Emofilia: come una malattia ha cambiato la storia – I parte

Emofilia: come una malattia ha cambiato la storia – I parte

L’emofilia è vecchia quanto l’uomo, però mai ha influito in modo diretto sulle vicende di una nazione. Questo fino a quando la malattia è misteriosamente comparsa nella discendenza della regina Vittoria, la “nonna d’Europa”, toccando successivamente gli eredi al trono di Russia e Spagna. In particolare furono, Alix d’Assia e Vittoria Eugenia di Battemberg, nipoti della regina inglese, cugine anche attraverso la parentela tedesca, a dover affrontare non solo un dramma personale ed umano,  ma una tragedia dinastica dai vasti riflessi, specie per la prima, nelle  vicende politiche dei loro paesi di adozione.

Il 7 aprile 1853 la regina Vittoria mette al mondo il suo ottavo figlio e una notevole innovazione nel campo dell’ostetricia rende il parto reale eccezionalmente interessante: un famoso anestesista di Edimburgo viene chiamato a somministrare del cloroformio a Sua Maestà. L’aspra battaglia tra quelli che credevano ciecamente nel nuovo calmante e coloro i quali si opponevano al suo impiego si placa di colpo grazie all’intervento della regina. Vittoria dopo aver partorito con dolore sette figli non si stanca di lodare “questo benedetto cloroformio”. E’ un gran dono quello fatto dalla sovrana al suo popolo, dice la sua biografa lady Elizabeth Longford, “il rifiuto di accettare i dolori del parto come un destino delle donne voluto da Dio”. Purtroppo però il neonato venuto al mondo in questa fausta occasione è affetto da una malattia gravissima ed incurabile: l’emofilia.

L’emofilia è una  patologia della coagulazione del sangue, trasmessa per via femminile secondo la legge di Mendel dei caratteri recessivi collegati al sesso, che determina abnormi sanguinamenti per assenza di un fattore della coagulazione la cui sintesi viene codificata proprio sul cromosoma X. Così mentre la donna è la portatrice sana dei geni difettosi, quasi mai essa è affetta dal male che, con rare eccezioni colpisce soltanto i maschi, senza però necessariamente colpire tutti i maschi di una stessa famiglia.

Al momento del matrimonio con il cugino Alberto di Sassonia Coburgo Gotha, la regina Vittoria sicuramente non sa di essere portatrice sana. La scoperta della malattia nel principe Leopoldo, futuro duca di Albany, la sconvolge: “nella nostra famiglia non c’è mai stato questo male”, afferma in più occasioni, e in effetti, nessun caso di emofilia è rintracciabile nell’albero genealogico della casa reale inglese. D’altronde, però, fa notare sempre lady Longford, “i documenti possono essere inesatti, o coloro che erano stati colpiti questa malattia possono essere morti durante l’infanzia come succedeva spesso fra i bambini di allora”. Un’altra spiegazione del fenomeno è che i geni difettosi potrebbero essere rimasti latenti per sette-otto generazioni, ma secondo gli studiosi la fonte più probabile della malattia “è da ricercarsi in una mutazione spontanea che ha avuto luogo nel patrimonio genetico della regina o nel cromosoma X trasmessole dal padre”. Un fatto non del tutto raro e anche le attuali ricerche hanno accertato che almeno il 30 per cento degli emofiliaci deve il suo stato proprio ad una mutazione spontanea – dovuta a fattori ambientali, a radiazioni, a medicinali – nel patrimonio genetico dei genitori. Recentemente alcuni ricercatori hanno anche ipotizzato la nascita illegittima della regina Vittoria che avrebbe ricevuto il gene difettoso da un padre che non fu il duca di Kent.

Oltre al figlio malato due delle cinque figlie sono sicuramente portatrici sane: Alice moglie di Luigi IV Granduca d’Assia e Beatrice sposa di Enrico di Battemberg. Secondo alcune fonti anche la primogenita della regina, Vittoria, Vicky, la principessa reale, moglie del futuro imperatore Federico III di Germania e madre del Kaiser Guglielmo II, potrebbe essere stata portatrice sana, ma scarse sono le notizie in merito, soprattutto perché all’epoca la tendenza era quella di tacere il più possibile sulle stato di salute dei membri delle case reali. Unica certezza è che due suoi figli Sigismondo e Valdermaro muoiono, il primo a due, il secondo a undici anni, per motivi non precisati – emofilia, sempre secondo lady Longford – e che nessuna delle sue figlie (una di loro, Sofia moglie del re dei Greci, Costantino I, sarà nonna, tra gli altri, dell’attuale regina di Spagna, dell’ex re Michele di Romania e di Amedeo duca d’Aosta, un’altra Margherita, sposa del landgravio di Assia-Kassel, sarà la suocera della principessa Mafalda di Savoia) trasmette la malattia ai propri discendenti. La terza figlia della regina Vittoria, principessa Elena, sposata con il principe Cristiano di Schleswig-Holstein ha due maschi sani e due femmine che non avranno figli, la principessa Luisa, quarta figlia della regina, si sposa con il duca di Argyll, ma non ha eredi.leopold_albany

La presenza dell’emofilia nel principe Leopoldo (nella foto qui a destra) è evidente fin dalla più tenera infanzia, il bambino presenta spesso lividi e gonfiori in corrispondenza delle articolazioni. Nonostante la malattia, la regina cerca di far vivere al suo ultimo figlio maschio una vita normale, ma non sempre è possibile. A dieci anni Leopoldo ha l’incarico durante il matrimonio del fratello, il principe di Galles con Alessandra di Danimarca, di vigilare sul nipotino tedesco Guglielmo, il futuro Kaiser. Irrequieto e irascibile il bambino morde lo zio ad una gamba. Non ci sono conseguenze, ma la regina si preoccupa molto. Leopoldo, bloccato in parte dalla malattia, che tra l’altro, gli ha leso in modo permanente un ginocchio, ed in parte dalla regina desiderosa di tenerlo sempre lontano dai pericoli, ha un’occupazione principale: cercare di ribellarsi all’augusta autorità materna. Il principe rifiuta le sacrosante vacanze a Balmoral, sparisce per due settimane a Parigi e vuole a tutti i costi sposarsi. Vittoria protesta, ma alla fine è lei stessa a suggerire il nome di una possibile sposa, convinta che comunque il figlio ha diritto ad una vita normale. In ogni caso né la sovrana, né i medici che hanno in cura il principe riflettono sul carattere ereditario e sulle implicazioni genetiche della malattia. Eppure la sorella di Leopoldo, Alice, ha già messo al mondo un bambino emofiliaco, Frederik, morto a tre anni per una emorragia interna provocata da una caduta. Il gene della malattia è presente nel cromosoma X e basta questo per sapere che Leopoldo farà di ogni sua futura figlia una portatrice, ma metterà al mondo solo maschi sani. Infatti la sua unica figlia femmina, Alice poi contessa di Athlone avrà figli emofiliaci, mentre il figlio Carlo Edoardo, nato in perfetta salute alcuni mesi dopo la morte di Leopoldo, erediterà dallo zio il ducato di Sassonia Coburgo, perderà il suo trono nel 1918, sarà un accanito sostenitore del nazismo e prima di morire settantenne nel 1954, diventerà il nonno dell’erede al trono di Svezia, ora re Carlo XVI Gustavo.  Leopoldo, duca di Albany, muore a 31 anni mentre è in vacanza a Cannes, una banale caduta gli provoca una inarrestabile emorragia cerebrale. La regina è distrutta, ma la reazione, acuta e autentica, è tipica del carattere pratico della sovrana inglese: “per il caro Leopoldo – scrive Vittoria alla figlia maggiore – non potremmo dolerci…c’era in lui una tale smania per tutto ciò che non poteva avere, una smania che pareva aumentare anziché diminuire con gli anni”.

Il principe Leopoldo era lo zio della zarina di Russia, nata Alix d’Assia, e della regina di Spagna, nata Vittoria Eugenia di Battemberg. La zarina è la sorella del piccolo morto a tre anni e sua sorella Irene, moglie di Enrico di Prussia mette al mondo due emofiliaci su un totale di tre figli, l’ultimogenito muore a quattro anni pochi mesi prima della nascita dello zarevic, mentre Valdemaro, nonostante l’estrema fragilità dovuta alla malattia, arriva fino ai 56 anni, si sposa, ma non ha figli. Ma se in Inghilterra e in Germania la malattia dei principi reali non ha conseguenze dirette sulla successione al trono altrettanto non si può dire per la Spagna e per la Russia dove l’emofilia dell’erede al trono ha un peso determinate sul destino della famiglia imperiale e della nazione. “La malattia dello zarevic gettò la sua ombra su tutto l’ultimo periodo di regno di Nicola II e ne è la sola spiegazione – scrive Pierre Gilliard, istitutore dei figli dello zar – Fu, senza sembrarlo, una delle cause primarie della sua caduta, in quanto permise il fenomeno Rasputin e portò al fatale isolamento dei sovrani i quali finirono col vivere in un mondo a parte, racchiusi in una tragica angoscia che per di più dovevano nascondere agli occhi di tutti”. Alessandro Kerensky, uno degli uomini della rivoluzione affermerà: “senza Rasputin non vi sarebbe stato Lenin”.

NicolaII&Fam1904Orfana di madre all’età di sei anni, Alix d’Assia (nella foto a sinistra con il marito, le figlie e Alessio appena nato) viene allevata dalla sorella maggiore Vittoria, con la supervisione della nonna inglese che l’accoglie spesso a Windsor, a Osborne e a Balmoral. Bella, alta con magnifici capelli fulvi e occhi blu, Alix è molto sensibile, ma è anche, fredda, timida e tende ad isolarsi dal mondo. La principessa tedesca conosce Nicola, erede al trono di Russia, quando, ancora ragazzina, assiste al matrimonio della sorella Elisabetta con un fratello dello zar Alessandro III. La fantasia di questa fanciulla triste ed introversa si accende e dal quel momento sognerà – ricambiata – di sposare lo zarevic. Nata in seno alla religione luterana, Alix abbraccia la fede ortodossa (diventando Alessandra Feodorovna) al momento del matrimonio con lo zar di Russia e per lei questo è l’unico motivo di dubbio e perplessità, non pensa certo alla dote che si porta nel sangue. Nel 1894, anno del fidanzamento e del matrimonio, la principessa ha già perduto a causa dell’emofilia un fratellino e sua sorella Irene, moglie di Enrico di Prussia aveva già avuto uno dei due figli emofiliaci, per non parlare poi dello zio Leopoldo. Ma nessuno solleva dubbi sulla questione; lo zar Alessandro III e la zarina Maria sono fermamente contrari a questo matrimonio, ma solo per motivi politici (una principessa tedesca non sarebbe ben vista in Russia) e di carattere. Per capire fino in fondo i motivi di questa “incoscienza”, è necessario spiegare che la stessa regina Vittoria non sembrò mai comprendere veramente il carattere ereditario del male al quale lei stessa aveva dato tanta diffusione; l’emofilia era considerata uno dei tanti rischi del matrimonio e della procreazione. All’epoca tutte le famiglie reali hanno molti bambini e che uno o due muoiano in tenera età è considerata cosa se non normale, almeno naturale. La regina d’Inghilterra all’epoca del matrimonio della futura zarina di Russia solleva obiezioni politiche e legate al carattere, non certo mediche e genetiche; Alix – che con l’improvvisa morte dello zar Alessandro III diventa non la fidanzata dello zarevic, ma la futura sposa dello zar – è giudicata dalla sovrana inglese emotivamente troppo fragile, non preparata e tutto sommato troppo poco intelligente per un paese difficile come la Russia.

Tanto timida da diventare fredda e scostante, la zarina dopo la nascita di Alessio, si isola sempre di più. Malvista dalla brillante aristocrazia russa, la quale le rimprovera un esasperato moralismo, lontana dalla famiglia imperiale con cui ha pessimi rapporti, in aperto antagonismo con la suocera la vivace e brillante Maria Feodorova (nata Dagmar di Danimarca), isolata dal popolo e dalla realtà sociale di un paese che non riesce a comprendere, Alix-Alessandra vive in un mondo suo. La zarina si rinchiude presto in se stessa per riversare ogni attenzione ed affetto sul marito e sui figli. Nei primi otto anni di matrimonio Alix dà alla luce quattro bellissime bambine, Olga, Tatiana, Maria e Anastasia, una delusione dopo l’altra, perché lo zar Paolo I, in odio alla madre, l’imperatrice Caterina, ha rimesso in vigore la legge salica che esclude le donne dal trono. Alessio, nato nel 1904, è per l’imperatrice il coronamento di dieci anni di matrimonio, è la benedizione di Dio sullo zar e sulla Russia, è la prova concreta che le sue ferventi preghiere sono state ascoltate e i suoi voti esauditi. Alix è la più felice ed orgogliosa delle madri, il bambino è bellissimo e vivace, ma un’inarrestabile emorragia dall’ombelico, quando il piccolo ha solo sei settimane, mette lo zar e la zarina di fronte ad una ben più triste e penosa realtà: lo zarevic è emofiliaco. La tragedia, del tutto inattesa, annienta l’imperatrice fino a quel momento delirante di gioia. Ma è possibile che Alix, circondata da ogni parte dall’emofilia, non avesse pensato all’eventualità di avere un figlio malato? Perché la scoperta della malattia del figlio la colpisce con una tale violenza? Essa ha ovunque parenti malati e il sospetto avrebbe dovuto sfiorarla, invece no, la zarina incolpa il destino, ma comincia a macerarsi nei sensi di colpa, vagamente cosciente di essere lei la responsabile nella trasmissione dell’emofilia.NicolaIIeFamiglia1913 Nella foto qui accanto (1912) accanto allo zar ed alla zarina ci sono Alessio e a sinistra a destra Maria, Tatiana, Olga e Anastasia.

