Il principe esploratore: la vita straordinaria del duca degli Abruzzi

ducaAbruzziPrincipe per nascita, esploratore per passione e per vocazione. Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, è il figlio di quell’Amedeo duca d’Aosta che la politica mette per un brevissimo periodo sul trono spagnolo, ma al giovanotto i panni eleganti e disimpegnati del rampollo reale nulla facente o al più destinato a qualche vago incarico onorifico o ad un comando militare del tutto simbolico, stanno stretti, anzi strettissimi. Così Luigi (cadetto del ramo cadetto) parte per destinazioni ancora ignote e la sua vita si trasforma quasi in un romanzo che il giornalista Pablo Dell’Osa racconta con prosa brillante e dovizia di particolari in una interessante biografia appena uscita per i tipi della casa editrice Mursia.

 Un giornalista abruzzese che scrive un libro sul duca degli Abruzzi. Un caso o una scelta precisa?

Nulla accade per caso. E poi bisognava anche sfatare una certa leggenda che voleva che il principe non avesse mai messo piede nella terra di cui portava il nome. Cui invece era legato. Comunque nella scelta ha influito anche il mio aver vissuto a Torino.

Nel tuo sito racconti che accantonato il sogno da bambino di diventare `tuttologo´ hai deciso di occuparti, una volta diventato grande, di personaggi scivolati nell´oblio. E hai cominciato con il duca degli Abruzzi. Per quanto tempo hai lavorato su questo personaggio?

Tra ricerche, peregrinazioni in giro per l’Italia (e non solo), scrittura e revisione del libro ho impiegato quattro anni. Anche perché mi sono dovuto dividere con il lavoro quotidiano da cronista.

Esistono documenti, tracce scritte, ricordi sulla vita dell’uomo e sulle  imprese dell’esploratore? La famiglia, cioè l’attuale duca d’Aosta, conserva  del materiale? All’epoca i grandi viaggiatori erano soliti tenere  dei diari.

Trattandosi di un personaggio che ha girovagato per mare e monti il materiale non è raccolto. Non esiste un vero archivio duca degli Abruzzi: le carte di famiglia sono andate distrutte nell’incendio di Palazzo della Cisterna [la madre di Luigi era una principessa dal Pozzo della Cisterna n.d.r.] a Torino. Anche il principe Amedeo duca d’Aosta non conserva documenti, ma durante gli incontri nella sua residenza di Castiglion Fibocchi mi ha riferito preziosi aneddoti sullo “zio Luigino” come lo chiamavano in famiglia. Secondo il Duca vista la mole e la difficoltà nelle ricerche effettuate per scrivere questo libro, sono diventato una via di mezzo tra il detective ed il topo di biblioteca, il tutto mascherato dall’alibi del giornalista.

Le note biografiche su Luigi Amedeo di Savoia sono scarne, nato il 29 gennaio  del 1873, quando il padre era ancora sul traballante trono di Spagna, morto il 18 marzo 1933. E in mezzo?

Tutto e il suo contrario. E’ stato un personaggio pirotecnico. Ha circumnavigato il globo per due volte, ha scalato il Cervino con Mummery, ha conquistato l’inviolata vetta del Sant’Elia in Alaska, cercato di raggiungere il Polo Nord, è salito per primo in cima al Ruwenzori in Uganda, ha tentato l’ascesa del K2, ha comandato la flotta navale alleata nella Grande guerra, fondato la Società agricola italo Somala e risalito il corso dell’Uebi Scebeli. E potremmo continuare.

Fu solo un turista di grande valore, come dicevano i suoi detrattori o è stato davvero un grande esploratore, un pioniere dell´età eroica delle grandi scoperte geografiche?

Vedere le foto dell’epoca, molte delle quali scattate dal suo sodale Vittorio Sella e custodite alla Fondazione Sella a Biella e al Museo nazionale della montagna di Torino fa impressione. Il duca e i suoi compagni di cordata hanno compiuto imprese che oggi non sarebbe esagerato definire “da pazzi”con l’attrezzatura di allora.

