Carlo Saverio di Borbone duca di Parma alla biblioteca Palatina

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Il Duca di Parma è tornato ancora una volta nella sua città. Il principe Carlo Saverio di Borbone, figlio ed erede morale di Carlo Ugo (a cui Parma ha dato l’ultimo saluto il 28 agosto scorso durante una commovente cerimonia nella basilica costantiniana della Steccata), ha tenuto fede alla promessa fatta alle autorità ed ai cittadini di mantenere alto l’impegno ed il coinvolgimento della famiglia nel sociale, nel volontariato e nel mondo della cultura. Come simbolo di un passato glorioso e garanzia di una continuità nella tradizione e nel ricordo, ma con lo sguardo avanti. La storia che prepara ed aiuto il futuro, insomma. L’occasione questa volta è stato un evento di grande prestigio, l’inaugurazione alla biblioteca Palatina della mostra “Libri a Corte – Le biblioteche dei Duchi di Parma da raccolte private a patrimonio della Nazione unita”.

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Il taglio del nastro, insieme al principe Carlo Saverio, la moglie Annemarie, il Prefetto di Parma, l’assessore Conforti , il comandante della Polizia municipale e il direttore della Palatina – copyright foto www.bibliotecapalatina.beniculturali.it

Sovrani illuminati e colti i duchi di Parma hanno lasciato una grande raccolta libraria alla Palatina e la XIII Settimana della Cultura è stata l’occasione per mostrare gli esemplari più rari e maggiormente significativi di un insieme dall’enorme valore culturale e simbolico. “Abbiamo trovato pezzi eccezionali – ha spiegato Andrea De Pasquale direttore della biblioteca parmense – che testimoniano l’interesse e l’amore per i libri dei vari personaggi del casato. In particolare il duca Carlo Ludovico è stato un grande bibliofilo”. Per il Duca, arrivato insieme alla moglie Annemarie ed al fratello Giacomo Bernardo, la mostra è stata una specie di full immersion nei ricordi di una famiglia che arrivata a Parma con don Filippo figlio di Elisabetta Farnese ha governato il territorio, con gli intervalli dell’impero napoleonico e del successivo incarico a Maria Luigia d’Asburgo, fino all’Unità d’Italia. “Sono immensamente felice che state facendo e che potremo fare insieme – ha osservato – spero che potremo continuare questo cammino anche in futuro”.

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copyright foto www.bibliotecapalatina.beniculturali.it

Il nipote della regina dei Paesi Bassi (sua madre Irene è una delle sorelle minori della regina Beatrice) si emoziona volentieri e non lo nasconde, per l’affetto dei parmensi, per l’omaggio al padre a cui è dedicata la mostra, per la conferma che in questa città ha radici ancora forti. Accanto a lui la moglie Annemarie, discreta, semplice ed elegantissima e il fratello Giacomo Bernardo.

Nelle “retrovie” gli organizzatori dell’evento parlano con affetto di questi “ragazzi” Borbone-Parma, sempre così “carini, gentili, alla mano, persone straordinarie, disponibili, come il loro padre d’altronde che ha lasciato un grande vuoto”.

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copyright foto www.bibliotecapalatina.beniculturali.it

La mostra della Palatina è inserita anche nel calendario delle manifestazioni per il 150mo dell’Unità d’Italia che segna la partenza “fisica” dei Borbone da Parma, ma non dalle tradizioni e dalla cultura locale. “La dinastia – ha chiarito l’assessore Paolo Conforti, che per l’occasione rappresenta il Sindaco – fa parte del dna di questa città. Noi siamo orgogliosi di essere italiani, ma per tre secoli Parma è stata una capitale, un ducato importante e prestigioso. Mantenere vivo il ricordo del ducato è un fatto culturale, di identità e di testimonianza storica e non significa che ci vogliamo contrapporre all’idea dell’Italia unita. La continuità culturale e storica fa parte dell’identità stessa di Parma e l’affetto dei Borbone-Parma per questa città si inserisce in questo nostro modo di pensare”.

