Diana Spencer non era Cenerentola

Diana_Spencer_non_era_Cenerentola (2)

Diana Spencer non era Cenerentola. E non solo perché davanti al nome portava il titolo di cortesia delle figlie dei conti inglesi. Diana Spencer veniva da una delle famiglie più importanti e del regno che, in passato, è stata anche una delle più facoltose. Grazie alla fortuna ammassata nel corso dei secoli con l’allevamento delle pecore, gli Spencer acquistano terre e titoli e si fanno costruire prima una splendida dimora di campagna fa le ondulate colline del Northamptonshire e poi un bellissimo palazzo cittadino ai margini di Saint James Park.

Quando, nel 1980, il principe Carlo inizia a corteggiare la figlia minore dell’ottavo conte Spencer, tutti a corte e nella famiglia reale fanno i salti di gioia: non solo lo scapolo n.1 del regno sembra aver finalmente trovato la donna giusta, ma questa si può dire sia quasi perfetta. Certo il top del top sarebbe stata una fanciulla di origini reali, purtroppo, all’epoca il vivaio del gotha è piuttosto sfornito (circolano solo un paio di cattoliche non idonee come mogli del futuro capo della chiesa anglicana, inoltre il principe ha standard piuttosto alti in fatto di bellezza), quindi un’inglese di famiglia aristocratica, come l’amatissima Queen Mum, viene accolta a braccia aperte.

Certo per lo sviluppo della favola sarebbe stata preferibile una Cenerentola vera, ma la fanciulla in questione, immortalata mentre bada ai piccoli allievi di un asilo, nell’immaginario popolare viene assimilata all’umile fanciulla che diventa moglie di un principe.
Ma questa non è la realtà perché, come dicevano, Diana Spencer non era Cenerentola. E adesso vi spiego perché.

Diana Spencer non era Cenerentola

Gli Spencer sono noti fin dal 1469 e all’epoca erano dei rispettabili allevatori di pecore e montoni del Warwichshire. Imprenditori dotati di un certo talento per gli affari, accrescono di generazione in generazione le loro ricchezze tanto che, nel 1508, John Spencer può permettersi di acquistare Althorp, una magnifica proprietà di 120 ettari nel Northamptonshire, un blasone e un titolo di cavaliere, amabilmente concesso da re Enrico VIII in cambio di una congrua somma di denaro.
I suoi discendenti sono altrettanto accorti e cento anni dopo Robert Spencer, quando fa dipingere il suo ritratto per il grande salone di Althorp, è alla testa di una delle famiglie più ricche d’Inghilterra. Il nobiluomo è anche un giovinotto prestante e non passa inosservato; nel 1603 Giacomo I Stuart, notoriamente molto sensibile al fascino maschile, lo crea barone e ne favorisce la carriera diplomatica.
A partire da questo momento gli Spencer abbandonano l’allevamento e qualsiasi altra attività ritenuta poco consona al loro nuovo livello sociale; nel 1643 Henry, terzo barone Spencer, diventa il primo conte di Sunderland e suo nipote Charles sposa la figlia di John Churchill primo duca di Marlborough. Il famoso vincitore della battaglia di Blenheim non ha eredi maschi così, in via del tutto eccezionale, ottiene dalla corona di poter trasmettere il titolo alla discendenza femminile. Con la generazione successiva la famiglia si divide in due rami distinti: Charles il maggiore dei maschi aggiungere al cognome Spencer quello del nonno materno e, nel 1722, eredita il ducato di Marlborough, mentre suo fratello, l’onorevole John Spencer, succede al padre e riceve la proprietà di Althorp.

Althorp House la residenza degli Spencer nel Northamptonshire

Ma c’è anche un ulteriore dettaglio, Sarah l’autoritaria duchessa madre di Marlborough non apprezza molto le prese di posizione politiche del nipote Charles Spencer-Churchill, così decide che il suo ingentissimo patrimonio andrà a John e ai suoi discendenti i quali potranno sedere in Parlamento, ma dovranno impegnarsi a non accettare mai incarichi di governo.
Un altro John Spencer, pronipote di Sarah Churchill, quando si  sposa nel 1755, può contare sulla favolosa rendita di 700 sterline a settimana quando con 300 sterline un gentiluomo può vivere comodamente per un anno.
Gli Spencer si spostano di continuo nelle varie residenze sparse per il paese: durante la stagione mondana sono a Londra in una vecchia casa su Grosvenor Street, l’estate la passano a Wimbledon Park, una villa palladiana non lontana dalla capitale; in autunno è la volta del padiglione di caccia di Pitcheley, mentre da novembre a marzo è la storica e bellissima Althorp House nel Northamptonshire a ospitare famiglia e amici.
Nonostante tutto questo vasto e variegato patrimonio immobiliare, poco dopo la metà del XVIII secolo, il titolare della fortuna familiare decide di costruire un’altra dimora, nella cui realizzazione investe molto tempo (sette anni) e parecchio denaro (più o meno 50.000 sterline). L’ennesimo John della serie ha i suoi buoni motivi per volere una casa a Londra: è ricchissimo, il padre gli ha lasciato qualcosa come 750.000 sterline (circa 45 milioni di sterline odierne, più 40.000 ettari di terra distribuita su ventisette contee, le cinque imponenti dimore storiche di cui sopra e un’enorme collezione di opere d’arte, ceramiche e gioielli), ma benché enormemente facoltoso, questo gentiluomo non ha un titolo personale il che lo rende un po’ un outsider.

