Cento anni fa la morte dell’imperatore Francesco Giuseppe

imperatore_francesco_giuseppeEsattamentre cento anni fa, il 21 novembre 1916, l’imperatore Francesco Giuseppe muore per le complicazioni di una infiammazione bronchiale degenerata in polmonite. Negli ultimi giorni la febbre sempre molto alta lo ha parecchio indebolito, ma sempre ligio al dovere l’imperatore rimane ore e ore alla sua scrivania anche durante tutta la giornata del 21 novembre. All’erede Carlo, che lo va a trovare con la moglie, dice che spera di ristabilirsi preso perché non ha tempo per i malanni. Alle sette di sera, sfinito dalla febbre, acconsente ad andare a letto ma chiede di essere svegliato alle tre e mezza del mattino per poter finire il lavoro arretrato. L’imperatore Francesco Giuseppe muore nel sonno poco dopo le nove.

Katharina Schratt, la donna che per anni era stata accanto al Kaiser come amica, confidente e forse anche amante (con la benedizione della stessa imperatrice Elisabetta) è in attesa in anticamera perché alla Hofburg il protocollo di corte non ammette deroghe né sentimenti, ma quando il nuovo imperatore esce dalla camera del defunto e nota la donna in lacrime si comporta da quel gran signore che è e sarà per sempre: Carlo si inchina, offre il suo braccio a Katharina e l’accompagna a rendere l’ultima visita all’imperatore Francesco Giuseppe.

La Prima guerra mondiale sta devastando l’Europa, ma il vecchio Kaiser non vedrà la fine della doppia monarchia. Salito al trono appena diciottenne nel 1848, l’imperatore Francesco Giuseppe è un uomo di un’altra epoca, il paladino della sovranità per grazia di Dio e della autocrazia. Il suo regno sarà uno dei più difficili e complicati nella storia della dinastia e la sua vita privata è segnata da una sequenza di morti tragiche, quelle del figlio, della moglie, del fratello e dell’erede in seconda Francesco Ferdinando, assassinato a Sarajevo nel 1914.

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Il funerale dell’imperatore Francesco Giuseppe, dietro al feretro il nuovo sovrano con la moglie e il loro figlio maggiore Otto

L’imperatore Francesco Giuseppe lascia il trono a Carlo

All’imperatore Francesco Giuseppe succede il pronipote Carlo (il cui nonno Carlo Ludovico era uno dei fratelli minori del Kaiser), un giovane uomo intelligente, colto, riflessivo, animato da una grande fede in Dio che nei due brevi anni di regno darà prova di coraggio, tolleranza, stoicismo e grande bontà d’animo. Il nuovo imperatore è sposato da cinque anni con Zita di Borbone Parma, una donna intelligente e forte, ma il rigore e il grande senso morale di questa coppia si scontrano con il dramma di una guerra mondiale e di un impero in disfacimento, stremato economicamente e socialmente.

Della morte di Francesco Giuseppe e della salita al trono di Carlo ho parlato nella puntata che Tg 5 La Storia (curata dal giornalista Roberto Olla) ha dedicato all’anniversario.

http://www.video.mediaset.it/video/tg5/storia/la-caduta-dei-grandi-imperi-d-europa_665433.html

I post sugli ultimi Asburgo:

http://www.altezzareale.com/2014/06/27/personaggi-reali/personaggi-reali-di-ieri/28-giugno-1914-francesco-ferdinando-la-moglie-sophia-vengono-uccisi-sarajevo/

http://www.altezzareale.com/2014/03/02/donne-reali/zita-lultima-imperatrice/

http://www.altezzareale.com/2011/10/21/donne-reali/nozze-reali-carlo-e-zita-dasburgo/

http://www.altezzareale.com/2010/08/09/donne-reali/altezza-reale-rewind-le-pestifere-suocere-reali/

http://www.altezzareale.com/2011/07/04/personaggi-reali/personaggi-reali-di-ieri/e-morto-otto-dasburgo-il-figlio-dellultimo-imperatore-daustria/

http://www.altezzareale.com/2011/07/16/personaggi-reali/personaggi-reali-di-ieri/otto-dasburgo-1912-2011-un-europeo-prima-di-tutto/

L’Austria ha dedicato al centenario della morte dell’imperatore Francesco Giuseppe una serie di eventi e mostre, l’elenco qui

