa cosa mi ha molto divertito. Il velo in testa è invece obbligatorio per tutte ma con ampia scelta di colore e tessuto.

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        @Laura …grazie per queste notizie davvero incredibili …vedi a volte i luoghi comuni? lo chador usato come un baby-doll, mi giunge davvero come notizia inaspettata! e anche tutto quello che riguarda i gioielli dello Scià…io non credo di aver visto un solo gioiellino su Farah, Diba, in esilio…vuol dire che non è riuscita a prendersi nulla, neppure di quelli personali…è stata molto potente e molto ascoltata dal marito, che l’ha sempre rispettata, come consigliera e credo che ne fosse completamente ammaliato, per a sua cultura e le sue capacità…il loro fu più un sodalizio, più che una storia d’amore,! lui era ed è rimasto sempre innamorato di Soraya…ora si sa che anche dopo il loro divorzio, si incontrarono spesso…lei, la terza moglie, Farah, sapeva, ma forse le bastava l’affetto e l’ammirazione del marito! tra i due, la più innamorata era lei…si è sposata diciannovenne e , se non era propriamente innamorata, credo che sia sempre stata molto grata per essere stata la prescelta …fu una moglie devota e premurosa specialmente durante l’esilio e la malattia

  10. Paolo ha detto:

    @elettra/cristina palliola .
    Vittorio Emanuele III ha regnato nel periodo storico italiano più turbolento, e sicuramente ha commesso errori ma di fronte all’invasione tedesca si è comportato come tutti gli altri capi di stato (Guglielmina, Haakon, Carlotta….), si è trasferito nell’unica parte del regno libera dai tedeschi e dagli alleati consentendo un minimo di continuità di indipendenza. Ha regnato nell’esclusivo interesse del paese cercando di venire a patti anche con il diavolo. Che non fosse un uomo aperto e caloroso è evidente, ma che non abbia sofferto con il suo popolo sia per vicissitudini familiari che per senso di reponsabilità mi spiace non sono d’accordo. E l’affetto verso la corono lo dimostra la valanga di voti in favore dell’istituzione monarchica, il dubbio dell’esito del referendum (a mio avviso falsato) e il contino affetto post ’46.
    Se non ci fosse interesse verso la monarchia avrebbero di certo abolito l’articolo della costituzione che obbliga l’Italia ad essere una repubblica, impediva agli eredi il rimpatrio, ai vivi come ai morti.
    E’ ridicolo, e la Repubblichetta lo sa per questo si ostina con l’ostracismo.

  11. Ale ha detto:

    concordo con @paolo. su colpe vere o presunte del penultimo sovrano si potrebbero scrivere pagine e pagine. aggiungo solo che il regno di v.e. III non è coinciso in toto con il fascismo, non vanno dimenticate l’età giolittiana e la prima guerra mondiale. da quello che ho letto, cercato di capire e di interpretare dai gesti del sovrano è stato un buon re, nel senso che ha sempre cercato di fare il meglio per il paese nei limiti impostogli dallo statuto e dalle consuetudini. l’unica cosa che mi sento di imputargli è che raramente si è convinto a spiegarlo agli italiani. era troppo ligio al dovere, intelligente e molto colto, e aveva una concezione della regalità molto tradizionale: il re non deve spiegare niente a nessuno. se avesse fornito il perché di certi suoi gesti avrebbe tolto un sacco armi ai suoi detrattori.
    siamo abituati a giudicare la storia col senno di poi, trovo più giusto immedesimarsi nella situazione. oggi appare dannoso non aver fatto un discorso alla radio dopo l’8 settembre, ma il re raramente parlava alla radio. fu fatto un proclama per incitare gli italiani a resistere e a confidare nel futuro della patria, proclama che oggi quasi nessuno sa che esiste. ma si usava così nella monarchia italiana, lo stesso Umberto II commentò il colpo di stato del 13 giugno con un proclama agli italiani, mi chiedo cosa sarebbe successo se avesse parlato alla radio.
    comunque non è vero che i sentimenti monarchici in italia sono morti, sono solo mal ridotti dopo 70 anni di propaganda e storia riscritta e anche con l’aiuto di v.e. e di suo figlio. il duca amedeo, che secondo le leggi dinastiche è il capo della casa, sarebbe un ottimo sovrano, degno continuatore di mille anni di storia. nonostante tutti i problemi di comunicazione e di propaganda contraria nel 2011 in un sondaggio di sky tg24 il 31% degli intervistati era favorevole a una monarchia parlamentare in italia, non mi sembra proprio un idea morta. anzi è in ripresa grazie alle ultime performance delle nostre istituzioni, in più dai dati del sondaggio appariva come i più interessati all’idea fossero i giovani. questo perché non sono certo nostalgici ma guardano al futuro, e hanno presente grazie a viaggi, Erasmus e internet cosa succede nel resto d’europa, dove ci sono 10 monarchie.

