Storie d’estate nella baia di Portonovo fra principi e chiese romaniche

Ogni tanto mi piace parlare delle Marche, anche se a dire il vero nella mia regione le teste coronate ci sono passate di rado e spesso per sbaglio (vedi Costanza d’Altavilla che presa dalle doglie ha partorito il futuro Federico II nella piazza del mercato d Jesi) ma scavando qua e là qualcosa trovo sempre. Come in questo caso. Che ne dite del panorama dell’immagine di apertura? Bello, vero?!?! E’ la baia di Portonovo lato laghetti, luogo magico altamente sconsigliato di giorno nei mesi di luglio e agosto, ma perfetto la sera per godere il tramonto e la luce che cala sul mare. Io ne sono innamorata, ma la baia ha affascinato anche un personaggio a noi molto, molto noto. 

Nella primavera del 1988 Marisa Dubini riceve una telefonata dalla contessa Anna Leopardi. Niente di insolito: la signora, moglie di un pronipote del poeta, è una cliente abituale del suo ristorante nella baia di Portonovo, a due passi dal mare. Il locale è molto suggestivo, tutto bianco e blu, ma spartano; essenzialita e rigore nell’apparenza e nella sostanza. Da Marisa, cioe “da Emilia”, che era la sua mamma (Giulia Palmina, pero essendo sposata con un certo Emilio diventa Emilia), il menu è costituito da pochi piatti allestiti con quello che offre il mare, giorno per giorno. Però è sempre compreso un panorama mozzafiato sulla falesia del Conero che scende a strapiombo sull’acqua. Anna Leopardi conosce bene il posto e ci vuole portare un suo ospite, uno straniero al quale desidera far assaggiare il celebre fritto di pesce “di Emilia”, un piatto che e impensabile rifare in una cucina casalinga anche se la casa e il Palazzo Leopardi di Recanati. Per Marisa non ci sono problemi, lei che della semplicita ha fatto uno stile di vita non si stupisce quasi mai e accoglie sempre con un sorriso chiunque, celebre o sconosciuto, varchi la sua soglia.