E Nicola sapeva della malattia, era consapevole del fatto che lo zio, il fratello e i nipoti della donna amata e sposata contro tutto e tutti, erano emofiliaci? Forse si, ma dai diari e dalle lettere nulla risulta ed è probabile che egli non abbia dato eccessiva importanza alla cosa, come fecero d’altronde i mariti delle figlie e delle nipoti della regina Vittoria e cioè quasi tutti i sovrani d’Europa. Alix era stata chiesta in sposa da un cugino, futuro re d’Inghilterra, e nessuno in famiglia aveva avuto da ridire. Lo zar, comunque, accetta la realtà con un fatalismo rassegnato, ma non disperato: Alessio sarà allevato come un erede e solo la famiglia più stretta porterà il peso di questa angoscia e di questo segreto. L’imperatrice inizia il suo doloroso percorso accanto al figlio malato. Un  figlio che nel momento delle crisi urla per un dolore che lei non può alleviare in alcun modo.  La tensione per Alix è tremenda, le notti passate a vegliare il figlio la sfibrano e il suo unico conforto è la religione. A tre anni e mezzo Alessio riceve un colpo in pieno viso e il gonfiore è tale che entrambi gli occhi rimangono chiusi. L’emofilia provoca nel piccolo fitte lancinanti e se l’emorragia avviene in una articolazione, gli impedisce di muoversi per molto tempo. Il sangue una volta entrato nell’articolazione produce un effetto corrosivo sull’osso, sulla cartilagine e sui tessuti. Inoltre l’emofilia è un male ingannevole, per settimane, mesi, Alessio sta bene, poi improvvise arrivano le crisi. Nel 1912 Alessio ha otto anni e salendo in una piccola barca cade malamente provocandosi un ematoma all’inguine che si riassorbe in pochi giorni. Purtroppo è una falsa guarigione e solo l’inizio di un incubo che dura parecchie settimane e di una crisi che porta l’erede al trono di tutte le Russie sull’orlo della morte. Il bambino urla disperato, ma non c’è nulla che i medici o la madre possano fare. La zarina dopo giorni e giorni passati accanto al figlio, senza mangiare né dormire, chiede ad un monaco visionario di pregare per la salvezza di Alessio. Il giorno seguente l’emorragia cessa. Per Alessandra è un miracolo: Dio ha avuto pietà di lei e di suo figlio, perché un santo ha pregato per loro, quel santo è Grigori Rasputin. In realtà è solo un caso, il monaco ha allontanato i medici i quali curavano lo zarevic somministrandogli dell’acido acetil salicilico (l’aspirina) che è si un analgesico, ma anche un anti coaugulante.

Per la famiglia imperiale è l’inizio della fine. L’imperatrice di tutte le Russie, la cui mente è dominata solo dalla malattia del figlio, diventa cieca e sorda di fronte a tutto quello che sta accadendo attorno a lei. Solo un uomo ha la sua incondizionata fiducia, colui che riesce a placare le sofferenze del figlio: Rasputin. Un atteggiamento quello di Alix guardato con timore ed apprensione persino all’interno della sua famiglia più stretta. Lord Louis Mountbatten – l’eroe di guerra, ultimo viceré delle Indie, assassinato dai terroristi dell’Ira nel 1979 – ricorda che sua madre Vittoria, la sorella maggiore della zarina, diceva spesso: “quella pazza lunatica di Alix farà scoppiare una rivoluzione”, ma nonostante lo stretto legame esistente fra loro, e le sue frequenti visite in Russia, essa non riesce a fare nulla. A niente, se non a congelare definitivamente rapporti già tesi, serve il colloquio fra la zarina e la sorella Elisabetta (la vedova del granduca Sergio aveva fondato un ordine monastico) che inviata dalla famiglia, la scongiura di cacciare Rasputin.

