Una giornata a Broadlands, meraviglia palladiana nell’Hampshire

Una giornata a Broadlands, meraviglia palladiana nell’Hampshire

Broadlands

A Broadlands tutto parla di Mountbatten anche se l’ultimo viceré non è stato l’unico proprietario e neanche il più celebre in assoluto. Eppure lui è davvero ovunque a partire dal cancello con il monogramma chiuso nel collare dell’Ordine della Giarrettiera.
La casa di campagna di Mountbatten a Romsey non è un castello romantico e neanche una reggia sontuosa; qui però nonostante siano passati ormai quasi 40 anni dal giorno della tragica morte per mano dell’Ira, lord Louis è ancora magicamente presente. Ogni angolo di Broadlands, il cui aspetto attuale si deve al grande architetto e paesaggista Capability Brown, parlano delle grandi passioni di lord Louis: il polo, la Royal Navy, la sua estesa, articolata e molto reale famiglia.

Un disegno di Capability Brown per Broadlands conservato nei Broadlands Archives depositati presso l’Università di Southampton

 

Nelle stanze private (la sala da pranzo, i salotti, il salottino per il tè, la biblioteca/sala per la tv) di questa elegante dimora palladiana affacciata sul fiume Test e circondata da prati all’inglese a perdita d’occhio, decine di ritratti e foto raccontano dei legami di lord Louis con quasi tutte le dinastie europee, ricordano che suo nipote è il duca di Edimburgo e le sue cugine le tragicamente famose OTMA – Olga, Tatiana, Maria e Anastasia – le quattro figlie dello zar Nicola II massacrate a Ekaterimburg. Il parco dal canto suo narra di visite e soste reali; moltissimi alberi infatti portano alla base una placca di metallo che ricorda quale personaggio reale ha provveduto di persona alla sua piantumazione: il re di Grecia, la regina di Svezia, il duca di Kent, il duca di Gloucester, i figli della regina, il principe di Hannover… Una sorta di particolarissimo libro degli ospiti a conferma di quanto l’earl Mountbatten of Burma fosse orgoglioso della propria ascendenza e quanto ci tenesse a conservarne la memoria anche per i posteri. In fondo, come fece egli stesso notare poco dopo le nozze del nipote Filippo con la giovane principessa Elisabetta, la casa reale inglese ormai è Mountbatten-Windsor e su questo non ci piove anche se la Queen Mum pare non fosse molto d’accordo.

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Broadlands è aperta al pubblico per un paio di mesi all’anno, quattro giorni alla settimana, e si può visitare solo con un tour guidato perché la dimora è pur sempre una casa privata, cioè la residenza di lady Brabourne, moglie di Norton Knatchbull figlio maggiore di lady Patricia Mountbatten. Noi abbiamo visto solo le stanze a piano terra in quanto il giro che comprende anche qualche ambiente al secondo piano era al completo da settimane e va prenotato con largo anticipo. A nulla sono servite mail imploranti nei giorni precedenti e le ripetute preghiere sul posto facendo notare che arrivavamo da molto lontano.

Incisione settecentesca. Broadlands Archives Università di Southampton

La biglietteria si trova nelle stalle, dove è conservata l’attrezzatura di Mountbatten per il polo, e pagati 10 pound a testa (solo in contanti, tenetelo a mente se pensate di fare un giro in zona) il gruppo formato da una decina di persone viene “parcheggiato” nell’antistante fienile a guardare la prima puntata di un famoso documentario (prodotto dal genero lord Brabourne) “The life and time of lord Mountbatten”. Il documentario è introvabile on line (ma ho scovato su ebay un libro scritto John Terraine che è una specie di sceneggiatura del documentario) ed è un vero peccato si vedono molto bene molti ambienti di Broadlands.

Louis Mountbatten, 1st Earl Mountbatten of Burma

Nell’interno della dimora non si possono fare foto e non ci sono libri, cataloghi o cartoline. Niente di niente. Quindi bisogna usare il vecchio metodo pre era digitale e anche pre era della fotografia: il racconto di chi ci è stato, cioè noi. Vi fidate? Spero di sì, ho cercato di riempirmi gli occhi di ricordi, contando solo sulla memoria anche perché quando ho tirato fuori il quaderno la gentile signora che ci ha fatto da guida mi ha guardata storto. [Nel frattempo ho trovato on line delle immagini dei saloni probabilmente estrapolate da un articolo del magazine Architectural Digest, risalgono a diversi anni fa ma la situazione è più o meno invariata]

Nella foto precedente lord Mountbatten dovrebbe essere seduto più o meno sotto a questo portico.

La dimora palladiana e l’immensa tenuta arrivano a lord Mountbatten attraverso la moglie Edwina Ashely, primogenita di lord Mount Temple che discende dalla moglie di lord Palmerston, il famoso Primo ministro della regina Vittoria, la cui famiglia rilevato la tenuta all’inizio del XVIII secolo. Il percorso che porta Broadlands da Palmerston ai Mountbatten non è proprio una linea retta però vale la pena di ricostruirlo perché molto interessante. Fate bene attenzione:
Broadlands appartiene ai Palmerston dal 1736 e il 3° visconte trascorre qui tutti i momenti liberi dagli impegni di governo; il politico, che è sempre stato un donnaiolo, sposa in tarda età la sua amante storica Emily Lamb (sorella di un altro ministro vittoriano, il famoso lord Melbourne) vedova del 5° conte Cowper e madre di cinque figli la cui paternità però è abbastanza incerta. Lord Palmerston muore, nel 1865 lasciando Broadlands e il castello di Classiebawn nella contea di Sligo in Irlanda, a uno dei figliastri: William Cowper-Temple futuro 1° barone di Mount-Temple. In realtà Cowper-Temple è quasi certamente un figlio naturale dello stesso Primo ministro, però non ha eredi diretti quindi fa testamento a favore di Evelyn Ashley, uno dei figli di sua sorella lady Emily Cowper (anche lei probabilmente figlia naturale di Palmerston) moglie di Anthony Ashley-Cooper 7° conte di Shaftesbury.
Come quasi tutti i membri della famiglia anche Evelyn Ashley entra in politica dopo essere stato per qualche anno segretario personale di lord Palmerston, suo nonno della “mano sinistra”. Ashley sposa in prime nozze Sybella Charlotte Farquhar che gli dà due figli, una femmina e un maschio, Wilfred. Colonnello dell’esercito britannico e politico conservatore (sarà, fra l’altro, Ministro dei Trasporti nel governo Baldwin) nel 1933 Wilfred Ashley ottiene di recuperare il peerage dello prozio diventando barone di Mount-Temple. Nel 1901 Wilfred aveva portato all’altare Maud Cassel, la ricchissima figlia di sir Ernest Cassel, finanziere e grande amico di re Edoardo VII il quale sarà il padrino della loro primogenita, Edwina, futura moglie di lord Louis.

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La sala da pranzo. Foto da Architectural Digest via Pinterest.

La storia di Broadlands però inizia molto prima dell’arrivo dei Palmerston: l’edificio originario e le terre circostanti appartengono all’abbazia di Romsey da un’epoca precedente persino alla conquista normanna; con l’abolizione dei monasteri voluta da Enrico VIII le terre entrano nelle disponibilità della Corona e, nel 1547, sir Francis Fleming acquista la tenuta dall’ammiraglio Seymour che a sua volta l’aveva ricevuta in dono dal nipote re Edoardo VI. Fleming lascia la proprietà alla nipote che ha sposato Edward St. Barbe dunque il maniero e le sue terre restano nelle mani dei St. Barbe per i successivi 117 anni. Sir John St Barbe (c. 1655-1723) apporta diverse modifiche alla residenza ma muore senza figli e i suoi beni passano al cugino Humphrey Sydenham di Combe il quale, trovandosi in difficoltà finanziarie, vende tutto a Henry Temple 1° visconte Palmerston che avvia le modifiche della vecchia dimora Tudor e degli immensi spazi verdi circostanti.

La sala azzurra con la collezione di vasi Wedgwood. Foto da Architectural Digest via Pinterest.

Risale a questo periodo la creazione, sul retro, del romantico prato leggermente inclinato verso il fiume, un “broad-lands” appunto. Nel 1767 il 2° lord Palmerston chiede a Lancelot “Capabilty” Brown, il più celebre architetto e paesaggista dell’epoca, di trasformare l’edificio in una struttura al passo con i gusti del tempo; la costruzione cinquecentesca, notevolmente ingrandita, sparisce così dietro sobri muri di mattoni bianchi. La purezza e il rigore dello stile palladiano che fa furore nell’Inghilterra dell’epoca hanno la meglio sul pesante stile Tudor. Henry Holland (genero e collaboratore di Brown) e William Kent completano la trasformazione e riequilibrano, con varie aggiunte e integrazioni, la pianta della dimora che diventa una grande splendida ed elegante a pianta quadradata con tetto a padiglione e abbaini e un portico con frontone nella facciata rivolta a ovest. Gli interni sono parte opera di Brown e parte di Holland ed è difficile capire dove finisce l’opera dell’uno e inizia quella dell’altro. Verso il 1788 il 2° lord Palmerston fa costruire una loggia che unisce le due ali della vecchia casa e conduce a un atrio ottagonale con un lucernario tipico dei lavori di Holland; da qui si entra nella sobria sala d’ingresso concepita come una galleria per le antichità romane collezionate dal padrone di casa sicuramente messa a punto da Brown ma perfezionata da Holland con l’aggiunta di colonne. Nella sala da pranzo in stile neoclassico, sempre opera di Holland, ci sono alcune opere famose, fra cui due van Dyck (Carlo I e la moglie Henrietta), il ritratto di lady Emily Lamb, la moglie di Palmerston ed Emma Hamilton di Lawrence.

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L’atrio con la collezione di antichità romane. Foto da Architectural Digest via Pinterest.

Broadlands il regno di Edwina

Broadlands è relativamente imponente e negli interni tutto è molto, molto familiare, quasi intimo oserei dire e per nulla sontuoso o ridondante nonostante il carattere di lord Louis. Però Broadlands in fondo era il regno di Edwina e anche dopo la sua morte improvvisa, nel 1960, gli ambienti sono rimasti sostanzialmente invariati. A Broadlands Edwina, che ha una madre sempre malata e un padre freddo e distante, trascorre parte dell’infanzia; solo qui, immersa nella natura che ama tanto, la ragazzina , si sente al sicuro e soprattutto molto felice. La futura viceregina passa ore e nei nei campi, in mezzo ai boschi, nel roseto, adora trascorrere ore a esplorare le stanze della casa. Insomma il legame con Broadlands è forte, questa è la SUA casa e tale resterà per sempre; l’amore per Broadlands Edwina lo trasmette anche al marito e insieme, in questa cittadina del sud, abbastanza vicina a Londra però decisamente lontana e soprattutto defilata dalle mete turistiche, i Mountbatten si creano un buen retiro perfetto che mettono a disposizione di amici e parenti. Dietro l’alto muro di cinta di Broadlands la futura regina Elisabetta II e il neo marito passano i primi giorni di luna di miele, come i Mountbatten 25 anni prima e come Carlo e Diana nel 1981. Il parco immenso e sereno con i suoi vasti prati percorsi dal fiume Test, le morbide colline e gli enormi alberi, è il luogo perfetto per chi vuole estraniarsi dal mondo o desidera evitare occhi indiscreti. Qui per molti anni lord Louis accoglie sovrani, uomini politici, artisti (uno fra tutti, il regista Noel Coward ma anche Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks jr, Shirley McLaine, Cary Grant), la sua amica carissima dame Barbara Cartland, i re di Grecia e di Svezia, il re di Spagna e soprattutto il pronipote Carlo. A Broadlands il principe di Galles si rifugia spesso e volentieri e per lui non c’è mai bisogno di un invito; all’epoca in cui presta servizio in Marina e si trova a Portsmouth l’erede al trono telefona e arriva per cena o per passare la notte insieme allo zio e ai cugini. Norton Knatchbull, l’attuale lord Brabourne, allora conosciuto con il titolo di lord Romsey, ha raccontato che quando invita per la prima volta a Broadlands per un week end la ragazza di cui è innamorato (e che poi sposerà) le dice “ci saranno mio nonno e il principe Carlo”, come se fosse la cosa più naturale e ovvia del mondo.
Lord Mountbatten, strenuo sostenitore delle “esperienze prematrimoniali”, mette la villa a disposizione del pronipote; qui Carlo porterà molte delle sue “fiamme” certo di essere al riparo da occhi indiscreti.

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La drawing room. Foto da Architectural Digest via Pinterest.

Tutto questo – a parte le “amichette” del principe di Galles – è ancora oggi molto presente in ogni angolo della dimora, c’è un insolito acquerello di Noel Coward, ci sono le foto autografate di re e regine, i ritratti di tutte la famiglia nel corso di un secolo, Mountbatten nelle varie fasi della sua vita sempre bellissimo con la divisa bianca della Royal Navy, una giovane Edwina dipinta da Laszlo, Victoria e Louis di Battemberg i genitori di lord Louis. Su una consolle nel grande salone azzurro spiccano le foto, inquadrate in argento, della regina e del principe Filippo giovani sposi a Broadlands e poi ormai anziani nel giorno del Diamond wedding festeggiato proprio qui. Ci sono le foto dei figli dei padroni di casa, Nicholas, che si chiama come lo zio morto nell’attentato dell’Ira, Alexandra la sposa del giugno scorso e la piccola Leonora scomparsa a soli cinque anni.
[La guida ci ha indicato il luogo dove Leonora riposa per sempre, così come chiesto dalla madre che in questo modo può vederla ogni giorno; il minuscolo mausoleo in effetti è ben visibile dal giardino ma non l’abbiamo fotografato perché avevamo la sensazione di violare l’intimità di una famiglia].

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Broadlands la casa dei Mountbatten

Gli ambienti sono vissuti quotidianamente da lady Brabourne e la sensazione è proprio quella di entrare in casa mentre la proprietaria si è allontanata solo per un attimo. Il tappeto del soggiorno è stato realizzato su disegno di David Hicks (designer e arredatore, marito di lady Pamela, secondogenita di Mountbatten, che negli anni ’80 ha curato alcuni lavori di restauro) e ilpouf centrale porta le tracce della presenza di molti amati cani; nella sala della tv tanti libri, tante fotografie in bianco e nero e in un angolo il manto di cavaliere dell’Ordine del Cardo. Nella saletta da pranzo informale tutta nei toni dell’azzurro, dalle pareti al pavimento, c’è una bella collezione di vasi jasperware di Wedgwood, più in là si trovano lo studio di Palmerston (con il ritratto di Henry Temple di Angelica Kaufmann) e il corridoio con i modellini delle navi comandate da Mountbatten nel corso della sua lunga carriera (anche il Kelly la cui storia viene raccontata nel film “Eroi de mare” e la guida ci tiene a far notare che la pellicola è stata prodotta da lord Brabourne, purtroppo nel 1942 il futuro genero era ancora un ragazzo). Vari disimpegni, fra cui quello dove sono conservate varie foto degli Assia e dei Battemberg (e no, cara guida, Andrea di Grecia non è mai stato re e neanche Enrico di Prussia…anche se erano figli di sovrani), portano alla scala che conduce al piano superiore ed è diventata una sorta di galleria di famiglia con i grandi ritratti della regina Vittoria, del principe Alberto e di altri membri della famiglia, tanto per avere sempre presente chi sono gli antenati.

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Il tour si conclude nel giardino da cui si accede al retro della villa che domina il declivio verso il fiume Test. Approfittando della splendida giornata – e del fatto che gli altri del gruppo, tutti inglesi e probabilmente assuefatti al fascino della loro campagna – noi ci siamo goduti in pace la vista sulla valle, abbiamo esplorato, per quel che si poteva, la riva del fiume e, con molta calma, abbiamo ripreso la strada verso il cancello d’ingresso.

Lady Diana mentre pianta il “suo” albero. Accanto a lei Norton Knatchbull, all’epoca lord Romsey, oggi lord Brabourne.

Ovviamente facendo sosta sotto a ogni albero per scoprire chi, come e quando lo avesse piantato. Tutti i biografi raccontano che Mountbatten tenesse in modo particolare a questo rito della piantumazione di un albero tanto da rimanerci male se qualche invitato di prestigio declinava l’invito.

La principessa Elisabetta e il duca di Edimburgo durante la loro luna di miele a Broadlands

La regina e il duca di Edimburgo a Broadlands per le nozze di diamante nel 2007

In questi giorni riguardo le foto e mi sembra impossibile essere stata lì, eppure ci sono arrivata e mi resta la sensazione bellissima di un avere avuto accesso ad un luogo incantato e straordinario. Mi sono sentita una privilegiata e ancora una volta devo ringraziare mio marito Stefano. Nei giorni successivi alla visita ho letto delle recensioni e la questione sollevata dai visitatori era soprattutto quella della mancanza di servizi tipo ristorante, caffetteria, bookshop, souvenir etc, etc… Credo che sia inutile commentare, Broadlands è perfetta così. E grazie a lady Brabourne che prosegue sulla strada indicata dal nonno Mountbatten.

Lord Mountbatten apre per la prima volta la sua casa al pubblico e il principe di Galles taglia il nastro.

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Informazione sulla visite e le aperture al pubblico di Broadlands nel sito www.broadlandsestates.co.uk/

La prima parte del mio viaggio a Romsey la trovate qua

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40 Commenti

  1. Alex ha detto:

    Interessantissimo! Una dimora sembrerebbe perfetta, massima eleganza e sobrietà, intimità ed imponenza.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      esatto, la sensazione è quella. tu che sei a Roma vedi se c’è un volo diretto per Southampton che da lì è davvero un tiro di schioppo anche con il treno 😀

  2. Dora ha detto:

    mio dio anche le guide inglesi sbagliano!!!
    bello e magico marina

  3. marinella ha detto:

    Post che aspettavo e che ha soddisfatto le aspettative. Ho avuto i brividi leggendo lo perché devi aver vissuto un’esperienza molto emozionante anche per gli infiniti ricordi che ci sono o che hai letto e che hai potuto finalmente vedere. L’idea di aprire al pubblico la propria abitazione ma comunque non cedere alle tentazioni del merchandising aumentano la mia stima per la famiglia Mountbatten. Ottimo lavoro, sei sempre brava e quindi questo viaggio te lo sei meritato appieno, spero che te lo sia goduto fino in fondo. A presto.

  4. valen ha detto:

    Marina chapeau!! Racconto bellissimo ed entusiasmante, facilitato forse dal personaggio in questione. Come sempre scrivi divinamente. Nn vediamo l’ora di leggere nuovamente un tuo libro.
    Una particolarità : ho visto la serie “the times and times of lord mountbatten” solo qualche mese fa online.e’ suddivisa in 12 puntate di circa un’ora l’una.e’ stata rimossa da internet? Se mai trovassi il link ancora attivo te lo invio… in molte puntate si vedevano bene gli interni di Broadlands e le stanze da te descritte.

  5. ziowalter1973 ha detto:

    Bellissimo racconto di questa casa così piena di storia familiare e reale. Volevo segnalare un’ imprecisione. C’ è una foto con Lord Mountbatten con il mantello e le insegne di qualche ordine. Nel racconto si parla dell’ ordine del cardo ma dando uno sguardo a wikipedia alle voci dell’ ordine del cardo e di lord Mountbatten tale onoreficenza non c’è. Mi è parso strano che ci fosse qualcuno oltre ai reali appartenente ai due massimi ordini britanici. 😉

  6. michele ha detto:

    Che bello !! Leggendo il post sembra quasi di essere li e vivere questa meravigliosa dimora!!

  7. luka ha detto:

    Scusami @Marina ma a questo post ti suggerirei di mettere un’avvertenza ai lettori…..leggere ad almeno mezzo metro dallo schermo del pc, smartphone & co per il serio rischio di essere investiti dal tuo ENTUSIASMO e EMOZIONI!

    Davvero emozionante leggere questa esperienza fatta da una appassionata e competente royal-blogger-travel….

    Non vorrei essere pettegolo ma chissa’ se primo ministro indiano Nerhu, molto intimo di lord Louis e lady Edwina, e’ stato mai ospite in questa dimora.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      mi fai sempre sorridere con in tuoi commenti perché dici cose molto carine. grazie. è vero si può essere travolti dalla mia ondata di entusiasmo e dal vivo anche peggio. ero felicissima.
      comunque si Nehru (molto intimo soprattutto di Edwina 😉 ) è stato ospite e l’elenco degli amici importanti è davvero lunghissimo. mi darei le bastonate sulla testa per non avere trascorso più tempo nel parco a cercare gli alberi con i nomi magari facendo foto o prendendo appunti.

  8. elettra/cristina palliola ha detto:

    Dio Mio, @Marina ci hai presi e trascinati dentro la casa di Lord Mountbatten! Ci hai trasmesso tutta la gioia e l’emozione , l’incanto di essere lì e quasi quasi , con l’aiuto delle foto mi è sembrato davvero di fare il tour insieme a te…e vedo che non sono la sola ad aver avuto questa sensazione! Mentre scrivo vado continuamente su e giù con il mouse, per riempirmi gli occhi dei panorami, campi e fiume, degli alberi e delle sale e salotti con le belle apparecchiature, con quei colori morbide quel servizio di Wedgwood e le belle foto di famiglia, che sempre troviamo sui mobili reali !
    Sapevo che Elisabetta e Filippo vi avevano trascorso i primi giorni del viaggio di nozze, ma non avevo capito che vi erano tornati per le nozze di diamante! è stato un bel gesto da parte dei discendenti nei confronti della coppia sovrana e che avrebbe fatto anche il nonno se fosse stato in vita, anche se bomba o non bomba, anagraficamente sarebbe stato impossibile! questo vuol dire che Luois ha saputo trasmettere qualcosa alle nuove generazioni ed è quello , ciò che deve restare di un antenato
    Trovo molto sciocco lamentarsi per via che sul posto non ci sia un punto ristoro…come non si capisce che questa è un’abitazione privata? e trovo disdicevole che le guide non sappiano per filo e per segno tutto ciò che riguarda la dimora e chi ci è passato anche solo per un giorno…ma forse si fidano del fatto che non tutti che vanno lì, con 10 pounds cash sia tanto ferrato come te..grazie Marina, per questo bel post e questa iniezione di entusiasmo…..ora guarderò co calma il link postato da @Valen…grazie ache a lei

  9. laura ha detto:

    Lord Mountbatten colpisce ancora ! Certo avere degli antenati così, dei parenti così ( una delle sorelle fu anche regina di Svezia), una storia così e una dimora così … insomma il massimo in tutto. Anche io penso che sia meglio lasciare che la visita si svolga senza fare foto e senza apparati di merchandising che banalizzerebbero tutto : consideriamo inoltre che è ancora una dimora abitata.
    Però dopo avere sentito di questi errori sto rivalutando la guida che abbiamo avuto a Colorno…

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      concordo su tutto. la guida mi ha lasciato basita, ma come le signore inglesi non sanno a menadito la genealogia di tutti i royal d’Europa?!?!? non è possibile. volevo tacere, non l’ho fatto… mio marito si sarebbe sotterrato. stavo comunque pensando che anche lui dovrebbe raccontarvi il suo punto di vista, provo a chiederglielo. 😉

  10. Ale ha detto:

    che posto magnifico!! bellissimo post @marina 😀 sei riuscita a trasmettere tutta la passione e la felicità che hai provato visitando questo piccolo angolo della campagna inglese!
    una delle cose più strepitose di questa dimora secondo me è che è ancora abitata, sono sempre più rare ed è un vero peccato. molto british anche l’idea di aprire la casa ai visitatori quando i padroni sono altrove 😉
    peccato che non si potesse fotografare all’interno, ha l’aria proprio di essere un luogo di cui si rimane rapiti.
    non sapevo che lord luis avesse questa tradizione degli alberi per gli ospiti illustri, molto green … sapendo com’era chissà che foresta ci sarà nel parco 😀
    la tenuta oggi è gestita e abitata da Penelope Eastwood. è di proprietà della del marito lord brabourne, come mai invece lord louis non l’ha lasciata alla figlia patricia che ha ereditato anche il titolo?
    ne avevamo già parlato sotto il post dedicato alle nozze di Alexandra Knatchbull… sicuri che la tenuta così legata anche all’abbazia, a cui sono correlati anche i titoli minori della famiglia (come quello dell’erede), non sia vincolata al titolo di conte mountbatten di burma?
    https://en.wikipedia.org/wiki/Earl_Mountbatten_of_Burma
    seconda domanda per chi ne sa più di me sulla nobiltà inglese. l’attuale erede aveva il titolo di cortesia di lord romsey (titolo legato ai mountbatten), poi è morto il padre e ha ereditato il titolo paterno di 8th barone Brabourne. quando verrà a mancare anche la madre che titolo porterà? ovviamente li avrà entrambi, ma per prestigio quale avrà la precedenza? immagino quello legato al titolo di conte, anche se più recente. quindi lord brabourne diventerà lord mountbatten of burma? lo so è una pignoleria 🙂

    • valen ha detto:

      secondo me diventerà Earl Mountabatten of Burma 3th perchè il titolo di conte prevale.. ma nn ne sono sicurissima! E il figlio Nicholas prenderà il titolo di lord Brabourne?

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      le norme inglesi sulla successione sono complicatissime non ho idea se ultimamente siano cambiate ma avete presente Orgoglio e Pregiudizio con le sorelle Bennet che non possono ereditare i beni del padre?
      ad ogni modo Broadlands apparteneva ad Edwina e su questo non ci piove, come il castello in Irlanda (e quello alla fine era meglio se non lo tenevano) anche se lei aveva una sorella minore Maud la quale non so cosa abbia ereditato ma la maggior parte del patrimonio sembra sia andata alla maggiore.
      lord Romsey – ora Brabourne – si è sposato due mesi dopo la morte del nonno quindi faccio due ipotesi:
      1 – Patricia nuova contessa Mountbatten di Birmania (il titolo comitale è proprio questo Mountbatten di Birmania) abitando già nella dimora familiare del marito lascia l’uso di Broadlands ai nuovi sposi;
      2 – lord Mountbatten lascia per testamento Broadlands al nipote.
      Lord Romsey – titolo legato al peerage di Mountbatten, ma ricordiamolo “di cortesia” – assume il titolo vero e proprio, cioè il vero peerage alla morte del padre di barone Brabourne, lord Brabourne. La madre ora dowager Brabourne quindi usa il suo personale contessa Mountbatten di Birmania e notiamo che è un fatto ecceziomale perché in Inghilterra i titoli non passano alle donne. Norton Knatchbull diventerà earl Mountbatten of Burma alla morte della madre e si credo userà questo titolo visto che è più alto di grado. Fra l’altro nei giornali all’epoca delle nozze di Alexandra c’erano dei commenti sul fatto che più la figlia che il figlio sarebbe idoea a ereditare titolo e responsabilità.

      • Dora ha detto:

        in realtà tutto dipende dalle regie patenti con cui viene creato il titolo.
        perchè non è l’unico titolo in glese trasmissibile per via femminile, anche il ducato fife lo è
        https://it.wikipedia.org/wiki/Duca_di_Fife

      • Ale ha detto:

        grazie dei pareri e delle info a @marina e a tutti.
        anch’io avevo pensato che il titolo potrebbe passare alla figlia e non al figlio (che comunque avrebbe quello di origine paterna), ma se non ho capito lettere patenti prevedono la successione femminile soloed esclusivamente per le due figlie di mounbatten, di cui la maggiore porta il titolo. dell’attuale contessa infatti solo i discendenti maschi posso ereditare il titolo, e lo stesso vale per la sorella. quindi alexandra sembra fuori dai giochi. dubito che divideranno il titolo dalla proprietà a cui è particolarmente legato, anche se non sono vincolati legalmente. può darsi che l’erede ora abbia messo la testa a posto, oppure credo sia più probabile che alla sorella daranno la gestione della tenuta ma non la nuda proprietà. può darsi invece che le diano anche la proprietà ma mi sembra improbabile, dubito fortemente anche un nuovo intervento della regina nelle regie patenti del titolo

        • Ale ha detto:

          oppure può anche essere che sia come dice @laura e in futuro lord mountbatten vivrà nelle proprietà legate al titolo di lord brabourne

  11. laura ha detto:

    Broadland non è “entailed” cioè non è legata al titolo ereditario. Infatti leggevo che dovrebbe andare alla figlia che si è sposata qualche mese fa e che da tempo la gestisce insieme alla madre mentre il fratello (erede in seconda del titolo) sarebbe poco affidabile. In un primo momento questo giovane doveva essere ad Eton una specie di mentore per William poi i due sono stati allontanati in quanto il giovane Knatchbull ha preso una pessima strada (droga e altro). Visto che alle nozze della sorella non potevano fare sparire questo imbarazzante erede in seconda , hanno fatto in modo che William non fosse presente alle nozze così da sottolineare che i due non sono in nessun modo amici. Insomma a causa dei problemi pesanti di droga e altro di questo giovane Knachbull si è interrotto il legame che univa da diverse generazioni non solo per parentela ma anche per amicizia di diverse generazioni i Mountbatten-Knachbull e i Windsor .

  12. Donna Bianca ha detto:

    Ricostruzione storica impeccabile, per tacere dell’intensità con cui hai trasmesso l’anima di questo luogo che, al di là di tutto ciò che rappresenta, a quanto sembra è prima di tutto una casa molto amata.
    Aggiungo di aver particolarmente apprezzato la tua delicatezza nei confronti della piccola Leonora e il rispetto per il luogo che accoglie il suo ultimo sonno. Come possa qualcuno, in un contesto del genere, preoccuparsi dell’assenza di caffetteria e souvenir, fatico davvero a capirlo.
    In ultimo: non sapevo dell’usanza della piantumazione, e l’ho trovata bellissima.

  13. annarita ha detto:

    @Marina sei unica nel raccontare ciò che hai visto. Mi piacerebbe sentire anche il parere del tuo simpatico marito.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      grazie! il mio simpatico marito mi sta dicendo proprio ora che essendo stato evocato più e più volte darà la sua versione dei fatti 😉
      comunque vi posso anticipare che a lui il Cromwell Arms è piaciuto assai tanto che appena arrivati e invididuata l’area pub molto gradevole abbiamo subito confermato la seconda notte. 😀

  14. Caterina ha detto:

    Buonasera a tutti, finalmente riesco a commentare, anche se qui c’è poco da dire, se non unirmi al coro dei complimenti fatti all’autrice del racconto: meraviglia. Posso solo aggiungere, che adoro la sala azzurra, e l’atrio con la collezione delle antichità Romane, ma che nulla sono al confronto del parco che circonda questo maniero. Anche io come donna Bianca, ho apprezzato la tua delicatezza, nel non fotografare l’ultima dimora della piccola Leonora, ma è un classico esempio di come sei. Marina, lo so hai scritto diversi post su Lord Mountbatten, ma hai mai pensato di scrivere un libro su di lui? Credo che sarebbe interessante pure per gli Inglesi leggere il punto di vista di una Storica Italiana su questo personaggio così affascinante. Anche io aspetto il commento del “gemello di Tazio Nuvolari”.

  15. Pellegrina ha detto:

    Che voglia di partire per visitare queste dimore inglesi, io conosco solo Blenheim che fa un po’ parvenu rispetto al discreto fascino di un antico purtroppo rifatto castello Tudor. Però è bellissimo ugualmente, il rapporto con la natura di questi luoghi è sempre sottilmente magico per chi viene dal sud.
    E comunque finalmente un bell’uomo! Ma bello proprio, e affascinante in più; magari un po’istrionico, viverci vicino non doveva essere facile. Elisabetta sempre squisitamente elegante (e innamorata) nelle due foto in b/n, la adoro nei suoi primi tempi. Avrebbe dovuto sposare Mountbatten anziché quella copia slavata del nipote, probabilmente molto meno intelligente e brillante. D. veramente bimba in quella foto, pare chiedersi dove sia capitata… Del resto M. sembra impregnato dello sforzo di avvicinarsi alla regalità, come unica pietra di paragone possibile per il suo evidente narcisisimo, fino ad entrare nella famiglia per vie di sangue. Gli riuscì con Elisabetta e in parte con Carlo, ma a livello personale, non matrimoniale. Una storia interessante, grazie anche per i link alle puntate.
    Giusto non tacere, se uno dice una sciocchezza che bisogno c’è di lasciarlo perseverare? soprattutto se si tratta di dati di fatto facilmente verificabili. Ma l’impressione è che nelle case private si tenti sempre di far rilucere anche quello che tutt’oro non è.

  16. nicole ha detto:

    Cara Marina, ieri ho messo due righe per complimentarmi , per viaggio , reportage e foto . Risultava in attesa di approvazione, controllo sempre dopo invio se sono dal cell ( sono una gironzolona da qualche tempo) . Ora non lo vedo più . Scusa, ma te lo dico per vedere se mai ci fosse qualche impiccio informatico. Ciao a tutti .. Vi leggo come posso .

  17. luka ha detto:

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/564x/2a/d2/ef/2ad2efe893196ad21676715e9fe79f45.jpg

    Queste ragazze sono le quattro principesse greche sorelle di Filippo al matrimonio di Louis e Edwina.

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