Nozze reali di ieri: i conti di Parigi e tutte le loro figlie fra diademi e dispute dinastiche

Nozze reali di ieri: i conti di Parigi e tutte le loro figlie fra diademi e dispute dinastiche

Nei giorni scorsi si è svolta a Parigi una grande asta durante la quale sono stati dispersi i ricordi e i cimeli degli Orléans, ramo dei Borbone (che discende da Luigi XIII attraverso il secondogenito Philippe duca di Orléans) salito al trono nel 1830 con Luigi Filippo. Nel corso dei secoli, grazie a una serie di cospicue eredità, gli Orléans erano riusciti a mettere insieme una enorme fortuna fortemente ridotta nella seconda metà del Novecento dall’ultimo personaggio di spicco del casato. La successione di Henri d’Orléans conte di Parigi, scomparso nel 1999, aveva dato luogo a polemiche e dissidi fra gli eredi (nove figli e due nipoti) e il punto finale è stato messo con questa vendita. Quadri, mobili, oggetti d’arte, libri, manoscritti, erano stati donati dal conte di Parigi alla fondazione Saint Louis proprio con lo scopo di preservare le memorie storiche della famiglia, ma alcuni “vizi di forma” in questa cessione hanno fatto si che la giustizia francese riconoscesse i diritti degli eredi i quali non potendosi dividere equamente i beni hanno deciso di metterli in vendita.
Una scelta che ha scatenato moltissime polemiche anche perché fra i lotti dell’asta c’erano oggetti di grande valore e interesse sui quali però all’ultimo minuto lo Stato francese ha messo un veto all’esportazione. Come sempre nei casi in cui dietro a un’opera dì’arte c’è anche la storia di un personaggio o di una famiglia l’operazione, orchestrata da Sotheby’s (il cui direttore per la Francia è uno dei nipoti del conte di Parigi), ha dato ottimi risultati; le valutazioni sono state tutte superate quasi del doppio e gli eredi di divideranno diversi milioni di euro. Lo Stato francese ha messo in salvo solo un prezioso libro di conti del castello di Amboise risalente all’epoca di Carlo VIII, il ritratto di Luigi XIII di Philippe de Champagne e il ritratto della duchessa di Orléans di Madame Vigée Le Brun.

Orleans

Nozze reali di ieri: i conti di Parigi e tutte le loro figlie

Il conte di Parigi e la moglie Isabelle di Orléans-Braganza, hanno dominato per quasi più di mezzo secolo la scena mondano-aristocratica francese e benché poco conosciuti in Italia sono in qualche modo legati anche al nostro paese poiché non solo una delle loro figlie sposa Amedeo duca d’Aosta (e chi ha letto “Cifra Reale” sa che non sono stati suoceri di tutto riposo) ma loro stessi celebrano a Palermo, l’8 aprile 1931, il loro fastoso matrimonio.

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Perché mai quello che all’epoca è il “delfino di Francia” si sposa così lontano dalla sua terra natale? Semplice, dal 1884 tutti i “pretendenti al trono”, cioè i discendenti degli ex sovrani francesi (Borbone dei due rami e Bonaparte) sono costretti all’esilio. In più Henri è un giovanotto che si è fatto notare, si interessa di politica e cerca disperatamente un posto al sole e possibilmente un ruolo. L’evento, che come tutti i matrimoni reali ha un notevole peso dinastico, rischia di non essere solo un appuntamento mondano è guardato con un certo timore dalla Repubblica, così alla famiglia viene discretamente ma risolutamente consigliato di andare a festeggiare il più lontano possibile dai confini francesi. Gli Orléans risiedono fra il Belgio e il Marocco ma in Sicilia possiedono ancora l’antico palazzo eredità della regina Maria Amelia, moglie di Luigi Filippo e figlia di Ferdinando IV re di Napoli ed è proprio in questa sontuosa dimora che si svolge il ricevimento nuziale, mentre la cerimonia religiosa viene officiata nella cattedrale cittadina alla presenza dei rappresentanti delle case regnanti di tutta Europa.

