Signore e signori, il Risorgimento è servito

risorgimentoHo capito molto presto che io e la scuola non eravamo fatte l’una per l’altra. Per la precisione quando un ragazzino delle medie, posto di fronte alla necessità di definire due periodi storici assai lontani mi ha detto serafico: “scusi prof, ma che differenza c’è fra Rinascimento e Risorgimento? Rinascere, risorgere, ma non è uguale, non vogliono dire la stessa cosa?”. Di fronte ad una tale affermazione e visto che mi sono trattenuta a stento dal frullare il fanciullo fuori dalla finestra, ho deciso di seppellire la mia carriera di insegnante e ho fatto altro. D’altronde ero appena laureata ed ancora piena di illusioni. Questo per significare a tutti voi che, già da tempo, il patrio Risorgimento, uno dei momenti più esaltanti ed eroici della nostra storia nazionale (almeno secondo me), in effetti tocca poco, per non dire pochissimo la sensibilità comune e l’immaginario collettivo. Oggi poi fra revisioni e voglia di federalismo è ancora peggio e le celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità, programmate nel corso di tutto il prossimo anno, sanno tanto di “lo devo fare, ma non ne ho nessuna voglia”.

Ad ogni modo io nel Risorgimento ci credo, sarà anche solo perché mio nonno, repubblicano storico, aveva in soggiorno i ritratti di Mazzini e Garibaldi e ci ha cresciuto nel culto dell’unità d’Italia, dell’impresa dei Mille, del sacrificio di tanti giovani andati a morire per un ideale che era quello della nascita di una nazione e della cacciata dello straniero invasore ed oppressore. Qua nelle Marche la situazione era poi se possibile anche più difficile causa presenza di uno Stato della Chiesa, abbastanza deciso a non mollare, e di un Papa-re – marchigiano, anzi per la precisione nato a Senigallia dalla famiglia comitale dei Mastai-Ferretti – che più reazionario di così non si poteva.

Qua nelle Marche, inoltre, di garibaldini non se ne è visto neanche uno (avete presente “obbedisco”?), però il nostro momento di orgoglio patrio ce l’abbiamo avuto anche noi con la battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860), la liberazione di Ancona e l’ingresso, pochi giorni dopo, di re Vittorio Emanuele II con annessa sfilata dal porto verso il centro della città.  

Ma che c’entra il Risorgimento con Altezza Reale? C’entra, c’entra poiché a parte i garibaldini e l’Eroe dei due mondi, Cavour, Mazzini e qualche decina di migliaia di giovani mandati allegramente al massacro (leggi battaglia di Solferino), attori e registi delle vicende che portarono alla creazione della nazione italiana furono tutti i sovrani del momento. Tutti, anche quelli più lontani e apparentemente disinteressati che però giocarono sullo scacchiere europeo la loro partita fatta di “io ti do un pezzo qua, tu mi dai un pezzo là, io taccio e faccio finta di non vedere, tu anche e se fai sposare tua figlia a mio cugino io ti mando anche un battaglione di soldati…”.   

Lunga premessa per dire che in questo periodo mi sto dedicando moltissimo al Risorgimento e pochissimo al sito che però è anche un blog personale, quindi ho deciso di raccontarvi cosa sta succedendo.