Alessio non è un emofiliaco come tutti gli altri, è prima di tutto l’erede di un impero esteso dalla Polonia all’Oceano Pacifico, è il simbolo della continuità dinastica di una famiglia che da tre secoli domina un territorio sterminato. Al dramma della malattia si aggiunge l’incertezza per il futuro, uno zarevic continuamente minacciato dalla morte e incapace di vivere una vita normale, non è di nessun aiuto per una monarchia autocratica come quella russa, ma per Alix l’eventualità che il figlio possa essere scartato dalla successione non esiste, Alessio è l’erede per volere di Dio e lei farà qualsiasi cosa perché a tempo debito egli possa accedere al trono, nonostante l’emofilia. Per questo motivo lo zar e la zarina scelgono la strada del silenzio e del segreto. Pochissimi sono a conoscenza delle reali condizioni di salute del bambino e della gravità del suo male. Solo gli intimi sanno che Alessio non guarirà mai. Ma quel muro di segretezza fa solo peggiorare le cose, espone la famiglia ad ogni genere di malevola diceria, mina il rispetto della nazione per l’imperatrice. I russi totalmente ignari del male che dello zarevic, non capirono mai la natura del potere di Rasputin e all’oscuro del dramma di Alix, essi attribuirono il suo distacco ad una antipatia verso la Russia e il suo popolo. Il silenzio sulla malattia dello zarevic coinvolse un gran numero di persone, ma fu assoluto ed impenetrabile e non conoscendo il dolore e la disperazione della zarina nessuno era disposto a perdonarle la freddezza, la scarsa disponibilità verso il prossimo, il legame con Rasputin. Con lo scoppio della guerra l’odio, aumentato dalla sua nascita tedesca, potè solo aumentare a dismisura. Sarebbe semplicistico e riduttivo affermare che l’emofilia di Alessio, fu causa della rivoluzione di ottobre, ma è sicuramente vero che lo zar, già per natura debole e incerto, diventa, con gli anni, sempre più succube di una moglie sconvolta dalla malattia del figlio e dai sensi di colpa per avergliela trasmessa. Alix a sua volta non ascolta nessuno, neanche i membri più illuminati della stessa famiglia imperiale, per lei c’è solo Rasputin, al quale chiede prima di salvare il figlio e poi di aiutarla a conservare integro tutto il potere dello zar. Così Rasputin improbabile taumaturgo per una malattia inguaribile, diventa la guida morale e politica di una donna che il dolore fa sragionare e di un uomo troppo debole per opporsi e reagire. I – parte

Nel sito Les derniers Romanov (cliccate a sinistra sull’album) trovate delle bellissime immagini dei Romanov, ci sono le foto ufficiali, ma anche gli album privati poiché sia lo zar che la zarina erano appassionati di fotografia. Devo confessare che guardare Olga, Tatiana, Maria e Anastastia mi mette sempre una grande tristezza per l’assurdità e la crudeltà del loro destino.

victoria

Ecco il ritratto della giovane regina Vittoria annunciato da Nicole nel suo commento. La regina, nata nel 1819, succede allo zio re Guglielmo IV nel 1837, poche settimane dopo avere compiuto i 18 anni ed essere, quindi, diventata maggiorenne. Nell’immaginario collettivo Vittoria è una signora piccola e grassoccia, perennemente vestita di nero, ma da giovane, come attestano numerosi ritratti, è stata una ragazza minuta e graziosa. La regina muore alla fine di gennaio 1901 e in Italia la sua scomparsa passa praticamente inosservata perché quasi contemporanea a quella di un mito vivente della storia, della cultura e della musica dell’ancora recentissima nazione unificata, Giuseppe Verdi.

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47 Commenti

  1. Alessandra ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente un episodio di Candy Candy in cui si parlava dell’emofilia… per questo, ti ringrazio: mi hai riportato all’infanzia! 🙂 buona giornata!