La fortuna di John Spencer

John Spencer però è molto coinvolto nella vita sociale e politica del regno quindi una sontuosa residenza cittadina gli serve per rafforzare il prestigio e l’influenza della famiglia; tutti i palazzi londinesi dell’aristocrazia sono delle corti in miniatura e nelle loro sale la politica si mescola e si confonde con la vita mondana. Inoltre John è un grande collezionista di antichità classiche, libri rari e arte italiana e dai suoi numerosi viaggi all’estero porta in continuazione quadri e statue, quindi ha bisogno di un adeguato contenitore per la sua splendida raccolta. E la residenza degli Spencer su Green Park sarà davvero magnifica, anzi la più bella di tutte. L’economista e scrittore Arthur Young, uno dei primi a visitare l’edificio, scrive: «non conosco in Inghilterra un’opera architettonica più bella. Supera tutto quello che ho visto fino ad oggi. I tendaggi, i tappeti, gli specchi, i divani, le sedie, i tavoli, i pavimenti, sono non soltanto di una bellezza da togliere il respiro, ma anche di una incredibile varietà».

Diana_Spencer_non_era_Cenerentola

Uno scorcio di Spencer House vista da Green Park. Accanto un orripilante palazzo contemporaneo e si, quando il principe Carlo inveisce contro gli architetti contemporanei spesso ha ragione. foto MM

L’architetto John Vardy, uno dei più brillanti allievi del celebre William Kent, imposta la facciata in uno stile nuovo e originale e disegna non solo le stanze a piano terra, ma anche tutto l’arredamento. Nel 1758 John “Athenian” Stuart, appassionato cultore e studioso dell’arte greca, sostituisce Vardy e introduce, specie nella decorazione degli interni, alcuni elementi chiaramente ellenici.
Spencer House, primo esempio a Londra di architettura neoclassica, viene subito considerata uno degli edifici più interessanti della capitale e diventa lo straordinario palcoscenico della brillante vita sociale di una famiglia in rapida ascesa.
Oltre ad essere il manifesto di uno stile emergente e simbolo di potere e ricchezza, Spencer House è un luogo di incontro dei più importanti esponenti dell’oligarchia whig, sede di discussioni politiche, ma anche di feste, piaceri e divertimenti; la dimora accoglie uomini di governo, artisti, poeti, scrittori e tutta la crème dell’aristocrazia britannica che affolla la capitale durante la saison mondana.

Lady Georgiana Spencer duchessa di Devonshire ritratta da Reynolds insieme alla figlia Georgiana dettta baby G.

Nel 1765 re Giorgio III crea John primo earl (conte) Spencer e la conquista di un titolo è la consacrazione del suo personale successo. Accanto al primo conte Spencer nel 1765, ci sono due donne straordinarie: la moglie Georgiana Poyntz che con intelligenza e savoir faire asseconda l’ascesa del marito e la figlia Lady Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire, una socialite ante litteram, attivamente impegnata a favore dei Whig e protagonista di un’appassionata storia d’amore con il futuro Primo ministro Charles Gray. Il fratello di Lady Georgiana, George John, secondo conte Spencer, fa una brillante carriera diventando Primo Lord dell’Ammiragliato (e in questo ruolo favorisce la carriera dell’ancora oscuro Horatio Nelson) e poi Segretario di Stato, ma è anche uno studioso con una vera con una vera e propria ossessione per i libri tanto che Althorp House avrà una delle più importanti biblioteche private del mondo. Nel 1783 l’architetto Henry Holland (lo stesso che qualche anno dopo costruirà Carlton House per il Reggente, futuro re Giorgio IV) rivede alcuni spazi interni. Holland, genero del famoso architetto paesaggista Lancelot “Capability” Brown, riorganizza anche l’esterno, lavorando in stretta collaborazione con Lavinia, la moglie del secondo conte Spencer. Insieme i due creano uno dei più grandi e suggestivi giardini privati di tutta Londra.
Spencer House mantiene il suo ruolo nella vita sociale, artistica e politica della capitale per tutto l’Ottocento, in particolare sotto il quarto e il sesto conte che sono lord Ciambellani. Nel luglio del 1857 la regina Vittoria partecipa a un gran ballo dato in suo onore e scrive estasiata nel diario: “una magnifica festa e una ospitalità principesca”.
Il terzo conte, John Charles, è uno dei fondatori della Royal Agricultural Society, mentre il quarto conte, Frederick Spencer, mette insieme la splendida collezione di porcellane ancora oggi in mostra nella dimora avita.
John Poyntz Spencer (1835 – 1910) è il quinto della dinastia, diventato famoso con il soprannome di “Red Earl”, il conte rosso, per via della straordinaria capigliatura fiammeggiante. Lord Lieutenant d’Irlanda, Presidente del Consiglio Privato e, anche lui, Primo Lord dell’Ammiragliato, John Poyntz sposa la bellissima Charlotte Seymour soprannominata “Spencer’s Faery Queen” insieme alla quale compie, nel 1895, un favoloso viaggio intorno al mondo.

