Mountbatten a Romsey, viaggio alla ricerca del mitico lord Louis

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Mountbatten a Romsey è ovunque e davanti al cancello di Broadlands, la sua casa immersa nel verde dello Hampshire, mi sono emozionata. Dopo molti anni, molti viaggi e molti royal tour. Non credevo sarebbe stato possibile, invece è accaduto. Forse perché, nonostante la passione per lord Louis, nata molti anni fa e costantemente alimentata da ricerche e continui approfondimenti, non pensavo proprio di arrivare nel sud dell’Inghilterra.

Scusate, ma Mountbatten chi? Ecco in realtà lord Louis Mountbatten, conte Mountbatten di Birmania, zio del principe Filippo, ultimo viceré dell’India, ucciso dall’Ira nel 1979, non è che protagonista abituale dei libri storia, specie di quelli italiani. Ma io lo trovo affascinante con le sue mille contraddizioni e dal giorno dell’attentato il 27 agosto del 1979 non ho smesso di studiare la storia della sua vita.

Il progetto di andare a cercare Mountbatten a Romsey è sempre stato molto presente nella mia mente ma si è concretizzato nel giugno scorso, in un momento difficilissimo arrivato dopo un anno altrettanto difficile (chi mi segue da un po’ sa che sto seguendo babbo e zio molto anziani e parecchio acciaccati). Guardando le foto delle nozze di Alexandra Knatchbull mi sono detta “devo andare, a qualsiasi costo, devo andare”. Ne ho parlato con mio marito, abbiamo studiato l’itinerario e visto che da un po’ volevamo scoprire la favolosa campagna inglese ci è sembrata davvero l’occasione perfetta. E l’Hampshire, contea defilata e poco turistica, è il luogo ideale per una full immersion nel country side.

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Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio. Abbiamo passato otto bellissimi giorni in Inghilterra (durante i quali ho anche capito un paio di cose che vi spiego alla fine) ma sono partita senza sbandierarlo sui social come si usa oggi. Per scaramanzia soprattutto, visto quanto accaduto da queste parti negli ultimi dodici mesi. Unici indizi (e chi è mio follower su Instagram lo sa) le tracce lasciate dalla mini Queen che mi ha seguita ovunque.
Un tour un po’ insolito il nostro, in parte lontano dagli abituali itinerari (all’ufficio turistico di Romsey ci hanno detto che l’ultimo italiano è passato tre anni fa, circa) e per questo ancora più affascinante e particolare. Il viaggio è stato lungo (ma non impossibile) e ve lo racconterò passo passo, sia perché in molti sui social mi hanno chiesto dettagli e foto, ma anche per darvi qualche idea in vista di una futura meravigliosa vacanza nel regno di Sua Maestà Elisabetta II. La zona obiettivamente è un tantino fuori mano, la guida a sinistra non aiuta (ma io ho sposato il fratello gemello di Tazio Nuvolari 😉 ), però si può fare e se l’Italia fosse meglio collegata con il sud dell’Inghilterra sarebbe anche più semplice.
Fra l’altro mentre nei Cotswolds ormai ci vanno tutti, in Cornovaglia anche, a Edimburgo pure e a Londra non ne parliamo (credo che nel mese di agosto a Oxford Street ci si trasferisca di botto metà della popolazione europea) nello Hampshire non c’è nessuno. A parte alcune migliaia di cordialissimi abitanti i quali hanno un solo difetto: parlano inglese con la patata nella bocca.
Nello Hampshire volendo si arriva in treno da Londra – direzione Southampton – e a Romsey c’è una stazione ferroviaria piuttosto ben servita, ma noi abbiamo preso un’auto. Tralasciando qualche parcheggio imbucato per errore (con pedaggio di 3 sterline per due minuti) e una deviazione imprevista perché non eravamo riusciti ad attivare il navigatore, il viaggio verso sud è stato tranquillo, però la domenica sera ci hanno accolto la pioggia e un clima decisamente autunnale. No problem, il delizioso e tranquillo Cromwell Arms – rinomato pub con camere a 500 metri da Broadlands – è stato una scelta non casuale e perfetta per la situazione. Camera molto confortevole, pub tradizionale con ottima birra e classica cena britannica servita entro le 20 (la domenica, il resto della settimana alle 21 eh lo so, è presto ma questi sono inglesi di campagna), il che è stato fantastico visto che avevamo saltato il pranzo. Ovviamente fish and chips a go go e un delizioso summer pudding ai frutti di bosco. La mattina dopo ci siamo goduti un ottimo english breakfast a base di prodotti biologici del posto perché Romsey è una cittadina agricola dove si svolge anche un famoso farmer market.

La sorpresa – ma neanche tanto, BBC Weather per tutta la vita – l’abbiamo avuta il giorno seguente: cielo azzurro e temperatura perfetta ci hanno regalato una di quelle splendide giornate inglesi che consentono di vivere in pieno il country side; Romsey è essenzialmente un tranquillo paese di campagna da cui partono bei sentieri fra i boschi (fra cui la famosa Test Way), mentre il fiume Test è molto frequentato dagli amanti della pesca con la mosca.
Il centro, letteralmente a due passi da Broadlands, potrebbe essere quello di St Mary Mead dove vive la Miss Marple di Agatha Christie: casette basse in mattoni rossi, giardini perfetti, un pub, qualche inevitabile supermercato, quattro negozi dell’usato gestiti da alcune charities (si ci ho fatto un giro, si mio marito ha alzato gli occhi al cielo e si ci ho trovato una mug commemorative delle nozze di Carlo e Diana a 1 pound) e una grande abbazia medievale. Prima tappa del mio lord Mountbatten tour.

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Mountbatten a Romsey

A Romsey lord Mountbatten vive per una quarantina di anni, ma ci arriva “da grande” visto che in realtà la tenuta di Broadlands non apparteneva alla sua di famiglia ma a quella della moglie. Edwina Ashley, il cui nonno materno è un ricchissimo banchiere di origine ebraica Ernest Cassel (amico fraterno del futuro Edoardo VII, padrino di Edwina da cui il nome), eredita Broadlands dal padre, il barone di Mount Temple. Lord Mount Temple muore nel 1939 ma durante la guerra i Mountbatten sono impegnati in tutt’altro (lui sarà, fra l’altro, comandante in capo delle operazioni nel sud-est asiatico e poi viceré dell’India, lei presidente della Saint John Ambulance Brigade) e la casa viene utilizzata come ospedale militare. Rientrati definitivamente in patria lord Louis e la moglie decidono che Broadlands sarà la loro residenza di campagna – sia mai che un inglese ben nato trascorra il week end a Londra – dove accogliere amici e parenti. In questa villa palladiana, immersa in una natura idillica e circondata da uno splendido parco protetto da un alto muro di cinta, la futura regina e il principe Filippo trascorrono, nel novembre del 1947, i primi giorni della loro luna di miele e qui torneranno per una foto ricordo in occasione delle nozze di diamante. Nel 1981, subito dopo il fastoso matrimonio, anche il principe di Galles porta lady Diana a Broadlands, ma il ricordo del recentemente scomparso Mountbatten, amatissimo prozio di Carlo non aiuta.

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Nel 1946 Patricia, la figlia maggiore dei Mountbatten, sposa nell’abbazia di Romsey Lord Brabourne e gli abitanti del piccolo villaggio si ritrovano circondati dalle teste coronate fra cui i sovrani e le principesse Elisabetta e Margaret che fungono da damigelle. Qui per la prima volta il principe Filippo, cugino della sposa, viene fotografato accanto a Elisabetta con la quale è già semi ufficialmente fidanzato.