Il “principe delle solitudini”, nipote di Umberto I, cugino di Vittorio Emanuele III, diventa un esploratore per sfuggire a che cosa? Alla vita di corte, al suo essere cadetto senza futuro, all´Italia?

Il velo di tristezza che lo accompagnò per tutta la vita sembra essere calato presto sul suo viso. Alla morte della madre, prima ancora che il duca entrasse in Marina. Il non avere responsabilità di regno indubbiamente ha rappresentato un valido movente per non rimanere con le mani in mano. Ma Luigi di Savoia aveva una marcia in più.

Perché lo definisci una `mosca bianca della famiglia reale´, eternamente sperso tra mari e monti? E anche un Aosta `atipico´ che rifuggì le corsie preferenziali verso il successo imboccando una via tutta sua, scomodissima, per farsi apprezzare?

Al suo posto in molti, soprattutto nella paludata nobiltà d’inizio Novecento sarebbero rimasti a gozzovigliare a corte. Il duca era uno che si sporcava le mani in prima persona, che rischiava di suo. E non solo la faccia. Buona parte dei finanziamenti per le imprese li tirava fuori di tasca propria.

Coraggioso, audace, le sue imprese sono quelle di un eroe, di un personaggio da leggenda. Secondo te come mai una figura del genere, che avrebbe potuto dare grande lustro a casa Savoia, finisce nell´oblio?

Emilio Salgari, che non ha certo bisogno di presentazioni, ha affrontato persino una causa legale per poter scrivere delle imprese del duca di ritorno dal Polo Nord. Poi le cose sono un po’ cambiate, oggi a Luigi di Savoia dedicano al massimo una tavoletta di cioccolato. Ma non vorrei dire che è sempre la solita storia che in Italia si dimentica la Storia. Apparirebbe noiosamente banale.

Un eroe ed anche un signore, visto che della sua storia d´amore impossibile si sa poco o nulla. Ma è vero che fu il cugino Vittorio Emanuele III a vietargli di sposare la donna amata?

Che il “no” al matrimonio con Kate Elkins sia venuto dal re è la versione ufficiale. In realtà dalle ricerche ne viene fuori che Vittorio Emanuele III sia stato influenzato notevolmente dal diniego della regina madre Margherita, che pure stravedeva per il duca degli Abruzzi. Il principe giunse persino a spostarsi con lo pseudonimo di Luigi Sarto pur di depistare la stampa.

pdo - Deidda - libro in testaPablo Dell’Osa ha 34 anni e vive a Pescara. Ha una laurea in legge ed un master in Comunicazione istituzionale, ma, come dice lui stesso, scrive “di beghe politiche per il dorso abruzzese del Messaggero e di varia umanità per la rivista D’Abruzzo”. Il prossimo libro, per il quale ha già iniziato le ricerche, sarà sulla vita di un gerarca fascista legato al Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Se volete saperne di più il suo sito è qui

la foto di Pablo Dell’Osa è di Federico Deidda

Ringrazio Pablo (nell’intervista contrariamente a quanto è costume anche fra colleghi ho lasciato il tu, perdonate ma è così giovane…) per avere risposto a qualche domanda ed averci presentato questa interessante biografia storica, ricca non solo di dettagli, ma anche e soprattutto documentatissima e frutto di un lavoro di ricerca, come egli stesso spiega, molto lungo ed intenso.

Concludo con un piccolo dettaglio di storia locale: il primo liceo scientifico di Ancona è intitolato a Luigi di Savoia. Nel sito dell’istituto (che adesso nella foga degli accorpamenti è stata assemblata al tecnico Benincasa e si chiama appunto “Savoia-Benincasa”) viene spiegato che il liceo è stato intitolato “al noto esploratore Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi, a sottolineare l’impegno di ricerca e di sperimentazione nel campo della cultura e della scienza cui la nuova scuola era chiamata  a rispondere”.