Parlare di Risorgimento ed annoiare a morte è facilissimo. La storia seria e compunta ha pochissimi estimatori, anzi ormai quasi nessuno, se vogliamo escludere qualche vecchio erudito mummificato in una delle istituzioni create appunto in epoca post unitaria. Ricordare fatti lontani, decisivi per il nostro presente è difficile e il rischio di cadere nella retorica sempre pericolosamente in agguato. Noi dell’associazione “Società di Danza” abbiamo deciso di ricordare i 150 anni dell’unità italiana in un modo diverso. Domenica 30 maggio la corte del Castello di Falconara Alta (gentilmente messa a disposizione dal Comune di Falconara e nella fattispece dall’assessore alla Cultura Stefania Signorini che fin da subito ha creduto nel nostro progetto) accoglierà un Gran Ballo Risorgimentale a cui prenderanno parte oltre 70 danzatori in abiti d’epoca. Elegantissime dame in crinolina e distinti cavalieri in frack saranno i protagonisti di un immaginario ballo organizzato nelle Marche pochi mesi prima della battaglia di Castelfidardo, del Plebiscito e dell’unione con il nuovo regno d’Italia. Una vera grande festa sociale, così com’era in uso nell’Ottocento, che però nasconde un aspetto segreto. Il ballo infatti è l’occasione che i patrioti (costretti al silenzio ed alla segretezza dal sempre più duro regime pontificio) creano appositamente per incontrarsi e diffondere le ultime attesissime informazioni, sulle battaglie, sull’impresa epica e recentissima del generale Garibaldi e sulle annessioni in corso nel nord e centro Italia. Fra valzer, quadriglie, marce, contraddanze e mazurke, dame e cavalieri si passeranno notizie e si racconteranno i fatti più salienti di quei mesi convulsi. La finzione che andrà in scena al Castello, però è molto vicina alla realtà, perché i gran balli sono, per tutto il XIX secolo, un momento di incontro e di relazione e negli anni della lotta risorgimentale diventano anche un luogo privilegiato, alla pari dei teatri, per la diffusione delle idee federali, unitarie e democratico-liberali. Le danze tradizionali di quel periodo, guidate dal maestro di cerimonie Roberto Lodi, saranno precedute da una breve lettura teatrale con le voci di Francesco Alpini e Stefano Ranucci. Della Società di Danza e dei balli ottocenteschi vi ho già parlato qua. Per il promo dell’evento e per ascoltare un piccolo brano della lettura teatrale andate qui. L’iniziativa è stata voluta, pensata e coordinata in tutti i suoi dettagli da Paola Pennacchietti, presidente del circolo anconetano della “Società di Danza”.  

Poi a seguire sempre qui foto e immagini del Gran Ballo e adesso scusate, ma vi devo lasciare, ho ancora da cucire alcune decine di coccarde tricolori.

Le prime foto sono qui, poi ne arriveranno altre. Qui sotto il favoloso gruppo del circolo di Ancona.

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75 Commenti

  1. franca ha detto:

    Proprio così:” Lo devo fare ,ma non ne ho nessuna voglia”. Dove ti scrivo, da dove è partita la grande avventura dell’Unita d’Italia, non si sente alcun afflato particolare nei confronti delle celebrazioni che si dovrebbero organizzare in questa occasione. Forse siamo stanchi di festeggiamenti che ci costano un occhio e dei quali restano detriti da eliminare,in tutti i sensi.Dobbiamo ancora riconvertire il grande Palazzo del Lavoro ,del famoso architetto Nervi, un’enorme struttura che costerà parecchio ristrutturare; c’è ancora la monorotaia di cui non si sa cosa fare. Il tutto risale al 1961!! Ben 50 anni fa’ !! Si sono buttati troppi soldi ,è ora di fare più attenzione ,anche perchè ci sono modi molto più economici e simpatici per festeggiare,come il ballo che organizzate voi, in un castello. Sarà meraviglioso! Aspetto le fotografie quì,sul sito.Auguri ,cara Marina. Franca

  2. nicole ha detto:

    Allora oggi ci son le danze!Ma la differenza fra ri-nascere e ri-sorgere gliela potevi dire..poverino. La candida logica dei piccoli è qualcosa che mi ha sempre affascinato.
    Grazie dell’excursus.

  3. Il tuo nome ha detto:

    quanti anni aveva quel bambino?

  4. Filippo ha detto:

    E allora cara Marina buon ballo.
    Saluti
    Filippo

  5. marina ha detto:

    @ Nicole, il ragazzino di terza media era da me interrogato sul Risorgimento che ha definito appunto Rinascimento perché gli pareva la stessa cosa. Altro che spiegare, l’avrei lanciato dalla finestra!
    @ anonimo il monello era sui 12-13 anni;
    @ Franca e Filippo grazie per gli auguri, è andato tutto benissimo.
    Ho messo delle foto, ma le ho impaginate male, perdonate.