    Ps se hai novità fatti viva… 😉

  2. paola ha detto:

    ciao a tutti,
    sto approfondendo l’argomento degli ultimi Romanov, grazie anche alle vostre indicazioni, di Paola in particolare, ed al sito http://www.les-derniers-romanov.com/index.php.
    Ora ho un dubbio (piccolo) che vi sottopongo (ma per voi, preparati come siete su questi argomenti, sarà un gioco da ragazzi!): Nicola II aveva un fratello Alessandro, morto piccolissimo, che da certe fonti sembra il maggiore, mentre da altre risulta il secondogenito dopo Nicola. Qual è la versione giusta?
    L’argomento mi ha molto preso e, quando sarò un po’ + libera dal lavoro, cercherò i libri rari che mi ha suggerito Paola. Negli ultimi giorni però l’ho un po’ tralasciato perchè, leggendo e rileggendo testimonianze e resoconti, ero stata assalita da una notevole angoscia nell’immaginarmi gli atti finali del dramma e soprattutto l’uccisione dei figli innocenti. Nonostante le nefandezze ai danni del popolo compiute nei secoli dagli zar, come del resto da tutti i sovrani assoluti, mi commuovo senza pudore al pensiero dello sterminio di questa famiglia (del resto all’epoca della rivoluzione francese, anche il delfino di Francia, se non direttamente ucciso, morì per le sofferenze patite durante la detenzione da parte dei rivoluzionari).

    cari saluti
    (Maria) Paola

  3. marina ha detto:

    Ciao Paola,
    ho qui vicino a me un testo molto preciso sulle famiglie reali europee con alberi genealogici dettagliati e anche un almanacco di Gotha nel 1897.
    Alessandro III e Dagmar hanno avuto in totale cinque figli arrivati fino all’età adulta.
    Nicola nato nel 1868 morto nel 1918;
    Giorgio nato nel 1871 e morto nel 1899 erede al trono fino alla sua morte perché ancora non era nato Alessio;
    Xenia (1875-1860);
    Michele (1878-1918), erede al trono dalla morte del fratello fino alla nascita dello zarevic;
    Olga (1882-1960).
    Non ho notizie di un altro figlio, però ti dico questo:
    Alessandro e Dagmar si sposano il 28 ottobre 1866, Nicola II nasce il 6 maggio 1868 e quindi viene presumibilmente concepito nel settembre del 1868, 1867, c’è in effetti quasi un anno durante il quale potrebbe essere nato un altro fratello, però morto subito perché ripeto non ce ne sono tracce. Unica cosa che mi fa sospettare che sia davvero nato è il nome, Alessandro come il padre e il nonno.
    Condivido appieno quello che dici sull’agoscia nell’affrontare queste vite, quelle dei ragazzi soprattutto, delle granduchesse e del povero zarevic malato. Ho letto di altri Romanov uccisi solo per il loro nome, uno di loro – Nicola Michailovic – famosissimo storico, lontano da intrighi e politica e dedito solo ai suoi studi qualcuno cerca di salvarlo ma i vertici del partito fanno sapere che “la rivoluzione non ha bisogno di storici”. Altri, come il figlio di granduca Paolo, sono solo ragazzi. Nefandezze si certo, Alessandra ha commesso tanti errori senza dubbio, ma i ragazzi, perché uccidere anche i ragazzi? Ad ogni modo pare che il Soviet avesse deciso di sterminare tutti quelli che venivano nominati durante le funzioni liturgiche.

  4. Angie ha detto:

    Ho trovato sul sito “thePeerage.com” che tra Nicola e Giorgio c’era proprio Alessandro, nato il 7 giugno del 1869 e morto di meningite il 2 maggio del 1870.

  5. paola ha detto:

    ciao,

    @Angie grazie del chiarimento! allora Alessandro era il secondogenito.
    @Marina, in effetti se Nicola è nato nel maggio 68 fu concepito nel settembre 67, e non 68 🙂
    Poi secondo me le rivoluzioni, da qualsiasi parte arrivino, fanno piazza pulita di buoni e cattivi senza guardare in faccia a nessuno. Anzi, durante questi periodi, spesso le persone ne approfittano per sistemare conti personali che niente hanno a che fare con il motivo della rivoluzione stessa!

  6. marina ha detto:

    @ Angie grazie;
    @ Paola ehm, ops si intendevo 1867. un’altra gravidanza era plausibile, ma Angie ha scoperto come sono andate le cose.

  7. Filippo ha detto:

    Salve,
    Incuriosito ho anch’io fatto una piccola ricerca incrociata.

