Hannover300anni

Fra pochi giorni George Mountbatten-Windsor, familiarmente conosciuto come George di Cambridge * festeggerà il suo primo anno di vita. Sembra ieri che eravamo tutti – e quando dico tutti intendo proprio tutto il mondo, potenza dell’effetto magico delle monarchie su tutti noi rigorosamente repubblicani – sulle spine in attesa di questa nascita così normale, ma così particolare.
Il piccolo futuro re – è terzo nella linea di successione al trono dopo il nonno Carlo e il padre William – ha già avuto diritto alle prime pagine e alle copertine dei giornali e ogni sua apparizione pubblica è sempre un grande successo, ma i genitori e la Casa reale dosano sapientemente ogni sua uscita pubblica. George si vede solo quando è necessario e opportuno; presente a ogni tappa del viaggio di William e Kate in Australia e Nuova Zelanda è stato però protagonista in alcuni eventi organizzati ad hoc. Insomma il pargolo reale promette bene, sorridente, sereno, poco capriccioso, molto legato alla mamma, curioso e molto, molto carino.

Per uno strano caso – o forse non proprio per caso – il futuro re si chiama George (VII del nome) esattamente come il primo Hannover che esattamente trecento anni fa è salito sul trono inglese. Nonostanteil nome di famiglia sia cambiato, prima per via del matrimonio della regina Vittoria e poi per la volontà di degermanizzare la dinastia durante la I guerra mondiale, i reali inglesi restano di fondo degli Hannover e infatti quest’anno molti siti storici e palazzi reali celebrato l’evento con mostre a tema.

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Giorgio di Brunswick-Lüneburg principe elettore di Hannover (1660-1727) conquista la corona praticamente senza colpo ferire grazie al fatto di essere da un lato discendente diretto di Giacomo I Stuart e dall’altro di comprovata fede luterana. In effetti Giorgio, sta benissimo nel suo staterello e ci mette una paio di mesi a lasciare l’amata Germania dalla quale non si staccherà mai definitivamente. Ma come rinunciare a un trono così prestigioso? L’insieme di fatti che portano questa dinastia tedesca sul trono inglese (dove si trova ancora oggi) è strana e alla base c’è una rivoluzione di cui gli Hannover non sono protagonisti, né partecipi, neanche nel ruolo di comparse, al massimo ne sono spettatori e poi beneficiari.
Nel 1688 l’Inghilterra si solleva contro Giacomo II Stuart, odiato per le sue tendenze dispotiche e sospettato di voler restaurare il cattolicesimo come religione di stato. Giacomo ha due figlie di primo letto, Maria e Anna entrambe protestanti e sposate con principi delle stesse convinzioni e a loro dovrebbe andare il trono. Il re però si risposa a sorpresa con l’italiana e cattolicissima Maria d’Este e da queste nuove nozze nasce un figlio, il quale secondo le norme dinastiche scavalca i diritti delle sorelle. La situazione diventa presto insostenibile e, pressato da tutti coloro i quali non vedono di buon occhio la politica pro potenze cattoliche (perché di religione si parla in teoria, ma anche di alleanze, di rapporti economici, di interessi) di Giacomo II, sbarca in Inghilterra l’olandese Guglielmo di Orange, marito di Maria e figlio di una Stuart.
Al re abbandonato da ministri, nobili e dal popolo, non resta che la fuga. La “felice e gloriosa rivoluzione” è conclusa senza fare vittime, il ramo maschile e cattolico degli Stuart non tornerà mai più sul trono di San Giacomo; regneranno infatti prima Maria insieme al marito Guglielmo II e poi la sorella minore Anna che muore nel 1714 priva di successori diretti. Nel frattempo però il Parlamento aveva regolato la successione alla corona, escludendo gli eredi maschi di Giacomo Stuart perché cattolici e designando invece di discendenti dell’elettrice Sofia di Hannover, figlia di Elisabetta Stuart (a sua volta figlia di di Giacomo I) che nel 1613 era andata sposa a Federico elettore del Palatinato. Una ascesa al trono quella degli Hannover di carattere eminentemente moderno e democratico, non per diritto di conquista o per manovra dinastica, ma per decisione del Parlamento. Da questo momento i rapporti dei sovrani con la nazione saranno molto diversi rispetto al passato, l’antica monarchia per “diritto divino” scompare per lasciar posto ad una monarchia parlamentare.
Il nuovo re, un signore tedesco di 54 anni, dai grossi occhi azzurri sporgenti e dal viso collerico, ha un figlio con il quale non va d’accordo, una ex moglie segregata da anni in una specie di castello-prigione (da quando cioè è stata scoperta la di lei infedeltà) e un certo numero di amanti, tutte una singolare bruttezza.
Giorgio I, contrariamente ai suoi contemporanei è totalmente impermeabile alle seduzioni delle arti figurative ed all’architettura (infatti le dimore reali inglesi saranno per circa un secolo particolarmente trasandate, almeno fino all’arrivo di quel grande esteta ed appassionato di arredamento che sarà re Giorgio IV), ma da buon tedesco adora la musica. Appassionato ed anche esperto, il sovrano ama l’opera e la musica da camera, nel suo regno di Hannover va spessissimo a teatro, organizza concerti privati ed ha come maestro di cappella un musicista di grande fama: Georg Friedrich Händel. Intorno al 1712 il compositore, che desiderava evadere dall’atmosfera un po’ soffocante della corte hannoveriana, chiede al sovrano il permesso di fare un viaggio, meta prescelta Londra, cioè futuro regno del suo datore di lavoro. Georg Friedrich si trova talmente bene nella capitale del Regno Unito da dimenticare tutti i suoi precedenti impegni e fra una cosa e l’altra gli scade anche il lasciapassare. Giorgio di Hannover, ormai I come re d’Inghilterra, giungendo a Londra due anni dopo trova il suo kappellmeister felicemente acclimatato e la cosa gli dà particolarmente sui nervi tanto da rifiutarsi di riceverlo a corte. Il geniale Händel si inventa subito uno stratagemma per rientrare nella grazie del monarca. Un giorno, mentre il re e il suo seguito stanno scendendo lungo il Tamigi, dal palazzo di Whitehall a Limehouse, una barca si avvicina al battello reale e sulla tolda una piccola e scelta orchestra esegue una serie suite composte da Händel per l’occasione. L’effetto particolare di quelle note sull’acqua colpisce Giorgio che chiede per tre volte ai musicisti di ripetere il brano e infine domanda chi ne sia l’autore. Svelato il mistero ogni risentimento scompare, Händel, con la sua “Water Music”, ha saputo riconquistare l’affetto del sovrano il quale gli accorda il titolo di “compositore di corte” e la naturalizzazione inglese.

Ecco qui la suite più celebre della serie
http://www.youtube.com/watch?v=TRNmXwNnB9w&feature=related
Che dite, non lo avreste perdonato anche voi?

Il brano, concepito per essere eseguito all’aperto, prevede, al fine di una migliore resa sonora, un gran numero di strumenti a fiato oltre che il consueto quintetto d’archi. Nella sua “Guida all’ascolto della musica sinfonica” Giacomo Manzoni parla di “una musica vigorosa, ricca di effetti contrastanti, robusta nell’intonazione, spesso popolaresca, sempre di immediata comunicativa” nella quale “gli strumenti a fiato, che hanno un ruolo preponderante, contribuiscono a dare a tutta la partitura un colorito speciale, assolutamente unico nel suo genere”.

Giorgio II

Giorgio II

Nella dinastia hannoveriana il nome George torna altre sei volte e due per puro caso. Dopo Giorgio I è la volta di Giorgio II suo figlio, a questi succede il nipote Giorgio III il famoso re pazzo che però è anche il primo Hannover quasi completamente “britannico”, cioè nato in Inghilterra, di madrelingua inglese e soprattutto più interessato ai fatti del regno insulare che a quelli del lontano elettorato tedesco.

Giorgio III

Giorgio III

Il figlio ed erede Giorgio IV sarà per una decina di anni “Reggente”. Poi dopo questa sfilza di George tocca a Vittoria e a Edoardo VII. Giorgio V è un caso essendo un secondogenito e anche Giorgio VI pure lui dotato di un fratello maggiore che però sceglie di abbandonare la corona per amore. Fra l’altro il padre di Elisabetta II non si chiamava affatto George ma Albert, detto Bertie, naturalmente in onore del marito di Vittoria avendo avuto la fortuna o la sfortuna di nascere il giorno esatto dell’anniversario della morte del bisnonno. Il nome da re Bertie lo sceglie naturalmente in onore al padre diventando il sesto della serie. E il prossimo sarà George a meno che Carlo non ci faccia qualche sorpresa considerando la poca fortuna storica del suo nome.

Giorgio IV

Giorgio IV

* nei giorni scorsi su Radio Deejay si chiedevano quale fosse il cognome di George, la risposta è stata “di Cambridge” ma nella realtà il bambino come suo padre e suo nonno si chiama Mountbatten-Windsor, Cambridge è il titolo di cortesia del padre e viene usato appunto per convenzione.

ps 1 il post è  la parziale rielaborazione di un post vecchissimo. mi piaceva troppo l’idea di ricordare questa storia e all’epoca non era stato molto letto.

ps2 volevo farvi un lungo discorso sulla questione della pubblicità, invece sarò breve. Ho deciso per il no, dopo un anno di ricerche, contatti, proposte e valutazioni. Il blog sarebbe snaturato e io sinceramente ogni volta che entro da qualche parte e mi si aprono schermate, video, finestre e chi più ne ha più ne metta, provo solo un gran nervoso. Per non parlare delle pubblicità che si agganciano da sole e non ti mollano più tipo quella del “Santo Graal del dimagrimento”, dei link sponsorizzati spesso nascosti nel testo e dei post/marchetta. Sto valutando un’altra opzione che non so se piacerà a tutti, ma è quella più semplice, lineare e corretta. Ne riparliamo fra qualche settimana. Ma vi assicuro che non diventerà un blog a cui si potrà accedere solo pagando o abbonandosi. 

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88 Commenti

  1. elettra/cristina palliola ha detto:

    Per tornare a FB…sento che molte persone sono molto reticenti all’iscrizione, e giustamente, è una scelta , ognuno fa come meglio crede, ha delle ragioni, per farlo e io non voglio convincere nessuno…però a me è successo un fatto incredibile che , @Marina vorrà perdonare, ma vi voglio raccontare
    Una nostra lettrice silenziosa, un giorno mi ha chiesto l’amicizia che sono felicissima di averle dato, perchè è diventata una preziosa , cara e divertente , ma anche profonda interlocutrice…con questa persona abbiamo un dialogo quotidiano e sulla sua pagina scrivono anche altre persone della sua stessa statura….un giorno rispondendo a un suo intervento sulla giornata della memoria, che riguardava un partigiano, anch’io raccontai, la storia di un mio zio, ora morto, che era stato partigiano negli stessi luoghi, di cui si parlava, anzi aggiunsi che la famiglia di mio nonno era dovuta sfollare dalle città in cui abitava in quel momento, perchè mia nonna di madrelingua tedesca era semi- sequestrata dalla Gestapo per fare da interprete durante gli interrogatori e non volendolo fare e non sopportando la violenza a cui doveva assistere, sotto la minaccia della fucilazione, se si fosse rifiutata, furono tutti costretti alla fuga e dovettero riparare, in montagna, in una cascina ,dove rimasero fino alla fine della guerra, e dove ebbero molte difficoltà, tra cui il rifornimento viveri….ebbene, tra le persone che scrivono sulla pagina di questa nostra amica silenziosa, c’è il figlio, delle persone che hanno aiutato i miei nonni a sopravvivere, sia per l’amicizia che hanno offerto, sia per i beni materiali tra cui i viveri, che spartivanno con loro…egli, dal mio racconto, mi ha riconosciuta, anche se io ero sotto falso nome e dopo , in privato ci siamo scritti , palesati…anch’io da quello che raccontava ho riconosciuto i miei nonni cose che solo chi li ha frequentati o ha ascoltato i racconti di quel periodo, poteva sapere…..mi ha parlato di alcuni oggetti che ancora conserva nella sua casa e che furono dei regaletti che mia nonna faceva , anche per sdebitarsi dal continuo aiuto che ricevevano da queste brave e generose persone
    Se non era per FB. io non conoscevo nessuna di queste stimabili persone, quindi, voglio dire, che non lo si deve vedere come un pericolo o una bestia nera…alla nostra età – e qui siamo tutti grandi, maggiorenni e vaccinati-può essere un buon mezzo di comunicazione e di scambio di informazioni e pareri
    @Marina scusa di nuovo, ma io ho trovato questa cosa che mi è successa molto bella ed emozionante..ripeto, non voglio convincere nessuno, ma neanche precludersi la possibilità di avere altri orizzonti…

  2. Nicoletta ha detto:

    Bravi @ Alex, Ale e Marina. Anche io apprezzo molto l’iniziativa che mi piacerebbe condividere pur non essendo su Facebook. Ma spero che ci sia comunque il modo per dare il mio contributo. @Marina, quindi, vedi tu se posso essere utile e, poi, non essendo appunto su FB, ti auguro qui buon viaggio e buon divertimento che ti prego di estendere agli altri partecipanti. Non vedo l’ora di leggere i tuoi commenti… e sapere cosa ne pensi del castello di cui abbiamo parlato!

  3. annarita ha detto:

    Mi ricordo che fu interessata per un sopralluogo la gioielleria Bulgari. Dichiararono che era tutto a posto e che le perle non erano per niente ingiallite. Guardo se riesco a trovare qualche dichiarazione. Il libro di Papi mi fu regalato anni fa e ogni tanto lo guardo perchè è veramente bello.

  4. Alessandro (Aigrette) ha detto:

    Bellissima iniziativa la pagina su FB deo gioielli della corona d’Italia, come sapete non sono su fb, ma se doveste avere bisogno di me in qualsiasi altro modo, sono disponibile. 😉

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      grazieee. dopo le ferie faremo un post riassuntivo dell’idea e dell’iniziativa che vogliamo portare avanti.e con l’occasione ringrazio tutti quelli che non sono su FB per la pazienza. so che potete leggere ma non commentare ed è frustrante, mi dispiace. cercheremo di porre rimedio quanto prima. 😀

      • elettra/cristina palliola ha detto:

        anche quelli che non sono iscritti a FB possono leggere??? e dove,ohibò??? non che la cosa mi riguardi, perchè io ci sono, ma sono rimasta indietro di qualcosa…dove si deve andare, per leggere, solamente? giusto per informazione, se dovessi farlo sapere a qualche conoscente…grazie!

  5. Alessandro (Aigrette) ha detto:

    Credo di avere un po’ di confusione.

    Nell’articolato postato da @Laura si dice che il diadema di Musy è di quelli facente parte nella Banca d’Italia.
    Ma se non mi sbaglio la biscott…., ehm, la signora Marina Doria non lo indossava al matrimonio di Felipe e Letizia in Spagna?

    http://mx.hola.com/casasreales/2004/05/14/dinamarca_joyas5/

    qui i vari possibili modi in cui può essere indossato.
    http://lacortereale.blogspot.it/2011/10/il-diadema-di-musy-della-regina_13.html

    • Dora ha detto:

      musy gliene fece un botto, di diademi alle savoia.
      quello che la bisc… hem, lei, ecco, ha indossato alle nozze danesi era un altro.
      quello nella banca d’italia è il gran diadema, coi nodi savoia sormontati da perle a goccia

    • tody ha detto:

      Potrebbe anche essere una copia………………..visto che per i soggetti in questione le apparenza sono tutto

  6. annarita ha detto:

    @ Alessandro, hai perfettamente ragione, l’unico diadema conservato nel caveau della banca d’Italia a Roma è quello con perle e nodi savoia,insomma è quello che compare nelle foto ufficiali di Margherita ed Elena.Se può interessare il libro ” I gioielli di casa Savoia” scritto da S. Papi e Maria Gabriella di Savoia è in vendita a metà prezzo sul sito di IBS ma il volume è in inglese.

  7. Alex ha detto:

    @ Alessandro (Aigrette) anche se non sei su facebook puoi leggere ugualmente la pagina “Casa Savoia” e per qualsiasi suggerimento o commento vogliate fare chiedete pure a Marina la mia email e io lo pubblicherò per voi con il nome che mi direte di indicare. Questa è la pagina.
    https://www.facebook.com/pages/Casa-Savoia/1445348922396757?ref_type=bookmark

    Questo il gruppo “I Gioielli della Corona d’Italia: mettiamoli in mostra!” ma non so se questo sia visibile a chi non ha facebook.
    https://www.facebook.com/groups/569060786536894/

    Come spiegava Annarita il diadema indossato da Marina Doria è quello di Musy della regina Margherita, altro rispetto a quello conservato alla Banca d’Italia realizzato sempre da Musy per la regina Margherita.

  8. elettra/cristina palliola ha detto:

    l’annuncio dovrebbe essere dato dopo il terzo mese, inizio quarto…per George, furono costretti a dirlo, perchè lei fu ricoverata per nausea continua…se è vero, questa gravidanza si presenta, in altro modo, che non sarebbe un’eccezione…io trovo anche giusto che abbia un altro figlio e sarebbe anche il momento più opportuno…per il momento, che altro devono fare?..tre ,quattro figli e poi non se e parla più…non hanno certo il problema economico, del futuro e non sapere a chi lasciarlo, come lo abbiamo noi..possono esagerare, in numero, beati loro!

  9. Dinora ha detto:

    @Alex credo che il diadema di cui parlate sia proprio quello che indossa la Regina Margherita nella nostra foto! Questa sera la invio a Marina, con alcuni particolari che fatto sullo stesso diadema, perle, orecchini, bracciali e anelli. É una foto penso dell’epoca, penso, quindi un po’ ingiallita, c’è la firma del fotografo. Se Marina la vuole mandare via mail a te per Facebook non ci sono problemi.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      ok le giro, però mi sa che Alex si deve dotare di mail di servizio così che tutti possiate inviargli direttamente le foto anche perché io fra qualche giorno parto.

  10. annarita ha detto:

    Amici, se lo desiderate, ho l’elenco completo e con descrizione, dei gioielli contenuti nel caveau della Banca d’Italia. Sono nel libro di Papi. Mussy aveva rimontato un altro diadema, quello con le spighe di grano. Era stato ereditato dalla madre della regina Margherita dalla zia ,Elisabetta di Prussia. Margherita aveva fatto mettere dal gioielliere nel mezzo una rosa selvatica di diamanti. Fu portato sul velo per il loro matrimonio da Mafalda di Savoia e da Maria Pia. @Marina buone vacanze e ti aspettiamo presto.

  11. annarita ha detto:

    @Dora, non è quello indossato da Mafalda, è simile ma ha al centro una rosa antica di diamanti. Se trovi le foto di Maria Pia il giorno del matrimonio lo vedi.

  12. Dinora ha detto:

    @ Marina ti ho inviato le foto della fotografia della Regina Margherita.
    Buone vacanze!

  13. Ale ha detto:

    Finalmente ho trovato un punto dove c’è internet … Però sono di corsissima
    Vedo che state facendo una bella confusione sui gioielli dei Savoia 😀 consiglio a tutti il libro di papi e di m. Gabriella, al fondo del quale c’è anche l’inventario completo dei gioielli della corona presenti alla banca d’Italia.
    Tutto quello che c’è nel caveau con tanto di foto è qui:
    http://www.altezzareale.com/2011/11/07/gioielli-reali2/i-gioielli-delle-regine-ditalia/

    Questo fu il mio primo post (che adesso scriverei diversamente) e ha come fonte la più sicura, l’inventario del ’46 redatto al momento della chiusura del cofanetto.

    Di nuovo buone vacanze a tutti!! Non so quando riuscirò a commentare di nuovo

  14. Chloe ha detto:

    E’ arrivato anche per me il momento di salutarvi, finalmente domani il mare mi aspetta! 😀
    Buona estate … anche se finora a Milano mi è sembrato autunno …
    Buone vacanze, buon riposo, buon agosto a tutti … e a presto!
    Al mio rientro, come al solito, cercherò di recuperare il più possibile dei vostri commenti.

    @Marina – Salutami Paris! Mancano pochi giorni, buon viaggio e buon Maria Antonietta Tour!!!

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