Jack, Johnnie e Charles Spencer

Albert Edward John (1892 -1975), settimo conte Spencer e figlio di Charles Robert “Bobby” Lord Chamberlain di Edoardo VII, dedica quasi tutta la sua vita al restauro di Althorp. Jack Spencer, come lo chiamano gli intimi, eredita il titolo e la tenuta nel 1922 ma è il primo del casato a non avere incarichi a corte perché, dopo aver affitato Spencer House, decide di dedicarsi anima e corpo ad Althorp House, la dimora nel Northamptonshire, colma, colma di tesori ma ridotta in pessime condizioni. Il settimo conte è un grande appassionato di arte e membro del consiglio della Wallace Collection e di altre importanti istituzioni culturali, ma per restaurare la residenza di famiglia deve vendere alcuni Rubens, diversi Van Dyck e persino un ritratto di Enrico VIII di Hans Holbein (oggi al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid).
All’inizio della Seconda guerra mondiale Jack Spencer mette in salvo nel Northamptonshire molti oggetti e dipinti conservati a Spencer House e nel 1953 apre al pubblico Althorp House, ottenendo così, come previsto dalla nuova legge, uno sconto sulle ingenti tasse. Suo figlio Edward John (1924 – 1992), detto Johnnie, l’ottavo conte, scudiero di Giorgio VI ed Elisabetta II, è il padre di Diana e dell’attuale conte Spencer, il nono della serie. Nato nel 1964, Charles Spencer è diventato celebre in tutto il mondo per l’infuocato discorso durante il funerale della sorella, con tanto di veementi accuse alla famiglia reale. Il nono conte ha studiato storia ad Oxford, si è sposato tre volte, ha sette figli e ha scritto alcuni libri dedicati alla sua famiglia. Oggi è lui la storica residenza di Althorp House, tornata all’antico splendore, e a gestire l’immensa tenuta e  dove si trova anche la tomba della sorella Diana.

Una lunga storia che vi ho raccontato perché in questi ultimi mesi ho studiato in modo molto approfondito le vicende della famiglia Spencer e ho visitato molti luoghi londinesi e non legati al ricordo di lady Diana Spencer per un progetto del quale a breve, finalmente, vi potrò parlare… restate connessi.

Condividi su:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Share on StumbleUpon0Email this to someone

49 Commenti

  1. Donna Bianca ha detto:

    Articolo splendido che lascia capire come e perché quel matrimonio fu così voluto da entrambe le famiglie, a discapito – evidentemente – di quanto ne pensassero davvero i diretti interessati.
    Ne approfitto per fare outing: in gioventù ero fermamente convinta che lady D fosse una Cenerentola, e a quanto pare ero e sarei ancora in buona compagnia, se ancora due giorni fa leggevo su FB un commento del genere “povera Diana lei non era nobile e nessuno l’ha aiutata a capire come muoversi a corte”.
    Ps e dulcis in fundo, abbiamo anche capito da dove deriva la chioma rossa di Harry: altro che capitano Hewitt…

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      si ogni tanto viene fuori questa cosa che non era nobile… no comment. è vero però che la sua adolescenza è stata un po’ particolare, il padre e il nonno non andavano d’accordo quindi la famiglia di Johnnie non vive i riti e le tradizioni dell’aristocrazia. era una situazione sui generis.

      • Ale ha detto:

        Ah ecco, perché in effetti mi sono sempre chiesto come mai Diana, che non era una cenerentola e che conosceva molti dei membri di corte, potesse essere all’oscuro di certi riti e di ciò che le si chiedeva di fare

      • Dora ha detto:

        ale considera che il padre di diana si risposò quando lei cominciava ad avere l’età per prendere parte a questi riti ma che, per dispetto al padre e alla matrigna, si rifiutò sempre. anche gli windsor davano per assodato che sapesse come condursi in queste situazioni mentre invece non era così

    • Nunzia ha detto:

      Se ricordo bene, il “Red Earl” morì senza figli e ad ereditare il titolo fu suo fratello che dovrebbe essere il bisnonno di Diana

      • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        si il titolo passa al fratellastro bisnonno di Diana però i capelli rossi dovevano essere già nel Dna perché sia lady Sarah Spencer che Charles l’attuale nono conte hanno una bella capigliatura fulva.

    • Caterina ha detto:

      Beh, in effetti si racconta che il Principe di Galles quando ha visto il piccolo Harry, ha riconosciuto il suo figlio una peculiarità degli Spencer, nei capelli rossi del “nostro” “SPICE BOY”.

