Ottanta anni fa la morte di Alberto I del Belgio

Alberto&Elisabetta

Ottanta anni fa, il 17 febbraio 1934, Alberto I del Belgio muore cadendo durante una scalata a Marche-les-Dames. Il Belgio sconvolto dà un commovente addio a questo sovrano che ha incarnato così bene lo spirito di indipendenza del Paese durante la I guerra mondiale. Il dramma della famiglia è quello di una intera nazione.

Quello che segue è un vecchio post, scritto da un giovane lettore, sulla storia d’amore del futuro re con la principessa Elisabetta di Wittelsbach

ALBERTO I DEL BELGIO ED ELISABETTA DI WITTELSBACH: LETTERE DI UN AMORE

L’immagine che gli storici hanno dato di Alberto I del Belgio è quella di un uomo timido e riservato, convinto di non essere preparato all’importante ruolo inaspettatamente affidatogli, tanto da arrivare ad affermare che suo fratello Baldovino “[…] avrebbe fatto tutto meglio […]”. Nonostante questa sua introversione, l’allora futuro re dei Belgi non esitò a dichiarare il suo amore ad Elisabetta di Wittelsbach durante una romantica passeggiata nel bosco di Fontainebleau. Era il 30 maggio 1900 quando i due ufficializzarono il fidanzamento, appena tre anni dopo il loro primo incontro a Parigi in occasione del funerale di Sofia Carlotta di Baviera duchessa di Alençon, zia paterna di Elisabetta.

Fino al 2 ottobre 1900, giorno del matrimonio, i due saranno protagonisti di una fitta corrispondenza che sopperirà ai pochi incontri e che continuerà anche dopo le nozze. Quelle che si scambieranno sono lettere appassionate, ricche di sentimento e testimonianza di un amore spontaneo, cosa assai rara per le Case Reali dell’epoca.

Il giorno dopo il fidanzamento, Alberto I sembra già non poter più fare a meno di Elisabetta. Scrive: “Dopo averti lasciata, tutto mi pareva vuoto, anche le vie affollate di Parigi mi parevano un deserto…”. La futura regina dei Belgi, nata duchessa in Baviera, risponde non con meno entusiasmo e affetto: “In questi pochi giorni che abbiamo trascorso assieme ho imparato ad amarti con tutto il cuore! Ti amo veramente tanto! Come mai avrei creduto di poter amare. Sei tanto buono e gentile con me, che mi commuovi e mi rendi felice. Sai che non riesco a esprimere bene quel che sento per te, ma credo che tu mi capisca. Mi rallegro moltissimo al pensiero della tua lettera di domani. Ti abbraccio con tutto il cuore, mio caro Alberto”.

Ottantacinque anni dopo Maria Josè di Savoia, figlia di Alberto ed Elisabetta, rileggendo le lettere dei propri genitori, riconoscerà nella grafia del padre il carattere che lo contraddistingue: semplice, sensibile e riservato. “Non sempre so esprimere quel che vorrei” scrive l’allora principe ereditario del Belgio “Non sono un poeta. Ma posso dire che ti amo ogni giorno di più, e che il mio cuore e i miei pensieri ti appartengono”.

Il giorno del matrimonio si avvicina e i due si aggiornano vicendevolmente sulle attività che svolgono mentre sono lontani. La duchessa si dedica a lunghe cavalcate nelle pianure bavaresi mentre Alberto si appassiona alle numerose novità presentate all’Esposizione universale di Parigi. Il 15 settembre scrive: “Ieri ho passeggiato tutto il giorno all’Esposizione. Sono salito sulla torre Eiffel… Oggi andrò in pallone. E’ tutto molto interessante, ma devo farlo da solo, e invece che piacere sarebbe in compagnia di una moglie gentile e graziosa come te!”.

Il dispiacere per la lontananza appena accennato da Alberto viene ripreso molto più vivacemente da Elisabetta che impaziente risponde alle lettere del suo amato. “Se soltanto potessi entrare in questa lettera e, quando la aprirai, saltarti al collo e abbracciarti, wild, appassionatamente, mio carissimo Alberto…” scrive la donna “Ti mostrerei che ti adoro e ti amo con tutta me stessa, e farei quanto mi è possibile per esserti gradevole… Sono impazientissima di rivederti, e abbracciandoti quasi ti ucciderò…”. Ancora, in un’altra lettera, insiste: “Vorrei tantissimo venire da te e abbracciarti, tirandoti un po’ per i capelli. Ti amo tanto. Per te salterei nell’acqua e nel fuoco…”.

Finalmente, la sofferenza dei fidanzati termina e, il 2 ottobre, il matrimonio viene celebrato a Monaco di Baviera. Maria Josè, nella sua veste di storica di famiglia, riporterà nel suo libro Giovinezza di una regina l’ingresso della madre nella Chiesa di Tutti i Santi: “La bianca figura della principessa, tanto esile, tanto minuta, che avanzava verso l’altare, con emozione che la padronanza di sé non riusciva a nascondere, lasciò nell’assemblea un’impressione profonda. Lo strascico, lungo quattro metri, era sorretto da un paggio in costume blu e bianco, i colori del casato di Baviera”.

Dopo la cerimonia, la coppia si recò in Belgio dove venne acclamata dal popolo che approfittò di ogni occasione per manifestare il proprio calore e il proprio entusiasmo nei confronti della recente unione. I novelli sposi presenziarono ad alcune occasioni ufficiali, tra le quali la cerimonia civile al municipio, finché, liberi da ogni impegno, poterono infine partire per la Svizzera e l’Italia, mete prescelte del loro viaggio di nozze.

Al loro ritorno, Alberto ed Elisabetta andarono a vivere in Rue de la Science ma il loro scambio di lettere non terminò. Talvolta, infatti, i due erano costretti a stare lontani l’uno dall’altra. Spesso Alberto doveva viaggiare per adempiere i suoi doveri ed era in quei casi che spediva affettuose lettere alla moglie che ricambiava con sentimento. Un sentimento straordinario e profondo che avrebbe caratterizzato per sempre il loro incredibile legame.

 Gennaro G. G. Messina

Sono nato a Bari nel 1992, in un freddo pomeriggio di gennaio, ma ho sempre vissuto a Barletta, sulla costa adriatica pugliese. Ho conseguito quest’anno la maturità classica e sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza dell’università di Bari. Sin dall’età di quattordici anni ho cominciato a collaborare con alcuni periodici locali per i quali scrivo ancora oggi, occupandomi prevalentemente di cronaca. Ho anche curato alcune rubriche per conto di alcuni siti internet, in cui trattavo di critica letteraria e televisiva. Mi piace viaggiare, leggere e scrivere, sono un appassionato di cinema e di sport, dal calcio alla vela, e coltivo con entusiasmo lo studio dell’inglese, che spero possa essere presto affiancato da qualche altra lingua. Ovviamente m’interesso di Storia e in particolare delle vicende che hanno coinvolto le Case Reali europee, dai Tudor con Elisabetta I ai Savoia con Umberto II e Maria Josè. Dedico parte del mio tempo libero alla lettura di libri dedicati proprio ad alcuni personaggi “reali”. Probabilmente ho ereditato questa passione da mia nonna che, sin da quando ero piccolo, mi raccontava delle storie di re e regine, supportando le sue parole con i numerosi libri e volumi che ancora oggi conserva nella sua libreria. E’ a lei che devo questo mio interesse nei confronti della Storia e delle Case Reali, cosa assai insolita per i ragazzi della mia età, ma per la quale non posso fare altro che ringraziarla.

 

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17 Commenti

  1. LauraP ha detto:

    Articolo molto interessante, grazie a Gennaro per questo contributo. Non conoscevo queste lettere, davvero intense. Bella anche la foto, che uomo affascinante Alberto I.

  2. Angie ha detto:

    “Giovinezza di una Regina” è uno dei primi libri che lessi sui reali. Da allora non ho più smesso.

  3. Antonio ha detto:

    Complimenti a Gennaro per il bellissimo articolo!
    Fa piacere – e rincuora – constatare la bravura di ragazzi così giovani. Un caro saluto alla sua nonna.

  4. marina ha detto:

    Sono felice che il post di Gennaro vi sia piaciuto e speriamo chde abbia voglia di scrivere qualcos’altro per il sito.

  5. jacopoamedeo moretti ha detto:

    gennaro buongiorno….
    grazie molto toccanti ed interessanti…..
    aspettiamo altre “chicche” del genere 🙂
    jacopo

  6. nicole ha detto:

    Complimenti, Gennaro, e grazie.Fa piacere poi sentire un nipote legato alla nonna non solo da affetto ma da argomenti in comune.
    E’ bellissimo, te lo dice una che le due nonne le ha perdute a quasi 40 anni.

  7. Prinzessin Elizangela Franziska Eleonora Hermina Maria von Starhemberg ha detto:

    Miei complimenti, Gennaro.
    Mille grazie…
    Sembrano i racconti di una fiaba… Il amore e sempre una bellissima fiaba e non finira mai di…
    Elizangela Franziska Eleonora Hermina Maria von Starhemberg

  8. WGabry ha detto:

    Mi unisco al coro di complimenti per Gennaro e se non vi dispiace aggiungo il link a questo post nel mio Blog , essendo io una ammiratrice di Elisabeth Wittelsbach. Ciao Gabry

  9. marina ha detto:

    @ WGabry benvenuta fra di noi, grazie per il commento sotto all’altro post e ho fatto anche io un giro dalle tue parti, sei proprio una appassionata, complimenti 🙂

  10. Alex ha detto:

    Ricordo questo post, grazie per averlo riproposto. Alberto e Elisabetta sono sempre staia una delle coppie più belle e meglio riuscite fra i reali europei, così sensibili, passionali, a tratti stravaganti e indipendenti, almeno da quello che sappiamo e ben si comprende sia il dolore dei belgi per la morte di Astrid e per il successivo matrimonio di Leopoldo avendo nel cuore il ricordo dell’unione del lore re Alberto con Elisabetta, sia lo sconforto e la disillusione di Maria Josè nel constatare quanto il suo matrimonio fosse diverso da quello dei genitori.