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La sposa, che entro nella cattedrale al braccio del padre Pedro d’Orléans-Braganza, indossa un abito di lamé d’argento ricamato a fogliami dono dei monarchici di Lione; le sue calze di seta ricamate con i gigli di Francia sono un omaggio dei realisti di Gand. Il lungo velo, decorato con gli stemmi di Francia e di Orléans-Braganza, è fermato da un gioiello realizzato per Isabelle nell’atelier parigino di Fillon con pietre smontate da un diadema e da un altro monile di famiglia appartenuti alla duchessa di Chartres la nonna paterna di Henri. Il risultato di questa rielaborazione è un monile molto al passo con i tempi e cioè un bandeu art déco che può essere smontato e trasformato in un bracciale e due spille quadrate.

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BandeauIsabelle

La bellissima Isabella porta anche degli orecchini con perle a goccia e diamanti anch’essi eredità della duchessa di Chartres e arrivati a lei attraverso la madre, principessa di Joinville e un lungo sautoir di perle dono di nozze del duca di Chartres alla moglie e proveniente dalla madre di questi, la duchessa di Orléans.  Alla solenne e fastosa cerimonia palermitana assistono oltre 4000 persone, mentre al successivo ricevimento nei giardini del palazzo d’Orléans intervento 1500 ospiti. I testimoni degli sposi sono altrettanti prestigiosi: per lei i principi Henri d’Orléans-Braganza e il principe Czartoryski e per lui lo zio infante Carlo di Borbone-Sicilia e il cognato il principe Amedeo di Savoia duca delle Puglie. Nel pomeriggio lo sposo pianta nel parco del palazzo una quercia portata dalla Francia e nello stesso istante a Parigi il generale Lavigne-Deville porta sulla tomba del Milite ignoto una palma di bronxo con la scritta “Au sold inconnu, un exilé: Henri conte de Paris”.

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Henri e Isabelle sono entrambi giovani e bellissimi e molto presto diventano il fulcro della propaganda orleanista; fin dai primi anni di vita coniugale la contessa di Parigi gode di un prestigio e di un rispetto particolari, che uniti al fascino straordinario e a un carattere piuttosto vivace le consentono di essere sempre sul davanti della scena. Isabelle è un personaggio originale, per non dire eccentrico: moderna, intraprendente, ma anche conservatrice e bigotta, autoritaria e libera, ma in fondo sottomessa al marito, nonna amatissima di 49 nipoti però madre tutto sommato disinteressata e assente di 11 figli. Insomma una donna dalle mille sfaccettature e dalle molte contraddizioni.
Durante la celebre crociera dei re, organizzata negli anni Cinquanta dalla regina Frederika di Grecia, la contessa di Parigi racconta che per caso si ritrova accanto a un ragazzino maleducato e dispettoso di nome Juanito. Non riuscendo più a sopportarlo, Isabelle imburra con cura una bella fetta di pane e gliela pianta in faccia. «Il poveretto», racconta la principessa nelle sue memorie, «ha rischiato di finire soffocato dal pane e dallo stupore e non ha più pronunciato una parola per tutto il resto della serata! Ma era già un buon giocatore e non mi ha mai portato rancore». Il re di Spagna, Juanito appunto, la cui famiglia aveva condiviso parte dell’esilio portoghese dei conti di Parigi (la madre di Juan Carlos e Henri d’Orléans sono cugini di primo grado), resterà infatti sempre legato da grande affetto a quella che, nel ristretto circolo dei reali, tutti chiamano “tante Bebelle”.

