Juan Carlos, un regno lungo 35 anni

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Quello di Juan Carlos è un regno lungo 35 anni ormai. Alle 5 e 25 del 20 novembre 1975 il generalissimo Franco muore dopo giorni di agonia e Juan Carlos di Borbone è re per volontà del defunto dittatore. Il 22 novembre 1975 alle 12 e 35 davanti alle Cortes e al Consiglio del regno riuniti quello che da sei anni è il principe di Spagna presta giuramento di fedeltà alle Leggi Fondamentali (la pseudo costituzione franchista). Per i monarchici spagnoli Juan Carlos è solo il “delfino” del dittatore Francisco Franco, un ragazzo allevato nella fede franchista e collocato per forza al posto del vero erede al trono, suo padre, don Juan conte di Barcellona, uomo integerrimo, notoriamente democratico e liberale. Per il mondo è un ragazzo bello e atletico, sposato con la sorella di un ex re. Per gli spagnoli è un mistero assoluto, perché mai ha espresso un’opinione. Molti, anzi quasi tutti, prevedono che il giovanotto passerà alla storia come “Juan Carlos il Breve”. Salito al trono, don Juan Carlos si rivela, invece, personaggio di una lucidità straordinaria che con abilità e soprattutto senza che sia versata una sola goccia di sangue, riesce a guidare la transizione dalla dittatura alla democrazia. Il tutto con una calma ed un senso politico da lasciare stupefatti. Ma non solo, in pochi anni gli spagnoli ed il mondo intero scoprono che il giovane principe silenzioso e spesso malinconico è, in effetti, una persona calorosa, cordiale ed estroversa. Un vero shock per chi l’ha giudicato privo di carattere e forse non molto intelligente ma Juan Carlos  sa che, dopo i lunghi anni della dittatura, l’unica speranza della Spagna e sua personale non è la restaurazione della monarchia rovesciata nel 1931, ma piuttosto l’avvento di un riconciliatore, un uomo nuovo, capace di cacciare i fantasmi della guerra civile. Passo dopo passo, subendo gli attacchi dei nostalgici franchisti e dei democratici scettici, il re riesce a trasformare un paese terrorizzato e umiliato in una nazione libera e democratica, rivelandosi così un fine stratega, un genio politico e un grande uomo di Stato.

Un re decisivo

Il Re ha avuto un ruolo decisivo nel momento del cambio, ma è stato anche un forte elemento di coesione fra varie realtà. Juan Carlos ha ridato alla Spagna il senso della nazione privo però di tutti gli orpelli legati alla retorica e alla iconografia patriottica di estrema destra. La Spagna eroica di Franco, che lotta contro l’internazionalismo socialista e le forze centrifughe di baschi e catalani, di fatto era stata tenuta insieme per quaranta anni con il terrore. In molti pensavano che morto il dittatore ogni nazionalismo avrebbe ripreso la strada dell’autonomia, mentre, grazie alla presenza di un personaggio carismatico sopra le parti, tutti insieme hanno lavorato per un fine comune, la crescita del paese e la riconquista di un ruolo importante all’interno della comunità politica ed economica internazionale. L’esempio della Spagna insegna a molti, anche all’Italia di oggi, che uno stato democratico è tale se riesce a venire a patti con le entità regionali, ferma restando la necessità della presenza di un mediatore, una figura in grado di incarnare per tutti il concetto di nazione.

Un regno lungo 35 anni

Con l’ingresso nella famiglia reale della bella giornalista e con la nascita di due eredi femmine nella storia della monarchia iberica è iniziato un nuovo capitolo. Infatti, non solo si è aperta la questione della modifica della Costituzione (nel punto in cui viene data preferenza nella successione ai discendenti maschi, opzione ormai abbandonata in tutta l’Europa degli uguali diritti), ma si è anche parlato di “demitizzazione” della monarchia provocato dall’ingresso, nel ristretto Olimpo dei reali di una persona estranea a questo ambiente e, quindi, forse incapace di capirne i meccanismi, complessi ed immutabili ed i riti. Per contro, secondo alcuni commentatori iberici Letizia potrebbe servire, invece, a “modernizzare” la monarchia a renderla più vicina alla gente comune. Sta di fatto che la ex giornalista ha saputo, fin da subito, usare i media, e di passi falsi fino ad ora non ne ha fatti anche se, si mormora, i rapporti con Juan Carlos non siano affatto buoni. La situazione, però, soprattutto a partire dalla seconda metà del 2007, si è molto appesantita, perché il Re e ma monarchia, sono stati, per la prima volta dalla morte di Franco, messi pesantemente in discussione sia dai separatisti baschi e catalani che dai movimenti repubblicani.

 

 

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3 Commenti

  1. lukas ha detto:

    Ottima analisi come sempre!
    Ho letto poco tempo fa un libro abbastanza risalente intitolato “I Borboni e la corona di Spagna” poiché ammetto che conoscevo poco della storia di questa dinastia (e di storia spagnola non so tuttora quasi niente). È stata una lettura interessante.
    Juan Carlos sì è dimostrato un buon sovrano, sempre attento ai bisogni del Paese. Viva el rey! 🙂

  2. Prinzessin Elizangela Franziska Eleonora Hermina Maria von Starhemberg ha detto:

    La storia nel storia…
    Miei complimenti…
    Lady Marina,
    La comunita Spagnola nel mondo e contenta del Re Juan Carlos e tutta la Reale Famiglia…
    Lunga vita al Re…
    Esperiamo che il Principe ereditario non deluda, quando arrivera il suo momento…
    La famiglia l’unita e molto importante per il popolo spagnolo…
    Elizangela Franziska Eleonora Hermina Maria von Starhemberg

  3. Alby ha detto:

    é proprio vero marina sei una grande.
    la storia e le maisons royales sono la mia passione e se potessi ti incoronerei:
    Sua Maestà Marina I, per volonta degli internauti, regina di tutti i blog e forum di case reali

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