Infine vi ricordo che l’esploratore era il cognato della altrettanto avventurosa Hélène d’Orléans, la  “Duchessa crocerossina”  e il prozio dell’attuale duca d’Aosta.

Fra tutti i lettori del sito che, ENTRO DOMENICA 28 NOVEMBRE, lasceranno un commento (anche sotto pseudonimo o nick, ma completo di indirizzo mail che ovviamente resterà privato e non sarà pubblicato nel rispetto della privacy) verrà estratta a sorte una copia del libro “Il principe esploratore” di Pablo Dell’Osa.

Aggiornamento con l’elenco delle presentazioni del libro “Il principe esploratore” di Pablo Dell’Osa

MILANO mercoledì 1 dicembre  (ore 18) libreria Mursia via Galvani 24, partecipa il principe Amedeo di Savoia duca d’Aosta

PESCARA martedì 7 dicembre (ore 18) libreria La Feltrinelli corso Umberto I, 5/7, partecipa il principe Amedeo di Savoia duca d’Aosta, modera il giornalista de Il Messaggero Paolo Mastri, interviene Luciano D’Alfonso.

Ecco le foto delle presentazione di Pescara presso la libreria Feltrinelli. Con l’occasione ringrazio Pablo per l’invito e la gentilezza. Il lavoro del giornalista-ricercatore è davvero interessante e ho colto nelle parole del duca d’Aosta (Amedeo di Savoia è il pronipote del duca degli Abruzzi) nipote l’apprezzamento enorme e la stima per questo giovane studioso che ha saputo raccontare i tanti aspetti della vita di un personaggio così particolare.

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Copyright foto: Marina Minelli sito www.altezzareale.com 

 

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121 Commenti

  1. elettra ha detto:

    @Ale…se non ho capito male, ci sarebbe ancora un re,successore di Umberto II, con i poteri che egli aveva, perchè non è mai stato, giuridicamente, dichiarato deposto? e chi sarebbe in questo caso?…non credo proprio V.E.,per le ragioni che più volte abbiamo ricordato e analizzato…..Amedeo, allora?
    E perchè questa cosa viene fuori solo ora…anche i diretti interessati non ne hanno mai fatto cenno….

  2. Ale ha detto:

    @elettra hai capito benissimo, almeno così ho capito anch’io. praticamente il capo della casa reale a cui noi abbiamo sempre dato il titolo di duca di savoia vanta anche il titolo effettivo di re d’italia. i poteri in realtà non è che siano molti, può concedere titoli nobiliari e onoreficenze, può emettere atti che abbiano valore giuridico ed ha lo status di un sovrano regnante, cioè di un capo di stato, con gli onori che gli spettano. oltre all’appellativo maestà che gli è dovuto. (in effetti questo fu messo in pratica dal re in esilio) tutto questo perchè il passaggio tra monarchia e repubblica con il conseguente passaggio dei poteri di umberto II a un presidente della repubblica ad interim non è stato compiuto in maniera legale, senza rispettare i diritti del sovrano e infrangendo gli accordi presi in precedenza che regolavano il referendum e i suoi risultati. ed è la stessa repubblica a riconoscerlo a due anni dall’accaduto! infatti de gasperi avocò a sè i poteri del capo dello stato prima che la corte di cassazione esprimesse la sua sentenza sulla validità del referendum. in base agli accordi del 16 marzo 1946 per dichiarare eventualmente la repubblica bisognava attendere il responso sulla validità della corte di cassazione. ciò non avenne e il governo depose unilateralmente umberto II usurpandone di fatto il ruolo di capo dello stato che ancora gli spettava. il re reagì emettendo un proclama agli italiani dove spiegava l’accaduto, e partì per l’esilio per evitare lo scoppio di una guerra civile. praticamente fu un colpo di stato e non una deposizione avvenuta secondo le leggi e gli accordi prestabiliti. questo permise a umberto di veder riconosciute le sue prerogative di sovrano non abdicatario.
    probabilmente vittorio emanuele non usò mai tutto ciò a suo favore perchè una delle sue tesi è che il padre andando in esilio aveva rinunciato al ruolo di capo della casa reale e che le leggi dinastiche sotto la repubblica non sono in vigore. peccato che la legge sui matrimoni reali sia ancora presente nel nostro codice civile (e non abrogata) e che la sentenza sostenga l’esatto contrario della sua tesi e contemporaneamente la validità delle leggi dinastiche. seguendo le leggi, che più volte re umberto ha detto essere ancora in vigore, il capo di casa savoia è amedeo, con il titoli e il trattamento che ne conseguono.
    questa sentenza a mio parere aggiunge un nuovo tassello alla questione, che piano piano diventa sempre più chiara. in effetti potevano aspettare ancora un pò a farcela conoscere! scusate se ho scritto tanto ma ritengo l’argomento molto importante e non è sempre facile scrivere le mille cose che ci passano per la testa 🙂

