Margrethe ed Henrik, nozze d’oro in Danimarca

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Il 10 giugno Margrethe ed Henrik di Danimarca festeggiano 50 anni di matrimonio. La coppia sembra vivere ancora in una certa armonia anche se il principe passa lunghi mesi in viaggio o nelle suo castello a Caix. Il conte Henri Laborde de Montpezat è nato in Indocina ma viene dal sud est della Francia e nonostante sia stato naturalizzato danese e abbia cambiato nome, ha conservato le sue radici nella terra d’origine della famiglia.

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Henri incontra la principessa ereditaria di Danimarca nel 1965 a Londra durante una cena in casa di amici comuni.  Il giovane e brillante funzionario dell’ambasciata sapeva che alla serata avrebbe partecipato una non meglio identificata “altezza reale” e stava per darsi malato per timore di dover conversare tutto il tempo con una persona anziana e noiosa. I due, invece, simpatizzano immediatamente, Margrethe è una ragazza spigliata, vivace, intelligente. Si rivedono a un matrimonio e poco dopo iniziano a frequentarsi come una coppia qualunque, approfittando del fatto che a Londra la principessa vive in un tranquillo semi anonimato. La futura regina, che sta frequentando i corsi della London School of Economics, ci mette poco a innamorarsi perdutamente di questo francese poliglotta, colto, raffinato e anche molto, molto bello.

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Il 5 ottobre 1966 re Federico IX chiede al Consiglio di Stato il consenso al fidanzamento della figlia e le nozze dell’erede al trono sono annunciate per il 10 maggio dell’anno successivo. Il matrimonio della futura regina viene celebrato con grande fasto alla presenza di molti ospiti reali venuti da tutta Europa, ma con un’assente di rilievo, la sorella minore della sposa, consorte del re di Grecia che il Governo danese non ritiene opportuno avere sul suolo nazionale.

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Margrethe ed Henrik, sposi a Copenhagen

Moderna e disinvolta, oltreché molto alta, Margrethe sceglie di indossare un abito di seta dalla linea ad A rigoroso e lineare creato dal couturier Jørgen Bender, uno dei favorito della madre Ingrid e molti dei dettagli ricordano la nonna inglese di cui la sposa porta il nome, Margaret di Connaught. La principessa, una delle nipoti della regina Vittoria, sposa il futuro re di Svezia ma muore a soli 38 anni e la figlia Ingrid eredita molti oggetti che porta in Danimarca ed entrano nell’uso delle spose reali. Margrethe, la sorella Anne Marie prima di lei e poi Benedickte, le nipoti e la nuora Mary, porteranno il prezioso velo in pizzo della principessa inglese, ma la futura regina ha qualcosa in più: il pannello anteriore del suo abito è coperto da un delicato merletto di Honiton anch’esso proveniente dal corredo di Margaret. Il pizzo viene messo in risalto da una grande spilla a forma di margherita che era stata regalata a Ingrid dal padre Gustavo Adolfo e in questa occasione passa alla futura regina.*

Un vestito del genere con tanti tocchi personali e così carico di ricordi poteva risultare insolito se non addirittura pesante invece Margrethe è davvero bella con questa tunica geometrica ma così singolarmente romantica, molto in linea con lo stile dell’epoca ma in fondo senza tempo.
Infine come ulteriore omaggio alla nonna inglese la principessa ereditaria ha posato fra i capelli il bellissimo diadema di Cartier offerto a Margareth di Connaugh come dono di nozze dal khedivè d’Egitto, la famosa “khedivè tiara”.

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Meno di cinque anni dopo, alla morte dell’amatissimo re Federico IX, Margrethe, già madre di due bambini, sale al trono. Henri/Henrik e la moglie regina hanno molti interessi intellettuali in comune (insieme hanno tradotto in danese le opere di Simone de Beauvoir), ma all’inizio degli anni ’80 del Novecento la coppia entra in crisi e per un lungo periodo la sovrana e il marito vivono in due ali separate dell’immenso palazzo di Amalienborg, poi tutto rientra nei ranghi, e si mormora grazie anche alle doti di fine diplomatica della reale suocera, la regina madre Ingrid.
Il principe consorte, che si mormora ha avuto qualche liaison, non è particolarmente amato dai danesi i quali gli rimproverano l’ostentata grandeur, le spese sovente esagerate, le divise da operetta, l’accento francese, le partite di caccia troppo sanguinose e le battute salaci sui sudditi della moglie.
Henrik dal canto suo non ha mai nascosto la propria frustrazione per il ruolo di secondo piano e l’amarezza per la sostanziale non accettazione da parte dei danesi e ne ha anche parlato, con molta franchezza, nel libro di memorie “Destin oblige” spiegando che essere un principe consorte esige una «sensibilità da sismografo sotto a una pelle da rinoceronte».

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Per festeggiare le nozze d’oro la regina Margrethe ed Henrik, insieme ai due figli, alle nuore e agli otto nipoti, hanno inaugurato questa scultura nei giardini del castello di Fredenborg; ecco la foto diffusa per l’occasione dalla casa reale.

* La spilla a forma di Margherita che spesso la regina indossa viene erroneamente indicata su vari siti e blog come regalo di nozze di Ingrid alla figlia; nella realtà la stessa sovrana racconta in un documentario dedicato ai gioielli danesi che la spilla è stata solo un prestito per il giorno del matrimonio ma che la madre gliel’ha regalata quando ha compiuto 80 anni.  Grazie a Laura Maniscalco per aver ricordato questa intervista

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39 Commenti

  1. EmanuelaCarolina ha detto:

    Buon pomeriggio! ho letto sul sito di Noblesseetroyautes che al Principe Consorte danese Henrik gli hanno diagnosticato un inizio di demenza senile o Alzmehir o come si scrive! Au revoir!

  2. rosanna ha detto:

    Che bello rileggere questo articolo.
    Oltre la vecchiaia, oltre la morte, oltre tutto…

  3. elettra/cristina palliola ha detto:

    Proprio in un commento di ieri menzionavo il Principe Henrick , che con il suo pensionamento ci aveva molto sorpreso e che si è attirato anche molto critiche. Nella stessa giornata usciva il comunicato della famiglia che ammetteva , per il principe consorte una malattia , che non ha cura: la demenza senile. Chi per qualche motivo ha avuto in casa l’esperienza di questa malattia degenerativa, sa quale sofferenza porta al malato, finchè ha la lucidità di accorgersi delle proprie stranezze, ma principalmente ai congiunti che se ne devono occupare. Sa quanto possono essere pericolosi per se e per gli altri, questi malati che lasciano il gas aperto, i rubinetti aperti, che soffrono di allucinazioni e che alla fine non riconoscono neppure i coniugi e i figli o li confondono con altre persone, persino decedute da decenni, della loro giovinezza. Chi ha percorso questa strada, dicevo, ha sicuramente riconosciuto in Herick i sintomi di questa malattia, ancor prima del comunicato e subito dopo le sue esternazioni senza filtri, fatte da un anno a questa parte. La regina ha chiesto il silenzio e le dobbiamo a lei e al marito, tutto il rispetto del caso. Non so se e quando e per quale occasione rivedremo il principe consorte, ma alla fine qualunque cosa dovesse ancora dire o fare , merita solo comprensione e, lasciatemelo dire, anche compassione

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