La visita alla Palatina dei Borbone-Parma si è conclusa con un concerto durante il quale è stata eseguita anche una Gran Sinfonia in do minore (nella trascrizione per quintetto di fiati del maestro Emilio Grezzi) composta fra il 1816 e il 1824 da Maria Luisa di Borbone (1782-1824) duchessa di Parma e Piacenza ma anche grande appassionata di musica.

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copyright foto www.bibliotecapalatina.beniculturali.it

Piccolo post scriptum per le lettrici del sito: la giovane e bella duchessa di Parma e di Piacenza ha scelto per l’occasione un cappottino primaverile in tessuto damascato stretto in vita da una cintura beige in tinta con le décoltée, mentre una piccola acconciatura con un fiore, anche questo rosa tenue, fermava lo chignon basso. Chic e naturalmente elegante la principessa Annemarie è dotata di un grande charme.  

Il principe Carlo Saverio di Borbone duca di Parma e Piacenza mi ha concesso una lunga intervista che pubblicherò nei prossimi giorni. Vorrei però ringraziare fin da subito Sua Altezza Reale il Duca e Sua Altezza Reale la Duchessa e le persone che hanno reso possibile questo incontro, cioè il dott. Paolo Conforti assessore alla Qualità urbana del Comune di Parma, l’avvocato Guido Agosti responsabile della segreteria italiana del Duca di Parma e la marchesa Zaira Dalla Rosa Prati Grossi.

Nella foto il duca e la duchessa di Parma, l’assessore Paolo Conforti (con la fascia tricolore), il direttore della Palatina De Pasquale

Copyright della prima foto Marina Minelli – sito www.altezzareale.com riproduzione vietata anche citando la fonte

 

 

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15 Commenti

  1. jacopoamedeo moretti ha detto:

    MARINAAAAAAAAAAA
    ti adoro…. questa intervista… ti consacra nel mio cuore in modo definitivo…
    ti ho detto più volte che adoro i parma… e loro in particolare… se ti serve qualcuno in futuro, che ti regga la penna d’oca, il registratore, o lo strascico quando fai l’inchino…beh io ci sono… anche finto sordo muto!!! hahah

    li adoro e tu sei un mito!!!

    che bel risveglio… ahh si questo mi piace!!

    grazie

    sono le radici storiche dell’italia che la rendono un paese con un passato e speriamo con un miglior futuro… e non esiste solo da 150 anni… quindi i vari staterelli…la compongono e la debbono rilanciare anche storicamente x darle la giusta dignità…

    peccato che tutti glia ltri sembrino così lontani… ( sembrino?? )

    grazie mari
    j

  2. marina ha detto:

    jam sono molto felice per il tuo entusiamo e non sarai deluso, l’intervista è stata lunga e molto interessante anche perché il principe Carlo Saverio è una persona di una gentilezza, cortesia e simpatia davvero uniche. Idem sua moglie che mi ha accolto con un “ma siamo colleghe”, ehm, si più o meno… cioè io lavoro per un quotidiano locale e lei per la televisione nazionale olandese. ok la prossima volta ti avviso e mi reggi lo strascico 🙂
    meglio mi reggi la macchina fotografica che ho fatto foto orrende, speriamo che l’addetta della biblioteca Palatina si ricordi di spedirmi le sue.

  3. nicole ha detto:

    Marina, ma allora dicci dicci..( credo che le due C siano giuste, ne senso .. dì a noi)Che sorpresa, tu zitta zitta, quatta quatta, ti sei infilata.Ecco dove eri, …”ero via tutto il giorno”! Brava, sempre detto IO che sei in gamba.Aspettiamo e speriamo di leggere tutto.

  4. paola ha detto:

    Marina, sei MITICAAAA!!!!

  5. marina ha detto:

    @ nicole e paola 🙂
    l’intervista è lunga e mi piacerebbe che ne venisse fuori un bel lavoro, quindi portare pazienza, inoltre lancio un appello. sto cercando qualcuno che mi aiuti a tradurre i post almeno in francese ed in inglese. in francese teoricamente lo potrei fare ma ci metterei troppo tempo e comunque avrei bisogno di una revisione, in inglese no. questa intervista in particolare sarebbe bello se potessi tradurla. c’è qualcuno che mi può aiutare?

