Le peggiori suocere della storia reale – II parte

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Ecco a voi la seconda puntata dell’indagine sulle peggiori suocere della storia. In tempi rececenti non ci sono dubbi che la palma se l’è aggiudicata la suocera della signora qui sopra (ritratta da Wintherlater), la splendida, benché un tantino nevrotica, Elisabetta d’Austria (1837-1898) sposa non felice dell’imperatore Francesco Giuseppe. La convivenza fu lunga e difficile e per ragioni di praticità ho diviso il racconto in due puntate.

Le suocere reali, per i motivi ampiamente spiegati qui, sono state, per molti secoli, una rarità. Ma, nel corso dell’Ottocento, grazie ai passi avanti della medicina (ed al diminuire dei casi di “divorzio” coatto attraverso veleno sciolto nella minestra o boia pronto all’uso) il temuto genere si è diffuso in tutte le corti europee. La regina Vittoria (1819-1901) è stata suocera di quattro nuore e cinque generi e uno di questi (Enrico di Battemberg) dopo oltre dieci anni di convivenza forzata preferisce tagliare la corda e la rivolta degli Ashanti gliene offre l’occasione. Parte per l’Africa al comando delle truppe inglesi, ma muore di febbri malariche.

In Russia la zarina Maria Feodorovna non cede di un passo di fronte alla nuora Alessandra Feodorovna giovane moglie del figlio Nicola II. Le ruba la scena a corte, non molla i magnifici gioielli e nel complesso rende a tutti e due la vita abbastanza impossibile. Però un aspetto positivo c’è, Maria trascorre la metà del suo tempo nella nativa Danimarca o in Inghilterra dove visita la sorella Alexandra principessa del Galles (successivamente regina accanto al marito Edoardo VII) liberando così figlio e nuora della sua ingombrante presenza.

Fra i numerosi esempi uno soprattutto però è rimasto nella memoria popolare anche perché rinfrescato da una serie di celebri film i quali, pur rispettando la verità storica solo a palmi, da questo punto di vista hanno raccontato né più, né meno la realtà dei fatti. Insomma se l’imperatrice Elisabetta d’Austria, la mitica Sissi, è diventata con gli anni un po’ isterica c’entra di sicuro l’eredità familiare, ma anche la terribile suocera, l’arciduchessa Sofia, ci ha messo del suo. Una suocera che (come nel caso di Bianca di Castiglia) è una donna alla quale il figlio, sovrano a soli 18 anni, deve molto, se non tutto. Sofia di Baviera viene fidanzata d’ufficio all’arciduca Francesco Carlo il fratello “spiritualmente e fisicamente deficiente” dell’imperatore l’Austria a sua volta gravemente malato, quando è ancora molto giovane e forse sogna l’amore. La principessa, bella e leggiadra, però è anche dotata di un forte senso del dovere e di molto carattere, quindi asciugate le lacrime affronta coraggiosamente il proprio destino, decide di essere felice ad ogni costo, prende in mano la situazione, diventa una donna energica e si abitua a cavarsela da sola. E nel 1848 quando l’ennesima rivoluzione spinge il sovrano in carica ad abdicare Sofia convince, senza fatica, il suo non brillantissimo sposo a lasciare il posto e la corona al giovanissimo figlio Francesco Giuseppe.

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L’arciduchessa Sofia con Francesco Giuseppe sulle ginocchia dipinto ad olio di J.K.Stieler 1832

Lei non sarà mai imperatrice, ma riesce a mettere sul trono quella che, in tutti i sensi è la sua creatura, cioè un giovanotto educato alla perfezione, consapevole dei propri doveri, gran lavoratore e persona integra, un monarca perfettamente aderente alla linea politica voluta dalla stessa Sofia: sovranità per grazia di Dio, autocrazia del monarca, repressione di ogni volontà popolare e rifiuto del parlamentarismo. Presente in ogni istante della vita del figlio, che la ama profondamente e le è estremamente devoto Sofia, ovviamente vuol dire la sua anche quando si tratta di scegliere una sposa idonea la quale deve essere prima di tutto idonea al ruolo ed al rango.
La storia, sempre grazie ai film, è nota, l’arciduchessa individua la candidata perfetto, Elena figlia di sua sorella Ludovica e di un principe di un ramo collaterale della famiglia reale di Baviera, organizza l’incontro, ma i suoi piani vanno in fumo perché il giovane Imperatore si innamora perdutamente di Sissi sorellina minore della sposa prescelta.
Elisabetta è troppo giovane, poco istruita, poco incline al rispetto delle regole, poco riflessiva, “leggera”, insomma, secondo Sofia, il peggio del peggio. Ha poco rilievo il fatto che l’Imperatore sia follemente innamorato, la politica dinastica conta più dei sentimenti; nella rigida e antiquata corte di Vienna, un matrimonio d’amore è visto come una cosa da borghesucci.
Ma non c’è niente da fare, i due si sposano con grande sfarzo e il penoso ménage à trois ha inizio. Sofia, che considera la nuora immatura e sciocca, è ben decisa a prendere in mano la situazione e lo fa a partire dalla mattina dopo la prima notte di nozze, quando piomba nel salottino dove i due neo sposi stanno facendo colazione. La presenza della suocera-zia, da anni perfettamente inserita negli ingranaggi, nei meccanismi e nel rigido protocollo quasi medievale della corte asburgica, impedisce a Sissi di “svecchiare” l’atmosfera e soprattutto di essere se stessa.