    Ricercando Dagmar zarina risulta:
    Alessandro III sposa Dagmar il 09.11.1866 da questa unione nascono:
    • Granduca Alessandro Aleksandrovič di Russia (7 giugno, 1867 – 2 maggio, 1870);
    • Zar Nicola II (6 maggio, 1868 – 17 luglio, 1918);
    • Giorgio, granduca di Russia (6 maggio, 1871 – 9 agosto, 1899);
    • Granduchessa Ksenija Aleksandrovna (6 aprile, 1875 – 20 aprile, 1960);
    • Granduca Michail Aleksandrovič (28 novembre, 1878 – c. 12 giugno, 1918);
    • Granduchessa Ol’ga Aleksandrovna (13 giugno, 1882 – 24 novembre, 1960

    Se i genitori si sono sposati a Novembre del 1866 e lui sarebbe nato nel Giugno del 1867, le ipotesi sono due o era settimino oppure i suoi augusti genitori hanno….. prima del matrimonio, mi sembra verosimile la prima ipotesi.

    Quindi Nicola futuro zar era il secondogenito della coppia.

    Cliccando su Alessandro Aleksandrovic granduca di Russia, vien fuori che muore di meningite nel 1870 (su Wikipedia c’è anche la foto sul letto di morte), mentre la data di nascita riportata risulta diversa 07.06.1869.
    Ricercando Michele l’altro fratello dello zar, viene fuori che era terzo in linea di successione (quando regnava Alessandro III), in quanto il primogenito era morto prematuramente.
    Comunque sia è esistito veramente!
    Saluti
    Filippo

  8. marina ha detto:

    grazie anche a Filippo per le ricerche, certo che è strana questa differenza di un anno. ritorno a dire che però il nome può essere significativo, se era il primogenito era plausibile che avesse il nome del padre perché diventasse alessandro IV
    da notare che la data diversa del matrimonio per me 28 ottobre per Filippo i 9 novembre dipende dal fatto che nella Russia pre rivoluzione era in uso il calendario ortodosso in ritardo di un paio di settimane rispetto al nostro.
    direi anche io che la seconda ipotesi è quella giusta fra l’altro mi sembra di ricordare che anche la sorella di Dagmar, Alessandra ha avuto nascite settimine. ad ogni modo bisognerebbe avere sotto mano un almanacco di Gotha del 1870 o del 1871 per avere la certezza assoluta per l’anno di questa nascita.
    vi ricordo comunque che una relazione extra matrimonio per quanto impensabile all’epoca in effetti c’era stata e proprio nella famiglia di Dagman, la sorella minore Thyra, che poi sposerà un Hannover, ebbe un amore con relativo figlio affidato ad altri.

  9. jacopoamedeo moretti ha detto:

    wow splendida partecipazione … in questa pagina :-))

    beh concordo con chi ti vorrebbe a condurre una trasmissione… ma avrei un’idea da proporti al riguardo….scriviamoci in privato poi decidi tu se pubblicare o no!!
    🙂

    j

  10. marina ha detto:

    Grazie jacopoamedeo, mi faccio sentire domani che oggi sono indietrissimo con i pezzi (quelli per la pagnotta, sigh) e poi devo fuggire via. così mi dici. qualsiasi cosa sia ti ringrazio fin d’ora per il pensiero.

  11. Antonio ha detto:

    RICHIESTA DI AIUTO.

    Quella foto che ritrae il principe Leopoldo da ragazzo me ne ricorda un’altra che ritrae tutti i nove figli della regina Vittoria, tutti con la corona in testa.

    Ricordo di averla vista da piccolo in un libro di mio nonno. Ora non c’è più quel libro, non c’è più il nonno… e a me piacerebbe rivedere quel sontuoso gruppo di principi inglesi coronati.

    Qualcuno mi può gentilmente aiutare a ritrovarla? Chi l’ha vista?

  12. marina ha detto:

    @ Antonio purtroppo non ho assolutamente presente questa foto, spero però che fra i tanti lettori (si tanti, sempre di più, grazie!) ce ne sia almeno uno che se ne ricordi e magari ce l’abbia ancora nella sua libreria.