  6. jacopoamedeo moretti ha detto:

    tesoro in francese se vuoi conta su di me…sul mio inglese penso…che …beh meglio… I spik inglisccccc hahahaha… no ma ci metterei tanto e lo farei con tanti errori…. l’inglese lo parlo ma con lo stomaco sotto sopra…è più forte di me… so antico!!!

    sul francese se vuoi ti do una mano!!!

    j

  7. LauraP ha detto:

    Interessante questo post, avevo letto quelli sulla morte del principe Carlo Ugo e mi sembra una famiglia davvero fuori del comune. Attendo l’intervista e nel frattempo non è che hai qualche libro sui Borbone Parma da consigliarmi?

  8. marina ha detto:

    @ jam grazie in effetti vorrei tradurre l’intervista, già ho avuto la disponibilità di sisige per l’inglese quindi approfitterò anche di te 🙂
    @ LauraP visto che ero proprio alla biblioteca Palatina ho chiesto una bibliografia sui Borbone-Parma, ma a quanto pare di recente non c’è nulla, a parte un libro di Juan Balanso del 1996 che io ho in francese. non è male ma anche io cercavo qualcosa di più approfondito.

  9. jacopoamedeo moretti ha detto:

    …sii sui parma c’è poco… in generale purtroppo…

    marina conta su di me…
    (ricorda che lavoro giov ven e sab quindi sono libero gli altri gg e che dal 26 al 30 sonoa roma x il processo contro chi sai…e anzi PREGATE PER ME )
    ma ci sono x aiutarti quando ho gli spazi liberi e nei momenti di relax mandami x mail

    (ricorda anche di mandare quella certa cosa a quella certa persona:-)):-)) sai ricordi vero ? era interessato fosse mai!!!

    j

  10. Giacomo Buisca ha detto:

    Salve a tutti, a proposito di Borbone-Parma, ho notato che sullo stemma della Casata risalente al 1847 vengono inquartati anche gli stemmi dei Gonzaga e dei Paleologi d’Oriente. Ho fatto alcune ricerche ma non ho travato nulla che possa darmi una spiegazione. Voi ne sapete qualcosa? Grazie mille in anticipo per la gentilezza

  11. davide giulio contri di frassineti ha detto:

    ciao Giacomo. Ecco qui, a pag 205 degli “atti della società italiana di studi araldici-.2006” troverai l’analisi dettagliata dello stemma dei Borbone Duchi di Parma. Tale stemma risulta assai composito perchè racchiude sia l’origine spagnola (e, a monte, francese della famiglia…) dei Borbone sia la storia del ducato come risultante di successive annessioni(Farnese=Parma, Landi=Borgotaro, Pallavicino=Busseto e Cortemaggiore, Gonzaga=Guastalla, Asburgo=Correggio, Medici e Malaspina=porzioni appenniniche di Toscana e Lunigiana) e/o matrimoniali (Savoia…), mentre lo stemma dei Paleologo si giustifica con l’attribuzione della titolarità dell’ordine costantiniano di san giorgio al duca Antonio fARNESE DA parte dell’ultimo degli “Angelo-Comneno”(FAMIGLIA imperiale-orientale già erede dei Paleologo…). IL tutto, come tu ben sai, era passato ai Borbone col matrimonio di Elisabetta Farnese, ultimo dle casato parmense, con Filippo V° di Spagna.

    http://www.rocculi.it/pdf/03_ungloriosopassato.pdf

  12. Giacomo Busca ha detto:

    Grazie mille!

  13. Angie ha detto:

    Oh Marina! Mentre io venivo dalle tue parti tu venivi dalle mie!
    Bel colpo Marina! sei proprio in gamba!
    Aspetto la pubblicazione dell’intervista.

  14. marina ha detto:

    @ Angie se capiti più vicina a me (so che una scuola fa delle gare importanti) fattin viva, per l’intervista ci sto lavorando…

  15. Angie ha detto:

    Siiiiiiiiiii

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