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Qualche decennio prima la duchessa di Guisa, suocera di Isabelle, aveva chiarito che una “vera signora” compare sulla stampa con il suo nome solo «il giorno della nascita, il giorno del matrimonio e quello della morte». La nuora invece compare abbondantemente sulle pagine della stampa rosa («Point de Vue» in testa) d’oltralpe. A lei indubbiamente piace, ma dietro questa massiccia presenza sui media c’è anche un disegno preciso: il conte di Parigi desidera farsi conoscere, vuole riallacciare i legami della sua famiglia con la Francia, la patria tanto amata e così tenacemente rimpianta in cui è potuto tornare solo nel 1950. Da sempre il sogno di Henri è quello di rientrare in gioco, di avere un ruolo ufficiale e pubblico e servire in qualche maniera il suo Paese. Il conte di Parigi ci proverà in tutti i modi, per anni, impegnando energie e risorse economiche, e il generale De Gaulle coltiverà le sue illusioni. La politica e i dissidi dovuti a caratteri diametralmente opposti e a certe scelte dei figli incrineranno questa unione ufficialmente perfetta. A metà anni Ottanta la coppia “regale” è già in crisi da tempo e ognuno vive la sua vita, lui perso dietro all’attività politica, poi impegnato nella stesura di libri e memoriali e nella gestione della fondazione Condé a Chantilly, lei totalmente dedita ai suoi interessi, i matrimoni dei figli, dei numerosissimi nipoti, le nascite dei pronipoti, i viaggi, la vita sociale, le visite nell’amata Normandia natale, la pubblicazione di libri che hanno un notevole successo. Ufficialmente però nulla è cambiato, e la “famiglia reale” francese cerca di mantenere le apparenze di splendore e di armonia. Grande è quindi la sorpresa quando, nel 1985, i famosi zaffiri degli Orléans, una splendida parure ereditata dalla regina Maria Amelia indossata dalle mogli dei “pretendenti”, vengono venduti al Louvre. Ai problemi personali infatti si sono aggiunte anche le difficoltà economiche; la fortuna degli Orléans, enorme nel XIX secolo, si è andata riducendo nel corso del Novecento, in parte per via di investimenti sbagliati, in parte anche a causa delle spese colossali legate ai sogni politici del conte di
Parigi. Cinque dei suoi figli lo accusano di avere dilapidato la loro eredità e lo trascinano in tribunale con l’obiettivo di fermare le alienazioni, ma la giustizia francese dà ragione all’anziano principe, che nel frattempo si è ufficiosamente separato dalla moglie e vive con un’altra donna. Gli ultimi anni della coppia sono difficili e tristi, fra cause e vendite delle opere d’arte e dei preziosi cimeli storici accumulati da generazioni di Orléans, e alla morte di Isabelle, nel 2003, il patrimonio della famiglia viene definitivamente e irrimediabilmente disperso. L’asta dei gironi scorsi è l’ultimo capitolo della saga.

I conti di Parigi avranno undici figli, 5 maschi e 6 femmine, e visto che i matrimoni del passato ci piacciono sempre tanto ecco una mini gallery sulle nozze nella famiglia Orléans che all’epoca – anni ’50-’60 del Novecento – hanno fatto molto scalpore per il fasto e la sontuosità e gli invitati regali. Le nozze delle cinque “figlie di Francia” sono state raccontate e fotografate da Point de Vue in primis e da tutta la presse du coeur francese.

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Le figlie dei conti di Parigi

La prima a convolare, nel gennaio del 1957, è la bellissima terzogenita Hélène che sposa Evrard de Limburg-Stirum. Un marito non propriamente di sangue reale, ma uscito comunque da una grande famiglia dell’aristocrazia belga. Le nozze vengono celebrate molto fasto e alla presenza di parecchie teste coronate, nella chiesa neogotica di Dreux, in Normandia, dove sono sepolti quasi tutti gli Orléans. Un po’ triste come cornice per un matrimonio ma il conte di Parigi vuole che l’evento (il primo dopo il rientro dall’esilio nel 1950) si svolga tutto a casa sua e nella sua chiesa. La principessa indossa un abito di broccato pesante disegnato da Dior e il suo lungo velo è fermato con piccolo diadema art déco in brillanti e zaffiri che era stato il dono di nozze dei monarchici francesi alla madre.

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Nel 1960 in famiglia si celebra un matrimonio davvero regale perché questa volta lo sposo è l’erede dei duchi di Wurtemberg una delle più antiche e prestigiose famiglie sovrane dell’ex impero germanico. Diana d’Orléans, appena ventenne, è bellissima e ha un personalità un po’ bizzarra; nella serissima e compassata corte tedesca dei suoceri creerà un po’ di scompiglio ma la coppia, fra altri e bassi, mette al mondo sei figli e regge alle intemperie della vita.