  2. Caterina ha detto:

    Buongiorno. Bel post come sempre riesci sempre a sorprendere ed a informarmi su argomenti conosciuti, in questo caso solo in parte, e poco approfonditi. Che dire, che Lady Diana non fosse una “Cenerentola” anche se non di sangue Reale, lo sapevo, ma che avesse una famiglia così ” Ambiziosa”, passatemi il termine, proprio no. Anche se qualche sospettuccio lo avevo, anche da qualche commento su la sua famiglia, qui sul blog. Insomma Diana è passata come una dolce creatura, sprovveduta, su quanto in realtà ci fosse dietro un matrimonio di quella portata. Ma la sua famiglia, come ha dimostrato nell’arco dei secoli lo sapeva benissimo! E se questo poteva essere, un mezzo per migliorare la situazione, o meglio il Prestigio della loro famiglia, andava bene. Sai Marina, in questi giorni in attesa di questo tuo post, ho letto: un po’ qua e là, su alcuni personaggi della sua famiglia: tipo sua nonna Materna: amica, nonché dama di compagnia della Queen Mum , sul fatto che avesse testimoniato contro sua figlia colpevole di divorzio, per fare avere la custodia di Diana a Lord Spencer. Terribile! Per non parlare di suo fratello (ultimo conte Spencer), ancora ricordo il suo discorso al funerale, ma Lui cosa ha fatto? Se solo penso alla Tomba di Lady Diana, al suo abito da sogno esposto ad Althorp e tutte le varie iniziative come l’ultima ” nelle sue scarpe” (speriamo di aver tradotto bene dall’Inglese) percorso creato apposta quest’anno sempre nella tenuta di Althorp, per continuare a cavalcare l’onda della celebre sorella e lucrare. E le sorelle? Soprattutto Sarah: rabbrividisco nel pensare ad una sorella che al fatto che sei turbata per questo grosso Matrimonio, risponda:” ma sei su tutti i piatti del regno!” Oh my God! Non lo so, ognuno ha le proprie responsabilità, su ogni azione! Certo un pensiero mi balena nella mente: quanto possano essere stati soli questi componenti della famiglia Spencer, in una continua lotta alla ricerca di Prestigio, soldi, potere, per annoverare ulteriore ricordo per i posteri. Ho dato uno sguardo anche ai libri del conte Charles Spencer, laureato in Storia ed autore di alcuni libri sulla storia della propria famiglia, dal poco che ho letto sono come vasi ben decorati ma V U O T I. E rabbrividisco al pensiero dei suoi sette figli, in modo particolare mi riferisco alle tre bellissime figlie del primo matrimonio. Scusate se ho abusato della vostra attenzione ma ho tanti pensieri che si rincorrono pensando a questa Famiglia, e nemmeno uno mi conforta, anzi ancora mi domando da dove possa aver attinto Lady Diana sulla sua Umanità e sulla solidarietà dimostrata verso i meno fortunati.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      la frase di Sarah – agghiacciante – la cito sempre durante le visite guidate alla mostra di Parma quando faccio vedere la sezione Carlo&Diana 😉

  3. Nunzia ha detto:

    L’aristocrazia inglese mi affascina davvero molto!!!

  4. Fleur ha detto:

    Su Georgiana Spencer, Duchessa di Devonshire, ci sono fior di libri e il famoso film “La Duchessa” ,dove è interpretata da Kiera Knightley, che consiglio di vedere anche solo per i costumi e le scenografie.
    Prima che arrivasse Diana era lei la donna più famosa della famiglia, Sheridan sulla sua vita ci aveva anche scritto la commedia “La scuola della maldicenza” già nel 1770, altro che socialite di oggi 🙂
    Bellissimo articolo, documentatissimo, superinteressante, grazie mille Marina!

  5. Federica ha detto:

    Finalmente! Scommetto che da questo articolo, usato come canovaccio, ci farai una sorpresa… 😉
    Chissà se la famosa tiara detta di Maria Antonietta e i diamanti del girocollo, ritenuti provenienti dalla ancor più famosa collana, furono venduti per risistemare Althorp? L’ultima volta che sono stati visti era il 1951 se non sbaglio.

  6. Michele ha detto:

    Post bellissimo e davvero molto interessante sulle origini di questa famiglia .Molti particolari non li sapevo…per esempio non conoscevo assolutamente spencer House ! Dev essere una figata e mi piacerebbe anche molto visitare althorp !!! Non vedo l’ora di sapere qualcosa di più dal tuo nuovo progetto 🙂

  7. elettra/cristina palliola ha detto:

    Bellissimo e nutrito post, Grazie @Marina! Tranne che per le ultime due generazioni e il loro inizio di allevatori di pecore, non sapevo nulla di tutto quello che ci stava in mezzo,della centenaria storia della Famiglia Spencer. Anch’io credo che mi andrò a documentare sulla famosa Lady Georgiana.
    Molte cose spiegano il come e il perchè Carlo si stato pilotato, verso la famiglia Spencer e di come a Corte devono aver creduto di aver centrato il bersaglio…che poi si trattasse di Sarah o della più giovane e sprovveduta sorella Diana poco importava. E anche agli Spencer non importava se l’una o l’altra figlia, dopo tanti inviti, con una ce l’avevano fatta! Avere una consanguinea Regina voleva dire essere a posto per secoli…ma solo per la facciata sociale. All’interno della famiglia i veleni circolavano da tempo e la disattenzione in cui sono cresciuti i figli è stata una violenza silenziosa. Tanto che nel momento che Diana cominciò ad avere dissapori seri con il marito e si parlava di separazione, la abbandonarono senza darle nessun conforto e sostegno. Rivollero indietro anche la bella Tiara che ogni tanto Diana alternava alla Cambridge. Con le sue bizze non solo infangava la famiglia Reale ma metteva in cattiva luce anche la sua di origine. Ridammi la tiara e arrangiati, praticamente
    Mi ricordo anch’io il discorso del fratello al funerale di Diana e di tutte le accuse rivolte alla famiglia Reale e della richiesta di avere la possibilità di allevare William e Harry. Richiesta impossibile e per fortuna non esaudibile ed esaudita. Come sarebbero cresciuti questi due magnifici ragazzi se avessero vissuto nello stesso ambiente materno?

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      e diciamo anche che dopo il divorzio Diana aveva chiesto al fratello di poter usare un cottage nel parco per i week end con i figli e lui aveva negato il permesso.

      • Dinora ha detto:

        Pure!!! Ma che bravo fratello!!! Non mi sembra un esempio di moralità. In più il discorso al funerale della sorella doveva rivolgerlo anche verso la sua famiglia. Risparmiarselo sarebbe stato meglio, visto la presenza dei due ragazzi, che già molto provati sentire certe frasi…,

  8. luka ha detto:

    http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2017/06/30/10/41E323B800000578-0-image-a-12_1498814768590.jpg

    E lui Louis – in compagnia della sorella Kitty e la madre Victoria – sarà il decimo conte , che mantiene un certo rossore di capelli anche se meno del cugino Harry.

    Avevo letto , forse proprio in AR, che la maggior parte dell’aristocrazia del Regno Unito ha ascendenze reali, ovvero sviluppatosi da figli illiegittimi di sovrani. Comunque se non discendenti diretti molto spesso strettamente legate alla famiglia reale a differenza degli altri paesi europei : un sovrano, un principe o principessa di Spagna non avrebbe in passato contratto matrimonio con un appartenente alla grandezze di Spagna poiché non ritenuto egualitario.

    @Marina , ogni nuovo post e’ una sorpresa perché e’ aldifuori delle ovvietà ed il punto di vista e’ sempre originale ….praticamente la Storia come piace a noi! . 🙂

    • Dora ha detto:

      non c’è bisogno di matrimoni egualitari per prolificare con chiunque 😉
      la regina vittoria è stata -passatemi il termine- una botta di culo perchè di 15 (15!) figli di cui 8 maschi solo il 4° fu il primo ad avere prole legittima (lei e pure postuma). tuttavia di illegittimi ce ne furono in abbondanza

    • Dora ha detto:

      pardon, vittoria non era postuma

    • Dora ha detto:

      non avevo visto la foto! eccallà che belloccio il cugino di harry e william!
      (e che morte in vacanza sembra la su mamma!)

  9. Ale ha detto:

    Come sempre tanti complimenti@Marina!!! 😉 sempre documentatissima e approfondita come piace a noi, merce rara oggi.
    Qualcosa sulla famiglia Spencer avevo letto, ma non avevo una visione d’insieme come qui nel post.
    Personalmente trovo il fratello di Diana una persona orribile e opportunista, ha fatto tanto la morale alla famiglia reale senza prima guardare che vita ha condotto lui. Poi dov’era quando lei aveva bisogno di aiuto? dopo 20 anni usa ancora la sorella come una fonte di reddito per attirare visitatori, fossi william o Harry farei in modo di trasferire il corpo di Diana in un altro luogo.

  10. Luka ha detto:

    Giorgio IV lo aveva anticipato con Carlotta, sposa di Leopoldo che sarà poi re del Belgio, ma morirà di parto. Anche Guglielmo IV ebbe figlie dalla regina Adelaide anche se morirono appena nate o infanti.

    Per quanto riguarda il proliferare con chiunque i Grimaldi non hanno rivali! 🙂

  11. Caterina ha detto:

    Guardavo l’immagine postata su il futuro X Earl of Althorp, su sua Madre e su sua sorella, in questa famiglia salta all’ occhio la bellezza di quasi tutte le donne di casa Spencer, in questo caso anche del futuro conte, ma salta all’occhio, anche che soffrono di disturbi alimentari o comunque legati alla sfera psicologica: depressiva. Incominciando da Sarah anoressica la sorella di Diana; Diana bulimica, Victoria Lockwood(ex moglie di Charles Spencer), da quanto si evince dalla foto non ha superato l’anoressia, mi direte non si supera, s’impara a conviverci. La nipote Kitty alterna periodi da grandi taglie, a periodi da ragazza taglia morbide; per non parlare delle gemelline al limite dei problemi alimentari. Ma che succede? Parafrasando Amleto: c’è del marcio nella famiglia Spencer!

