Gita a Portonovo per Emanuele Filiberto di Savoia

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A quanto pare Emanuele Filiberto di Savoia si è innamorato delle Marche. Il che, essendo io marchigiana di nascita e di cuore, per me è un grande piacere. E chissà che questo giovanotto biondo e bello non possa diventare un personaggio-immagine più azzeccato di tutti quelli ingaggiati in questi anni a suon di euro (migliaia) dalla Regione Marche?

Ieri, a dispetto della mia passione per il ramo Aosta, avrei voluto essere lì, ma è stato deciso altrimenti per ragioni che sfuggono alla stessa ragione. Ma c’era la mia amica e collega Letizia Larici, la quale si è molto divertita, ha trovato il principe “simpatico, divertente e veramente affascinante”, e mi ha promesso un pezzo in esclusiva. In attesa ecco una sintesi di ciò che Letizia ha scritto per Il Messaggero.

 
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«Sono certo che le Marche mi adotteranno» ha assicurato il principe, innamorato della nostra regione ed è pronto a diventarne testimonial al termine del suo soggiorno. Sabato l’arrivo al Lido Restaurant di Civitanova dove è stato allestito un mega-party. «Perché ho acquistato un immobile nell’ex hotel Sant’Elena a Civitanova? Mi ha colpito lo stile Miami del complesso e la posizione di fronte al mare. Inoltre la comodità viaria futura fra Civitanova e la mia residenza umbra» ha spiegato il principe”. Ospite di Massimo Virgili, il principe è arrivato al porticciolo turistico di Marinadorica, intorno alle 10.30, al volante di una fiammante Ferrari. Seduto accanto a lui il padrone di casa, che subito lo ha fatto salire a bordo del suo yacht “Gastone”, uno splendido 20 metri a motore. Sportivo, appassionato di moto d’acqua e di macchine da corsa, Emanuele ha preso il comando dell’imbarcazione ed è sfrecciato alla volta delle Due Sorelle, distaccando il “Pegaso” con una ristretta cerchia di ospiti di Virgili, tra cui gli avvocati Pierluigi Micucci e Antonella Arlotti, Manuel Piras e Annalisa Marinelli. A bordo del “Gastone” capitan Virgili, suo figlio Gabriele e gli altri soci dell’immobiliare, che ha appena venduto al principe l’attico a Civitanova. In coda un piccolo motoscafo con altri fortunati ammessi alla corte del giovane di casa reale. Un principe informale, ironico e alla mano. «E’ la prima volta che vengo sulla costa adriatica – ha esclamato, mentre ammirava entusiasta le tante baie del litorale – Immagini da cartolina, mi ricorda moltissimo la selvaggia Corsica del sud. Sono incantato».

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Emanuele Filiberto, classe 1972, dopo un rapido tuffo in mare per rinfrescarsi e una sigaretta, ha scattato alcune foto delle Due Sorelle con il telefonino per pubblicarle subito sulla sua pagina di Facebook (5.000 contatti, 8.000 aspiranti amici in lista di attesa). Ben 11 i commenti alle immagini del Conero in un’ora. Prima del pranzo da Emilia, un aperitivo sullo yacht con salatini e Dom Perignon. Poi lo sbarco a Portonovo, tra curiosi, autografi e foto ricordo. Immancabile lo scatto con i titolari del ristorante, che appenderanno l’immagine accanto a quella del principe Carlo. Quindi tutti a tavola per gustare l’ottimo pesce, moscioli, tartufi di mare, preparati dalla signora Marisa che per il giovane sabaudo ha fatto un’eccezione, consentendogli di fumare tra una portata e l’altra. Emanuele Filiberto ha ricordato con simpatia il suo successo di Ballando con le stelle, parlato dei prossimi impegni tv, politica e del suo libro che uscirà il 22 settembre. «Verrò sicuramente ad Ancona per presentarlo». Intanto, in attesa di tornare sugli schermi, forse la prossima settimana sarà in Croazia per un weekend a bordo dello yacht del suo nuovo amico Massimo Virgili con moglie e figlie.

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31 Commenti

  1. Anonymous ha detto:

    farà come crede consigliarlo equivale a spingerlo nel senso opposto tody

  2. Marina ha detto:

    @ Tody, Maria Gabriella in effetti è un personaggio interessante, apprezzo il fatto che si sia dedicata alle ricerche sulla storia familiare. Accade che le persone provenienti da famiglie cospicue non abbiano nessun interesse per il loro passato. Esperienza diretta mentre facevo la tesi di laurea dedicata ad una grande famiglia anconatena. All'epoca incontrai un sacco di persone facenti parti di questa famiglia totalmente disinteressate alla loro stora ed alle loro origini. Un vero peccato!
    @ Rosella, troppo tardi, si è già buttato in politica per le elezioni europee. Sinceramente sono curiosa di leggere il libro, non credo sarà definitivo per la saggistica italiana, ma vorrei sapere quello che ha da dire.
    A proposito di libri e Savoia, ho potuto leggere (grazie a miei carissimi cugini) un bel volume fotografico dedicato a casa Savoia, immagini stupende, testo decisamente nullo. Elenchi di dame di compagnia, menù di pranzi e resoconti enfagtizzati e scritti con uno stile molto aulico. Un vero peccato. Il libro in questione è "Vita di corte in Casa Savoia".

  3. Titti ha detto:

    Non vorrei sembrare controcorrente o anti Savoia, ma nutro delle perplessità su Emanuele Filiberto e il suo presunto fascino. Le sue dichiarazioni rasentano la banalità e sono piene di luoghi comuni, manca quello "studio matto e disperatissimo", quella ricerca che fa di un uomo un uomo migliore. Trattandosi poi di un principe, credo un'attività quasi obbligatoria. Ma, ahinoi, non ci sono più i principi di una volta, quelli di oggi offrono gesta poco nobili e pensieri da prontuario linguistico.
    Il sommo e nobile conte Giacomo Leopardi si rivolterebbe nella tomba! Lui che ha passato 7 anni di studi, tra l'infanzia e l'adolescenza, quasi interamente rinchiuso nella biblioteca paterna…ma questa è un'altra storia!!
    P.S. Una piccola curiosità, credo che l'espessione usata da Leopardi sia una metonimia tra l'altro, ovvero uno spostamento di significato: era lui a sentirsi matto e disperatissimo, sentimento che ha trasferito agli studi. (Ma tutto questo Alice non lo sa!!)

    Grazie a tutti per l'attenzione.
    Signora Marina, le devo riconoscere sempre più che ha messo su un blog davvero all'altezza della situazione!!

  4. nicole ha detto:

    Ai privilegi di un nome o di una posizione dovrebbero corrispondere doveri,disciplina,essere un esempio, insomma, principi o no.E' giusto pagare i privilegi ed un tempo si era educati a farlo.
    Qui non ci siamo proprio! Ho invece sempre in simpatia avuto la nonna di questo personaggio, Maria Josè: forse non avrebbe dovuto diventare moglie di Umberto,era una donna colta, intelligente e sensibile piombata in famiglia dove la cultura e l'apertura mentale non era proprio cosa di casa.
    Immagino sarà stata molto male , lei che veniva da genitori coltissimi, madre musicista non solo un hobby, mi pare proprio suonasse molto bene il violino, ma non vorrei sbagliare strumento, abituata a frequentazione come Albert Einstein, molto amico della regale coppia belga.
    E poi io, grande appassionata di montagna, credo che chi la ama veramente, ed il padre di M.Josè era un notevole alpinista( morì in incidente di montagna) , beh un uomo così' solo in un modo può educare figli, difatti fu sempre dignitosissima. Noi gente di monti non abbiamo bisogno di parole, sappiamo come siamo, basta la nostra passione.Scusate la digressione.Il rampollo…nemmeno un sentiero saprebbe fare, e per per me educata a scegliere sempre la via più difficile( anche metaforicamente, non solo in montagna) è dura poterlo comprendere.Forse non c'è nulla da comprendere.

  5. Marina ha detto:

    Titti, Nicole, penso davvero che dopo le vostre osservazioni, non ci sia altro da dire sul personaggio.
    Nicole in effetti l'unione di Maria Josè con Umberto pare strana, ma fu combinata dalle famiglie quando lei era ragazzina, tanto che venne mandata a studiare al collegio fiorentino di Poggio Imperiale. Nelle foto delle nozze e quelle successive degli anni da principessa di Piemonte Maria Josè appare come persa in un mondo suo e lontanissima dalla realtà.
    Ad ogni modo una generazione prima, cioè alla fine dell'800 quando si cercava una sposa per il futuro Vittorio Emanuele III, la madre, la regina Margherita aveva dei punti fermi sulla provenienza delle candidate: "francesi Orléans NO, austriache non opportune, sassoni non ce ne sono e il Belgio porta disgrazia". Come pensarla diversamente sapendo che la moglie dello sfortunato imperatore del Messico era belga, come dal Belgio veniva anche la moglie del suicida arciduca Rodolfo?

  6. Titti ha detto:

    Marina, visto che ha introdotto l'argomento, vorrei aggiungere un piccolo, ma significato aneddoto per comprendere le personalità mediocri esibite dai maschi di casa Savoia. La regina Maria Josè, donna, come è stato giustamente sottolineato, educata in maniera ineccepibile, ha apportato linfa nuova e di pregio alla reale casa, linfa che le figlie hanno saputo perpretare, esibendo subito forti personalità. I maschi invece, ironia della sorte, hanno ereditato la mediocrità, che già con il re Carlo Alberto cominciava a venir fuori (ricordate il soprannome che alcuni umoristi dell'epoca avevano creato per lui? "l'asino di Buridano", perennemente indeciso e tentennante nelle decisioni!). Da allora i maschi Savoia si sono segnalati per interessi culturali piuttosto banali e consolatori. La stessa regina madre, Maria Josè, era solita chiamare Vittorio Emanuele con il nomignolo di "Totò". E si sa, i nomignoli restano appiccicati addosso per sempre!
    Au revoir!