  13. jacopoamedeo moretti ha detto:

    antonio…. sarei curioso…. anche io non ricordo di averne mai viste di simili….. ci daremo da fare….
    🙂
    j

  14. paola ha detto:

    grazie per esservi interessati al mio dubbio su Alessandro Romanov, primogenito o secondogenito di Alessandro III (?). Il dubbio rimane, secondo me era il secondogenito (mera supposizione!), il primogenito fu chiamato Nicola proprio in onore al fratello maggiore di Alessandro III e primo fidanzato di Dagmar (Nicola appunto, detto Nixi in famiglia). Anch’io, come dice JacopoAmedeo, li chiamo solo coi nomi di battesimo, come fossero miei parenti eheehh 😀
    (maria) Paola

  15. marina ha detto:

    cara Paola giusta anche questa osservazione, al primogenito hanno dato il nome del fratello morto e primo fidanzato di Dagmar. in passato avevano queste abitudini lievemente macabre. Alfonso XII chiama la prima figlia fatta con la seconda moglie con il nome della prima, Maria de las Mercedes. Questa stessa Maria de las Mercedes si sposa con Carlo di Borbone Sicilia e muore dopo aver messo al mondo due figli, il vedovo di risposa con Louise d’Orléans e indovinate come chiama la prima figlia? Si avete indovinato, Maria de las Mercedes, futura contessa di Barcellona e madre di Juan Carlos.

  16. Isabella ha detto:

    Salve a tutti,
    Scusate se commento un articolo un po’ indietro, ma è stata proprio una puntata di Superquark dedicata ai Romanov a fare nascere, anni fa, la mia passione per la storia (e quella russa in particolare!)…Bel post, Marina, hai centrato bene gli aspetti fondamentali del carattere dell’ultima zarina: era di una timidezza patologica di fronte agli sconosciuti, e timorosa di ogni errore commesso in società, sia nel modo di vestire (sempre criticato) che in quello di parlare (parlava piuttosto male il francese, la lingua della corte). In sintesi, sicuramente non era tagliata per essere zarina di Russia, non avendo quel savoir-faire che possedeva sicuramente la suocera Maria Feodorovna (la quale, per la verità, non fece molto per aiutare la nuora ad ambientarsi, anzi)…sul fenomeno Rasputin non so se darti pienamente ragione: troppe volte egli guarì l’erede senza neppure essere presente (come nel 1912, quando la famiglia si trovava a Spala, in Polonia, e Rasputin a casa sua in Siberia), e ci sono troppe testimonianze di persone “meno influenzabili” della sicuramente isterica zarina (come la cognata, Olga Alexandrovna); mi sembra giusto ciò che dice il suo biografo Greg King “se Alessandra credeva ch’egli fosse capace di arrestare l’emorragia, è ragionevole pensare lo fosse realmente: per quanto potesse essere ingenua, la credulità ha i suoi limiti”.

  17. supercaliveggie ha detto:

    Capito qui per caso, e trovo questo articolo molto interessante, ma dubito davvero che Rasputin gli abbia somministrato l’aspirina senza farlo morire, visto che si tratta di un antiaggregante assolutamente controindicato nell’emofilia!

  18. marina ha detto:

    @ supercaliveggie grazie per il commento. però non è Rasputin ad avergli somministrato l’aspirina. ad un certo punto viene brevemente usata come antidolorifico, ma avendo appunto funzione antiaggregante è peggio, quindi Rasputin che comunque odia i medici gliela fa sospendere. e si lo salva.

  19. Lety ha detto:

    SALVE!
    Ho letto l’articolo, devo dire molto interessante, tuttavia la seconda parte non la carica correttamente (da una pagina HTML con commenti)
    posso trovare in qualche modo la pagina giusta?
    Grazie mille e complimenti

  20. Domenico ha detto:

    19.07.2018.

    La. Regina. Vittoria ha portato l’ emofilia , determinando lo sconvolgimento della storia europea ed in parte mondiale nelle . Case. Reali. Royal. House europee? Qualcuno ha scritto che la nascita della . Regina. Vittoria è illegittima? Si scoperchino i sepolcri dei genitori della. Regina ed il. Suo, facendo una serie approfondita e seria di analisi del. Dna, fatto che ritengo quasi impossibile da rendere reale, ma vi immaginate che accadrebbe se si scoprisse che la. Regina , veramente era illegittima? Tutte le case reali europee ne sarebbero compromesse , proprio dalla. Regina. Vittoria, visto che le. Sue figlie femmine hanno portato la malattia nelle altre. Monarchie europee. Molti principi odierni rischierebbero il titolo e dovrebbero decadere in quanto discendenti non più di sangue reale.

    • https://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Non era illegittima, mi sto confrontando in questi giorni con un ematologo per saperne di più sull’emofilia e scrivere un post aggiornato. Ritengo improbabile che si possa aprire il sepolcro della regina che peraltro non si può neanche visitare.

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