  12. Dinora ha detto:

    Che Diana non fosse una “Cenerentola” lo sapevo fin da quando ci fu il matrimonio. La sua origine nobiliare e antica la conoscevo. In molti giornali dell’epoca si parlava che lei avesse una nobiltà più antica rispetto a Carlo.Non capivo come mai una discendente di una famiglia così nobile, agiata e con membri molto ricchi anche culturalmente fosse una maestra di asilo!! Ora capisco. Le ultime generazioni non sono all’altezza di casa Spencer prime generazioni.
    Ritorno un attimo a Diana. Per me, quando le nonne combinarono questo matrimonio, non furono sincere l’una con l’altra o forse sol quella di Diana. Sapeva o sapevano benissimo, a quanto pare, che lei non aveva una preparazione “aristocratica” visto la non curanza totale che ebbero i figli da parte dei genitori separati. Della serie arrangiatevi!!!

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      aspetta, non sono state le nonne a combinare le nozze, furono felici ok, ma è ormai noto che Diana si era incaponita a volere Carlo, ha fatto di tutto per conquistarlo, era il suo principe azzurro dei sogni e delle favole.
      Diana coeme altre ragazze della sua epoca e del suo ceto sociale non lavorava per denaro ma come passatempo, era un parcheggio in attesa del matrimonio.

      • Dinora ha detto:

        Grazie per la precisazione. Ero convinta che il tutto fosse iniziato dalle nonne!!!

      • Pellegrina ha detto:

        Be’ ma un uomo di oltre trent’anni non vergine, non brutto e non povero e certo non a corto di compagnia femminile che si sarebbe fatto conquistare dalle diaboliche arti di una adolescente-serpente complessata per quanto carina di diciotto fino a sposarla a diciannove (e post liberazione sessuale), francamente non è molto credibile… quasi quanto l’idea che ci sia stato un “complotto” dietro una macchina che si va a schiantare avendo idiotamente imboccato una galleria a oltre cento all’ora.
        Pero’ l’importante è sempre togliere ogni responsabilità dalla famiglia reale…
        Verosimilmente Carlo doveva essere piuttosto provato dalla perdita della donna che amava (oltre che del nonno putativo) e quando gli è stato proposto in famiglia un matrimonio di comodo ma lecito anziché quello con la “depravata” cioè non illibata Camilla si sarà detto perché no? per svolgere il matrimonio di facciata e a termine richiesto in certi ambienti per generare prole legittima, lei ne vale un’altra e poi si vedrà, magari anche con Camilla, chissà. Ma mai in nessun momento sembra “conquistato” o convinto dalla moglie, nemmeno dopo la notte di nozze. La famiglia reale è rimasta vittima delle sue ossessioni anacronistiche e inutili esattamente come Diana stessa, non dei complessi di una ragazzina neppure ventenne gettata in una situazione emotiva senza sbocchi e insostenibile anche se lei fosse venuta da una famiglia più affettuosa.
        Per fortuna il secondo matrimonio di Carlo e le vite dei figli hanno potuto svolgersi diversamente.

        • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          no scusa, non voglio togliere responsabilità a nessuno. la famiglia reale ha spinto per le nozze e Carlo ha accettato il compromesso, ma la famiglia di lei è stata drammaticamente assente persino le sorelle se ne sono lavate le mani quando lei ha chiesto aiuto.
          e in ogni caso Diana era innamorata di Carlo – o di ciò che rappresentava – e questo è documentato perché lo ha detto lei più volte quindi fa di tutto per conquistarlo. Diana anche se solo diciottenne bluffa alla grande con Carlo, è stata bravissima a fargli credere che amano le stesse cose. lo puoi sentire tu stessa nelle varie interviste post fidanzamento quando lui si dice “qualunque cosa voglia dire amare” ma lei afferma che hanno un sacco di interessi in comune. si era anche fatta piacere la vacanza a Balmoral odiatissima poi.

          • Roberta ha detto:

            Quale ragazza a diciotto anni per conquistare il “suo ragazzo del cuore” non ha cercato di farsi piacere qualche suo hobby? soprattutto se insicura? Le colpe di Diana certamente non sono queste. La verità che non solo erano incompatibili ma che ognuno è riuscito ha tirare fuori il peggio dell’altro. In questo entrambi sono stati bravissimi. Però per me la “colpa” ricade un pò di più su Carlo per via della sua età e della sua esperienza e perchè lui in fondo non è stato mai innamorato di Diana…per me una prova ad esempio è vedere (sui vari video che circolano su you tube) come si comporta e come guarda Diana anche durante il fidanzamento e nei primissimi anni di matrimonio, sempre quell’aria interrogativa, sempre quello sguardo a disagio, sempre guardare da un’altra parte e quando lo sguardo cadeva su di lei era come se guardasse un’oggetto strano….però noi abbiamo creduto lo stesso alla favola…entrambi ci hanno mentito non sono stati sinceri probabilmente prima di tutto con se stessi.

          • Pellegrina ha detto:

            Sulla responsabilità dei reali siamo d’accordo, sull’assenza della famiglia di lei, sia al momento della sua formazione che a quello del suo fidanzamento, anche.
            Quello che proprio non mi sembra sostenibile è la responsabilità di una ragazzina neanche (o appena) maggiorenne, infatuata di un uomo di tredici anni più vecchio per rimediare alla propria solitudine, o forse per provare di essere più brava della sorella, che racconta la qualunque per farsi prendere sul serio, cosa che né lui né la famiglia reale, cosi’ occhiuta quando si tratta di imene, avrebbero capito, cascandoci con tutte le scarpe.

            Un uomo di oltre trent’anni, non certo stupido né ignorante, che ha avuto relazioni con diverse donne non certo ingenue, e che fa il principe da sempre, come fa a non riconoscere una cotta adolescenziale per il “divo”, che comporta per forza una serie di comportamenti volti ad attrarre l’attenzione, ma che non esprimono necessariamente la personalità ancora in fieri di una ragazza tanto più giovane e inesperta? O se proprio ne restasse momentaneamente affascinato, come fa a pensare di sposarsela, tanto più sapendo il ruolo che dovrà assumere?

            La facilità con cui tutti hanno creduto alle smanie adolescenziali di lei diventa molto più comprensibile se si inquadra in una concezione di matrimonio acompagnata da una serie di proposte concrete cui lui ha sottostato perché in bilico tra solitudine, senso del dovere, pressioni della famiglia e idea di avere perso la donna che realmente amava (all’epoca l’idea di sposare una divorziata Camilla, se pure lei l’avesse fatto, era praticamente inverosimile) e quindi pronto ad accettare un matrimonio di facciata, come normale nell’ambiente, per svolgere un dovere “sociale” e procreativo. Poi ognun per sé senza scandalo… La frase “Non crederai che io sia l’unico principe di Galles senza amanti” sembra voler dire proprio questo, altro che favola.

            Probabilmente di cosa realmente fosse questa bella bambolotta timida, bisognosa di attenzione, riusciva a interessarsi fino a un certo punto, malgrado gli sforzi di lei: quando le sta accanto sembra sempre dirsi: “Che ci faccio qui?” e voler scappare. E ci credo che lei dava di matto, poi, Camilla o non Camilla.
            Del resto si sarà pur reso conto, prima del findanzamento, di quanto poco lei fosse intellettuale e colta, queste son cose che si capiscono anche quando una ha diciotto anni: non è facile improvvisare in tal senso, se sei una capra, si capisce in fretta.

            La responsabilità della famiglia reale sta nel non aver voluto né vedere il senso del comportamento di lei, né ascoltare chi ha pur parlato chiaro (la nonna di lei); nell’essersi beati all’idea della “creta molle” e della bella figliola che entra in famiglia, disinteressandosi totalmente del resto. Ma sta agli adulti capire i bluff dei ragazzi e evitare che si facciano male in giochi che non corrispondono ai loro stessi desideri.
            Per questo direi che parlare di responsabilità di una ragazzina appena maggiorenne che corteggiava con le armi che aveva un uomo tanto più vecchio mi pare esagerato: dovevano fermarla, considerandola per quel che realmente era, non incoraggiarne il gioco, tanto più da parte di una famiglia reale cosi’ schizzinosa quanto a scelte matrimoniali.

  13. sabrina-anna ha detto:

    Bellissimo post che vorrei commentare con calma anche perché ho mille pensieri in mente
    Intanto una battuta …. ha alti standard di bellezza!!!! (Carlo)
    Come si concilia con il grande amore per l’attuale consorte certo non classicamente bella’
    E vero che Diana aveva ereditato il nome da un’ antenata (collaterale) che voleva sposare (a o cui volevano far sposare) il Principe di Galles dell’epoca, padre del futuro Giorgio III e che morì giovanissima dopo aver dato un paio di eredi al marito?
    Molto all’antica il pensiero che fare la maestra d’asilo fosse un lavoro qualunque al quale una donna è naturalmente portata per fortuna che ora viene riconosciuto per quello che è ovvero un lavoro importante con una enorme responsabilità nei confronti di piccole personalità in formazione
    Quanto a Sarah Spencer la battura crudele profuma anche un pochino di invidia se non sbaglio anche lei per un certo periodo ha frequentato il principe di Galles…
    In fondo la vicenda ne ricorda un’altra
    Una famiglia “giusta” ma che vive un pochino fuori dall’ambiente, due sorelle e la scelta della minore per un improvviso abbagliamento per la sua bellezza, l’adorazione del popolo e il disastro come coppia e come famiglia.
    Chi ci ricorda?