Lord Louis, che non è tipo da passare inosservato, nel giro di qualche anno diventa un personaggio di spicco della comunità locale. Quello che presto sarà Primo Lord dell’Ammiragliato, viene creato High Steward of Romsey (titolo prestigioso anche se del tutto onorifico assegnato a una persona importante del luogo), partecipa alla vita sociale, fa dono alla municipalità di alcuni cimeli di guerra (fra cui un cannone giapponese), offre il terreno sul quale costruire una scuola che gli verrà poi intitolata e per molti anni prende parte all’annuale consegna dei premi agli studenti più meritevoli.
Romsey insomma diventa la sua città e qui l’ultimo viceré dell’India decide di restare per sempre. Dopo i solenni funerali a Westminster il conte Mountbatten di Birmania torna nello Hampshire per riposare nell’abbazia, sotto a una semplice lastra di marmo nero. La pietra funebre è collocata in modo perpendicolare rispetto all’altare della cappella di Saint Nicholas, cioè in direzione est-ovest mentre tutte le altre sono poste verso nord-sud; una posizione strana che si spiega con la volontà del defunto di essere eternamente rivolto verso quel mare che è stato una delle ragioni della sua vita, e dove, fra l’altro, è stata sepolta Edwina scomparsa diciannove anni prima di lui.

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La tombale è solo uno dei tre luoghi legati al ricordo di Mountbatten all’interno della chiesa: nel coro, vicino all’altare maggiore, i due banchi di destra sono decorati con i profili in bassorilievo di lord Louis e di Edwina, mentre il sedile alle spalle ricorda gli altri morti dell’attentato del 1979. Infine in fondo all’abbazia, sul lato della facciata cieca sono esposte due bandiere che Mountbatten regala alla comunità, si tratta dei suoi preziosi vessili personali come comandante in capo delle forze alleate nel sud-est asiatico e come viceré dell’India.

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L’abbazia era in origine un convento di monache benedettine fondato nel 907 dal re sassone Edoardo per la figlia santa Elfleda; l’edificio attuale risale al 1120 e sfugge alle devastazioni successive all’abolizione dei monasteri voluta da Enrico VIII, perché nel 1544 viene acquistato dai cittadini per 100 sterline. Tomba di Mountbatten a parte, l’abbazia che all’esterno ha un aspetto essenzialmente normanno, è ricca di particolari interessanti a partire dall’imponente ingresso laterale (quello che abbiamo visto nelle foto in occasione delle nozze di Alexandra Knatchbull) con i pilastri nervati e gli altissimi archi. All’interno i capitelli sono tutti figurati e le decorazioni degli archi hanno un aspetto molto fantasioso.

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Mountbatten a Romsey, ma non solo

Broadlands si può visitare solo per circa un mese all’anno fra agosto e settembre (le date variano e sono sempre esclusi il sabato e la domenica, quindi consiglio di verificare sempre nel sito) ma apre solo all’una, quindi abbiamo speso il resto della mattina in giro per la tranquilla Romsey in una full immersion nella vecchia Inghilterra fra giardini e tea rooms.
A due passi dall’abbazia, proprio dietro l’abside ci sono la King John’s House, una casa a graticcio del 1256 con annesso cottage Tudor e un bel giardino medievale, il The Moody Museum dedicato alla vita di una storica famiglia di commercianti del posto e una deliziosa sala da tè.

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Anche la famiglia Moody collezionava commemorative potteries

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Il giardino medievale della King John’s House

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Il Miss Moody’s Tea Rooms meritava sicuramente una sosta, ma noi la mattina avevamo preso uova alla Benedict e French Toast che abbiamo smaltito solo in prossimità della cena…

Poco lontano dal centro il War Memorial Park ricorda non solo il sacrificio degli uomini di Romsey nella Seconda guerra mondiale, ma anche i cavalli che hanno preso parte alla Prima guerra mondiale. La cittadina era infatti sede di un importante centro di allevamento e addestramento e da Southampton gli animali partivano alla volta della Francia.

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Il monumento agli uomini e ai cavalli della Prima guerra mondiale è stato realizzato da una artista locale e inaugurato dalla Princess Royal, la principessa Anna.

La città è da sempre famosa per l’allevamento dei cavalli e, dal 1835, accoglie una importante manifestazione dedicata al mondo equestre e alla vita in campagna: il Romsey Horse Show. Tutte le info nel sito –> http://romseyshow.co.uk

Passeggiando per le strade di Romsey siamo arrivati fino a Broadlands anche perché era l’ora della visita… ma questo ve lo racconto nel prossimo post.

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Broadlands www.broadlandsestates.co.uk
Romsey Abbey www.romseyabbey.org.uk
Cromwell Arms www.thecromwellarms.com
King John’s House and Heritage Center  www.kingjohnhouse.org.uk

Come, dove, quando e perché:

Il perché ve l’ho spiegato sopra, il quando ovviamente nella bella stagione (visto che Broadlands apre più o meno nel mese di agosto), dove Cromwell Arms senza dubbio ma ci sono altri pub, piccoli hotel e b&b. Sul come arrivare vi offro due opzioni, treno e auto. Noi abbiano noleggiato un’auto a Stansted pensando di fare una sosta a Winchester per visitare la famosa cattedrale che, oltre a essere uno degli edifici più grandi d’Europa, accoglie la tomba di Jane Austen. Poi per questioni di tempo non ci siamo fermati, sarà per la prossima volta.

A Romsey si arriva facilmente e, in un paio d’ore, anche in treno da Londra (stazione di Waterloo in direzione Southampton e da Southampton Airport Parkway con il SouthWest Train fino a Romsey).

Poco lontano da Winchester si trova anche la casa dove la Austen ha vissuto per molti anni e ha scritto i suoi romanzi più celebri. Nella zona si può visitare la dimora familiare di Florence Nightingale e il celebre sito di Stonehenge è di strada tornando verso Londra.

ps GRAZIE infinite a Stefano, mio marito, che ha accettato la mia proposta di visitare Broadlands. Ovviamente dopo aver guidato fino a quaggiù ci voleva una birretta…

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Nel corso di questa mio bellissimo viaggio in Inghilterra ho riflettuto un po’ su varie questioni legate al blog. In realtà è da inizio estate che ci penso e che ne parlo con amici addetti ai lavori. Il blog è nato nel gennaio del 2009, quindi dopo sette anni e mezzo posso dire di non essere una blogger dell’ultima ora. Lo scorso inverno ho fatto un paio di corsi per capirne di più di marketing e cose tecniche e affrontare in modo professionale la questione – croce e delizia – del Seo. Però mi scontro sempre con un muro di cemento armato chiamato “categoria”. Il blog non è classificabile in una categoria – non sono una food blogger, non sono una mommy blogger, non sono ovviamente né una fashion, né una lifestyle o una beauty blogger – e questo mi ha enormemente penalizzata. Nel senso che se non sei in una categoria non ti vedono ed è come se non esistessi (teoricamente perché poi sballo le classifiche con gli accessi mensili che molte abituati a tirarsela si sognano in un anno …), fra l’altro pare che nel mondo social di oggi sei quello che dici di essere non quello per cui (come alla mia epoca preistorica) hai studiato o quello che sei diventata dopo lunga e sudata esperienza. Poi un giorno mentre guardavo su Instagram le foto dell’anteprima stampa della mostra annuale a Buckingham Palace ho scoperto che in Uk i miei colleghi sono definiti “history blogger”. Semplice, rapido e chiarissimo anche per quelli che non masticano la lingua di Shakespeare.
Ho iniziato a usare l’hashtag e ha funzionato alla perfezione.
La seconda illuminazione ce l’ho avuta in viaggio mentre visitavo un luogo incantevole di cui vi parlerò in uno dei prossimi post: royal travel blogger ecco cosa sono mentre vado a caccia di storie reali. E mi è tornata in mentre una lettrice che mi ha scritto di essere stata in Turingia dopo avere letto il mio post.

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40 Commenti

  1. http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    Settembre è iniziato con la rivolta della tecnologia… Mi si è bloccato l’Ipad dentro al quale c’è il mio kindle che contiene una serie di libri vari che mi servivano per il seguito della storia di Broadlands. Ho avviato le complicate procedure di sblocco attraverso il centro assistenza Apple. Abbiate pazienza e pietà di me 🙁

  2. Pellegrina ha detto:

    Ogni volta che vedo l’Inghilterra vorrei partire. Che bel viaggio.
    E che consorte assolutamente simpatico!!! Ha un sorriso contagioso!

  3. EmanuelaCarolina ha detto:

    Buon pomeriggio a tutti gli utenti di Altezza Reale e in particolare alla Padrona di Casa, Marina! Sono tornata dalle ferie, ieri volevo collegarmi ma non ci riuscivo, anche perche’ per vari motivi non ho p.c. casalingo e uso 1 di quelli del luogo dove lavoro, in 1 liceo cittadino, pero’ quando sono stata in ferie, dal cellulare mi sono letta, 1 parte di alcuni post, tra cui tutti quelli sulla Svezia, sulla Norvegia, sul Lussemburgo, qualcosa sulla Gran Bretagna, quello sulla volpe di Vittorio Amedeo, sulle 3 parti di Mountbatten e adesso sto leggendo quello sul Re Felipe VI di Spagna! ah si anche i 25 anni di Astrid e Lorenzo del Belgio Asburgo Este e sui 75 anni di Paola Ruffo di Calabria del Belgio ho letto! Bellissimi e interessanti anche dal punto di vista di ognuno e molta Storia, che come ha detto qualcuno di voi, a scuola si studia in 2 pagine e non si approfondisce, per vari motivi, mancanza di tempo e vergogna del proprio passato storico nazionale, grazie anche a certi personaggi di ieri e di oggi! Che danno del passa la’! io ad interessarmi di vip titolati e altra nobilta’, vado a periodi, come tutti immagino! ora vi saluto, che mi sembra di essere stata troppo prolissa, anzi penso di aver scritto 1 lenzuolo, come dice qualcuno di voi! ma e’ bello scrivere quello che si pensa e rilassa al tempo stesso! Au revoir!

  4. EmanuelaCarolina ha detto:

    ah dimenticavo! bellissime foto e bellissimo resoconto!

  5. annarita ha detto:

    Quando mi sposai,ben 37 anni fa, andammo in viaggio di nozze in Inghilterra e Scozia, solo da un mese era avvenuto l’attentato in cui era morto lo zio di Filippo; per caso passammo dal luogo dove è sepolto ma non potemmo visitare la chiesa perchè dovevano terminare la tomba. La campagna inglese è bellissima, sembra di leggere i libri che hanno come protagonista Miss Marple

  6. laura ha detto:

    Mi scuso per l’argomento qui fuori luogo ma Il bellissimo documentario sui gioielli reali in due parti è apparso di nuovo su youtube. Si tratta della versione originale in danese ma le numerose interviste sono in inglese. Comunque si tratta di gioielli famosissimi e ben noti a chi ha seguito questo blog nel corso degli ultimi anni.

    https://www.youtube.com/watch?v=X0wRC_NIxjA

    https://www.youtube.com/watch?v=mee-KRVhPh4

  7. maria paola ha detto:

    che viaggio formidabile Marina! complimenti!!

  8. Marilena L. ha detto:

    Complimenti per il bellissimo reportage sul tuo viaggio sulle orme di Lord Mountbatten. Le splendide foto mi hanno quasi riconciliato con il regno Unito…paese che ho visitato diverse volte ma che non mi ha mai conquistato fino in fondo.
    Infine un bentornata a Marina !

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