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L’abito della splendida principessa francese è opera di un giovane sarto parigino, un certo Yves Saint Laurent che all’epoca lavora per Dior; essenziale e puro nelle linee è uno dei più belli dell’epoca. Il diadema, imponente, invece è la tiara nuziale dei Wurtemberg entrata in famiglia con Marie d’Orléans lontana prozia della sposa. Le cerimonie si svolgono tutte in Germania, nel castello di Althausen nei pressi del lago di Costanza, perché così è la tradizione quando a sposarsi è il capo del casato o il suo erede diretto.

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Infatti nel 1964, quando Claude la penultima delle femmine di casa Orléans sposa Amedeo di Savoia duca d’Aosta, si festeggia in Portogallo in casa dell’ex re d’Italia Umberto II. Fra l’altro poco lontano dalla Villa Italia c’è anche una residenza degli Orléans che hanno passato parte del loro esilio nei pressi di Sintra. Claude porta il diadema dei Savoia-Aosta.

Claude

Sempre nel 1964 Dreux fa da sfondo alle nozze della primogenita Isabelle con il conte Friedrich-Karl di Schönborn-Buchheim; anche in questo caso niente famiglie reali ma un’Altezza Serenissima, proveniente da un grande casato austriaco “mediatizzato”. Isabelle, indossa un abito disegnato da Balmain in broccato pesante con una sopraveste e fra i capelli porta una retina dorata fermata da un pettine di brillanti apparternuto alla principessa di Joinville, passato alla figlia duchessa di Chartres e da lei lasciato in eredità al nipote Henri conte di Parigi.

Isabella

Isabelle

Nel frattempo anche un’altra delle sorelle Orléans ha trovato l’uomo della propria vita, ma il conte di Parigi mette un drastico veto alle nozze nonostante siano molto, molto prestigiose. Alle nozze ateniesi di Juan Carlos di Borbone e Sofia di Grecia la discreta e tranquilla Anne, terzogenita delle femmine, rivede don Carlos di Borbone-Sicilia, figlio ed erede dell’infante don Alfonso (a sua volta figlio di una delle sorelle di Alfonso XIII) e se ne innamora. In virtù del suo matrimonio spagnolo il nonno di Carlos aveva rinunciato al diritto di primogenitura del ramo italiano, ma il figlio Alfonso fa marcia indietro e la querelle dinastica si trascina per anni. Il conte di Parigi, che non vuole prendere posizione (anche se sono tutti parenti stretti, visto che don Alfonso è il fratellastro della cognata), si oppone alle nozze e la povera Anne ci mette tre anni a ottenere il consenso del padre, grazie anche all’intervento dello zio materno don Pedro di Orléans-Braganza. [La querelle è spiegata qui]
Il matrimonio verrà celebrato a Dreux nel 1965 e la sposa sceglie un abito semplicissimo di Balmain e un magnifico velo ricamato con i gigli di Francia che poi poteranno tutte le sue figlie. Nella complicata acconciatura (opera del famoso Alexandre de Paris che per decenni pettina tutte le donne della famiglia) brilla il piccolo pettine di diamanti indossato anche da Isabelle. Molti anni dopo una delle figlie di Anna, Inès, porterà lo stesso vestito nuziale (e un insolito diadema di corallo rosso) ma di questo matrimonio girano pochissime foto.

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Qui sotto un nel primo piano della sposa con il pettine di diamati e gli orecchini di perle e diamanti indossati dalla contessa di Parigi per le sue nozze.

Anne

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Infine nel 1972 è la volta dell’ultimogenita Chantal che sposa un barone François-Xavier de Sambucy de Sorgue, rampollo di una grande e antica famiglia provenzale. La principessa scegliue Pierre Balmain per l’abito nuziale (di pesante cotone operato con maniche a palloncino e un lungo mantello di corte) e fra i capelli porta un diadema Mellerio regalo dei suoceri.

Chantal

Nessuna delle figlie della contessa di Parigi ha indossato il bandeau-diadema che evidentemente poco si addiceva alle acconciature dell’epoca; il prezioso gioiello è tornato fra i capelli di una sposa con una nipote, la bellissima Clotilde di Orléans che nel 1993 ha sposato Edouard Crépy.

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La sorella minore Adélaïde invece sceglie il piccolo diadema art déco della nonna. Entrambe le sorelle portano abiti di Dior: quello di Clotilde è stato disegnato per lei da Gianfranco Ferrè all’epoca alla guida della maison parigina, mentre la sorella minore indossa una creazione di John Galliano.

Adelaide

Il pettine di diamanti usato da Isabelle e Anne è passato in eredità al primogenito dei conti di Parigi, Henri, attuale capo del casato e la seconda moglie Micaela l’ha fatto trasformare. Così questo splendio gioiello…

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E’ diventato questa cosa qua. Ce n’era proprio bisogno?

Micaela2

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74 Commenti

  1. luka ha detto:

    http://unofficialroyaltyc1.ipage.com/ur/wp-content/uploads/2012/11/esp-alicia.jpg

    Dopo il funerale del duca mi sono reso conto che sua mamma Alice fra un mese compirà 98 anni, la decana dei Royal!

    Nel link qualche anno fa, almeno dieci, col nipote Jaime.

  2. Dora ha detto:

    @tody (eri te?)
    ecco gli smeraldi della duchessa elena d’aosta che verranno venduti all’asta!!
    rag, se non sapete cosa regalarmi, non fate i timidi, eh!! XD
    http://orderofsplendor.blogspot.it/2015/10/royal-jewels-of-day-october-20.html

  3. Dora ha detto:

    grazie ragazzi, sono contenta che vi sia piaciuto… 🙂

    • tody ha detto:

      Intendevo quelli dello scià, non so nemmeno cosa sia un choker, perdona l’ignoranza, mi sembra solo un po’ pacchiano metterli tutti insieme. Ho sempre pensato che sia la donna a fare il goiello non vicecersa(Vale pure per i vestiti). Ho l’impressione che sia la famiglia di Vittorio Emanuele a vendere i gioelli su parte dei quali c’era una vertenza testamentaria delle sorelle dello stesso, l’ultima regina pare avesse testato a favore delle figlie per la proprietà dei medesimi.

      • tody ha detto:

        Nel pacchiano mi riferisco a Marina Doria che nelle foto ne porta otto alla volta……………………………………………………

      • Dora ha detto:

        sì, credo anch’io che sia la donna a fare i gioielli (e l’abito)
        per quanto riguarda i gioielli MI SEMBRA DI RICORDARE che maria josè ne lasciò la maggior parte a VE, nonostante umberto avesse fatto invece le parti uguali tra i figli.
        e credo anche che le vendite siano state frammentarie, a parte l’asta in cui maria gabriella vendette la parure napoleonica per pagare le spese di successione…

        ma dovresti sentire Ale e Alex, di sicuro loro ne sanno più di me…

        • tody ha detto:

          Chiamiamoli dunque in causa, giro la domanda ai sopradetti chi è dunque il maggior beneficiario(fino ad oggi) dei bijoux reali? Io ero rimasto alle sorelle di Vittorio Emanuele ( in cambio del castello di merlinge in svizzera che comprende anche una vasta tenuta, conta anche questo nel valore degli immobili). Però dalla morte della regina, risulterebbero per la maggior parte in mano al principe di napoli e parentado vario. Infatti se non ricordo male le sorelle hanno fatto causa in tribunale contro il fratello.

