Villa San Michele ad Anacapri: magico rifugio di amori reali

Villa San Michele

villa-san-michele_14_g

La villa San Michele ad Anacapri appartiene allo stato svedese ed è un luogo di sogno, in un’isola meravigliosa. Villa San Michele ha fatto da sfondo a una storia di grande amicizia (forse anche amore), quella che ha uniti la regina Victoria di Svezia, moglie di re Gustavo V e bisnonna dell’attuale sovrano, al medico, scrittore e filantropo svedese Axel Munthe.

400px-QueenvictoriasLa regina Victoria di Svezia (1862-1930) nata principessa di Baden

  Innamorato dell’Italia e soprattutto folgorato dalla bellezza dell’isola di Capri, Munthe acquista un piccola casa in rovina, con annessa cappella dedicata a San Michele, che restaura a poco a poco con i risparmi del suo lavoro di medico. Finito il denaro, ma non ancora completata la dimora che nelle intenzioni del proprietarie deve essere “un monumento dello spirito, secondo il principio che l’anima ha bisogno di più spazio del corpo”, Munthe seguendo il consiglio dell’ambasciatore di Svezia a Roma apre un ambulatorio nella capitale. Il medico svedese, noto per le sue teorie all’avanguardia, ma anche perché cura gratis i poveri e raccoglie fondi in favore di mense, orfanotrofi e ospedali per bambini, è ricercatissimo e molto apprezzato.

Villa San Michele, rifugio di Axel Munthe

I proventi del suo lavoro diventano in breve più che sufficienti per far fronte a tutte le necessità e quello che inizialmente doveva essere solo un rifugio, diventa una costruzione imponente, una casa museo, arricchita da opere d’arte e preziosi reperti archeologici, di cui la zona era ricchissima per essere stata sito di una sontuosa villa, probabilmente appartenuta all’imperatore Augusto. La cappella diventa il suo studio, dove raccoglie libri, opere d’arte e un grande pianoforte. “Voglio che la mia casa sia aperta al sole, al vento e alla voce del mare, come un tempio greco, e luce, luce, luce dovunque!”, scrive molti anni dopo nel suo libro-testamento “La storia di San Michele” che consacra definitivamente la sua fama di scrittore e assicura il futuro dell’omonima fondazione, dove ancora oggi studenti provenienti dalla Svezia si dedicano a studi storici e naturalistici su Capri.

Grande amante degli animali, Munthe accoglie nel parco di piante rare ed esotiche che circonda la dimora numerosi cani i quali vengono curati con la stessa affezione dei suoi più importanti pazienti. San Michele diventa presto il centro di un vero movimento spirituale. Vi arrivavano da ogni parte del mondo scrittori, pittori, filosofi, sovrani, alla ricerca della felicità e della salute. Munthe che dei suoi pazienti cura non solo il corpo, ma anche l’anima, nel 1892 diventa il medico personale della principessa ereditaria Victoria (regina di Svezia dal 1907) la cui salute cagionevole desta non poche preoccupazioni. Il clima scandinavo non è certo l’ideale per una donna indebolita da tre gravidanze difficili, sofferente a causa di frequenti bronchiti e forse anche tubercolotica. Probabilmente Victoria è anche un tantino depressa, come la celebre Sissi, e la terapia di Munthe è semplice: clima mediterraneo, moto, buona compagnia, che sono, va detto, un buon rimedio per i nervi fragili come si diceva allora. D’altronde è noto che il matrimonio fra l’erede del regno di Svezia e la principessa tedesca è molto infelice.

Villa San Michele e la regina di Svezia

In un’epoca che ancora non conosce la penicillina chi se la può permettere sverna al caldo e Capri, guarda caso è l’ideale. Dal 1910 la regina su consiglio del suo medico trascorre lunghi periodi sull’isola dove acquista la piccola e spartana villa Caprile. Victoria e Munthe ogni giorno fanno lunghe passeggiate, spesso portando uno dei cani al guinzaglio, visto che l’amore per gli animali è uno dei punti in comune fra la sovrana e il medico. Anzi lei è al suo fianco nell’impegnativa impresa di strappare al proprietario il monte Barbarossa, sulle cui falde ogni primavera e autunno i cacciatori facevano strage di uccelli. Pagato una somma esorbitante, il monte va a completare il grande sogno, e diventa un eden dove gli uccelli possono liberamente sostare nei lunghi viaggi migratori. Musicista raffinata, quando il medico organizza dei concerti a Villa San Michele no di rado si siede seduta al pianoforte. “Fuggo la neve come le rondini” scrive la regina, aggiungendo “se non passassi l’inverno a Capri, morirei”.

Vittoria e Axel a Villa San Michele

Munthe come già in altri casi, non mantiene un distacco professionale dalla sua paziente e Victoria sviluppa una profonda dipendenza dal suo medico visto che il suo problema, oltre i polmoni, era di natura psicologica. La regina trascorre gli ultimi 20 anni della sua vita in compagnia di Munthe, con l’unico intermezzo della I Guerra Mondiale, quando il medico non potendo accettare di trovarsi dalla parte della Germania, collabora con la Croce Rossa inglese, mentre Victoria propende per il mondo germanico. Furono amanti? Difficile dirlo, certo è che la relazione tra loro fu talmente lunga ed intima da alimentare il pettegolezzo e a giudicare dalle lettere che si scrissero, il coinvolgimento fisico non si può escludere del tutto.

Condividi su:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Share on StumbleUpon0Email this to someone

42 Commenti

  1. paola ha detto:

    @Marina, beh in effetti Maria Pavlovna era una personalità un po’ eccentrica, già i reali erano fuori dal mondo (e in parte lo sono ancora) perchè vivevano effettivamente “fuori dal mondo”, specialmente quelli russi chiusi nella loro dimensione e nei loro palazzi, ma lei in particolare mi sembra fosse stata tenuta ai margini anche del suo ambiente (pur essendo figlia di un eminente granduca) e ne sapesse ancora meno della società vera esterna. Società che poi in ogni caso le toccò affrontare nella maniera più cruda e credo che se la cavò anche (non ci sono ancora arrivata nelle memorie).
    Comunque mi ha colpito il fatto che lei racconta di essere andata col marito in viaggio nel Siam (siamo negli anni 10 del 900) e nei suoi ricordi non racconta nulla di quel paese, che doveva essere magico allora per un europeo! e non parla nemmeno dell’impressione che le fece Capri e il Mediterraneo, forse era così radicata nella Russia che per lei non contava altro!

    (mah, ora torno a lavorare anche se ne ho poca o punta voglia :))

    M. Paola

  2. davide giulio contri di frassineti ha detto:

    …Comunque ‘sto posto è davvero da sogno…mi ricorda tanto villa Cimbrone…a Ravello…con le terrazze e giardini fioriti che guardano sial sul golfo di napoli che su quello di SAlerno…credo che le isole napoletane e la costiera amalfitana siano uno dei posti più belli del mondo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici di funzionalità (per la corretta navigazione) e di terze parti per migliorare la tua navigazione. Accetti i cookie sia cliccando sul pulsante a lato che continuando la navigazione del sito. Clicca per la Cookie Policy.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi