Royal Brexit tour. Carlo e Camilla da oggi in Italia

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Altro che vacanza in Italia, questo Brexit tour del principe di Galles ha tutta l’aria di una vera  e propria maratona. Ecco l’aggiornamento del programma. L’erede al trono inglese e la moglie a quanto pare arriveranno separatamente il 31 marzo all’aeroporto di Pisa, lui proveniente dalla Romania dove ha trascorso alcuni giorni da solo, lei da Londra. La coppia inizierà il gran tour con una passeggiata sui Lungarni di Firenze la città italiana che forse gli inglesi amano di più, come ci hanno abbondantemente spiegato sia Forster che Ivory nell’indimenticabile “Camera con vista”.

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[Copyright foto Reuters]

Saranno giorni davvero senza un attimo un attimo di respiro, densi di incontri e appuntamenti, mondani e non. Carlo e Camilla incontreranno Papa Francesco e il presidente Mattarella per parlare di rapporti bilaterali, traffico di essere umani, coesione sociale, fame nel mondo. Il principe di Galles visiterà Amatrice mentre la duchessa di Cornovaglia farà un salto a Napoli.

La visita comunque inizia oggi, venerdì 31 marzo, dopo la passeggiata la coppia reale visiterà il British Insititute (il primo nato fuori dalla Gran Bretagna e luogo di riferimento degli studenti inglesi in Toscana) che festeggia cento anni di vita.

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Oggi il principe Carlo è a Vicenza per tre appuntamenti: commemorazione dei caduti al Cimitero britannico militare di Montecchio Precalcino, visita al centro per le Stability Police Units (Coespu) e al sacrario militare delle Valli del Pasubio. Camilla invece farà un salto a Napoli.

C’è già di parla di “missione di soft diplomacy, o soft power a favore del Regno Unito post Brexit”  che nello stesso tempo è anche un giro promozionale “una sorta di presentazione semi ufficiale di un principe sempre più protagonista della scena istituzionale. In aiuto, e in preparazione della staffetta con Her Majesty, Elisabetta II”. Infatti mercoledì 5 aprile l’erede al trono vedrà il presidente Sergio Mattarella al Quirinale e il premier Gentiloni.

Stasera i principi torneranno a Firenze e parteciperanno ad una cena a Fiesole con viticoltori scelti dalla Regione Toscana che presenteranno i loro vini italiani a Carlo, noto appassionato e estimatore.

Il 2 aprile la duchessa di Cornovaglia incontrerà l’associazione fiorentina Progetto Arcobaleno che si occupa di aiutare migranti e coloro che vivono in condizioni di povertà. Poi sarà alla chiesa di St Mark’s e infine visiterà il Corridoio Vasariano.

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Il 3 aprile Carlo e Camilla di nuovo insieme sono attesi al Mercato di Sant’Ambrogio per la degustazione di eccellenze locali, poi al Teatro del Sale e all’Opificio delle Pietre Dure. A seguire una visita a Palazzo Pitti per l’incontro organizzato dalla “Campaign for Whool” fondazione di Carlo per la promozione della lana, fibra sostenibile e biodegradabile. Infine un appuntamento con la Caritas chiesto espressamente dal principe. Una cena di gala a Palazzo Vecchio, nel corso della quale il principe riceverà il premio “Uomo del Rinascimento 2017”, chiuderà il movimentato soggiorno fiorentino dell’erede al trono.

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Brexit tour culturale, ecco la duchessa di Cornovaglia a Hercolanum

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Il principe di Galles a Vicenza

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Domenica 2 aprile la duchessa di Cornovaglia ha visitato la chiesa di St. Markt dove si trova una targa in memoria della celebre bisnonna, quella Alice Keppel che è stata l’ultima amante di re Edoardo VII. Alice trascorre gli ultimi anni della sua vita a Firenze dove muore solo due mesi dopo la nascita della proniopote che non riuscirà comunque a conoscere. L’ex amante del re, non solo tollerata ma anche apprezzata dalla regina Alexandra (che le permetterà di dare l’ultimo saluto al sovrano morente) è sepolta al cimitero degli Allori.

Camilla pare si sia interessata al destino della casa appartenuta alla bisnonna (la villa dell’Ombrellino), poi ereditata dalla figlia maggiore Violet Trefusis; la duchessa di Cornovaglia avrebbe espresso il desiderio di riacquistarla per “avere un buon motivo per tornare a Firenze”.

 

Un Brexit tour? Forse. A dire la verità non ci ho pensato subito. Mi spiego: la notizia che William e Kate andranno un paio di giorni a Parigi, e poi in estate in Germania e in Polonia, l’ho mentalmente registata ma nulla più. Poi arriva il comunicato ufficiale di Clarence House che annuncia il viaggio del principe di Galles e della duchessa di Cornovaglia, un vero e proprio royal tour o meglio quasi un tour de force visto che l’erede al trono, scortato dalla paziente e sempre sorridente signora (astenersi commentatori acidi su Camilla, dodici anni dopo si può dire che fa bene il suo lavoro) visiterà Romania, Italia e Austria. Quattro nazioni in nove giorni, anzi cinque visto che nel giro è compresa la Santa Sede giustamente considerata uno Stato a parte. Gli inglesi sono precisi. E forse anche un po’ preoccupati per questa uscita dall’Unione Europea che si annuncia complicata, controversa e piena di incognite.

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Il tour in Europa della coppia reale che, come precisa Clarence House, è stato organizzato su richiesta del Governo inizierà in Romania il 29 marzo; il principe di Galles e la moglie (in realtà era solo) visiteranno Bucarest e dintorni per poi volare il 31 marzo alla volta dell’Italia dove resteranno fino al 5 aprile. Vienna infine è l’ultima tappa e nella capitale austriaca è prevista una sosta di due giorni.

Brexit tour, la tappa italiana

C’è chi lo ha chiamato Grand tour, ma io preferisco continuare a definirlo un vero e proprio Brexit tour. E sarà comunque un Brexit tour che resterà negli annali, perché durante il loro viaggio in Italia il principe di Galles e la duchessa di Cornovaglia visiteranno anche Amatrice, la città devastata dal terremoto dell’agosto scorso.

A Roma la coppia reale incontrerà per la prima volta Papa Francesco e per Carlo, molto attento alle tematiche ambientali sarà l’occasione di incontrare il Pontefice che ha scritto l’enciclica Laudato sì. Ma con Francesco, il principe del Galles parlerà probabilmente anche di dialogo interreligioso e forse anche di protezione dei cristiani, visto che il principe di recente ha fatto un appassionato appello ai cristiani perseguitati in Medio Oriente. La coppia reale si recherà quindi ad Amatrice, nei luoghi colpiti dal terremoto, per incontrare i cittadini, il personale della Protezione civile e anche i volontari impegnati da mesi nella ricostruzione.
Secondo tutti gli osservatori e commentatori britannici e non la tappa italiana sarà la parte più importante del tour e sarà l’occasione per rinsaldare i rapporti tra il Regno Unito e l’Italia in aree come la coesione sociale, la lotta al traffico di esseri umani, ma anche la cooperazione militare.

Il tour sarà molto ricco, quasi vorticoso, con una trentina di impegni che rifletteranno i temi cari alla coppia, dall’agricoltura alla sostenibilità. Il principe e la duchessa saranno a Firenze per celebrare, insieme al British Council, il centenario del British Institute e in quell’occasione visiteranno il mercato di Sant’Antonio, un mercato rionale dove i fiorentini trovano cibo a ‘km zero’ e verdure biologiche, andranno all’Opificio delle Pietre Dure, per ammirare le tecniche di conservazione dei beni culturali e anche l’abilità italiana nel recupero di manufatti molto complessi. L’erede al trono e la moglie avranno modo di gustare alcune eccellenze culinarie regionali Slow Food – il principe conosce bene il ‘patron’, Carlo Petrini – e parteciperanno a un evento che richiama la campagna della Fondazione del principe Campaign for Wool, che promuove le caratteristiche uniche, naturali, biodegradabili e rinnovabili della lana. Infine è in programma una cena a Palazzo Vecchio ospitata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, durante la quale il principe di Galles riceverà il premio ‘Uomo del Rinascimento 2017’.

Nel corso del suo Brexit tour, il principe farà tappa anche nella provincia di Vicenza, con una serie di impegni, per rendere omaggio alle vittime della prima guerra mondiale e celebrare il centenario del dispiegamento delle truppe britanniche sul fronte austriaco. In contemporanea la duchessa andrà a Napoli dove visiterà La Gloriette, la villa napoletana sequestrata alla mafia e utilizzata per promuovere progetti mirati al supporto ai giovani per la socializzazione e la maggiore integrazione nella comunità. La moglie di Carlo visiterà anche Ercolano, per ammirare le collaborazioni internazionali ma anche le abilità italiane nel portare a nuova vita il sito archeologico.

Brexit tour per William e Kate

I duchi di Cambridge faranno invece solo una breve scappata nella Ville lumière; William e Kate saranno a Parigi il 17 e il 18 marzo, su richiesta del Foreign and Commonwealth Office per “promuovere l’immagine della Gran Bretagna”. Nei due giorni della visita sono in programma diversi appuntamenti fra cui incontri con giovani di vari settori e una cena di gala offerta dall’Ambasciatore inglese in Francia. Inoltre William assisterà al match di rubgy Galles-Francia del torneo delle Sei Nazioni.

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Primo giorno del Brexit tour parigino di William e Kate: i duchi di Cambridge arrivano alla cena di gala organizzata dall’ambasciatore inglese.

Altre foto del breve viaggio dei duchi di Cambridge qui –> http://www.dailymail.co.uk/wires/pa/article-4324940/In-pictures-William-Kate-visit-Paris.html

Speriamo che questo Brexit tour reale porti qualcosa di buono perché devo finalmente ammettere di essere un po’ preoccupata per l’evoluzione della faccenda. Comunque ironia del destino proprio ora che ho iniziato a scoprire le gioie della campagna inglese questi qua rimettono su la dogana. Forse sarà un po’ come andare in Svizzera che ti controllano la carta d’identità ma d’altronde a Stansted, punto di arrivo di tutti i miei viaggi in UK (almeno fino al giorno in cui riuscirò a prendere il mitico TGV Paris-London per l’emozionante viaggio nell’Eurotunnel) i documenti li devi esibire senza se e senza ma anche se sei nella fila “cittadini dell’Unione Europea” e devi anche togliere cappello e occhiali da sole.

Un punto dolente potrebbe essere invece spedire o acquistare qualcosa in UK e per me che sono una fedele cliente del fantastico sito Boden (perché si sto quasi senpre a casa dietro al pc ma sono una donna, non sono una santa e ogni tanto anche io cado nel demone dello shopping, popi vabbè quei bellissimi pantaloni color carta da zucchero non li ho ancora messi) e di molti fidati rivenditori di potteries, questa potrebbe essere una tragedia di enormi dimensioni. Anzi una vera catastrofe. Nei giorni scorsi condividevo l’angoscia con la mia amica di blog Donna Bianca e abbiamo pianto calde lacrime anche se ancora abbiamo qualche vaga speranza…

post in aggiornamento con foto e notizie sulle varie tappe in Italia del principe di Galles.

 

 

 

 

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75 Commenti

  1. luka ha detto:

    Considerata la complessa e lunga storia coloniale inglese anche in questa Brexit gli inglesi tenteranno di ottenere il maggior vantaggio possibile dando il meno possibile: sguinzagliando i royal forse sperano di dare all’Europa un’aspirina antidolore????….mah….forse si dovrebbe iniziare a boicottare i prodotti UK, compresa “the firm” tanto cara alla Queen! 😉

  2. Dinora ha detto:

    Il settembre scorso io e mio marito eravamo a Bamberg per il 125• anniversario del club tedesco del San Bernardo dove mio marito ha giudicato. Fra i giudici internazionali c’era una cara amica inglese accompagnato dal marito. In una delle cene non ufficiali eravamo vicini e chiedemmo a loro della Brexit. Bene, lei aveva votato contro il marito a favorevole. Chiesi il perché a lui. Risposta, noi inglesi abbiamo sempre fatto da soli e non vogliamo la sudditanza in Europa della Germania che sta prendendo possesso dal punto di vista economico. La moglie difendeva invece è giustamente il libero scambio la possibilità di dire la loro in Europa come partner. Insomma, mi disse alla fine, il primo ministro ha sbagliato perché una certa prete di popolazione non capisce i vantaggi e vede solo gli svantaggi.
    Ho visto che la Camera dei Lords sta dando un po’ di filo da torcere al primo ministro sulla Brexit!!
    Lo sappiamo andare e stare per alcuni giorni in U K è costoso. Non oso pensare a dopo. Nostri amici erano a Londra recentemente e volevano andare a visitare La Torre di Londra. Gli hanno chiesto 40 sterline a persona!!!
    Mentre come sappiamo tutti il British è là Tate sono gratis, e sono penso gli unici in Europa gli altri monumenti sono inavvicinabili.
    Comunque il governo ha fatto benissimo a sguinzagliare per l’Europa le due coppie anche se potevano far fare qualcosa in più a William e Kate. Invece di sottoporre ad una maratona i due coniugi “anziani”!

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Egoisticamente sono piuttosto preoccupata infatti per le conseguenze da turista 🙁
      Comunque se non erro la torre di Londra sta sui 18 poud a testa che è tanto ma non 40, dai si saranno sbagliati. Vale la pena per i gioielli per il resto no, c’è sempre un bordello infernale di gente scalmanata. A Londra sono gratis anche la National Gallery, la National Portrait Gallery e la Wallace Collection e anche il Victoria and Albert (tranne le mostre tematiche) e il vicino Museo di Scienze Naturali.

  3. Ale ha detto:

    interessante non avevo associato i viaggi dei Windsor in europa alle trattative per la brexit, bella riflessione. in fondo gli inglesi si sono sempre sentiti bene nel loro isolamento, o per lo meno si sono sempre (storicamente) sentiti estranei alle politiche del continente. hanno sempre tenuto un piede fuori dalla UE, niente euro, niente shengen, anche l’integrazione degli ordinamenti era impossibile (loro con la common law e noi con i codici di derivazione napoleonica), per non parlare dei problemi che l’unione creava al commonwealth … diciamo che in UK faceva comodo il mercato unico 😉
    @marina secondo me puoi stai serena, cambierà poco o nulla. perderanno influenza in europa, fondi europeii, istituzioni comunitarie, ecc. ma i turisti saranno sempre i benvenuti, e per quanto riguarda il commercio e l’e-commerce il regno unito farà sicuramente degli accordi commerciali coi singoli paesi o con l’intera unione, non sarà come il mercato unico ma cambierà poco. in campo economico conviene sempre il pragmatismo, conviene a tutti favorire gli scambi commerciali.
    penso che, come dici tu, sarà un po’ come andare in svizzera. paese con il quale abbiamo rapporti commerciali e accordi per evitare dogane o richieste di passaporto.

  4. Luthien ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con @Ale.
    Sono sempre stata convinta che se si fosse svolto un referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’unione, quale si è configurata negli ultimi quindici anni, , il risultato sarebbe stato favorevole all’uscita almeno in Inghilterra e Galles. Londra fa parte a sé, non è Inghilterra, ma una città mondo
    La Gran Bretagna è ,indubbiamente, Europa, da un punto di vista storico e culturale; la regina Vittoria , ne è poi la ” bisnonna” e ben fanno Il principe di Galles e la moglie a visitare la Romania ( tanti sono i cittadino romeni trasferiti nel Regno Unito), l’Italia , per quanto malmessa, sempre una delle mete preferite degli inglesi. (ah il gran tour) e Vienna,la capitale della mitteleuropa, ma anche qualcosa di diverso: una storia proiettata oltre gli oceani, un ex impero un peculiare ordinamento giuridico, la porta dell’anglo sfera.
    Personalmente vedo a rischio, nel medio periodo , per l’ esito del referendum e , penso, dopo la scomparsa dell’amata Elisabetta ( il più tardi possibile), la tenuta unitaria della Gran Bretagna,
    La Scozia ha votato in massa per il remain, e storicamente ha sempre avuto strettissimi legami con il continente, specialmente con la Francia, anche in funzione antinglese e per quanto riguarda l’Irlanda del nord , potrebbe riunirsi al resto dell’Irlanda.
    Luthien

  5. luka ha detto:

    Un modo o nell’altro sarà un incontro-scontro tra tre dame: la regina, il primo ministro May e la premier scozzese Sturgeon! io ho la mia favorita ma non dico chi, altrimenti in molti potrebbero iniziare ad odiarmi…. 🙂
    ….chissà Maria Stuarda cosa penserebbe di tutto cio’….

    • laura ha detto:

      MI pare di ricordare che Luka aveva anche “proposto” come monarca per una Scozia indipendente la principessa Sofia di Baviera moglie di Alois di Liechtenstein. Sofia e’ infatti erede dello zio Franz attuale “pretendente” giacobita. Ovviamente nessuno di loro pretende alcunché, pero’ il referendum in Scozia pare verra’ rifatto e certamente la Scozia uscira’ da UK in quanto era rimasta soprattutto perche’ gli scozzesi vogliono rimanere in Europa. Ci sara’ quindi un trono da riempire in Scozia nel prossimo futuro 🙂

      https://en.wikipedia.org/wiki/Sophie,_Hereditary_Princess_of_Liechtenstein

      • luka ha detto:

        @Laura
        In effetti avevo nominato Sofia come erede giacobita ma per non far venire il crepacuore alla regina Elisabetta ipotizzavo Harry come re di Scozia sposato a Maria Carolina del Liechtenstein (unica figlia femmina di Alois e Sofia).
        Se Elisabetta non ci pensa proprio ad abdicare o a nominare Carlo reggente figuriamoci come reagirebbe ad possibile scissione del Regno Unito!

      • Ale ha detto:

        è così certo che si terrà un nuovo referendum?? personalmente non sono così favorevole alla disgregazione del regno unito, ma credo che nel caso diventino indipendenti e decidano di mantenere la monarchia gli scozzesi probabilmente chiederebbero a un discendente di Elisabetta di fare il nuovo sovrano. non so … sinceramente mi auguro che non avvenga

        • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          mi viene da piangere a pensare alla disgregazione del Regno Unito…

        • laura ha detto:

          Non sara’ solo la Scozia gli analisti prevedono che andranno via anche Irlanda del nord e forse Galles: non vorrei apparire tragica ma guardate che la brexit e’ stata davvero una catastrofe le cui conseguenze si vedranno tra qualche anno. Inoltre se davvero in Uk si verificheranno questi eventi potrebbe esserci l’avvio di processi simili in Spagna e magari in altre nazioni apparentemente unitarie. Ricordatevi della Jugoslavia e della Cecoslovacchia.

          • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

            si un vero casino, tanto lavoro e tanto sangue per metterle insieme e poi ciao. L’unica che regge è la Germania che è uno stato federale.
            Finiremo così anche noi? Io non voglio tornare sotto allo Stato della Chiesa 🙁

            • Antonella.A ha detto:

              Se le premesse per il futuro sono queste,parlare di Europa unita è semplicemente una follia.Sarebbe ora di mettere il bavaglio a chi propugna idee disastrose.Chi è che ha voluto la Brexit ?non ha capito di aver innescato un tale processo di disgregazione.Secondo me,e non per apparire catastrofica,ma dopo la regina il mitico Regno Unito non esisterà più.

              • Pellegrina ha detto:

                Scusate ma mi sembra proprio che ci si stia lasciando andare a un panico che i dati oggettivi non consentono di giustificare, se non altro perché non permette di valutare la situazione con la calma che richiederebbe.

                Per quel poco che vale, la Spagna, ad esempio, dove Sturgeon voleva andare tra poco, ha già fatto sapere di non volere la disgregazione del regno.
                La cosa più verosimile è che gli Scozzesi stiano trattando perché, dato che profittano di aiuti UE in quanto zona depressa – e sarebbe interessante capire PERCHE’ l’economia scozzese vada così male se la UE garantisce il paradiso in terra ai suoi cittadini – non vogliono perderli con l’euroexit. I contributi peraltro sono erogati sì dall’UE ma finanziati dall’UK che al bilancio Ue contribuisce come tutti gli stati membri (come ricorda King nel’intervista che linkavo sopra).

                Probabilmente quel che gli Scozzesi vogliono ottenere pestando un po’ i piedi è che una volta che la Brexit sarà compiuta essi gli vengano garantiti lo stesso dal governo centrale britannico.

                Un questione politica più che nazionalista, insomma, o che comunque potrebbe trovare un ragionevole sbocco politico.

                Facciamo un bel respiro e stiamo a vedere.

            • fiordistella ha detto:

              Boh…in fondo… 🙂

  6. Dora ha detto:

    oh, mamma, in effetti in scozia potrebbe andare al trono il duca d’alba! cayetana, perchè non sei vissuta un altro pò???

  7. Pellegrina ha detto:

    Per scongiurare le inquietudini in merito alla dogana si può leggere questa intervista all’ex governatore della banca nazionale britannica che spiega come non convenga a nessuno; l UE è esportatore in UK, mentre la svalutazione spontanea della sterlina secondo il reale valore di mercato di quella valuta avvenuta dopo il referendum protegge ormai UK da un eccesso di importazioni che manderebbe in crisi la bilancia dei pagamenti e restituisce così al mercato suo equilibrio.

  8. Luthien ha detto:

    @Luka, hai dimenticato la quarta dama, Michelle ‘O Brien, la leader dello sinn fein, vincitrice delle elezioni in Irlanda del nord, anche se , per poco, il primo partito è rimasto l’unionista.
    Sturgeon ed ‘O Brien sono state definite dalla stampa le tigri celtiche!
    Veramente un quartetto di donne toste.
    Viviamo tempi interessanti!
    Luthien

  9. Michele ha detto:

    Spero vivamente ci non ci sia nessuna divisone!

  10. Luthien ha detto:

    Errata corrige: la leader dello sinn fein è sì Michelle , ma ‘o Neil.
    Perdono, non volevo scatenare il panico, ma esprimere una valutazione.
    @Ale, il referebdum è ststo proposto, nonè statas fissata alcuna data e non è detto che si tenga. Londra si opporrrà , anche perché se ne è svolto uno recentemente, anche se le condizioni erano diverse. S

  11. Luthien ha detto:

    Scusate è partito il commento prima che avessi finito.!
    Siamo alle schermaglie iniziali. Scozia ed Irlanda del nord cercheranno di condizionare il procedimento che porterà all’uscita del Regno Unito dall’Unione.
    La disgregazione del Regno unito, allo, stato dei fatti, è possibile, non ancora probabile, non è questione di oggi, forse di domani.
    Certo, il referendum ha mostrato che su un punto non secondario, le quattro nazioni che compongono la Gran Bretagna hanno volontà divergenti e questo conta. Da questo punto di vista, ha rappresentato un acceleratore di processi già in atto.
    Nessuno sa quali saranno le condizioni dell’Europa nel prossimo futuro, d’altra parte non si può negare ai popoli di dire la loro su decisioni che riguardano la loto vita: non è così indifferente che una sempre maggiore quantità di norme siano state approvate a Bruxelles ed applicate uniformemente sulla base di procedure, schemi e mentalità profondamente diversi dalla commun law.
    l A regina, penso, rimane un simbolo fortissimo di coesione e di unione e , poi, l’amatissima queen Mum non era
    scozzese?
    Scusate gli errori ortografici e di battitura del precedente commento.
    Luthien

  12. amg ha detto:

    E William ha già capito che dopo la brexit e dopo la caduta del London Bridge se ne andrà anche il Regno Unito e quindi comincia a divertirsi “da solo” già da ora !!!

  13. laura ha detto:

    Insomma povera Europa : io non so voi ma sono cresciuta con questo mito dell’Europa. Quando ero alle medie (inizi anni Settanta per la precisione) il tema di italiano era quasi sempre su quanto e’ giusto e bello avere una Europa unita. Quindi questi politicanti che addossano sempre e solo la colpa a Bruxelles (come se noi non fossimo Europa) stanno facendo, e temo faranno, danni enormi perché diffondono disinformazione e fanno crescere la delusione e il sospetto verso “gli altri”.
    Per tornare a the queen io ricordo che al tempo del referendum scozzese lei ovviamente non poteva esporsi direttamente ma fece capire in molti modi che alla Scozia ci teneva tanto (essendo anche meta’ scozzese oltretutto). Il discorso che fece dopo la diffusione dei risultati faceva vedere che era molto rassicurata del mantenimento della UK integra. Purtroppo Carlo con tutti i suoi innegabili meriti non ha lo stesso “peso” nei cuori dei britannici e nemmeno dei popoli del Commonwealth.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      anche io come te ricordo da bambina l’Europa come un mito, la Cee, il Mec, ti ricordi quelle sigle? sarà poi che io mi sento molto europea, per studi, per cultura. non ho per esempio alcuna passione/interesse per l’Estremo Oriente e anche degli Usa mi interessano soprattutto gli aspetti che li rendono vicini all’Europa, quindi si è un po’ dolorosa questa situazione anche se a dire il vero temo che uno degli errori più grossi sia stato quello di far entrare stati non ancora pronti, tipo la Romania.

      • laura ha detto:

        Eppure sono stati proprio il peso e il prestigio degli ex re Michele e Simeone a fare entrare in Europa i paesi dell’est. E’ anche vero che tra europa occidentale e europa orientale c’e’ ancora una notevole differenza. Chissà’ cosa direbbe oggi, con tutti questi attacchi contro l’Europa Unita, Otto di Asburgo.

  14. Margherita ha detto:

    Carlo visiterà il cimitero inglese nel piccolo paese vicinissimo a dove lavoro.
    Come vorrei avere un invIto , ma non sono così potente.
    Mi metterò lungo il tragitto se sarà compatibile con i miei orari.

  15. Nunzia ha detto:

    Quasi quasi un giretto s Posillipo fino alla Gloriette lo faccio anche se non ho capito di preciso dove si trova; si sa qualcosa di più preciso della permanenza a Napoli della coppia? Qualche media locale ha parlato dell’intero weekend con shopping da Marinella

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      da quello che ho letto, ma il programma è abbastanza fumoso, dovrebbero separarsi, lui in provincia di Vicenza dove va a visitare un cimitero di guerra inglese, lei a Napoli dove va a vedere questa villa e poi giro in centro con sosta da Marinella. Non credo proprio che staranno tutto il week end perché se non erro il sabato sono a Firenze per la cena di gala. Ma potrei sbagliare perché, ripeto, non ci sono itinerari precisi anche per via delle misure di sicurezza.

  16. sabrina-anna ha detto:

    Ma quest’anno San Patrizio è passato sotto silenzio?
    Chi è andata alla parata ?
    Cosa c’è di vero nella notte brava di William con la modella?
    Di solito si parla di crisi del settimo anno ma qui non siamo ancora al sesto…
    Kate non mi sembra disponibile a sorridere e sopportare …e i capelli (pochi) superstiti di William mi sembrano in grave pericolo…

  17. Dora ha detto:

    guardo di segnarmi le date fiorentine. toscani, mi appello a voi: chi sarà con me???

  18. Marilena L. ha detto:

    Scusate il ritardo con cui commento ma…ho auto tanto da fare a scuola….sfatiamo il mito che i docenti non fanno nulla! Comunque anch’io come voi sono cresciuta con il mito dell’Europa unita e ricordo l’entusiasmo per le prime elezioni europee nel 1979.
    Come Marina non ho grande interesse per l’Estremo Oriente e degli USA preferisco “il lato “europeo.
    Molti ora percepiscono l’Europa come un peso ma non è così. L’Unione Europea ha portato anche tanti vantaggi: dalla tanto “disprezzata” moneta comune ai soggiorni Erasmus che consentono ai nostri giovani di frequentare un anno all’estero e di conoscere realtà diverse dalla nostra.
    Io mi sento Italiana ma anche europea… e ne sono orgogliosa.

  19. Pellegrina ha detto:

    Allora, come ben spiega il primo ministro Theresa May in un’interessante articolo su Le Figaro riportato dall’ambasciatore inglese in questo tweet https://twitter.com/EdLlewellynFCO/status/832505933376974849 che ricorda come la Francia sola esporta in UK 50 mld l’anno… e appena 12 milioni di turisti britannici vanno in Francia… roba che ci si lascia alle spalle con scioltezza, mentre l’eurozona è in crisi da un decennio… e la cooperazione universitaria sarà mantenuta. May prosegue: UK ha votato per “recuperare la propria democrazia parlamentare” e lasciare la UE, cioè un insieme di istituzioni che data al massimo da circa mezzo secolo, ma non l’Europa, il che sarebbe geologicamente impossibile e storicamente e culturalmente arduo.
    No man is an Iland, intire of itselfe; every man
    is a peece of the Continent, a part of the maine;
    if a Clod bee washed away by the Sea, Europe
    is the lesse, as well as if a Promontorie were, as
    well as if a Manor of thy friends or of thine
    owne were;

    L’Europa infatti è molto di più della UE, sia perché vi sono gradi diversi di adesione alla stessa, sia perché vi sono paesi europeissimi che non ne hanno mai fatto parte, a cominciare dalla Svizzera che pure intrattiene con la UE saldi rapporti commerciali formalizzati da trattati (anche commerci a volte non proprio leciti, ma passons). Sia soprattutto perché ciò che fa l’Europa è anzitutto un insieme di paesi con la propria storia, cultura, lingue, arte, modello sociale (quest’ulitmo anzi, messo fortemente in pericolo proprio dal programma economico UE sia nel trattato di Roma che in quello di Maaastricht, che perseguono l’economia di mercato fortemente competitiva anziché il welfare caratteristico dell’Europa in cui siamo nati e di cui UK ha dato nel tempo molti esempi) che si sono intersecati e formati a vicenda durante migliaia di anni.
    Figuriamoci se basta un cambiamento in un’istituzione relativamente recente a demolire l’Europa e i legami che la attraversano.

    Last but not least, la UE non è creazione europea, bensì voluta e quasi imposta dagli USA, come i documenti degli archivi USA recentemente studiati dagli storici dimostrano, e come analizzato nella biografia di Jean Monnet scritta da Eric Roussel che mette in luce gli stretti legami del personaggio così come di Robert Schumann, i fondatori del progetto UE, con gli USA.

    La cosa era assolutamente pacifica negli anni ’40, in Italia e in Europa. Lo affermava in Parlamento un deputato italiano già nel 1949 citando il segretario di Stato USA Summer Wells: ” Un’ombra di unione europea quale quella che si progetta attualmente [nel 1949] ha delle chances di essere di qualche utilità pratica per gli USA? Esiste una ragione valida perchénon si dica a quei paesi che ricevono aiuti [Marshall] e che riceveranno armi [NATO] che uno dei principali risultati ricercati dal popolo americano, in cambio dei sacrifici che esso consente per l’Europa occidentale, è una federazione REALE dei paesi dell’Europa occidentale?” ecc.
    Qui il resto del discorso negli atti parlamentari il brano citato è a p. 10295 col dx, seduta del 13 luglio 1949.

    Oggi tutta questa memoria storica viene chissà perché gravemente distorta a livello di informazione di massa. Ma se a qualcuno piace la UE continuerà piacergli ugualmente, quindi perché non essere chiari?

  20. amg ha detto:

    Sono provinciale ma sapere che nella mia Puglia andrà anche Carlo e Camilla un po’ mi emoziona. Anche Trump sembra.
    Buona Domenica

    • luka ha detto:

      L’idea che Trump venga in Italia “emoziona” anche me…..forse non e’ proprio emozione ma al momento mi sfuggono termini educati!

      Oramai dopo l’assenza UK alle celebrazioni di trattati di Roma e l’avvio ufficiale del 29 marzo alla Brexit il tour reale avrà esclusivo motivo economico per “l’azienda Windsor” : in attesa del voto francese rincuoriamoci con gli esiti delle votazioni più o meno recenti in Aistria, Paesi Bassine Bulgaria.

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