  3. Dora ha detto:

    quindi, almeno in teoria, Amedeo di savoia ci rappresenterebbe nella cricca dei royals???

  4. Ale ha detto:

    @elettra non è vero che i diretti interessati non ne fanno cenno, il materiale che ho linkato è sul sito di amedeo. è a v.e. che come ho spiegato nel commento precedente fa comodo non pubblicizzare la sentenza.

    ps. per caso si nota che l’argomento mi appassiona molto? 🙂

    se c’è qualcuno che vive a ravenna, domenica amedeo farà una visita ufficiale in città, dove visiterà il museo del risorgimento, sarà accolto in comune, assisterà ad una messa e ad un concerto e la sera parteciperà ad un banchetto in suo onore presso il circolo ravennate e dei forestieri.

  5. Simonetta ha detto:

    @Ale…che bravo riuscire a venir a capo in questa situazione intricata…non avevo mai saputo questa cosa della sentenza di cassazione.Penso che si V.E.sia un personaggio particolare che ha fatto molti sbagli,isola di cavallo in primis,e non ispiri molta simpatia,ma tutta questa faccenda della successione e’nata perché sposo la borghese Marina Doria senza aspettar il consenso del padre….perdendo automaticamente il diritto…ma e’ sposato ormai da 42anni senza mai nessuno scandalo,matrimoniale,mentre Amedeo dopo il 1’matrimonio con Claudia d’orleans,madre dei suoi figli,si e’separato ,con sacra rota,e si e’ risposato con la paziente Silvia Paterno’,ma …negli ultimi anni non ha avuto un comportamento ,diciam cristallino,una relazione con nascita di bambina non riconosciuta,almeno a quanto ci e’ dato sapere.Allora se deve essere un Savoia Aosta …Amedeo,no,Aimone ,SI.
    Poi mi fa pensar il fatto che Amedeo ha tirato fuori la questione della successione dopo il ritorno in Italia di v.e….certo che se lui era il pretendente,successore di Umberto II,allora l’esilio doveva riguardare anche lui,secondo la costituzione…..

  6. paola (baldanzi) ha detto:

    @Ale, scusa se ti rispondo in ritardo: sì il video di V. E. in carcere è quello che hai trovato anche tu, hai visto come si vanta del misfatto?
    davvero questa sentenza del 1948 è importante, strano che non sia mai venuta fuori prima.
    bella anche l’intervista all’ultimo corazziere.

  7. Ale ha detto:

    come succede nelle fiction ecco il riassunto delle scorse puntate, naturalmente scherzo è solo che questa pagina di wikipedia aiuta ad avere una viosione d’insieme dell’argomento in questione:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_di_successione_al_trono_d%27Italia

    e qui le famose lettere che avevo già linkato tempo fa in cui umberto II ricorda al figlio che le leggi dinastiche ci sono, non possono essere cambiate senza un parlamento e vanno rispettate pena altrimenti la perdita della propria posizione all’interno della famiglia reale:

    http://www.crocerealedisavoia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=50&Itemid=58