  6. Pricess Elizangela von Starhemberg ha detto:

    Sono stata per 2 volte a Castelfidardo,
    nel monumento alla unificazione del reino di Italia nel lon tano 1861….
    Congradulazione Sgra Marina bellissima rievocazione storica…

    Elizangela von Starhemberg

  7. nicole ha detto:

    Marina che atmosfera d’altri tempi, sembra il set di un film. Ti ho addocchiata, sai!!Belli gli abiti delle dame. Certo che anche i cavalieri erano tutti perfetti.

  8. carlo cetteo ha detto:

    il limite di talune celebrazioni è che si scordano di uno dei pilastri fondamentali del Risorgimento e dell’Unità nazioanle: la monarchia dei Savoia.

  9. Titti the first ha detto:

    Cara Marina,
    apprezzo molto il suo contributo sul Risorgimento.
    L’attuale dibattito storico su questo periodo della vita italiana ci mette di fronte a questioni ancora irrisolte. Di quel periodo, mi ha sempre affascinato la mistica della patria e i modi usati per propagandare tali ideali. Uno strumento privilegiato è stato senza dubbio il teatro lirico. Amato, diffuso, seguito ad ogni livello sociale, culturale, territoriale, dai suoi palcoscenici nascevano messaggi che tutti potevano cogliere, interpretare anche al di là delle intenzioni dei librettisti e dei musicisti. Così la lettura in chiave politica delle opere liriche avveniva emotivamente: in quelle parole, in quelle musiche si materializzavano gli ideali di pacifica fratellanza tra oppressori e oppressi, tra popoli diversi.
    Senza rendercene quasi conto gli ideali risorgimentali, contenuti nelle opere liriche, sono arrivati fino a noi attraversando le dinamiche insurrezionali di quegli anni, i rapidi cambiamenti politici, le ottuse censure dell’epoca, senza contare le difficoltà incontrate dagli impresari e autori per far rappresentare le proprie opere in teatri che oggi sono italiani, ma che allora appartenevano a Stati diversi, in senso geografico, culturale e politico. Ma, ironia della storia, quei valori di patria e unificazione, tanto amati e tanto strategicamente comunicati allora, naufragano oggi sul litorale dell’indolenza culturale, subendo una trasformazione semantica per un processo di indebita appropriazione. Il coro del Nabucco, ad esempio, ieri associato all’idea di patria, unità della quale l’acronimo VERDI era simbolo, è oggi assurto a strumento propagandistico di idee federaliste se non separatiste.
    Tutto questo per dire che non mi stupisce l’ordinaria ignoranza caprina dimostrata da certi studenti (e non solo) in campo storico, linguistico e letterario.
    Evviva, possiamo esultare, dopo anni di lotta all’analfabetismo assistiamo finalmente all’unificazione del regno del Rinascimento-Risorgimento!!
    A noi non resta che chiedere un cospicuo Risarcimento danni!!

    Buon ballo e complimenti vivissimi per il tema storico!
    Un saluto cordiale, Titti the first.

  10. marina ha detto:

    Innanzitutto mi scuso per la latitanza di questi giorni che sono stati un po’ caotici, fra l’altro in questo periodo riesco a scrivere pochissimo, spero che mi perdonerete.
    @ Elizangela, davvero due volte a Castelfidardo? Be’ spero che abbia potuto vedere anche i dintorni ed il mare oltre al monumento;
    @ Nicole, grazie, si i cavalieri erano splendidi;
    @ Carlo, purtroppo credo che il dopo abbia contribuito a cancellare l’epopea gloriosa. Pensavo, sulla scorta della sua osservazione a qualche post in questo anno di celebrazioni, proprio dedicato ai Savoia ed al Risorgimento;
    @ Titti (può togliere tranquillamente il the first, l’altra omonima non credo verrà più a commentare) concordo con tutto quello che dice e posso aggiungere che il nostro ballo risorgimentale è stato emozionante anche perché eravamo tutti profondamente coinvolti e convinti dell’importanza del ricordo. Il Nabucco lo abbiamo usato come sottofondo per l’ingresso dei danzatori, l’ho scelto io (la Società di Danza usa abitualmente la marcia dell’Aida, ma sarebbe stato un gravissimo errore storico) perché nel mio cuore è legato al Risorgimento. E poi come finale il bellissimo canto “La bandiera dei tre colori”.