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      è vero, Sissi. ma in quel caso l’innamorato era lui non lei.
      quando dico che Carlo aveva alti standard di bellezza mi riferisco al pensiero dell’epoca visto che il principe è uscito con tutte le più belle ragazze del regno.

    • Dora ha detto:

      sì, tra sara e diana correvano abbondantissime dosi rivalità e gelosia

  14. Dinora ha detto:

    @sabrina-anna. É vero!!! La stessa cosa che ho pensato rivedendo per la milionesima volta la trilogia di “Sissi”!!
    Comunque che tristezza non avere una vera famiglia che ti sorregga le spalle!!

  15. Angie ha detto:

    Ho scoperto solo oggi questo interessante e bellissimo articolo!
    Complimenti Marina!!! Non ci deludi mai!!

    Ti vorrei fare una domanda: come si inseriscono nella genealogia degli Spencer i discendenti di Carlo II? Ho provato a fare una ricerca ma “non ci salto fuori”. C’è qualcuno che mi può aiutare?

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      te lo spiego al volo senza entrare nei dettagli. Carlo II entra nella genealogia degli Spencer – e in quella di molte altre casate – attraverso i suoi numerosi figli naturali ai quali concede un ducato.

      • luka ha detto:

        Come sono discendenti “illegittime” di Carlo II Stuart sia Sarah Fergusson che Camilla….inoltre la nonna paterna di Sarah era cugina della duchessa Alice di Gloucester. Anche se non direttamente nobile anche l’ex duchessa di York non era strettamente una Cenerentola.

        • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          si vero, ma dal punto di vista del denaro Sarah doveva lavorare per pagarsi una camera in una zona decentrata di Londra, Diana aveva lascito della bisnonna americana e lavorava per hobby

      • Angie ha detto:

        Grazie mille!!

  16. Alessandro (Aigrette) ha detto:

    Un caloroso saluto a tutti, vi leggo sempre, anche se sempre di corsa.

    Ma permettetemi di dire GRAZIE a Marina.

    Altezza reale è sempre stato il mio “buen retiro”, l’isola felice, il posto del cuore.
    Garbo e conoscenza, con una sana dose di spensieratezza. GRAZIE!!!
    Articolo di grande livello, suffragato da un’analisi dei fatti e uno studio sempre più difficile da trovare oggi.
    L’attenzione relativa continua avrebbe portato a notizie comuni e magari spesso errate, qui si assapora il gusto della storia, quella vera, suffragata dalle fonti.
    Altezza reale cresce, encomiabile la mostra a Parma e titanico il lavoro fatto con il nuovo libro in uscito a Settembre.
    Prendo in prestito da The Crown una frase di Giorgio VI:
    “Elizabeth è il mio orgoglio, e Margaret è la mia gioia.”

    Ecco, Marina, tu sei entrambe, orgoglio e gioia!

  17. mau ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    domani è un giorno triste, 20 anni senza Diana……… come quasi tutti noi, ricordo come e quando le seppi, volevo andare ai funerali, ma non trovai l’aereo.
    La vita fortunatamente va avanti, sembra che Kate sia ricoverata, può darsi che domani, sia annunciato l’arrivo di un terzo figlio?

  18. Nicoletta ha detto:

    Grazie @Marina. Il post è splendido. Condivido le parole e il pensiero degli amici di AR. Quanto al nuovo lavoro sono così felice. Significa così tanto. Un nuovo capitolo di una storia di successi. Un nuovo inizio. Lo sai a chi ho pensato, non è vero? Ora mi devi promettere una cosa. E sai che non sono una che molla. Il tour lo faremo tutti insieme, noi di A.R. Incomincia ad organizzare. Sulle tracce di Diana. Non potrei mancare.
    E stanotte la nostalgia di Diana è più forte che mai. La principessa della gioventù. La preferita. Per cui ho portato un taglio di capelli e camicette con colli assurdi. Che ho seguito da sempre e incontrato. Che per me nonostante gli errori è rimasta una vittima. E che ancora cerco nelle foto dei figli. Per sempre Lady Di. Vent’anni sono volati. Il ricordo è rimasto intatto. Goodbye England’s rose. Your candle’s burned out long before your legend never will!

  19. Ale ha detto:

    ecco il link per l’unico documentario, a mio parere, ben fatto (è della BBC) per ricordare diana che la tv italiana ha trasmesso in questi giorni. ci sono le interviste a william e harry che raccontano momenti privati e soprattutto zero polemiche, c’è perfino un amico di diana che racconta di quando nel periodo della separazione la regina a Balmoral gli ha detto che era preoccupata per la principessa in una conversazione molto intima. il documentario descrive il lato materno di questa donna e ciò che di buono ha cercato di fare, con i figli che fanno chiaramente capire come stiano cercando di prendere il meglio di entrambi i genitori consci dei loro limiti e degli errori commessi. davvero bello e interessante.

    http://www.video.mediaset.it/video/diana_nostra_madre/full/diana-nostra-madre-31-agosto-2017_749553.html

    unica pecca è stato trasmesso da canale 5 in seconda serata …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *