Jefferson in Paris e Maria Antonietta al cinema

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All’imbocco della passerelle Solférino sul lato sinistro della Senna c’è, da qualche anno, un monumento a Thomas Jefferson, omaggio degli americani che (beati loro) vivono a Parigi.
Passato il ponte, la statua e un edificio governativo si imbocca rue de Lille e dopo aver girato a destra – non prima di avere dato uno sguardo alla vetrina di un negozietto meraviglioso che si chiama La Plage – c’è il MIO hotel parigino. Quello definitivo, cercato per anni e finalmente trovato, anzi ritrovato. C’ero già stata due o tre volte negli anni ’90 ed era già piacevole, ma ora dopo la ristrutturazione è anche meglio. La camera n. 61, una delle poche singole (ma volendo ci si sta anche in due magri) che ho avuto a gennaio è dotata di una finestra che incornicia la tour Eiffel; ad agosto anche l’amica Maria Paola ha appezzato e ci siamo fatte delle dormite epiche, tour MA2014 permettendo.
La passerelle ovviamente si attraversa più e più volte al giorno e siccome io sono un pochino maniaca-ossessiva ogni volta mi ripetevo – o ripetevo alla povera Maria Paola – “ecco Jefferson in Paris”.

Perché? Ovviamente in riferimento, neanche tanto subliminale, al film di James Ivory che ho amato moltissimo e non manco di rivedere quando ripassa su qualche canale televisivo. Credo di avere anche tentato di farlo vedere a mio marito il quale, se non ricordo male, si è appisolato, confermando in modo del tutto involontario la stroncatura senza appello del Mereghetti che sarà anche bravo, ma delle volte lo butterei dalla finestra (i due tomi non lui in persona, naturalmente).

Maria Antonietta al cinema dal muto a oggi

A me la pellicola – come tutte quelle di Ivory – è piaciuta da morire, perché la storia di Jefferson mi intriga, perché Nick Nolte è straordinario, perché l’ambientazione è da brivido (con il rumore dei passi sui parquet delle vecchie dimore francesi), gli attori superbi e nel complesso mette in scena i turbamenti di un mondo che sta cambiando, ma purtroppo sono in molti non rendersene conto. Jefferson, padre della patria, futuro terzo presidente degli Stati Uniti, ambasciatore e ministro del Commercio a Parigi dal 1784 al 1789, è in una strana posizione: viene da un nuovo mondo e da una nuova nazione finalmente libera e democratica, ma è uno schiavista, con tutti i dubbi e i turbamenti del caso. Il tema di fondo, cioè lo scontro fra due culture (quella rozza ma democratica dell’americano e quella raffinata ma agonizzante di Versailles) secondo Mareghetti non emerge, anzi è soffocato “da una ricchezza scenografica ridondante”. Amen.

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Ma non dirò altro, per lasciarvi, nel caso, il gusto della scoperta. Ah si, una cosa, nel ruolo della giovane figlia di Jefferson c’è una giovane Gwineth Paltrow. Ovviamente nel film “Jefferson in Paris” (1995) c’è anche ovviamente Maria Antonietta; la regina altera, rigida, imbronciata ha il volto arcigno di Charlotte de Turckheim, perfetta per il ruolo nel senso che vuole dare Ivory al personaggio e alla vita di corte.

Jefferson1La Turckheim comunque è in buona compagnia.
La storia della regina frivola e spensierata che paga con la vita gli anni di leggerezze e il totale disinteresse per la vita spesso grama dei suoi sudditi, sembra essere stata scritta appositamente per il cinema che quindi ne ha spesso approfittato con risultati di alterno valore e interesse.
Nella pur breve esistenza di Maria Antonietta c’è tutto quello che serve a uno sceneggiatore: lo sfarzo delle corti di Austria e Francia, l’infelicità coniugale, la passione impossibile, l’amore materno, l’amicizia, il dolore e poi la morte. Nessuno scrittore, anche molto bravo, avrebbe potuto fare di meglio. Infatti, dagli albori del muto a oggi, la reine compare più di quaranta volte nella filmografia mondiale. L’immagine che prevale è quella della donna umiliata, insultata, ingiustamente imprigionata e, infine, coraggiosa davanti ai giudizi del tribunale rivoluzionario e degnissima di fronte alla morte. Un personaggio quasi perfetto per colpire – e affondare – i sentimenti degli spettatori visto che il martirio la trasforma, secondo molti storici, in una santa. La tesi ricorrente e la chiave di lettura maggiormente sfruttata è quella della donna che si stordisce nel lusso e nelle esagerazioni perché insoddisfatta, ma che in realtà ha fascino e intelligenza da vendere.

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Il celebre attore e regista Sacha Guitry, autore di “Si Versailles m’était comté” – un affresco storico sulla mitica reggia – non ha dubbi: il destino della Francia sarebbe stato diverso se il popolo avesse conosciuto meglio la sua regina che era una donna splendida e gentile.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche le quattro pellicole più famose sul affaire del collier di Maria Antonietta (dirette rispettivamente da Louis Feuillade nel 1909, Camille Morlhon nel 1912, Gaston Ravel nel 1929 e Marcel L’Herbier nel 1945) che sostengono tutte l’innocenza di Maria Antonietta, vittima di una truffa organizzata da una avventuriera, la contessa de La Motte. Più sfumata la visione di Charles Shyer il quale dirige nel 2001 “L’intrigo della collana” – The Affair of the Necklace – con Hilary Swank nel ruolo di una contessa de La Motte quasi vittima contrapposta a una forte e determinata Joely Richardson/Maria Antonietta.
Due film dedicati a Cagliostro (messi in scena da Richard Oswald nel 1929 e da Gregory Ratoff nel 1949) raccontano come il celebre avventuriero avesse tentato di discreditare la regina interpretata nel primo film da Suzanne Bianchetti che veste i panni della sovrana anche nell’epico Napoleone (1925) di Abel Gance.

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Nel 1938 il famoso produttore hollywodiano Irving Thalberg offre alla moglie Norma Shearer, una delle attrici più amate della sua epoca, l’occasione di vestirsi da Maria Antonietta in una super produzione diretta da W.S. Van Dyke. La sceneggiatura, alla cui stesura collabora anche Francis Scott Fitzgerald, si ispira alla biografia di Stefan Zweig che analizza il “soggetto” sulla base delle teorie psicanalitiche di Freud. Pieno di errori storici e banali semplificazioni, ma fastoso e luccicante il film è un grande successo anche perché il conte Fersen ha lo splendido physique du rôle del giovane e bellissimo Tyrone Power e tutto sommato la passioncella (non consumata) della regina, sposata a un noioso Luigi xvi (Robert Morley) può essere compresa e anche giustificata.
Nella “Marsigliese” – “La Marseillaise” – del 1938, un film interamente finanziato da una sottoscrizione pubblica, Jean Renoir, che non ha alcuna simpatia per la monarchia, accusa la regina di nefandezze tali da giustificare la rivoluzione e la sua fine sulla ghigliottina. Il regista riprende tutti i luoghi comuni e le calunnie su Maria Antonietta (Lisa Delamare): volgare idiota, crudele, traditrice, spendacciona, incestuosa. Nel film Luigi XVI è interpretato da Pierre Renoir, fratello di Jean; i due sono i figli del celebre pittore impressionista Pierre Auguste.

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Quasi venti anni dopo Jean Delannoy in “Maria Antonietta regina di Francia” (1955) prende totalmente le parti della sfortunata sovrana e della famiglia reale; la consulenza dello storico Philippe Erlanger consente al regista di tracciare un ritratto a tutto tondo della moglie di Luigi XVI nella varie fasi della sua vita: bella e spensierata e poi esempio di coraggio e forza morale quando cade nelle mani dei Giacobini. La scelta dell’attrice contribuisce a rendere il film ancora più emozionante. La splendida Michèle Morgan è una Maria Antonietta prima seducente e poi drammatica; la bellezza, l’eleganza e la recitazione altamente drammatica della bellissima attrice umanizzano molto il personaggio e trasformano la regina in una vera eroina.

I cento volti di Maria Antonietta al cinema e in tv

Annie Ducaux, celebre attrice della Comédie française, sarà per ben due volte regina di Francia: la prima nel 1958 nell’episodio “La mort de Marie Antoinette” (diretto da Stellio Lorenzi9 che fa parte della serie televisiva di grande successo “La caméra explore le temps” realizzata con il contributo di due storici André Castelot e Alain Decaux. Cinque anni dopo l’attrice torna a vestire i panni della sovrana nella mini serie televisiva “Il cavaliere della Maison Rouge”, tratta dal romanzo di Alexandre Dumas e diretta da Claude Barma, che racconta la “cospirazione del garofano” organizzata per liberare Maria Antonietta prigioniera alla Conciergerie. Visto il successo – anche per la commovente interpretazione di Annie Ducaux – i produttori decidono di distribuire nelle sale cinematografiche una versione ridotta e adattata per il grande schermo. Il romanzo di Dumas era già stato portato al cinema da Vittorio Cottafavi nel 1953 con il titolo “ Il principe dalla maschera rossa” e Renée Saint-Cyr come Maria Antonietta.
Gli anni ’70 del Novecento puntano alla dissacrazione dei miti e la rivoluzione francese non sfugge alla rilettura in chiave ironica di Bud Yorkin che in “Fate la rivoluzione senza di noi” (1970) con Gene Wilder e Donald Sutherland propone la parodia (alla Mel Brooks di cui, fra l’altro, Wilder è uno degli attori preferiti) di un film storico con l’attrice inglese Billie Whitelaw nel ruolo di Maria Antonietta.

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La televisione francese nel 1975 dedicata una serie in quattro episodi alla vita della regina che ha il volto di Geneviève Casille e il risultato è un affresco storico, spettacolare e fastoso (158 attori, 500 comparse, quasi 1000 costumi) che traccia abbastanza fedelmente la vita di Maria Antonietta pur inserendo alcuni aspetti romanzati. In questo “Marie Antoinette” televisivo (diretto da Guy Lefranc) la sovrana è la solita ragazza frivola, spendacciona ed egoista, solo la fine drammatica riesca a dare di lei una immagine diversa. L’operazione ha un grande successo anche se qualcuno noterà che lo sceneggiato è una specie di favola alla rovescia che finisce con il contribuire alla dissacrazione della monarchia.
Nel 1982 Ettore Scola dirige il “Il mondo nuovo” – La nuit de Varennes – che racconta la notte in cui la famiglia reale tenta di abbandonare la Francia, ma nella realtà la fuga è solo un pretesto per parlare di altro, cioè della fine di un mondo e del nuovo corso della storia.
Il bicentenario della Rivoluzione francese celebrato in pompa magna nel 1989, è l’occasione per molti film a tema e diverse serie televisive.

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Il monumento a Jefferson e dietro la passerelle Solférino

Nella “Rivoluzione francese” (kolosal per la tv di Robert Enrico) la Maria Antonietta di Jane Seymour è quasi solo una comparsa, mentre nella “Austriaca” – diretto da Pierre Granier-Deferre e sceneggiato da ancora una volta da Alain Decaux e André Castelot a partire dalle minute del processo – la regina è il commovente personaggio principale. Ute Lemper interpreta in modo superbo la regina martire spogliata della sua corona ed eroica davanti alla morte ingiusta. In “Maria Antonietta, regina di un solo amore” (1989) Caroline Huppert sembra voler riabilitare la regina che ha il bellissimo volto di Emanuelle Béart.
Maria Antonietta non può mancare in un film dedicato alla vita avventurosa dello scrittore Pierre Augustin Caron de Beaumarchais considerato uno dei precursori della rivoluzione francese. Nell’ “Insolente” – L’insolent Beaumarchais 1996 di Edouard Molinaro – la reine ha il volto di Judith Godrèche e svolge un ruolo non da poco: è lei che legge al marito “Le nozze di Figaro” e il sovrano sconvolto decide di far arrestare l’autore.

La Maria Antonietta di Sophia Coppola

Il molto pubblicizzato e criticato “Marie Antoinette” (2006) di Sophia Coppola, con Kirsten Durst nel ruolo della regina, non è un film storico in senso stretto. Pur raccontando la vicenda della sovrana francese lungo un arco di vent’anni, la Coppola si concentra sull’immagine di adolescente smarrita alla quale accorda l’affettuosa complicità che si tributa a chi viene sentito simile. Non a caso la regista ha rielaborato personalmente il “carattere” di Maria Antonietta, a partire da una biografia di Antonia Fraser.
Sempre nel 2006, forse per sfruttare l’onda di interesse provocata dal film della Coppola, escono due docu-film dedicati alla vita di Maria Antonietta, il primo con produzione franco americana è diretto da David Grubin, il secondo, per la regina di Frances Leclerc e Yves Simoneau è interpretato da Karine Vanasse. Nel 2009 il regista Arnaud Sélignac firma il secondo episodio della serie “Ce jour-là tout a changé” dedicata alle cinque giornate che hanno cambiato la storia francese: “L’évasion de Louis XVI” (con Estelle Skornik nel ruolo dell’ormai ex sovrana) racconta la fuga di Varenne. Queste produzioni storiche a metà fra il film e il documentario riscuotono molto successo e nel 2011 è la volta di “Louis XVI, l’homme qui ne voulait pas être roi” di Thierry Binisti (Maria Antonietta è Raphaëlle Agogué) terza parte di una trilogia dedicata a Versailles (“Versailles le rêve d’un roi” e “Louis XV, le soleil noir”) che cerca di ricostruire la biografia dell’ultimo sovrano senza tutti i luoghi comuni più banali.
“Les adieux à la reine” (2012) di Benoît Jacquot è la più recente pellicola dedicata alla regina di Francia (che qui ha il volto Diane Kruger) ed è tratta dal romanzo “Addio mia regina” di Chantal Thomas nel quale la storica immagina gli intrighi di corte nel luglio 1789.
Maria Antonietta è la protagonista anche di molti documentari, docu-fiction e lavori teatrali, ma appare anche in una famosa serie manga “La rosa di Versailles”, più noto in Italia come “Lady Oscar” creato da Riyoko Ikeda, a partire dal 1973, e poi trasformato in anime, nel 1979, con la regia di Osamu Dezaki. La Ikeda, affascinata dalla biografia di Stefan Zweig, decide di creare una storia sulla regina, inizialmente personaggio principale del manga, poi essere eclissato, nella seconda parte dell’opera, da Oscar François de Jarjayes, giovane aristocratica allevata come uomo e ufficiale delle Guardie Reali.

Veramente ci sarebbe anche un altro film, “Billets pour Trianon” ma per saperne di più leggete qui 

Ringrazio come sempre l’amica Alice Mortali che oltre ad avere organizzato il bellissimo tour dedicato alla reine, si è confrontata spesso con me sul tema “cinema e Maria Antonietta”.

Con questo post vorrei iniziare a parlare di re e regine al cinema, però non mi prendete in parola perché come sapete sono come la strada per l’inferno “lastricata di buone intenzioni”.

Le foto di Jefferson in Paris sono dei fermo immagine dal film, le foto di Parigi sono le mie.

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39 Commenti

  1. Alex ha detto:

    Allora si dà il via a cinema e reali, grande impresa perchè le pallicole che trattano di questi argomenti sono numerosissime e ottengono sempre successo di publblico, a sottolineare se ancora ce ne fosse bisogno quanto questi argomenti siano seguiti da tutti e non solo da appassionati ossessivi. Leggendo questa carrellata di pellicole viene voglia di vederle tutte o quasi ma purtroppo la maggior parte sono introvabili e mai distribuite in Italia (che novità).

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      non ti dico che le ho viste tutte, ma molte si. parecchie ormai le trovi on line su youtube ho visto parecchi spezzoni 😀
      ps però Jefferson in Paris lo devi vederee. DEVI

      • Alex ha detto:

        Già visto e rivisto e come dici tu il rumore dei passi sul parquet ti porta subito nelle meravigliose residenze francesi del Settecento.

  2. Ale ha detto:

    devo vedere assolutamente questo film su Jefferson! purtroppo per ora l’ho solo trovato su un sito che dà un link oscurato 🙁 se lo trovate fate un fischio 😉

    ps. sempre per restare in tema tv .. appassionati di downton Abbey lo sapete che è iniziata la 5 stagione?

    • Dora ha detto:

      jeffersons in paris l’avevo visto di sfuggita una volta ma non mi aveva preso granchè.

      OVVIO che sono in pari con la programmazione inglese di Downton abbey!!!!!!!!!!
      XD
      ps- eeeeh, lady violet a palazzo d’inverno dev’essere stata uno spettacolo!!! XD

      • Ale ha detto:

        ma sai che ho pensato la stessa cosa, poi da un po’ sono molto affascinato dalla russia zarista. il personaggio di maggy Smith è quello che mi piace di più. diciamo che guardo la serie per l’ambientazione e per lei, la storia non è proprio il massimo.
        pensa che il giorno in cui esce la puntata settimanale è lo stesso in cui mettono anche quella di big bang theory, serie che adoro… praticamente passo la sera del martedì o del mercoledì tutta all’insegna dell’inglese 😀

  3. Chloe ha detto:

    So già in partenza che approfitterò molto di questo post e di tutti i vostri commenti che seguiranno per ampliare le mie conoscenze sulla filmografia royal che purtroppo non sono come vorrei … 🙁

    @ale – Sì, non potevo non dar retta ai consigli di inizio anno e mi sono convertita alla “versione purista”, come l’avevi chiamata tu 😉 , e l’ho proprio apprezzata. In estate mi sono portata in pari con la 4° stagione di Downton Abbey, mi avevate dato proprio una bella dritta con lo streaming sul web. Due domeniche fa ho visto il primo episodio della 5° stagione … poi tra una cosa e l’altra il tempo è volato … e mi sono accorta che siamo già al terzo episodio … nei prossimi giorni rimedierò!

    • Ale ha detto:

      @chloe hai fatto bene! dopo che vedo un telefilm in lingua originale, difficilmente poi riesco a guardalo in italiano, soprattutto se la “versione purista” è in inglese 😀

  4. elettra/cristina palliola ha detto:

    Bisogna assolutamente trovare gli spezzoni di tutti questi film e linkarli, qui per poterne parlare…devo dire che finora tutti quelli che hanno trattato di MA, che ho visto, non sono riuscita a seguirli fino in fondo…la fine, mi mette addosso un’angoscia infinita e devo lasciare….
    Bellissima l’idea di parlare di reali, attraverso il cinema, anche se non sempre i film sono così fedeli….a volte anche per esigenze sceniche, si tende a tagliar corto e omettere a volte dei passaggi fondamentali
    Avrei un suggerimento 😀 molti di voi, sicuramente non hanno visto la trilogia sulla Sissi…che ne dite, di quei tre?……mi sembra di sentire arrivare , da lontano, qualche improperio…va beh! ….ho scherzato!
    aspetto che qualcuno più agile di me a muoversi con il PC, mi dia delle dritte in proposito…Jefferson in Paris..per esempio…in fede, come si usa dire

    • Laura ha detto:

      Noooo! … Sissi no ! Film molto belli per i costumi ma dal punto di vista storico pessimi e completamente inattendibili. Recentemente hanno ritrasmesso Ludwig di Visconti che e’ certamente un capolavoro ma forse viziato da una visione un po’ truce del personaggio e quindi magari non del tutto attendibile. Anche qui Romy Scheneider interpreta Sissi …. ma che differenza con i film degli anni cinquanta…

  5. Laura ha detto:

    @ Marina, complimenti : una summa sul cinema e Maria Antonietta. Io di questo lunghissimo elenco credo di avere visto solo un film : Jefferson in Paris che mi e’ tanto piaciuto. La pittrice Vigee Le Brun nella sua autobiografia parla spesso di Maria Antonietta da lei ritratta piu’ volte : e’ suo il famoso ritratto di famiglia di Versailles. Vigee descrive la regina in termini entusiastici e in particolare ricorda la sua estrema gentilezza soprattutto se paragonata ad alcune esponenti della famiglia Bonaparte. Consiglio vivamente la lettura della autobiografia della pittrice che nel corso della sua movimentata carriera ha ritratto molti VIP ed e’ stata molto vicina a numerosi personaggi reali.

    • Alex ha detto:

      Laura grazie la cerco subito, approfitto sempre dei tuoi preziosi suggerimenti per reperire biografie. Grazie ancora una volta.

      • Laura ha detto:

        LIeta di essere utile. Io ho la versione in italiano (memorie di una ritrattista) di che e’ pero’ ridotta : la versione originale temo sia solo in francese e purtroppo non in inglese. Elizabeth ha incontrato nel corso della sua carriera oltre i reali di Francia, anche Caterina la grande, Paolo I, Alessandro I, i regnanti di Inghlterra, Austria e di vari stati italiani, ma anche i piu’ famosi pittori del suo tempo. Le sue descrizioni delle citta’, delle corti e dei circoli artistici sono interessantissime

  6. alice mortali ha detto:

    Marina che dire: un post completo e molto interessante…come sempre d’altronde!. Io li ho visti quasi tutti e devo ammettere che il migliore in assoluto è l’Autrichienne-l’Austriaca. un film vero, storicamente più che corretto che racconta la Maria Antonietta degli ultimi giorni, quella senza più orpelli ne artifici che coraggiosa va incontro alla morte. Divino.
    Un caro saluto e grazie a te 😉
    Alice

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      🙂
      con l’occasione volevo dire che per colpa di Alice mi sto appassionando molto al Settecento… con annesi e connessi, cioè libri, idee di viaggi, nottate in giro sul web…

  7. luka ha detto:

    @Marina
    Beh, spesso i due tomi Mareghetti li butterei non dala finestra ma in fronte all’autore: Jefferson in Paris non l’ho visto ma ha “lodato” alcuni film di Lync o di Cronenberg che….lasciamo perdere!

  8. luka ha detto:

    Quindi mi fido di te e alla prima occasione li vedrò !
    Come figlio della tv anni 80 vorrei segnalare i “ritratti completamente fasulli” di M.A. dati nei cartoni animati Lady Oscar e La Stella della Senna….ripeto fasulli ma tutti i bambini dell’epoca hanno avuto modo di conoscere la Regina!
    🙂

  9. http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    cattive notizie il libro della Vigée Lebrun c’è su amazon ma costa 85 euro. 🙁

  10. Dora ha detto:

    ci sono i tre volumi in francese alla biblioteca reale di torino, sono del 1835 non credo proprio che vadano in prestito per farsi un giretto nella fotocopiatrice… :/

    – versione inglese del 1989
    Biblioteca dell’Università di scienze gastronomiche – Bra – CN
    Memoirs of Madame Vigée Lebrun / translated by Lionel Strachey ; introduction by John Russell

    – Biblioteca dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti – Torino – TO 1890 circa

    – questa versione del 1954 se avete voglia di farvi un viaggetto a napoli (Biblioteca di storia dell’arte Bruno Molajoli) ma forse è un estratto?
    http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&sort_access=&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522Vig%25C3%25A9e%2BLebrun%2522&select_db=solr_iccu&totalResult=28&saveparams=false&nentries=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+Vig%C3%A9e+Lebrun+%28parole+in+AND%29+&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&do_cmd=search_show_cmd&resultForward=opac%2Ficcu%2Ffull.jsp&brief=brief&&fname=none&from=11

    – questa è la versione di Laura e qui ci sono le biblio dove si può trovare

    Sistema bibliotecario urbano di Bergamo – Bergamo – BG
    Biblioteca civica Uberto Pozzoli – Lecco – LC
    Biblioteca comunale centrale – Milano – MI
    Biblioteca comunale Teresiana – Mantova – MN
    BIBLIOTECA COMUNALE DI CAMPONOGARA – Camponogara – VE
    BIBLIOTECA COMUNALE DI SPINEA – Spinea – VE
    Biblioteca del Centro donna – Venezia – VE
    ISTITUZIONE PUBBLICA CULTURALE BIBLIOTECA CIVICA BERTOLIANA – Vicenza – VI

    • Charlotte ha detto:

      Cara @Dora
      metto qualche link utile alla consultazione on line dei Souvenirs della Vigée Lebrun
      A questo link http://gallica.bnf.fr/VisuSNE?id=oai_numilog.com_176529&r=&lang=EN si può acquistare (5,49 a volume) la versione digitale dell’edizione 2012 in francese.
      Altrimenti qui http://www.gutenberg.org/ebooks/search/?query=lebrun c’è l’edizione del 1835 in tre volumi scaricabile gratis in varie versioni ma non PDF.
      Qui https://archive.org/details/SouvenirsDeMadameLouise-elisabethVigeeLebrunV31835-1837 invece il volume terzo dell’edizione 1835 anche in versione PDF. Idem per il volume secondo https://archive.org/details/souvenirsdemadam02vig . Il volume primo, ma nell’edizione del 1869, invece è qui http://books.google.it/books?id=ETUDAAAAYAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false
      Digitando il titolo nella stringa di ricerca di google escono fuori anche altri link.
      In linea generale moltissimi libri non più coperti da copyright specialmente ottocenteschi ma anche più antichi (o anche dei primi anni del ‘900) sono on line consultabili e scaricabili gratuitamente. Un sito molto interessante è Internet Archives dove sono riuniti moltissimi libri messi on line da università europee e statunitensi (non italiane ovviamente!). Poi c’è Gallica la sezione specializzata digitale della Biblioteque Nationale de France che contiene un numero enorme di pubblicazioni francesi. Da non trascurare Google books con tantissimi testi anche italiani, on line perché presenti in biblioteche straniere.
      Per mia esperienza personale, dovendo spessissimo consultare per lavoro testi antichi, ritengo che l’Italia in questo campo sia all’età della pietra e non aggiungo altro perché la questione mi fa veramente uscire dai gangheri.

      • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

        grazie sei stata gentilissima a darci tutte queste informazioni. in Italia di grazia che c’è l’opac il catalogo on line delle biblioteche anche se poi scoprire che il prestito interbibliotecario è fantascienza. 🙁

  11. annarita ha detto:

    @Ale, tu che conosci bene la storia dei Savoia, sai se esiste una biografia di Maria Clotilde,la figlia di V. Emanuele II?

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      si esiste una biop di lei e della figlia “due principesse fra parigi e torino” mi pare si intitoli, l’ho sfogliata alla Sormani a Milano, interessante ma datata

    • Ale ha detto:

      purtroppo oltre a quello che ti ha consigliato @marina non ne conosco altri. in italia purtroppo non ci sono molte biografie su principi e principesse reali 🙁

  12. Laura ha detto:

    Mamma mia ! MI pare di avere sollevato un polverone con la mia citazione di Elisabeth Vigee Le Brun ..ma sono contenta perche’ anche se riuscite a mettere le mani solo sulla versione ridotta in italiano (memorie di una ritrattista) si tratta lo stesso di una lettura interessantissima e piena di anedotti. Il prestito interbibliotecario qui a Catania funziona. Io ho ricevuto diverse pubblicazioni attraverso la Regionale e non sono piu’ una studentessa da parecchi anni …..

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      qui purtroppo no 🙁
      cerco le memorie in italiano anche se a me le versioni ridotte mi rompono sempre un po’.
      quando vado a Milano sono assidua della Sormani dato che la mia amica Giulia vive praticamente in fondo a una delle strade vicine quindi ci metto un attimo ad arrivare, a uscire meno 😉

  13. Alessandro (Aigrette) ha detto:

    Cara @marina e cari amici tutti, riesco a leggervi poco ultimamente, ma ci sono.
    Mi manca la buona abitudine di stare con voi, ma mi fa molto piacere vedere che il gruppo è ben saldo e che oggni tanto c’è qualche new entry.

    Così, tanto per rimanere in tema film e reali, stasera su Rai 3 c’è “The young Victoria” prodotto da Martin Scorsese e da Sarah Ferguson che ha vinto l’oscar nel 2010 per i miglior costumi.
    Se non sbaglio, la stessa figlia di Sarah, Beatrice, ha un cameo nel film.

  14. http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    dovrebbe essere tornato tutto a posto. ma stavolta è stata colpa mia… 🙁
    e con l’occasione vi segnalo che questo sito di viaggi molto carino mi ha chiesto un post, eccolo qua
    http://www.trippando.it/una-parigi-da-perderci-la-testa-viaggio-alla-ricerca-di-maria-antonietta/

    e la mia amica di penna Sabrine d’Aubergine ha messo on line il suo blog completamente rinnovato, guardate che meraviglia http://www.fragoleamerenda.it

  15. Ale ha detto:

    mi sono perso qualcosa? ci sono stati dei problemi con il blog?
    @marina parigi è sempre parigi. ho letto il tuo post e ho apprezzato il tuo consiglio finale 😀 non so se riuscirei in effetti a girare la città solo sulle orme di maria Antonietta. io ai maschietti mi permetto di consigliare il museo della legion d’onore davanti alla gare d’orsay 😉

  16. Chloe ha detto:

    @Marina, non ti preoccupare, anzi, da sabato mattina hai risolto in fretta! 🙂 Letto il tuo post, non avevo mai fatto una full immersion parigina come in questi ultimi mesi 😉 Molto carino il blog di Sabrine, curioserò …

  17. Martina P. ha detto:

    Ammetto la mia ignoranza perché non avevo mai sentito parlare del film “Jefferson in Paris”, ora sono curiosa. Certo su Maria Antonietta sono stati scritti tanti libri, più o meno esatti, e fatti tanti film di cui non ne ho visto neanche uno. L’unico che ho seguito un pochino è “La Rivoluzione Francese” con Jane Seymour perché ce lo consigliò il professore di Storia alle superiori, per il resto li ho sempre trovati un po’ caricaturali, forse anche perché sulla figura di Maria Antonietta vi sono tante leggende.

  18. Ody ha detto:

    Scrivo (anche se dopo molto tempo dalla pubblicazione del post originale), non solo per complimentarmi sulla dotta carrellata sui film di ambientazione epoca pre-rivoluzione francese (e Maria Antonietta in particolare), ma per dire due parole su Jefferson. È un personaggio che riscuote tutte le mie antipatie per la sostanziale ipocrisia della sua vita, divisa tra posizioni (teoriche) libertarie e atti (pratici e reali) molto retrivi e da schiavista.
    Ho visitato la sua famosa dimora di Monticello, in Virginia, ho vissuto l’atmosfera dell’Università di Charlottesville, da lui fondata e dove, invece, con grande senso dell’etica della ricerca storica, hanno smascherato il Jefferson proprietario di schiavi, stupratore di minorenni e quant’altro.
    E al tempo stesso ho visto come la divulgazione storica ufficiale, negli Stati Uniti, ancora mascheri e nasconda questi lati oscuri del personaggio: basta visitare il Museo di Storia Americana dello Smithsonian a Washington DC, con una sezione dedicata a Jefferson dove si cerca di giustificare la sua doppiezza e non si fa menzione del 9 o 11 figli illegittimi concepiti con le schiave della piantagione e poi abbandonati a se stessi.
    Se ne dovrebbe parlare di più.
    La storia deve rappresentare la verità, anche quando abbatte dei supposti miti.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      interessante questo tuo commento. all’università ho studiato per un esame di storia americana schiavismo e guerra civile e io credo che la giustificazione venga da questo, dal fatto che nel sud era appunto la prassi. non era lui l’eccezione, ma tutti o quasi i proprietari di schiavi consideravano quei gesti la normalità. a leggere quanto accadeva si resta basiti di come abbiano potuto ammettere e tollerare lo schiavismo per quasi cento anni dalla creazione degli Stati Uniti.

      • Ody ha detto:

        Questo tipo di giustificazionismo, però, viene a cadere se si pensa che Washington liberò gli schiavi quando si sposò con una proprietaria di piantagioni. E soprattutto se si considera come Jefferson scrisse sull’uguaglianza fra uomini e poi non la mise in pratica. Non solo: fu uno schiavista particolarmente dediti ai cosiddetti “amori servili”. Peccato che si trattasse di ragazzine che stuprò e mise abbondantemente incinta.
        Sono sempre rimasta colpita dal fatto che poi, appena morto lui, la figlia legittima erede libero gli schiavi, a cominciare dalla sua coetanea nera al cui stupro-seduzione doveva avere assistito proprio a Parigi

        • Pellegrina ha detto:

          E, Ody, si rimane non poco stupiti anche difronte all’atteggiamento di Ivory che nel film affronta l’argomento ritraendo una sorta di Lolita nera e petulante che fa di tutto per sedurre un riluttante padrone… Si sa: Ivory edulcora e narcotizza tutte le storie che realizza a partire dal tanto sbrodolato Camera con vista, ma da quel che dici qui davvero va al di là del solito. Ma gli spettatori, basta che li anneghi nei pizzi e si fan raccontare la qualunque… chissà se almeno la critica se n’è accorta.
          Non conosco quasi nessuno di questi film, Les adieux à la reine però è molto bello e recitato da tre splendide attrici, specialmente quella che interpreta Maria Antonietta resa in tutta la sua famosa gentilezza, seduzione e indifferenza (le altre sono la sua lettrice e la sua amica Polignac).

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