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32 Commenti

  1. elettra/cristina palliola ha detto:

    Seppure di imperatori ce ne sono stati molti e ,oggi, ancora uno è sul trono, per me, l’unico vero grande IMPERATORE, è lui, Francesco Giuseppe. Cresciuta con la foto sua e della sua lunatica moglie Elisabetta, sulla toilette di mia nonna, l’ho visto da sempre, da due angolazioni diverse, che da piccola, mi hanno creato non poca confusione.
    FG cresce sereno, adulato , vezzeggiato da una madre che si dibatte in un matrimonio infelice che punta tutto sul figlio…sa che il marito ha carenze sia di salute che di carattere e non potrà mai essere imperatore e lo convince a rinunciare a favore di quel bel ragazzo, dagli occhi azzurri e trasparenti, dalla bella ed elegante figura. Gli procura i migliori precettori, consigliata da quel factototum del Metternich, che gli ripeterà come un ritornello” lo Stato va servito da un esercito di soldati in piedi, , un esercito di funzionari seduti, un esercito di preti inginocchiati e un esercito di spie striscianti”… questo il principio che FG non dimenticherà mai Da imperatore veste sempre la divisa, perchè in abiti borghesi sembra solo quello che in fondo è: un ragazzo di 18 anni e la divisa non è solo l’abito esterno, ma anche la sua anima, il suo sostegno…no l’abbandonerà mai ed è ancora oggi, per me la divisa più bella ed elegante con il rosso e il bianco
    Oltre all’inglese e al francese FG parla tutte le lingue del suo impero, italiano compreso.
    Ama molto sua madre ma con l’arrivo di Sissi a Vienna si trova spesse volte a doversi dividere, tra essere figlio e marito..in fondo nulla di grave. cose di sempre, cose di molti, ma chi gli dà davvero tanti grattacapi è proprio la moglie decisamente immatura e impreparata al ruolo , anche se lui, resta innamorato di lei, sempre, fino alla fine dei suoi giorni nonostante la prematura inaspettata morte di lei.
    il suo rapporto con Sissi è dapprima molto sereno, ma si rannuvola subito con l’arrivo dei figli La piccola Sofia , primogenita muore per un capriccio e un’impuntatura della mamma nel volerla portare in un viaggio troppo gravoso per la piccina. Inoltre Elisabetta non vuole crescere, non vuole maturare non vuole fare la moglie , la madre, l’imperatrice e neppure l’amica di suo marito, sfugge da ogni responsabilità , anzi proprio fugge via anche per mesi e lo lascia solo, Lascia anche i figli che sono venuti in seguito, Gisella e Rodolfo
    Allevato nel rigore e nell’obbedienza, che peraltro non gli sono mai pesati,nell’imparare ad obbedire per fare in modo che gli altri ti obbediscano vorrebbe che anche il figlio, cresca con lo stesso metodo, ma il giovane ha ereditato il carattere fragile della madre e questo conflitto arriverà ai tragici fatti di Mayerling
    Dei tre figli che sono seguiti a Sofia,solo M.Valeria sarà spesso vicino al padre e la Schratt, “l’amica”che pure la figlia conosce e mal sopporta, però sa che è una buona compagna , che lo fa ridere, lo diverte e forse ne raccoglie anche le confidenze e lo conforta nei momenti dove i ricordi si fanno pesanti, probabilmente accompagnati anche da sensi di colpa
    Katerina è una donna semplice, una donna del popolo, sopratutto una donna solida che all’inizio si avvicina all’imperatore con l’idea di poterne ricavare qualcosa, non certo per amore, ma che con il tempo si affeziona davvero a quest’uomo solo, non solo fisicamente. La prima a capire che che questa donna può essere una buona compagnia per FG è proprio lei, la Sissi, che spesso, nelle sue passeggiate kilometriche, fa visita all’attrice, trascinandosi appresso la giovane e innocente M.Valeria,. E’ lei che ne facilita gli incontri per sentirsi anche più libera di partire è lei, si dice che gliela mette nel letto…sarà vero? FG è cresciuto nella religione cattolica, è difensore della fede, è uomo troppo rigoroso e severo con se stesso, per poter pensare di avere un amante.
    I suoi unici svaghi sono la caccia, i sigari e la buona birra bavarese, ma tutto con morigeratezza, i suoi pasti sono frugali e spesso mangiati sullo stesso scrittoio dove lavora senza concedersi il riposo, neppure per consumare il pasto….tutto sempre in completa solitudine …lui è il primo servitore dell’Impero e come si è visto lavorerà fino a poche ore prima della sua morte che, per ironia del destino, arriva anche lei, mentre è da solo, nel suo letto, ma determinato a farsi svegliare prima ancora dell’alba per poter lavorare
    .
    .

  2. elettra/cristina palliola ha detto:

    Sembra che FG avesse capito che la fine stava per giungere e che per questo volesse ultimare il lavoro che aveva sullo scrittoio e aveva chiesto di essere svegliato prima del solito che erano le 4,e mezza, tutti i giorni. Sfinito dalla febbre e dalla tosse aveva chiesto del medico e del sacerdote prima di andare a letto. Il sacerdote le portò l’Eucarestia e sembrò molto risollevato, ma dopo la visita il medico capì che la polmonite era sopraggiunta ben presto e informò l’erede al trono Carlo , che, a sua volta, informò le due figlie, Gisella e M.Valeria, ma al momento del trapasso nella camera con lui, che si era assopito,non c’era nessuno

  3. annarita ha detto:

    L’imperatrice Zita, il giorno dei funerali di Francesco Giuseppe, cambiò il protocollo perchè volle seguire a piedi e non in carrozza, insieme al marito e al figlio Otto di 4 anni, il feretro del vecchio imperatore. Volle far capire ai viennesi che erano una famiglia unita anche nel dolore.

  4. luka ha detto:

    Un imperatore muore dopo sessantott’anni di regno portandosi dietro un impero in frantumi: non e’ un giudizio – ci mancherebbe altro – su Francesco Giuseppe ma un dato di fatto.
    Sia un giudizio positivo che negativo sull imeratore non può prescindere dalla inadeguatezza di un uomo che ha fatto il suo tempo, nato sulle ceneri dell’impero napoleonico e vissuto nel secolo del fermento di innovazioni tecniche, culturali e sociali.
    Purtroppo un passo indietro a quel tempo non era possibile ma apparentemente nemmeno un “fidato consigliere” era immaginabile perché ciò che si distoglieva dalle tradizioni era semplicemente sovversivo (e il figlio Rodolfo ne ha pagato le conseguenze e forse anche il nipote Francesco Ferdinando).
    I grandi uomini che hanno fatto al Storia e che nella Storia hanno fluttuato spesso hanno avuto un destino comune, ovvero essere arrivati al termine della loro vita in un mondo inadatto, distante e a volte ostile.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      su Fb ho introdotto il post scrivendo questo:
      Per noi italiani Francesco Giuseppe è il nemico contro il quale si combattono le guerre risorgimentali e poi l’antagonista della Prima guerra mondiale e spesso se ne parla solo attraverso luoghi comuni o per via della moglie la fin troppo nota imperatrice Elisabetta. Invece il Kaiser Franz Joseph la figura di quest’uomo ancorato al passato, ma rigoroso servitore dello Stato andrebbe approfondita senza cadere nei cliché più banali.
      Aggiungo che Franz Herre che ha scritto una bella biogragia su FG osserva che le due ipoteche della sua vita sono state il trono a cui è arrivato troppo giovane e sul quale è rimasto troppo a lungo e la moglie sbagliata.
      Sono molto d’accordo.

      • Ale ha detto:

        concordo in pieno

        • Pellegrina ha detto:

          Quanto meno la moglie l’ha sbagliata lui. Il meno che si possa dire è che lei non se l’è andato a cercare.
          Se poi ha tentato di avere una vita che non le fosse insopportabile, be’, era suo sacrosanto diritto. Oggi c’è il divorzio, allora una separazione di fatto. Quanto meschina e fuori dal tempo e pure dalla carità cristiana che asserivano di difendere fosse quella gente lo dice il modo indegno con cui trattarono la moglie di Francesco Ferdinando, in vita e persino in morte – e che morte!
          No, non erano adeguati al momento storico in cui vissero, saranno pure stati stakanovisti, ma rincorrevano un tempo ormai inesistente senza saper governare il nuovo. Grave responsabilità per un monarca su un trono che pure aveva saputo dare prove diverse.

  5. laura ha detto:

    Capisco che è il protocollo ma vedere queste donne velatissime in volto e di nero vestite mi mette una certa angoscia. Lo stesso velo nero e vestito lungo nero lo indossarono anche Ingrid e le figlie per il funerale di Frederick di Danimarca ed eravamo già agli inizi degli anni Settanta. Per il funerale di Otto le donne erano di nero vestite ma con il volto scoperto.

  6. http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    mi accorgo solo ora che i link agli altri post non funzionano, provvedo subito.

  7. Ale ha detto:

    pur essendo un grande appassionato dei savoia e un sostenitore della causa italiana devo dire che sono sempre rimasto affascinato da francesco Giuseppe e dal suo regno, provo grande rispetto per quest’uomo pur però vedendo in lui numerosi limiti. visitando vienna poi non si può rimanere impassibili al fascino asburgico, che probabilmente oggi vendono più come prodotto turistico che come storia patria condivisa.
    ho sempre provato ammirazione per la dedizione al lavoro e al servizio dello stato che aveva francesco Giuseppe, si definiva il primo funzionario dell’impero. e si anch’io come @elettra se penso la parola imperatore penso a lui e con lei e altri sul blog sono d’accordo sul falso mito di sissi, che fu pessima moglie, pessima madre e pessima imperatrice.
    tuttavia pur subendo il fascino della figura di questo imperatore e di quello che era l’impero con la sua brillante capitale nei primi anni del ‘900, imputo al sovrano diverse colpe, probabilmente non interamente sue. tutte poi cause del ridimensionamento dell’impero e della sua caduta.
    va considerato che il suo regno non iniziò in un periodo tranquillo e che ereditò uno stato territoriale di concezione settecentesca, struttura che col ’48 era del tutto superata.
    personalmente non penso fosse cattivo o che volesse essere un tiranno, semplicemente per educazione gli avevano insegnato a governare in un certo modo e così fece per tutta la vita, ma era un modo da antico regime. lo giudico come un buon sovrano ma un pessimo governante, sarebbe stato forse considerato un grandissimo imperatore se fosse stato un sovrano parlamentare. ma di fatto concesse una costituzione solo 1861 e nonostante tutto si considerava un monarca assoluto, questo forse fu il suo più grande limite, che condizionò sia la politica interna che quella esterna.
    da un punto di vista economico non seguì una politica particolarmente brillante e da un punto di vista militare collezionava solo sconfitte, a partire dalla seconda guerra d’indipendenza italiana in avanti. e poi nel ’67 fece il grosso sbaglio di creare la duplice monarchia che dava un po’ di autogoverno agli ungheresi (fazione bellicosa) ma penalizzava tutte le altre popolazioni slave dell’impero.
    quando voleva sapeva essere pragmatico perché comunque a livello personale coi tedeschi e con i savoia andava d’accordo, forse per via delle molte parentele, e sicuramente non è da dimenticare il tentativo di sanare i rapporti con l’italia alla vecchia maniera già nel 1866 dopo aver perso il veneto, e cioè con un matrimonio tra una Asburgo e il futuro Umberto I (tentativo fallito per l’improvvisa orrenda morte della giovane), a cui sono seguite visite di stato molto cordiali e l’alleanza tra i due paesi.
    però proprio il caso italiano avrebbe dovuto insegnargli che i popoli, soprattutto dove la borghesia era attiva e prolifica, non potevano più essere oppressi con la forza e che la monarchia assoluta era superata da tempo. questo suo grave limite aumentò le tensioni e i nazionalismi interni dell’impero che poi furono la causa della sua disgregazione (vedendo quello che è successo dopo un vero peccato). questo suo essere così intransigente lo portò anche a ignorare e a non comprendere i suoi stessi eredi che politicamente erano più vicini al mondo reale. il progetto migliore per l’impero, quello federale che forse l’avrebbe fatto sopravvivere, era quello che aveva in mente francesco ferdinando e che lo stesso carlo I favorevole non poté attuare per via della sconfitta nella prima guerra mondiale. ma francesco Giuseppe fu sempre contrario e anzi mal vedeva il nipote per queste sue idee.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_della_Grande_Austria
    ancora oggi le zone che nel 1914 erano sotto gli Asburgo risentono economicamente e politicamente delle scelte effettuate da francesco Giuseppe e del crollo dell’impero, per tutto il ‘900 sono state instabili e politicamente insignificanti patendo l’oppressione nazista e poi comunista.
    al momento in austria per quanto sembrino molto rispettati gli Asburgo non credo che abbiano reali possibilità di tornare sul trono. anche se visitando vienna si ha l’impressione che ci sia una certa nostalgia per la grandezza dei tempi passati.

  8. Michele ha detto:

    Bellissimo post !! Affascinato da sempre da quest uomo dalla sua famiglia e da sua moglie subendone aime’ il falso mito cosa che poi crescendo e documentandomi ho imparato non essere così ! Si va a Vienna e non si può fare a meno di essere catapultati nel mondo di quest uomo ,un monarca severo ,probabilmente non e’ riuscito a comprendere che i tempi stavano cambiando rapidamente e che il suo modo di rappresentare la monarchia non aveva più motivo di esistere troppi anni erano passati!! Cmq sia per me resta un uno dei più grandi

  9. Manuela ha detto:

    Visto che si parla di FG mi permetto di suggerire un libro…”Quell’inno chiamato Serbidiola” di Flavia Scotti de Garcia. Uno spaccato reale e molto vero di cosa voleva dire vivere sotto gli Asburgo….e senza far arrabbiare nessuno, credo sia uno dei motivi per cui a Trieste in tanti rimpiangono “l’Austria”.
    Grazie per il bellissimo sito.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      grazie per la segnalazione e grazie per i complimenti al sito.
      io vivo nell’ex Stato pontificio e qua nessuno rimpiange però mi rendo conto che nel nord e nel nord est in particolare la situazione è diversa… e nonostante tutto guardando alle vicende della nostra disunita e confusa Italia qualche volte anche a me viene questo pensiero.

    • elettra/cristina palliola ha detto:

      Trieste era il loro porto più attivo e la città era prospera libera e gioconda,piuttosto godereccia e tra osmize e caffè in 10 modi diversi, fino al 1915 ha vissuto nel benessere Città travagliatissima nel periodo post bellico e ancora più travagliata durante la seconda guerra mondiale…bisogna sentire i racconti di chi in quel periodo c’era per capire la grande delusione, tanto che, io che ci ho abitato sentito e visto, no ho capito mai, i realtà i motivi di tanto irredentismoCon la firma del trattato di Osimo che affidava definitivamente la zona A e il TLT- Territorio Libero di Trieste -all’Italia e la zonaB alla ex Jugoslavia, Trieste è diventata una città morta, lontana da tutti, dove tutto deve arrivare dal resto dell’Italia, con conseguente aumento dei prezzi e costo della vita. Per pochi anni ancora hanno funzionato a pieno ritmo i cantieri della città e di Monfalcone, ma con la decrescita del turismo navale di lusso, anche quelli hanno subito una grande crisi…ora non so più in che condizioni sia la città,….dagli amici rimasti mi sembra di capire che un poco si è ripresa, ma la nostalgia dell’Impero, c’era e c’è e tanta e a tutti i livelli sociali…e io tutto sommato li posso capire anche se comunque anche con l’Austria oggi, l’economia non sarebbe agli stessi livelli che era ai tempi dell’imperatore

  10. elettra/cristina palliola ha detto:

    Ecco la voce dell’Imperatore…è un documento abbastanza raro, visto che ha più di 100 anni

    https://www.youtube.com/watch?v=fcSoj-jzcvk

    a seguire la Serbidiola Serbi Dio l’A (ustriaco regno)

    https://www.youtube.com/watch?v=qNRDgNj5BqM

    Sotto il rapporto di Trieste e l’Austria

    https://www.youtube.com/watch?v=af8veZqZMV8

  11. lutien ha detto:

    @ Elettra, io non ho mai compreso fino in fondo l’irredentismo dei triestini ( il loro attaccamento alla lingua e cultura italiana, si) , LA Prosperità DI Trieste dipendeva, in larga misura, dall’essere il porto più importante dell’Impero. La città, staccata dal suo retroterra mitteleuropeo, era destinata a decadere, come una pianta cui venga meno il terreno.
    La valutazione sul lungo regno di Francesco Giuseppe è influenzata, oltre che dal momento simbolico della sua morte secondo me, da ciò che è successo dopo, ma la fine dell’Austria Ungheria non era scritta,
    L’impero doveva essere più coeso di quello che si pensa se ci vollero quattro anni di una guerra terribile e la fame, la carestie, le malattie per piegarlo
    Molto interessante la trasmissione su rai storia di lunedì 21, giorno dell’anniversario della sua morte con lo storico Francesco Perfetti, che fa giustizia di molti luoghi comuni e anche il libro di Clark, storico di Cambridge, i sonnambuli,
    L’ imperatore , è vero, aveva una formazione settecentesca, ed era un uomo dell’antico regime, ma ciò non impedì né l’edificazione delle splendide Vienna e Budapest che conosciamo , né che nella parte austriaca della duplice monarchia fosse approvato il suffragio Universale prima del Regno d’Italia ( 1907), fosse adottata una legislazione sociale, avanzata, fossero progressivamente riconosciuti i diritti ( principalmente linguistici) alle varie minoranze e che i tassi di alfabetizzazione fossero miglioro di quelli di Francia, Germania ,Italia e Russia.
    Per quanto riguarda le nazionalità dell’impero , diverse dalla tedesca e dall’ungherese, il vero problema era la parte ungherese, anche se nel 1914, le cose sembravano in miglioramento.
    Il compromesso del 1867, cui forse non fu estranea l’Imperatrice, è stato, a mio modo di vedere , post eventum , il più grave errore dell’imperatore perché squilibrò l rapporta tra le diverse nazionalità non tedesche .
    Da un punto di vista economico, la maggior parte degli storici ritiene che tra il 1887 d il 1913, per la monarchia nel suo complesso, abbia avuto luogo una rivoluzione industriale, e particolarmente brillanti appaiono le performances economiche nel decennio che precedette lo scoppio della guerra, caratterizzato da un’intensa crescita e aumento della ricchezza ( 4, 8% di tasso di sviluppo annuo) E’ possibile comparare questi risultati , con quelli dell’Unione sovietica, negli anni ’80. Nel secondo caso si può dire che il declino era scritto nei numeri.
    Secondo Perfettii, due sono le tesi che si confrontano , per quanto riguarda la fine dell’Austria Ungheria: la prima sostenuta da Leo Valiani, di dissoluzione, per i contrasti tra le varie nazionalità, la seconda , espressa da Francois Feito, in requiem per Un Impero defunto, di distruzione : le nazionalità , da sole, non avrebbero avuto la forza, di determinate la rottura dell’Impero, ma era necessario un intervento esterno
    , Nel 1916, la guerra, che non si poteva vincere sul campo di battaglia, divenne ideologica.

    Scusate la ” LENZUOLATA”
    Lutien

    • elettra/cristina palliola ha detto:

      Ti dirò che sono d’accordo con tutte e due le tesi che si intrecciano e l’una è supporto dell’altra: la guerra ha solo accelerato quello che oramai era nell’aria… tutti gli imperi hanno subito la stessa sorte, Con la guerra,quello germanico e quello ottomano. Del resto non si può tenere unito insieme chi non ci vuole stare; in tempi più recenti abbiamo visto anche la disgregazione della ex Yugoslavia che era come un condominio dove nessuno andava d’accordo con il vicino. L’unione si poteva avere solo con la forza, ma oggi non sono più questi tempi. In seguito anche la Gran Bretagna ad uno ad uno ha dato indipendenza agli stati africani e all’India e, ogni indipendenza è stata cruenta anche se non ai livelli di una guerra mondiale,…molti Paesi africani, le insurrezionu indiane e il Kossovo, ultimamente
      Che FG avesse para-occhi e para-orecchie è vero, e io sono arrivata alla conclusione, del tutto personale, che un sovrano che vive troppo a lungo è deleterio per il suo popolo: non lo fa progredire. Non voglio provocare la nostra amata Marina, e non volendo assolutamente la fine di ElisabettaII. ma sono convinta, che la Gran Bretagna di oggi, nonostante tutto, non sia , socialmente, al passo con i tempi e che resti ancorata a vecchie formule.che vedremo scomparire alla sua morte Anche se a Elisabetta dobbiamo riconoscere un cambiamento radicale, ultimamente
      Trieste e l’irredentismo….che dire? giuro che ho poche idee e ben confuse come diceva Charlie Brown. In realtà Trieste è un crogiuolo di razze, religioni , culture, tradizioni, e tutte si rispettano tra loro. Ci sono sinagoghe, chiese greco-ortodosse, chiese serbo- ortodosse, gastronomie di tutti i generi,….Città di porto e quindi con mentalità molto tollerante e liberale, ma alla fine la maggior parte delle persone si sente italiana, anche se l’Italia li ha molto delusi, e hanno dato un contributo di sangue e lacrime infinito e dolorosissimo. Ti dico solo che se vai a Trieste , se ti vuoi integrare, come ho dovuto fare io, che in quegli anni andavo a scuola, ed era vitale sentirsi parte di una comunità, devi imparare a parlare in dialetto ,il giuliano-veneto…tutti parlano in dialetto, perchè era l’unico modo di parlare l’amata lingua italiana, dato che , prima, la lingua ufficiale era il tedesco. Parlare in italiano era proibito, ma nessuno poteva dire nulla se ci si esprimeva in dialetto, e questa abitudine è rimasta ed è ancora vivissima. Se vai a scuola, il professore di lettere, in aula parlerà in italiano e così tutti gli altri, ma se fuori dalla classe ti deve dire qualcosa e ti ferma in corridoio durante la ricreazione, stai pur certa che ti si rivolgerà in dialetto e così medici, avvocati, tutti , nei negozi,nei bar, negli uffici, ovunque!
      Cosa avesse da guadagnare Trieste con lo stato italiano, non so,però c’è anche da dire che fino alla seconda guerra mondiale, il territorio alle sue spalle era notevole e ricco di porti, Istria e Dalmazia erano Italiane. L’isolamento della città è avvenuto solo dopo aver perso a guerra e perdendo la zona B. Come ho già detto, molti sono stati i ripensamenti e molti hanno ancora nel cuore l’imperatore, sebbene ,potendolo fare , cancellando un secolo di storia, oggi una Trieste austriaca, non sarebbe la stessa fulgida città di un secolo fa…però qualcosa si sta muovendo…proprio l’altro ieri, mi è arrivata notizia, supportata da foto, di una grande nave da crociera che ha preso il mare per il viaggio inaugurale ed è uscita dai cantieri cittadini. e questa è la forza di Trieste: cantieri e caffè, dove non esiste solo Illy, ma centinaia di torrefazioni, tante che girando per la città sei sempre accompagnato dal profumo del caffè

  12. Marilena L. ha detto:

    La figura di Francesco Giuseppe è ambivalente:il nemico delle guerre del Risorgimento ma anche l’ultimo imperatore, quello che riuscì, seppure con difficoltà,a tenere unito un impero multietnico in un periodo di crescenti rivolte nazionali. Non sono stata una fan dell’imperatrice Sissy ma , nelle mie due visite a Vienna, sono rimasta affascinata dal clima dell’Austria felix. E anche a Budapest ho avvertito la stessa aria,particolare ed un po’ magica.
    A Vienna ho visitato il museo della guerra e il film sui funerali imponenti e solenni dell’imperatore mi ha profondamente colpito: non era un uomo che veniva condotto al sepolcro ma un’epoca intera.
    Ugualmente mi ha colpito trovare nelle chiese viennesi le immagini con le preghiere per la santificazione dell’ultimo imperatore Carlo (attualmente beato ), una figura un po’ trascurata che meriterebbe ulteriori studi e miglior fortuna.

  13. luka ha detto:

    Ho appena terminato di leggere ” La cripta dei cappuccini” di Joseph Roth, un lucido e amorevole addio a “quello che e’ stato e che non sarà piu'”.
    Scritto nel 1938 narra la consapevolezza della fine di un epoca e di un mondo che iniziata con la morte di Francesco Giuseppe (amplificata dalla Grande Guerra) termina definitivamente con l’ascesa del nazismo.
    L’unica consolazione e’ la cripta dei cappuccini che conserva il corpo dell’imperatore e della grande Austria.

  14. nicole ha detto:

    Splendido libro , letto e riletto . È vero , è la cronaca di un mondo che si dissolveva.
    Se non hai già letto ti consiglio di Zweig ” il mondo di ieri” ( credo che italiano il titolo sia questo , più o meno ) .

  15. Angela ha detto:

    Il mio kaiser preferito

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