  11. marina ha detto:

    Ho cancellato alcuni commenti, fra cui uno mio, perché non c’entravano niente con l’argomento del blog ed in particolare con il tema di questo post, oppure erano solo una provocazione. Si, sono antidemocratica e mi sento anche un filino onnipotente, ma questo blog, fino a prova contraria, è mio.

  12. Princess Elizangela von Starhemberg ha detto:

    Carissima Marina,
    Sono anche una guardia d’onore del pantheon…
    Sono stata anche per la comemorazione per la guardia di Finanza ad ANCONA prima che La ex Reale Famiglia entrassero in Italia, Questa terra Benedetta da Dio e dei cuori caldi e tanto humano che il popolo Italiano hanno cosi grandiiiiiiiiiiiiiiiii…
    Conosco bene la Tua bellissima Regione marche…
    Le sue coline, mare, e tantissimo buon gusto…

    Un forte Abraccio Carissima Lady Marina…

    Elizangela von Starhemberg

  13. jacopoamedeo moretti ha detto:

    ho ricevuto questo invito che vi giro:

    mercoledì 16 marzo · 20.00 – 23.30
    Luogo
    Alessandria CCIAA e Museo Etnografico “C’era una volta”
    Creato da
    Quarantuno Laboratorio di gusto e di idee
    Maggiori informazioni
    Programma della serata:
    Sala delle Colonne – Camera di Comercio di Alessandria
    Ore 20,00 Convivio letterario Risorgimentale narrazioni poetiche e rievocazioni enogastronomiche. Recitazione di Enrica Magnagni Bosio, Lorella Miolato, Christian Antinoro e Rosy Wai della compagnia teatrale “Principessa Mafalda”. Presentazione storico gastronomica a cura di Adelio Debenedetti e Franco Priarone.
    Ore 21,00 Storie d’Italia Il Piemonte ed il Regno d’Italia attraverso le biografie di donne e uomini di Casa Savoia. Presentazione del libro Principessa Mafalda Titanic italiano.
    Ore 23,30 Museo etnografico “C’era una volta” piazza della Gambarina Brindisi al Tricolore e degustazioe della Coppa Sabauda.
    Evento organizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon e Monferrato Strada del Vino. Prezzo della serata 20 euro.

    se qualcuno è in zona…..:-)

    j

  14. Biagio ha detto:

    Buonasera a tutti. Prendendo spunto da alcuni passaggi dell’articolo provo, se non vengo censurato da Marina, a dare un’altra lettura a questo periodo storico chiamato Risorgimento. Non per far polemica, e so anche che non me lo avete chiesto, ma per rispetto di una bellissima nazione di 9 milioni di abitanti che 150 anni fa ha subito l’invasione da parte dei piemontesi, cioè il regno delle due sicilie. Con quale casa reale aveva raggiunto lo splendore di livello europeo lo sapete. Purtroppo ancora oggi debbo constatare come la disinformazione (dei testi scolastici) in merito alle ragioni vere che hanno portato alla nascita del regno d’Italia oscuri la verità, e delle persone chiamate padri della Patria sono stati in effetti e dati alla mano, tutt’altro per la nazione italica. Guardate che cosa siamo diventati nel 2011. Per vostra informazione: il regno d’italia è nato perchè la parte dell’italia corrispondente al regno delle due sicilie diventasse una colonia del triangolo Genova Torino Milano. Cosi come è ancora oggi. Potete quindi facilmente immaginare che chi come me è nato nel sud dell’Italia e non ci lavora, non ha un bel niente da festeggiare. Anzi è un anno di lutto. Grazie per l’eventuale ospitalità.