Con il tempo la convivenza con quella che molti definiscono “l’imperatrice segreta” diventa impossibile anche perché Sofia pretende di avvere un controllo assoluto sulla vita della nuora e poi su quella dei nipoti dei quali si “impadronisce” non appena vengono al mondo. Le due bimbe Sofia e Gisela e poi l’erede al trono Rodolfo (si lui, quello di Mayerling). L’arciduchessa Sofia, spiega la più nota biografa di Sissi Brigitte Hamann, “si riservava la facoltà di decidere in qualsiasi caso, si trattasse di questioni riguardanti la famiglia o gli affari politici. Inoltre era abituata a farsi obbedire. Il suo consorte dipendeva, in tutto e per tutto, da lei. I quattro figli – Francesco Giuseppe, Ferdinando Massimiliano, Carlo Ludovico e Ludovico Vittorio – vedevano sin dall’infanzia in lei la massima autorità esistente al mondo e non osavano muovere obiezioni”. Non è questo il caso della nuora Imperatrice con la quale gli scontri diventano sempre più feroci.

Il seguito alla prossima puntata. Per chi volesse saperne di più la biografia fondamentale di Sissi l’ha scritta Brigitte Hamann e la trovate qui.

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26 Commenti

  1. Claudia-db ha detto:

    Ovviamente era solo un film, anche un pò polpettone!!

  2. Marina ha detto:

    Claudia, come non ricordare Angelica la Marchesa degli Angeli? I film li hanno riproposti in tv quando facevo il primo o il secondo anno di università, non ero una fanciullina, ma ci ho sognato sopra un bel po’. Erano “audaci” per l’epoca in cui sono stati girati (anni ’60 come si evince dal trucco e dalle pettinature cotonate) e comunque divertenti e pieni di grandi attori come Robert Hossein, il mitico Joffrey de Peyrac. Da allora ho una voglia enorme di andare a Tolosa, la città del conte di Peyrac, ho persino una cartolina qui davanti a me, la città di mattoni rossi. Sigh!
    Comunque al di là dei film pensa che pian piano mi sono comperata e letta tutti i romanzi che sono una decina, lei poi ritrova Joffrey e vanno nel Quebec dove, ovviamente, le avventure si sprecano. Reale Angelica, realissima anche se inventata di sana pianta!

  3. marcella candido cianchetti ha detto:

    interessantissimo! il consorte di sofia aveva elaborato un’astuzia bambinesca ma efficace,faceva finta d’essere sordo! e se ci raccontassi di Rodoldo e Maria wetszera? ciao

  4. Marina ha detto:

    Marcella, ma che bello, la prima richiesta! A dire il vero Rodolfo è uno dei miei personaggi favoriti e ieri, mentre stavo leggendo delle cose per la seconda parte della storia Elisabetta-Sofia, sono venute fuori delle notizie anche su di lui. La biografa di Elisabetta, Brigitte Hamann ha scritto un libro molto interessante anche su Rodolfo e fa delle congetture di Mayerling, il mistero dei misteri.
    Vero che il marito di Sofia faceva finta di essere sordo e forse non era neanche così “stupido”, probabilmente preferiva una vita tranquilla.
    E a proposito del tuo commento lasciato nella prima parte, è vero anche questo, il medico che scoprì il motivo della febbre puerperale che faceva stragi si chiamava Ignaz Semmelweis. Era ungherese e morì nel 1865. Ho letto la sua biografia (romanzata) quando ero una adolescente e non l’ho mai potuta dimenticare. Un carissimo saluto e grazie per esserci!

  5. nicole ha detto:

    Ciao, io ieri ho scoperto questo sito e mi sono aggiunta fra voi.
    Allora. Sofia madre di Franz era una donna senzì'altro autoritaria, ma anche anche autorevole. Non ebbe vita facile , nemmeno lei giovanissima, catapultata alla corte viennese,nè come moglie, nè come madre. Fece anche fatica ad avere dei figli, ma sfornato il primo..gli altri arrivarono.Forse era conscia del " servire", anche sfornando e educando. Franz J. ebbe una infanzia piena di studio, impegni. Si alzò tutta la vita alle 5 del mattino. Sissi,discretamente bella, non era adatta secondo la suocera, in effetti altro le veniva richiesto. Era figlia di suo padre, uno schietto e gaudente, quasi uno scandalo in famiglia. A 16 anni..poveretta!
    E che vita fece. Figlia morta, malattia sua, Rodolfo …mah..
    Semmelweis: grazie per averlo ricordato!

  6. Marina ha detto:

    Ciao Nicole,
    tutto vero quello che dici, Sofia temeva più di ogni altra cosa che l'impero così traballante (Francesco Giuseppe era salito al trono dopo la rivoluzione del 1848) potesse essere messo in crisi da azioni sbagliate ed avventate e non riteneva Elisabetta adatta al ruolo. Previsione esatta sotto molti punti di vista, l'Imperatore fu un uomo essenzialmente solo, Sissi si occupò soltanto e con tutte le sue energie del problema ungherese (e per come riuscì ad imporsi c'è da pensare che se si fosse impegnata anche su altri fronti, forse sarebbe riuscita a combinare qualcosa di buono), il carattere e le difficoltà di Rodolfo derivano anche dall'atteggiamento materno. Ho riletto di recente un lavoro importante su Sissi ed è difficile dare una valutazione finale sul personaggio.
    E' interessante notare che due madri decisive per il futuro dei rispettivi figli (Bianca di Castiglia e Sofia di Baviera) furono entrambe pessime suocere.

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