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C’è pero ancora una questione da chiarire molto bene. “Il nome di questa persona non deve essere reso noto”, spiega la contessa Leopardi, “e, naturalmente, il locale restera chiuso al pubblico per motivi di sicurezza, perché… si tratta del principe Carlo, il principe di Galles”. Marisa resta un attimo senza fiato, guarda la cornetta del telefono, ci pensa su qualche secondo e risponde che “si, non ci sono problemi, non lo sapra nessuno, neanche mio marito, solo che forse e il caso di dare una sistemata alla sala”. Assolutamente no, risponde la contessa Leopardi, “il principe ha visto le foto e vuole venire perché gli e piaciuta da morire l’aria “rustica” e alla buona di questa capanna sul mare”. Ah, ecco chi era quel signore distinto che il giorno di Pasqua era venuto a pranzo con il conte Vanni Leopardi e che si era messo a fotografare tutti gli angoli! Prima di portare nella baia di Portonovo l’erede al trono, l’ambasciatore britannico in persona aveva voluto assicurarsi di persona che il luogo fosse degno del figlio di Elisabetta II. E Carlo d’Inghilterra, invitato dai Leopardi per un tour nelle Marche, dà con entusiasmo il suo regale nulla osta per questo insolito fuori programma. “Ovviamente”, ci tiene a precisare la contessa Anna, “il figlio della regina d’Inghilterra non va in giro per i ristoranti, quindi e come se la cena si svolgesse a casa mia”.
Poi si saprà che il principe di Galles ha programmato una settimana da solo in giro per una regione che non conosce ma di cui gli hanno parlato con entusiasmo. Sarà un viaggio tutto fra arte e cultura, alla scoperta di luoghi e paesaggi da dipingere ad acquerello, la sua passione. Diana, con la quale è già abbondantemente ai ferri corti anche se non lo sa ancora quasi nessuno, restera a casa. Il programma non è decisamente di suo gusto: natura, città d’arte, musei. Il principe, in visita strettamente privata, sarà accompagnato da un amico carissimo, Nicholas Soames, nipote di Winston Churchill, all’epoca suo segretario privato. “Una settimana prima del giorno x”, ricorda Marisa, “mi hanno dato il via libera e ho potuto dirlo a marito e figli anche perche dovevamo gestire tutti insieme preparativi, accoglienza e serata. Ci e stato di grande aiuto e sostegno anche mio nipote Maurizio Fiorini che nel suo hotel Emilia sulla collina di Portonovo aveva spesso personaggi importanti e sapeva come districarsi in queste situazioni”. Il menu è l’ultimo pensiero di Marisa, in tavola (anzi in due tavole, una sulla veranda e un’altra dentro, nel caso piovesse o fosse freddo) ci saranno le solite cose. Niente di regale, qui il principe viene a mangiare i piatti dei pescatori di Portonovo, nulla di piu, nulla di meno. Il 12 maggio sono tutti pronti e allineati, Marisa in cucina con il suo staff, ispezionato con cura dalla polizia, in sala il marito Franco, i figli Federica ed Edoardo e il nipote Maurizio. Tutti portano i guanti bianchi, perche la contessa Leopardi ha detto che nella Casa reale inglese si usa cosi. Alle 18 la spiaggia si svuota all’improvviso, polizia e carabinieri arrivati in forze fanno sgomberare pescatori e turisti spiegando che “sta per arrivare il principe Carlo”. “Alla faccia della segretezza”, ricorda ridendo Marisa, “cosi dopo cinque minuti sono arrivati un nugolo di fotografi, ma qui da noi era tutto chiuso, sigillato”. La serata non è delle migliori, pioviggina, il mare agitato sbatte contro la parete del piccolo edificio bianco e gli ospiti, sedici in tutto, l’aperitivo lo prendono nella sala interna. “Il principe di Galles si e presentato per ultimo”, racconta Marisa, “e mi sono trovata di fronte un bellissimo signore, distinto, elegante nell’aspetto e nei modi, con un notevole charme e un gran sorriso. Un personaggio affascinante, secondo me, nonostante tutto quello che si dice. Se ero emozionata? Si, certo, non accade tutti i giorni di avere a cena il figlio della regina d’Inghilterra, il futuro re”. Abituato al clima britannico, Carlo chiede di sedere nella veranda, dove e stato apparecchiato in bianco e azzurro con grandi cesti pieni di ginestre del Conero. Dice a tutti
che vuole sentire il mare. In tavola vengono serviti moscioli (cozze) di Portonovo, pannocchie (cicale di mare), “pauri” al sugo, che l’erede al trono “mangia con molto gusto, aiutandosi con il pane, come vede fare dal conte Leopardi”. La “scarpetta reale” distende l’atmosfera e mette tutti di buon umore.”Ha fatto il bis degli spaghetti con i moscioli, la nostra specialita, un fatto straordinario, i reali evitano di mostrare tutto questo appetito, eppure…ma ha apprezzato moltissimo anche il fritto misto. Insomma la serata e scivolata via senza problemi e alla fine il principe è venuto in cucina a ringraziare e a stringere la mano a tutti”. In quel momento Marisa coglie al volo l’occasione e chiede di poter fare una foto, Carlo acconsente di buon grado e si mette in posa, sorridente. “Gli abbiamo offerto un piccolo ricordo della serata”, prosegue Marisa, ≪lui poi ci ha mandato una lettera per ringraziare della splendida accoglienza. Che posso dire dopo tanti anni? Ecco, e stata ’na roba strana, ma bella un bel po’. Mamma Emilia era morta da due anni, ma sarebbe stata tanto felice, era il suo sogno”.

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Questa storia mi fa sempre sorridere e anche un po’ emozionare perché mi sembra di rivedere Marisa che, quando le ho detto “metto questa storia nel mio libro”, quasi non voleva. Perché lei è così, affettuosa, carina, semplice. Come tutta la sua bella famiglia che quando vai da loro ti sembra di essere a casa. Ad ogni modo la foto con il principe di Galles campeggia alta su una parete, dentro a una bella cornice. E adesso tutta la vicenda è anche narrata nel mio libro 101 storie sulle Marche che non ti hanno mai raccontato. Così c’è tutto nero su bianco perché all’epoca nessun giornale è riuscito ad avere informazioni precise.