  11. Laura ha detto:

    @ Marina , ma dove era nascosto questo post ? Mai visto prima e che fine ha fatto Gennaro?
    Di re Alberto del Belgio ricordo in particolare una foto famosa

    http://www.express.co.uk/expressyourself/169600/The-funeral-of-Edward-VII-End-of-the-Empires

    dove si vedono schierati su due file i monarchi europei convenuti a Londra per i funerali di Edoardo VII. Ebbene ho sempre notato come in questa foto Alberto abbia un atteggiamento completamente diverso da tutti gli altri re che sono rigidi, impettiti con i baffi impomatati all’insu’ (soprattutto il kaiser). Alberto, invece, appare nella foto un po’ defilato e sembra dire : ma guarda che personaggi !
    La testimonianza di Maria Jose conferma che Alberto era un personaggio di stampo diverso dall’usuale : amante degli sport detestava pero’ la caccia che era invece una vera passione per i monarchi dell’epoca, insieme alla moglie aveva piuttosto profondi interessi culturali e scientifici. Insomma un personaggio veramente insolito !

  12. Ale ha detto:

    se non ricordo male maria josè, che si trovava a napoli, non era potuta andare in belgio per i funerali del padre perché era già nella fase avanzata della sua gravidanza, nello stesso anno infatti è nata la principessa maria pia.
    la nostra ultima regina ereditò dal padre l’amore per la montagna e l’alpinismo, tanto che nel 1941 insieme a un gruppo di guide alpine l’allora principessa di Piemonte scalò la vetta del cervino, l’unico savoia ad averlo fatto prima di lei era stato un giovane duca degli abruzzi alla fine dell”800.

  13. elettra/cristina palliola ha detto:

    Grazie @Marina per aver riportato alla luce questo vecchio post…l’archivio di AR, è un pozzo senza fondo di belle sorprese…benchè sia con voi, da un bel po’ di tempo, questo mi era proprio sfuggito!
    Era una bella coppia questa di Alberto ed Elisabetta…entrambe avevano grandi passioni che riuscivano a coltivare, con qualche sregolatezza, molto contenuta e mai fuori dalle righe, ma che li rendeva umani e felici, molto amati dai figli e dai sudditi..peccato che il loro sogno sia durato, in fondo, poco e così tragicamente troncato!

  14. nicole ha detto:

    Che sguardo diretto e penetrante! Devo dire tutto….lo so che è una mia debolezza..è lo sguardo franco degli uomini di montagna, di quelli veri, che vivono la montagna come qualcosa di irrinunciabile, una sfida, un momento di fatica e solitudine, che fa imparare a valutare le forze( non parlo di quelle fisiche solo), che fa imparare anche la generosità e il rischio per aiutare i compagni, la lealtà verso i compagni di cordata e non solo, una volta ritornati al piano.
    Ogni scalata insegna qualcosa e dà tempo arrivati in cima di fare considerazioni diverse e segrete, guardandosi attorno, stanchi, felici, forse anche un poco euforici, ma sempre consci che aspetta la discesa..
    Vabbè, lo so..io amo la montagna e lasciatemi dire cosa ho provato
    vedendo questa foto: ma la avevo già vista? Sinceramente non ricordo.
    Era un grande alpinista, cosi lo ricordavano le guide.

  15. Angie ha detto:

    Pensate che Alberto I si dedicò all’alpinismo solo in età adulta, peché i suoi genitori lo consideravano uno sport troppo pericoloso e non gli permettevano di praticarlo!

  16. Dinora ha detto:

    Una bella storia di amore vero, raro nelle corti europee di allora.
    Ma sembra che nella famiglia reale belga l’Amore con la A maiuscola sia stato molto presente. Alberto I ed Elisabetta di Wittelsbach appunto e nipote di Sissi.
    Leopoldo III con la principessa Astrid di Svezia e successivamente, alla morte della amatissima Astrid il Re si sposò per amore prima col rito religioso e poi con quello civile con Mary Lilian Baels poi principessa di Réthy (seguito da diverse controversie all’interno del paese). Per non parlare del re Baldovino, figlio di Leopoldo III con Fabiola de Mora y Aragón. Fino ad arrivare alla nostra Regina italiana nata principessa Paola Ruffo di Calabria con il principe Alberto poi Re Alberto.
    Gennaro complimenti per averci fatto conoscere la parte intima di questa coppia reale e del loro lungo epistolario d’amore.
    La Regina Elisabetta da brava Wittelsbach fu una donna davvero eccezionale sia per il suo impegno sociale nella Croce Rossa durante la I Guerra Mondiale e per le varie attività appoggiando diverse associazioni culturali ed anche politiche. Fu una studiosa di egittologia ed era presente durante l’apertura della tomba di Tutankamon,: Guardando alcune sue foto, ammirando i suoi occhi si capiscono da dove sono discesi i tratti ed il carattere della nostra Regina Maria Josè. Senza tralasciare il fascino charmant sia del padre che del nonno!! Una famiglia reale davvero particolare!!

  17. Rosella ha detto:

    Attendiamo un nuovo post di Gennaro!.
    Affascinante questa coppia

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