    purtroppo in italia su questo argomento c’è molta ignoranza (nel senso buono del termine).
    @dora secondo le leggi direi proprio di sì. però il mio, lo riconosco, è un parere di parte; io sostengo la validità delle regole soprattutto dopo aver letto le lettere di umberto II e le sue interviste in cui esprimeva i suoi dubbi sul futuro di vittorio emanuele. a livello internazionale alcune associazioni di araldica riconoscono i diritti di amedeo, una di queste è per esempio l’armoriale internazionale degli stemmi del burke’s peerage & gentry.
    @simonetta trovo che questa sentenza sia importantissima, per molti motivi ma soprattutto perchè emessa dalla stessa repubblica che riconosce i diritti re e le regole che regolano la famiglia reale! un altro motivo per cui è importante è che di fatto smonta la maggior parte delle tesi v.e.. hai ragione in pieno a dire che la questione è nata con il matrimnio diseguale con marina doria, a cui umberto II più volte ha riufiutato il suo assenso (che doveva essere palese, quindi non verbale, ed espresso prima delle nozze). lo stesso re proibì a tutta la famiglia di parteciparvi per evitare una possibile legittimazione postuma. e ricordo solo che le regie patenti del 1780 permetto al re di autorizzare (in casi particolari) anche nozze diseguali, cosa che però non ha voluto fare umberto. certo il matrimnio di v.e. è in piedi ancora oggi, però non ha avuto il regio assenso. mentre amedeo che l’ha avuto ha divorziato come giustamente hai scritto. sono i casi della vita, dipende dal carattere delle persone, poteva anche succedere il contrario. anche io rimprovero ad amedeo il fatto di aver aspettato tanto; secondo me aveva paura di dover andare in esilio coi beni sequestrati ma, questa è una mia supposizione, è possibile che alla morte del re qualcuno abbia fatto sparire dei documenti, perchè mi è difficile credere che umberto sia morto senza definire pubblicamente la questione, quando più volte ha detto che era pronto a farlo. le lettere che ho linkato sopra infatti sono venute fuori con la morte di maria josè, maria gabriella le ha trovate e quando ha preso, insieme alle altre sorelle, le distanze dal fratello le ha date ad amedeo, che le ha subito pubblicate.
    @paola non ti preoccupare. ho visto, mi fa orrore comparare il video preso di nascosto con l’intervista a biagi, dove fa il perseguitato. come ho scritto è importantissima questa sentenza e mi sembra strano che amedeo la pubblichi solo ora. anche perchè umberto sfruttò tutte le prerogative che gli erano riconosciute, quindi non è che fosse sconosciuta. magari è stata messa nel dimenticatoio da v.e., visto che lo metterebbe un pò fuori gioco.

    ho di nuovo scritto un poema, mi dispiace….

  8. marina ha detto:

    @ Ale la questione è molto complessa, a me piacerebbe approfondirla, ma nonostante le numerose richieste non sono mai riuscita a intervistare il duca di Aosta. mi piacerebbe fargli delle domande, conoscere il suo punto di vista, ma ad oggi non è stato possibile e non per mancanza di volontà da parte mia. sono abbastanza vicina ad Arezzo da poterci “fare un salto”, ma non è mai stato possibile combinare un incontro. quando sono stata invitata – cioè invitata per modo di dire – ad un evento di un’associazione con la promessa che poi avrei avuto modo di parlare con il duca alla fine non se ne è fatto nulla. un vero peccato.
    ad ogni modo io la penso come nicole che non so dove l’ha detto forse qui sopra, tutti, dico tutti, i pretedenti al trono o i capifamiglia delle antiche dinastie dovrebbero solo prendere esempio da quel gran signore che è stato Otto d’Asburgo. una volta studiata per bene la vita dell’arciduca Otto possono cominciare a dire qualcosa. certo Otto aveva una intelligenza ed una cultura superiori alla media, ma un po’ di impegno sono certa che sia possibile ottenere discreti risultati.