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Che ne dite, vi è venuta voglia di fare un giro a Portonovo? Nel caso passaste da queste parti prima di fare anche voi la “scarpetta” con il sugo dei moscioli sdoganata anche dal principe Carlo quindi diventata il massimo dello chic, vi consiglio caldamente di visitare la chiesa di Santa Maria di Portonovo, gioiello romanico incastonato nella baia fra le pendici del monte e le onde del mare, un luogo fra i più belli e suggestivi della riviera marchigiana.

Il monastero benedettino di Santa Maria viene costruito intorno alla prima metà del Mille ai piedi del Monte Conero di fronte al mare e sovrastato dalla imponente mole del promontorio. All’inizio del XVI secolo, a seguito di un’invasione turca, il monastero viene distrutto e quasi raso al suolo mentre la chiesa, interamente costruita in pietra del Conero, rimane miracolosamente in piedi. Fu proprio grazie a questo miracolo che nel 1837, cinque secoli dopo l’abbandono da parte dei monaci, l’abate Pietro Casaretto si stabilisce nei pressi della chiesa e dà il via ai lavori di recupero avendo compresa l’importanza artistica e religiosa dell’edificio. Il forte terremoto del 30 ottobre 1930, non provoca morti, ma causa gravi danni alla città e alla chiesa che, ulteriormente restaurata sotto la guida del soprintendente Luigi Serra, viene riaperta al culto nel 1934. Nel 1988 la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche avvia un progetto di restauro scientifico conservativo dell’edificio. L’intervento di recupero, terminato nel 1996, ha restituito in pieno i valori architettonici di questo antico gioiello del Romanico in Italia.

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L’identificazione stilistica della chiesa non è immediata dato che ad una prima lettura l’impianto dell’edificio sembrerebbe ispirato da influenze orientali per la presenza della croce greca e della cupola che sovrasta il transetto. La navata principale è voltata a botte con arconi in aggetto che sembrano poggiare su semi-colonne pensili con piccoli capitelli decorati, mentre le navate laterali sono voltate a crociera. I pilastri cilindrici, quasi tutti privi di basamento, sono coronati da capitelli in pietra decorati con quattro foglie geometriche stilizzate. A dire il vero Santa Maria è un esempio unico nella riviera adriatica e l’importanza architettonica deriva dalla armonia dell’insieme e dalla perfetta integrazione delle parti che rendono l’edificio più imponente di come è realmente.

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Dal 2013 la chiesa di Santa Maria di Portonovo, proprietà del Ministero dei Beni Culturali, è affidata al Fai con un “Accordo di Valorizzazione” attraverso il quale il Fondo per l’Ambiente Italiano , attraverso la delegazione di Ancona, cura le aperture e le visite guidate.

La chiesa è visitabile nei festivi dalle 10.30 alle 12.30; dal 1° maggio al 14 giugno sabato e domenica 10.30 – 12.30; dal 15 giugno al 30 agosto dal mercoledì alla domenica, 17.00 – 20.00; dal 31 agosto al 27 settembre dal venerdì alla domenica 17.00 – 19.00; da ottobre a dicembre la domenica 10.30 – 12.30. Dal 21 giugno al 30 agosto, la Messa domenicale viene celebrata alle 9.30.

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Inoltre dal 17 luglio al 6 settembre la chiesa sarà il suggestivo palcoscenico di “Fai Cultura a Portonovo”,  una serie di concerti, conferenze e performance teatrali.

EventiPortonovo

A Portonovo potete visitare anche il Fortino Napoleonico e in alcune particolari occasioni la Torre de’ Bosis, residenza del poeta Adolfo De’ Bosis.

Copyright foto: Marina Minelli

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35 Commenti

  1. Dora ha detto:

    ma sei sponsorizzata dall’ufficio del turismo marchigiano???? XD
    bello bello bello!