  7. Marina ha detto:

    Titti le sue osservazioni sono giustissime, diciamo che i maschi del ramo principale di Casa Savoia non sono mai stati brillantissimi a fronte di donne piuttosto decise, come fu ad esempio la regina Margherita. Vittorio Emanuele III non era persona di poca cultura, anzi (è notissima la sua passione per la numismatica di cui era fine cultore), ma il carattere chiuso lo rese poco interessante. Di Umberto II possiamo dire poco visto il suo passaggio veloce sul trono italiano. Maria Josè era una donna interessante, complessa, anche difficile, ma interessante. Sua mamma Elisabetta era nipote dell'imperatrice Sissi e figlia di un signore che oltre a far parte di una casa reale era anche un noto oftalmologo. Insomma altri stimoli, altre storie. Mi chiedo per quale motivo l'abbiano fatta sposare con Umberto. Forse me lo dovrei ricordare perché anni fa ho letto un interessante e molto documentata biografia su Maria Josè, scritta da Luciano Regolo (diventato noto come direttore di Novella 2000), molto ben documentata perché lui aveva incontrato più volte la ex regina. Non so se è ancora in commercio, però era edita da Simonelli.
    Mi permetta Titti di dissentire sulle sue valutazioni in merito ai figli della Regina di Maggio, credo che lei presa dalle sue passioni ne abbia un po' trascurato l'educazione, in particolare quella dell'unico maschio.

  8. Anonymous ha detto:

    I Maschi Savoia sono stati travolti dall'esito sfavorevole della guerra,non l'avessero mai dichiarata o in caso di vittoria o di soluzione meno traumatica del conflitto(ma era possibile?) sarebbero ancora dov'erano incensati negli anni 20 e 30, non è che Juan Carlos sia un acquila di guerra, non servono alte frequentazioni per darsi un tono, serve pragmatismo,scaltrezza quando è necessario doppiezza
    tody

  9. Titti ha detto:

    Aimable Marina, grazie per la sua puntuale osservazione sull'educazione dell'unico figlio maschio della Regina di Maggio, che accolgo di buon grado.
    Sono invece perplessa circa l'osservazione sui Savoia riportata dall'Anonimo partecipante al blog.Sull'esito sfavorevole della guerra, le ricordo che la real casa scappò a gambe levate quando vide che le cose si mettevano male!! Attendo lumi da chi, sicuramente, ha dati scientifici e documentati.
    Un caro saluto alla padrona di casa, madame Marina!!

  10. Marina ha detto:

    @ Tody per Juan Carlos sinceramente non parlerei di doppiezza, e lo dico a ragion veduta. Sono anni che studio la sua vita (ci sarebbe anche una sua biografia pronta in un file se trovassi un editore…), ma la questione è lunga e complessa. Che il re di Spagna non sia un aquila, ecco anche su questo ho dei dubbi. Sui Savoia il discorso è diverso, Vittorio Emanuele III non ha brillato, in nessun senso, suo figlio è difficile da giudicare vista la sua posizione. E' riconosciuta da tutti però la sua correttezza e lealtà conosciuto il risultato del referendum.
    Quanto agli incensamenti degli anni '20 e '30 diversamente non sarebbe stato possibile visto che la stampa era sottoposta a censura.
    @ Titti ho risposto indirettamente anche a lei, e grazie per i saluti!

  11. Anonymous ha detto:

    Vittorio Emanuele III ebbe un ruolo decisivo per le sorti della guerra del 15-18 rimase sempre vicino alle truppe, era goffo, impacciato, incapace di esporsi agli affetti per un educazione troppo rigida ricevuta dal suo precettore generale Osio(mi pare si chiamasse così)e per le sue inadeguatezze fisiche, ma fu uno dei pochi sovrani ad avere un matrimomio che fosse un matrimonio con una moglie che fu una regina molto amata basta vedere quanti sono gli ospedali e le opere di assistenza a lei intitolate.
    Vi riporto una storia a me raccontata da una signora(io vivo nella regione più rossa d'italia, la Toscana) signora che per convinzione si annovera nella sinistra estrema ma che era bambina all'epoca del Regno, trovandosi in Francia con un gruppo di persone dirette a visitare il santuario di Lourdes, sulla via del ritorno un gruppeto di dette signore volle fermarsi nel cimitero della vicina Montpellier per visitare la tomba delal defunta regina lì inumata, trovato che i fiori non venivano cambiati da tempo hanno provveduto loro stesse alla bisogna, questo quasi cinquantanni dopo la morte di detta regina.
    Per quanto riguarda Juan Carlos mi riferivo al fatto, che a differenza dell'omologo inglese non è un male stare a distanza debita da certi salotti (sopratutto quelli degli architetti per l'inglese), che negli anni ha dimostrato di essere scaltro è rimasto in sella passando dalla dittatura franchista alla democrazia, partecipando ai funerali di Franco trentanni fa e pranzando con Zapatero che dice pesta e corna dei morti ma con i vivi(Chavez) a bisogno del suo Re per replicare, e ora mi zittisco anche io che ho fatto un poema ciao tody

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