  9. Dora ha detto:

    caspita, Ale!!!
    😀

  10. elettra ha detto:

    @Ale complimenti per la passione e la perseveranza,..mi piace molto come porti avanti questa problematica della successione al trono d’Italia e dell’esistenza, ancora oggi, di un sovrano mai deposto….devo ammettere che in tutti questi argomenti,molto validi, un po’ mi sono persa, perchè ci sono parecchie testimonianze di persone che forse non avrebbero dovuto avere voce in capitolo e molte omissioni di chi invece avrebbe dovuto portare documentazioni certe…però una cosa mi sembra di capire, ….che forse anche Amedeo, non avrebbe le carte in regola, non tanto perchè il suo matrimonio è stato annullato, o ha avuto una figlia al di fuori del secondo matrimonio, ma in quanto ha riconosciuto la repubblica e ha prestato giuramento di fedeltà alla stessa, al momento del sevizio militare…e se fosse stato il successore di Umberto, avrebbe dovuto seguirlo nell’esilio, in quanto così prevedeva art. 13 della Costituzione ( negato l’ingresso in patria per sè e per i suoi eredi maschi)…. a questo punto è stato ingiusto l’esilio di Vittorio Emanuele e del figlio , che non erano più nessuno per la famiglia reale, in quanto si erano messi fuori con il matrimonio diseguale, quindi non più eredi maschi e sarebbero potuti rientrare a loro piacimento, sin dal 1970
    A discolpa di Amedeo c’è il fatto che mentre il suo servizio militare con relativo giuramento, è del 1964, cioè prima delle nozze di V.E, 1970……….quindi prima della eventuale esclusione, di questi, a erede di Umberto
    Mi sembra che gli sguardi si debbano indirizzare verso Aimone, duca delle Puglie, che mi sembra di capire è l’unico con le carte in regola
    Certo se Marina riuscisse ad avere una bella intervistina, sarebbe molto interessante…chissà , speriamo che qualcuno abbia voglia di sbottonarsi!
    Ale, non aver paura di scrivere tanto…certi argomenti hanno bisogno di essere ben sviscerati …… come vedi interessano a molti, e in ogni caso sono la nostra storia, che anche in questo caso, come in moltissimi altri, non è completamente limpida….buon lavoro di ricerca

  11. elettra ha detto:

    …scusate, ho scritto “….non più eredi maschi”…intendevo eredi maschi atti alla successione, in base alla legge della Costituzione, non che non erano maschi….sorry, ma voglio precisare…è sempre meglio!

  12. Ale ha detto:

    @marina come darti torto! anche se secondo me otto sbagliò a rinunciare alle sue pretese nel 1961. gli austriaci nutrono ancora molto affetto per la famiglia imperiale, come si è visto anche in occasione del suo funerale, dove sembrava di essere ancora sotto l’impero. forse se lui non avesse rinunciato oggi a vienna non ci sarebbe un presidente. vedrai che un giorno riuscirai ad intervistare il duca d’aosta, ne sono sicuro. hai ragione la situazione è molto complessa ma per fortuna possiamo intravederne la fine. infatti che abbia ragione uno o l’altro, emanuele filiberto ha due figlie femmine e quindi prima o poi rimarrà solo il ramo aosta, e i figli di aimone non avranno nessuno con cui litigare (si spera 🙂 ).

  13. Ale ha detto:

    @dora 🙂
    @elettra grazie, cercherò di tenermi/vi aggiornato/i. secondo me non è così perchè comunque anche lo stesso umberto riconobbe la repubblica. è il passaggio irregolare tra monarchia e repubblica che portò alla sentenza del’48. comunque amedeo prima di fare il militare chiese il permesso al re per poter pronunciare il giuramento. se il giuramento alla repubblica estromettesse dalla linea di successione al trono non resterebbe neanche un principe. sempre per il servizio militare lo ha pronunciato aimone, mentre i due di ginevra lo hanno pronunciato al rientro dall’esilio. comunque anche io guardo ad aimone con speranza, per adesso non ha sbagliato un colpo, non uno scandalo, non un pettegolezzo, lui va avanti facendo il suo lavoro seriamente e aspetta il suo turno stando in silenzio, dote rara al giono d’oggi! secondo me il duca d’aosta non si è fatto avanti già dal ’70 o dall’83 proprio per paura dell’esilio, che sarebbe stato secondo me ingiusto, come lo è stato per umberto e per suo figlio e nipote. la repubblica avrebbe dovuto far passare dieci anni e poi permettere alla famiglia reale di rientrare, facendoli vivere come normali cittadini.

  14. elettra ha detto:

    @Ale…grazie..mi hai chiarito dei punti oscuri
    sono anch’io molto curiosa di conoscere lo svolgimento di questa storia….sempre pronta a leggerti, in proposito

  15. paola (baldanzi) ha detto:

    @Ale, quando dici che la questione si risolverà da sola perchè Emanuele Filiberto ha solo figlie femmine, mentre Aimone ha 2 maschi (e ammesso che poi Emanuele F. non generi anche un maschio) mi viene in mente la questione dei discendenti Romanov: Maria, la figlia del granduca Vladimiro (che fu pretendente al trono in esilio), si considera la legittima pretendente al trono dei Romanov, nonostante all’epoca di Nicola II non valesse la legge di primogenitura ma quella salica. Quindi la granduchessa Maria è in lite con il granduca Nicola che, essendo discendente maschio, si considera ora lui il capofamiglia (!!). Allora non so se questa questione Savoia contro Aosta si risolverà mai… forse magari con un matrimonio di una delle figlie di Emanuele F. con un figlio di Aimone! 🙂

  16. nicole ha detto:

    @Ale,non sarei così sicura di quanto tu affermi, che gli Asburgo sono molto amati in Austria.Diciamo che più pragmaticamente sono indissociabili dall’Austria, essendone per 650 anni stati ,nel bene e nel male, artefici della sua storia e della storia europea.
    Funerale di Otto e anni prima quello di Zita hanno richiamato gente, è vero, ma erano due persone particolari,evocatrici di ultimi fasti e tragedie, rispettati, questo sì, molto rispettati.
    Ma in genere , credimi, non è che gliene importi molto.Fanno vendere souvenir, staccare biglietti costosi per visitare castelli e giardini,sono un richiamo anche turistico che fa fatturare.
    Ottone molto pensò prima di firmare rinuncia a trono , ma era unico modo per occuparsi di politica e poter divenire anche parlamentare europeo, dal momento che militava nel partito cristiano sociale tedesco.Lui risiedeva in Baviera.Dovette scegliere, fu scelta dolorosa di sicuro, ma credeva anche così di “prestare servizio”.NOn aveva alternative. Secondo me fece bene, ebbe molte soddisfazioni e il suo operato fu apprezzato.
    Di restauro in Austria non penso proprio ne ne potesse parlare, nè nel 1961 nè ora.
    Se tu straniero dici bene degli Asburgo, loro dicono ” ja,ja..” per cortesia, la forma è molto!
    Poi i funerali: i viennesi per nulla al mondo, parlo dei viennedi DOC, si sarebbero persi dei funeraloni come quelli.
    E’ cosa fondamentale nella vita di un viennese…un bel funerale. C’è gente che al di sopra di tutto in fine vita vuole permettersi la carrozza nera con 4 o fin sei cavalli con gualdrappa nera che portano il carro con la bara…se lo dico è perchè lo so.
    Una delle più esilaranti interviste che mi è capitato di leggere negli ultimi anni è stata fatta al direttore dei servizi funerari del comune di Vienna..tutte le richieste e i
    ” capricci” dell’ultimo viaggio.
    Mai si sarebbero persi quello di Ottone!E non voglio toglier nulla a lui,anzi.

  17. Ale ha detto:

    chiedo scusa se sono sparito per due giorni, ma impegni inderogabili mi hanno trattenuto 🙂
    @paola mi permetto di correggerti, i romanov non seguivano la legge salica, ma la semisalica. questo permetteva alle donne di ereditare il trono in assenza di parenti maschi. emanuele filiberto non potrebbe mai decidere di abbandonare la legge salica, per trasmettere i suoi presunti diritti alle figlie, così dalla mattina alla sera. semplicemente perchè non ne ha il potere. essendo stata l’italia una monarchia costituzionale, il capo famiglia (anche in esilio, e lo fece notare umberto II) non può cambiare le regole della casa reale senza una votazione del parlamento. non essendo i savoia sul trono, non possono cambiare le leggi dinastiche fino ad un eventuale ritorno del regno. questo non sono io a dirlo, che sono un pirla qualunque, ma lo disse umberto in una intervista, e lo ha ribadito anche amedeo, quando un giornalista gli ha chiesto perchè i savoia non si adeguavano ai tempi dando i diritti di successione alle donne. è la stessa situazione di michele I di romania, che ha chiesto di votare al parlamento l’atto con cui cambiava le leggi di successione. certo serebbe bello un matrimonio tra il figlio di aimone e una delle figlie di emanuele filiberto, saprebbe di riappacificazione, ma mi sembra altamente improbabile, anche perchè non si fanno più i matrimoni combinati.
    @nicole non saprei. da più parti ho letto che, anche dopo la seconda guerra mondiale, si è pensato ad una restaurazione in austria, il popolo considerava la repubblica come insulsa. può darsi che le opinioni adesso siano cambiate, però quando sono stato a vienna e in austria mi è sembrato un ambiente molto nostalgico. addirittura nei territori dell’ex-impero festeggiano ancora il genetliaco di francesco giuseppe, è come se in italia festeggiassimo la festa dello statuto.

  18. elettra ha detto:

    @Ale…ahahah!ce ne fossero di pirla come te! .-)
    invece sai che ti dico?,che per una persona stagionata, come me, è un vero piacere leggerti e vedere quante cose riesci a fare -intuisco- al meglio!…e quanti interessi culturali, coltivi!
    Fa sempre piacere vedere un giovane che prepara con volontà e curiosità , il suo futuro!

  19. nicole ha detto:

    Ale, lo dico perchè la mia vita non brevissima oramai la ho trascorsa fra ” ex territori”, come dici tu.
    In Austria poi…ci vado più che spesso.Ho amici dai 90 anni in giù e dei familiari, quindi so quel che dico.
    Il compleanno di Franz è quasi folklore, credimi..lo fanno anche in paesino del Friuli.
    Altra cosa è il rispetto per alcuni come Otto e Zita.

  20. Ale ha detto:

    @elettra grazie! 🙂 la cosa che mi fa pensare è che io sono partito, cioè la mia curiosità e la voglia di sapere, da una semplice visita al museo di pietro micca con la scuola. avevo 10 anni, i plastici e la storia della cittadella e dell’assedio di torino del 1706 mi sono piaciuti talmente tanto che ho iniziato ad approfondire l’argomento e le vite dei protagonisti. da lì in poi è stato un effetto valanga e una continua ricerca per saperne di più, poi una cosa tira l’altra …. ed eccomi qua. comunque penso sia fondamentale anche l’ambiente che ti circonda, soprattutto in famiglia. mio nonno poi mi ha insegnato a non accontentarmi e ha cercare di capire sempre il perchè delle cose, mentre mio padre mi ha inculcato la pignoleria ed è per questo che spesso mi fermo e rompo su particolari di forma, come può essere la sentenza qua sopra o la questione dei titoli (vedi quello di principe di venezia). e come puoi notare ho anche la parlantina facile 🙂 comunque grazie del complimento!
    @nicole allora ti credo, comunque anche se folklore o turismo l’atmosfera in questi luoghi è bellissima. almeno la mia impressione è che abbiano molto rispetto per il loro passato e che vivano in pace con esso, cosa che all’italia farebbe molto molto bene, anche per progettare in maniera migliore il futuro.

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