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      no, tutto il contrario. quando è uscito il libro sulle Marche mi hanno abbastanza snobbata 🙁
      però sono felice che ti piacia, e un esperimento 😀

  2. F ha detto:

    Ci piaci da morire Marina: riesci a farci scoprire posti bellissimi della nostra penisola senza che manchi mai l’aspetto paesaggistico, quello artistico-culturale e un aneddoto royal! Fenomenale

  3. Ale ha detto:

    che bella storia! 😀 grande carlo, un signore!
    @marina la regione marche dovrebbe darti una medaglia o la cittadinanza onoraria 😉

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      seeeeee una medaglia, a me?!?! che non faccio parte di parrocchie e parrocchiette, ma credi di essere chessò in Germania, in Inghilterra? questa è Italia mon cher ami 😀

  4. elettra/cristina palliola ha detto:

    @Marina,per avere il tuo libro delle 101 storie sulle Marche ,conoscevo già questo racconto, che per l’esattezza è il numero 90, ma è stato molto bello rileggerlo e dove il principe Carlo è descritto come un uomo che sa vivere con naturalezza e semplicità, pur mantenendo il suo status di principe, in tavola e con il saluto finale alla padrona del ristorante e di tutta la famiglia che si era adoperata a cucinargli e a servirlo
    Probabilmente questi personaggi, imbrigliati tutta la vita, nei protocolli, dove ogni comportamento è codificato e ogni procedura osservata con estremo rispetto, sentono un gran bisogno di normalità di assaggiare e gustare piatti fatti per palati plebei e per questo estremamente buoni.E poi diciamocelo, con grande orgoglio. la cucina italiana è la migliore del mondo, perchè è diversificata nelle varie regioni e passa per carni pesci, ortaggi, legumi e tutto il resto che conosciamo e sicuramente è in grado di conquistare anche i gusti di chi è più che altro abituato per lo più alla cucina francese. Leggendo a volte alcuni menù che vengono proposti nei vari matrimoni e cene ufficiali, dico la verità che mi spavento, talvolta per gli accostamenti e per la povertà della fantasia che viene usata , per certe occasioni…ma vuoi mettere un bel piatto di spaghetti con le cozze, o moscioli, come li chiamano nelle Marche?…e infatti Carlo , con il sugo si è fatta una scarpetta, che certo non è prevista dall’etichetta! Evviva!
    La chiesetta non la conosco ed è carinissima e penso che anche gli interni non deludano il visitatore…un altro pezzo da aggiungere alla lunga lista di cose da vedere!

  5. laura ha detto:

    @ Marina, confesso con vergogna che non sono mai stata nelle Marche anche se sono anni che desidero andarci. Adesso c’è un motivo in più. Devo dire però che trovo piuttosto ingiusto avere fatto sgomberare turisti e pescatori per l’arrivo di Carlo. Capisco i motivi di sicurezza, però credo che un personaggio pubblico come Carlo è tenuto in qualche modo a fare i conti con la folla : stringere le mani, salutare etc. Comprendo che non era in visita ufficiale ma lo stesso il mio spirito democratico viene urtato dal pensiero di gente che viene allontanata da un luogo pubblico per l’arrivo dell’erede inglese.

  6. luka ha detto:

    Scusate tutti ma in questo post mi sento di parte, non solo per essere anconetano ma perché proprio sotto il portale di questa meravigliosa chiesa ho conosciuto di persona @Marina ….lo avevo accennato in questo vecchio post

    http://www.altezzareale.com/2012/06/16/news/da-dubai-al-monte-conero-lo-sceicco-al-maktoum-nelle-marche/

    @Elettra

    La chiesa di Santa Matia di Portonovo ha il suo fascino se vista dal mare, guarda il link che ho aggiunto nel post dello sceicco del Dubai!

    Per il mangiare, oltre ai moscioli, noi anconetani abbiamo i “vincisgrassi” ovvero un tipo di lasagna: il suo nome e’ un omaggio al principe austriaco Alfred di Windisch Graetz che nel 1799 ha salvato Ancona dall’assedio napoleonico! …anche qui un poco di royals… 😉

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      luka fortuna che sei comparso, nelle foto ho anche un bellissimo primo piano di Tobia e mi chiedevo se potevo metterlo, è troppo bello. 😀
      recupero il link

      http://www.parks.it/parco.conero/foto/Chiesa.Portonovo-800.jpg

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        Grazie @Luka e grazie @Marina, per aver riproposto le foto ed è vero che dal mare è tutto più bello, però non tutti, forse, possono farlo …in realtà deve essere un posto molto suggestivo sia visto dal mare che da terra!
        ..ma Tobia chi è? forse uno di quegli individui pelosi che camminano su 4 zampe e che sin da piccoli, decidono di vivere con noi?L’altro ieri è stato il compleanno del mio Boston e ho divulgato su FB, la foto con tortino e candelina…mi trovate ridicola?…ne sono felicissima!

  7. Donna Bianca ha detto:

    Che storia bellissima! Nemmeno io sono mai stata nelle Marche, devo assolutamente rimediare prima o poi. Nel caso ti chiederò una miniguida ai posti da non perdere 🙂

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      assolutamente si, ma direi che il periodo migliore è la primavera o l’autunno, adesso Portonovo è un carnaio di gente stretta su una striscia di spiaggia anche se in effetti i tramonti e le albe meritano le detour 😀

  8. Letizia ha detto:

    Che bello poter fare questi tour con un click!!!:-)
    In attesa di vedere dal vivo queste meraviglie…grazie Marina!:-)
    E da Sommelier non posso non brindare con un bel bicchiere di Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC!!!

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      a me purtroppo il Verdicchio fa venire il mal di testa come quasi tutti i bianchi 🙁 qui poi sarebbe più intonato un bel Rosso Conero 😀 anche se fra i rossi prediligo la Lacrima di Morro d’Alba, il vino di Federico Barbarossa 😀

      • letizia ha detto:

        Marina sei fantastica! Anche esperta di vini!!!:-)
        Mi spiace per il mal di testa… Io prediligo i rossi..ma con questo caldo ho pensato piú a qualcosa di fresco! Ho avuto il piacere di gustare la Lacrima di Morro d’Alba con il brodetto all’anconetana..che dire???!!! Meraviglioso!!!

  9. Simplicitas blog ha detto:

    Sai Marina che quando io e l’allora fidanzato marchigiano abbiamo deciso di sposarci, e poi di sposarci nelle Marche, io volevo convolare a nozze proprio a Portonovo?
    La baia è incantevole, la chiesa stupenda… ero certa sarebbe stata una scelta perfetta. Poi il marchigiano di cui sopra ha preferito scegliere qualcosa di più vicino a casa, e forse ha fatto bene ad insistere: avevamo invitati che venivano dall’Emilia ma anche dall’estero e l’organizzazione degli spostamenti non era semplice.
    Abbiamo ripegato sull’altra chiesa in posizione incantevole che da subito era nei miei pensieri, Santa Maria del Mare a Torre di Palme.
    Ma Portonovo è Portonovo e Santa Maria per molti versi un unicum nel panorama del Romanico in Italia.
    E il tuo articolo è stupendo, una storia bellissima, grazie di averla condivisa anche qui.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      che cara che sei. ad ogni modo a Portonovo i matrimoni non si possono celebrare per decisione del Vescovo Menichelli. motivi? la gente la sceglie non per motivi religiosi ma perché è bella. è vero, ma lo stesso dicasi per Santa Maria della Piazza e per il Duomo dove è obbligatoria una offerta piuttosto cospicua… 500 euro.

      • Dora ha detto:

        a parte che anche a me 500 euro mi sembrano troppi però lasciare un’offerta anche minima al parroco della chiesa dove ci si sposa mi sembra semplice buongusto.
        due danarosi che si sono sposati da noi hanno lasciato un maialaio assurdo e non hanno dato NIENTE. zero.

        da noi puliscono dei volontari ma per fare andare via il verde del tappeto erboso che avevano messo a mo’ di red carpet e il colore dei petali di rosa spiccicati c’è voluta la mano di dio. da impresa di pulizie. e la nostra è pure una chiesa nuova (e piena di debiti), quindi non penso presenti neanche particolari problemi di lavaggio. ma le chiesette quelle col marmo e col cotto?
        e poi le luci, il condizionatore/ventilatore d’estate e il riscaldamento d’inverno? al riso, per fortuna, ci pensano gli uccellini però che rabbia!

      • Simplicitas blog ha detto:

        Ma dai! Una ragazza che conosco l’anno scorso si è sposata a Portonovo… lei abita a Porto San Giorgio e suo marito è straniero. Sono sicura che si sia sposata proprio lì perché ho visto le foto. Avrà avuto una dispensa papale 😉

        • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

          Questo è un mistero sono a Portonovo ora, sto parlando con la guida e con altre volontarie Fai. Impossibile, incredibile dimmi di più così sblocchiamo ‘sta cosa assurda se c’è stato un precedente.
          Oppure si è sposata a San Pietro al Conero sulla cima del monte

  10. Ale ha detto:

    I miei sono stati a Portonovo a Pasqua. Mi hanno fatto vedere un sacco di foto della baia e della chiesa. Ma il ristorante non l’hanno visto purtroppo per loro 🙂
    Immagino il casino che debba esserci d’estate.

  11. luka ha detto:

    @Elettra
    Tobia e’ esattamente quello che immagini e lui ha avuto la possibilità di vedere la chiesa proprio dal mare, perché e’ un nuotatore provetto! 🙂

    @Marina
    Primo piano di Tobia???? con orgoglio di “papà ” sarebbe bello vederlo…. 😉

    @Letizia
    Da sommelier dovresti provare altri due bianchi marchigiani, il pecorino e la passerina! 🙂

  12. Dinora ha detto:

    Marina, appena ho visto la foto ho riconosciuto la baia di Portonovo! Come non rimanere rapiti dal tramonto!
    Quando io e mio marito lo vedemmo la prima volta, entrambi pensammo che un paesaggio così particolare fosse stato. rubato da un altro mare e portato li, in quel punto dell’Adriatico!! Che siano stati gli stessi Angeli che portarono la Casa di Maria a Loreto?!!!
    Comunque il racconto della visita del Principe Carlo è stato bellissimo!!! I reali quando si trovano a loro agio osano!!
    Conosco qualcun altro che fece da noi”la scarpetta ” perché il sugo era particolarmente buono !!! Chiedendo prima scusa ma “…..è irresistibile !!!!!”
    Portonovo è unico ed affascinante specialmente la sera!! Andateci!!!

  13. Pellegrina ha detto:

    Bella la storia, elegante lui e mi piace la sua idea di vacanza. Soprattutto divertente la sua decisione di mettersi in terrazza, dopotutto è un po’ umido ma fa già caldo, e tutti gli invitati a battere i denti senza osare balbettare un ma. Anche paesaggio chiesa (le Marche erano anche loro un ponte per l’Oriente dopotutto) e ristorante invogliano tantissimo.
    Però, però: cosa sono i “pauri”????

  14. Letizia ha detto:

    @ luka
    Provati, provati!! Ma del Verdicchio amo le note di mandorla amara che restano impresse in bocca dopo la degustazione!

  15. http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    @Raffaella ieri ho parlato con la capo delegazione del Fai, non è possibile che qualcuno si sia sposato nella chiesa di Portonovo per il semplice motivo che le chiavi della chiesa sono due – chiavi del tipo enorme 😉 – e le ha in custodia il Fai, quindi qualsiasi persona volesse entrare si deve rivolgere al Fia. la chiesa poi è all’interno di un comprensorio privato a cui si accede da una stradina chiusa con un grosso cancello. mi sa che i tuoi conoscenti si sono sposati a San Pietro al Conero. romanica anche lei e altrettanto suggestiva ma non come la chiesetta sulla baia.

  16. nicole ha detto:

    Molto carino il racconto ! E poi aver decantati bellezze artistiche e naturalistiche nonché la gastronomia .. Insomma quando avrò più tempo un altro giro me lo dovrò fare. Lo feci a …10 anni con i miei , ho ricordi vaghi.
    Grazie per la notiziala sui vincisgrassi.. Stavo morendo dalle risa .. Lo so io perché. Non avrei mai pensato che fosse ” traduzione ” a orecchio del cognome Windisch Graetz! Ma mai.. Sto ridendo da ieri , quando lessi.
    Immagino sappiate che la figlia di Rodolfo e Stephanie sposò in prime nozze un Windisch Graetz. Matrimonio mooolto diseguale, ma il nonno Franz non ebbe cuore di opporvisi, ..miseramente finito , nonostante alcuni pargoli.

  17. nicole ha detto:

    @marina , ho regalato il libro sulle Marche ai miei amici lussemburghesi. Loro da anni hanno li la casa delle vacanze .Se ne sono innamorati!

  18. Alex ha detto:

    Una chicca di racconto che non avevo ancora letto nel libro. Grazie per averlo riproposto. Un posto intimo e caratteristico che Carlo non poteva non apprezzare.

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