  15. Ale ha detto:

    caro biagio (posso darti del tu vero?) sono contento che marina non ti abbia censurato. devi sapere che non solo sono di torino e piemontese, che amo profondamente la mia terra e la sua storia ma che sono anche profondamente antiborbonico. ce l’ho solo con quelli delle due sicilie, gli altri non mi hanno fatto niente. e soprattutto non sopporto i rappresentanti odierni della casata per vari motivi che non sto ad elencare. comunque era da tempo che cercavo un sostenitore del regno delle due sicilie per poter farmi chiarire alcuni punti. per esempio tu sei uno di quelli che sostiene che il sud era ricco e fiorente? se si mi potresti spiegare le tue argomentazioni? …. ovviamenete avrò il massimo rispetto per le tue opinioni anche perchè io non mi sono fermato ai testi scolastici, ma visto che mi piace la storia ho approfondito per bene.

  16. jacopoamedeo moretti ha detto:

    BIAGIO
    SEI UN MITO
    grazie…. grazie grazie…..
    hai detto cose sacrosante….che non sono le sole che dovrebbero esser dette…
    se chiedi ai toscani- granducali troverai delle segrete (non tanto) condivisioni…… e lo stesso vale per molti staterelli…. (un po come in altri paesi che si sono uniti dopo secoli o millenni) hanno perso le loro prerogative diritti e facoltà….

    il regno delle 2 sicilie è realmente esistito x quasi mille anni… (anche se diviso in napoli e sicilia) insomma il + antico dopo il vaticano…. splendori ancor oggi presi a modello…e purtroppo incuria e abusi continuano a rovinare….

    napoli era la 3° città del mondo dopo parigi e londra…. prima di madrid vienna o altre

    insomma!!! colonia sabauda…..
    e i savoia stessi… che a torino hanno fatto meraviglie…. poi se so persi tutto…. dignità compresa… ( qualcuno meno…ma siamo la)
    insomma l’iatalia ha perso tanto con questa unità…. ci vorranno secoli per arrivare ad un unità effettiva…. dentro e fuori i confini!!!
    speriamo bene!!!
    grazie cmq per aver scritto…… questo…. è essenziale riuscire a far dire la verità!!!!!!!!!!!!!!!

    j

  17. lukas ha detto:

    Culturalmente il Regno delle Due Sicilie era un faro luminoso in Europa ancora nell’800: il San Carlo si mangiava la Scala in un sol boccone, produceva grandi menti in moltissimi campi, aveva una legislazione all’avanguardia (al contrario del Piemonte dove, fino a Carlo Alberto, erano ancora in vigore le leggi del ‘700)…anzi, a dire il vero, il regno di Sardegna rimaneva culturalmente e legislativamente il più arretrato della penisola, i codici arrivarono 40 anni dopo tutti gli altri e furono in gran parte copiati da quelli napoletani e austriaci…
    forse le Due Sicilie non erano così ricche e fiorenti, ma il dominio dei Savoia gli ha dato il colpo di grazia

  18. elettra ha detto:

    Biagio… forse non ci leggi da molto tempo, ma più volte su questo blog si è parlato dell’unità d’Italia e degli errori che ne sono scaturiti, da parte dell’esercito ormai diventato unitario , ma rimasto di base esercito del nord Italia…insieme al nostro amico Filippo , palermitano, e come vedi anche il nostro JAM, ho disquisito più volte…non voglio indirizzarti male , ma se vai all’indietro nei nostri post della tarda primavera ed estate ci troverai tutto…… però posso fartene un breve riassunto, spero che anche Filippo ci legga e mi venga in aiuto…posso dirti che dei miei 46 cromosomi, 23 provengono da Napoli, e me ne vanto… gli altri 23, vengono da quello, che per rimanere in linguaggio risorgimentale,provengono dall’Austro-Ungarico e dal Lombardo Veneto,qualche ascendente garibaldino, i quali garibaldini erano perlopiù bresciani e bergamaschi, e me ne vanto ancora, per cui mi sento autorizzata a dire le cose come stanno…i libri di storia ci hanno insegnato, molte cose sbagliate,…..hanno fatto passare il MIO adorato imperatore Francesco Giuseppe come un repressore, pronto a mandare tutti allo Spilberg o al capestro…. e non era così…FG applicava alla lettera la legge, e ha fatto il suo dovere di sovrano,di quel tempo, fino alle ultime ore della sua vita
    I libri di storia, ANCORA, ci hanno riportato che i Borboni, hanno depredato il sud delle risorse, sono stati orbi e repressivi…anche loro applicavano la legge, ma non era vero che il sud fosse povero ed arretrato… Il regno di Napoli e Delle 2 Sicilie, era tra i più all’avanguardia…ho già detto che la prima ferrovia Napoli- Portici, fu appunto a Napoli, gli scavi archeologici, furono a Pompei , per volere dei Borboni, il regno delle 2 Sicilie aveva un’ economia fiorente una Marina di prima qualità, opere idrauliche ancora efficienti, arte e cultura di prim’ordine, e non esisteva un tour dell’Europa che non prevedesse una puntata a Napoli e a Palermo….
    Purtroppo, tu ( e in questo momento mi rivolgo anche a tutti i nordisti convinti) non sai che grande frattura sia dentro di me, in cui convivono due anime, e forse anche di più, il sapere che i guai del sud non furono i Borboni, ma quello che venne dopo il passaggio (e in questo momento il mio cuore singhiozza) di Garibaldi……la Questione Meridionale – brigantaggio e tutto il resto fino ai giorni nostri- non ci sarebbe stata se ci fosse stato un avvicinamento graduale e soft dei vari stati italiani pre-unità…. migliaia di soldati, ma anche ufficiali borbonici, di famiglie aristocratiche, furono tradotti , come briganti, nelle carceri delle Fenestrelle in val di Susa…posso anche pensare che chi perde una guerra o si oppone ad un regime, non può mettersi a dettare condizioni, ma devo concludere che non ci fu giustizia, e che i veri orbi ed oppressori, furono quelli che vennero dopo l’unità d’Italia….
    Quelli che mi leggono da tempo, già lo sanno, ma per te che sei un nuovo acquisto, anzi ti do il benvenuto,io mi sento molto ITALIANA e lo scrivo maiuscolo, anche se fosse per me, abolirei frontiere, divise (e ho convissuto molti anni con le divise!) religioni, regimi e tutto quello che può essere un limite alla possibilità dell’UOMO di esprimersi e vivere in pace e libero…questo pianeta, benchè bistrattato, è tanto grande e c’è posto per tutti!!!

  19. elettra ha detto:

    Devo aggiungere che ho molto rispetto per i morti, spesso giovanissimi, del nostro risorgimento e che mi danno molto fastidio certe argomentazioni, di moda negli ultimi anni…e ho detto tutto…..
    devo altresì anche dire che i Borboni 2 Sicilie di oggi, non mi danno troppo affidamento……

  20. Dora ha detto:

    personalmente il R. l’ho studiato in lungo e in largo, ci ho fatto un esame e una microtesina.

    schematizzando parecchio si può dire che esistono 2 “modi di lettura” del R., quello crociano e quello gramsciano
    (nelle scuole SI TENDE a studiare la versione crociana)

    Croce esaltava il mo(vi)mento risorgimentale come frutto delle idee che covavano in Italia da dopo la Rivoluzione Francese e che più o meno l’italia si sia unita grazie ad una “aspirazione” di tutti i cittadini, senza troppi conflitti, tutti erano d’accordo, c’erano i martiri che hanno dato la vita per la causa e sul loro esempio l’italiani si siano riuniti sotto la guida degli illuminati Cavour e V.E.
    qualcosa di questa ideologia si può trovare in Cuore di De amicis…

    gramsci invece ci va giù polemico, sostenendo che la spedizione dei mille era formata solo da pochissimi volontari e, in sostanza, sostenendo la “colonizzazione” piemontese del resto d’Italia nonchè un sostanziale disinteresse/inadeguatezza dei vari governi a gestire la neonata nazione con le enormi differenze che c’erano tra Nord e sud…
    nei quaderni dal carcere c’è una sezione solo sul R., che, personalmente, consiglio vivamente.
    croce lo potete evitare tranquillamente… 😉

    scusate la lenzuolata polemica ma è un argomento che sento molto vicino…

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