        • laura ha detto:

          @ Dora vorrei sapere qualcosa su questa parure napoleonica io non ricordo nulla di così antico ma certamente sbaglio

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        Il chocker, in italiano si chiama golino, in francese, ed è secondo me, il modo più giusto per essere chiamato, è un collier de chien. E’ un girocollo, molto stretto e accollato piuttosto alto, che si porta proprio intorno alla gola come un collare….solitamente è in perle, a può essere anche di altre pietre, con una chiusura grande a vista, davanti…quello di Marina Doria è in perle, e come chiusura ha il grande smeraldo proveniente dalla parure di smeraldi di Margherita…quello che abbiamo visto nella foto
        Anche a me, come a @Dora sembra di ricordare che M.Josè lasciò gran parte dei gioielli al figlio maschio, mentre la volontà di Umberto era stata diversa, cioè, in parti uguali, tra tutti e quattro….ma anch’io lascio la parola a chi ne sa di più

  4. Ale ha detto:

    visto che sono stato invocato …
    premetto che sono di fretta quindi non posso andare a controllare tutto ciò che dico e che la questione dei passaggi di proprietà dopo il 1983 non è certa, per lo meno nessuno l’ha mai chiarita ufficialmente. quindi non prendete come oro colato quello che vi dico perché non ne sono certissimo nemmeno io.
    giustamente @dora ha detto che Umberto divise il suo patrimonio in parti uguali tra i figli (senza preferenze per l’ex principe di napoli come annunciato nelle famose lettere riguardanti il suo matrimonio).
    per quello che ho capito io per i gioielli la data importante non è il 2001 (data di morte della regina) ma il 1983 (data di morte del re). molti dei gioielli che solitamente indossava maria josè passarono di mano dopo la morte del marito. in quel periodo probabilmente chi prese i pezzi migliori fu v.e., ma furono donazioni della sovrana non lasciti di Umberto. in questo modo passò al figlio il diadema di Musy della regina margherita e la parure di tormaline rosa della regina maria teresa. la collana di smeraldi di maria Adelaide venne smontata e divisa tra i quattro figli, e anche la parure di zaffiri venne divisa in due (tra v.e. e maria gabriella). probabilmente anche molti altri gioielli che conosciamo passarono di mano in quel periodo. maria josè infatti si liberò di molte cose prima di morire dandole ai figli. v.e. le fece causa per la proprietà di merlinge e dopo che la perse fu lei stessa a donarla al figlio, se non ricordo male. e fu anche causa di attriti con le sorelle.
    sempre cercando di far ordine nella mia memoria mi sembra di ricordare che nell’ultimo periodo la regina visse con maria gabriella e che alla sua morte eccetto la principessa tutti gli altri figli oltre ai soldi rinunciarono al resto dell’eredità, che consisteva in libri, ritratti, ricordi, vestisti e a sorpresa ancora qualche gioiello. in particolare erano la tiara Leuchtenberg, la parure di turchesi e il diadema di perle che la regina portò molto prima del suo matrimonio, e qualche altro pezzo minore. insomma erano i gioielli di sua esclusiva proprietà, non legati a casa savoia. la principessa maria gabriella fece confluire molte di queste cose nella fondazione Umberto II e maria josè di savoia e vendette i gioielli della madre per pagare le tasse di successione (mi sembra si aggirassero sul milione di euro), visto che prese tutto ciò a cui i fratelli avevano rinunciato, e finanziare la fondazione stessa.

  5. tody ha detto:

    Grazie, chissà quanti altri pezzi saranno nascosti qua e là!

  6. luka ha detto:

    http://brigittegastelancestry.com/gifs12/henriorleans1908-6.jpg

    Nel 1950 circa, una famiglia apparentemente felice…o forse lo erano davvero, all’epoca: il tempo dei matrimonio e scelte erano lontane!!

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      solo apparentemente, ho letto delle cose scritte dai figli che sono da paura. lei totalmente anaffettiva, lui preso dalla politica e molto padre-padrone. con i gemelli è stato abbastanza tremendo.

      • laura ha detto:

        Io non so molto sul personaggio ma quel poco che so, leggendo Point de vue, me lo aveva reso profondamente antipatico. In particolare il modo in cui trattava la moglie Isabella e i figli. Dopo avere letto quello che ha fatto per distruggere il matrimonio di Amedeo e Claudia l’ho trovato ancora più odioso.

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