    • Paolo ha detto:

      Concordo pienamente Ale,

      dovremmo tutti sforzarci di leggere la storia per mezzo di tante fonti, perchè quello che a stento si studia purtroppo è una storia distorta ormai consolidata e in pochi si sforzano di cercare delle alternative.
      Io ancora spero negli archivi dei Savoia.

      • tody ha detto:

        E’ difficile, per quale motivo dovrebbero lasciar liberi gli archivi, posti i fatti la storia è interpretazione e conoscenza delle motivaziioni che portarono a. Ma siccome l’interpretazione è soggettiva e chi attualmente gestisce i vertici di questa disciplina è ostile, onestamente al posto loro daresti strumenti per colpirti a chi ti avversa? La storia è anche propaganda dell’attuale, non vedo perchè aiutarli, metterebbero in evidenza tutti gli elementi sfavorevoli, dimenticandosi degli altri anche se questi fossero maggioranza, ed un minuto segreterebbero gli archivi per impedirne l’accesso a chi non è a loro gradito. Umanamente li comprendo.

  12. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Paolo….guarda che io sono sostanzialmente d’accordo con te..con @Ale abbiamo fatto a due mani, un post, di cui non ricordo il titolo,( chi lo ricorda?) nel quale abbiamo analizzato, il libro di Lami e abbiamo convenuto che quella che molti definiscono “la fuga dell’8 settembre” una vera fuga non fu, ma un allontanamento temporaneo, almeno per quelli che erano i pensieri del re,convinto di tornare a Roma dopo qualche giorno e aver solo spostato il governo u po’ più a sud, esattamente come fu per molti sovrani europei, che andarono in Inghilterra e anche in Canada. Quello che io, ma è un pensiero molto personale,rimprovero al re è di non aver capito o non averlo ritenuto necessario, parlare al suo popolo, come invece facevano a scadenze stabilite, tutti gli altri sovrani temporaneamente lontani, poi tornati a casa e accolti a furor di popolo…se VE III lo avesse fatto tutti si sarebbero stretti intorno al re che in fondo , come stiamo ricordando non fu neanche un cattivo re, nei suoi primi anni di regno e che aveva persino avuto il coraggio di far arrestare Mussolini dentro casa sua…durante il ventennio il re fu completamente oscurato e messo in un angolo da Mussolini…mi ricordo le parole di mio padre che diceva: il re ? non si vedeva e non si sentiva, chi appariva sempre era Mussolini!
    Un proclama, un appello alla radio?…in qualche modo si doveva far sentire e per sentire, parlo della sua viva voce e con quella far intendere in modo accorato la sua vicinanza e avrebbe salvato la monarchia. Era troppo per lui e per la sua formazione per la quale il re non doveva giustificazioni a nessuno? era una situazione estrema e difficilissima, e si sa, che a mali estremi estremi rimedi! gli italiani avrebbero baciato la terra che pestava! io invece credo che sostanzialmente fosse incapace di mostrare i suoi sentimenti, forse un tantino anaffettivo, anche se i nipoti, oggi ce lo descrivono molto ironico e pronto alla battuta…mi ricordo per averlo letto su Il lampadario di cristallo” come salutò i figli di Mafalda, sapendo che forse era l’ultima volta che li vedeva: una pacca sulla spalla!…e come trattava il figlio?…e perchè, dopo una certa età, dormì separato dalla moglie, con la quale invece aveva sempre condiviso il letto coniugale?la regina ci rimase malissimo!
    Anche io sono convinta che ci furono dei brogli sull’esito del referendum,ma in quel momento il re era già Umberto che ha pagato colpe o omissioni, se vogliamo, non sue…sul ritorno delle salme in Italia, ho già detto più volte che devono tornare e andare al Pantheon….però davvero,@Paolo se hai del tempo, ti consiglio di leggere nei post un po’ datati che riguardano i nostri reali, se lo vuoi e se lo ritieni interessante, i miei commenti perchè credo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda
    @Ale…a te rispondo parzialmente perchè, in parte ti ho risposto nella risposta che ho dato a @Paolo e perchè tu già conosci il mio pensiero e ci siamo quasi sempre trovati d’accordo sui temi “Savoia”, un po’ spinosi…sinceramente nulla so del sondaggio che tu accenni e sono felice di apprendere che l’idea monarchica, in Italia si sta facendo strada…probabilmente io incontro solo persone un po’ ostiche e giovani ignoranti, ma giuro che ti credo…certo appena sintonizzi su un Tg o apri un giornale, come non invidiare i Paesi in cui le monarchie vivono in piena sintonia e democrazia con il loro parlamento e il loro popolo?

  13. luka ha detto:

    Sono due luoghi comuni ma purtroppo nella questione Savoia nel XX secolo calzano a pennello:
    – la Storia non si fa con i se e con i ma ;
    – la Storia viene scritta dai vincitori.

    Concordo con @Elettra nell’ambiguità di re VE nei confronti di Mussolini: dopo il 25 luglio e conseguente arresto del Duce tutti i diretti coinvolti avrebbero dovuto abbandonare la pista!
    Un nuovo re con l’ausilio del quadrunvirato avrebbero potuto condurre l’Italia verso un armistizio meno doloroso per gli Italiani anche se i nazisti ce l’avevamo già in casa!

  14. Paolo ha detto:

    @elettra/cristina palliola

    grazie 🙂
    dovrei fare un check ma ad occhio dovrei aver letto tutti i libri suggeriti, forse alcuni di piu 😀
    questo è un sito che seguo con piacere, e link li avevo visti. sei stata gentile a suggermeli

  15. laura ha detto:

    In genere si rimproverano a VE III due cose :
    1. La debolezza nei confronti del fascismo
    2. Avere firmato le leggi razziali.
    Per quanto il personaggio sia stato certamente un uomo colto, complesso e affettuoso o meno con la famiglia , l’italiano medio ricorda il nostro penultimo re unicamente per questi due aspetti. Ovviamente mi riferisco all’italiano medio di una certa età perché per molti esponenti delle ultime generazioni probabilmente VE III potrebbe anche essere un coetaneo di Alessandro Magno.
    Per modificare questa visione si dovrebbero conoscere meglio certi aspetti e uno in particolare che anche io ignoravo e che ho appreso leggendo questo blog. Secondo quanto riferisce @Ale VE III si sarebbe rifiutato un certo numero di volte di firmare le famose leggi rinviandole al Parlamento. Alla fine, probabilmente non potendo a norma di Costituzione rinviarle all’infinito, le firmò.
    Si tratta a mio avviso di una fatto estremamente importante ma che credo quasi tutti ignorano e che se divulgato potrebbe magari spingere alcuni italiani a modificare la loro visione del nostro penultimo re.

    • tody ha detto:

      Per cambiare l’immagine dei Savoia bisogna che l’attuale intellighenzia, cambi, quelli di ora sono i discendenti degli anni 70 e loro consorti figli consaguinei, parenti a vario titolo hanno fatto della rappresentazione storica in un certo modo il loro pane quando il loro tempo sarà passato, visto che sono ovunque, se ne potrà parlare. Ci vogliono dai quindici ai venti anni ancora. Negli anni cinquanta e sessanta l’immagine dei sovrani era ancora rispettata. Cambiò negli anni 70 quando fu associata al fascismo, e siccome a quei tempi la contestazione era strumento di vita e progressione sociale l’immagine dei sovrani venne focalizzata solo su quei due aspetti.

  16. Paolo ha detto:

    credo per due volte si sia rifiutato di firmarla, ma si sarebbe aperta in seguito una crisi istituzionale che ha sempre voluto evitare anche in altre occasioni (maresciallato, scelta erede ecc.).
    Si è prodigato per mitigarle e in privato ha anche aiutato diversi esponenti della comunità ebraica, la Regina Elena in particolare, ma sempre nei limitati margini di manovra di cui disponeva.
    Era proprio questo il concetto che mi premeva sottolineare, la storia a senso unico: ci hanno indrottinato per anni con una storia di parte, tra l’altro neppure facendola studiare e in pochi si son presi l’impegno di vagliare altre fonti.

  17. Paolo ha detto:

    in merito ai gioelli è una sofferenza apprendere della graduale dispersione dei prezzi di pregio accumulati negli anni, anche se sono spesso gioielli “privati”, ancora di più che in questa Repubblichetta non si riesca a cogliere il valore potenziale di poter esporre i “gioelli della corona” che di certo richiamerebbero folle di visitatori. Non riusciamo minimamente a prendere esempio dall’estero che valorizza e protegge molto meno con molto più impegno.
    A nessuno verrebbe in mente di utilizzare Venaria reale per party privati (ieri leggevo che addirittura il colosseo e altri monumenti saranno disponibili per essere affittati).
    Siamo veramente degli ingrati verso la storia. (scusate lo sfogo)

  18. laura ha detto:

    A proposito dell’Istituto Svedese di Roma. Nel corso della giornata, che ricordava l’avvio degli scavi a Morgantina ad opera di Sjoqvist avvenuto grazie anche all’intervento di re Gustavo VI Adolfo, è stato menzionato un fatto che io ignoravo del tutto come credo molti italiani. Negli anni della II guerra mondiale Erik Sjoqvist, allora direttore, ospitò presso la sede dell’Istituto alcuni ebrei in quanto la Svezia era neutrale a la sua sede godeva di una certa immunità. In particolare è stato ricordato il caso dello studioso Mario Segre che poi ad un certo punto uscì dall’istituto perché voleva prendere delle carte a casa e , per la delazione di un collega italiano che sapeva dove Segre e famiglia si erano nascosti, fu arrestato con enorme dolore di Sjoqvist che se lo rimproverò per tutta la vita anche se proprio lui non aveva nessuna colpa dell’accaduto.

    Ho poi trovato questo link in proposito

    https://books.google.it/books?id=t_0W7265HsEC&pg=PA7&lpg=PA7&dq=IStituto+svedese+Sjoqvist&source=bl&ots=jQhP445oGn&sig=ZD5DT5IuFxCV2waCc_0bU31KVnc&hl=it&sa=X&ved=0CFMQ6AEwCWoVChMI-oO7x9_GyAIVzGsUCh161wxO#v=onepage&q=IStituto%20svedese%20Sjoqvist&f=false

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      che storia bella da una parte ma tristissima dall’altra, ho letto nel testo che hai linkato che fu catturata tutta la famiglia insieme a lui. ho già detto molte volte che questa cosa mi procude un senso di orrore profondo e totale. ma come è stato possibile?
      ma un bel post su Gustavo VI Adolfo archeologo? che ne dici, ce lo faresti? penso che sarebbe molto molto interessante.
      per non parlare poi dei gioielli iraniani…

  19. Rollone il Pedone ha detto:

    Il prossimo 10 novembre a Ginevra verrà battuto all’asta uno splendido collier diamanti-smeraldi già appartenuto alla Duchessa Elena di Savoia Aosta.
    Che ne dite, lo Stato Italiano potrebbe acquistarlo ed esporre tutti i gioielli reali al Quirinale?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici di funzionalità (per la corretta navigazione) e di terze parti per migliorare la tua navigazione. Accetti i cookie sia cliccando sul pulsante a lato che continuando la navigazione del sito. Clicca per la Cookie Policy.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi